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COMUNICAZIONE E CONTROLLO DELLA CREAZIONE DI VALORE PER GLI STAKEHOLDER.

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Presentazione sul tema: "COMUNICAZIONE E CONTROLLO DELLA CREAZIONE DI VALORE PER GLI STAKEHOLDER."— Transcript della presentazione:

1 COMUNICAZIONE E CONTROLLO DELLA CREAZIONE DI VALORE PER GLI STAKEHOLDER

2 ALCUNE PREMESSE DI CARATTERE GENERALE

3 In tema di natura e obiettivi dellimpresa ci sono due ipotesi base: A.limpresa non ha obiettivi suoi, ma è uno strumento con cui chi la controlla (limprenditore, i soci, i cooperatori) persegue i propri interessi B.limpresa, in rapporto al suo ruolo istituzionale, è una entità autonoma con obiettivi propri di durabilità e continuità nel tempo

4 A. Si tratta storicamente degli obiettivi di profitto, perseguiti in un quadro ± definito e stringente di vincoli e norme posti a salvaguardia dellinteresse e del bene pubblico In proposito ci sono ipotesi, fortemente radicate negli USA, secondo cui il ruolo dellimpresa consiste esclusivamente nel perseguire il profitto Si vedano in proposito: la causa dei fratelli Dodge contro Henry Ford e la sentenza della Corte Suprema dello Stato del Michigan del 1919 a proposito degli obiettivi di profitto e della politica dei dividendi della Ford M.C. le affermazioni di Milton Friedman circa il fatto che perseguendo il max profitto limpresa concorre allottimo utilizzo delle risorse del sistema economico, escludendo ogni ipotesi di responsabilità sociale

5 B. Secondo la Scuola Italiana di Economia Aziendale la autonomia e la durabilità dellimpresa sono legate alla sua capacità di operare con continuità nel tempo, sempre in condizioni di economicità La autonomia e la durabilità dellimpresa sono legate alla sua capacità di progettare e realizzare prodotti apprezzati dal mercato, e generare un adeguato volume di ricavi in modo da remunerare i fattori utilizzati e residuare un utile sufficiente per remunerare il capitale di rischio Queste ipotesi implicano: - una progettualità dellimpresa proiettata in una prospettiva di medio/lungo termine - la capacità di sviluppare e valorizzare il patrimonio di risorse e di relazioni dellimpresa - un ruolo dellimpresa funzionale allo sviluppo equilibrato della società (pieno impiego e remunerazione congrua dei fattori produttivi)

6 Va ricordato che rispetto a queste ipotesi la Costituzione della Repubblica italiana considera limpresa un attore costitutivo, ma non irresponsabile, del sistema economico e sociale Art 41 - comma 1 :La Costituzione della Repubblica italiana riconosce la libertà delliniziativa economica privata - commi 2 e 3: lattività dellimprenditore non può svolgersi in contrasto con lutilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché lattività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata ai fini sociali.

7 Oggi due determinanti di fondo spingono in direzioni opposte la natura e gli obiettivi delle imprese : A.la mobilità dei capitali a livello internazionale e conseguente pressione per la massimizzazione del loro rendimento nel breve termine B.le esigenze di sostenibilità dello sviluppo e crescente attenzione alla responsabilità sociale dellimpresa

8 SOSTENIBILITÀ DELLO SVILUPPO E RESPONSABILITA SOCIALE DELLE IMPRESE

9 Nello sviluppo non si risolve solo nella dimensione economica Robert Kennedy, Ministro della Giustizia USA, primi anni 60: …non troveremo né un fine per la nazione né la nostra personale soddisfazione nella mera continuazione del progresso economico, nellammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dellindice Dow-Jones, né i successi nazionali sulla base del prodotto interno lordo. Perché il PIL comprende linquinamento dellaria e la pubblicità delle sigarette e le ambulanze per sgombrare le strade dalle carneficine. Mette sul conto le serrature speciali con cui chiudiamo le nostre porte e le prigioni per coloro che le scardinano. Il PIL comprende la distruzione dei boschi e la morte dei fiumi, la produzione di armi e la ricerca per la guerra batteriologica, i programmi televisivi che inneggiano alla violenza. E se il PIL comprende tutto questo, molte cose non sono calcolate. Il PIL non tiene conto dello stato di salute delle nostre famiglie, della qualità delleducazione dei bambini e della gioia dei loro giochi. E indifferente alla decenza delle nostre fabbriche ed alla sicurezza delle strade. Non comprende la solidità dei matrimoni,lintelligenza delle nostre discussioni, lonestà dei dipendenti.

