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SERVIZI AI BENI CULTURALI SERVIZI AI BENI CULTURALI La regolazione e le conseguenze sullassetto di offerta dal punto di osservazione di una Associazione.

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1 SERVIZI AI BENI CULTURALI SERVIZI AI BENI CULTURALI La regolazione e le conseguenze sullassetto di offerta dal punto di osservazione di una Associazione di rappresentanza delle imprese Note di Franco Tumino Presidente Ancst/Legacoop per la Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici della Facoltà di Beni Culturali - Università di Macerata, Sede di Fermo 15 GIUGNO 2009 Slides predisposte per una illustrazione orale con lausilio del dr. Daniele Conti

2 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno PREMESSA Il nostro è certamente un punto di vista particolare, quello una Associazione di rappresentanza delle imprese che operano nel settore Riteniamo rilevante: leffetto delle norme (procedure): da qui un excursus normativo dalla legge Ronkey ad oggi ed una valutazione delle tendenze ulteriori Il contenuto delle procedure di gara: cosa e perché è oggetto di affidamento allesterno Evidenziare quindi che tali scelte normative ed il comportamento di acquisto (rectius: di affidamento) delle Committenze hanno conseguenze determinanti sullassetto imprenditoriale (di cui tracceremo con altre note una sintetica fotografia)

3 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Prima degli anni 90: La Legge 1089/1399 Fino agli anni Novanta: -le politiche dedicate al settore dei beni culturali erano prevalentemente rivolte allesercizio delle funzioni di conservazione e di tutela; - ritenendo di fatto secondari gli obiettivi della valorizzazione e del servizio al pubblico - La Legge di riferimento, la 1089/1939, non dava infatti risalto specifico agli aspetti organizzativi e gestionali dei musei e dei Monumenti rivolti alla fruizione pubblica

4 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Il dibattito degli anni 70 e 80 E negli anni Settanta e Ottanta che si assiste ad un vasto dibattito sulla necessità del rinnovamento del museo italiano e del miglioramento dei servizi offerti al pubblico, considerando il Bene culturale sempre più una struttura di servizio al pubblico (visitatori e studiosi), piuttosto che un semplice contenitore di opere. Lattenzione si sposta allora sugli aspetti organizzativi e gestionali, in un contesto più generale di rivisitazione dei compiti della Pubblica Amministrazione.

5 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Il processo di riforma degli anni Novanta E soltanto negli anni Novanta che prende lavvio un processo di riforma…Esso interverrà: sia sui principi informatori dellazione pubblica, con un cambiamento di rotta in direzione di una maggiore attenzione alla gestione dei beni; sia sulla ripartizione delle competenze tra Stato ed Enti territoriali (e sia sul rapporto di pubblico impiego). Allo stesso tempo, si manifesta una tendenza al coinvolgimento dei privati

6 Il coinvolgimento dei privati Tale coinvolgimento, che riteniamo corretto ed opportuno per le attività non caratteristiche, coniugato con il ricorso ad una selezione concorrenziale, ci vede per una volta come Paese in una posizione più avanzata Diverso è il nostro giudizio sul ruolo dei privati come concessionari al fine della valorizzazione Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno

7 Il coinvolgimento dei privati Due raffronti internazionali (1) In Francia (rilevazione al 2007) la gestione dei più importanti Musei e monumenti statali avviene prevalentemente in forma diretta a società pubbliche o a prevalenza pubblica. Alcuni esempi. Il Louvre è unazienda speciale dotata di autonomia completamente pubblica. E gestito da un Consiglio di Amministrazione composto da diciassette membri tutti di nomina pubblica. Le attività di gestione avvengono in forma diretta e solo la libreria è gestita dalla RMN Réunion des musées nationaux, unazienda di Stato a capitale totalmente pubblico che gestisce le biglietterie, i negozi, le mostre e gli acquisti dei musei. Musei statali minori sono gestiti dalla RMN. Sono 33 musei e sono vincolati ad un sistema mutualistico la cui cabina di regia è la RMN. Tuttavia questo sistema ha subito delle fasi critiche e dal 2000 molte sono state le iniziative di miglioramento messe in atto per correggere le pesanti passività di bilancio. Torre Eiffel. Gestione e manutenzione effettuata da una Sem, un'impresa di diritto privato che nel suo capitale associa collettività locali quali azionisti di maggioranza e altri partner economici e finanziari. Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno

8 Il coinvolgimento dei privati Due raffronti internazionali – la Francia (2) Tuttavia, vi è chi anche in Francia ha saputo ben utilizzare Il poco spazio esistente per un soggetto privato per costruire una presenza valida nel settore. E il caso pressochè unico di Culturespace, un impresa del tutto privata che gestisce in global service alcuni importanti monumenti e dimore storiche francesi di proprietà di enti locali, istituzioni pubbliche ma anche private. Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno

9 Il coinvolgimento dei privati Due raffronti internazionali (3) In Spagna sembra esservi una situazione più aperta ai privati, ma abbastanza diversa dalla impostazione italiana. Manca infatti in genere la gestione in forma integrata, che è, come vedremo una caratteristica frequente e tendenziale del caso italiano. Non sembra poi che le procedure concorsuali siano sempre supportate dallevidenza pubblica e da procedure di selezione e scelta degli offerenti, come è invece nel nostro Paese. Museo nazionale del Prado. Nel marzo 2007 il Museo del Prado ha affidato, per tre anni, la gestione di quasi tutti i servizi alla socied ad Museo Nacional del Prado difusiòn SAU, unazienda 100% pubblica. Sembra essere lunico caso importante di gestione in house (rectius, quasi in house) Museo Nacional de Arte de Cataluna (MNAC). Ha affidato la gestione in modo separato di molti servizi aggiuntivi: le audioguide ad una società del gruppo ALDEASA (Audioguidarte), i biglietti e le prenotazioni alle società Articket e Telentrada.. Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno

10 Il coinvolgimento dei privati Due raffronti internazionali – la Spagna (4) Il Museo Dalì: Le principalono gestite direttamente dalla Fondazione fatta eccezione per il servizio educativo che è gestito in collaborazione con due imprese private, Textura e Publitema. Museo Picasso di Barcellona: è gestito da diverse aziende specializzate nella gestione di attività culturalii attività s. Museo darte contemporanea di Barcellona: è gestito da un consorzio fra diverse istituzioni pubbliche. La gestione è stata affidata alla società Ciutart che si occupa prevalentemente del servizio educativo e delle prenotazioni. Museo Thyssen Bornemizza di Madrid: è gestito da una Fondazione culturale privata senza scopo di lucro, gestisce attraverso una ventina di volontari che non percepiscono nessuna retribuzione, collabora con limpresa privata entradas.com per la vendita dei biglietti di accesso. Fondazione Joan Mirò: è gestito da diverse aziende specializzate nella gestione di attività culturali. (Confronta inter arts – La gestion de los servicios en los museos españoles. Ottobre 2007) Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno

11 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Le tendenze di inizio anni 90 la Legge 241/1990 Tornando al nostro Paese, dicevamo della tendenza più generale di inizio anni 90 di generale rivisitazione delle modalità di svolgimento dei compiti della Pubblica Amministrazione Espressione forte di questa tendenza è la Legge 241/1990. Con essa: il rapporto della Pubblica Amministrazione con il cittadino viene improntata alla trasparenza e all informazione; si rinnovano le regole del procedimento amministrativo, creando le premesse per un processo di aziendalizzazione della P.A.; Essa dovrà ispirarsi ai principi di economicità ed efficienza, principi che influenzeranno sempre più anche il settore della gestione del patrimonio culturale.

12 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Le ragioni alla base della ricerca di modelli alternativi alla gestione pubblica (1) Tra le ragioni che hanno prodotto tale tendenza alla sperimentazione di modelli alternativi alla gestione pubblica tradizionale possono essere evidenziate le seguenti: necessità di superare la scarsa efficienza ed economicità degli strumenti gestionali classici; interesse ad allargare lo spettro dei soggetti chiamati a vario titolo a partecipare alle funzioni di servizio al pubblico e valorizzazione del patrimonio; necessità di introdurre sistemi di controllo di gestione in grado di garantire un corretto monitoraggio dei costi e dei ricavi; opportunità di individuare formule di finanziamento alternative e aggiuntive; affermazione sempre più netta di strategie orientate alla cosiddetta sussidiarietà orizzontale (che sfocerà nellart. 118, IV comma Cost.)

