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Giuseppina trifiletti. INTRODUZIONE Nietzsche PRIMA METÀ DEL 900 Il Neopositivismo Einstein I quanti di energia Il paradosso EPR I teoremi di Gödel SECONDA.

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1 giuseppina trifiletti

2 INTRODUZIONE Nietzsche PRIMA METÀ DEL 900 Il Neopositivismo Einstein I quanti di energia Il paradosso EPR I teoremi di Gödel SECONDA METÀ DEL 900 Perdita di previsione e di spiegazione Carlo Ginzburg Il teletrasporto Che cosa è linformazione? DallInformazione allo Spirito CONCLUSIONE La Teologia è una scienza?

3 INTRODUZIONE

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6 NIETZSCHE Nietzsche aveva polemizzato con il meccanicismo e con il positivismo ottocentesco e con tutto ciò che voleva rendere simile e calcolabile quello che invece è per sua natura eterogeneo e non calcolabile. Il pensiero del giorno, come lui stesso lo chiamò, ricerca nella natura un senso e una razionalità che non ci sono. Egli invece ritenne il pensiero notturno più adatto a scrutare la profondità e la complessità del mondo proprio perché non pretende di renderlo più semplice e meno inquietante.

7 Il filosofo profetizzò la caduta di tutti i valori entro i due secoli seguenti. Nietzsche morì nel Egli aveva preannunciato il nichilismo. La filosofia del novecento è pervasa da questo atteggiamento nichilista e anche per questo motivo sono emerse unidea della verità e una comprensione della realtà più ricche di sfaccettature.

8 Pare di poter riconoscere anche nella scienza la crisi delle certezze che il filosofo aveva previsto nella cultura che sarebbe seguita.

9 PRIMA METÀ DEL 900

10 Dio non gioca a dadi con l'universo Smettila di dire a Dio che cosa deve fare! Bohr Einstein

11 HEISENBERGHEISENBERGHEISENBERGHEISENBERG BOHR PLANCK

12 NEOPOSITIVISMO Lempirismo logico e le novità della geometria e della fisica

13 La realtà del mondo La scienza ha acquistato una nuova consapevolezza: perduto lottimismo si rende conto che la realtà è inafferrabile. La Scienza mette in crisi il realismo più ingenuo, quello del senso comune, per il quale accedere al reale sembra immediato, e supera anche il positivismo ottocentesco, con la sua fiducia radicale nella possibilità da parte della scienza di scoprire leggi di natura con capacità di previsione.

14 È il caso di sottolineare che il positivismo è diverso dal realismo più ingenuo, perché è una filosofia dellesperienza, e come tale pone laccento sul fatto che ogni conoscenza si riferisce esclusivamente allinsieme delle osservazioni, e non quindi direttamente alla realtà in sé stessa.

15 Nella prima metà dl 900 si delinea un indirizzo di pensiero che tiene conto delle nuove teorie dovute ad Einstein e ai fisici che fin dal 1900, a iniziare da Planck, hanno dato lavvio alla fisica dei quanti. Si tratta dellempirismo logico o neopositivismo.

16 Questo nuovo indirizzo filosofico attribuisce a sé il compito di chiarire concettualmente i nuovi orientamenti sia della fisica che della matematica e, tra laltro, non ritiene sia proprio della scienza lattribuzione dei fatti osservati a una realtà indipendente, pur non negando lesistenza di questa realtà. Vediamo ora brevemente quali sono stati i progressi fatti dal pensiero scientifico che hanno destato interesse nei neopositivisti.

17 Nuova Fisica I primi trentanni del Novecento vedono la nascita di due tra le più grandi rivoluzioni concettuali nella storia della scienza: la relatività e la meccanica quantistica. Le idee alla base di queste teorie non riguardano solo la fisica, ma invadono l'intera concezione del mondo. Il loro potere innovativo è paragonabile a quello dell'invenzione della ruota, della rivoluzione copernicana, delle teorie darwiniane, della meccanica di Newton: nuovi strumenti pratici e concettuali per conoscere.

18 Nuova geometria Proprio nellintento di assumere un assetto più rigoroso, fin dallinizio dellottocento nella geometria si era delineata una crisi, e successivamente la crisi dei fondamenti aveva coinvolto tutta la matematica. Prima dellavvento delle geometrie non euclidee si pensava che la nostra intuizione non commettesse errori geometrici. e ci fornisse quindi lunica rappresentazione corretta della realtà. Con la legittimazione delle geometrie non euclidee si dovette rinunciare a questo rapporto immediato tra lintuizione e la realtà.

