La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

:LAVORO. Dedicato a Dagmawi, Tighist e gli altri protagonisti di Come un uomo sulla terra.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: ":LAVORO. Dedicato a Dagmawi, Tighist e gli altri protagonisti di Come un uomo sulla terra."— Transcript della presentazione:

1 :LAVORO

2 Dedicato a Dagmawi, Tighist e gli altri protagonisti di Come un uomo sulla terra

3 I CRISTIANI E IL LAVORO, senza mettere la testa sotto la I CRISTIANI E IL LAVORO, senza mettere la testa sotto la sabbia…

4 Il compito delluomo in un inno di Padre David Maria Turoldo : Dio damore, o fonte di gioia Dio damore, o fonte di gioia vogliamo offrirti un inno di grazie: vogliamo offrirti un inno di grazie: nulla chiediamo se non di cantare, nulla chiediamo se non di cantare, lodarti in nome di ogni creatura. lodarti in nome di ogni creatura. Sei tu la vita e vita è luce, Sei tu la vita e vita è luce, tutte le cose continui a creare, tutte le cose continui a creare, e formi luomo a tua somiglianza, e formi luomo a tua somiglianza, luomo che è il volto del tuo mistero. luomo che è il volto del tuo mistero.

5 La sua sorte tu gli hai svelato, La sua sorte tu gli hai svelato, per te egli chiama le cose per nome per te egli chiama le cose per nome perché capace di scienza e damore, perché capace di scienza e damore, è il compimento dellopera tua. è il compimento dellopera tua. Locchio tuo fondo gli hai posto nel cuore Locchio tuo fondo gli hai posto nel cuore perché egli scopra le tue meraviglie perché egli scopra le tue meraviglie e sempre celebri il santo tuo nome e sempre celebri il santo tuo nome la tua bellezza narrando nel canto. la tua bellezza narrando nel canto.

6 A lui affidi i cieli e la terra, A lui affidi i cieli e la terra, gli apri i segreti del tuo universo, gli apri i segreti del tuo universo, con lui agisci nellunico amore con lui agisci nellunico amore e porti avanti con lui il creato. e porti avanti con lui il creato. Gli dai la donna a sua perfezione, Gli dai la donna a sua perfezione, luomo che sia amico e fratello, luomo che sia amico e fratello, con cui insieme soffrire e gioire, con cui insieme soffrire e gioire, Dio che fondi leterna alleanza. Dio che fondi leterna alleanza.

7 Ma il lavoro cosè? Nelle concezioni moderne il lavoro si presenta molto diverso per intensità e organizzazione. Nelle concezioni moderne il lavoro si presenta molto diverso per intensità e organizzazione. Jacques Delors, presidente della Commissione dellUnione Europea dal 1985 al 1995, afferma: Il lavoro è il primario integratore sociale oggi a nostra disposizione. Il lavoro orienta, identifica e integra; integra perché crea momenti di solidarietà; orienta perché fornisce ruolo alle persone; identifica perché attribuisce status agli individui. Jacques Delors, presidente della Commissione dellUnione Europea dal 1985 al 1995, afferma: Il lavoro è il primario integratore sociale oggi a nostra disposizione. Il lavoro orienta, identifica e integra; integra perché crea momenti di solidarietà; orienta perché fornisce ruolo alle persone; identifica perché attribuisce status agli individui. La citazione è in A. P. JERI, Lavorare stanca. Entrare e uscire dal mondo del lavoro, San Paolo, Cinisello Balsamo 2004, 8. Lautrice, psicologa clinica, si chiede quanto sia ancora attuale tale definizione. In effetti La citazione è in A. P. JERI, Lavorare stanca. Entrare e uscire dal mondo del lavoro, San Paolo, Cinisello Balsamo 2004, 8. Lautrice, psicologa clinica, si chiede quanto sia ancora attuale tale definizione. In effetti è almeno dimezzata dalla situazione di precarietà lavorativa, e dagli attuali modelli di lavoro (cococo, cocopro, contratti a ore...) è almeno dimezzata dalla situazione di precarietà lavorativa, e dagli attuali modelli di lavoro (cococo, cocopro, contratti a ore...)

8 E la Bibbia che dice? Nella Bibbia non troviamo un trattato sul lavoro. Essa sembra ignorare o conoscere male il lavoro – vorticoso come lo intendiamo noi oggi -, anche se luomo e la donna biblici appaiono sempre impegnati nel lavoro o da esso condizionati. Nella Bibbia non troviamo un trattato sul lavoro. Essa sembra ignorare o conoscere male il lavoro – vorticoso come lo intendiamo noi oggi -, anche se luomo e la donna biblici appaiono sempre impegnati nel lavoro o da esso condizionati. Ma essa, presa nella sua totalità, se anche non risponde a tutte le nostre questioni, ci introduce nella realtà del lavoro, del suo valore, della sua pena e della sua redenzione.[1] Ma essa, presa nella sua totalità, se anche non risponde a tutte le nostre questioni, ci introduce nella realtà del lavoro, del suo valore, della sua pena e della sua redenzione.[1][1] [1] P. DE SURGY – J. GUILLET, 501. Cfr. anche G. DI PALMA, Il lavoro nei libri sapienziali, in A. BONORA – M. PRIOTTO e Collaboratori, Libri sapienziali e altri scritti, (Logos. Corso di studi biblici - 4) Elle Di Ci, Torino 1997, [1] P. DE SURGY – J. GUILLET, 501. Cfr. anche G. DI PALMA, Il lavoro nei libri sapienziali, in A. BONORA – M. PRIOTTO e Collaboratori, Libri sapienziali e altri scritti, (Logos. Corso di studi biblici - 4) Elle Di Ci, Torino 1997, [1]

9 Per sei giorni lavorai e il settimo riposerai Il messaggio biblico inscindibilmente Il messaggio biblico inscindibilmente intreccia intreccia lavoro lavoro riposo riposo e festa e festa per lequilibrio delle persone e delle famiglie

10 Il comandamento del riposo apre la prospettiva di una libertà più piena, quella del Sabato eterno (cfr. Eb 4,9-10). Il riposo consente agli uomini di ricordare e di rivivere le opere di Dio, dalla Creazione alla Redenzione, di riconoscersi essi stessi come opera sua, di rendere grazie della propria vita e della propria sussistenza a Lui, che ne è lAutore. [CDSC 258]. Il riposo sabbatico è ilvertice dellinsegnamento biblico sul lavoro Il riposo sabbatico è il vertice dellinsegnamento biblico sul lavoro

11 Entrare nel riposo di Dio ci permette di non ricadere in quella disobbedienza che ci allontana dal Signore e, quindi, dal vero significato della nostra esistenza. Sappiamo quanto è attuale, infatti, la tentazione di fare del lavoro un idolo; ma siamo anche consapevoli di dove ci porta questa idolatria. Siamo consapevoli anche di quanta sofferenza comporti non avere o trovare un lavoro, essere stanchi senza avere lavorato … Creati per il riposo!

