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In un mondo disincantato. Le tappe della fede 1. Lincantesimo 2. Il disincanto 3. Lincarnazione e la kénosi.

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1 in un mondo disincantato

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3 Le tappe della fede 1. Lincantesimo 2. Il disincanto 3. Lincarnazione e la kénosi

4 1. Lincantesimo Comprensione co-dipendente degli enti e di questi con lEssere. La potenza della magìa

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7 2. Il disincanto La creazione del mondo La posizione dellalterità Dal sacro al santo

8 3. Lincarnazione e la kénosi Il Verbo la Parola la Verità si è fatta carne Lo svuotamento della forma divina Secolarizzazione e kénosi del cristianesimo la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta. Gv 1,5

9 Oggetto proprio di ragione oggetto proprio della fede

10 Benedetto XVI: superare il dualismo tra esegesi e teologia Intervento al Sinodo dei Vescovi Dove scompare l'ermeneutica della fede indicata dalla Dei Verbum, appare necessariamente un altro tipo di ermeneutica, un'ermeneutica secolarizzata, positivista, la cui chiave fondamentale è la convinzione che il Divino non appare nella storia umana. Secondo tale ermeneutica, quando sembra che vi sia un elemento divino, si deve spiegare da dove viene tale impressione e ridurre tutto all'elemento umano. Di conseguenza, si propongono interpretazioni che negano la storicità degli elementi divini.

11 Oggi il cosiddetto mainstream dell'esegesi in Germania nega, per esempio, che il Signore abbia istituito la Santa Eucaristia e dice che la salma di Gesù sarebbe rimasta nella tomba. La Resurrezione non sarebbe un avvenimento storico, ma una visione teologica. Questo avviene perché manca un'ermeneutica della fede: si afferma allora un'ermeneutica filosofica profana, che nega la possibilità dell'ingresso e della presenza reale del Divino nella storia.

12 K. Rahner Dio può propriamente e primariamente rivelare soltanto se stesso (nella sua autocomunicazione). Tutto il resto, quindi tutto ciò che in quanto creato è distinto da lui, non può in quanto tale essere oggetto originario di una rivelazione soprannaturale vera e propria e quindi og­ getto originario di fede.

13 Se non concepiamo il rapporto tra Dio e il mondo in maniera antropomorfica, se lasciamo che Dio sia il fondamento libero del mondo e non un settore particolare della realtà, allora o dobbiamo necessariamente respingere come rappresentazione mitologica ogni intervento particolare (visto come distinto dalle realtà mondane e ciononostante ad esse appartenente) di Dio all'interno del mondo, oppure tale "particolarità" deve consistere nel fatto che Dio si comunica direttamente al mondo in se stesso e per mezzo di se stesso e avvia così contemporaneamente la storia della salvezza e della rivelazione.

14 Il fatto che Dio non possa diventare un momento propriamente particolare di natura parziale nel mondo e nella sua storia non comporta alcuna sua limitazione, ma si identifica precisamente con una divinità di Dio rettamente intesa e presa con serietà radicale. Possiamo anche considerare dal lato opposto quanto intendiamo dire: se Dio, rivelandosi e comunicandosi, si comunicasse attraverso un altro da lui creato e distinto, perché questo altro creato porterebbe in sé un richiamo a lui,

15 se quindi la rivelazione di Dio fosse costituita da una realtà "creaturale", allora questa sarebbe in linea di principio accessibile alla ragione umana, perché l'oggetto formale di tale ragione non può escludere dal proprio campo alcuna realtà creaturale finita, perché la ragione in quanto trascendentalità illimitata può abbracciare in linea di principio tutto il finito, con la conseguenza che una realtà finita non può essere per principio un mistero assoluto. La rivelazione vera e propria può avere come oggetto soltanto Dio stesso in quanto tale.

16 Oggetto originario e primario della ragione umana Oggetto originario e primario della ragione umana è il mondo e la storia umana. Nessuna realtà mondana ed umana, in quanto finita, può essere esclusa come oggetto formale della ragione.

17 creato miracoli angeli visioni apparizioni

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21 I nostri sono miracoli quegli degli altri sono mere coincidenze?

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23 Cosa è il miracolo? Dio (causa prima) causae secundae mondo Creatio ex nihilo ? =

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25 Dio (causa prima) Causae secundae mondo =

26 Lagire di Dio è sempre mediato attraverso le cause seconde creaturali. «Un intervento divino, concepito come un agire immediato-visibile di Dio, è un assurdo teologico» (Kasper) Distinguere Dio come causa prima in senso generale e Dio come causa prima in senso particolare, quando agisce direttamente nel creato, è un assurdo teologico. Dio agisce sempre per causas secundas: un miracolo, pur con il suo carattere straordinario ed eccezionale, non si distingue essenzialmente da qualsiasi altro evento ordinario e normale creaturale.

