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LA CLASSE 3ª D PRESENTA SCUOLA MEDIA STATALE

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Presentazione sul tema: "LA CLASSE 3ª D PRESENTA SCUOLA MEDIA STATALE"— Transcript della presentazione:

1 LA CLASSE 3ª D PRESENTA SCUOLA MEDIA STATALE
C. F. ADORNO – CASELLA - GE LA CLASSE 3ª D PRESENTA

2 Preparandoci al concorso “energia in gioco” ci siamo imbattuti in uno scienziato … ehm … un personaggio … ecco: in uno scienziato/personaggio particolare. È scienziato perché ha inventato e brevettato centinaia di congegni (1300! Per la precisione) È personaggio perché influì nella società con i suoi investimenti e le sue aziende Quest’uomo è

3 THOMAS ALVA EDISON invenzioni racconto

4 Chi non conosce Thomas Alva Edison inventore della lampadina e del grammofono, solo per citare le due più famose? Ma di queste parleremo in altra sezione. Ciò che forse pochi conoscono ed è proprio quello che ci ha colpito di più, è la sua attività d’imprenditore. La sua capacità d’investire e la sua “SPREGIUDICATEZZA” nel difendere i “SUOI INTERESSI” ci ha impressionato e ci ha ricordato PERSONAGGI italiani a noi vicini. Come vedremo, per interessi economici puramente personali, passano in secondo piano anche i più alti ideali. I latini dicevano: Pecunia no olet! Tutto ebbe inizio con … invenzioni continua

5 LA “GUERRA” DI CORRENTE
invenzioni Come già detto, Edison non fu solo inventore ma anche imprenditore. Nel 1878 creò la Edison Electric Light Company a New York Il 25 gennaio 1881 Edison e Alexander Graham Bell formano la Oriental Telephone Company. Il 4 settembre 1882 Edison attivò il primo sistema di distribuzione dell'energia al mondo, fornendo 110 volt in corrente continua a 59 utenti nella parte bassa di Mahatma. L’impianto constava di 6 generatori in grado di alimentare 6000 lampadine e servì a dimostrare che la fornitura di elettricità poteva essere redditizia. E lo era! Nondimeno stabilì il sistema standard di distribuzione che era quello della CORRENTE CONTINUA che d’ora in poi chiameremo DC. A questo punto occorre fare una piccola premessa. Nei primi anni dello sviluppo delle centrali elettriche … continua

6 LA “GUERRA” DI CORRENTE
invenzioni Nei primi anni dello sviluppo delle centrali eletttriche i fautori della Corrente Continua (DC) si scontrarono con i fautori della Corrente Alternata (CA). I primi sostenevano che producendo DC, potevano essere impiegati accumulatori, cioè batterie ricaricabili, cosicché si poteva assicurare la fornitura qualora si fossero verificati guasti ai generatori. Inoltre, nelle aree urbane densamente popolate, la DC risultava il sistema meno costoso. I secondi ribadivano che quando l’elettricità viene trasportata su lunghe distanze, le perdite possono essere contenute aumentando i valori iniziali di tensione e, questi valori, possono essere ridotti, medianti trasformatori, prima che l’elettricità venga distribuita all’utenza. Inoltre, i trasformatori della DC sono macchine complesse mentre quelle per la CA sono semplici e prive di parti mobili. continua

7 LA “GUERRA” DI CORRENTE
invenzioni Negli Stati Uniti nessun problema; lo standard era la DC fornita da Edison. Finché un bel giorno … Nel 1888 il fisico di origine croata Nikolj Tesla brevetta un “MOTORE A CAMPO ROTANTE A CA”. In altre parole il primo motore elettrico della storia. Storia che purtroppo per noi Italiani si ripete: dopo Bell col telefono ai danni di Meucci, ecco un altro americano, col motore elettrico, ai danni di Galileo Ferraris. Ma questa è un’altra storia ( scusate la ripetizione trina della parola ) I primi motori di Tesla furono costruiti dalla società americana Westinghouse, concorrente della Edison nella fornitura dei macchinari alle centrali elettriche. Apriti cielo. Edison, fortemente contro al pena capitale, … continua

