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Dott. Lorenzo Capasso Specialista in Chirurgia Generale Specialista in Chirurgia Vascolare Dottore di Ricerca in Metodologie diagnostiche intraoperatorie.

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1 Dott. Lorenzo Capasso Specialista in Chirurgia Generale Specialista in Chirurgia Vascolare Dottore di Ricerca in Metodologie diagnostiche intraoperatorie Dirigente Medico Responsabile Dirigente Medico Responsabile Unità Operativa Semplice: Management integrato ospedale territorio del paziente oncologico chirurgico U.O.C. Chirurgia Generale Oncologica Direttore: Prof. Ferdinando Salzano de Luna Il CANCRO COLORETTALE Levoluzione del dato epidemiologico nella Provincia di Caserta Definizione ed applicazione dei percorsi diagnostico- terapeutico-assistenziali in oncologia digestiva

2 Cancro colo-rettale: pubblicazioni su Riviste internazionali recensite da PUBMed –Emergency surgery for Neoplastic left colon obstruction: Resection and primary anastomosys (RPA) versus Hartmann resection (HR). Ann.Ital. Chir., LXXV, 4, –Surgical complication for gastric and small bowel metastases due to primary lung carcinoma. Minerva Chir. 2004, Aug; 59 (4): –Peutz-Jeghers sindrome: case report and up-date on diagnosis and treatment. Minerva Chirurgica 2001 Dec; 56 (6): –hMLH1 Mutations in Hereditary Nonpolyposis Colorectal Cancer Kindreds Human Mutation 1998; 12 (3(: –Radioimmunoguided Surgery in Colorectal Cancer: A 6-Year Experience With Four Different Technical Solutions. Seminars in Surgical Oncology 1998 Dec; 15 (4): –Possibilità di diagnosi presintomatica nella poliposi familiare del colon. Annali Italiani di Chirurgia 1994 May-Jun; 65 (3):

3 è la seconda causa di morte per neoplasia con nuovi casi e circa decessi ogni anno negli Stati Uniti. In Italia, si ammalano ogni anno dalle 30 alle 40 mila persone, circa un terzo è destinata a morire a causa della malattia. Lincidenza grezza è di nuovi casi, per anno, per abitanti; i tassi più alti si registravano nellItalia centro-settentrionale, quelli più bassi nel meridione. Il cancro del colon-retto

4 LItalia ha una frequenza di neoplasie simile a quella dei Paesi Nord- europei e degli Stati Uniti per gli uomini, inferiore per le donne.

5 Il rischio di avere una diagnosi di tumore del colon retto nel corso della vita (fra 0 e 74 anni) è di 50,9 fra i maschi (1 caso ogni 20 uomini) e di 31,3 fra le femmine (1 caso ogni 32 donne), mentre il rischio di morire è dello 17,3 per i maschi e 10,0 fra le femmine. Il rischio di avere una diagnosi di tumore del colon retto nel corso della vita (fra 0 e 74 anni) è di 50,9 fra i maschi (1 caso ogni 20 uomini) e di 31,3 fra le femmine (1 caso ogni 32 donne), mentre il rischio di morire è dello 17,3 per i maschi e 10,0 fra le femmine.

6 Tumore del colonretto Età: Anno 2010 Numero di nuovi casi : Uomini Italia Campania 1998 Donne Italia Campania 1226, tasso grezzo di incidenza per : Uomini Italia 108 Campania 69, Donne Italia 70 Campania 41, tasso standardizzato (standard europeo) per : Uomini Italia 70 Campania 59, Donne Italia 38 Campania 28. Tasso grezzo: calcolato come rapporto tra casi e popolazione, per Tasso standardizzato (std): tasso corretto per età utilizzando come standard la popolazione europea Fonte: i dati sono stimati dal Reparto Epidemiologia dei Tumori del Centro Nazionale di Epidemiologia Sorveglianza e Promozione della Salute dellIstituto Superiore di SanitàReparto Epidemiologia dei Tumori

7 Tradizionalmente unipotesi, avvalorata da numerosi studi di epidemiologia analitica, suggerisce che nelle popolazioni residenti nelle aree del meridione rispetto a quelle del Centro-Nord vi sia una minore esposizione ai fattori di rischio oncologico e agiscano elementi protettivi (dieta, abitudini alimentari, inquinamento, fumo di tabacco).

