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Dal confronto con quanto emerso nella fase inziale di assessment, emerge nella quasi totalità dei casi: - una maggiore fiducia in sé; - un miglioramento.

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Presentazione sul tema: "Dal confronto con quanto emerso nella fase inziale di assessment, emerge nella quasi totalità dei casi: - una maggiore fiducia in sé; - un miglioramento."— Transcript della presentazione:

1 Dal confronto con quanto emerso nella fase inziale di assessment, emerge nella quasi totalità dei casi: - una maggiore fiducia in sé; - un miglioramento dellautostima; - un incremento delle capacità o abilità di gestione della condizione diabetica; - un miglioramento della self-efficacy; - il successo sperimentato rispetto allottimizzazione delle glicemie induce nei soggetti impiantati, unaccettazione attiva della propria condizione di vita. Il soggetto riferisce, di aver raggiunto un adeguata gestione del controllo glicemico anche in relazione al cibo, perché la micropompa permette di godere più liberamente del pasto, oltre che registrare una maggiore libertà nella scelta qualitativa dei cibi. Le risposte fornite sono, nella quasi totalità dei casi, positive: non solo la vita è cambiata in meglio, ma alcuni dicono addirittura di essere rinati!. L85 circa dei ns soggetti riferisce di sentirsi molto sicuri, liberi e autonomi;nessuno descrive impedimenti particolari nel compiere attività diverse, a volte un po di disagio (al mare o nellindossare indumenti attillati), ma gli stessi che ne parlano sono sicuri di superarlo e di escogitare soluzioni opportune; il portare il microinfusore, fa sentire meno diabetici perché la libertà riconquistata in tanti campi avvicina alla vita di chi non è diabetico….!!!!. La Qualità di Vita del giovane diabetico portatore di Microinfusore Provenzano V. – Strazzera L. – Madonia I. – Cascio S. – Saura G. Ospedale Civico di Partinico, ASL 6 - PA U.O. Diabetologia e Malattie del Metabolismo Direttore Dott V. Provenzano Regione Siciliana Regione Siciliana Certamente linnovazione tecnologica pone il diabetico di oggi, soprattutto i giovani diabetici di fronte alla possibilità di migliorare la propria qualità di vita oltre che il proprio controllo glicemico.Lapporto dello psicologo clinico, allinterno del team educativo è certamente indispensabile, già in fase di assessment o di valutazione di quei soggetti deputati allimpianto del microinfusore SOCIETÀ ITALIANA DI MEDICINA INTERNA 105° Congresso – Palermo, ottobre ° Congresso – Palermo, ottobre Materiali e metodi Scopo Risultati Su un totale di 14 pazienti diabetici sottoposti ad impianto di microinfusore si è valutato il vissuto psicologico pre e post-impianto.Lo strumento dindagine utilizzato è stato il colloquio clinico-diagnostico orientato in particolare a indagare alcune aree: a) microinfusore, terapia e compenso; b) microinfusore e rapporti interpersonali; c) microinfusore e qualità di vita; d) psicologia del soggetto portatore di microinfusore. In una prima fase di assessment, la consulenza specialistica mira a cogliere nel soggetto: - il grado di motivazione posseduta circa il nuovo percorso da intraprendere, - le sue abilità di gestione del diabete e- le sue capacità di coping. Importante ancora raccogliere tutte le informazioni circa limpostazione dello stile di vita del soggetto in vista di una modificazione relativa alla prevenzione delle complicanze e alla promozione del benessere psico-fisico. Inoltre, la presenza di problematiche psicologiche o difficoltà socio-relazionali legati allessere diabetici (ad esempio la paura di far sapere di essere diabetico, il desiderio di nascondere il microinfusore, ecc.) viene tenuto in considerazione e diventa altresì criterio di selezione. Oltre agli aspetti tecnici dellimpiego del microinfusore,devono essere fornite indicazioni riguardanti norme igieniche da seguire, soprattutto per quanto riguarda la sede di impianto dellago-cannula, la gestione delle ipoglicemie e delle iperglicemie, il comportamento da tenere nei giorni di malattia, la gestione adeguata dal punto di vista alimentare e durante l esercizio fisico.La fase successiva allimpianto ri-valuta, a distanza di tre mesi, il vissuto psicologico del soggetto impiantato.


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