19 QUALE GEOMETRIA È QUELLA VERA? Quale quella corrispondente alla realtà fisica? Dallinizio dell800 si fanno avanti geometrie diverse da quella di Euclide TRE GEOMETRIE EQUIVALENTI SUL PIANO DELLA VALIDITÀ, DELLA COERENZA. Geometria e spazio fisico

20 Per capire come è fatta la realtà lesperimento non basta, linterpretazione dipende anche dalla teoria utilizzata

21 Il Convenzionalismo Le geometrie sono tutte e tre vere (valide) Possono essere più o meno comode Viene così a cadere il principio di non contraddizione? No, perché se viene considerata vera una delle tre geometrie, allora non può essere vera nessun altra per quel modello della realtà. Una volta scelta per una teoria una delle tre allora restano escluse le altre.

22 EINSTEIN lultimo fisico classico

23 Anche Einstein ritenne che la geometria fosse una costruzione dellintelletto che può essere sostituita ed infatti fu da lui sostituita con la geometria di Riemann allinterno della teoria della relatività generale. Einstein costrinse a ripensare allidea di spazio, ma anche a quella di tempo. Il Tempo di Einstein non è più il tempo assoluto di Newton, ma è relativo al Sistema di Riferimento: la simultaneità per Einstein divenne relativa al Sistema di Riferimento (relativa allosservatore). Ciò che è simultaneo per un osservatore non lo è per un altro in moto rispetto a lui. La geometria di Einstein

24 "Il castello sui Pirenei di Magritte" Einstein una strana realtà una realtà, ma surreale

25 I QUANTI DI ENERGIA la fisica quantistica mise in evidenza linadeguatezza del determinismo e la realtà divenne sempre meno raggiungibile.

26 Nel 1900 Planck ottiene una formula con cui può prevedere il comportamento della radiazione di corpo nero per la prima volta a tutte le frequenze. Tale comportamento era ben noto invece sperimentalmente da molto tempo. La chiave sta in due idee inedite: - l'energia nella cavità non assume tutti i valori possibili tra uno iniziale e uno finale, ma è distribuita in "pacchetti" o quanti; - la seconda idea è che l'energia di un quanto è proporzionale alla frequenza ν della radiazione e il coefficiente di tale proporzionalità dev'essere una nuova costante universale, oggi nota come costante di Planck (h = 6, Js).

27 Nota Bene La meccanica classica descrive in modo sostanzialmente accurato gran parte dei fenomeni meccanici osservabili direttamente nella nostra vita quotidiana. Si osserva invece una considerevole discrepanza fra le previsioni della meccanica classica e gli esperimenti per sistemi nei quali le velocità in gioco sono paragonabili con la velocità della luce velocità della luce Si osserva una considerevole discrepanza anche per sistemi di dimensioni spaziali paragonabili a quelle atomiche o molecolari (per i quali la costante fondamentale con cui confrontarsi è la costante di Planck (6, Js).atomiche molecolaricostantePlanck In questi casi la meccanica classica viene sostituita rispettivamente dalla meccanica relativistica e dalla meccanica quantistica.meccanica relativistica meccanica quantistica

28 Principio di indeterminazione 1)Losservatore influenza il fenomeno Una metafora: i gufi vivono di notte. Se devo osservare un gufo e voglio sapere dove si trova, devo illuminarlo. Illuminandolo perdo informazioni sul suo stato di moto, se voglio conoscere il suo stato di moto devo illuminarlo il meno possibile e in questo modo perdo informazioni sulla sua posizione difficilmente individuabile al buio.

29 Ad esempio illuminiamo un elettrone per osservarlo. Se colpiamo una boccia con unaltra boccia perturbiamo il suo stato. Analogamente i fotoni, colpendo lelettrone, perturbano il suo stato, e quindi non possiamo più conoscere la Ahi, ma guarda questi!!! Perché non si fanno i fatti loro?!? Questi fotoni mi hanno messo unagitazione! sua effettiva velocità. Se invece non lo illumino sufficientemente non sono in grado di conoscere la sua posizione. Posso però conoscere la sua effettiva velocità. In conclusione: o conosco la sua posizione o la sua velocità. Il principio di indeterminazione Per osservare qualcosa dobbiamo farlo interagire con uno strumento di misura.. fotoni

30 Il principio di complementarità descrive quella particolare caratteristica per cui i fenomeni che avvengono a livello atomico e subatomico hanno un duplice aspetto: corpuscolare e ondulatorio. Questi due aspetti non possono però mai essere osservati contemporaneamente durante lo stesso esperimento. Fu inizialmente enunciato da N. Bohr per conciliare il dualismo onda corpuscolo delle particelle elementari. Il principio di complementarità e il dualismo onda-corpuscolo

31 passa attraverso la parete LEFFETTO TUNNEL La particella imprigionata

32 Esiste una probabilità non nulla che una particella atomica confinata in una barriera riesca, come una pallina che attraversi le pareti di una tazzina a fuoriuscire dalla barriera. Esiste una probabilità non nulla anche se la sua energia è minore del valore minimo previsto dalla fisica classica per luscita dalla buca (lenergia per saltare fuori). Sorprendentemente (per il senso comune) la particella si può trovare al di là della barriera, anche se possono passare migliaia, milioni di anni prima che levento si verifichi. Effetto Tunnel

