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PREPARAZIONE DEL PAZIENTE ALLINTERVENTO CHIRURGICO.

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Presentazione sul tema: "PREPARAZIONE DEL PAZIENTE ALLINTERVENTO CHIRURGICO."— Transcript della presentazione:

1 PREPARAZIONE DEL PAZIENTE ALLINTERVENTO CHIRURGICO

2 scopi Ottimizzare il rapporto rischio-beneficio derivante dallintervento

3 Quali rischi abbatte una PPO corretta ? certezza rischio infettivo (infezione del sito chirurgico)… certezza buona probabilità rischio di complicanze in anestesia... buona probabilità possibilità rischio di disfunzione respiratoria post-op... possibilità rischio di sequele legali …. certezza rischio di sequele legali …. certezza

4 Preparazione PreOperatoria Preparazione intestinale Doccia preoperatoria Misure di igiene personale Tricotomia Gestione degli effetti personali Richiesta emocomponenti Digiuno preoperatorio PremedicazioneAntibioticoprofilassi

5 dieta La dieta del giorno precedente lintervento consiste in una dieta leggera per il pranzo e il digiuno, la sera

6 Preparazione Intestinale Preparazione Intestinale Lindicazione allo svuotamento dellintestino nel preoperatorio è diversa a seconda del tipo di chirurgia che deve essere eseguito.

7 Preparazione Intestinale nella chirurgia maggiore delladdome (retto-colon incluso), della pelvi, dei vasi a decorrenza endoaddominale Lo svuotamento meccanico dellintestino in preoperatorio non sembra ridurre lincidenza di deiscenze a livello anastomotico nella chirurgia del colon-retto. Tuttavia, il minore contenuto in feci a livello delle anse è un fattore di sicurezza per limitare la contaminazione del campo operatorio nel caso di/nella necessità di una resezione dansa. Questo è il motivo per cui oggi la PI viene ritenuta necessaria nella preparazione allintervento dei pazienti candidati a percorsi elettivi.

8 Preparazione Intestinale per gli esami endoscopici, angiografici e per la chirurgia endoprotesica Il minore contenuto in feci a livello delle anse è un fattore che aumenta laccuratezza diagnostica. Questo è il motivo per cui oggi la PI viene proposta e ritenuta una misura necessaria per la preparazione dei pazienti candidati a percorsi elettivi.

9 Preparazione Intestinale / no Controindicata: vomito recidivo, stato occlusivo / ileo meccanico dolori addominali a genesi non chiara emorragia del tratto gastroenterico aborto imminente gravidanza in fase iniziale angina instabile Langina, se non è realmente instabile, non rappresenta controindicazione assoluta alla preparazione intestinale

10 Preparazione Intestinale / si Necessaria, generalmente con catartici per os *: chirurgia protesica ( possibile contaminazione del campo operatorio) esami diagnostici critici (angiografici, endoscopici) chirurgia del colon-retto chirurgia con prevedibile/probabile contaminazione del campo operatorio ginecologica maggiore urologica maggiore neoplastica esofagea, gastrica, epatopancreatica e della via biliare, del piccolo intestino * orientamento prevalenete nella letteratura

11 Nelle chirurgie restanti, valutare lopportunità di procedere a svuotamento intestinale in relazione con la probabilità di ileo postoperatorio caratteristiche individuali dellalvo (stipsi cronica) età (alterata funzione mm liscia nellanziano) varianti anatomiche (dolicocolon, megacolon) terapia cronica (calcio-antagonisti) disfunzione diaframmatica postop (ch. addominale alta e toracica) uso prolungato di oppiacei nel postoperatorio comorbidità disfunzione autonomica nel diabete insufficienza respiratoria medio-severa

12 1 1. Minimizza la disfunzione respiratoria postoperatoria (< contenuto fecale < meteorismo < minore impedimento allescursione diaframmatica) 2. Minimizza il rischio di complicanze infettive perioperatorie (attraverso una minore probabilità di traslocazione batterica, cioè di batteriemie transitorie secondarie e delle loro conseguenze) Quali rischi abbatte la preparazione intestinale praticata per atti chirurgici in cui essa non è ritenuta strettamente necessaria ?