10 …segue… Negli anni 90 il premio Nobel per leconomia Amartya Sen sostiene che lo sviluppo deve essere inteso come un processo di espansione delle libertà reali di cui godono gli esseri umani. In tale prospettiva, tutte le conquiste, tanto nella sfera privata quanto in quella pubblica e politica, sono soltanto mezzi per accrescere qualsiasi forma di libertà, che rimane, allo stesso tempo, il fine primario e il mezzo principale per conseguire lo sviluppo. Di conseguenza, la sfida consiste nelleliminare i vari tipi di non libertà che limitano o negano alluomo lopportunità o la capacità di agire secondo ragione e di costruire la vita che preferisce: tra essi vanno percjò annoverati la fame e la miseria materiale al pari della tirannia, la precarietà economica, il degrado ambientale così come lintolleranza o la repressione, il sottosviluppo non meno dellautoritarismo delle classi dirigenti E ormai allordine del giorno lelaborazione di indicatori per il monitoraggio dello sviluppo che sostituiscano/integrino il PIL tenendo conto anche della qualità della vita individuale e collettiva.

11 …segue… Il rapporto Brundtland, elaborato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo dellONU fornisce la seguente definizione di sviluppo sostenibile:« Lo sviluppo sostenibile, lungi dallessere una definitiva condizione di armonia, è piuttosto un processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, lorientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali». In altri termini, occorre evitare che la soddisfazione dei bisogni delle generazioni attuali comprometta la soddisfazione dei bisogni delle generazioni future.rapporto Brundtland1987

12 …segue… Nel 2000 il summit UE di Lisbona sottolinea lobiettivo di un Europa in cui leconomia della conoscenza deve diventare la più competitiva e dinamica del mondo, capace di una crescita economica sostenibile accompagnata da un miglioramento continuo qualitativo e quantitativo delloccupazione e da una maggiore coesione sociale Nel 2001 la Commissione delle Comunità Europee pubblica un Libro Verde dal titolo Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese in cui si afferma che la responsabilità sociale può essere intesa come lintegrazione volontaria delle problematiche sociali ed ecologiche nelle operazioni commerciali e nei rapporti delle imprese con gli stakeholder e che al di là delle esigenze regolamentari e convenzionali cui devono comunque conformarsi le imprese dovrebbero sforzarsi di elevare le norme collegate allo sviluppo sociale, alla tutela dellambiente ed al rispetto dei diritti fondamentali, adottando un sistema di governo aperto, in grado di conciliare gli interessi delle varie parti interessate nellambito di un approccio globale della qualità e dello sviluppo sostenibile.

13 …quindi… negli ultimi 20/30 anni si è fatto sempre più evidente limpatto dellattività delle imprese sul piano - economico: produzione e distribuzione della ricchezza - ambientale: consumo di materie prime, acqua, energia e produzione di emissioni, scarichi, rifiuti - sociale: relazioni industriali, salute e sicurezza sul lavoro, formazione e istruzione, tutela delle diversità e pari opportunità si diffonde lidea che la responsabilità delle imprese si estenda ad una triple bottom line

14 La responsabilità sociale dellimpresa si estende alla triple bottom line, come creazione di valore socio-economico Aspetti sociali Relazioni industriali Salute e sicurezza sul lavoro Formazione e istruzione Tutela delle diversità Pari opportunità Aspetti economici Produzione della ricchezza Distribuzione della ricchezza Aspetti ambientali Consumo di materie prime, acqua, energia Produzione di emissioni, scarichi, rifiuti

15 La responsabilità sociale dellimpresa e comunicazione aziendale si estendono dal piano economico-finanziario al piano sociale-ambientale

16 La responsabilità sociale è una logica che può riguardare attese espresse nei confronti dellimpresa atteggiamenti che caratterizzano il comportamento dellimpresa come atteggiamento dellimpresa la responsabilità sociale si esprime e può essere valutata con riferimento a due diversi aspetti A) lassunzione di responsabilità sociale B) lapproccio rispetto ai problemi di responsabilità sociale

