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LINFERNO di DANTE. La struttura dellInferno Suddiviso in 9 cerchi, in cui sono puniti i dannati Suddiviso in 9 cerchi, in cui sono puniti i dannati Si.

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1 LINFERNO di DANTE

2 La struttura dellInferno Suddiviso in 9 cerchi, in cui sono puniti i dannati Suddiviso in 9 cerchi, in cui sono puniti i dannati Si va in ordine di gravità, fino ad arrivare al peccato più terribile, il tradimento nei confronti di Dio Si va in ordine di gravità, fino ad arrivare al peccato più terribile, il tradimento nei confronti di Dio

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4 Linizio del viaggio… (canto I) 369 Nel mezzo del cammin di nostra vita Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita. ché la diritta via era smarrita. Ahi quanto a dir qual era è cosa dura Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! che nel pensier rinova la paura! Tantè amara che poco è più morte; Tantè amara che poco è più morte; ma per trattar del ben chi vi trovai, ma per trattar del ben chi vi trovai, dirò de laltre cose chi vho scorte. dirò de laltre cose chi vho scorte.

5 Linizio del viaggio… Io non so ben ridir comi vintrai, Io non so ben ridir comi vintrai, tantera pien di sonno a quel punto tantera pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai. che la verace via abbandonai. Ma poi chi fui al piè dun colle giunto, Ma poi chi fui al piè dun colle giunto, là dove terminava quella valle là dove terminava quella valle che mavea di paura il cor compunto, che mavea di paura il cor compunto, guardai in alto, e vidi le sue spalle guardai in alto, e vidi le sue spalle vestite già de raggi del pianeta vestite già de raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle. che mena dritto altrui per ogne calle.

6 Linizio del viaggio… Allor fu la paura un poco queta Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor mera durata che nel lago del cor mera durata la notte chi passai con tanta pieta. la notte chi passai con tanta pieta. E come quei che con lena affannata E come quei che con lena affannata uscito fuor del pelago a la riva uscito fuor del pelago a la riva si volge a lacqua perigliosa e guata, si volge a lacqua perigliosa e guata, così lanimo mio, chancor fuggiva, così lanimo mio, chancor fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. SIMILITUDINESIMILITUDINE

7 Gli ostacoli 3 fiere (una lonza, un leone e una lupa) impediscono a Dante di raggiungere la luce... 3 fiere (una lonza, un leone e una lupa) impediscono a Dante di raggiungere la luce...

8 La guida di Dante È Virgilio, il più grande poeta latino, scrittore del poema epico Eneide È Virgilio, il più grande poeta latino, scrittore del poema epico Eneide Accompagnerà Dante per volere divino attraverso Inferno e Purgatorio Accompagnerà Dante per volere divino attraverso Inferno e Purgatorio In Paradiso questo ruolo verrà svolto da Beatrice, donna che Dante ha amato e che è morta prematuramente In Paradiso questo ruolo verrà svolto da Beatrice, donna che Dante ha amato e che è morta prematuramente

9 La porta dellInferno

10 Liscrizione sulla porta (canto III) 369 "Per me si va ne la città dolente, "Per me si va ne la città dolente, per me si va ne letterno dolore, per me si va ne letterno dolore, per me si va tra la perduta gente. per me si va tra la perduta gente. Giustizia mosse il mio alto fattore: Giustizia mosse il mio alto fattore: fecemi la divina podestate, fecemi la divina podestate, la somma sapienza e l primo amore. la somma sapienza e l primo amore. Dinanzi a me non fuor cose create Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne, e io etterno duro. se non etterne, e io etterno duro. Lasciate ogne speranza, voi chintrate". Lasciate ogne speranza, voi chintrate".

11 Caronte

12 Caronte (canto III) Ed ecco verso noi venir per nave Ed ecco verso noi venir per nave un vecchio, bianco per antico pelo, un vecchio, bianco per antico pelo, gridando: «Guai a voi, anime prave! gridando: «Guai a voi, anime prave! Non isperate mai veder lo cielo: Non isperate mai veder lo cielo: i vegno per menarvi a laltra riva i vegno per menarvi a laltra riva ne le tenebre etterne, in caldo e n gelo. ne le tenebre etterne, in caldo e n gelo. E tu che se costì, anima viva, E tu che se costì, anima viva, pàrtiti da cotesti che son morti». pàrtiti da cotesti che son morti». Ma poi che vide chio non mi partiva, Ma poi che vide chio non mi partiva,

13 Caronte (canto III) disse: «Per altra via, per altri porti disse: «Per altra via, per altri porti verrai a piaggia, non qui, per passare: verrai a piaggia, non qui, per passare: più lieve legno convien che ti porti». più lieve legno convien che ti porti». E l duca lui: «Caron, non ti crucciare: E l duca lui: «Caron, non ti crucciare: vuolsi così colà dove si puote vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare». ciò che si vuole, e più non dimandare». Quinci fuor quete le lanose gote Quinci fuor quete le lanose gote al nocchier de la livida palude, al nocchier de la livida palude, che ntorno a li occhi avea di fiamme rote. che ntorno a li occhi avea di fiamme rote.