8 Si segnala inoltre che la protezione per i residenti nel meridione si sta riducendo nel tempo e il modello di rischio sta diventando in Italia sempre più uniforme. Il rapporto dei tassi di incidenza fra Nord e Sud nel periodo era di punti percentuali più elevato di quanto non lo sia nel

9 In Campania si muore di cancro. Molto di più che in altre regioni d'Italia. Soprattutto a Napoli e Caserta, le due province dove si è registrato l'incremento più spaventoso dei tumori negli ultimi 20 anni. E non sono più sospetti o timori, adesso ci sono dei dati ufficiali. Sono quelli, davvero preoccupanti, resi noti dall'Istituto Pascale che ha firmato una ricerca, con fonte Istat, con il direttore scientifico dell'istituto Aldo Vecchione, il direttore della struttura di epidemiologia e prevenzione Maurizio Montella, e la dottoressa Anna Crispo. In Campania si muore di cancro. Molto di più che in altre regioni d'Italia. Soprattutto a Napoli e Caserta, le due province dove si è registrato l'incremento più spaventoso dei tumori negli ultimi 20 anni. E non sono più sospetti o timori, adesso ci sono dei dati ufficiali. Sono quelli, davvero preoccupanti, resi noti dall'Istituto Pascale che ha firmato una ricerca, con fonte Istat, con il direttore scientifico dell'istituto Aldo Vecchione, il direttore della struttura di epidemiologia e prevenzione Maurizio Montella, e la dottoressa Anna Crispo.

10 Negli anni Ottanta la mortalità per tumore era più alta al Nord. Ora però le percentuali sono cambiate tantissimo, perché al Nord la situazione si è stabilizzata, mentre al Sud è in continuo aumento. Negli anni Ottanta la mortalità per tumore era più alta al Nord. Ora però le percentuali sono cambiate tantissimo, perché al Nord la situazione si è stabilizzata, mentre al Sud è in continuo aumento.

11 Il confronto viene realizzato attraverso il tasso standardizzato che è il rapporto tra tumori e popolazione. Dallanalisi emerge che negli anni il tasso di mortalità in Italia per tutti i tumori nei maschi era di 316.1, nelle donne In quel periodo si attestava a Napoli e provincia a e 136.2; per Caserta e provincia e Il confronto viene realizzato attraverso il tasso standardizzato che è il rapporto tra tumori e popolazione. Dallanalisi emerge che negli anni il tasso di mortalità in Italia per tutti i tumori nei maschi era di 316.1, nelle donne In quel periodo si attestava a Napoli e provincia a e 136.2; per Caserta e provincia e Per capire la variazione rispetto al dato nazionale, basti considerare il periodo I tasso in Italia è di 328 per gli uomini, per le donne, mentre in provincia di Napoli si raggiunge negli uomini e nelle donne, a Caserta e provincia e 154.9, rispettivamente. Per capire la variazione rispetto al dato nazionale, basti considerare il periodo I tasso in Italia è di 328 per gli uomini, per le donne, mentre in provincia di Napoli si raggiunge negli uomini e nelle donne, a Caserta e provincia e 154.9, rispettivamente.

12 per il colon-retto, in provincia di Napoli (negli uomini) si riscontra un tasso del 17.1 nel triennio che va dal 1988 al 1990 e del 31.3 nel periodo che va dal 2003 al 2008; mentre per le donne è del 16.3 e 23.3 negli stessi anni di riferimento; a Caserta i tassi sono del 19.3 e 30.9 per i maschi e del 16.4 e 23.8 per le donne. Questo significa che si contano morti l'anno per il solo tumore del colon-retto tra Napoli e Caserta. per il colon-retto, in provincia di Napoli (negli uomini) si riscontra un tasso del 17.1 nel triennio che va dal 1988 al 1990 e del 31.3 nel periodo che va dal 2003 al 2008; mentre per le donne è del 16.3 e 23.3 negli stessi anni di riferimento; a Caserta i tassi sono del 19.3 e 30.9 per i maschi e del 16.4 e 23.8 per le donne. Questo significa che si contano morti l'anno per il solo tumore del colon-retto tra Napoli e Caserta.