8 LA “GUERRA” DI CORRENTE
invenzioni Edison, fortemente contro la pena di morte, quando vede minacciati i sui interessi economici non esita a imbastire una campagna, che oggi definiremmo di disinformazione, contro la CA e tutti gli strumenti che con essa funzionano, primo fra tutti la sedia elettrica. In questo omettendo di dire che, la stessa, fu opera di alcuni suoi dipendenti, in particolare di Harold P. Brown, che lavorava a Menlo Park. Edison presenziò “pirsonalmente di persona”, come direbbe Catarella (personaggio di Camilleri nei romanzi di Montalbano) a parecchie esecuzioni di animali, soprattutto gatti e cani randagi, a beneficio della stampa, per dimostrare che il suo sistema DC era più sicuro del sistema AC. La serie di esecuzioni ebbe il suo culmine con l'uccisione mediante elettrocuzione dell'elefantessa Topsy. Mors tua vita mea. Alla faccia degli ideali! Ma, le bugie hanno le gambe corte. continua

9 LA “GUERRA” DI CORRENTE
invenzioni Westinghouse e quindi la CA, la spuntò sul suo avversario: Edison. Nel 1893 ottenne l’appalto per la fornitura dei macchinari al complesso idroelettrico delle cascate del Niagara. Com’è ovvio, la CA si prestava egregiamente allo scopo poiché dovendo viaggiare per lunghe distanze servivano alte tensioni. Ma, come il racconto mostra, anche per affermare le cose ovvie bisogna sopportare e aspettare … aspettare che il buon senso abbia la meglio La verità si scopre quando gli uomini sono liberi di cercarla. (Franklin Delano Roosevelt) FINE

10 LA “GUERRA” DI CORRENTE
Vuoi veramente uscire? SI NO visito Le invenzioni

11 LE INVENZIONI LA LAMPADINA IL GRAMMOFONO racconto

12 grammofono racconto LA LAMPADINA Comunemente si crede che sia stato Edison ad inventare la lampadina. Così non è, infatti, prima di lui e contemporaneamente a lui, altri hanno inventato lo stesso prodotto. Edison lo ha solo perfezionato ma, soprattutto, commercializzato e … scusate se è poco. Ecco un breve escursus “illuminante”

13 LA LAMPADINA 1835: prime notizie
grammofono LA LAMPADINA racconto 1835: prime notizie Il momento esatto in cui fu inventata la luce elettrica è soggetto a roventi dispute. Ma sin dai primi esperimenti con l'elettricità, apparve chiaro che un filo, percorso da corrente, genera calore. Questo fenomeno è dovuto alla resistenza opposta dal filo, per cui parte dell'energia elettrica viene convertita in calore. Se la corrente elettrica che viene fatta passare è sufficiente, il filo si arrosserà, arroventandosi. Proprio questo è il principio della lampadina a filamenti incandescenti, vale a dire della normale lampadina elettrica. Già nel 1835, un maestro scozzese, James Bowman Lindsay, dichiarò di essere riuscito a produrre la luce elettrica, ma le descrizioni che sono rimaste di quell'episodio non appaiono molto convincenti e per di più sono abbastanza frammentarie.

14 LA LAMPADINA 1845: il brevetto della lampadina a filamento
grammofono LA LAMPADINA racconto racconto 1845: il brevetto della lampadina a filamento Nella richiesta di un brevetto per lampadina, avanzata da J.W. Starr nel 1845, si suggerì di usare filamenti di carbone- un eccellente diffusore di calore- racchiusi in un bulbo di vetro, svuotato di tutta l'aria contenuta. L'inglese Joseph Swan raccolse quel suggerimento e riuscì in questo modo a produrre alcune lampadine ta, in cui il filamento era formato da striscioline di carta carbonata. Ciò nonostante nel 1860 Swan era giunto alla conclusione che la lampadina non avrebbe avuto alcun futuro. A meno che non si fosse trovato il modo, grazie a una migliore pompa aspirante, di rimuovere anche le ultime tracce di aria dall'interno del bulbo, in modo da impedire che i filamenti incandescenti si consumassero troppo rapidamente.

15 LA LAMPADINA 1878: Swan annuncia la riuscita
grammofono LA LAMPADINA racconto 1878: Swan annuncia la riuscita L'inventore inglese ritornò sulle proprie convinzioni nel 1865, quando il chimico tedesco Hermann Sprengel realizzò la pompa da vuoto al mercurio. Ma solo anni dopo, nel dicembre 1878, in una conferenza della Società di Chimica di Newcastle, Swan presentò l'idea della sua lampadina. Nel frattempo in America, il celebre inventore Thomas Alva Edison aveva raccolto la sfida e si trovava a un passo dal traguardo. Durante quella conferenza del dicembre 1878, Swan non potè mostrare un esemplare della sua lampadina perché, durante una prova di laboratorio, il filamento si era bruciato. Ma lo fece, raccogliendo un grande successo di pubblico, m un'occasione successiva, nel gennaio 1879.