12 Siamo anche consapevoli che delocalizzazione, globalizzazione, frammentazione fisica del ciclo produttivo, innovazioni tecnologiche, precarietà e flessibilità … sono le cose nuove, le nuove sfide di oggi ( Mandarina Duck, Ragno, … Fiat Madras, industria meccanica italiana trasferita in Serbia, i cui operai sono recentemente scesi in sciopero per orari massacranti e salario da fame). delocalizzazione, globalizzazione, frammentazione fisica del ciclo produttivo, innovazioni tecnologiche, precarietà e flessibilità … sono le cose nuove, le nuove sfide di oggi ( Mandarina Duck, Ragno, … Fiat Madras, industria meccanica italiana trasferita in Serbia, i cui operai sono recentemente scesi in sciopero per orari massacranti e salario da fame). Cercavamo braccia, sono arrivate persone! (Maurizio Ambrosini) Villa Literno, Caserta, Rosarno, Carmagnola Cercavamo braccia, sono arrivate persone! (Maurizio Ambrosini) Villa Literno, Caserta, Rosarno, Carmagnola

13 COLLABORATORI DI DIO Il lavoro dell'uomo nel NT e la somiglianza al Creatore Nel NT e, in modo particolare nei testi evangelici, il lavoro e le attività umane sono presentati in funzione della novità del Regno di Dio. Un Regno inaugurato da Gesù Signore con la proclamazione della buona notizia e manifestato con le sue opere (Mt 4,23-25).

14 Un lavoro comune: curare il gregge

15 Il lavoro umano si colloca nella stessa scia divina che è quella di rinnovare continuamente il creato fino a portarlo alla sua completa realizzazione. Per questo Gesù non esita nel presentare il Padre e anche se stesso nella veste di personaggi tratti dal mondo del lavoro: vignaiolo (Gv 15,1), pastore (Gv 10,1), medico (Mc 2,17), seminatore (Mc 4,3), casalinga (Lc 15,8; Mt 13,33).

16 Il Padre e Gesù indirizzano tutte le loro opere verso un unico traguardo: liberare luomo da ciò che lopprime e blocca la sua crescita e la sua maturazione. Lazione di Gesù è rendere luomo libero affinché mediante il suo lavoro possa manifestare la piena somiglianza al Creatore e diventare figlio di Dio (Mt 5,48).

17 Nella prospettiva del NT si supera la tradizione teologica che considerava il lavoro come maledizione divina per la trasgressione di Adamo ed Eva (Gen 3, 19). Lavorare la terra, mangiando il pane con il sudore del proprio volto, non è il prezzo da pagare come punizione per un peccato, ma limpegno concreto in vista della realizzazione del disegno divino: che luomo faccia fruttificare quanto di buono Dio ha messo nelle sue mani (Gen 1,25). Per questo Dio benedice luomo e la donna affinché siano fecondi, cioè creativi, e possano contribuire al suo progetto: raggiungere la piena armonia superando ogni forma di caos.

18 Il lavoro umano riflette quello del Creatore, che ha fatto luomo e la donna a sua immagine perché diventino come lui creatori: "poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio... nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio"( Rm 8,19.21). Non cè da rimpiangere un paradiso irrimediabilmente perduto, ma da lavorare alla sua piena realizzazione.

19 Il lavoro umano: il servizio come signoria In una società come quella giudaica dove più delle dottrine contavano i comportamenti, i quali erano regolati fino al minimo dettaglio dalle prescrizioni della Legge, lattività creatrice con la quale Gesù restituisce vita a quanti ne erano carenti (Gv 5,1-16; 9,1-41), non poteva non provocare la risposta ostile e violenta da parte delle autorità religiose.

20 Nella sinagoga di Nazaret Gesù si presenta come linviato di Dio la cui opera sarà la liberazione dei prigionieri e la libertà degli oppressi (Lc 4,18). Questa attività richiama quella che Yahvé aveva realizzato nei confronti del popolo dIsraele quando, liberandolo dallEgitto, lo fece uscire da un mondo disumano dove era condannato alla schiavitù, la forma più degradata del lavoro, e destinato allannientamento (Lv 26,13).

21 Il riposo festivo comando e conquista Per suggellare la liberazione del popolo dai lavori forzati e per far gustare la dignità conquistata, nellalleanza del Sinai si istituisce un giorno di riposo settimanale: "ricordati che sei stato schiavo nel paese dEgitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato" (Dt 5,15). Questo giorno è memoria della salvezza operata da Yahvé e rende luomo come Dio, signore del tempo (Gen 2,2-3).

22 Il sabato, espressione della signoria alla quale luomo era chiamato, in quanto immagine di Dio, nel giudaismo era diventato proprio il contrario. Al tempo di Gesù, il sabato serve solo a ricordare che luomo è suddito di Dio, sottomesso alla sua Legge, quindi privato della sua autonomia. A causa della dottrina degli scribi e dei farisei, losservanza del sabato si era tramutata in un giogo insopportabile, che aveva reso di nuovo luomo schiavo non di un nuovo faraone, ma di un codice di norme e di precetti.

23 La contestazione di Gesù Losservanza del sabato vietava alluomo ogni forma di attività, fino al punto di sacrificare la sua libertà e la sua dignità. Per contestare questa dottrina Gesù sceglie volontariamente di agire proprio in questo giorno. Egli dimostra così di non accettare nessuna norma esteriore che possa limitare la sua attività creatrice e si appella a Dio per giustificare linosservanza del comandamento: "come il Padre mi ha comandato così io faccio" (Gv 14,31).

24 Gesù abolisce il sabato Gesù non trasgredisce il sabato, ma lo abolisce (Gv 5,18), non riconoscendo la validità del comandamento di Mosé, e per questo dichiara: "mio Padre opera sempre e anchio opero" (Gv 5,17). Il Padre mio agisce anche ora e anchio agisco ossia fino ad ora continua a lavorare e anchio lavoro. Cè un lavoro che libera luomo e un altro che continua a sottometterlo, privandolo della sua creatività ed emancipazione.

25 Il "fare" di Gesù è sempre mirato a comunicare vita a chi non ce lha e, per la realizzazione di questa missione, invita i discepoli a seguirlo, assicurandoli : "io vi farò pescatori di uomini" (Mt 4,19). Compito specifico dei seguaci di Gesù è di continuare quel processo di liberazione che egli ha iniziato. Essi sono "pescatori di uomini", cioè devono estrarli da un ambiente di morte (acqua) per portarli a uno vitale (terra). Al contrario, i rappresentanti dellistituzione religiosa, per la salvaguardia dei loro interessi, sono pronti a sacrificare la vita del popolo, come Gesù stesso denuncerà: "il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere" (Gv 10,10). A unopera che comunica vita, si oppone unaltra che lostacola e impedisce la sua crescita.

26 Con il suo incessante lavorare Gesù continua lattività del Padre a favore delluomo. Ma questa attività è considerata dalle autorità religiose talmente pericolosa che gli comporterà la condanna a morte: i [dirigenti] giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non solo violava [sopprimeva] il sabato, ma inoltre chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio" (Gv 5,18). Gesù, per il quale ogni dottrina religiosa che prescinda dal bene delluomo non viene da Dio, non si lascia condizionare dalle minacce e ribadisce che è necessario continuare in questa opera di liberazione: "bisogna che io lavori alle opere di colui che mi ha mandato" (Gv 9,4).