13 Un ulteriore studio del 2007 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche e Regione Campania ha monitorato in 196 comuni campani la mortalità per tumori e le malformazioni congenite nel periodo dal 1994 al Organizzazione Mondiale della Sanità Istituto Superiore di SanitàConsiglio Nazionale delle RicercheRegione Campaniacampani

14 Ann N Y Acad Sci.Ann N Y Acad Sci Sep;1076: Cancer mortality in an area of Campania (Italy) characterized by multiple toxic dumping sites. Comba PComba P, Bianchi F, Fazzo L, Martina L, Menegozzo M, Minichilli F, Mitis F, Musmeci L, Pizzuti R, Santoro M, Trinca S, Martuzzi M; Health Impact of Waste Management Campania Working Group.Bianchi FFazzo LMartina LMenegozzo MMinichilli FMitis FMusmeci LPizzuti RSantoro MTrinca SMartuzzi MHealth Impact of Waste Management Campania Working Group Source Department of Environment and Primary Prevention, Istituto Superiore di Sanità, Viale Regina Elena 299, Roma, Italy. Abstract Several recent studies have documented that a widespread practice of dumping toxic wastes has taken place for many years in the Provinces of Naples and Caserta. Extensive programs of environmental monitoring are currently ongoing in the area. In this frame, the Department of Civil Defence of the Italian Government has appointed an ad hoc study group in order to assess the health status of the population resident in the area of interest. The first investigation performed by the study group has been a geographic study on cancer mortality and occurrence of malformations in 196 municipalities constituting the two Provinces. The study detected an area located in the southeastern part of the Province of Caserta and in the northwestern part of the Province of Naples, where cancer mortality and congenital malformations show significantly increased rates with respect to expected figures derived from the regional population. The area highlighted by the study is, in general terms, overlapping with the area where most illegal dumping of toxic wastes took place. It is now recommended that mortality studies be extended to take into account other health outcomes, to search for correlations with environmental exposures, and consider possible confounding factors.

15 Lo studio ha applicato elaborate tecniche statistiche, comprensive di una stima degli intervalli di confidenza associati a ciascuna stima di mortalità grazie ad un'analisi bayesiana. Lo studio ha evidenziato che «la mortalità per tutte le cause è risultata in eccesso significativo per gli uomini del 19% nei comuni della provincia di Caserta e del 43% nei comuni della provincia di Napoli; per le donne del 23% nella provincia di Caserta e del 47% nella provincia di Napoli». intervalli di confidenzaanalisi bayesianaprovincia di Casertaprovincia di Napoliprovincia di Casertaprovincia di Napoli

16 I tassi italiani, per lo stesso tumore negli stessi periodi, sono stabili. Laumento riscontrato è particolarmente drammatico per alcuni tumori ed in netta controtendenza non solo con i dati italiani ma anche i dati delle altre province della regione Campania che hanno tassi stabili e ancora inferiori al dato nazionale. I tassi italiani, per lo stesso tumore negli stessi periodi, sono stabili. Laumento riscontrato è particolarmente drammatico per alcuni tumori ed in netta controtendenza non solo con i dati italiani ma anche i dati delle altre province della regione Campania che hanno tassi stabili e ancora inferiori al dato nazionale.

17 la metafora della lapidazione Ambiente e Tumori: Genesi del cancro è un effetto dovuto ad una lapidazione di cancerogeni che ogni giorno attraverso aria, acqua e cibo, grazie a stili di vita individuali e sociali non perfetti colpisce il nostro DNA Ambiente e Tumori: Genesi del cancro è un effetto dovuto ad una lapidazione di cancerogeni che ogni giorno attraverso aria, acqua e cibo, grazie a stili di vita individuali e sociali non perfetti colpisce il nostro DNA Dott. Antonio Marfella tossicologo oncologo

18 A livello provinciale sono stati osservati dei livelli di mortalità che vanno in direzioni opposte in province contigue. Una spiegazione a tale osservazione è riconducibile: 1) ad una diversa distribuzione dei fattori di rischio legati ad abitudini di vita individuali, 2) ai diversi livelli di urbanizzazione e industrializzazione delle varie province del Sud, 3) Disastro ambientale: Smaltimanto dei rifiuti solidi urbani, Sversamento nelle discariche di rifiuti tossici industriali, 4) ad una non completa copertura sul territorio degli screening di popolazione.