17 A) Lassunzione di responsabilità da parte dellimpresa può estendersi su più livelli, a crescente valenza sociale economici, relativi alle risposte produttive fornite ai bisogni legali, relativi al rispetto delle norme codificate (condizione necessaria per la durabilità dellimpresa) etici, relativi al rispetto di norme non codificate ma generalmente condivise discrezionali, assumendo in termini volontari politiche e iniziative autonome sul piano sociale e ambientale, interagendo con gli stakeholder e con la società (

18 B) Lapproccio dellimpresa ai problemi di responsabilità sociale può essere passivo, di elusione e resistenza reattivo, di risposta a posteriori a specifiche sollecitazioni proattivo, di iniziativa autonoma anticipando i problemi interattivo, promuovendo il dialogo con gli attori sociali e istituzionali La responsabilità sociale dellimpresa non è un quadro di regole e di norme definito ma è un processo aperto, interattivo, sperimentale e condiviso a livello collettivo, che investe la dimensione della comunicazione, sia come dialogo che come informazione

19 La comunicazione socio-ambientale dellimpresa: è una rendicontazione volontaria (salvo, in Italia, che per le fondazioni bancarie che sono tenute a redigere un bilancio di missione e per le imprese sociali che sono tenute a redigere un bilancio sociale) può avere contenuti contabili ed extra-contabili, forme tabellari e narrative si rivolge a interlocutori selezionati (tipicamente gli stakeholder) ma anche alla generalità del pubblico è uno strumento per creare e mantenere un equilibrio relazionale consonante con gli stakeholder e con il contesto ambientale

20 La comunicazione socio-ambientale dellimpresa: è onerosa sul piano - della rilevanza e della trasparenza delle informazioni da fornire (è impegnativa sul piano organizzativo) - delle risorse umane, strumentali e finanziarie da impegnare (implica il sostenimento di costi) può assicurare vantaggi sul piano - reputazionale (capitale immateriale) - della qualità e della stabilità dei rapporti con gli stakeholder - nei rapporti con soggetti (committenti, banche etiche) selettivi in base agli impegni di responsabilità sociale

21 La comunicazione socio-ambientale dellimpresa può avvalersi: di standard di riferimento, aventi per oggetti requisiti o processi da osservare in campo socio-ambientale per es. - SA8000 (Social Accountability 8000) riguardante le condizioni di lavoro - AA1000 (AccountAbility 1000) riguardante aspetti etico sociali di standard di rendicontazione, aventi per oggetto modelli di reportistica socio-ambientale la cui diffusione consente di produrre report socio- ambientali più credibili e comparabili, come i Bilanci Sociali, per es. - GBS (Gruppo di lavoro per il Bilancio Sociale) - GRI (Global Reporting Initiative)

22 Sono standard di riferimento per la certificazione socio-ambientale: Lo SA8000 (Social Accountability 8000), emesso nel 1997 e aggiornato nel 2001 dal CEPAA (Council for Economic Priorities Accreditation Agency) avente per oggetto gli standard etici in tema di condizioni di lavoro. Individua requisiti sociali per un comportamento eticamente corretto delle imprese e nelle filiere produttive, in tema di rispetto dei diritti umani, rispetto dei diritti dei lavoratori, tutela contro lo sfruttamento dei minori, garanzia di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro. E un modello certificabile da un Ente Esterno AA1000 (AccountAbility 1000) sviluppato dall'ISEA (Institute of Social and Ethical Accountability) a partire dal E uno standard che fornisce i principi ed enuncia le fasi attraverso le quali gestire processi di accounting, auditing e reporting etico e sociale. Non è quindi uno standard certificabile.

23 IL BILANCIO SOCIALE

24 In tema di Bilancio Sociale esistono esperienze vecchie e nuove. Esperienze vecchie: In Francia. Il Bilancio Sociale è stato introdotto con una legge dal 1977 ed è obbligatorio per le imprese con più di 300 dipendenti. Ha valenza soprattutto interna in quanto riguarda i rapporti col personale; fornisce informazioni sul personale e sulle politiche per il personale In Germania. Il Bilancio Sociale è stato adottato da diverse grandi imprese a partire dagli anni 70 utilizzando un modello del gruppo di studio Bilanz-Praxis. Prevede di fornire informazioni in tema di azioni socialmente rilevanti dellimpresa, di Valore Aggiunto prodotto e distribuito e di contabilità sociale (attività sociali quantificabili)