27 Come Mosè, Gesù è liberatore Il Signore, che non è venuto per essere servito ma per servire (Mt 20,28), libera luomo dalla schiavitù della Legge e lo rende in grado di poter disporre della sua vita per metterla al servizio degli altri. Mentre ogni forma di schiavitù degrada luomo privandolo della sua libertà, il servizio, la forma più alta di lavoro, gli conferisce la vera dignità, quella divina (Gv 13,12-17).

28 Un progetto fallito: luomo dal braccio inaridito (Mt 12,9-14) Gli ostacoli al progetto creatore di Dio sono presentati nei vangeli come schiavitù della Legge, come dimostra lepisodio di Mt 12,9-14 sulla guarigione di un uomo con il braccio atrofizzato. Nella sinagoga, ambito dellistituzione religiosa, Gesù constata la penosa situazione del popolo, vittima di un insegnamento religioso che impone con rigore losservanza della Legge. Immagine di questo popolo umiliato è il personaggio anonimo caratterizzato dalla sua totale passività: "(Gesù) giunse nella loro sinagoga, dove cera un uomo che aveva un braccio paralizzato" (vv. 9-10). Linvalidità procede dal fatto che questo individuo ha il braccio paralizzato, senza vita (lett: "inaridito").

29 il progetto del Dio creatore è la libertà e la signoria delluomo, affinché egli possa realizzare in pienezza la sua vita (Gen 1,8.15), mentre nella sinagoga si scopre il fallimento di questo disegno: luomo è privato di ogni iniziativa, non può creare perché paralizzato nella sua capacità di agire. Questa mancanza di vitalità e di autonomia è la conseguenza della sottomissione alla dottrina degli scribi e dei farisei, che non solo non permette la realizzazione del progetto di Dio, ma lo annulla dal momento che priva luomo della sua libertà (Lc12, : Giudicate da voi stessi ciò che è giusto…).

30 Gesù afferma che in giorno di sabato è lecito fare del bene, quindi invalida la dottrina dei farisei che vogliono imporre alluomo una situazione di totale sottomissione al codice di precetti da loro stabiliti. Coloro che fanno della Legge uno strumento di schiavitù perdono di vista che luomo fu creato a immagine di Dio (Gen 2,27) e che è chiamato ad assomigliargli (Gen 2,26). Quando il modello è la Legge, con la sua osservanza minuziosa alla quale bisogna consacrare tutta la vita, simpedisce lo sviluppo delluomo, la cui unica relazione con Dio è quella dello schiavo con il suo padrone.

31 Trasgredendo il comandamento del sabato con la guarigione delluomo dal braccio paralizzato, Gesù recupera il disegno di Dio sulluomo per portarlo a compimento: "stendere il braccio" significa esercitare la capacità di azione, che gli permette di realizzarsi pienamente. Il Dio di Gesù è un Padre che comunica vita alluomo per innalzarlo al suo stesso livello, poiché costui non è stato creato permettersi a servizio di Dio, ma per somigliargli come creatore. Mediante il lavoro luomo esprime la sua creatività e nel riposo gusta, come Dio, lopera delle sue mani.

32 La reazione dei farisei alla liberazione operata da Gesù è immediata: "uscendo i farisei si misero subito a tramare contro di lui, per farlo morire" (Mt 12,14). Non si limitano a denunciarlo come trasgressore, ma pianificano direttamente la sua morte. Lopera creatrice con la quale Gesù restituisce alluomo con il braccio paralizzato la capacità di libertà e di azione che Dio gli aveva dato (Gen 1,28; 2,5), è considerata dai farisei come una bestemmia e come tale meritevole di morte (Lv 24,16).

33 Il nuovo progetto: essere somiglianti al Padre (Mt 25,14-30) La parabola dei talenti presenta uninteressante riflessione su come luomo, con il suo lavoro, può realizzare su di sé il disegno del Padre. Il contesto della parabola è quello del mondo degli affari, dove un uomo molto ricco consegna ai suoi funzionari (lett."servi") prima di partire un enorme patrimonio. I beni non li dà in custodia ma li consegna ai suoi funzionari, trasferendo loro i pieni poteri su di essi.

34 Lavoro migrante per salari da fame … pagati da cristiani ?

35 Ogni funzionario riceve secondo la capacità che gli è propria : cinque talenti, due, uno. L'uomo pertanto affida ai suoi funzionari una grandissima fortuna fidandosi solo delle loro capacità, senza pretendere garanzie. I primi due si mettono immediatamente al lavoro per far fruttare il dono ricevuto, poiché considerano gli affari del padrone come propri. Chi ha ricevuto cinque talenti, li impiega e ne ricava altre cinque, guadagnando la stessa quantità di denaro ricevuta. Così fa anche colui che ne ha ricevuto due. Poco importa la somma ricevuta, ciò che conta è laver fatto fruttare il dono ricevuto. Entrambi si sentono realizzati, si riconoscono uguali nella diversità.

36 Il terzo funzionario, a differenza dei primi due, seppellisce il talento perché non lo ritiene suo, ma del suo padrone. Secondo il diritto rabbinico chi sotterrava il denaro che gli era stato affidato, non era tenuto alla restituzione o al risarcimento in caso di furto (B.M. 42a). Ma il fatto in sé di mettere sotto terra il bene ricevuto ricorda la morte con i suoi rituali. Seppellendo il talento seppellisce se stesso.

37 Lincontro del padrone con i suoi funzionari avrà risvolti diversi. Quando incontra il primo di essi, costui gli presenta i talenti ricevuti più altri cinque guadagnati, dimostrando come ha saputo usare il dono ricevuto. A questo punto della parabola si presenta un paradosso: i cinque talenti (circa 150 chilogrammi d'oro) vengono ritenuti "poco" dal padrone che, non solo lascia il funzionario in possesso dei cinque talenti guadagnati e dei cinque che gli aveva affidato, ma lo invita a prendere parte al suo molto, facendolo partecipe di tutti i suoi averi.

38 Al secondo funzionario il padrone concede la stessa ricompensa del primo, anche se il numero dei talenti ricevuti e guadagnati sono differenti. Non conta la quantità, ma limpegno di aver fatto produrre ciò che era stato donato secondo le proprie capacità. Il secondo funzionario entra anche lui a far parte dei beni del signore, della sua gioia. E finita la distinzione tra servi e padroni, ora tutti sono signori (cf Gv 15,15). Ciò che veramente conta è diventare ed essere signori attraverso quel che si è ricevuto, sia esso molto o poco.

39 E un E un signore straordinariamente generoso il protagonista della parabola, che non solo regala i talenti affidati e quelli guadagnati ai suoi funzionari, ma addirittura fa loro parte di tutto il suo capitale. Nonostante questo, lultimo funzionario ha un'immagine diversa del suo padrone, lo ritiene una persona avida e crudele che miete e raccoglie dove non ha seminato. (Dipende dagli occhi e dal cuore di chi guarda …)

40 L'insegnamento della parabola è che una falsa immagine di Dio può bloccare il processo di crescita della persona che, per paura di commettere errori, non rischia e quindi non fruttifica i doni ricevuti. Il timore viene rimproverato in quanto paralizza la crescita dell'uomo. A quanti invece fanno fruttare i doni ricevuti, viene aumentata la capacità di produrre in una misura che non è dovuta allo sforzo della persona, ma alla generosità del Signore. La parabola dei talenti rappresenta il passaggio tra il lavoro del servo e la sovranità del padrone. Un ponte dalla condizione umana alla gioia divina, in quanto il desiderio di Dio è che laltro possa accedere a quello che egli è, partecipando alla sua gioia (Gv 15,11).

