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Quello appena mostrato è un video, interamente creato da noi, che, anche nel suo piccolo, mostra le immagini più significative della Shoah. Quello era.

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Presentazione sul tema: "Quello appena mostrato è un video, interamente creato da noi, che, anche nel suo piccolo, mostra le immagini più significative della Shoah. Quello era."— Transcript della presentazione:

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2 Quello appena mostrato è un video, interamente creato da noi, che, anche nel suo piccolo, mostra le immagini più significative della Shoah. Quello era solo un piccolo assaggio del nostro lavoro, ora inizia la presentazione vera e propria su: TREBLINKA …

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4 Treblinka fu uno dei tre campi di sterminio nazisti, insieme a Sobibór e Bełżec, costruiti nell'ambito dell'Operazione Reinhard,prese il nome del villaggio presso il quale venne costruito. Nel novembre 1941 fu costruito, nei pressi di una grande cava di ghiaia, il campo di lavoro Treblinka (meglio conosciuto come Treblinka I). Questo campo sorse a circa 2 km a sud del sito di fondazione futuro del campo di sterminio e i prigionieri rinchiusi, per la maggior parte prigionieri politici polacchi (ed alcuni ebrei), vennero impiegati in lavori di scavo e trasporto dei materiali della vicina cava. Treblinka I fu liberato nell'agosto 1944 dalle forze sovietiche avanzanti. Noi, in questa presentazione, ci occuperemo prevalentemente del campo di STERMINIO di Treblinka I.

5 DOVE? Il campo di sterminio di Treblinka si trovava nella regione nord- orientale del Generalgouvernement. Fu costruito in unarea scarsamente popolata vicino Malkinia Gorna, un nodo ferroviario lungo la linea Varsavia - Bialystok, 4 km a nord- ovest del villaggio di Treblinka e della sua stazione ferroviaria, e circa tre km ad ovest- nord-ovest del villaggio di Wolka Okraglit. Il luogo scelto era fittamente boscoso e ben nascosto alla vista.

6 Il campo fu operativo dal luglio 1942 all'autunno QUANDO?

7 Prima del 1932 le SS vestivano la stessa uniforme delle SA, ad eccezione di una cravatta nera e di un berretto nero con un simbolo a forma di teschio (Totenkopf, "testa di morto"). Successivamente adottarono un'uniforme nera e, appena prima della guerra, una grigia (Feldgrau). Il loro motto era "Il mio onore si chiama fedeltà" (in tedesco: "Meine Ehre hei ß t Treue"). Il sistema dei gradi delle SS era unico, in quanto non copiava i termini usati nella Wehrmacht. Heinrich Himmler

8 Ebreo Scrivere una storia sugli Ebrei è quasi come scrivere la storia del mondo, ma da un angolo prospettico particolare. Gli Ebrei si trovano proprio al centro del perenne tentativo di dare alla vita umana la dignità di uno scopo. La loro storia induce a pensare che valga la pena di fare questo tentativo? O ne rivela la fondamentale inutilità?

9 Se questo è un uomo … Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che lotta per mezzo pane che muore per un si o per un no. Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome senza più forza di ricordare vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi.

10 Altre vittime:

11 Il campo era suddiviso in due parti: Treblinka I e Treblinka II. Treblinka I era composto da due parti. La prima era la sezione amministrativa, che comprendeva le caserme delle SS e delle guardie ucraine, la sede del comando, un panificio, dei magazzini e le baracche dei prigionieri che lavoravano per far funzionare il campo. L'altra parte di Treblinka I era l'area dove arrivavano i binari dalla stazione di Treblinka e giungevano i treni con i prigionieri da sterminare. Due edifici sorgevano vicino ai binari che erano impiegati per immagazzinare gli effetti personali dei prigionieri, una delle strutture era camuffata da stazione ferroviaria per evitare che i prigionieri si rendessero conto del vero scopo del campo. C'erano altri edifici a 100 m dai binari utilizzati anch'essi come magazzini per i vestiti e gli oggetti dei prigionieri, uno fungeva da "tesoreria" per gli oggetti preziosi sottratti e una baracca dove alle donne venivano rasati i capelli. C'era anche un'infermeria dove venivano mandati i malati, vecchi e feriti e quelli giunti cadaveri. Era una piccola baracca bianca con una croce rossa, i prigionieri venivano portati sull'orlo di una fossa in cui ardevano continuamente corpi, una volta spogliati ricevevano un colpo di arma da fuoco in testa e venivano spinti nella buca e bruciati. Treblinka II era su una piccola collina. Dal campo uno c'era un piccolo sentiero in salita (cinicamente rinominato dalle SS Himmelstraße- Strada al Paradiso) fiancheggiata da filo spinato che conduceva direttamente all'edificio delle camere a gas. Nelle camere a gas, in cui potevano essere uccise tremila persone in tre ore, venivano condotti tutti i prigionieri arrivati, ad eccezione di alcuni che venivano scelti per farli lavorare al mantenimento del campo. Le camere a gas utilizzavano, per asfissiare le vittime, il monossido di carbonio dei gas di scarico di due motori di carri armati sovietici. Dietro le camere a gas c'era una grande fossa lunga venti metri presso la quale, su graticole fatte da binari ferroviari, venivano messi a bruciare i cadaveri dei prigionieri gassati.

