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Donato Speroni - Ifg Urbino - 2008 -20091 Moneta, inflazione, misure statistiche dei prezzi Nota: alcune di queste slides sono tratte dal corso del prof.

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Presentazione sul tema: "Donato Speroni - Ifg Urbino - 2008 -20091 Moneta, inflazione, misure statistiche dei prezzi Nota: alcune di queste slides sono tratte dal corso del prof."— Transcript della presentazione:

1 Donato Speroni - Ifg Urbino Moneta, inflazione, misure statistiche dei prezzi Nota: alcune di queste slides sono tratte dal corso del prof. Antonio DellAtti della Università di Bari, che ringraziamo

2 Donato Speroni - Ifg Urbino La moneta è nata per fungere da: Intermediario degli scambi (deve avere un valore accettato) Riserva di valore per consumi differiti (deve avere un valore che rimane costante) Unità di conto (deve consentire di esprimere agevolmente il valore di tutti i beni Inizialmente la moneta era essa stessa una merce. Nei sistemi moderni è un segno, garantito da unautorità emittente.

3 Donato Speroni - Ifg Urbino Nella storia contemporanea abbiamo avuto diversi sistemi monetari: Il gold standard fissava la parità metallica fissa (in oro) di ogni moneta. Il gold exchange standard si basava sulla possibilità di convertire la propria moneta in sterline e dollari che avevano mantenuto il cambio fisso con loro. Con Bretton Woods (1944) ogni moneta ebbe una parità verso il dollaro, convertibile in oro.

4 Donato Speroni - Ifg Urbino Negli anni più recenti: Nel 1971 De Gaulle fece crollare la convertibilità del dollaro e Nixon la abbandonò Attualmente le riserve auree servono soltanto per far fronte alle compensazioni tra banche centrali Forse in Europa, dopo lintroduzione delleuro, le riserve sono diventate eccessive Il valore della moneta è oggi basato soltanto su una convenzione garantita dagli Stati

5 Donato Speroni - Ifg Urbino Quanti tipi di moneta conosciamo in un sistema moderno? La moneta metallica (divisionaria) è emessa dalla Zecca (Stato) e ha poteri di pagamento limitati (non si può usare per grandi pagamenti) Le banconote hanno potere liberatorio illimitato e garantiscono che una banca (normalmente la banca centrale) pagherà a vista il quantitativo indicato. In che cosa? Mistero In realtà la quantità di moneta del sistema è molto maggiore…

6 Donato Speroni - Ifg Urbino POLITICA MONETARIA EUROPEA (slides del prof. Antonio DellAtti, Bari) accentramento decisionale presso BCE e SEBC decentramento operativo presso le BCN OGNI BCN REGOLA LA LIQUIDITA' DEL SISTEMA BANCARIO DANDO ATTUAZIONE ALLE DIRETTIVE DI POLITICA MONETARIA IMPARTITE DALLA BCE

7 Donato Speroni - Ifg Urbino STRUMENTI DI CONTROLLO della stabilità dei prezzi A. definizione quantitativa della stabilità dei prezzi laumento sui dodici mesi dellindice armonizzato dei prezzi al consumo (IACP o HICP Harmonized Index of Consumer Prices) per larea delleuro deve essere contenuto nel limite del 2%, da perseguire comunque nel medio termine (le Banche centrali non possono conoscere perfettamente i ritardi temporali con cui avviene la trasmissione della politica monetaria e la variabilità nel breve periodo dei prezzi per cause non monetarie e perciò non controllabili dalle Autorità) Politica monetaria

8 Donato Speroni - Ifg Urbino Aggregati monetari (controllati dalla BCE sono rilevanti per il raggiungimento stabilità dei prezzi) tre aggregati Eurosistema ha definito tre aggregati (M1, M2, M3) dal contenuto vieppiù vasto con il passaggio dal primo al secondo e infine allultimo. M1: circolante e debiti a vista delle banche e dellAmministrazione postale. Insieme di valori equiparabili, quanto ad accettazione come strumento di pagamento, alla moneta legale. M2: dato da M1 più depositi con durata prestabilita fino a due anni e depositi rimborsabili su preavviso fino a tre mesi, mezzi finanziari suscettibili di trasformarsi in M1 tempestivamente.

9 Donato Speroni - Ifg Urbino M3: dato da M2 ed altre tipologie di passività con scadenza contenuta: i pronti contro termine, le obbligazioni con scadenza originaria fino a due anni, le quote di fondi comuni monetari e i titoli del mercato monetario. M3 risulta laggregato più stabile viste le soddisfacenti proprietà anticipatorie riconosciute ad esso (le variazioni di M3 anticipano infatti gli andamenti dei prezzi al consumo nel medio termine), il Consiglio direttivo della BCE ha assegnato ad esso un ruolo fondamentale nellambito della politica monetaria comune, annunciando un valore di riferimento per la crescita dellaggregato in discorso pari al 4,5 per cento. In quanto valore di riferimento, lEurosistema non si impegna a correggere gli scostamenti di breve periodo dal medesimo.