41 "Entra nella gioia del tuo Signore" Gesù ha rivelato il volto del Dio creatore, un Dio che è sempre allopera, e il cui lavoro fin dalle origini è presentato come attività armonica. Il Creatore chiama luomo ad assomigliargli e lo fa partecipe del suo progetto di vita sullumanità, affinché essa raggiunga la sua perfetta armonia. Limportanza della realizzazione di questo disegno è talmente grande che Gesù coinvolge i discepoli come "operai" affiancandoli allopera del Padre e chiedendo di pregarlo perché mandi altri "operai" che collaborino in questo progetto. La proposta del Regno contempla il lavoro umano come la risposta al dono ricevuto da Dio. Lavorando per il Regno luomo riceve dal Padre ogni forma di aiuto nellopera da realizzare e diventa suo "collaboratore".

42 Per essere uguali al Padre I credenti sono consapevoli che non si lavora per ubbidire a un comando o solo per ricevere un salario, ma per essere uguali al Padre: creatori come lui, capaci di moltiplicare latto creatore (Gv 6,11), trasformando il mondo per renderlo secondo il disegno divino. In questo compito essi sono accompagnati dal "Signore che opera con loro" (Mc 16,20) e prolungano con il proprio lavoro le sue opere: "Vi assicuro, chi crede in me farà anche lui le opere che io faccio; e ne farà di più grandi (Gv 14,12).

43 Un compito di tenerezza

44

45 un lavoro umano, che permetta di assaporare le relazioni

46 che lasci spazio per la crescita degli affetti

47 per accompagnare la crescita dei figli

48 e il loro arrivo alle cime più alte …

49 Appello per «una coalizione mondiale in favore di un lavoro decente «I poveri in molti casi sono il risultato della violazione della dignità del lavoro umano» afferma Benedetto XVI ( CiV n. 63). «I poveri in molti casi sono il risultato della violazione della dignità del lavoro umano» afferma Benedetto XVI ( CiV n. 63). Già Giovanni Paolo II, il 1 maggio 2000, durante il Giubileo dei Lavoratori lanciò un appello per «una coalizione mondiale in favore del lavoro decente». La famiglia umana aspira ad un «lavoro decente». Già Giovanni Paolo II, il 1 maggio 2000, durante il Giubileo dei Lavoratori lanciò un appello per «una coalizione mondiale in favore del lavoro decente». La famiglia umana aspira ad un «lavoro decente». «Che cosa significa la parola decenza applicata al lavoro? Significa un lavoro che, in ogni società, sia lespressione della dignità essenziale di ogni uomo e di ogni donna: «Che cosa significa la parola decenza applicata al lavoro? Significa un lavoro che, in ogni società, sia lespressione della dignità essenziale di ogni uomo e di ogni donna:

50 scelto liberamente; scelto liberamente; che associ efficacemente i lavoratori, uomini e donne, allo sviluppo della loro comunità; che associ efficacemente i lavoratori, uomini e donne, allo sviluppo della loro comunità; che, in questo modo, permetta ai lavoratori di essere rispettati al di fuori di ogni discriminazione; che, in questo modo, permetta ai lavoratori di essere rispettati al di fuori di ogni discriminazione; che consenta di soddisfare le necessità delle famiglie e di scolarizzare i figli, senza che questi siano costretti essi stessi a lavorare; che consenta di soddisfare le necessità delle famiglie e di scolarizzare i figli, senza che questi siano costretti essi stessi a lavorare; è decente un lavoro

51 è decente un lavoro che permetta ai lavoratori di organizzarsi liberamente e di far sentire la loro voce; permetta ai lavoratori di organizzarsi liberamente e di far sentire la loro voce; lasci uno spazio sufficiente per ritrovare le proprie radici a livello personale, familiare e spirituale; lasci uno spazio sufficiente per ritrovare le proprie radici a livello personale, familiare e spirituale; assicuri ai lavoratori giunti alla pensione una condizione dignitosa. assicuri ai lavoratori giunti alla pensione una condizione dignitosa. Decenza, quindi, uguale espressione della dignità delluomo e della donna, in tutte le fasi della loro vita (lavorativa). Decenza, quindi, uguale espressione della dignità delluomo e della donna, in tutte le fasi della loro vita (lavorativa). Nella LE il lavoro è decente quando «è per luomo». Nella LE il lavoro è decente quando «è per luomo». Da cristiani, quindi, siamo chiamati a guardare il lavoro illuminati dalla fede, dalla speranza e dalla carità: virtù teologali, doni di Dio che sogna la sua creatura con lo sguardo pulito, vero, felice. Da cristiani, quindi, siamo chiamati a guardare il lavoro illuminati dalla fede, dalla speranza e dalla carità: virtù teologali, doni di Dio che sogna la sua creatura con lo sguardo pulito, vero, felice.

52 Gesù, uomo del lavoro [LE 26] dirà: "mio Padre ed io siamo sempre allopera. (Gv 5, 17). «Colui il quale essendo Dio è divenuto simile a noi in tutto, dedicò la maggior parte degli anni della sua vita sulla terra al lavoro manuale, presso un banco di carpentiere [1]. Questa circostanza costituisce da sola il più eloquente Vangelo del lavoro…» (LE 6). «Colui il quale essendo Dio è divenuto simile a noi in tutto, dedicò la maggior parte degli anni della sua vita sulla terra al lavoro manuale, presso un banco di carpentiere [1]. Questa circostanza costituisce da sola il più eloquente Vangelo del lavoro…» (LE 6). [1] [1] Cfr. Mt 13,55; Mc 6,3; Lc 2,51. [1]

53 Gesù uomo del lavoro Nella Sua predicazione Gesù insegna ad apprezzare il lavoro, lavoro manuale che lui stesso ha eseguito come carpentiere insieme a Giuseppe. Insegna agli uomini a non lasciarsi asservire dal lavoro. Essi devono preoccuparsi prima di tutto della loro interiorità; guadagnare il mondo intero non è lo scopo della loro vita. Nella Sua predicazione Gesù insegna ad apprezzare il lavoro, lavoro manuale che lui stesso ha eseguito come carpentiere insieme a Giuseppe. Insegna agli uomini a non lasciarsi asservire dal lavoro. Essi devono preoccuparsi prima di tutto della loro interiorità; guadagnare il mondo intero non è lo scopo della loro vita. Durante il Suo ministero terreno, Gesù lavora instancabilmente, compiendo opere potenti per liberare luomo dalla malattia, dalla sofferenza e dalla morte. Lattività umana di arricchimento e di trasformazione delluniverso può e deve far emergere le perfezioni in esso nascoste. Durante il Suo ministero terreno, Gesù lavora instancabilmente, compiendo opere potenti per liberare luomo dalla malattia, dalla sofferenza e dalla morte. Lattività umana di arricchimento e di trasformazione delluniverso può e deve far emergere le perfezioni in esso nascoste. Il lavoro rappresenta una dimensione fondamentale dellesistenza umana come partecipazione non solo allopera della creazione, ma anche della redenzione. Il lavoro rappresenta una dimensione fondamentale dellesistenza umana come partecipazione non solo allopera della creazione, ma anche della redenzione. [Compendio DSC nn ] [Compendio DSC nn ] [] []