33 Il cosiddetto effetto tunnel costituisce una delle più curiose manifestazioni della natura quantistica della materia. La sua fenomenologia si può racchiudere in un esempio: abbiamo di fronte a noi un muro alto diversi metri e lo dobbiamo superare. Apriamo il nostro libro di fisica classica, e dopo poco ci convinciamo che l'unico modo è arrampicarci con pazienza fino in cima, ovvero portarci a una energia potenziale gravitazionale più alta rispetto a quella del muro. L'arrampicata ci costerà un'energia pari al guadagno di energia potenziale gravitazionale. Saltando giù dalla parte opposta, riavremo indietro l'energia spesa sotto forma di energia cinetica.

34 Se invece apriamo il libro di fisica quantistica, scopriamo che c'è un altro metodo che potrebbe funzionare: se corriamo (con fiducia...) verso il muro, c'è una certa probabilità non nulla di riuscire ad attraversarlo (senza demolirlo) e di ritrovarci a correre indisturbati dalla parte opposta. Come se avessimo attraversato un tunnel. La nostra esperienza quotidiana ci suggerisce (anche senza provare) che questo fenomeno non avviene mai per gli oggetti macroscopici; viene invece osservato sotto vari aspetti nello scenario (quantistico) delle particelle elementari. NB. Esiste il microscopio a effetto Tunnel …

35 La particella prima di essere osservata non ha una posizione precisa è dissolta secondo unonda di probabilità, nel senso che, prima dellosservazione si trova in tutti gli stati possibili, in una sovrapposizione di stati. Solo quando osservo, misuro, allora la particella compare in una precisa posizione. Prima dellosservazione però non ha una posizione definita. Onda di probabilità

36 Anche nella fisica classica utilizziamo la probabilità. Possiamo scommettere per esempio che il nostro amico Piero è a casa a lavorare, ben sapendo che potrebbe anche essere andato al cinema, ma riteniamo più probabile che sia rimasto a casa a completare un lavoro. Suoniamo il campanello e lo troviamo in casa. Secondo la fisica classica, secondo la teoria classica della probabilità, il nostro amico anche prima che io lo venissi a sapere con certezza, era a casa. Lignoranza era mia, ma lui aveva una precisa posizione anche prima che io lo constatassi personalmente. Invece la particella quantistica acquista una precisa posizione solo dopo che ho eseguito la misura, ho osservato cioè come stanno le cose, e solo in quel momento le cose stanno in un certo preciso modo, prima stavano in tutti i modi possibili. Nota Bene

37 IL PARADOSSO EPR e linformazione istantanea L'esistenza di un limite di velocità per le interazioni aveva condotto la fisica relativistica ad enunciare un principio di località: un evento non può influire causalmente su un altro evento se non dopo un certo tempo finito necessario alla propagazione del segnale. Uno degli aspetti della fisica quantistica, più radicalmente innovativi per la nostra visione del mondo, fisico consiste nell'averci svelato una radicale non-località dell'universo.

38 Il termine paradosso sta solo ad indicare che quello che viene messo in evidenza dallesperimento concettuale di Einstein, Podolsky, Rosen e che segue dalla Teoria Quantistica, è una realtà paradossale, inaccettabile, ma questo non vuol dire affatto che sia contradditoria. Ad esempio l antinomia del mentitore Io sto mentendo, dà origine a una vera e propria contraddizione e non semplicemente a qualche effetto paradossale, stravagante: se mento dico la verità, se dico la verità allora mento il paradosso EPR di Einstein Podolsky e Rosen

39 Sembra difficile guardare le carte di Dio. Ma neanche per un attimo posso credere che Egli giochi a dadi e faccia uso di mezzi telepatici (come la teoria quantistica corrente pretende che Egli faccia) Albert Einstein

40 Data lassenza di qualsiasi inconsistenza logica nellinterpretazione di Copenaghen, e dato che non esistono esperimenti che falsifichino le predizioni della teoria, il convincimento di Einstein, e dei suoi collaboratori, era che lincompatibilità tra la teoria e la realtà oggettiva non poteva che essere causata da una incompletezza della stessa teoria. I dubbi di Einstein

41 Interpretazione di Copenaghen Linterpretazione della meccanica quantistica si ispira fondamentalmente ai lavori svolti da Niels Bohr e da Werner Karl Heisenberg attorno al 1927, all'epoca della loro collaborazione a Copenaghen, e riceve una formulazione meglio definita soprattutto a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso. L'interpretazione riguarda aspetti della meccanica quantistica quali il principio di complementarietà e la dualità onda-corpuscolo.