10 Donato Speroni - Ifg Urbino Attualmente le VARIABILI STRUMENTALI fondamentali per la conduzione della politica monetaria sono costituite: dalla BASE MONETARIA (biglietti, monete, depositi c/o autorità monetarie) dai TASSI DI INTERESSE A BREVE TERMINE

11 Donato Speroni - Ifg Urbino Che cosa è la base monetaria La banca centrale obbliga le banche alla riserva obbligatoria, cioè a non prestare una quota dei depositi. Gli strumenti finanziari utilizzabili per soddisfare questo vincolo costituiscono la base monetaria. Fino al 1999 la BM comprendeva biglietti e monete, depositi presso le autorità monetarie e valute estere immediatamente convertibili in valuta nazionale.

12 Donato Speroni - Ifg Urbino BASE MONETARIA canali di creazione/distruzione CANALE ESTERO concorre al quantum di base monetaria mediante il saldo della bilancia dei pagamenti: un saldo positivo genera un incremento in seguito alla conversione della valuta estera nella moneta nazionale; lopposto accade nel caso di saldo negativo. CANALE TESORO può impattare sul volume della base monetaria solo per il tramite dellemissione diretta di biglietti e monete. Con labolizione del finanziamento da parte della BC (divorzio Bankitalia/Tesoro), non più possibilità di influire sulla base monetaria con operazioni di copertura fabbisogno finanziario

13 Donato Speroni - Ifg Urbino CANALE SISTEMA BANCARIO Crea moneta allorché ricorre alle operazioni di rifinanziamento da parte della Banca centrale Distrugge base monetaria con lassolvimento dellobbligo della riserva obbligatoria.

14 Donato Speroni - Ifg Urbino TASSI DI INTERESSE A BREVE TERMINE i tassi fissati in modo discrezionale dalla Banca centrale determinano il corridoio entro il quale si muove il tasso EONIA (tasso del mercato interbancario, Euro Overnight Index Average) il pavimento è rappresentato dal tasso applicato sulle operazioni di deposito presso la Banca centrale; il tetto è costituito dal tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale;

15 Donato Speroni - Ifg Urbino Moneta e inflazione Linflazione è considerata la tassa più iniqua perché danneggia soprattutto chi ha un reddito fisso. Inoltre laumento dei prezzi interni fa perdere competitività al sistema: il Paese dovrà svalutare, con aumento delle merci importate ecc. Cè il rischio di una spirale. Spesso si distingue tra inflazione da costi e inflazione da domanda.

16 Donato Speroni - Ifg Urbino Inflazione da costi e da domanda Linflazione da costi deriva da un aumento eccessivo dei costi di produzione. Linflazione da domanda deriva da un eccesso di richiesta dei beni prodotti dal sistema. Un eccesso di moneta lubrifica laumento dei prezzi secondo la formula MV =PT (Equazione di Fisher) in cui M è la quantità di moneta, V la velocità di circolazione, P il livello dei prezzi e T la quantità di transazioni.

17 Donato Speroni - Ifg Urbino Banca centrale e Tesoro: dialettica di interessi Poiché i governi tendono a espandere la quantità di moneta per massimizzare il consenso, le banche centrali devono avere un certo grado di autonomia. In Italia, dallinizio degli anni 80, col cosiddetto divorzio, la Banca centrale ha smesso di finanziare il disavanzo con nuova moneta e il Tesoro ha dovuto rivolgersi al mercato finanziario.

18 Donato Speroni - Ifg Urbino Le banche operano attraverso una gamma di tassi dinteresse: Tasso passivo, pagato ai depositanti Tasso attivo, richiesto ai debitori, che va dal: prime rate, riservato ai clienti primari; al top rate per quelli meno affidabili. Oltre il top rate cè lusura. Il margine di intermediazione delle banche risulta dalla differenza tra tassi attivi e tassi passivi. Più i tassi sono bassi, meno guadagnano le banche.

19 Donato Speroni - Ifg Urbino La manovra del tasso di riferimento Il tasso di riferimento (una volta era il tasso di sconto) è il tasso applicato dalle banche centrali nei prestiti interbancari; determina con effetto domino tutta la gamma dei tassi. Le decisioni della Bce e della Federal Reserve sulla manovra dei tassi sono tra le più importanti decisioni di politica economica. Il tasso di riferimento infatti determina il costo del denaro e quindi la convenienza a effettuare investimenti.

20 Donato Speroni - Ifg Urbino In pratica: Aumentare il tasso di riferimento equivale a schiacciare il freno delleconomia. Funziona sempre. Diminuire il t.d.r. equivale a schiacciare lacceleratore. Funziona solo se non ci sono altri fattori che inducono gli imprenditori a non investire. I differenziali dei tassi tra le grandi monete canalizzano i flussi finanziari globali e quindi influiscono sui cambi.

21 Donato Speroni - Ifg Urbino Come si misura linflazione? In contabilità nazionale, attraverso il cosiddetto deflatore del Pil Nelle statistiche congiunturali, attraverso le variazioni di prezzi dei cosiddetti panieri. In Italia lIstat presenta tre diversi panieri: Lindice Nazionale Intera Collettività, il più completo; Lindice Famiglie Operai e Impiegati; Lindice europeo armonizzato Esisteva un ulteriore indice (costo della vita), con paniere fissato per legge, che è stato abbandonato.


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