54 Il dovere di lavorare È un ulteriore passaggio, che si basa soprattutto sulle lettere di San Paolo. Egli mette in evidenza come la consapevolezza della transitorietà della È un ulteriore passaggio, che si basa soprattutto sulle lettere di San Paolo. Egli mette in evidenza come la consapevolezza della transitorietà della « scena di questo mondo » (cfr. 1 Cor 7,31) non esonera da alcun impegno storico, tanto meno dal lavoro (cfr. 2 Ts 3,7-15), che è parte integrante della condizione umana, pur non essendo lunica ragione di vita. « scena di questo mondo » (cfr. 1 Cor 7,31) non esonera da alcun impegno storico, tanto meno dal lavoro (cfr. 2 Ts 3,7-15), che è parte integrante della condizione umana, pur non essendo lunica ragione di vita. Nessun cristiano, per il fatto di appartenere ad una comunità solidale e fraterna, deve sentirsi in diritto di non lavorare e di vivere a spese degli altri. Nessun cristiano, per il fatto di appartenere ad una comunità solidale e fraterna, deve sentirsi in diritto di non lavorare e di vivere a spese degli altri.

55 Il diritto-dovere di Non lavorare troppo Non lavorare troppo Di riposare Di riposare Di coltivare la vita Di coltivare la vita relazionale relazionale culturale culturale religiosa/spirituale religiosa/spirituale

56 « Chi non vuol lavorare, neppure mangi » Scrive San Paolo ai cristiani di Tessalonica (2Ts 3,6-10): Scrive San Paolo ai cristiani di Tessalonica (2Ts 3,6-10): «6 Vi ordiniamo pertanto, fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, di tenervi lontani da ogni fratello che si comporta in maniera indisciplinata e non secondo la tradizione che ha ricevuto da noi. «6 Vi ordiniamo pertanto, fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, di tenervi lontani da ogni fratello che si comporta in maniera indisciplinata e non secondo la tradizione che ha ricevuto da noi.6 7 Sapete infatti come dovete imitarci: poiché noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi, 8 né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi. 9 Non che non ne avessimo diritto, ma per darvi noi stessi come esempio da imitare. 7 Sapete infatti come dovete imitarci: poiché noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi, 8 né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi. 9 Non che non ne avessimo diritto, ma per darvi noi stessi come esempio da imitare E infatti quando eravamo presso di voi, vi demmo questa regola: chi non vuol lavorare, neppure mangi. » 10 E infatti quando eravamo presso di voi, vi demmo questa regola: chi non vuol lavorare, neppure mangi. »

57 I Padri della Chiesa non considerano mai il lavoro come «opus servile» - tale era ritenuto, invece, nella cultura loro contemporanea -, ma sempre come «opus humanum», e tendono ad onorarne tutte le espressioni. non considerano mai il lavoro come «opus servile» - tale era ritenuto, invece, nella cultura loro contemporanea -, ma sempre come «opus humanum», e tendono ad onorarne tutte le espressioni. Mediante il lavoro, luomo governa con Dio il mondo, insieme a Lui ne è signore, e compie cose buone per sé e per gli altri. Lozio nuoce allessere delluomo, mentre lattività giova al suo corpo e al suo spirito. Mediante il lavoro, luomo governa con Dio il mondo, insieme a Lui ne è signore, e compie cose buone per sé e per gli altri. Lozio nuoce allessere delluomo, mentre lattività giova al suo corpo e al suo spirito. Il cristiano è chiamato a lavorare non solo per procurarsi il pane, ma anche per sollecitudine verso il prossimo più povero, al quale il Signore comanda di dare da mangiare, da bere, da vestire, accoglienza, cura e compagnia (cfr. Mt 25,35-36). Il cristiano è chiamato a lavorare non solo per procurarsi il pane, ma anche per sollecitudine verso il prossimo più povero, al quale il Signore comanda di dare da mangiare, da bere, da vestire, accoglienza, cura e compagnia (cfr. Mt 25,35-36). Ciascun lavoratore, afferma santAmbrogio, è la mano di Cristo che continua a creare e a fare del bene. Ciascun lavoratore, afferma santAmbrogio, è la mano di Cristo che continua a creare e a fare del bene.

58 Regola di S. Benedetto Capitolo XLVIII - Il lavoro quotidiano: "L'ozio è nemico dell'anima, perciò i monaci devono dedicarsi al lavoro in determinate ore e in altre, pure prestabilite, allo studio della parola di Dio Capitolo XLVIII - Il lavoro quotidiano: "L'ozio è nemico dell'anima, perciò i monaci devono dedicarsi al lavoro in determinate ore e in altre, pure prestabilite, allo studio della parola di Dio Ma se le esigenze locali o la povertà richiedono che essi si occupino personalmente della raccolta dei prodotti agricoli, non se ne lamentino, perché i monaci sono veramente tali, quando vivono del lavoro delle proprie mani come i nostri padri e gli Apostoli. Ma se le esigenze locali o la povertà richiedono che essi si occupino personalmente della raccolta dei prodotti agricoli, non se ne lamentino, perché i monaci sono veramente tali, quando vivono del lavoro delle proprie mani come i nostri padri e gli Apostoli. Tutto però si svolga con discrezione, in considerazione dei più deboli......" Tutto però si svolga con discrezione, in considerazione dei più deboli......"

59 La voce del Concilio Tutta l'attività economico-sociale ha l'uomo come autore, centro e fine ( Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes 63 ) Tutta l'attività economico-sociale ha l'uomo come autore, centro e fine ( Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes 63 )Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes 63Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes 63 5) I beni economici sono per tutta l'umanità ( "Destinazione universale dei beni", Conc. Ecum.Vat. II, Gaudium et spes 69 ) 5) I beni economici sono per tutta l'umanità ( "Destinazione universale dei beni", Conc. Ecum.Vat. II, Gaudium et spes 69 )Conc. Ecum.Vat. II, Gaudium et spes 69Conc. Ecum.Vat. II, Gaudium et spes 69

60 Il Magistero della Chiesa È ripetutamente intervenuto sulla questione del lavoro, soprattutto con lavvento della rivoluzione industriale, a partire dalla lettera enciclica Rerum Novarum di Leone XIII del È ripetutamente intervenuto sulla questione del lavoro, soprattutto con lavvento della rivoluzione industriale, a partire dalla lettera enciclica Rerum Novarum di Leone XIII del Tale insegnamento è stato ripreso con forza da Giovanni Paolo II, forte anche della sua personale esperienza del lavoro di cui rende testimonianza nel primo capitolo del libro Dono e Mistero, con tre encicliche: la Laborem exercens del 1981 scritta per il 90° della Rerum Novarum, la Sollicitudo rei socialis del 1987 in occasione del 20° dellaPopulorum progressio di Paolo VI e la Centesimus annus nel centenario della Rerum Novarum. Tale insegnamento è stato ripreso con forza da Giovanni Paolo II, forte anche della sua personale esperienza del lavoro di cui rende testimonianza nel primo capitolo del libro Dono e Mistero, con tre encicliche: la Laborem exercens del 1981 scritta per il 90° della Rerum Novarum, la Sollicitudo rei socialis del 1987 in occasione del 20° dellaPopulorum progressio di Paolo VI e la Centesimus annus nel centenario della Rerum Novarum. Al centro dellinsegnamento di papa Wojtyla la riaffermazione di tre primati: delluomo sul lavoro, del lavoro sul capitale e della destinazione universale dei beni rispetto alla proprietà privata. Il lavoro è per luomo, non luomo per il lavoro. Al centro dellinsegnamento di papa Wojtyla la riaffermazione di tre primati: delluomo sul lavoro, del lavoro sul capitale e della destinazione universale dei beni rispetto alla proprietà privata. Il lavoro è per luomo, non luomo per il lavoro.