19 Il consumo di grassi animali (burro, latte, latticini e uova); Il consumo di grassi animali (burro, latte, latticini e uova); Lingestione di carne (specie quella rossa); Lingestione di carne (specie quella rossa); Una dieta ipercalorica. Una dieta ipercalorica.

20 gioca un ruolo importante nella prevenzione della stitichezza, soprattutto se assunta con alimenti integrali, piuttosto che consumata a parte. La crusca contiene moltissima cellulosa, che non è digeribile. Quindi transita nell'intestino e ne fuoriesce praticamente intatta effettuando l'azione di una scopa che ripulisce le pareti intestinali. Ha inoltre il potere di accelerare il transito intestinale stimolando la peristalsi... il movimento dell'intestino... e quindi riduce il tempo di permanenza nello stesso e quindi tutti quei fenomeni che causano putrefazione e produzione di gas. Inoltre la crusca costituisce massa, riempie facilmente e quindi i cibi integrali tolgono prima il senso di fame. Oltre a questo porta con sè un forte assorbimento di liquidi che favorisce la flora intestinale ed il movimento del cibo durante la digestione. Grazie a tutto ciò la crusca (o meglio i cereali integrali) aiuta a prevenire la stitichezza, il colesterolo, l'obesità, l'ipertensione...)... La crusca non è un lassativo, ma un regolatore... ed è importante tenere a mente che bisogna bere molto... altrimenti si crea l'effetto contrario... un bel blocco intestinale!! gioca un ruolo importante nella prevenzione della stitichezza, soprattutto se assunta con alimenti integrali, piuttosto che consumata a parte. La crusca contiene moltissima cellulosa, che non è digeribile. Quindi transita nell'intestino e ne fuoriesce praticamente intatta effettuando l'azione di una scopa che ripulisce le pareti intestinali. Ha inoltre il potere di accelerare il transito intestinale stimolando la peristalsi... il movimento dell'intestino... e quindi riduce il tempo di permanenza nello stesso e quindi tutti quei fenomeni che causano putrefazione e produzione di gas. Inoltre la crusca costituisce massa, riempie facilmente e quindi i cibi integrali tolgono prima il senso di fame. Oltre a questo porta con sè un forte assorbimento di liquidi che favorisce la flora intestinale ed il movimento del cibo durante la digestione. Grazie a tutto ciò la crusca (o meglio i cereali integrali) aiuta a prevenire la stitichezza, il colesterolo, l'obesità, l'ipertensione...)... La crusca non è un lassativo, ma un regolatore... ed è importante tenere a mente che bisogna bere molto... altrimenti si crea l'effetto contrario... un bel blocco intestinale!! La crusca

21 Che cosè la COLONSCOPIA ? E un esame visivo di colon (intestino crasso), eseguito passando un lungo tubo flessibile (colonscopio), del diametro di circa 13 mm, attraverso lano. Il medico potrà evidenziare qualsiasi anormalità presente. Se necessario, durante lindagine potranno essere prelevati, in modo assolutamente indolore, piccoli campioni di tessuto (biopsie) per un esame laboratoristico dettagliato. Tramite il colonscopio possono essere effettuati alcuni trattamenti terapeutici, per esempio: la dilatazione di aree ristrette (stenosi) del colon, asportazione di polipi, ecc.. E un esame visivo di colon (intestino crasso), eseguito passando un lungo tubo flessibile (colonscopio), del diametro di circa 13 mm, attraverso lano. Il medico potrà evidenziare qualsiasi anormalità presente. Se necessario, durante lindagine potranno essere prelevati, in modo assolutamente indolore, piccoli campioni di tessuto (biopsie) per un esame laboratoristico dettagliato. Tramite il colonscopio possono essere effettuati alcuni trattamenti terapeutici, per esempio: la dilatazione di aree ristrette (stenosi) del colon, asportazione di polipi, ecc..

