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Elementi di linguistica sarda Giovanni Lupinu Facoltà di Lettere e Filosofia Università degli Studi di Sassari Lezione n. 20.

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Presentazione sul tema: "Elementi di linguistica sarda Giovanni Lupinu Facoltà di Lettere e Filosofia Università degli Studi di Sassari Lezione n. 20."— Transcript della presentazione:

1 Elementi di linguistica sarda Giovanni Lupinu Facoltà di Lettere e Filosofia Università degli Studi di Sassari Lezione n. 20

2 Finalità della Limba Sarda Comuna (1) La deliberazione della Regione Sardegna n. 16/14 del 18 aprile 2006 ha per oggetto: Limba Sarda Comuna. Adozione delle norme di riferimento a carattere sperimentale per la lingua scritta in uscita dellAmministrazione regionale. Con questo provvedimento, in sostanza, la Regione ha inteso compiere un passo politico importante per rendere (co-)ufficiale luso del sardo, sulla base della normativa locale, italiana ed europea sulla tutela delle lingue minoritarie.

3 Finalità della Limba Sarda Comuna (2) A questo scopo, ha emanato delle norme di riferimento «da utilizzarsi in via sperimentale per luso scritto in uscita di alcuni atti dellAmministrazione regionale e per la traduzione di norme e documenti particolarmente importanti, come lo Statuto regionale e la legge regionale n. 26 del 1997». Tali norme, si legge, «consentono di avviare un processo graduale mirante allelaborazione di una Limba Sarda Comuna, con le caratteristiche di una varietà linguistica naturale che costituisca un punto di mediazione tra le parlate più comuni e diffuse e aperta ad alcune integrazioni volte a valorizzare la distintività del sardo e ad assicurare un carattere di sovramunicipalità e la semplicità del codice linguistico».

4 Finalità della Limba Sarda Comuna (3) Secondo il progetto della Regione, in sostanza, «la Limba Sarda Comuna intende rappresentare una lingua bandiera, uno strumento per potenziare la nostra identità collettiva, nel rispetto della multiforme ricchezza delle varietà locali». Ladozione della Limba Sarda Comuna (= LSC) per gli usi ufficiali della Regione, inoltre, avviene sottolineando, sulla base della legge 482 del 1999, «il valore legale esclusivo degli atti nel testo redatto in lingua italiana».

5 Alcune considerazioni a commento (1) Prima di prendere in esame qualche aspetto della LSC, vale la pena di sottolineare alcuni fatti importanti: 1) il carattere sperimentale del codice linguistico individuato dalla Regione: secondo quanto si legge nella deliberazione, sarà suscettibile nel tempo di aggiustamenti e integrazioni (una lingua in costruzione, in sostanza); 2) il carattere di «varietà linguistica naturale che costituisca un punto di mediazione tra le parlate più comuni e diffuse»: questa, almeno nelle intenzioni, dovrebbe essere la proprietà essenziale della LSC, una varietà già esistente (non creata a tavolino) ed equidistante dalle principali varietà di sardo;

6 Alcune considerazioni a commento (2) 3) gli scopi volutamente definiti e limitati per i quali è adottata la LSC: dovrà servire in primo luogo per gli usi scritti dellAmministrazione regionale. In altre parole, è sottolineato il fatto che si vuole garantire la libertà degli utenti esterni – siano essi enti pubblici o privati – di individuare e impiegare per le proprie finalità altre varietà di sardo; 4) infine, lidea di unidentità collettiva dei Sardi (che la LSC vorrebbe potenziare) presente nella deliberazione: si dà per scontato che una simile identità (al singolare) sia un qualcosa evidente di per sé, non un costrutto teorico problematico.

7 Caratteristiche della LSC Per illustrare alcune caratteristiche della LSC, diamo per intero lart. 2 della legge regionale 26/97 tradotto in questa varietà di sardo amministrativo. Come si è già visto, uno degli scopi per i quali la LSC nasce è quello di tradurre «norme e documenti particolarmente importanti, come lo Statuto regionale e la legge regionale n. 26 del 1997». Le traduzioni di questi documenti sono ormai disponibili nei siti culturali della Regione Sardegna.

8 La legge regionale 26/97 in LSC (1) 1. In cunforma a custa lege sa Regione leat comente benes fundamentales de valorizare sa limba sarda - reconnoschende·ddi dignidade cabale a cunfrontu de sa limba italiana – sistòria, is traditziones de bida e de traballu, sa produtzione literària iscrita e orale, sespressada artìstica e musicale, sa chirca tècnica e iscientìfica, su patrimòniu culturale de su pòpulu sardu in sispetzifitzidade e originalidade sua, in is aspetos materiales e ispirituales suos. 1. Ai sensi della presente legge la Regione assume come beni fondamentali da valorizzare la lingua sarda – riconoscendole pari dignità rispetto alla lingua italiana – la storia, le tradizioni di vita e di lavoro, la produzione letteraria scritta e orale, lespressione artistica e musicale, la ricerca tecnica e scientifica, il patrimonio culturale del popolo sardo nella sua specificità e originalità, nei suoi aspetti materiali e spirituali.