61 Limportanza dei sindacati Questi insegnamenti vedono anche la riaffermazione dellimportanza che rivestono le istituzioni sociali e politiche nellambito lavorativo, del diritto di associarsi allo scopo di difendere le esigenze e gli interessi vitali degli uomini impiegati nelle varie professioni.[1]. Questi insegnamenti vedono anche la riaffermazione dellimportanza che rivestono le istituzioni sociali e politiche nellambito lavorativo, del diritto di associarsi allo scopo di difendere le esigenze e gli interessi vitali degli uomini impiegati nelle varie professioni.[1]. [1] Giovanni Paolo II Laborem exercens, cap. 20 Limportanza dei sindacati [1] Giovanni Paolo II Laborem exercens, cap. 20 Limportanza dei sindacati [1]

62 Con il suo lavoro e la sua laboriosità, luomo, partecipe dellarte e della saggezza divina, rende più bello il creato, il cosmo già ordinato dal Padre; suscita quelle energie sociali e comunitarie che alimentano il bene comune, 581 a vantaggio soprattutto dei più bisognosi.[ C.D.S.C, Cap. VI Il lavoro umano nn ] luomo, partecipe dellarte e della saggezza divina, rende più bello il creato, il cosmo già ordinato dal Padre; suscita quelle energie sociali e comunitarie che alimentano il bene comune, 581 a vantaggio soprattutto dei più bisognosi.[ C.D.S.C, Cap. VI Il lavoro umano nn ][][] Possiamo quindi affermare che il lavoro nella visione cristiana appartiene alla vicenda delluomo, ne è parte rilevante e identitaria. Il lavoro come una questione antropologica prima che sociale e storica. Possiamo quindi affermare che il lavoro nella visione cristiana appartiene alla vicenda delluomo, ne è parte rilevante e identitaria. Il lavoro come una questione antropologica prima che sociale e storica.

63 Il Vangelo del lavoro [è la Buona Notizia!], che manifesta come il fondamento per determinare il valore del lavoro umano non sia prima di tutto il genere di lavoro che si compie, ma il fatto che colui che lo esegue è una persona. [è la Buona Notizia!], che manifesta come il fondamento per determinare il valore del lavoro umano non sia prima di tutto il genere di lavoro che si compie, ma il fatto che colui che lo esegue è una persona. Le fonti della dignità del lavoro si devono cercare soprattutto non nella sua dimensione oggettiva, ma nella sua dimensione soggettiva»[1]. Le fonti della dignità del lavoro si devono cercare soprattutto non nella sua dimensione oggettiva, ma nella sua dimensione soggettiva»[1].[1] [1] LE 6. [1] LE 6. [1]

64 Il lavoratore ieri e oggi Se in passato la lotta era tra il dipendente e il proprietario di capitali, ora lo scontro fatto di discriminazione e di emarginazione è dato dal rapporto superiorità/inferiorità culturale. ( schiavi del lavoro in Italia, 2012) Se in passato la lotta era tra il dipendente e il proprietario di capitali, ora lo scontro fatto di discriminazione e di emarginazione è dato dal rapporto superiorità/inferiorità culturale. ( schiavi del lavoro in Italia, 2012) Lindustrializzazione porta ad una crescita delluomo? Si pensava che la macchina liberasse il lavoratore da unattività tediosa e ripetitiva, che aumentasse le professionalità. Di fatto la tecnologia libera la persona da un eccessivo sforzo fisico, aumentando forse il suo tempo libero, ma tende ad avere altre conseguenze negative sulla sua salute fisica e mentale. Lindustrializzazione porta ad una crescita delluomo? Si pensava che la macchina liberasse il lavoratore da unattività tediosa e ripetitiva, che aumentasse le professionalità. Di fatto la tecnologia libera la persona da un eccessivo sforzo fisico, aumentando forse il suo tempo libero, ma tende ad avere altre conseguenze negative sulla sua salute fisica e mentale. La mobilità ad esempio crea problemi di cambiamenti o di perdita del lavoro con la successiva pressione della ricerca di un nuovo impiego. Mancano valori religiosi ed etici. Cè la tendenza a far diventare gli strumenti di lavoro dei fini. La mobilità ad esempio crea problemi di cambiamenti o di perdita del lavoro con la successiva pressione della ricerca di un nuovo impiego. Mancano valori religiosi ed etici. Cè la tendenza a far diventare gli strumenti di lavoro dei fini.

65 Lo tzunami della finanza levoluzione delle attività umane e la progressiva espansione dei commerci hanno determinato la crescita dellimportanza dellaspetto finanziario nelleconomia, modificando gli equilibri e determinando, soprattutto in tempi recenti, migrazioni di popolazioni ed una sempre più evidente frattura tra la produzione e il territorio favorita dal basso costo logistico dei trasporti. Questi fenomeni sono stati amplificati dallevoluzione storica recente conseguente alla caduta del muro di Berlino e dallimporsi di quel processo che chiamiamo globalizzazione determinando scelte di investimenti industriali in base alla redditività, al minor costo del lavoro e delle retribuzioni. levoluzione delle attività umane e la progressiva espansione dei commerci hanno determinato la crescita dellimportanza dellaspetto finanziario nelleconomia, modificando gli equilibri e determinando, soprattutto in tempi recenti, migrazioni di popolazioni ed una sempre più evidente frattura tra la produzione e il territorio favorita dal basso costo logistico dei trasporti. Questi fenomeni sono stati amplificati dallevoluzione storica recente conseguente alla caduta del muro di Berlino e dallimporsi di quel processo che chiamiamo globalizzazione determinando scelte di investimenti industriali in base alla redditività, al minor costo del lavoro e delle retribuzioni.

66 Spaventosa speculazione Non posso trattare qui le questioni che derivano da queste vicende ma va affermato con chiarezza che non possiamo più sottovalutare le scelte che, anche singolarmente e quotidianamente, facciamo in ambito economico, assumendo sino in fondo la coscienza che tutto si lega. Non posso trattare qui le questioni che derivano da queste vicende ma va affermato con chiarezza che non possiamo più sottovalutare le scelte che, anche singolarmente e quotidianamente, facciamo in ambito economico, assumendo sino in fondo la coscienza che tutto si lega. Daltra parte la crisi che stiamo vivendo e che tanto ci spaventa è frutto di una spaventosa speculazione economica resa possibile dalla assenza di una politica capace di controllare e governare le scelte economiche. Daltra parte la crisi che stiamo vivendo e che tanto ci spaventa è frutto di una spaventosa speculazione economica resa possibile dalla assenza di una politica capace di controllare e governare le scelte economiche.