25 Le esperienze nuove in tema di Bilancio Sociale riguardano modelli: proposti da associazioni costituite con la finalità di proporre principi di redazione di questo tipo di report basati su elementi caratterizzanti relativi a principi di redazione, struttura, contenuto aventi per oggetto - la rendicontazione nei confronti degli stakeholderBilancio Sociale Multi-Stakeholder, es.modelloGBS - la rendicontazione socio-ambientale Bilancio di sostenibilità, es. modello GRI

26 Il Bilancio Sociale, modello GBS È stato proposto dal Gruppo di studio per il Bilancio Sociale, costituito nel 1998 da esponenti del mondo accademico, professionale e consulenziale E regolato dai Principi di redazione del bilancio sociale, emanati dal GBS nel 2001 Non è un rendiconto che accoglie dati e indicatori bilancianti, ma un documento di sintesi da redigere periodicamente secondo determinate regole e procedure E autonomo dal bilancio di periodo, con cui però trae dati e informazioni che risultano così certi e verificabili Può essere redatto da tutti tipi di aziende (private, pubbliche, ecc.) Va sottoscritto dallorgano di governo, che se ne assume la responsabilità per le informazioni prodotte Deve essere redatto periodicamente, di regola a fine esercizio E un documento consuntivo, ma deve contenere linee programmatiche per il futuro, consentendo confronti tra obiettivi e risultati E un documento pubblico, accessibile in particolare a quanti interessati

27 Il Bilancio Sociale, modello GBS fornisce prescrizioni in tema di A) obiettivi B) principi di redazione C) struttura e contenuti

28 A) Obiettivi due in particolare: fornire a tutti gli stakeholder un quadro complessivo delle performance dellazienda, aprendo un processo interattivo di comunicazione sociale e fornire informazioni utili sulla qualità dellattività aziendale migliorare - anche sotto il profilo etico-sociale - le conoscenze e le possibilità di valutazione e di scelta degli stakeholder

29 B) Principi di redazione (n.17) per garantire la qualità del processo di formazione del bilancio sociale e delle informazioni in esso contenute Responsabilità: identificare le categorie di stakeholder cui lazienda deve rendere conto Identificazione: dare informazioni sulla proprietà e il governo dellazienda e definire la missione aziendale Trasparenza: esplicitare il procedimento logico di rilevazione, riclassificazione, formazione del bilancio sociale Inclusione: di tutti gli stakeholder identificati e motivazione di eventuali esclusioni Coerenza: conformità delle politiche e delle scelte manageriali ai valori dichiarati Neutralità: indipendenza da interessi di parte Competenza di periodo: rilevazione degli effetti sociali nel momento di maturazione e realizzazione, non nel momento finanziariamente rilevante Prudenza: non sopravvalutazione del quadro della realtà aziendale; per i dati contabili valutazioni al costo Comparabilità: nel tempo (bilanci di diversi anni) e nello spazio (con bilanci di altre aziende)

30 segue Comprensibilità, chiarezza e intelligibilità: informazioni chiare e comprensibili, equilibrio tra forma e sostanza, intelligibilità delle scelte aziendali Periodicità e ricorrenza: coincidenza del periodo amministrativo con quello del bilancio desercizio Omogeneità: utilizzo di ununica moneta di conto Utilità: attitudine dei dati e delle informazioni a soddisfare le attese del pubblico Significatività e rilevanza: impatto effettivo degli accadimenti; se ci sono stime o valutazioni, devono essere fondate su ipotesi esplicite e congruenti Verificabilità dellinformazione: anche relativamente allinformativa supplementare al bilancio Attendibilità e fedele rappresentazione: informazioni scevre da errori e pregiudizi, prevalenza degli aspetti formali su quelli sostanziali Autonomia delle terze parti: eventuali terze parti coinvolte nella redazione del bilancio devono essere autonome e indipendenti nel loro giudizio; le valutazioni di terze parti fanno parte di apposito distinto allegato

31 C) Struttura e contenuti articolata in tre sezioni: C1) identità aziendale, C2) produzione e distribuzione del Valore Aggiunto, C3) relazione sociale

32 C1) Identità aziendale Assetto istituzionale: assetto proprietario e governance, storia aziendale, dimensione, posizione sul mercato, assetto organizzativo Valori di riferimento: orientamenti valoriali, principi etici e codici deontologici supportati da requisiti di prescrittività, osservanza, stabilità, generalità, imparzialità, universalità Missione: finalità dellazienda in campo economico e sociale Strategie: scelte e obiettivi a medio e lungo termine Politiche: scelte e obiettivi a breve termine, criteri cui viene orientata la gestione