42 Einstein postulava la realtà oggettiva, quella secondo la quale il mondo esiste in uno stato definito. Nessuna ragionevole concezione del mondo reale poteva prescindere dalloggettività, secondo lui. Lidea centrale dellesperimento concettuale (EPR) è che eventi verificantesi a grande distanza da noi non possono agire in modo diretto e simultaneo su oggetti ubicati vicino a noi. principio della causalità locale

43 Secondo Einstein e colleghi la teoria quantistica doveva o violare il principio della causalità locale o essere incompleta. Einstein dimostrò infatti che, se la realtà è oggettiva e la teoria quantistica completa, effetti non locali sono inevitabili (comunicazioni istantanee a distanza).

44 Due particelle 1 e 2 si trovano luna vicina allaltra. Rispetto a un punto prestabilito q 1 e q 2 sono le loro posizioni. Le particelle sono in moto e i loro impulsi sono p 1 e p 2. La relazione di indeterminazione di Heisenberg permette di misurare contemporaneamente la somma degli impulsi p=p 1 +p 2 e la distanza q=q 1 -q 2. limpulso totale si conserva. Le due particelle interagiscono, poi la particella 2 raggiunge Londra, mentre la 1 si trova a New York.

45 Sappiamo che limpulso totale si conserva (è lo stesso prima e dopo linterazione). Se misuriamo limpulso della particella 1 a New York e poi sottraiamo tale quantità dallimpulso totale, deduciamo limpulso della particella 2 che si trova a Londra. Analogamente se misuriamo con esattezza la posizione della particella rimasta a New York, poi possiamo dedurre (q=q 1 -q 2 ) la posizione della particella a Londra dato che conosciamo la distanza tra le due.

46 La misurazione della posizione q 1 della particella che si trova a New York altererà la precedente misurazione del suo impulso, ma in base al principio della causalità locale (laltra particella non può essere influenzata da quello che accade alla particella 1 a New York), dovrebbe lasciare immutato limpulso p 2 che abbiamo appena calcolato.

47 Abbiamo quindi dedotto senza alcuna indeterminazione sia limpulso che la posizione della particella 2 a Londra. Invece per la particella 1 a New York, misurando la posizione abbiamo perturbato il suo impulso, che non è più quello di prima. Per la particella a Londra non è stato perturbato limpulso non essendo stata eseguita su di lei nessuna misura. Le misure sulla particella 1 hanno determinato lo stato della particella 2.

48 Abbiamo quindi misurato sia limpulso che la posizione con precisione, andando contro il principio di indeterminazione di Heisenberg. Il principio di indeterminazione di Heisenberg esclude la possibilità di misurare senza incertezza posizione e impulso di una particella. Basandoci sul principio della causalità locale (due particelle non si possono influenzare istantaneamente a grandi distanze) abbiamo quindi conseguito un risultato la cui possibilità viene esclusa dalla teoria quantistica, un risultato che va contro la teoria.

49 O accettiamo che nella teoria dei quanti ricompaia lo spettro dellazione a distanza, che viola il principio di causalità locale, o la teoria stessa è incompleta ed esiste un modo per misurare con precisione sia limpulso che la posizione. Per Einstein la violazione del principio di causalità locale era inaccettabile. La teoria quantistica è incompleta Secondo Einstein, Podolsky e Rosen

50 Linterpretazione alternativa dellesperimento EPR, quella di Copenaghen, nega loggettività del mondo in assenza di effettive misurazioni. Pochi fisici sono disposti ad accettare la possibilità di trasmissioni telepatiche dellinflusso causale. Bohr, e con lui la scuola di Copenaghen, non optò per questa conclusione. Larticolo EPR suscitò molto scalpore

51 La tesi sostenuta da BOHR è che prima di essere direttamente misurati, posizione e impulso della particella 2 non hanno significato oggettivo. Qualora poi venissero misurati si conformerebbero alle relazioni di indeterminazione di Heisenberg, come prescritto dalla teoria quantistica. Contrariamente a Bohr, Einstein non poté mai accettare lidea di una realtà-creata-dallosservatore. A tuttoggi il problema aperto dal paradosso EPR è ancora presente e non risolto. La scuola di Copenaghen la luna esiste solo se la osservi

52 La questione, non risolta dal punto di vista teorico, nel senso che ha dato origine a diverse interpretazioni sul suo possibile significato per quel che riguarda la nostra idea di realtà, ha trovato però, alla fine del 900, applicazioni pratiche da fantascienza. Si potrebbe affermare che il paradosso è risolto dal punto di vista tecnologico. mutua informazione = entanglement Scrödingher nel 1935 chiamò entanglement questa mutua informazione tra particelle quantistiche TELETRASPORTO

53 Ragazza giovane su un molo LALAREALTÀREALTÀLALAREALTÀREALTÀ È ÈÈSOGNOSOGNOÈÈSOGNOSOGNO

54 KURT GÖDEL la verità (ciò che è valido) è più ampia dei teoremi di una teoria formaleIn (con maggiore precisione: in ogni teoria matematica T sufficientemente espressiva da contenere l'aritmetica, esiste una formula f tale che, se T è coerente, allora né f né la sua negazione nonf sono dimostrabili in T.) La coerenza di un sistema complesso non è dimostrabile dallinterno della teoria stessa (Nessun sistema coerente può essere utilizzato per dimostrare la sua stessa coerenza) Chi è sano di mente non può dimostrare di essere sano di mente.

