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Sperare contro ogni speranza Sperare contro ogni speranza (impara larte e mettila da parte) * considerazioni ultime sul tema della speranza nellapproccio.

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1 Sperare contro ogni speranza Sperare contro ogni speranza (impara larte e mettila da parte) * considerazioni ultime sul tema della speranza nellapproccio al primo comandamento 8. Cenacolo Scalata, La speranza è un rischio da correre. È addirittura il rischio dei rischi. (Georges Bernanos, La libertà perché?, 1953) Solo uno spirito disperato può raggiungere la serenità, e per essere disperati bisogna aver molto vissuto e amare ancora il mondo (Blaise Cendrars, Una notte nel bosco, 1929) 8. Cenacolo Scalata, La speranza è un rischio da correre. È addirittura il rischio dei rischi. (Georges Bernanos, La libertà perché?, 1953) Solo uno spirito disperato può raggiungere la serenità, e per essere disperati bisogna aver molto vissuto e amare ancora il mondo (Blaise Cendrars, Una notte nel bosco, 1929)

2 SPERARE voce del verbo COMBATTERE La speranza cristiana non è lo sforzo umano di vedere il bene dove cè il male, ma la fiducia di superare il male, perché Dio ci viene in aiuto. Il superamento avviene non per mezzo di uno sforzo psicologico - umano, ma perché ci fidiamo di Dio e fondiamo su di Lui il nostro futuro. 1) Uomini generosi per il regno di Dio San Paolo a Timoteo indica larte del combattimento spirituale. In particolare ricorda: Fare del bene, arricchirsi di opere buone, essere pronti a dare, essere generosi, mettendo così da parte un buon capitale per acquistarsi la vita vera (1Tm 6,18-19). Dunque: a) prontezza nel dare – b) generosità – c) protesi al futuro Lottimista è un imbecille felice, il pessimista un imbecille infelice (George Bernanos)

3 Sul piano spirituale la vita costa, ha un prezzo: è un prezzo fisico, morale, di salute. La vita è sempre unofferta sofferta. Quanto più questofferta genera in noi sofferenza, tanto più questa offerta genererà in noi gloria. San Paolo scrive: Siamo tribolati da ogni parte, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo esposti alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne mortale. Per questo non ci scoraggiamo, ma se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno. Infatti, il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione, ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria, perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili. Le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili sono eterne (cfr. 2Cor 4,8-18)

4 2) Conoscere Dio per piacergli in tutto Sempre Paolo apostolo scrive: Abbiate una conoscenza piena della sua volontà con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto … (Col 1,9-10) La speranza si alimenta in base al fine, che deve essere quello di piacere a Dio. Chiediamoci: Signore ti piace la mia vita? E quello che faccio? 3) La responsabilità di combattere Il cristiano deve sapere che compito suo è combattere la buona battaglia. Combattere è per noi resistere. Resistere è già vincere! Gesù vince Satana resistendogli, lasciandosi risuscitare dallo Spirito, così noi dobbiamo decidere che lo Spirito ci faccia morire e risorgere. Perché nostro fine non è qui, ma il regno di Dio.

5 - Col Battesimo riceviamo larmatura; - con la Cresima (o sua riscoperta, Cresima spirituale) abbiamo la chiamata alle armi per scendere in combattimento; -con il sacramento della Penitenza si recupera la libertà-dignità- purezza-tutto ciò che rende vero ed efficace il nostro cammino; -lEucarestia è la vittoria dellamore incarnato. San Paolo dice: Noi siamo più che vincitori (Rm 8,37). La vittoria della nostra fede non è mai in discussione. Per conservare la fede abbiamo il dovere di vigilare e di lottare mediante la speranza. Se non assumiamo limpegno di sentirci perennemente in combattimento, prima o poi saremo scoperti dal nemico e buttati nella prigione dei nostri lamenti, pigrizie e tradimenti. Se non vuoi morire non lasciare che il nemico invada il tuo campo di battaglia. - Col Battesimo riceviamo larmatura; - con la Cresima (o sua riscoperta, Cresima spirituale) abbiamo la chiamata alle armi per scendere in combattimento; -con il sacramento della Penitenza si recupera la libertà-dignità- purezza-tutto ciò che rende vero ed efficace il nostro cammino; -lEucarestia è la vittoria dellamore incarnato. San Paolo dice: Noi siamo più che vincitori (Rm 8,37). La vittoria della nostra fede non è mai in discussione. Per conservare la fede abbiamo il dovere di vigilare e di lottare mediante la speranza. Se non assumiamo limpegno di sentirci perennemente in combattimento, prima o poi saremo scoperti dal nemico e buttati nella prigione dei nostri lamenti, pigrizie e tradimenti. Se non vuoi morire non lasciare che il nemico invada il tuo campo di battaglia.