13 Le ragioni alla base della ricerca di modelli alternativi alla gestione pubblica (2) Quanto alle prime due ragioni (ricerca di una maggiore efficienza rispetto alla gestione diretta), si potrebbe dire che dal male è venuto il bene… un cenno sulle ragioni macroeconomiche (pensando ai BB CC ma non solo) per cui non è bene la gestione diretta E non è bene quella (quasi) in house Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno

14 Le ragioni alla base della ricerca di modelli alternativi alla gestione pubblica (3) Quanto alla opportunità di individuare formule di finanziamento alternative e aggiuntive, laccento deve essere messo sulla capacità di aumentare la propensione alla spesa privata nel settore Anche in considerazione dei dati strutturali del Paese: –elevatissimo debito pubblico –forte propensione al risparmio delle famiglie che si accompagna ad un debole trend della domanda interna Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno

15 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno La Legge Ronchey (1) Nei primi anni Novanta, è il ministro ai BB.CC. Ronchey a produrre le novità legislative che prevedono un concreto ampliamento dei servizi offerti al pubblico con il D.L. 14 novembre 1992, n. 433, poi convertito nella Legge 14 gennaio 1993 n. 4, che dotava i musei, e le Biblioteche, non solo di orari prolungati ma anche di una serie di servizi aggiuntivi che potevano essere dati in concessione a privati. Con la Legge Ronchey si afferma dunque che la principale ragion dessere dei musei e dei siti archeologici e della stessa attività di conservazione del patrimonio è la concreta fruibilità, materiale (ristorazione, guardaroba, etc.) e culturale (pubblicazioni, didattica)

16 La Legge Ronchey (2) La legge Ronchey viene attuata con regolamenti ministeriali che definiscono tra laltro: oltre ai servizi aggiuntivi da erogare: Lobbligo e la modalità delle gare Il divieto di subappalto L indicazione a prevedere insieme nella procedura concorsuale siti a forte afflusso di pubblico con siti a minore utenza Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno

17 Il Codice dei Beni Culturali Con le disposizioni (particolarmente lart. 117, per i servizi, e più in generale tutto il Titolo II, Capo II) previste nel D.lgs 42/2004,Codice dei beni culturali e del paesaggio, (modificato dal D.lgs 156/2006 e succ), si completa direi la fase normativa fondativa nella materia dei servizi aggiuntivi Tali disposizioni confermano la ispirazione di fondo della normativa iniziale (Ronchey), ma sono sotto vari aspetti non allaltezza delle aspettative iniziali e non sufficientemente meditate (tanto da comportare varie correzioni) Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno

18 I beni culturali di competenza comunale (1) Una parallela evoluzione, quanto allerogazione dei servizi, avviene per i Beni di competenza Comunale. A sancire questa evoluzione il D.lgs 267/2000 – TUEL, che introduce nuove forme di gestione dei spl (anche culturali). Fornisce un elenco delle possibile forme di gestione: in economia in concessione a terzi per mezzo di Azienda speciale per mezzo di Istituzione Spa o Srl costituita o partecipata in misura prevalente dallente locale Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno

19 I beni culturali di competenza comunale (2) Successivamente verrà introdotta la (insidiosa e poco fondata) distinzione tra servizi a rilevanza industriale, o economica, e non; D. Lgs. 269/2003 – nuovo ordinamento dei servizi pubblici di rilevanza economica (art. 113: soc. di capitali, soc. a capitale misto, in house) e non economica (art. 113-bis: affid. dir. a istituzioni, aziende speciali, in economia, associazioni, fondazioni, in house) Le normative di riferimento dei servizi al pubblico per i beni statali e per quelli comunali hanno notevoli diversità Nei fatti tale differenza si rinviene in parte, quanto alla tipologia dei servizi e alla tendenza al loro affidamento integrato Salvo che per lo affidamento (quasi) in house, presente solo nei Beni civici Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno

20 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Altre importanti innovazioni normative (1) Meno radicalmente influenti, rispetto alla Ronkey, in relazione allinfluenza sullassetto dellofferta, sono state altre leggi, che tuttavia occorre ben tenere presenti: La Legge 8 ottobre 1997 n. 352, nata s uccessivamente alla discussione sul superamento del cosiddetto museo-ufficio, sulla opportunità, cioè, di concedere autonomia gestionale ai musei e alle principali Soprintendenze. La Legge 352/97 ha assegnato autonomia finanziaria e amministrativa alla Soprintendenza di Pompei mentre ai sensi dellart. 8 del D.L. 368/98 vengono istituite la Soprintendenza Archeologica di Roma (con D.M. 22/05/2001) e i quattro Poli Museali di Roma, Napoli, Firenze e Venezia (con D.M. 11/12/2001).