55 A questi modelli scientifici si ispiravano i filosofi neopositivisti, che rinunciarono quindi allingenuo modello meccanicistico ottocentesco.

56 SECONDA METÀ DEL 900

57 PERDITA DEL POTERE DI PREVISIONE E SPIEGAZIONE

58 Il potere di previsione Di fronte alle nuove e inquietanti scoperte della fisica, quella classica sembrava invece aver raggiunto il massimo della perfezione e solo verso il 1975 ci si rese conto che sistemi semplici, di cui sembrava essere noto tutto, presentavano un comportamento imprevedibile.

59 Non stiamo parlando, ripeto, né di fisica relativistica né quantistica, ma semplicemente di fisica classica. Verso il 1960 si è potuto analizzare, con laiuto del calcolatore, il comportamento di sistemi di cui non è nota la soluzione delle equazioni del moto. Ma solo successivamente si è dovuto constatare che anche sistemi di cui si sapevano risolvere le equazioni avevano un comportamento imprevedibile.

60 dal 1960 I fisici sono stati costretti a riconoscere che il caos deterministico e la complessità mettono in crisi il mondo semplice della scienza postgalileiana.

61 Il caos deterministico non è una prerogativa di sistemi molto complicati ma è presente già nella fisica di pochi oggetti. Vediamo perché. Quando si studia un fenomeno non si parta mai da un punto geometrico da cui emerge una sola linea del futuro, ma si parta in genere da una piccola macchia dato che le condizioni iniziali non sono determinabili con precisioni assoluta. Da questa macchia iniziale emergono a ventaglio linee divaricate, che fanno evolvere il sistema in modo completamente diverso.

62 Consideriamo per esempio un urto perfettamente frontale tra due sfere elastiche uguali (ad esempio palle da biliardo), dove ogni sfera rimbalza a 180° rispetto alla direzione iniziale. Basterà però un piccolissimo scostamento dalla condizione di urto frontale perché le traiettorie siano deviate di angoli sensibilmente diversi da 180°. Se le sfere sono più di due allora le conseguenze di una minima perturbazione nelle condizioni iniziali saranno notevoli dopo due o tre urti soltanto.

63 Anche se si conoscono le equazioni del moto e si sa come risolverle, non è possibile fare previsioni sullevoluzione del sistema meglio di quanto si possa fare con un moto casuale.

64 Il fisico russo Chiricov ha dimostrato che per un sistema di palle da biliardo lazione perturbativa dellinterazione gravitazionale, dovuta alla presenza di una persona nella sala del biliardo, è già sensibile dopo nove urti. Per prevedere levoluzione di un sistema in un tempo lungo a piacere è necessario conoscere le condizioni iniziali con precisione infinita, i valori delle posizioni e delle velocità dovrebbero essere date con un numero infinito di cifre decimali.

65 Il potere di spiegazione Accanto alla complessità dinamica del caos deterministico, vediamo emergere una complessità strutturale consistente nella difficoltà, e forse nell'impossibilità di descrivere in modo soddisfacente un oggetto complicato riducendolo a pochi componenti elementari. Di questa complessità delloggetto ci si è accorti cercando di costruire robot che vedono.

66 Alcuni pensano che parte integrante della struttura delloggetto sia la visione dinsieme, il tutto, che non è semplicemente la somma delle parti, così come una casa non è solo un insieme di mattoni, in quanto fa parte integrante di essa anche il progetto dellarchitetto.

67 Altri, i riduzionisti, credono però che non ci sia nulla, per quanto complesso, che non possa essere capito: per capire basta sbucciare ad una ad una le apparenze, per mettere alla luce il nucleo centrale che è sempre di insuperabile semplicità; è solo questione di tempo. La complessità apparente è secondo loro solo semplicità organizzata. Tutti però sono concordi nel riconoscere lestrema difficoltà di descrivere loggetto senza ambiguità. in modo tale che una macchina possa riconoscerlo.