9 La legge regionale 26/97 in LSC (2) 2. Sa Regione leat a cunsideru custu impignu comente parte integrante de satzione polìtica sua e ddu cunformat a is printzìpios de sa dignidade cabale e de su pluralismu linguìsticu apostivigados dae sa Costitutzione e a cussos chi sunt a sa base de is atos internatzionales in matèria, e in particulare in sa Carta europea de is limbas regionales e minoritàrias de su 5 de onniasantu de su 1992, e in sa Conventzione cuadru europea pro sa protetzione de is minorias natzionales de su 1 de freàrgiu de su La Regione considera tale impegno parte integrante della sua azione politica e lo conforma ai principi della pari dignità e del pluralismo linguistico sanciti dalla Costituzione e a quelli che sono alla base degli atti internazionali in materia, e in particolare nella Carta europea delle lingue regionali e minoritarie del 5 novembre 1992, e nella Convenzione quadro europea per la protezione delle minoranze nazionali del 1 febbraio 1995.

10 La legge regionale 26/97 in LSC (3) 3. Pro custu, sa Regione leat a cunsideru sa cultura de sa Sardigna, sa limba sarda e sa valorizatzione de is articulatziones e persistèntzias suas, comente caràteres e istrumentos netzessàrios pro sesertzìtziu de is cumpetèntzias istatutàrias suas in matèria de benes culturales – comente museos, bibliotecas, antighidades e bellas artes – de ispetàculos pùblicos, ordinamentu de is istùdios, architetura e urbanìstica, e fintzas de totu is àteras atributziones suas o delegadas chi pertocant a sa realizatzione prena de sautonomia de Sardigna. 3. Pertanto la Regione considera la cultura della Sardegna, la lingua sarda e la valorizzazione delle sue articolazioni e persistenze, come caratteri e strumenti necessari per lesercizio delle proprie competenze statutarie in materia di beni culturali – quali musei, biblioteche, antichità e belle arti – di pubblici spettacoli, ordinamento degli studi, architettura e urbanistica, nonché di tutte le altre attribuzioni proprie o delegate che attengono alla piena realizzazione dellautonomia della Sardegna.

11 La legge regionale 26/97 in LSC (4) 4. Sa matessi valèntzia atribuida a sa cultura e a sa limba sarda est reconnota cun referèntzia a su territòriu interessadu, a sa cultura e a sa limba catalana de SAlighera, a su tabarchinu de is ìsulas de su Sulcis, a su dialetu tataresu e a su gadduresu. 4. La medesima valenza attribuita alla cultura ed alla lingua sarda è riconosciuta con riferimento al territorio interessato, alla cultura ed alla lingua catalana di Alghero, al tabarchino delle isole del Sulcis, al dialetto sassarese e al gallurese.

12 Qualche caratteristica della grafia (1) Dal punto di vista della grafia, si può notare: 1) le parole sono scritte sempre nello stesso modo, anche quando nella pronuncia possano subire dei mutamenti a seconda del contesto: per es., si scriverà sempre sas domos (o is domos) le case, anche se si pronunzierà, ad es., sar domoso, oppure est reconnota è riconosciuta anche se si pronunzierà e rreconnotta; 2) laccento va notato sulla parola tutte le volte che non cada sulla penultima vocale grafica: per es., iscola, matessi, ma ìsula, fèmina, tribù;

13 Qualche caratteristica della grafia (2) 3) nota la zeta sonora, la zeta sorda: es. valorizatzione valorizzazione, putzu pozzo, petza carne (degli animali); 4) possono essere scritte doppie solo le consonanti b/bb, d/dd, l/ll, m/mm, n/nn, r/rr, s/ss: per es., si dovrà scrivere gatu gatto, non gattu, oppure apo ho, non appo, ma caru caro, carru carro; 5) le particelle pronominali sono separate dalla parola a cui si appoggiano da un punto a mezza altezza: ad es. reconnoschende·ddi riconoscendo·gli/·le.

14 Qualche caratteristica fonetica e morfologica (1) Dal punto di vista fonetico e morfologico, segnaliamo: 1) in alcuni casi sono state scelte, fra le diverse varianti dialettali, quelle più vicine alletimo della parola: per es., rosa rosa (di tipo log.) e non arrosa (di tipo camp.), chentu cento (di tipo log.) e non centu (di tipo camp.), deo io (di tipo log.) e non deu (di tipo camp.), sunt (essi) sono (di tipo camp.) e non sun (di tipo log.); 2) per altri casi, si sono scelte soluzioni ritenute più identitarie, migliori a garantire la distintività del sardo (senza che sia sempre possibile distinguere questo criterio dal precedente): per es., limba lingua (di tipo log.) e non lìngua (di tipo camp.), oppure iscola scuola (di tipo log.) e non scola (di tipo camp.), o ancora lughe luce (di tipo log.) e non luxi (di tipo camp.);

15 Qualche caratteristica fonetica e morfologica (2) 3) talora si è voluta assicurare la possibilità di scelta fra soluzioni di tipo settentrionale e altre di tipo meridionale: ad es., si potrà scrivere sas fèminas o is fèminas, sos canes o is canes (ma non is canis!!); oppure, si potrà scegliere fra lu e ddu lo, la e dda la, los e ddus li, las e ddas le, li e ddi gli, le, lis e ddis (a) loro (si è visto in precedenza ddu cunformat lo conforma, ma si sarebbe anche potuto scrivere lu cunformat); 4) per assicurare alla LSC qualche tratto meridionale, sono state accolte forme tipo freàrgiu febbraio (log. frearzu), bìngia vigna (log. binza), putzu pozzo (log. putu).

16 Breve bibliografia Sia il testo della deliberazione 16/14 del 18 aprile 2006 (con le norme alla base della LSC), sia la traduzione in sardo della legge regionale n. 26 del 15 ottobre 1997 si possono trovare sul sito


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