67 Jeremy Rifkin già nel 1995 in un suo famoso libro [1] espone le sue tesi sulla fine del lavoro. Al di là della condivisibilità della teoria appare quanto mai importante laffermazione di una rivisitazione critica della globalizzazione insieme alla prospettiva di speranza che troviamo al termine dellanalisi delle grandi ristrutturazioni che hanno generato masse di disoccupati, riflessione attualissima vista la congiuntura internazionale: infatti lautore rivaluta il cosiddetto terzo settore, ovvero il no-profit applicato ai servizi di utilità sociale. già nel 1995 in un suo famoso libro [1] espone le sue tesi sulla fine del lavoro. Al di là della condivisibilità della teoria appare quanto mai importante laffermazione di una rivisitazione critica della globalizzazione insieme alla prospettiva di speranza che troviamo al termine dellanalisi delle grandi ristrutturazioni che hanno generato masse di disoccupati, riflessione attualissima vista la congiuntura internazionale: infatti lautore rivaluta il cosiddetto terzo settore, ovvero il no-profit applicato ai servizi di utilità sociale.[1] [1] Jeremy Rifkin La fine del lavoro Baldini & Castoldi, Milano, 1997 [1] Jeremy Rifkin La fine del lavoro Baldini & Castoldi, Milano, 1997 [1]

68 che cosa è importante? Seneca nelle Questioni naturali, verso la fine della sua vita, allinizio del primo millennio si chiedeva: che cosa è importante?[1]. Egli invitava a distinguere coraggiosamente tra diritto romano e diritto di natura, tra gli schiavi della vita politica e gli schiavi di sé stessi: Seneca nelle Questioni naturali, verso la fine della sua vita, allinizio del primo millennio si chiedeva: che cosa è importante?[1]. Egli invitava a distinguere coraggiosamente tra diritto romano e diritto di natura, tra gli schiavi della vita politica e gli schiavi di sé stessi:[1] Che cosa è importante? Tenere la vita a fior di labbra: questo rende liberi non in virtù del diritto romano, ma in virtù del diritto di natura. E libero è chi si è sottratto alla schiavitù di sé stesso: questa è continua e ineluttabile e opprime giorno e notte senza intervallo e senza pausa.[2] Che cosa è importante? Tenere la vita a fior di labbra: questo rende liberi non in virtù del diritto romano, ma in virtù del diritto di natura. E libero è chi si è sottratto alla schiavitù di sé stesso: questa è continua e ineluttabile e opprime giorno e notte senza intervallo e senza pausa.[2][2] Anche per noi, uomini e donne dellinizio del terzo millennio, quella domanda di Seneca, emblema della saggezza,[3] si rivela decisiva: che cosa è veramente importante nella vita degli uomini e delle società? Anche per noi, uomini e donne dellinizio del terzo millennio, quella domanda di Seneca, emblema della saggezza,[3] si rivela decisiva: che cosa è veramente importante nella vita degli uomini e delle società?[3] [1] Prefazione al III libro delle Questioni naturali. [1] Prefazione al III libro delle Questioni naturali. [1] [2] Libro III, Pref 16. [2] Libro III, Pref 16. [2] [3] Così A. PELLEGRINI, Il ragionamento come equazione algebrica, in LOsservatore Romano, 15-16/11/2004: Seneca rimane lemblema della saggezza. Perché, quasi sempre, è umano soltanto colui che sbaglia e che, nel commettere un errore, ha il coraggio e la forza di andare avanti. … Seneca comprende che soltanto alla fine del percorso cè la vera essenza delluomo. Che poi, a ben vedere, dista solo un passo dal divino. …. Recensione a S. FABBRI, BUR 2004, dal titolo Vizi e virtù dellanimo umano, contenente alcuni dialoghi del filosofo stoico di Cordova. [3] Così A. PELLEGRINI, Il ragionamento come equazione algebrica, in LOsservatore Romano, 15-16/11/2004: Seneca rimane lemblema della saggezza. Perché, quasi sempre, è umano soltanto colui che sbaglia e che, nel commettere un errore, ha il coraggio e la forza di andare avanti. … Seneca comprende che soltanto alla fine del percorso cè la vera essenza delluomo. Che poi, a ben vedere, dista solo un passo dal divino. …. Recensione a S. FABBRI, BUR 2004, dal titolo Vizi e virtù dellanimo umano, contenente alcuni dialoghi del filosofo stoico di Cordova.

69 Lurgenza di cercare risposte - non solo scientifiche, economiche o morali, ma anche sociali e giuridiche, religiose e spirituali - è cresciuta in modo vertiginoso e riguarda praticamente lesistenza intera delluomo e di tutti gli uomini. Riguarda anche il cosiddetto umanesimo europeo, bisognoso di riscoprire le radici cristiane, greche e romane.[4] - non solo scientifiche, economiche o morali, ma anche sociali e giuridiche, religiose e spirituali - è cresciuta in modo vertiginoso e riguarda praticamente lesistenza intera delluomo e di tutti gli uomini. Riguarda anche il cosiddetto umanesimo europeo, bisognoso di riscoprire le radici cristiane, greche e romane.[4][4] [4] Laccademico di Francia Marc Fumaroli, in occasione della firma della Costituzione europea a Roma, nellottobre 2004, ha dichiarato: Proprio nel momento in cui lEuropa politica, economica, monetaria e costituzionale è così vicina a realizzarne il sogno, siamo minacciati dal crollo di ciò che per secoli aveva costituito la sua unità profonda e progressiva. (Sta crollando) lumanesimo europeo. Inteso non come il vago amore dellumanità, ma come leducazione di uomini e donne ricchi di unesperienza più lunga della propria. Qualcosa che comprende e supera le radici cristiane sulle quali si è tanto dibattuto, ma che si fonda anche su radici greche e romane. … Non bisogna fare del cristianesimo ridotto alletica lunico valore fondante. Il cristianesimo ha trasportato con sé la filosofia, la retorica, i costumi dellantichità greca e latina: in S. MONTEFIORI, Ora va salvaguardata lanima comune. Lumanesimo fonte della nostra civiltà, in Corriere della sera, 30.X [4] Laccademico di Francia Marc Fumaroli, in occasione della firma della Costituzione europea a Roma, nellottobre 2004, ha dichiarato: Proprio nel momento in cui lEuropa politica, economica, monetaria e costituzionale è così vicina a realizzarne il sogno, siamo minacciati dal crollo di ciò che per secoli aveva costituito la sua unità profonda e progressiva. (Sta crollando) lumanesimo europeo. Inteso non come il vago amore dellumanità, ma come leducazione di uomini e donne ricchi di unesperienza più lunga della propria. Qualcosa che comprende e supera le radici cristiane sulle quali si è tanto dibattuto, ma che si fonda anche su radici greche e romane. … Non bisogna fare del cristianesimo ridotto alletica lunico valore fondante. Il cristianesimo ha trasportato con sé la filosofia, la retorica, i costumi dellantichità greca e latina: in S. MONTEFIORI, Ora va salvaguardata lanima comune. Lumanesimo fonte della nostra civiltà, in Corriere della sera, 30.X [4]

70 La saggezza biblica forgia anche oggi la vera grandezza delluomo, invitandolo a scartare tutte le cose non importanti: Non lodare un uomo per la sua bellezza / e non detestare un uomo per il suo aspetto. / Lape è piccola tra gli esseri alati, / ma il suo prodotto ha il primato fra i dolci sapori. /… Molti sovrani sedettero sulla polvere / e uno sconosciuto cinse il loro diadema (Sir 11,2.5). Il Vangelo ricorda: Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere unora sola alla sua vita? (Lc 12,25). forgia anche oggi la vera grandezza delluomo, invitandolo a scartare tutte le cose non importanti: Non lodare un uomo per la sua bellezza / e non detestare un uomo per il suo aspetto. / Lape è piccola tra gli esseri alati, / ma il suo prodotto ha il primato fra i dolci sapori. /… Molti sovrani sedettero sulla polvere / e uno sconosciuto cinse il loro diadema (Sir 11,2.5). Il Vangelo ricorda: Chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere unora sola alla sua vita? (Lc 12,25).