68 Alcuni problemi però restano avvolti nella loro inestricabile, almeno per ora, complessità.

69 Il problema dellinterpretazione 1.- I fatti in sé stessi non sono sufficienti per laccettazione o il rifiuto di teorie scientifiche; il campo dazione che lasciano al pensiero è troppo ampio, mentre i divieti della logica e delle metodologie tradizionali sono troppo restrittivi. Tra gli estremi cè la sfera delle idee umane in continuo mutamento - Feyerabend

70 2.- Contro il Positivismo che si ferma ai fenomeni e afferma ci sono soltanto i fatti, direi: no, proprio i fatti non ci sono, bensì solo interpretazioni … - Nietzsche

71

72 Carlo Ginzburg mette in evidenza le potenzialità del paradigma indiziario

73 Carlo Ginzburg (Torino, 1939), ha insegnato allUniversità di Bologna, ora insegna allUniversità della California a Los Angeles (Ucla) Miti, emblemi e spie. Morfologia e storia la scienza delle tracce oltre Galileo

74 Il gruppo di discipline indiziarie non rientra affatto nei criteri di scientificità desumibili dal paradigma Galileiano. Si tratta infatti di discipline eminentemente qualitative, che hanno per oggetto casi, situazioni e documenti individuali, in quanto individuali, e proprio per questo raggiungono risultati che hanno un margine ineliminabile di aleatorietà.

75 Tuttaltro carattere aveva la scienza galileiana, che avrebbe potuto fare proprio il motto scolastico individuum est ineffabile, di ciò che è individuale non si può parlare. Limpiego della matematica e il metodo sperimentale, infatti, implicavano rispettivamente la quantificazione e la reiterabilità dei fenomeni, mentre la prospettiva individualizzante escludeva per definizione la seconda e ammetteva la prima solo con funzioni ausiliarie.

76 le figure i numeri e i moti, ma non già né gli odori né i sapori né i suoni, li quali fuor da dellanimal vivente non credo che sieno altro che nomi. Con questa frase Galileo imprimeva alla scienza della natura una svolta in senso tendenzialmente antiantropocentrico e antiantropomorfico, che essa non doveva abbandonare più.

77 É certo, tra il fisico galileiano professionalmente sordo ai suoni e insensibile ai sapori e agli odori, e il medico suo contemporaneo, che arrischiava diagnosi tendendo lorecchio a petti rantolanti, fiutando feci e assaggiando orine, il contrasto non poteva essere maggiore.

78 A questo punto si aprivano due vie: o sacrificare la conoscenza dellindividuale alla generalizzazione o cercare di elaborare, magari a tentoni, un paradigma diverso, imperniato sulla conoscenza scientifica dellindividuale.

79 IL TELETRASPORTO L EFFETTO EPR viene utilizzato ad esempio per realizzare il teletrasporto e anche in altre situazioni … entanglement

80 Il teletrasporto quantistico, previsto teoricamente per la prima volta nel 1993, non descrive un trasporto di materia, ma di informazione, linformazione quantistica. Un corpo verrebbe in pratica distrutto nel momento stesso della scansione per poi essere ricostruito, sulla base delle informazioni ricevute, in un altro luogo dove però i "componenti" dell'oggetto erano già inizialmente presenti. Sono le "istruzioni" che vengono così teletrasportate per ricostruire lo stato fisico. Il teletrasporto è reso possibile da quella particolare proprietà della fisica quantistica ricordata precedentemente, chiamata "entanglement", e ne è la più spettacolare applicazione. L'entanglement, traducibile ad esempio come "intrecciamento, descrive, come abbiamo già scritto, la possibilità di due sistemi di avere e mantenere strane relazioni a distanza. Einstein la definì come "azione fantasma a distanza". Sono le "istruzioni" che vengono teletrasportate per ricostruire lo stato fisico

81 CHE COSA È LINFORMAZIONE?

82 la via digitale e la via analogica della conoscenza Lanalogico e il digitale sono due modalità di codifica dellinformazione affermatesi intorno agli anni 50: esse venivano utilizzate per caratterizzare le differenze di elaborazione e di funzionamento tra due tipi di calcolatori, quelli analogici e quelli digitali. In seguito alla diffusione del personal computer e delle altre innovazioni nelle società occidentali avanzate, è nata una contrapposizione piuttosto netta tra le due modalità.

83 Un modello analogico, essendo un dispositivo concreto, cioè sottoposto alle leggi della fisica, avrà un comportamento continuo. Un modello digitale sottoposto alle leggi formali di una teoria non ha errori dovuti agli strumenti di misura, ma presenta limitazioni legate al fatto che la teoria si esprime necessariamente con un numero finito di simboli. Luniverso digitale è quello nel quale le informazioni vengono rappresentate da stringhe di 0 e 1.

84 La macchina di Turing honsell È sconcertante quanto sia elementare e quanto tutto sommato sia assolutamente arbitraria. Nella sua formula è composta da un nastro sul quale ci sono zeri e uni e cè semplicemente un lettore di questo nastro che ha un certo numero finito di stati e la macchina è specificata una volta che uno ha detto: se mi trovo in un certo stato e con la testina di lettura leggo questo simbolo, allora quello che faccio è una transizione in un altro stato, una modifica del carattere che cè sul nastro, e mi sposto a destra o a sinistra.