13 Preparazione Intestinale Dove: bagno dedicato a una manovra sporca * al letto, se paziente non deambulante Quando: possibilmente il giorno dellintervento ** Come: lassativi sodio fosfato e/o + enteroclismi/clisteri: H 2 O + glicerina * se possibile logisticamente; ** secondo la tipologia dellintervento

14 COME?….. Opzioni per la preparazione intestinale Misure rettali (clisteri, enteroclismi) 750 ±250 ml H 2 O ml/l glicerina effetto meccanico pulizia del colon e ampolla efficacia in 1-2 h intervento programmabile dallOS lavoro diretto dellOS accettazione non sempre buona possibile incontinenza (anziano) prudenza nel cardiopatico instabile preferibile in cardiopatici, nefropatici, grandi anziani, distonici, disidratati Catartici per via orale (lassativi) sodio fosfato o PEG l di H 2 O effetto chimico pulizia di tutto lintestino efficacia buona e valutabile (feci chiare e liquide) minore carico di lavoro per OS latenza e entità delleffetto non totalmente prevedibili possibile disidratazione e disionie iatrogene valutare lopportunità dei C. in pazienti cardiopatici scompensati, nefropatici, disidratati, disionici

15 Preparazione Intestinale Gli errori frequenti: 1. Pensare che il microclisma sia una opzione valida per la preparazione intestinale preoperatoria 2. Pensare che la preparazione intestinale vada messa in atto in modo routinario e arbitrario, in tutti i pazienti e per ogni tipologia di intervento 3. Pensare, in un paziente in lista per intervento CCH, che: - se ha avuto una fase di instabilità dellangina poi regredita - se ha una patologia del tronco comune ma è asintomatico sia comunque a rischio elevato e non vada preparato

16 Preparazione della cute

17 Dopo aver controllato lefficacia del clistere evacuativo effettuato da parte dellinfermiere, si invita il paziente ad effettuare una doccia preoperatoria Si effettua tricotomia che va fatta il più vicino possibile al momento dellintervento, se lintervento è di urgenza si effettua immediatamente prima di scendere in sala operatoria

18 Doccia preoperatoria Mangram AJ et al. Guidelines for prevention of surgical site infection Inf Control Hosp Epidemiol 1999; 20: Obiettivo della doccia preoperatoria: abbattere il rischio di infezioni del sito chirugico (attraverso la riduzione della carica microbica cutanea)

19 Doccia preoperatoria Dove bagno dedicato a una manovra pulita * al letto, spugnatura (se pz non deambulante) Quando la sera precedente lintervento ± la mattina del g. dellintervento (dopo la trico) Con cosa: prodotti antisettici * se possibile logisticamente Clorexidina Iodopovidone Racc.I B

20 Opzioni per la doccia preoperatoria (confezioni monouso) A base di clorexidina di prima scelta per una serie di vantaggi: la buona tolleranza cutanea lo scarso potere allergogeno la non interferenza con patologie in atto lefficacia durevole svantaggio: la diminuzione della carica microbica è ottimale dopo almeno 2 applicazioni (sera del g-1; mattina del g 0)

21 A base di iodopovidone di seconda scelta per una serie di svantaggi: reazioni allergiche nei pz con allergia a prodotti iodati possibile assorbimento di iodio su cute non integra teorica interferenza con patologie in atto (tireotossicosi) tempo necessario per lantisepsi più lungo (contatto > 2 min) pigmentazione cutanea a fronte di: buona e durevole efficacia

22 Doccia preoperatoria Gli errori frequenti: 1. Non rimuovere i residui di collante sulla cute prima della D. 2. Utilizzare i comuni saponi per la D. 3. Utilizzare prodotti a base di clorexidina se la D è unica 4. Non verificare che il paziente si sia lavato in modo adeguato Consigli per gli operatori: 1. Predisporre nei bagni, kit monouso per D (monodose di antisettico + applicatore + telo per asciugatura) 2. Fare indossare pigiama pulito (o camice dellEnte) dopo la D

23 Misure di igiene personale Obiettivo delle misure di igiene personale: 1. Minimizzare il rischio di autolesioni accidentali nella fase di risveglio dalla narcosi (attraverso il taglio delle unghie) 2. Minimizzare le complicanze in corso di narcosi (attraverso misure che rendono più efficace la ventilazione in maschera)

24 Misure di igiene personale - I Taglio delle unghie Detersione del cavo orale nel pz con dentatura propria nel paziente edentulo Taglio della barba e dei baffi (algoritmi in relazione al rischio) Da effettuare la mattina del giorno dellintervento

25 Il 30% degli incidenti totalmente riferibili allanestesia è sostenuto da difficoltà di controllo della via aerea. Di questi, almeno il 40% (12% del totale, ndr) è descritto come conseguenza di una inadeguata ventilazione. Dovrebbe essere prevista la quasi totalitàdei casi di difficile gestione della via aerea ma, nella pratica, un terzo di essi giunge in modo inaspettato. Laderenza della maschera facciale è negativamente influenzata …in particolare dalla presenza di barba. Parametri di previsione per la difficoltà di ventilazione con maschera facciale: presenza di barba al primo posto. Frova et al. Intubazione difficile e difficoltà di controllo delle vie aeree. Manuale del corso ECM SIAARTI. Madeia Ed, 2002.