12 DIVERSI MODI DI UCCIDERE CAMERA A GAS, DOVE LE VITTIME VENIVANO ASFISSIATE FORNO CREMATORIO, DOVE GLI EBREI VENIVANO BRUCIATI

13 Forni crematori

14 Treblinka, assieme agli altri campi dell'Operazione Reinhard, fu realizzato apposta per la rapida eliminazione degli ebrei dei ghetti. Secondo un rapporto del comandante di brigata delle SS Jürge Stroop approssimativamente ebrei furono trasportati in treni merci ghetto di Varsavia a Treblinka durante il periodo dal 22 luglio 1942 al 3 ottobre 1942.

15 FORMA DI RIBELLIONE Pur isolati e stremati dalle atroci condizioni di vita, i prigionieri vennero a sapere della rivolta del ghetto di Varsavia e vollero tentare un'azione analoga. Nell'agosto del 1943, i prigionieri delle squadre di lavoro si ribellarono, si impossessarono di piccole armi, spruzzarono cherosene sugli edifici e appiccarono un rogo. Nella confusione molte SS rimasero uccise come quasi tutti i prigionieri. Di 1500 prigionieri, solo 12 sopravvissero alla rivolta. Il campo fu gravemente danneggiato dagli incendi, e l'eliminazione degli ebrei polacchi era stata ormai largamente completata. Il campo cessò le operazioni e dopo poco fu raso al suolo,gli ultimi prigionieri furono fucilati e vi furono impiantate attività agricole per nascondere le atrocità compiute. All'arrivo dei sovietici, il contadino addetto alla conduzione della fattoria negò un precedente utilizzo differente del terreno circostante, ma scavi effettuati portarono alla luce l'immensa fossa comune.

16 FILMOGRAFIA. Esistono alcuni film che riscrivono passo a passo queste atrocità, ne vorremmo citare alcuni: Il processo di Norimberga, Feliz Podmaniczky, 1958 (doc) In nome dei miei, Robert Enrico, giorni fa, Gabriella Gabrielli, 1993 Shoah, Claude Lanzmann, 1985 (doc) Fuga da Sobibor, Jack Gold, 1987 Dottor Korczak, Andrzej Wajda, 1990

17 Esistono anche molti libri per non dimenticare questi orrori: Uneterna Treblinka Charles Patterson Linferno di Treblinka Vasilij Grossman Io sono lultimo Ebreo Chil Rajchman