85 Per di più si scopre che non ha importanza quali siano i simboli che vengono messi sul nastro, non ha importanza quanti nastri la macchina usa, non ha importanza se i nastri leggono solo in una certa direzione oppure no. Praticamente qualunque cosa venga proposta non ha importanza; anche se la eliminate, la macchina funziona lo stesso; le capacità di calcolo di questo modello sono le stesse. La tesi di Church-Turing dice proprio questo: tutto ciò che si può calcolare è indipendente dal modo in cui viene calcolato.

86 È una cosa sorprendente. Si passa da un fatto totalmente arbitrario ad un fatto assoluto. Abbiamo cercato in tutta la storia della nostra scienza qualcosa di assoluto, senza mai riuscire ad afferrarlo (perché ci spiegavano sempre che ci sono le cause delle cause delle cause …) e invece lo abbiamo trovato proprio in corrispondenza di quel concetto, il concetto di calcolo, che sembrava così arbitrario. Veramente incredibile! Questa è la tesi di Church e di Turing, del 1936, che poi diventa sempre più diffusamente condivisa. Tutto ciò che noi possiamo calcolare è essenzialmente quello che può essere calcolato da una banale macchina di Turing con un unico nastro di zeri e uni …

87 Alcuni scienziati ed esperti in robotica, affermano che nel prossimo futuro sarà possibile trasferire la mente umana in una macchina. La Realtà è numero? Magie di 0 e 1

88 Linformazione Molti dicono che linformazione è fondamentale tanto quanto la materia, lenergia, lo spazio, il tempo …, che è unimportante entità della quale non si può fare a meno. Che cosa sia linformazione è però una cosa poco consolidata. Di concetti di informazione ce ne sono tre. furio honsell

89 1.La definizione di Shannon : una cosa è tanto più informativa quanto meno probabile. Se alla fine penso che non mi abbiano detto niente, è perché non sono riuscito a distinguere questo messaggio da nientaltro, e questo ha a che fare con il concetto di probabilità. Questa tipo di definizione però a noi non serve perché non ci dice, ad esempio, quando uninformazione è più complessa, né ci sa dire quando è più profonda. Per non parlare poi del concetto di informazione utile: richiederebbe di poter avere un modo di pesare e vagliare linformazione.

90 2.La definizione di Kolmogorov : riguarda la complessità dellinformazione e si basa profondamente sul concetto di MdT. Una sequenza di numeri è tanto più interessante quanto più complesso deve essere il programma che me la genera. Se uno mi dà uninformazione molto banale …, una sequenza alternata di zero e uno, il programma che mi genera questa sequenza è molto più breve della sequenza di numeri.

91 Kolmogorov dà una definizione che sostiene appunto che una informazione, una sequenza è complessa, se la sua lunghezza è confrontabile con quella della più piccola MdT che la genera. Questo appena esposto è un altro concetto di informazione, una bellissima definizione che riguarda la complessità di calcolo. Con questa definizione però si apre la strada a problemi di varia natura. Si può infatti quasi definire il concetto di sequenza di numeri a caso. Si apre così un universo di problemi tutti indecidibili perché non si può mai esser certi che una sequenza è effettivamente a caso. Si possono in effetti replicare alcuni paradossi logici fondamentali.

92 3.La definizione di Bennet, che riguarda la profondità. Una sequenza è tanto più profonda quanto maggiore è il tempo di calcolo che ci mette la più piccola MdT che la può generare. Quale di queste tre nozioni di informazione è quella che preferiamo? Ne dovremo inventare delle nuove? Senza dubbio. Dovremo cercare di capire meglio, di afferrare il concetto di informazione.

93 DALLINFORMAZIONE ALLO SPIRITO gianfranco basti

94 Il futuro della scienza fisica dipende dallo sviluppo di una adeguata TEORIA DELLINFORMAZIONE, tanto quanto i suoi inizi e il suo prodigioso sviluppo nella modernità sono stati legati allo sviluppo di unadeguata teoria matematica e sperimentale della materia e dellenergia.

95 Purtroppo il materialismo di fatto nello sviluppo, nellinterpretazione e soprattutto nella divulgazione dei risultati delle scienze naturali moderne, non rende giustizia ad unevidenza empirica che è sotto gli occhi di tutti. E cioè che la vita psichica degli animali e, soprattutto delluomo, seppure sempre mediata da scambi di energia con lambiente, non dipende da questi, ma dallinformazione veicolata attraverso questi scambi.

96 Si pensi, per esempio, allimportanza fondamentale che per il corretto sviluppo, sia biologico che cognitivo, del feto nel grembo della madre o, ancora più evidentemente dei neonati prematuri costretti a trascorrere diversi mesi in incubatrice hanno gli scambi dinformazione affettivamente significativi, con lambiente circostante.

