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Dott.ssa Cristina Marogna

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Presentazione sul tema: "Dott.ssa Cristina Marogna"— Transcript della presentazione:

1 Dott.ssa Cristina Marogna
Dinamica di gruppo Dott.ssa Cristina Marogna

2 Cap. 8: Il Campo Campo bi–personale  psicoanalista e paziente formano una coppia inestricabilmente legata e complementare e partecipano allo stesso processo dinamico M. E W. Baranger: la diade paziente-terapista genera un campo ed è compresa nel campo che essa stessa genera →→→ NON è la semplice somma delle due situazioni psichiche interne, è qualcosa che si crea tra due individui all’interno dell’unità che essi costituiscono nel momento della seduta

3 Livelli di strutturazione del campo:
Cap. 8: Il Campo Livelli di strutturazione del campo: Setting Transazione verbale durante la seduta Fantasia inconscia bi-personale

4 Situazione psicoanalitica classica (duale) →→→ campo bi-personale
Cap. 8: Il Campo Situazione psicoanalitica classica (duale) →→→ campo bi-personale Situazione analitica di gruppo →→→ campo multi-personale: questo concetto orienta l’attenzione sul modo in cui i membri del gruppo e l’analista contribuiscono ad alimentare il campo del gruppo e ne sono a loro volta condizionati

5 Fantasia Inconscia → Mentalità primitiva
Cap. 8: Il Campo Fantasia Inconscia bi-personale o multi-personale è costituita da un gioco incrociato di identificazioni proiettive che coinvolge sia i membri del gruppo che l’analista Fantasia Inconscia → Mentalità primitiva infatti Bion in Esperienze nei gruppi (1961)  ipotizza che la mentalità primitiva sia un serbatoio comune a cui affluiscono anonimamente i contributi di tutti i membri del gruppo e che in esso si possono gratificare gli impulsi e i desideri che questi contributi contengono

6 Campo come situazione fluida e in continuo movimento (A. Correale)
Cap. 8: Il Campo Campo come situazione fluida e in continuo movimento (A. Correale) Il campo è per gli individui sia un luogo diverso e separato da sé in cui distaccare sentimenti e tensioni, sia un’estensione di sé. Campo Attuale: presente in quel momento (qui ed ora) Campo Storico: la memoria storica, “lento deposito di relazioni affettive, vicende ideative ed emozionali”

7 Campo come contenitore di aspetti not changing dell’identità
Cap. 8: Il Campo Perrotti  il campo potrebbe essere un luogo in cui si depositano non soltanto sentimenti, emozioni e affetti, ma anche parti di sé che i membri del gruppo vogliono allontanare. J. Bleger  sostituisce il termine Campo con Setting: il deposito degli aspetti psicotici della personalità si realizzerebbe nelle dimensioni del setting più stabili nel tempo (stanza, orario, atteggiamento dell’analista) Campo come contenitore di aspetti not changing dell’identità

8 Cap. 8: Il Campo Campo – Stato Mentale Concetto introdotto da Bion per i pazienti border-line. La dimensione fondamentale è l’attenzione dell’analista, la cui funzione è di mantenere la possibilità di relazione e di pensiero del paziente/i in analisi Coinvolge tutti i membri del gruppo e influenza la loro percezione dei pensieri e dei sentimenti Esiste al di là delle delimitazioni spaziali e temporali

9 Cap. 8: Il Campo Il campo può essere considerato, oltre che un contenitore trans-personale e uno stato mentale, anche come un sistema di sincronicità e di interdipendenza

10 Cap. 8: Il Campo Sincronicità: tutti i sentimenti, le idee e i fatti che avvengono nel gruppo, come compresenti, sia nel caso appartengano al presente o al passato, sia nel caso siano semplici aspettative o timori rivolti al futuro. Il pensiero sottostante assume la totalità degli eventi presenti come tale da esprimere un significato La sincronicità considera la coincidenza degli eventi in spazio e tempo come significatore di una peculiare interdipendenza di eventi oggettivi tra loro

11 Cap. 8: Il Campo Interdipendenza: è espressione di una relazione che viene stabilita o che si stabilisce tra gli elementi non soltanto in modo “orizzontale”, ma anche tra diversi livelli del vissuto e dell’esperienza dei membri del gruppo