6 4) Gesù Cristo alla testa dellesercito Non siamo soli nella battaglia. Alla testa di questo esercito – noi - cè Gesù. Il profeta Isaia scrive: Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce (9,1). Tuttavia dobbiamo essere consapevoli che abbiamo due semi : uno che dà la vita eterna e uno che dà solo la vita terrena. Cè un regno da costruire in questo nostro mondo: noi non possiamo essere ingaggiati da due padroni. Dobbiamo decidere in quale campo e con quale seme vogliamo seminare: opere infruttuose della carne o opere fruttuose dello Spirito (cf. Gal 5). 4) Gesù Cristo alla testa dellesercito Non siamo soli nella battaglia. Alla testa di questo esercito – noi - cè Gesù. Il profeta Isaia scrive: Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce (9,1). Tuttavia dobbiamo essere consapevoli che abbiamo due semi : uno che dà la vita eterna e uno che dà solo la vita terrena. Cè un regno da costruire in questo nostro mondo: noi non possiamo essere ingaggiati da due padroni. Dobbiamo decidere in quale campo e con quale seme vogliamo seminare: opere infruttuose della carne o opere fruttuose dello Spirito (cf. Gal 5). 5) Il piano del maligno Il maligno è sempre al lavoro. Ha squadre che fanno un lavoro sistematico accanendosi sulla Chiesa, sulla storia umana. Vi indico almeno tre squadre: a) la CONFUSIONE; b) la DIVISIONE; c) la DISTRUZIONE. (leggi pure Lettere dal cuore, pp ) 5) Il piano del maligno Il maligno è sempre al lavoro. Ha squadre che fanno un lavoro sistematico accanendosi sulla Chiesa, sulla storia umana. Vi indico almeno tre squadre: a) la CONFUSIONE; b) la DIVISIONE; c) la DISTRUZIONE. (leggi pure Lettere dal cuore, pp )

7 6) Le tre battaglie spirituali del cristiano Affrontando il maligno e le sue squadre abbiamo tre grandi battaglie da affrontare per vincere. BELLUM INTESTINUM: è la battaglia interna, quella che avviene dentro di noi. Abbiamo tanti, troppi nemici, tutti dentro di noi. E ciò che hai dentro e che esce fuori che contamina la storia. Nel vangelo di Matteo leggiamo: Non ciò che entra nella bocca rende impuro luomo ma ciò che esce dalla bocca (…). Tutto ciò che entra nella bocca passa nel ventre e viene gettato in una fogna? Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende impuro luomo (15,10-18) Le intenzioni cattive si annidano nel cuore delluomo e trovano riscontro nelle opere della carne di cui parla San Paolo ai Galati (leggi 5,19-21). 6) Le tre battaglie spirituali del cristiano Affrontando il maligno e le sue squadre abbiamo tre grandi battaglie da affrontare per vincere. BELLUM INTESTINUM: è la battaglia interna, quella che avviene dentro di noi. Abbiamo tanti, troppi nemici, tutti dentro di noi. E ciò che hai dentro e che esce fuori che contamina la storia. Nel vangelo di Matteo leggiamo: Non ciò che entra nella bocca rende impuro luomo ma ciò che esce dalla bocca (…). Tutto ciò che entra nella bocca passa nel ventre e viene gettato in una fogna? Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende impuro luomo (15,10-18) Le intenzioni cattive si annidano nel cuore delluomo e trovano riscontro nelle opere della carne di cui parla San Paolo ai Galati (leggi 5,19-21).

8 BELLUM CIVILE: è la battaglia contro lo spirito del mondo, quel mondo avverso a Cristo che vorrebbe far soccombere la nostra fede. Gesù lo ricorda: Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo. Io ho dato loro la mia parola e il mondo li ha odiati perche essi non sono del mondo come io non sono del mondo. Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal maligno (Gv 17,11-15). Lo spirito del mondo è riassunto da S. Giovanni con tre espressioni (1Gv 2,16): * concupiscenza della carne ** concupiscenza degli occhi *** superbia della vita Il cristiano appartiene a Cristo: Non amate né il mondo, né le cose del mondo ci ricorda San Giovanni (1Gv 2,15) BELLUM CIVILE: è la battaglia contro lo spirito del mondo, quel mondo avverso a Cristo che vorrebbe far soccombere la nostra fede. Gesù lo ricorda: Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo. Io ho dato loro la mia parola e il mondo li ha odiati perche essi non sono del mondo come io non sono del mondo. Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal maligno (Gv 17,11-15). Lo spirito del mondo è riassunto da S. Giovanni con tre espressioni (1Gv 2,16): * concupiscenza della carne ** concupiscenza degli occhi *** superbia della vita Il cristiano appartiene a Cristo: Non amate né il mondo, né le cose del mondo ci ricorda San Giovanni (1Gv 2,15)

9 BELLUM CAMPESTRE: è la battaglia a tutto campo, contro tutto ciò che fisicamente non vediamo, cioè non contro creature umane, ma contro gli spiriti del male che inquinano la storia e che mortificano il genere umano. San Paolo agli Efesini scrive: La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti (6,12) BELLUM CAMPESTRE: è la battaglia a tutto campo, contro tutto ciò che fisicamente non vediamo, cioè non contro creature umane, ma contro gli spiriti del male che inquinano la storia e che mortificano il genere umano. San Paolo agli Efesini scrive: La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti (6,12) Quanto più in fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere. (Kahlil Gibran) Mai nulla di grande è stato realizzato se non da chi ha osato credere che dentro di sé, ci fosse qualcosa di molto più grande delle circostanze. (Bruce Barton)


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