71 Voglio concludere con un riferimento a San Francesco: con la sua testimonianza ci richiama al rispetto, allassoluto e totale amore per la natura, che lui vedeva come opera mirabile di Dio. Voglio concludere con un riferimento a San Francesco: con la sua testimonianza ci richiama al rispetto, allassoluto e totale amore per la natura, che lui vedeva come opera mirabile di Dio. Troppe volte il lavoro diventa causa di inquinamento dellambiente, di morte per i lavoratori. È un ambito in cui limpegno, nostro personale e collettivo, non è mai sufficiente. Troppe volte il lavoro diventa causa di inquinamento dellambiente, di morte per i lavoratori. È un ambito in cui limpegno, nostro personale e collettivo, non è mai sufficiente.

72 Lavorare per la pace Insieme a questo è indispensabile un vero impegno per la Pace, il bene più importante cui dedicare tutta la nostra attenzione anche attraverso una revisione dei nostri stili di vita, come ha raccomandato più volte ripetutamente a Milano – la più estesa diocesi del mondo - il cardinale arcivescovo Dionigi Tettamanzi [1], con una forte attenzione alla solidarietà, alla sobrietà e alla povertà. Insieme a questo è indispensabile un vero impegno per la Pace, il bene più importante cui dedicare tutta la nostra attenzione anche attraverso una revisione dei nostri stili di vita, come ha raccomandato più volte ripetutamente a Milano – la più estesa diocesi del mondo - il cardinale arcivescovo Dionigi Tettamanzi [1], con una forte attenzione alla solidarietà, alla sobrietà e alla povertà.[1] [1], Dionigi Tettamanzi, Natale Notte Omelia Milano- Duomo, 24 dicembre 2008; Incontro con gli amministratori, gennaio 2009 [1], Dionigi Tettamanzi, Natale Notte Omelia Milano- Duomo, 24 dicembre 2008; Incontro con gli amministratori, gennaio 2009 [1]

73 Adottare la Bibbia come codice di ciò che è veramente importante e bussola verso il futuro, significa ritrovare la sorgente della nostra capacità progettuale. Ne parlava in questi termini il vescovo Tonino Bello: come codice di ciò che è veramente importante e bussola verso il futuro, significa ritrovare la sorgente della nostra capacità progettuale. Ne parlava in questi termini il vescovo Tonino Bello: Mi sembra molto importante che la vostra comunità parrocchiale possa qualificarsi come «punto vendita» di speranza per tutto il territorio. La gente, cioè, deve capire che voi siete non tanto dei «consumatori di riti», ma delle persone che progettano insieme un futuro diverso, più umano, più vivibile per tutti, e che questa capacità progettuale la maturate insieme nellascolto convinto della parola di Dio, nella celebrazione dellEucaristia e nel vivere la storia con lanima del buon samaritano.[1] Mi sembra molto importante che la vostra comunità parrocchiale possa qualificarsi come «punto vendita» di speranza per tutto il territorio. La gente, cioè, deve capire che voi siete non tanto dei «consumatori di riti», ma delle persone che progettano insieme un futuro diverso, più umano, più vivibile per tutti, e che questa capacità progettuale la maturate insieme nellascolto convinto della parola di Dio, nella celebrazione dellEucaristia e nel vivere la storia con lanima del buon samaritano.[1][1] [1] A. BELLO, Articoli, corrispondenze, lettere, notificazioni, (Scritti di Mons. Antonio Bello, 5), Molfetta 2003, 120. Questa idea di rinnovamento della comunità parrocchiale proviene da uno scritto del 1991 per il bollettino della parrocchia Immacolata di Molfetta. Mons. Bello, vescovo di Molfetta – Ruvo – Giovinazzo - Terlizzi ( ), ha lasciato una forte impronta profetica e pastorale nella società e nella Chiesa italiane. [1] A. BELLO, Articoli, corrispondenze, lettere, notificazioni, (Scritti di Mons. Antonio Bello, 5), Molfetta 2003, 120. Questa idea di rinnovamento della comunità parrocchiale proviene da uno scritto del 1991 per il bollettino della parrocchia Immacolata di Molfetta. Mons. Bello, vescovo di Molfetta – Ruvo – Giovinazzo - Terlizzi ( ), ha lasciato una forte impronta profetica e pastorale nella società e nella Chiesa italiane. [1]

74 Il futuro è La cura della Terra La cura della Terra La cura di sé La cura di sé La convivialità La convivialità La contemplazione La contemplazione La creatività La creatività Il riposo Il riposo anticipo dello shabbat eterno anticipo dello shabbat eterno per il quale siamo stati/e creati/e!

75 Il futuro è la Parola la Chiesa ha raccolto, spesso, sfide che non si aspettava di vedersi proporre e che la società civile rifiutava di affrontare. Qualcosa del genere succederà anche nella nuova epoca che si è aperta. la Chiesa ha raccolto, spesso, sfide che non si aspettava di vedersi proporre e che la società civile rifiutava di affrontare. Qualcosa del genere succederà anche nella nuova epoca che si è aperta. Se avremo unautentica proposta culturale, troveremo uomini e donne desiderosi di condividerla, per esserne promossi e liberati. E devessere sui valori fondamentali, cominciando da quelli più spregiudicati … Se avremo unautentica proposta culturale, troveremo uomini e donne desiderosi di condividerla, per esserne promossi e liberati. E devessere sui valori fondamentali, cominciando da quelli più spregiudicati … Il futuro è la Parola, che era il principio!.[1] Il futuro è la Parola, che era il principio!.[1][1] [1] S. FAUSTI, Il futuro è la Parola, Piemme, Casale Monferrato 2000, 85. [1]

76 Principio comunione di Dio- Trinità

77 Le braccia del Padre e il soffio dello Spirito sostengono il Figlio dellUomo – e in Lui ogni figlio/a duomo - nel tempo della prova Trinità Masaccio

78 TESTMONIANZA Ora lasciamo la parola ad EZIO, che ci porta un esempio di vita concreta, vissuta in quest'ottica.


Scaricare ppt ":LAVORO. Dedicato a Dagmawi, Tighist e gli altri protagonisti di Come un uomo sulla terra."

Presentazioni simili


Annunci Google