16 la LAMPADINA DI JOSEPH SWAN
grammofono racconto LA LAMPADINA la LAMPADINA DI JOSEPH SWAN Nel gennaio 1879, Joseph Swan presentò la sua ultima lampadina, da cui l'aria era stata aspirata mediante una pompa da vuoto. Questo voleva dire che il filamento incandescente della lampadina durava più a lungo, consumava minore energia ed era più efficiente.

17 LA LAMPADINA 1879: la lampadina di Edison
grammofono LA LAMPADINA racconto 1879: la lampadina di Edison Edison, riuscì a far rimanere accesa una lampadina per 13 ore e mezza, il 21 ottobre Come filamento, Edison aveva usato del normale filo da cucire, preventivamente arrostito e quindi carbonizzato. L'anno successivo fabbricò dei filamenti di carta carbonata, e i risultati furono tanto soddisfacenti che incominciò a vendere lampadine di sua progettazione a 2 dollari e mezzo l'una. Edison apri la sua fabbrica di lampadine a Menlo Park, nel New Jersey, il 1° ottobre 1880, associandovi un gruppo di scienziati. Swan inaugurò invece la sua fabbrica di lampadine a Benwell, nei dintorni di Newcastle, poco dopo, nei primi mesi del In questo modo lo sviluppo della lampadina procedette, per strade diverse, contemporaneamente sui due continenti.

18 LA LAMPADA DI SWAN E EDISON
grammofono LA LAMPADINA racconto 1883 i due inventori riuniscono le loro forze Quando due invenzioni simili si succedono a cosi breve distanza, le dispute sul brevetto sono inevitabili. E dipende dalle autorità locali a chi dei due viene assegnata la patente di inventore. Negli Stati Uniti l'invenzione della lampadina è normalmente attribuita a Edison, e il suo centenario si è celebrato nel novembre In Inghilterra, riconoscendo come inventore della lampadina Swan, il suo centenario si è celebrato nell'ottobre 1978. Swan non brevettò la sua prima lampadina nel 1860 ma, istruito dagli eventi, nel 1880 brevettò il proprio metodo per estrarre le ultime tracce d'aria dal bulbo della lampadina. Nel 1883 brevettò anche un metodo, migliore di quelli allora in uso, per fare i filamenti mediante l'estrusione di nitrocellulosa, disciolta in acido acetico, attraverso una filiera, i cui fori erano piccoli come capocchie di spilli. Nello stesso anno, in seguito all'azione legale intentata da Edison contro Swan, per togliergli il brevetto in Inghilterra, i due inventori sottoscrissero un accordo commerciale. E nacque così la Società Elettrica Edison & Swan, per la costruzione di lampadine in Inghilterra. La lampadina con filamento a carbone si rivelò un ottimo investimento e la società dei due inventori ne vendette esemplari. ma altri inventori, in diversi Paesi, si stavano rendendo conto che era ormai possibile realizzare lampadine migliori, e che fossero in grado produrre una luce superiore. LA LAMPADA DI SWAN E EDISON

19 LA LAMPADINA grammofono racconto 1883: la lampadina di Cruto
Alessandro Cruto ( ), nato a Pionasco, in Piemonte, figlio di un capomastro, animato da grande entusiasmo per gli studi scientifici nonostante la modesta cultura, si dedicò ancora giovane a trovare il modo di ottenere il diamante artificiale. Iniziò le ricerche nel 1879, e dopo due anni di lavoro, ottenne strati sottili di un materiale pace di rigare il vetro, a struttura cristallina Non si trattava di diamante, ma di cristalli di carbonio. Dopo altri esperimenti, Cruto si convinse che occorrevano mezzi maggiori ottenere il diamante. Fu a questo punto che venne a conoscenza delle ricerche sulle lampadine a incandescenza. E così cominciò a fare esperimenti. Nel 1880, esegui il primo esperimento, riscaldando delle piccole lamine di carbonio mediante corrente elettrica, sotto una campana pneumatica. Da allora cominciò a realizzare concretamente le sue prime lampadine. La produzione industriale iniziò nel 1883 in coincidenza con l'apertura del primo impianto europeo di produzione elettrica, sorto a Milano. Nel 1894 Cruto si dimise dalla società per dissapori sorti con gli altri soci d'affari. Si ritirò a vita privata, rituffandosi nei suoi studi per ottenere il diamante artificiale.