18 Per invadere con cuore corpo e anima nella ricerca, per commuovere, ma soprattutto per commuoverci abbiamo pensato di fare un salto in biblioteca e prendere in prestito il libro LINFERNO DI TREBLINKA di Vasilij Grossman. Vorremmo quindi presentarvi la trama e un opinione personale. Vasilij Grossman entra con l'Armata Rossa nel lager di Treblinka. I nemici della razza umana sono già fuggiti con la refurtiva. Grossman non lo sa ancora...ma lui farà, sotto il tallone di un'altra dittatura, la stessa fine degli assassinati di quel campo. Differente sarà soltanto la modalità d'esecuzione. Questo libretto dell'Adelphi, assai piccolo in verità, è "triste". Il rapporto di Grossman è impressionante. Prima di essere un soldato sovietico,prima della divisa, prima di tutto,insomma,Vasilij è un ebreo. Aveva sentito voci e ascoltato racconti, precisa, ma non immaginava questo. Così non compie funambolismi intellettivi o, peggio, intellettuali per definire Treblinka: INFERNO...è la parola che gli si accosta per prima alla mente nel vedere, constatare, osservare che cosa un tedesco sa fare. E come sempre lo sa fare bene. Ma noi vi diciamo che chi non legge questo libro non può comprendere la "rovina interiore" di un uomo,né percepire la dolcezza della zolletta di zucchero che si sgretola fra i denti all'ora del té. Chi volta lo sguardo altrove non percepirà mai più il verde intenso dei campi o l'azzurro cobalto del cielo. A molti piacciono "le sensazioni forti, questo libro e' triste e travolgente.

19 VORREMMO ORA FARE UN APPROFONDIMENTO SUGLI ESPERIMENTI CHE VENIVANO TESTATI SUGLI EBREI E CHE CI HANNO MOLTO COLPITO.

20 Nell'agosto del 1942 due medici, il dottor Hippe e il professor Holzlöner diedero il via ad una serie di esperimenti mirati allo studio del congelamento sugli esseri umani. Anche in questo caso, come negli esperimenti condotti per le conseguenze della rarefazione di ossigeno dovuto all'alta quota, la Luftwaffe era interessata alla questione. Ancora una volta l'ente interessato a queste sperimentazioni era il Deutsche Versuchsanstalt fur Luftfahrt (Istituto tedesco per le ricerche sul volo). Insieme a Hippe e Holzlöner ad animare gli esperimenti sul congelamento c'era anche Sigmund Rascher. I prigionieri-cavia venivano immersi con tute speciali nellacqua gelida profonda due metri e quando la temperatura corporea scendeva sotto i ventotto gradi centigradi i prigionieri morivano dal freddo.

21 In realtà Himmler aveva fatto iniziare gli studi sull'iprite già nel Quando si seppe che il professor August Hirt stava conducendo analoghi esperimenti, Himmler si affrettò a contattarlo. Una lettera di Wolfram Sievers - collaboratore di Himmler proponeva ad Hirt "aiuti eccezionali. Gli aiuti eccezionali erano, ancora una volta, cavie umane. Hirt si affrettò ad inviare un resoconto delle sue ricerche e, ovviamente, accettò con entusiasmo l'offerta di Himmler e Sievers.Al comandante del campo, Joseph Kramer, venne ordinato di mettersi a disposizione degli esperimenti. Contemporaneamente il dottor Wolter, medico delle SS, iniziava a condurre gli esperimenti. L'esperimento iniziale consisteva nello spalmare sul braccio alcune gocce di fosgene. Risultato: ustioni profondissime. Dopo alcuni giorni la metà delle cavie era divenuta cieca a causa dei vapori di fosgene. Poi alcuni iniziarono a morire permettendo a Hirt di eseguire "interessanti" autopsie. Gli esperimenti diventarono così interessanti che si decise di coinvolgere un altro medico di Strasburgo, il professor Otto Bickenbach. Il nuovo arrivato cercò di stabilire gli effetti della inalazione diretta di fosgene. Venivano scelti prigionieri Zingari.

22 Queste operazioni consistevano fondamentalmente nel praticare incisioni nelle gambe delle prigioniere. Veniva rimosso chirurgicamente un pezzo di muscolo. Dopo una settimana veniva rimosso un altro pezzo di muscolo adiacente alla parte asportata. La dottoressa Oberheuser era incaricata della selezione delle prigioniere. Per quanto riguarda lo studio della rigenerazione delle ossa Stumpfegger (sempre coadiuvato da Fischer e dalla Oberheuser) rimuoveva parte della tibia della vittima e la reimpiantava in un'altra prigioniera. Circa una ventina di donne vennero sottoposte a queste assurde sperimentazioni. A selezionare le vittime era incaricato il dottor Schiedlausky. La prigioniera polacca Maczka, incaricata come tecnica radiologa di assistere l'équipe, ricordò al processo di Norimberga circa 13 casi di operazioni sulle ossa. C'erano sostanzialmente tre tipologie: fratturazioni, trapianti e esperimenti di nuove tecniche di ingessatura. Su ogni vittima le operazioni potevano ripetersi anche 6 volte. Il gruppo delle vittime (circa 75) comprendeva anche una ragazza polacca, Szophia Sokulska, che venne operata con la promessa che, alla fine dell'esperimento, avrebbe potuto riabbracciare il figlioletto di 2 anni.