12 Cap. 8: Il Campo Intersezione tra la definizione di campo di M. e W. Baranger e il campo come sistema di sincronia e interdipendenza → il campo multi-personale è orientato secondo linee di forza e dinamiche determinate e possiede proprie leggi di sviluppo

13 Cap. 9: Semiosfera e Auto-rappresentazione
Man mano che il gruppo acquista un’identità più solida (dallo stadio della Comunità dei fratelli), il confine del gruppo verso l’esterno perde di rilevanza ed il gruppo si rivolge verso l’interno →→ i partecipanti fanno uno sforzo di rappresentare e dare senso a ciò che è “dentro” il gruppo

14 Cap. 9: Semiosefra e auto-rappresentazione
Semiosfera: ambito della determinazione del senso di ciò che accade nel gruppo e comprende tutte le funzioni che vi presiedono, tra le quali: - auto-rappresentazione - funzione ỳ - la mimesi - le catene associative gruppali

15 Auto-rappresentazione
Cap. 9: Semiosefra e auto-rappresentazione Auto-rappresentazione K. Lewin: feedback fornito ai membri del gruppo sull’andamento delle dinamiche in cui sono coinvolti S.H. Foulkes: accostamento tra analisi di gruppo e psicodramma (drammaticità della comunicazione durante le sedute)

16 Analogie tra Psicodramma e analisi di gruppo
Cap. 9: Semiosefra e auto-rappresentazione Analogie tra Psicodramma e analisi di gruppo - Doppio ruolo di attori e pubblico partecipe - Spazio comune come immaginaria piattaforma su cui vengono messe in scena le fantasie dei partecipanti Differenze tra Psicodramma e analisi di gruppo Nell’analisi di gruppo si rinuncia al movimento e al gesto come mezzi espressivi Lo spazio comune del gruppo non è un palcoscenico reale ma mentale

17 Sistemi di Auto-rappresentazione come produzione di senso
Cap. 9: Semiosefra e auto-rappresentazione Sistemi di Auto-rappresentazione come produzione di senso Il teatro e le altre forme di espressione artistica danno una rappresentazione della realtà La rappresentazione può avere come oggetto abbozzi ancora informi di comportamento ed embrioni di sentimenti L’attività di rappresentarli, agendo su di essi, ne promuove la formalizzazione Tali comportamenti raggiungono un maggior grado di espressività e comunicabilità  Nel piccolo gruppo a finalità analitica un’auto-rappresentazione che si pone in rapporto autentico e dinamico con ciò che vi è di evolutivo all’interno del gruppo provoca attrito. Accettare questa auto-rappresentazione è faticoso perché implica accettare di essere diversi da come ciascuno si è percepito fino a quel momento.

18 Il sogno come linguaggio
Cap. 9: Semiosefra e auto-rappresentazione Il sogno come linguaggio I sistemi di auto- rappresentazione nel piccolo gruppo sono costituiti dai sogni, dalle fantasie, dalla speculazione immaginativa

19 Cap. 9: Semiosefra e auto-rappresentazione
SOGNO come sistema di auto-rappresentazione: non solo un prodotto da interpretare ma una rappresentazione veritiera di “qualcosa” che la persona ha accolto ed elaborato (in modo inconscio e preconscio) E’ l’espressione, rappresentazione ed elaborazione di ciò che accade nel mondo interno e nella situazione analitica in cui la persona è impegnata Meltzer (1984): sogno come espressione vera dei desideri e delle fantasie inconsce proposta attraverso un linguaggio diverso da quello verbale, una sorta di linguaggio poetico che descrive il mondo interno

20 Sogni personali e sogni per il gruppo
Cap. 9: Semiosefra e auto-rappresentazione Sogni personali e sogni per il gruppo Tutti i sogni che vengono raccontati nel corso di un’analisi di gruppo offrono contributi ai due versanti: individuale e di gruppo Sogno PER il gruppo (in quanto destinatario) Sogno CON il gruppo (in quanto protagonista) Sogno VERSO il gruppo (in quanto ascoltatore)

21 Un insieme multi-dimensionale
Cap. 9: Semiosefra e auto-rappresentazione La semiosfera è il corrispettivo dell’unità del gruppo e del crearsi della comune area sensoriale ed emotiva: spazio comune del gruppo. Indica l’insieme dei sistemi di auto-rappresentazione e degli altri sistemi di determinazione di senso che operano all’interno del gruppo → è il continuum semeiotico al cui interno tali sistemi operano La nozione di semiosfera permette di vedere l’interpretazione come un sistema di auto-rappresentazione e di produzione di senso. Trova la propria specificità non quando si sovrappone agli altri sistemi ma quando ne manda avanti il lavoro.