20 LA LAMPADINA grammofono racconto 1908: l'introduzione del tungsteno
II chimico austriaco Karl Auer nel 1818, introdusse filamenti fatti di osmio metallico, e già nel 1900 venne impiegato anche il tantalio metallico. Ma il materiale ideale per i filamenti era il tungsteno, che ha un punto di fusione superiore. Le difficoltà di creare sottili filamenti partendo dal tungsteno, un materiale resistente e fragile, furono risolti solo nel 1908, quando l'inventore americano William D. Coolidge dimostrò che una forma affidabile di tungsteno poteva essere quella in barrette, ottenuta comprimendo polvere di tungsteno in appositi stampi. Le barrette, opportunamente forgiate, potevano essere stirate in filamenti sottili. Alle alte temperature del processo di lavorazione, gli atomi evaporano dal filamento e tendono a condensarsi nuovamente sulle pareti del bulbo della lampadina, che sono più fredde, oscurando in questo modo la luce emessa. Questa rapida evaporazione comporta anche l'assottigliamento del filamento, e cosi si ritornava ai difetti delle prime lampadine. Il problema venne aggirato nel 1913, grazie alla scoperta del chimico americano Irving Langmuir, secondo il quale il processo di evaporazione veniva rallentato in lampadine riempite di gas inerti. Dapprima fu impiegato l'argo, quindi l'azoto.

21 IL DOPPIO AVVOLGIMENTO
grammofono racconto LA LAMPADINA IL DOPPIO AVVOLGIMENTO

22 LA LAMPADINA 1910: lo sviluppo del neon
grammofono LA LAMPADINA racconto 1910: lo sviluppo del neon Nel frattempo il chimico francese Georges Claude aveva cominciato a sviluppare una nuova forma di illuminazione elettrica, molto più efficiente in quanto non aveva bisogno di alcun filamento. Nel 1910, Claude fece passare la corrente elettrica attraverso il neon, un gas inerte, e cosi la corrente produsse una luce rossa. Dato che i tubi al neon non hanno bisogno di filamento, la loro forma può variare. Si sono quindi rivelati eccellenti come insegne luminose e nei cartelloni pubblicitari. Altri gas, percorsi da corrente elettrica, producono una luce di diversi colori. Le lampade a vapori di mercurio emettono una luce bluastra, piena di raggi ultravioletti, e per questo sono impiegate come lampade "solari", esponendosi alle quali è facile farsi una bella abbronzatura. Le lampade a vapori di sodio, a bassa pressione, emettono una luce gialla calda, impiegata nella illuminazione stradale. Un'altra versione più recente, a gas di sodio ad alta pressione, genera una luce giallorosa.

23 LA LAMPADINA 1939: la luce fluorescente
grammofono racconto LA LAMPADINA 1939: la luce fluorescente Le radiazioni ultraviolette delle lampade a vapori di mercurio hanno condotto a un'altra applicazione, la luce fluorescente. Se la parte interna del tubo di una lampada a vapore di mercurio è rivestita con sostanze chimiche, chiamate fosfori, queste vengono rese fluorescenti dalle radiazioni ultraviolette. E si produce una luce di diversa colorazione a seconda dei fosfori scelti. La luce fluorescente, apparsa per la prima volta alla Fiera Mondiale di New York, nel 1939, produce una quantità di luce, a parità di consumo, quattro volte superiore a quella delle lampadine a incandescenza.

24 NO visito il grammofono
LA LAMPADINA SEI SICURO DI VOLER USCIRE? SI NO leggo il racconto NO visito il grammofono

25 lampadina racconto IL GRAMMOFONO Thomas Alva Edison disse a proposito del fonografo, nel 1877: « Verrà usato diffusamente, sia per la musica vocale sia per quella strumentale. Potrà cantare le ninnananne dei bambini come raccontarci una favola. Conserverà le voci dei grandi uomini della storia e consentirà alle future generazioni di ascoltare i discorsi di Lincoln o di Gladstone ». Queste parole profetiche divennero realtà.