33 C2) Produzione e distribuzione del Valore Aggiunto Riclassificazione del conto Economico con evidenza della formazione del Valore Aggiunto Prospetto della destinazione del Valore Aggiunto con evidenza delle remunerazioni spettanti ai diversi stakeholder: personale, Pubblica amministrazione, capitale di credito, capitale di rischio, azienda e collettività

34 C3) Relazione sociale Contiene la descrizione qualitativa e quantitativa dei risultati ottenuti in merito agli impegni assunti e degli effetti prodotti sui singoli stakeholder Fornisce informazioni sia di interesse generale che classificate per distinte categorie di stakeholder: personale, soci, finanziatori, clienti/utenti, fornitori, pubblica amministrazione, collettività Prevede tre sezioni integrative contenenti giudizi e opinioni degli stakeholder, commenti e dichiarazioni dellazienda, linee di miglioramento del bilancio sociale

35 Larticolazione del Bilancio Sociale GBS

36 Il Bilancio Sociale, modello GRI3 E stato proposto come iniziativa congiunta promossa nel 1997 da CERES (Coalition for Environmentally Responsible Economics) e UNEP (United Nations Environment Programme) Versioni successive delle GRI Sustainibility Reporting Guidelines sono state emesse dal 2000 al 2011 Il modello è stato elaborato al fine di migliorare qualità, rigore e utilità della rendicontazione in tema di sostenibilità, ed in particolare sulla performance economica, ambientale e sociale, portandola al livello della rendicontazione economico-finanziaria Il modello è stato elaborato per poter essere utilizzato da ogni tipo di aziende ed enti, indipendentemente dalle dimensioni, dal settore di attività e dal paese

37 Il modello GRI3 si articola come segue: Come rendicontare, attraverso le seguenti parti: Guida alla definizione del contenuto del report Principi di definizione del contenuto del report Principi di garanzia della qualità del report Guida alla definizione del perimetro del report (Protocolli tecnici) Cosa rendicontare, attraverso le seguenti parti: Informativa standard (Supplementi di settore)

38 La Guida (alla definizione del contenuto del report) Riguarda lidentificazione, tenendo conto dei Principi di definizione del contenuto e della qualità del report e della Guida alla definizione del perimetro del report, degli: argomenti indicatori da includere nel report N.B. Gli indicatori sono distinti tra: core, rilevanti per la maggior parte di aziende ed enti che presentano report di sostenibilità e per la maggior parte degli stakeholder additional, rilevanti per un numero limitato di aziende ed enti o destinati a stakeholder particolarmente importanti Ladozione del modello può essere: in accordance, completa informal, parziale per indicatori, copertura degli argomenti e livello di trasparenza

39 I Principi (di definizione del contenuto del report) riguardano Materialità (rilevanza): le informazioni devono riferirsi agli argomenti e agli indicatori che riflettono gli impatti economici, ambientali e sociali significativi o che potrebbero influenzare in modo sostanziale le valutazioni e le decisioni degli stakeholder Inclusività degli stakeholder: occorre identificare gli stakeholder e spiegare nel report in che modo si è risposto alle loro ragionevoli aspettative e ai loro interessi Contesto di sostenibilità: le performance devono essere ricondotte al contesto di riferimento e ai suoi problemi di sviluppo sostenibile Completezza: le informazioni devono riflettere in modo esauriente gli impatti economici, ambientale e sociali significativi e permettere agli stakeholder di valutare adeguatamente tali performance

40 I Principi (di garanzia della qualità del report) riguardano Equilibrio: il report deve riflettere aspetti positivi e negativi della performance e permetterne una valutazione ragionata Comparabilità: presentazione delle informazioni tale da rendere possibili confronti nel tempo e nello spazio Accuratezza: livello di dettaglio e di precisione delle informazioni fornite Tempestività: presentazione a cadenza regolare e sollecita informazione agli stakeholder Chiarezza: comprensibilità per gli stakeholder adeguata spiegazione dei termini tecnici Trasparenza: esplicitazione dei processi, delle procedure e delle assunzioni che stanno alla base della preparazione del report Verificabilità: possibilità da parte di verificatori interni o esterni di accertare laffidabilità dei dati e delle informazioni contenute nel report