14 Caronte (canto III) Ma quellanime, cheran lasse e nude, Ma quellanime, cheran lasse e nude, cangiar colore e dibattero i denti, cangiar colore e dibattero i denti, ratto che nteser le parole crude. ratto che nteser le parole crude. Bestemmiavano Dio e lor parenti, Bestemmiavano Dio e lor parenti, lumana spezie e l loco e l tempo e l seme lumana spezie e l loco e l tempo e l seme di lor semenza e di lor nascimenti. di lor semenza e di lor nascimenti. Poi si ritrasser tutte quante insieme, Poi si ritrasser tutte quante insieme, forte piangendo, a la riva malvagia forte piangendo, a la riva malvagia chattende ciascun uom che Dio non teme. chattende ciascun uom che Dio non teme.

15 Caronte (canto III) Caron dimonio, con occhi di bragia, Caron dimonio, con occhi di bragia, loro accennando, tutte le raccoglie; loro accennando, tutte le raccoglie; batte col remo qualunque sadagia. batte col remo qualunque sadagia. Come dautunno si levan le foglie Come dautunno si levan le foglie luna appresso de laltra, fin che l ramo luna appresso de laltra, fin che l ramo vede a la terra tutte le sue spoglie, vede a la terra tutte le sue spoglie, similemente il mal seme dAdamo similemente il mal seme dAdamo gittansi di quel lito ad una ad una, gittansi di quel lito ad una ad una, per cenni come augel per suo richiamo. per cenni come augel per suo richiamo. SIMILITUDINESIMILITUDINE

16 Caronte (canto III) 120 Così sen vanno su per londa bruna, Così sen vanno su per londa bruna, e avanti che sien di là discese, e avanti che sien di là discese, anche di qua nuova schiera sauna.

17 Caronte… (canto III) VECCHIO vecchio vecchio bianco per antico pelo bianco per antico pelo lanose gote lanose goteDEMONIO dimonio dimonio gridando gridando di fiamme rote di fiamme rote occhi di bragia occhi di bragia

18 Cerbero…

19 … e i golosi

20 Cerbero (canto VI) Io sono al terzo cerchio, de la piova Io sono al terzo cerchio, de la piova etterna, maladetta, fredda e greve; etterna, maladetta, fredda e greve; regola e qualità mai non lè nova. regola e qualità mai non lè nova. Grandine grossa, acqua tinta e neve Grandine grossa, acqua tinta e neve per laere tenebroso si riversa; per laere tenebroso si riversa; pute la terra che questo riceve. pute la terra che questo riceve. Cerbero, fiera crudele e diversa, Cerbero, fiera crudele e diversa, con tre gole caninamente latra con tre gole caninamente latra sovra la gente che quivi è sommersa. sovra la gente che quivi è sommersa.

21 Cerbero (canto VI) Li occhi ha vermigli, la barba unta e atra, Li occhi ha vermigli, la barba unta e atra, e l ventre largo, e unghiate le mani; e l ventre largo, e unghiate le mani; graffia li spirti, ed iscoia ed isquatra. graffia li spirti, ed iscoia ed isquatra. Urlar li fa la pioggia come cani; Urlar li fa la pioggia come cani; de lun de lati fanno a laltro schermo; de lun de lati fanno a laltro schermo; volgonsi spesso i miseri profani. volgonsi spesso i miseri profani. Quando ci scorse Cerbero, il gran vermo, Quando ci scorse Cerbero, il gran vermo, le bocche aperse e mostrocci le sanne; le bocche aperse e mostrocci le sanne; non avea membro che tenesse fermo. non avea membro che tenesse fermo.