22 Di tumori e relazione con lambiente se ne discute oramai da diversi anni, tanto che Antonio Giordano, direttore dello Sbarro institute di Philadelphia e promotore della Human health foundation onlus (Hhf) di Spoleto-Terni, sottolinea un ritardo nella diffusione di notizie. Al di là dei numeri laumento dellincidenza dei tumori in Campania è un dato rilevante quanto già ampiamente noto.

23 Allindice soprattutto i roghi tossici e abusivi che da anni seminano veleni e diossine (il più potente cancerogeno conosciuto) a Napoli e dintorni senza contare i rifiuti tossici non sversati. Ciò – prosegue Giordano – è stato anche loggetto di unindagine condotta dal mio team di ricerca che già nel 2011 ha rivelato il dramma sanitario della regione. A questo aggiungo che lIss con lo studio Sentieri ha sostanzialmente ammesso laumento costante dellincidenza dei tumori nei siti di interesse nazionale (Sin), aree che da anni attendono una bonifica.

24 LA DENUNCIA DI MAZZA E poi non si può tralasciare una delle prime sollecitazioni su questo dramma, lanciata dal ricercatore Alfredo Mazza nel 2005, che attraverso la prestigiosa rivista The Lancet, nella sezione dedicata alloncologia, definì i paesi di Nola, Acerra e Marigliano il triangolo della morte.

25 La provincia di Caserta è una provincia italiana della Campania con abitanti. La provincia di Caserta è una provincia italiana della Campania con abitanti. provincia italiana Campania provincia italiana Campania Tipico esempio di provincia "artificiale", costituita cioè da territori geograficamente, storicamente e culturalmente disomogenei, quali ad es. la zona matesina, quella del Monte Lungo, quella aurunca, i Mazzoni, il Capuano, l'Aversano e il Casertano propriamente detto. In particolare, la zona matesina e quella del Monte Lungo gravitano ormai da tempo sui vicini centri del Basso Lazio (Cassino) e del Molise (Venafro), mentre l'Agro aversano è conurbato con i comuni a nord di Napoli. Tipico esempio di provincia "artificiale", costituita cioè da territori geograficamente, storicamente e culturalmente disomogenei, quali ad es. la zona matesina, quella del Monte Lungo, quella aurunca, i Mazzoni, il Capuano, l'Aversano e il Casertano propriamente detto. In particolare, la zona matesina e quella del Monte Lungo gravitano ormai da tempo sui vicini centri del Basso Lazio (Cassino) e del Molise (Venafro), mentre l'Agro aversano è conurbato con i comuni a nord di Napoli.CassinoVenafroAgro aversanoNapoliCassinoVenafroAgro aversanoNapoli

26 Nella consueta indagine annuale sulla "Qualità della vita", relativa all'anno 2010, pubblicata dal quotidiano Il Sole24Ore (che prende in considerazione una serie di dati statistici che vanno dal reddito all'occupazione, dalla natalità alla sanità, dai reati alle opportunità per il tempo libero) la provincia di Caserta si è classificata al 105º posto su 107 province (perdendo due posizioni rispetto all'anno precedente), penultima tra tutte quelle campane. Nella consueta indagine annuale sulla "Qualità della vita", relativa all'anno 2010, pubblicata dal quotidiano Il Sole24Ore (che prende in considerazione una serie di dati statistici che vanno dal reddito all'occupazione, dalla natalità alla sanità, dai reati alle opportunità per il tempo libero) la provincia di Caserta si è classificata al 105º posto su 107 province (perdendo due posizioni rispetto all'anno precedente), penultima tra tutte quelle campane.Il Sole24OreIl Sole24Ore