41 La Guida (alla definizione del perimetro del report) prescrive di includere nel perimetro del report le entità a monte a valle su cui si esercita controllo: capacità di determinare le scelte influenza significativa: capacità di partecipare alle scelte

42 (Protocolli tecnici) Forniscono definizioni, procedure, formule per la elaborazione di specifici indicatori

43 Informativa standard Articolata in tre parti: Strategia e profilo Modalità di gestione Indicatori di performance

44 Strategia e profilo Strategia: descrizione della strategia e del contributo perseguito allo sviluppo sostenibile; richiamo del ruolo nella strategia aziendale degli obiettivi economici, ambientali e sociali più significativi; richiamo dei successi e fallimenti più significativi rispetto ai temi dello sviluppo sostenibile; descrizione dellapproccio al coinvolgimento degli stakeholder; indicazione delle più rilevanti sfide per il futuro Profilo organizzativo: dimensioni, prodotti, mercati, forma giuridica, struttura operativa, stakeholder Profilo del report: periodo di riferimento, perimetro del report, comparabilità col precedente report

45 Modalità di gestione Governance: composizione e funzionamento del CdA, comitati per la governance (remunerazione dei dirigenti, carriere, ecc.), indicazioni rilevanti contenute nei codici etici (per es. presenza amministratori indipendenti) e nelle politiche gestionali (per es. in tema di pari opportunità nelle carriere dirigenziali) Coinvolgimento degli stakeholder: approccio e modalità di consultazione, tipo di informazioni generate nelle consultazioni, utilizzo di queste informazioni nel report Politiche direzionali e sistemi di management: scelte relative alle tematiche rilevanti ai fini della sostenibilità (per es. obiettivi in tema di risparmio energetico), eventuale adesione a codici di comportamento o a standard di riferimento per la gestione sociale (es. SA 8000) e ambientale (per es. AA10000) con o senza certificazioni

46 Indicatori di performance economica Performance economica: la dimensione economica della sostenibilità riguarda gli impatti sulle condizioni economiche dei propri stakeholder e sui sistemi economici a livello locale, nazionale e globale Gli indicatori riguardano i seguenti aspetti: - performance economica (valore aggiunto generato e distribuito, flussi di capitale tra gli stakeholder, ecc.) - presenza sul mercato (spese su fornitori locali, assunzioni in sede locale, ecc.) - impatti economici indiretti (investimenti in infrastrutture e servizi, finanziamento fondazioni, donazioni, ecc.)

47 Indicatori di performance ambientale Performance ambientale: la dimensione ambientale della sostenibilità riguarda limpatto sui sistemi naturali viventi e non viventi, compresi ecosistema, terreni, aria, acqua); sono in gioco input (es. risorse utilizzate) e output (es. emissioni, scariche, rifiuti) dellattività svolta, rispetto di norme e regolamenti, investimenti in campo ambientale, impatto di prodotti e servizi Gli indicatori riguardano i seguenti aspetti: - materie prime - energia - acqua - biodiversità (insieme delle forme viventi geneticamente diverse e degli ecosistemi correlati) - emissioni, scarichi, rifiuti - prodotti e servizi - conformità (rispetto di leggi e regolamenti;sanzioni per mancato rispetto) - trasporti - generale (spese e investimenti per la protezione dellambiente)

48 Indicatori di performance sociale Performance sociale: la dimensione sociale della sostenibilità riflette gli impatti dellorganizzazione sui sistemi sociali in cui opera Gli indicatori riguardano i seguenti aspetti: - pratiche e condizioni di lavoro: occupazione, relazioni industriali, salute e sicurezza sul lavoro, formazione e istruzione, diversità e pari opportunità - diritti umani: considerazione dei diritti umani nelle pratiche di investimento e nella selezione dei fornitori/appaltatori, non discriminazione, libertà di associazione e contrattazione collettiva, lavoro minorile, lavoro forzato, pratiche di sicurezza, diritti delle popolazioni indigene - società: collettività, corruzione, contributi politici, comportamenti anti- collusivi, conformità - responsabilità di prodotto: salute e sicurezza dei consumatori, etichettatura di prodotti e servizi, marketing communication, rispetto della privacy, conformità

49 (Supplementi di settore) Contengono integrazioni ai report suggerite per aziende ed enti operanti in particolari settori


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