22 Cerbero (canto VI) E l duca mio distese le sue spanne, E l duca mio distese le sue spanne, prese la terra, e con piene le pugna prese la terra, e con piene le pugna la gittò dentro a le bramose canne. la gittò dentro a le bramose canne. Qual è quel cane chabbaiando agogna, Qual è quel cane chabbaiando agogna, e si racqueta poi che l pasto morde, e si racqueta poi che l pasto morde, ché solo a divorarlo intende e pugna, ché solo a divorarlo intende e pugna, cotai si fecer quelle facce lorde cotai si fecer quelle facce lorde de lo demonio Cerbero, che ntrona lanime sì, chesser vorrebber sorde. lanime sì, chesser vorrebber sorde. SIMILITUDINESIMILITUDINE

23 Cerbero (canto VI) UMANO/DEMONIACO gole gole barba unta e atra barba unta e atra bocche bocche facce facce demonio demonioFERINO/ANIMALE fiera fiera caninamente latra caninamente latra gran vermo gran vermo sanne sanne

24 Il contrappasso La pena dei dannati è sempre collegata al peccato commesso in vita: può ricordarlo per somiglianza (analogia) o opposizione (contrasto) La pena dei dannati è sempre collegata al peccato commesso in vita: può ricordarlo per somiglianza (analogia) o opposizione (contrasto) Così come in vita i golosi hanno ceduto a bassi istinti animali, ora sono rivolti a terra, nel fango (analogia); in vita hanno cercato prelibatezze, ora sono nel fango (contrasto) Così come in vita i golosi hanno ceduto a bassi istinti animali, ora sono rivolti a terra, nel fango (analogia); in vita hanno cercato prelibatezze, ora sono nel fango (contrasto)

25 I suicidi

26 I suicidi (canto XIII) 369 Non era ancor di là Nesso arrivato, Non era ancor di là Nesso arrivato, quando noi ci mettemmo per un bosco quando noi ci mettemmo per un bosco che da neun sentiero era segnato. che da neun sentiero era segnato. Non fronda verde, ma di color fosco; Non fronda verde, ma di color fosco; non rami schietti, ma nodosi e nvolti; non rami schietti, ma nodosi e nvolti; non pomi veran, ma stecchi con tòsco: non pomi veran, ma stecchi con tòsco: non han sì aspri sterpi né sì folti non han sì aspri sterpi né sì folti quelle fiere selvagge che n odio hanno quelle fiere selvagge che n odio hanno tra Cecina e Corneto i luoghi cólti. tra Cecina e Corneto i luoghi cólti.

27 I suicidi (canto XIII) Quivi le brutte Arpie lor nidi fanno, Quivi le brutte Arpie lor nidi fanno, che cacciar de le Strofade i Troiani che cacciar de le Strofade i Troiani con tristo annunzio di futuro danno. con tristo annunzio di futuro danno. Ali hanno late, e colli e visi umani, Ali hanno late, e colli e visi umani, piè con artigli, e pennuto l gran ventre; piè con artigli, e pennuto l gran ventre; fanno lamenti in su li alberi strani. fanno lamenti in su li alberi strani. E l buon maestro «Prima che più entre, E l buon maestro «Prima che più entre, sappi che se nel secondo girone», sappi che se nel secondo girone», mi cominciò a dire, «e sarai mentre mi cominciò a dire, «e sarai mentre che tu verrai ne lorribil sabbione. che tu verrai ne lorribil sabbione. Però riguarda ben; sì vederai Però riguarda ben; sì vederai cose che torrien fede al mio sermone». cose che torrien fede al mio sermone».

28 I suicidi (canto XIII) Io sentia dogne parte trarre guai, Io sentia dogne parte trarre guai, e non vedea persona che l facesse; e non vedea persona che l facesse; per chio tutto smarrito marrestai. per chio tutto smarrito marrestai. Credio chei credette chio credesse Credio chei credette chio credesse che tante voci uscisser, tra quei bronchi che tante voci uscisser, tra quei bronchi da gente che per noi si nascondesse. da gente che per noi si nascondesse. Però disse l maestro: «Se tu tronchi Però disse l maestro: «Se tu tronchi qualche fraschetta duna deste piante, qualche fraschetta duna deste piante, li pensier chai si faran tutti monchi». li pensier chai si faran tutti monchi».

29 I suicidi (canto XIII) Allor porsi la mano un poco avante, Allor porsi la mano un poco avante, e colsi un ramicel da un gran pruno; e colsi un ramicel da un gran pruno; e l tronco suo gridò: «Perché mi schiante?». e l tronco suo gridò: «Perché mi schiante?». Da che fatto fu poi di sangue bruno, Da che fatto fu poi di sangue bruno, ricominciò a dir: «Perché mi scerpi? ricominciò a dir: «Perché mi scerpi? non hai tu spirto di pietade alcuno? non hai tu spirto di pietade alcuno? Uomini fummo, e or siam fatti sterpi: Uomini fummo, e or siam fatti sterpi: ben dovrebbesser la tua man più pia, ben dovrebbesser la tua man più pia, se state fossimo anime di serpi». se state fossimo anime di serpi».