27 La tesi che lega l'aumento dell'incidenza dei casi di tumore all'inquinamento ambientale, che in realtà coinvolge anche altre aree della Campania, è avvalorata dalle confessioni del boss Gaetano Vassallo, legato al clan dei Casalesi, che avrebbe per vent'anni lavorato per sversare sistematicamente in Campania rifiuti tossici corrompendo politici e funzionari del commissariato di Governo. La maggior parte dei rifiuti arriva dal nord Italia, come anche affermato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel giugno del 2008inquinamentoCampaniaclan dei CasalesiCampanianord ItaliaPresidente della RepubblicaGiorgio Napolitanogiugno2008

28 nel 2007 il tumore al colon-retto in Campania, reputato tumore sentinella per tastare il polso allincremento del tasso di incidenza tumori correlati allinquinamento ambientale, raggiunge quota 3500 annui nel 2007 il tumore al colon-retto in Campania, reputato tumore sentinella per tastare il polso allincremento del tasso di incidenza tumori correlati allinquinamento ambientale, raggiunge quota 3500 annui (10 nuovi casi al giorno). (10 nuovi casi al giorno).

29 Leccesso di mortalità si configura come un problema sociale e ambientale, oltre che sanitario. In questi anni lecosistema è stato distrutto, questa alterazione ha una traduzione nei dati che parlano di un record di tumori nelle province più colpite dal fenomeno ecomafie. Un fenomeno di vasta dimensione e gravità che richiede interventi urgenti.

30 Oggi il costo delle cure mediche con i cosidetti farmaci intelligenti di un ammalato di cancro del colon retto è aumentato di oltre il 5000% nel corso degli ultimi dieci anni, offrendo daltra parte modesti prolungamenti della sopravvivenza e/o cronicizzazione di una malattia invalidante. Oggi il costo delle cure mediche con i cosidetti farmaci intelligenti di un ammalato di cancro del colon retto è aumentato di oltre il 5000% nel corso degli ultimi dieci anni, offrendo daltra parte modesti prolungamenti della sopravvivenza e/o cronicizzazione di una malattia invalidante.

31 Secondo il quarto rapporto Censis sulla condizione assistenziale dei malati oncologici i costi sociali diretti ed indiretti quali medicinali o visite specialistiche, trasporti e cure assistenziali sono in costante aumento. Il mancato reddito che la malattia comporta sia per il malato che per i familiari incide infatti per un valore di circa euro anno, di cui lo Stato copre mediamente circa il 3-4%. Agli aspetti medici e psicologici della diagnosi di tumore si sommano quindi preoccupazioni di carattere economico-gestionale che gravano sulle spalle delle famiglie. Tali valori estesi al totale dei pazienti (circa negli ultimi cinque anni) raggiungono una spesa di 36,4 miliardi di euro. Secondo il quarto rapporto Censis sulla condizione assistenziale dei malati oncologici i costi sociali diretti ed indiretti quali medicinali o visite specialistiche, trasporti e cure assistenziali sono in costante aumento. Il mancato reddito che la malattia comporta sia per il malato che per i familiari incide infatti per un valore di circa euro anno, di cui lo Stato copre mediamente circa il 3-4%. Agli aspetti medici e psicologici della diagnosi di tumore si sommano quindi preoccupazioni di carattere economico-gestionale che gravano sulle spalle delle famiglie. Tali valori estesi al totale dei pazienti (circa negli ultimi cinque anni) raggiungono una spesa di 36,4 miliardi di euro.

32 Ad oggi vi è soltanto un registro dei tumori ridotto. Copre solo 35 comuni del napoletano e la provincia di Salerno. Ne sono fuori comuni ad alto rischio come quelli dellarea giuglianese e dellintera provincia di Caserta, devastate da una serie di sversatoi fuorilegge. Ad oggi vi è soltanto un registro dei tumori ridotto. Copre solo 35 comuni del napoletano e la provincia di Salerno. Ne sono fuori comuni ad alto rischio come quelli dellarea giuglianese e dellintera provincia di Caserta, devastate da una serie di sversatoi fuorilegge. Su sei milioni di campani, il registro ne copre meno di un milione. Su sei milioni di campani, il registro ne copre meno di un milione.

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34 dopo una burrasca, è necessario dapprima capire dove ti trovi, poi puoi decidere la meta e quindi la direzione Il Consiglio Regionale della Campania approva lIstituzione del Registro Tumori

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