97 Che dire poi del fenomeno impressionante del risveglio dal coma alla vita psichica per malati, sia giovani che anziani, che dipende in maniera assolutamente critica, e per il momento del tutto misteriosa, da questi scambi dinformazione affettivamente significativa?

98 Da questa come da uninfinità di altre evidenze di psicologia clinica e sperimentale si evince che la vita cognitiva delle nostre menti dipende criticamente da scambi dinformazione appropriata con lambiente circostante, quanto e molto di più la vita organica dei nostri corpi dipende da scambi metabolici (di materia e energia) appropriati con lambiente,

99 La vita psichica della mente, a differenza di quella organica di parti materiali del corpo, non dipende da scambi di materia, ma da scambi dinformazione con gli organi del proprio corpo che controlla e, attraverso di essi, con gli altri corpi, umani e non, che costituiscono il suo ambiente culturale e fisico

100 Ciò significa che lanima potrebbe continuare a sopravvivere di vita psichica quasi fosse una sostanza immateriale vivente autonoma, se si potesse garantire in forma artificiale ad essa quegli scambi dinformazione mediante i quali continuare ad operare anche senza il suo corpo dorigine. In siffatto ambiente informazionale, essa potrebbe sussistere in attesa di un suo re-inserimento in un ambiente materiale, che gli potrebbe fornire i costituenti materiali per riorganizzare un corpo umano simile a quello di partenza.

101 La fede cristiana ci dice che questa Sorgente Universale dinformazione appropriata per tutte le anime umane dei defunti è Dio, così da dare una fondazione teologica alla nostra convinzione di fede che le anime dei defunti sono tutte viventi in Dio aspettando la resurrezione finale dei relativi corpi che avverrà in qualche altra parte delluniverso materiale (o in qualche altro universo materiale?), quando il mondo terrestre in cui viviamo sarà distrutto. Una possibile interpretazione Non lunica interpretazione possibile

102 CONCLUSIONE

103 LA TEOLOGIA È UNA SCIENZA?

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106 Vito Mancuso LANIMA E IL SUO DESTINO Libro pubblicato nel 2007 Raffaele Cortina Editore Scienza e Idee – Collana diretta da Giulio Giorello Docente di Teologia moderna e contemporanea presso la facoltà di Filosofia dellUniversità San Raffaele di Milano

107 Vi scongiuro fratelli, rimanete fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze Nietzsche Così parlò Zarathustra

108 Nietzsche evidenzia la storica contrapposizione tra fedeltà al cielo e fedeltà alla terra. LA FILOSOFIA DEL NOVECENTO ha eliminato questa contrapposizione. Forti intelletti come quello di NIETZSCHE, e di molti altri, hanno sentito la necessità di proclamare la morte di dio per far vivere luomo. Proprio per questo è necessario anche rigettare lirrazionalità di alcune ingenue credenze (statuette che piangono, miracoli vari …). Cè bisogno di guardare al mondo per quello che è, alla sua struttura stupefacente che la scienza contemporanea ci aiuta sempre meglio a conoscere, cè bisogno di poggiare saldamente i piedi sulla madre terra e da lì arrivare a mostrare come è proprio la fedeltà alla terra a richiedere di alzare in alto lo sguardo. (Pag. 113)

109 Con teologia universale intendo un discorso su Dio e la nostra reale relazione con lui, quindi vera e propria teologia tale da essere condotta a partire dai dati della ragione. La ragione non è da intendersi nel senso ristretto del razionalismo positivista Ragione come intelletto+coscienza morale … ciò che Kant definiva ragione pratica, secondo cui è vero anche ciò che non si può direttamente verificare, ma che per la sua intrinseca nobiltà, capacità di produrre il bene, muove e riempie le nostre vite, e di cui Hegel parlava col nome di spirito. Verità come esattezza+speranza, come dimensione globale della mente Verità, che per essere abbracciata richiede una dedizione totale, dellintelligenza e della volontà, della mente e del cuore, di tutta la vita. (Pag )

110 e per finire I DELIRI DI SVEDENBORG Dopo la morte luomo ha una perfetta forma umana. Luomo dopo la morte è in possesso di tutti i suoi sensi, della memoria del pensiero, degli affetti che aveva nel mondo: abbandona soltanto il suo corpo terreno.

111 La vera razionalità è costituita di verità che sono di tre generi: verità civili (nella giustizia e nel governo dei paesi), verità morali (nella vita di ogni uomo e nelle relazioni con la società), verità spirituali (nella vita del Cielo e della Chiesa).

112 Luomo quindi porta con sé tutta la sua memoria. Non vi è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce; e ciò che avete detto allorecchio nelle stanze più interne, sarà annunciato sui tetti. (Luca, XII, 2-3)

113 una delle possibili, una strada su cui si può riflettere se si vuole, tenendo conto anche degli articoli linkati a questa presentazione. Quella raccontata è solo una storia


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