26 La storia della registrazione del suono:dai pionieri al microsolco
lampadina racconto IL GRAMMOFONO La storia della registrazione del suono:dai pionieri al microsolco

27 IL GRAMMOFONO 1807; prime registrazioni di suoni
lampadina racconto IL GRAMMOFONO 1807; prime registrazioni di suoni Già i costruttori di automi meccanici, nel Settecento, avevano tentato di registrare la voce umana, per poi riprodurla. Tra gli automi ideati dallo svizzero Pierre Jacquet-Droz, oltre all’ ”uomo scrivente” pare si debba comprendere anche un congegno per animare un “uomo parlante”, progettato nel 1760. Nel 1807, il fisico inglese Thomas Young condusse ricerche teoriche sull'acustica, dimostrando che il suono è prodotto dalle vibrazioni di un corpo. A questo scopo realizzò un metodo per riprodurre "graficamente" le vibrazioni sonore, secondo un metodo che divenne in seguito classico. Applicò uno stilo a un diapason, la più semplice sorgente sonora, che vibra se battuta. Facendolo vibrare, lo stilo tracciava delle curve più o meno sinuose su un tamburo ricoperto di nerofumo, fatto ruotare con una manovella. Fu questo il primo tentativo di registrare i suoni per studiarne le caratteristiche.

28 IL GRAMMOFONO 1841: il "tonografo"
lampadina racconto IL GRAMMOFONO 1841: il "tonografo" Un curioso tentativo per riprodurre i suoni fu compiuto dall'economista e patriota italiano Luca Samuele Cagnazzi ( ). Il suo sistema consisteva in un tubo sonoro chiuso a una estremità, nel quale si immetteva una corrente d'aria prodotta da un mantice, che agiva su un pistone scorrente nel tubo stesso. Alle diverse posizioni del pistone, individuate da un indice mobile su una scala graduata, corrispondeva un suono diverso e caratteristico di quella posizione. D "tonografo" di Cagnazzi fu presentato alla terza riunione degli scienziati italiani, tenutasi a Firenze nel 1841, suscitando nei partecipanti molti consensi e notevole interesse.

29 IL GRAMMOFONO 1857: registrazione meccanica su carta
lampadina IL GRAMMOFONO racconto 1857: registrazione meccanica su carta Nel 1857, un pittore francese, Leon Scott de Martinville, si meritò un posto tra i pionieri della registrazione dei suoni, introducendo un nuovo dispositivo. Utilizzò un . "cornetto acustico" rovesciato, a forma di tromba conica, alla cui estremità più piccola applicò una membrana di pergamena con una punta metallica infissa al centro. Il cornetto era montato su un cilindro avvolto da un foglio di carta, ricoperto di nerofumo. Facendo girare con una manovella il cilindro, in grado di spostarsi anche lateralmente, mentre si parlava nel cornetto, il suono prodotto dalla voce faceva vibrare la pergamena. Di conseguenza la punta metallica lasciava delle righe sulla carta. Riportando la punta nella posizione iniziale e mettendo in movimento il cilindro, era possibile riprodurre il suono inciso dalle righe, sia pure in modo imperfetto. Questo strumento fu chiamato dal suo inventore "phonoautografo". Sebbene di rozza fattura, dimostrò che il suono poteva essere registrato e quindi riprodotto.

30 lampadina IL GRAMMOFONO racconto 1877; nascita della registrazione e della riproduzione meccanica del suono Vent'anni più tardi, nel 1877, Thomas Alva Edison volle riprendere gli esperimenti di Scott, per svilupparne i principi. Dopo vari tentativi adoperando diversi sistemi, quali la carta ricoperta di nerofumo, Edison costruì un apparecchio costituito da un cilindro montato su un albero filettato che, girando entro una chiocciola fissata internamente al centro dello stesso cilindro, ne produceva l'avanzamento laterale, in un senso o nell'altro. Un imbuto-portavoce era chiuso al fondo da una leggera membrana elastica, ricavata generalmente da mica, un minerale che si può sfaldare in fogli. Alla membrana era applicata una punta, o stilo. Il cilindro veniva avvolto con un foglio di stagnola, su cui veniva appoggiato lo stilo con una leggera pressione regolabile mediante una vite. Parlando nell'imbuto, mentre il cilindro avanzava con velocità costante, la membrana vibrava e lo stilo incideva sulla stagnola un solco, il cui "profilo" riproduceva le vibrazioni incidenti. Riportato lo stilo nella posizione iniziale e facendo ruotare il cilindro alla stessa velocità di prima, la membrana ripeteva le stesse vibrazioni, emettendo gli stessi suoni. Naturalmente l'intensità dei suoni era debole e lo strumento lento e scomodo. Edison chiamò il suo apparecchio fonografo.