22 Cap. 10: Cervello e Mente Bion (1970) stabilisce un collegamento tra cervello (brain) e mente (mind) → l’apparato per pensare i pensieri è il risultato di una storia di ristrutturazione funzionale del cervello

23 Pensiero primitivo e pensiero evoluto
Cap. 10: Cervello e Mente Pensiero primitivo e pensiero evoluto Caratteristiche del pensiero per Bion: Non è valida la distinzione tra cognitivo e affettivo: il pensiero è tutt’uno con l’affetto Pensiero tecnologico vs. Pensiero che si assume la responsabilità del pensiero I pensieri sono capaci di promuovere lo sviluppo della mente

24 Cap. 10: Cervello e Mente Teoria di McLean (1975): esistenza nel cervello dell’uomo di 3 cervelli (rettiliano, dei mammiferi arcaici e dei mammiferi moderni) Applicabile anche nei gruppi → “cervello primitivo collettivo” e “cervello evoluto collettivo”

25 - posizione dei corpi Cervello Collettivo Primitivo
Cap. 10: Cervello e Mente Esiste un Cervello di gruppo: tra le persone che formano un gruppo non passano neuroni o fibre nervose ma esistono comunicazioni basate su ormoni che operano a distanza (ferormoni). Vi sono inoltre canali mentali e sensoriali basati su numerosi pattern: - tensione muscolare - posizione dei corpi Cervello Collettivo Primitivo - ritmo del respiro

26 Cap. 10: Cervello e Mente Bion ha descritto il Livello Basico della vita mentale di un gruppo: le persone operano rispondendo a stimoli collettivi con l’attivazione di risposte automatiche. Il comportamento dei membri è diretto da un rudimentale cervello collettivo: il sistema protomentale Sistema Protomentale: il fisico e lo psicologico si trovano in uno stato indifferenziato. E’ questo sistema che costituisce la matrice delle malattie che si manifestano nell’individuo ma è il gruppo ad esserne affetto.

27 Cap. 10: Cervello e Mente E’ difficile capire quando nel gruppo la dimensione basica sia piuttosto una dimensione corporea, sensoriale ed affettiva allargata, capace di fornire contenimento e sostegno affettivo e quando invece è qualcosa di automatico, scaduto e non evolutivo

28 Cap. 10: Cervello e Mente McDougall (1920): la mente di gruppo è un sistema organizzato di forze mentali, costituito dal sistema di relazioni che si ottengono fra le menti individuali che le compongono. L’esistenza di una cultura e di una lingua del gruppo sono fattori che differenziano il livello primitivo del funzionamento di gruppo dal livello evoluto

29 Cap. 10: Cervello e Mente Nella “mente di gruppo” l’individuo non perde la capacità di esercitare il proprio pensiero. Perché la mente del gruppo e la mente degli individui possano entrare in rapporto, serve un certo grado di evoluzione. Nel gruppo il realizzarsi di questa possibilità si situa allo stadio della Comunità dei fratelli

30 Cap. 10: Cervello e Mente Per gli individui, partecipare al pensiero di gruppo significa accettare pensieri che circolano senza sentirsi invaso o indebitamente influenzato → fare spazio dentro di sé e aprire un tempo di attesa che non sia percepito solo come vuoto e ansia

31 Inoltre serve stabilire sintonia
Cap. 10: Cervello e Mente Inoltre serve stabilire sintonia D.N. Stern utilizza il termine attunement, per indicare il processo che porta allo stabilirsi di una sintonia tra il neonato e la madre, e al conseguente passaggio della comunicazione. E’ una regolazione che preserva le caratteristiche individuali e parallelamente promuove un funzionamento d’insieme


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