27 Le leggi naturali hanno carattere ipotetico e quindi non si può escludere a priori che la natura possa agire in modo diverso; ma anche in questi casi si tratta di cause creaturali che sono intervenute e di cui non ne eravamo a conoscenza. Affermare che un aspetto imprevisto sia la prova che Dio stesso sia allopera, in maniera diversa, di come agisce come creatore, è assurdo. Dio crea sempre e dovunque ex nihilo: nel sole che sorge e nella guarigione improvvisa. La distinzione è nellintenzione del Creatore conoscibile solo nella fede. Proprio in questo punto risiede lambiguità dellevento miracoloso, richiedendo la fede perché sia riconosciuto in quanto segno di Dio.

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29 Oggetto originario e primario della fede cristiana Oggetto originario e primario della fede cristiana è la rivelazione soprannaturale di Dio: «Una realtà finita non può essere per principio un mistero assoluto. La rivelazione vera e propria può avere come oggetto soltanto Dio stesso in quanto tale» (Rahner) Contenuto proprio della rivelazione è Dio, che comunica se stesso nella fede. La rivelazione cristiana è autocomunicazione di Dio (cf DV 2).

30 Visione mitica del rapporto Dio mondo mondo Dio apparizioni miracoli

31 Fede e ragione Loggetto di fede non è dimostrabile, verificabile o falsificabile dalla ragione, poiché non è proprio della ragione. La verità storico-critica, in quanto oggetto di ragione, non può mai contraddire la fede, poiché la fede non può chiedere prove da ciò che è mondano.

32 La fede cristiana non è deducibile da nessuna esperienza mondana e tanto meno riducibile ad esperienze interiori, essa non può essere contraddetta dal mondo. La fede non ha bisogno della verifica, ma è impossibile per il mondo falsificare la fede. Il mondo non può negare la fede, poiché il mondo nega solo ciò che è suo, ciò che appartiene alla sua struttura: la fede è nel mondo, ma non del o dal mondo (cf Gv 17, 15).

33 Dietrich Bonhoeffer Divenendo maggiorenni, siamo portati a riconoscere nella sua verità la nostra situazione dinanzi a Dio. Dio ci fa sapere che noi dobbiamo vivere come uomini che arrivano a risolvere i loro problemi vitali senza Dio. Il Dio che è con noi è il Dio che ci abbandona! ( Mc 15, 34). Il Dio che ci lascia vivere nel mondo senza la ipotesi di lavoro Dio è il Dio dinanzi al quale dobbiamo continuamente stare. Vivere senza Dio, davanti e con Dio. Dio permette che egli venga scacciato fuori del mondo sulla croce. Dio è impotente e debole nel mondo, ed è proprio solo in questo modo che egli è vicino a noi e ci aiuta.

34 La religiosità delluomo lo rimanda, nella sua condizione di miseria, alla potenza di Dio nel mondo. Dio è il deus ex machina. La Bibbia rimanda luomo allimpotenza ed alla sofferenza di Dio; soltanto il Dio sofferente può portare aiuto. In questa stessa misura, possiamo dire che levoluzione che abbiamo descritta verso una maggiore età del mondo, che liquida una rappresentazione falsa di Dio, permette di volgere uno sguardo libero al Dio della Bibbia, il quale nel mondo trova posto e potenza per la sua impotenza. Tale dovrà essere senza dubbio il punto di partenza della interpretazione secolare.

35 Come è possibile una relazione tra Dio e uomo?

36 Geremia 31,31-34 «Ecco verranno giorni - dice il Signore - nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. Non come l'alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d'Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro Signore. Parola del Signore. Questa sarà l'alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore».

37 A.J. H ESCHEL Dio non rivela se stesso, rivela solo la via per arrivare a lui. L'ebraismo non parla di auto-rivelazione di Dio, ma della rivelazione del suo insegnamento nei confronti degli uomini. E così la Bibbia riflette la rivelazione di Dio nei suoi rapporti con la storia, piuttosto che la rivelazione di Dio in se stesso.

38 Mahmoud A. Ayoub The Quran is the revelation of Gods will and purpose for humanity. Although the Quran shares in divine transcendence, God remains the wholly other, absolutely transcendent Lord over his entire creation.

39 Relatio univoca DIO relazione univoca e asimmetrica uomo relazione reale Relazione immaginata

40 Ritratto dIgnoto Antonello da Messina a Cefalù

41 Relazione asimmetrica e biunivoca DIO relazione bi-univoca e asimmetrica uomo relazione reale relazione reale relazione reale

42 a quo quo ad quem DIO uomo relazione uomo DIO uomo relazione PadreSpiritoFiglio

43 Padre Figlio Spirito

44 NASCOSTO RIVELATO Comunione tra Dio e uomo realizza e fa intendere evento cristologico RELIGIONI Antico Testamento Nuovo Testamento


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