26 Mangram AJ et al.Guidelines for prevention of surgical site infection Inf Control Hosp Epidemiol 1999; 20: Obiettivo della tricotomia: abbattere il rischio di infezione del sito chirurgico (di ferita) Esecuzione della tricotomia

27 Depilazione della cute tramite rasoi, clipper e creme depilatorie Su indicazione infermieristica per ridurre il rischio di infezione della ferita

28 strumenti Rasoio: valido come strumento, ma provoca microlesioni cutanee nelle quali colonizzano i batteri Clipper: riducono il rischio di lesioni cutanee, ma possono non consentire unadeguata rasatura della zona Creme: riducono il rischio di lesioni cutanee, ma possono provocare allergie

29 Evitare la depilazione preoperatoria, a meno che i peli siano vicini o addirittura nella zona di incisione e pertanto possano interferire con loperazione stessa. Ripensare alla indispensabilità della tricotomia Ripensare alla estensione dellarea da tricotomizzare Se i peli vengono tagliati, bisogna procedere immediatamente prima dellintervento, preferibilmente con un rasoio elettrico Elemento centrale è la tempistica corretta della tricotomia rispetto allincisione chirurgica Pure rilevante è il rispetto dellintegrità cutanea Racc. I A

30 Effettuare il lavaggio delle mani e indossare i guanti Esporre la zona da radere ed ispezionare lo stato della cute, accertandosi che sia integra, facendo attenzione a non lasciare il paziente troppo scoperto La zona da radere varia in relazione al tipo di intervento, quindi va indicata dallinfermiere

31 materiale Guanti monouso Clipper, rasoio monouso o a lama libera con lametta monouso (o crema) Forbice Schiuma da barba Sapone liquido Bacinella reniforme Telino o asciugamani puliti Garze sterili ed antisettico

32 tecnica Preparare lambiente ed il materiale necessario Spiegare al pz la procedura e le motivazioni, fargli assumere una posizione comoda, in punto ben illuminato Predisporre il materiale vicino al paziente

33 Inumidire ed insaponare larea da radere Eseguire la tricotomia con movimenti rapidi e decisi con passaggi sovrapposti Detergere e sciacquare bene la zona Asciugare Disinfettare la zona con garze ed antisettico Pulire e riordinare il materiale usato eliminando il rasoio nel contenitore per gli aghi

34 Tricotomia - I Dove bagno dedicato a una manovra pulita (se possibile) al letto, prima della spugnatura (se pz non deambulante) Quando: la mattina del giorno dellintervento, entro 2 h dal momento dellincisione Come: senza lesionare la cute

35 Tricotomia Consigli per gli operatori: Protocollare larea da tricotomizzare nei diversi tipi di intervento per evitare di estendere gratuitamente larea che viene trattata: Ricadute: - Per lOS: * tempo-operatore per eseguire la T. inferiore * nello stesso tempo si tricotomizzano più pazienti * possibilità di fare la T. nella tempistica corretta - Per il paziente: - Per il paziente: migliore cura

36 Tricotomia - II Gli errori frequenti: * Nel pazienti con ipetricosi, effettuare la tricotomia in due tempi (una parte la sera del giorno precedente lintervento ed una parte la mattina) * Pensare che sia impossibile ripensare il proprio lavoro tenendo conto di quanto ribadito dal documento del CDC

37 Trasmissione allinfermiere Presenza di alterazioni cutanee tipo lesioni, erosioni, arrossamenti Difficoltà o impossibilità ad effettuare la procedura (es. paziente non collaborante o con lesioni cutanee) Stato di cura ed igiene del paziente

38 Gestione degli effetti personali

39 Effetti personali - I Gioielli Protesi: dentarie mobili oculari e lenti a contatto di arto acustiche (migliore collaborazione; segnalare in SO se non rimosse) Biancheria (se il pz non torna allo stesso letto dopo lintervento) Rimozione sempre Rischi potenziali

40 Effetti personali - II Quando rimuoverli: al momento della premedicazione, al più tardi A chi consegnarli: direttamente ai parenti, da parte del paziente stesso allOS che segue la PPO, che li consegnerà ai familiari designati dal paziente Scheda Custodia Valori e Documenti Cartella Infermieristica Cartella Infermieristica


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