21 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Altre importanti innovazioni normative (2) > In applicazione e nello spirito delle leggi Bassanini del 1997 sul decentramento, con il D.L. 112/98, si è previsto il passaggio della gestione dei musei statali alle Regioni ribadendo la distinzione tra la funzione di tutela che resta esclusiva prerogativa dello Stato (inclusa la determinazione dei criteri tecnici e degli standard minimi per garantire un adeguato livello di fruizione collettiva dei beni, della loro sicurezza e per la prevenzione dei rischi). e le funzioni di gestione, valorizzazione e promozione che possono essere trasferite agli Enti locali (la decisione è rimessa ad una commissione paritetica), e possono così essere oggetto di normativa anche delle Regioni.

22 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Altre importanti innovazioni normative (3) I citati criteri tecnici e standard di funzionamento sono stati fissati con il decreto ministeriale del 10 maggio 2001, Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei scaturito dalla concertazione tra il Ministero per i beni e le attività culturali e gli Enti territoriali. Destinatari di tale documento non sono solo gli enti locali ma tutti i soggetti gestori, gli enti ecclesiastici, privati e le università. In circa 8 anni, dunque, dalla legge Ronchey allatto di indirizzo, o in undici, se si preferisce (fino al Codice) si possono misurare i mutamenti avvenuti, per quanto qui ci interessa quelli particolarmente rivolti alla definizione dei servizi da offrire al Pubblico e alla loro concreta organizzazione ed erogazione

23 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Altre importanti innovazioni normative (3) E bene ricordare anche: Il D.lgs 368/1998 – Istituzione del MiBAC. Allart. 10 è prevista la possibilità per il Ministero di costituire o partecipare ad associazioni, fondazioni, società partecipate per la valorizzazione dei BBCC. La legge costituzionale n. 3/2001, che modifica il Titolo V parte II della Costituzione, decreta la potestà regolamentare delle Regioni in ventidue materie, tra cui la valorizzazione dei beni culturali, sulle quali è prevista una competenza legislativa concorrente, sia dello Stato che delle Regioni. Le novità giuridiche in materia sono state tali da portarle a raccoglierle nel T.U. 490/99, nel quale tra laltro il museo è definito Struttura comunque denominata organizzata per la conservazione, la valorizzazione e la fruizione pubblica di raccolte di beni culturali. Il decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163 (Codice contratti pubblici) e successive modificazioni e disposizioni attuative

24 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno La natura del contratto del privato Si tratta in genere di concessioni, almeno per i servizi offerti al pubblico Ricordiamo la differenza tra concessioni e appalti Diversa la situazione per i servizi rivolti al committente Il caso della integrazione dei servizi La remunerazione del concessionario avviene attraverso laggio sugli incassi di biglietteria

25 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Lesternalizzazione dei servizi nel settore (1) Si diceva che le disposizioni del Codice nel 2004 sono state a nostro avviso almeno in parte unoccasione perduta. Non si tiene peraltro conto sufficientemente, forse ancora oggi, che nel nostro Paese la soluzione dei problemi non è affidabile solo alle norme. Dal punto di vista delle imprese in particolare è (era) via via emerso: Da un lato un problema frequente di sostenibilità delle basi di gara Dallaltra una non adeguata utilizzazione delle potenzialità del ricorso al mercato e del ruolo dei privati

26 Lesternalizzazione dei servizi nel settore (2) Il Ministero prese atto di questa situazione, il tema della revisione delle modalità di affidamento è stata tra le materie affidate alla commissione istituita a dicembre 2006 dal Ministro Rutelli, che aveva un ampio obiettivo riformatore La commissione aveva l'incarico di elaborare proposte per la definizione dei livelli minimi uniformi di qualità delle attività di Valorizzazione, con la consultazione degli operatori. Con il fine di un nuovo regolamento applicativo dellistituto dei servizi di accoglienza e ospitalità per il pubblico. Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno

27 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Lesternalizzazione dei servizi nel settore (3) La interruzione anticipata della legislatura ha impedito il completamento del lavoro avviato. Nella materia dei servizi aggiuntivi larticolo 14 del decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, decise una moratoria delle gare e determinò una delega, fissandone alcuni principi, alla emanazione di un decreto Ministeriale. Decreto ministeriale che è stato emanato il 29/01/08, quando già il Governo era nella fase della ordinaria amministrazione Tornando alle ragioni di una situazione avvertita come insoddisfacente: lo scarso rendimento economico di molte concessioni, dovuto allinadeguatezza, nella maggior parte dei casi, degli introiti rispetto allinsieme dei servizi richiesti, sia che si tratti di introiti dal pubblico per alcuni dei cosiddetti servizi aggiuntivi (libreria, audio guide) o in genere da biglietteria, entrambi dipendenti in primo luogo dal numero di visitatori e dalla loro propensione alla spesa;

28 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Lesternalizzazione dei servizi nel settore (4) Peraltro, dentro e fuori vari siti cè il problema delle attività abusive di vendita…. la rigidità delle modalità di fruizione dei siti e della struttura dei costi rispetto alle dimensioni e alle caratteristiche della domanda: ad esempio gli orari di apertura dei siti /musei che seguono un identico standard sia che si tratti di un sito a grandissima affluenza di pubblico che di unarea archeologica minore; la mancanza di rispondenza del modello organizzativo dei servizi nel suo complesso alle caratteristiche dei luoghi e alla capacità di attrazione, accoglienza e accessibilità del più ampio contesto territoriale locale sul quale insista il bene culturale.

29 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Lesternalizzazione dei servizi nel settore (5) A tali ragioni si aggiunge come già detto la mancata utilizzazione degli strumenti e delle scelte maggiormente innovative, in direzione della integrazione e delle politiche di valorizzazione Più in generale il Codice sembrava suggerire un percorso più complesso rispetto alla semplice rivisitazione della gara Ronchey. Invece, in maniera forse obbligatoriamente riduttiva, il Decreto si è limitato a regolare le modalità di affidamento con gara dei contenuti dellart.117 Rischiando di generare gare che ripetono i precedenti errori e, soprattutto, non agiscono né nellottica di sviluppo di una politica di valorizzazione del territorio, né nellottica della trasparenza e della creazione di un mercato migliore.

30 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Lesternalizzazione dei servizi nel settore (6) E in effetti si è arrivati subito ad un nuovo impasse e ricorsi alle prime gare bandite … Da qui una nuova fase di approfondimenti, di incontri con le organizzazioni di rappresentanza delle imprese, di predisposizione di documenti di proposta, etc. Fino alla recentissima circolare interpretativa (la scelta del Ministero è stata di non modificare il DM Rutelli) numero 49/2009. Si vedrà nelle prossime gare se la materia ha trovato un suo assestamento Questo excursus evidenzia il delicato rapporto tra scelte regolatorie e comportamenti delle imprese…

31 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Circolare recante le Linee Guida in materia di attivazione ed affidamento in concessione dei servizi per il pubblico negli istituti della cultura statali Si diceva che si vedrà ora se materia ha trovato o meno finalmente un approdo equilibrato …..Il nostro parere: la circolare contiene innovazioni importanti e condivisibili, restano invece irrisolti alcuni problemi non secondari. In particolare: È positiva la centralità formalmente data alla sostenibilità economica delle gare È positiva anche la creazione di una task force centrale di supporto alle singole committenze. E parzialmente positivo il chiarimento che la durata contrattuale può essere di nove anni Restano irrisolti a nostro avviso problemi che una semplice circolare non può risolvere

32 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno (SEGUE ) Circolare recante le Linee Guida in materia di attivazione ed affidamento in concessione dei servizi per il pubblico negli istituti della cultura statali In particolare le disposizioni del decreto 28 settembre 2005, n. 222 che fissa nella percentuale massima del 30% l'aggio dei concessionari sui biglietti venduti, quota che, nella stragrande maggioranza dei musei e delle aree archeologiche del paese, non consente la copertura dei costi derivati dalla gestione del solo servizio di biglietteria. E vero che tali siti non rappresentano la maggioranza se visti dal punto della maggioranza dei visitatori, ma proprio questo (decongestionamento dei siti maggiori e valorizzazione dellenorme patrimoniio diffuso, anche ai fini della domanda interna) è uno dei punti su cui bisognerebbe agire più fortemente

33 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno (SEGUE) Circolare recante le Linee Guida in materia di attivazione ed affidamento in concessione dei servizi per il pubblico negli istituti della cultura statali Il suddetto mancato superamento del limite del 30%, soprattutto se si dovessero manifestare contemporaneamente prassi non oculate su: durata massima della concessione, limitata a quattro anni: In funzione del tempo necessario per ammortizzare gli investimenti, anche in risorse umane; Ed in relazione alla neutralizzazione dei possibili trend discenti di visitatori in un arco temporale più lungo Affidamento dei servizi in forma non integrata non solo potrebbero non consentire di realizzare il rilancio del settore, ma in molti casi neppure di perseguire una gestione efficace ed efficiente dei servizi.