23 I veleni venivano distribuiti nel cibo dei prigionieri che morivano per lo più quasi subito mentre quelli che sopravvivevano venivano uccisi per consentire le autopsie. Verso il settembre 1944 ad un gruppo di prigionieri vennero sparati proiettili avvelenati per testarne l'efficacia. In questi ultimi esperimenti si distinse particolarmente il dottor Mrugowsky Jochim Mrugowsky

24 Il dottor Hans Wilhelm Koning sottopose pazienti disabili psichici e donne in perfetta salute a elettroshock ripetuti ad alti voltaggi. Sezionava il cervello delle vittime decedute e inviava alle camere a gas i sopravvissuti. Il dottor Bruno Weber cercava di stabilire la possibilità di " lavaggi del cervello " attraverso la somministrazione di dosi quasi sempre letali di morfina e barbiturici.

25 Hermann Stieve direttore dell'Istituto di Anatomia dell'Università di Berlino condusse esperimenti scientifici sul mestruo femminile nella prigione. Si interessava agli effetti dello stress sul ciclo mestruale e particolarmente alle perdite di sangue mestruale che si verificavano nelle prigioniere cui era annunziata la imminente esecuzione. Con una serie di autopsie dimostrò che non si trattava di regolari mestruazioni dopo una ovulazione, ma perdite dovute allo stress e allo spavento. Pubblicò i risultati dei suoi studi dopo la guerra. Hermann Stieve

26 Furono condotti dal professor Heinrich Bering. Mentre i prigionieri morivano di fame, osservava l'affievolirsi delle funzioni vitali: abbassamento della libido, capogiri, emicranie, edema, rigonfiamenti addominali. In un rapporto scrisse: "I mutamenti nel tratto gastrointestinale che abbiamo constatato durante le autopsie sono particolarmente interessanti". Dopo la guerra pubblicò i risultati dei suoi orribili esperimenti.

27 Fare questa presentazione ci ha aiutato molto ad apprendere cose nuove, ci ha fatto comprendere le atrocità che venivano fatte sugli Ebrei, trattati come animali, anche peggio. Non abbiamo fatto questa presentazione solo per la borsa di studio, o per competere con altre persone della nostra età, ma per un motivo ben preciso. Dallinizio di questa esperienza abbiamo fissato una meta che dovevamo raggiungere. Dovevamo far comprendere a tutti, agli adulti, ma soprattutto agli adolescenti, che col trascorrere del tempo non bisogna dimenticare quello che è successo, tutto ciò che veniva fatto nei campi di concentramento, sterminio, lavoro.

28 La nostra meta non era una cosa materiale, era un messaggio : NON DIMENTICARE QUELLO CHE È ACCADUTO E FAR Sì CHE NON ACCADA PIÙ.

29 Video, immagini, suoni, e la presentazione, sono stati realizzati da noi: Sara Berberi e Lucrezia Gabossi, accuratamente scelti per rappresentare al meglio questa tragica esperienza. Siamo due studentesse della 3^ media di Esine, abbiamo messo in questa presentazione molto impegno, molta commozione e, soprattutto, molta volontà di rappresentare quello che non dovrà mai essere dimenticato. Speriamo abbia lasciato qualcosa nelle vostre menti, ma soprattutto nei vostri cuori. Abbiamo realizzato queste diapositive anche per ricordare il giorno della memoria della Shoah, quando sono stati aperti i cancelli di Auschwitz.

30 Inoltre, volevamo sottolineare la scelta di un campo di STERMINIO, in particolare Treblinka, perché si prendono in considerazione sempre campi di concentramento molto grandi (menzioniamo Auschwitz-Birkenau) e volevamo far sì che tutti i campi avessero la stessa importanza, quindi volevamo sottolineare quanto accaduto in un luogo che molte persone non hanno mai sentito nominare. GRAZIE PER LA VISIONE …


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