31 FONOGRAFO EDISON HOME MODELLO B
lampadina racconto IL GRAMMOFONO 1878: il fonografo Nel 1878, Edison costituì una società per la produzione di fonografi. A questo scopo apportò alcune migliorie al suo strumento, separando la funzione della registrazione da quella della riproduzione dei suoni. Sostituì cioè l'imbuto-portavoce con un microfono applicato a un cornetto acustico che serviva ad amplificare i suoni. Un altro dispositivo separato, con la membrana-stilo, serviva alla riproduzione dei suoni precedentemente incisi. FONOGRAFO EDISON HOME MODELLO B

32 IL GRAMMOFONO 1886: introduzione dei cilindri di cera
lampadina racconto IL GRAMMOFONO 1886: introduzione dei cilindri di cera La riproduzione del suono era ancora debole e i cilindri funzionavano per poco più di in minuto. Lo stilo d'acciaio infatti perforava rapidamente il foglio di stagnola e quindi, dopo tre o quattro ascolti, i cilindri andavano sostituiti.. Chichester Bell, e Charles Sumner Tainter, brevettarono una versione migliorata del fonografo, nel La chiamarono grafotono. Sostituirono i vecchi cilindri con altri ricoperti da uno strato di cera vergine e in luogo dello stilo d'acciaio ne introdussero uno di zaffiro. Quando il cilindro ruotava, lo stilo incideva un solco continuo sulla cera. Questo sistema era molto economico e permetteva di adoperare gli stessi cilindri parecchie volte prima di sostituirli. Infatti questi, dopo un'incisione, potevano essere lisciati e riutilizzati. TORNIEITO PIALIATORE

33 IL GRAMMOFONO 1888: il grammofono
lampadina IL GRAMMOFONO racconto 1888: il grammofono Il 16 maggio 1888, Emile Berliner, un tedesco emigrato negli Stati Uniti, diede la prima dimostrazione pubblica di una nuova macchina di sua invenzione e progettazione che chiamò "grammofono". Il nuovo apparecchio di Berliner doveva segnare la nascita della moderna industria discografica. Egli sostituì il cilindro di cera del fonografo con un disco, sul quale lo stilo, fissato alla membrana vibrante, tracciava un solco a forma di spirale piana. Ciò offriva diversi vantaggi, tra i quali, riproduzione di suoni di qualità superiore ai precedenti sistemi e la possibilità di poter riprodurre la stessa registrazione in un numero molto grande di copie, grazie a operazioni di stampaggio.

34 IL GRAMMOFONO 1892: inizio della produzione di massa
lampadina IL GRAMMOFONO racconto 1892: inizio della produzione di massa fino al 1892, ogni disco doveva essere prodotto singolarmente. In piedi o seduti, gli artisti dovevano cantare dentro le trombe e, nel caso di registrazioni di grandi orchestre, occorrevano enormi trombe per captare quanti più suoni fosse possibile. In quell’anno, Berliner, sviluppò un sistema per realizzare parecchie copie dello stesso disco, partendo dall'originale. Fabbricò un disco "negativo" di rame, rivestito di nichel, per ogni incisione originale, e lo usò per produrre dei duplicati di ebanite mediante un sistema a pressione in seguito sostituita dalla gommalacca. Il successo del fonografo fu inarrestabile. I fonografi venivano installati in speciali luoghi, e il pubblico pagava per ascoltare canzoni e brevi discorsi di uomini politici … … e l’evoluzione continuò …

35 lampadina lampadina IL GRAMMOFONO racconto racconto Nel 1925, si ebbe lo sviluppo della registrazione elettromagnetica; Nel 1933, si cominciò a sperimentare il suono stereofonico; Nel 1948, si introducono i dischi di plastica a lunga durata incisi con un “microsolco” Nel 1958 la stereofonia si diffonde nel mondo; Nel 1971 si hanno i primi tentativi di quadrifonia; ma le performance migliori, si ottengono con il nuovo formato di disco digitale. E siamo ai giorni nostri.

36 SI SICURO DI VOLER USCIRE?
lampadina racconto IL GRAMMOFONO SI SICURO DI VOLER USCIRE? SI NO leggo il racconto NO visito la lampadina


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