34 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno La situazione attuale Pur con tutte le problematicità illustrate, la evidenza ha dato ragione a coloro che operarono a favore dellapertura ai privati nel settore dei servizi aggiuntivi, e dato torto a coloro che avevano innalzato barriere polemiche. La soddisfazione del visitatore e la percezione della qualità erogata è certamente migliorata. Occorre dire che però una parte significativa di questo risultato positivo è dovuto: Alla corretta impostazione selettiva della legge Ronchey

35 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno La situazione attuale (segue) Alla selezione progressiva che si è determinata in seno allofferta Al fatto che sono state sconfitte tendenze che erano, o sembravano, prioritariamente rivolte a determinare incassi per lo Stato (la intera concessione del bene, con anticipo pluriennale di canoni da parte del concessionario…) Ad oggi dunque i servizi esternalizzati non sono solo quelli tradizionali di pulizia, manutenzione e portierato, ma anche quelli definiti servizi aggiuntivi.I servizi aggiuntivi nellambito culturale fanno riferimento ad una serie di servizi complementari che supportano, caratterizzano e qualificano lofferta al visitatore/fruitore.

36 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno I servizi oggetto di affidamento allesterno (1) Sono servizi aggiuntivi, ad esempio: I servizi al pubblico: servizi di fruizione e attività di valorizzazione in global service di siti archeologici, storico-turistici e musei; promozioni e direct marketing; servizi di informazione e prenotazione; call and conctat center;informazione turistica; marketing territoriale; servizi di biglietteria; prenotazione e accoglienza; audioguide; gestione librerie museali; visite ed attività didattiche; organizzazione di mostre ed eventi; iniziative ludico-ricreative; laboratori per bambini; produzione e gestione di eventi; gestione delle biblioteche e degli archivi; documentazione e catalogazione; editoria.

37 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno I servizi oggetto di affidamento allesterno (2) I servizi strumentali : guardiania e vigilanza non armata servizi pulizia e igiene Manutenzioni gestione della climatizzazione, etc.).

38 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Assetto imprenditoriale e modalità di affidamento da parte delle committenze La modalità con cui si espletano le gare è decisiva al fine di realizzare una forte qualificazione delle imprese e dei lavoratori del settore, in quanto aziende più grandi, specializzate e con capacità tecniche e organizzative e lavoratori maggiormente specializzati e motivati contribuiscono al miglioramento dei servizi. Il divieto di subappalto ed il bandire gare improntate alla metodologia dellofferta economica più vantaggiosa (occorre una struttura di progetto in seno alla impresa) hanno contribuito notevolmente a privilegiare gli operatori migliori e di conseguenza a qualificare il mercato dei servizi aggiuntivi.

39 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno E pertanto auspicabile e necessario a nostro avviso continuare in questa direzione dando continuità alle scelte e innovando ulteriormente le modalità di affidamento al fine di: selezionare imprese strutturate, effettivamente specializzate nelle attività operative e dotate di capacità progettuali, escludendo invece le imprese generaliste e main contractor imporre il vincolo di erogare servizi rispondenti a standard adeguati ed al tempo stesso economicamente sostenibili, ma anche estesi ai siti a minor afflusso di visitatori

40 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno privilegiare la logica del progetto di servizio e quindi delle modalità di gara che consentano alle imprese specializzate di presentare proposte di fruizione di beni basate sul proprio know how, in genere superiore a quello dei committenti orientare, pur nella consapevolezza delle controindicazioni, in modo del tutto prevalente verso la integrazione dei servizi, e non verso la loro frammentazione individuare le condizioni per estendere il più possibile anche ai siti a minor afflusso di visitatori standards di servizio assumere il vincolo, attraverso analisi rigorose a monte dei costi, della sostenibilità economica del servizio

41 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno utilizzare forme innovative per laffidamento, come ad esempio il modello del global service (senza demarcazioni dottrinali, per es. fra appalto e concessione, etc.), modello con il quale il soggetto privato affianca lente non solo nellerogazione del servizio ma anche nella responsabilizzazione sul raggiungimento degli standards di servizio concentrare non solo i diversi servizi, ma anche le committenze, in particolare in tutti quei casi in cui la quantità dei visitatori non sia sufficiente a garantire servizi adeguati e ad attrarre le imprese più qualificate

42 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Il problema dei servizi ai Beni culturali diffusi Come detto più sopra, resta a nostro avviso fin qui irrisolto il problema dei servizi al pubblico nei Beni a minore afflusso di pubblico.... La situazione emerge chiaramente dalle analisi e proposte contenute nelle slide che seguono, presentate dalla nostra associazione al ministero dei Beni culturali nel dicembre 2007, elaborate con il supporto della cooperativa Pierreci, e nella quale si evidenzia lo stato di forte differenziazione dei servizi offerti al pubblico (e le possibili soluzioni secondo il nostro parere).

43 43 Consistenza e distribuzione dei servizi aggiuntivi per Regione La distribuzione dei servizi aggiuntivi oggi e, ancor più, lanalisi dei ricavi desercizio, mostra una situazione di un mercato poco regolarizzato e molto disomogeneo nel livello di servizio offerto, fra i luoghi della cultura con il maggior numero di visitatori e quelli al disotto della soglia dei visitatori/anno. Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno 2009

44 44 Consistenza per numero di strutture e numero di visitatori dei musei statali per Regione dappartenenza circuiti con numero elevato di strutture e visitatori (Lazio, Toscana, Campania). circuiti con numero ridotto di strutture ma con consistente numero di visitatori (Lombardia, Piemonte; Veneto); circuiti con numero ridotto di strutture e di visitatori (Molise, Liguria, Umbria); circuiti con numero alto di strutture ma con scarso numero di visitatori (Emilia-Romagna);

45 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno La qualità dellofferta è misurata in base a: -una componente fissa: lo standard minimo di qualità di una postazione di servizio (con risorse professionali, attrezzature, procedure di erogazione adeguate) cui corrisponde un costo medio di base -- due componenti variabili rapportate alle dimensioni della domanda: 1.il livello di specializzazione/differenziazione delle tipologie organizzative 2.un numero differenziato di operatori-postazioni Nelle simulazioni che seguono lattivazione di strutture è ipotizzata solo se rispondenti alla qualità identificata nella componente fissa e nelle componenti variabili. La qualità dei servizi è intesa come coerenza fra i livelli di offerta e la dimensione della domanda (efficienza ed efficacia) Modelli organizzativi e livelli qualitativi dei servizi

46 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Matrici di attivazione delle strutture di servizi Servizi locali alla fruizione: C = postazione unica multiservizi B = postazioni distinte di accoglienza (biglietteria, controllo accessi) e vendita. A = servizio complesso di accoglienza, offerta di beni (libreria, gadget, caffetteria, …), servizi didattici e di fruizione D = servizi per aperture programmate Servizi centrali : Servizi di rete dinformazione, prenotazione e promozione Servizi strumentali : Servizi onerosi di pulizia e vigilanza Attività di valorizzazione: mostre, eventi, campagne di comunicazione

47 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Ambiti di simulazione: modelli organizzativi su base locale e territoriale D C B A Servizi centrali Attività di valorizzazione Servizi strumentali Attivazione locale (interna a ciascun luogo) Attivazione territoriale (servizi centrali di rete) Attivazione territoriale ampliata

48 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Il confronto tra situazione attuale e situazione tendenziale (MSASL30 e MSAST30)

49 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Criticità del modello tendenziale (MSAST30) Impossibilità dautonomo avvio Molise, Liguria e Abruzzo: la disponibilità non copre i costi di una struttura centrale e non cè convenienza dinvestimento per il concessionario, se non in presenza di un sostegno economico aggiuntivo. Circuiti critici Umbria, Basilicata, Calabria e Puglia: non producono risorse sufficienti allattivazione di una struttura centrale, per la quale occorrono contributi esterni. Lattivazione locale consente una scarsa copertura complessiva del patrimonio e servizi sottodimensionati, a meno di progettare diverse modalità di fruizione (stagionale o solo festivo). Circuiti sostenibili Marche, Friuli e Sardegna: equilibrata articolazione di servizi locali e servizi di rete, previa un attenta programmazione del numero dei presidi, della durata delle aperture, della articolazione delle strutture organizzative. Anche Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Circuiti forti: sono possibili più circuiti

50 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Simulazione del modello territoriale ampliato (MSAST100) TuttiNumeroVisitatoriIntroitiDisponibilitàABCDA+B+C+DCopertura Fino a % da a % da a % da a % oltre % Totale % risultati Il modello prevede : una compartecipazione dellinsieme degli istituti a pagamento alla costituzione di un servizio centrale stabile di informazione/prenotazione/accoglienza/promozione e una attivazione di servizi locali rapportata alla dimensioni del flusso di visitatori. Nella simulazione dinsediamento dei servizi territoriali a tale disponibilità è detratta la quota per la costituzione della struttura centrale di prenotazione/accoglienza (8,8 milioni di euro nel complesso). la compartecipazione di tutto il circuito ad un programma a regia centrale di attività di valorizzazione sotto forma di eventi e di iniziative di comunicazione coordinata (24,6 milioni di euro nel complesso). lintegrazione nelle concessioni anche di servizi onerosi quali le pulizie, le piccole manutenzioni e il supporto alla vigilanza con un modello organizzativo flessibile cioè rapportato alle esigenze dei diversi istituti in rapporto al numero di visite

51 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Criticità del modello territoriale ampliato (MSAST100)

52 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Criticità del modello territoriale ampliato Criticità del modello territoriale ampliato (MSAST100) Gli effetti di questo modello sono: - la realizzazione del mix qualitativamente più efficace di servizi a base locale e territoriale, strumentali e di accoglienza, permanenti e straordinari, in tutti i casi dove è possibile -ampie criticità nelle situazioni più deboli. Tale ipotesi quindi deve essere sostenuta solo con una attenta programmazione di sostegno allo sviluppo: disponibilità significativa di contributi aggiuntivi e attento dimensionamento dei circuiti. Questa è la soluzione che può portare i maggiori risultati: il concessionario è responsabile ed ha come impegno contrattuale quello di assicurare un omogeneo livello qualitativo di tutti i servizi e le attività, ed è legato ad un obiettivo di crescita del circuito, anche perché compartecipe del programma di comunicazione e di organizzazione di eventi sullintero territorio.

53 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Quante risorse aggiuntive per il modello territoriale ampliato

54 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno Quali circuiti per il modello territoriale ampliato Quali circuiti per il modello territoriale ampliato (MSAST100) Nei poli museali e nei circuiti forti: il modello territoriale integrato, anche applicato a più circuiti, porterà risultati eccellenti sul piano della qualità dei servizi come dellintegrazione delle iniziative, della programmazione dei flussi come del livello di gradimento dellutenza. Nei circuiti critici: occorrerà sostenere lavvio con una programmazione dei circuiti che assicuri un livello di flussi in grado di sostenere il livello dofferta, o con un sostegno esterno (principalmente delle amministrazioni locali e regionali che possono partecipare dei benefici di questo modello di sviluppo integrato). Alcune realtà, dove i caratteri domogeneità culturale paiono più consistenti, possono risolversi in una programmazione mirata: un circuito della Magna Graecia cui collaborino Calabria, Puglia e Basilicata, un circuito dellEtruria a ridosso del Lazio e della Toscana; in alcuni casi regioni più deboli devono trovare sostegno nelle regioni limitrofe in un ampliamento dei confini territoriali di attivazione (Umbria:: Toscana, Friuli :: Veneto, Liguria :: Piemonte); Nei circuiti deboli: è necessario un sostegno economico aggiuntivo di carattere nazionale o regionale.

55 Note di Franco Tumino, Fermo, 15 giugno In conclusione Molto lavoro è stato indubbiamente fatto, da quella intuizione della legge Ronchey ad oggi Molto lavoro resta ancora da fare Occorre una forte relazione e capacità di ascolto reciproco tra Legislatore (Governo, Parlamento, Regioni), Decisori nelle Pubbliche Amministrazioni, Associazioni degli operatori, esperti Ed una ancora forte carica di innovazione, che è ragionevole aspettarsi soprattutto dai giovani, come voi… Per maggiori informazioni e documentazione sulle nostre opinioni: Grazie dellattenzione!


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