30 I suicidi (canto XIII) 4245 Come dun stizzo verde charso sia Come dun stizzo verde charso sia da lun decapi, che da laltro geme da lun decapi, che da laltro geme e cigola per vento che va via, e cigola per vento che va via, sì de la scheggia rotta usciva insieme sì de la scheggia rotta usciva insieme parole e sangue; ondio lasciai la cima parole e sangue; ondio lasciai la cima cadere, e stetti come luom che teme. cadere, e stetti come luom che teme. SIMILITUDINESIMILITUDINE

31 I suicidi

32 Il contrappasso I suicidi hanno rinunciato al loro corpo, che viene loro negato anche nella morte (analogia) I suicidi hanno rinunciato al loro corpo, che viene loro negato anche nella morte (analogia) Come in vita hanno infierito su se stessi, ora a infierire su di loro sono le Arpie (analogia e contrasto) Come in vita hanno infierito su se stessi, ora a infierire su di loro sono le Arpie (analogia e contrasto)

33 Ulisse e il folle volo (canto XXVI)

34 Il contrappasso Ulisse viene inserito tra i consiglieri di frode (inganno), insieme allinseparabile amico Diomede Ulisse viene inserito tra i consiglieri di frode (inganno), insieme allinseparabile amico Diomede La lingua di fuoco da cui sono avvolti ricorda la biforcuta lingua del serpente, lingannatore per eccellenza (analogia) La lingua di fuoco da cui sono avvolti ricorda la biforcuta lingua del serpente, lingannatore per eccellenza (analogia)

35 Ulisse (canto XXVI) Lo maggior corno de la fiamma antica Lo maggior corno de la fiamma antica cominciò a crollarsi mormorando cominciò a crollarsi mormorando pur come quella cui vento affatica; pur come quella cui vento affatica; indi la cima qua e là menando, indi la cima qua e là menando, come fosse la lingua che parlasse, come fosse la lingua che parlasse, gittò voce di fuori, e disse: «Quando gittò voce di fuori, e disse: «Quando mi diparti da Circe, che sottrasse mi diparti da Circe, che sottrasse me più dun anno là presso a Gaeta, me più dun anno là presso a Gaeta, prima che sì Enea la nomasse, prima che sì Enea la nomasse,

36 Ulisse (canto XXVI) né dolcezza di figlio, né la pieta né dolcezza di figlio, né la pieta del vecchio padre, né l debito amore del vecchio padre, né l debito amore lo qual dovea Penelopé far lieta, lo qual dovea Penelopé far lieta, vincer potero dentro a me lardore vincer potero dentro a me lardore chi ebbi a divenir del mondo esperto, chi ebbi a divenir del mondo esperto, e de li vizi umani e del valore; e de li vizi umani e del valore; ma misi me per lalto mare aperto ma misi me per lalto mare aperto sol con un legno e con quella compagna sol con un legno e con quella compagna picciola da la qual non fui diserto. picciola da la qual non fui diserto.

37 Ulisse (canto XXVI) Lun lito e laltro vidi infin la Spagna, Lun lito e laltro vidi infin la Spagna, fin nel Morrocco, e lisola di Sardi, fin nel Morrocco, e lisola di Sardi, e laltre che quel mare intorno bagna. e laltre che quel mare intorno bagna. Io e compagni eravam vecchi e tardi Io e compagni eravam vecchi e tardi quando venimmo a quella foce stretta quando venimmo a quella foce stretta dovErcule segnò li suoi riguardi, dovErcule segnò li suoi riguardi, acciò che luom più oltre non si metta: acciò che luom più oltre non si metta: da la man destra mi lasciai Sibilia, da la man destra mi lasciai Sibilia, da laltra già mavea lasciata Setta. da laltra già mavea lasciata Setta.

38 Ulisse (canto XXVI) "O frati", dissi "che per cento milia "O frati", dissi "che per cento milia perigli siete giunti a loccidente, perigli siete giunti a loccidente, a questa tanto picciola vigilia a questa tanto picciola vigilia di nostri sensi chè del rimanente, di nostri sensi chè del rimanente, non vogliate negar lesperienza, non vogliate negar lesperienza, di retro al sol, del mondo sanza gente. di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la vostra semenza: Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". ma per seguir virtute e canoscenza".

39 Ulisse (canto XXVI) Li miei compagni fecio sì aguti, Li miei compagni fecio sì aguti, con questa orazion picciola, al cammino, con questa orazion picciola, al cammino, che a pena poscia li avrei ritenuti; che a pena poscia li avrei ritenuti; e volta nostra poppa nel mattino, e volta nostra poppa nel mattino, de remi facemmo ali al folle volo, de remi facemmo ali al folle volo, sempre acquistando dal lato mancino. sempre acquistando dal lato mancino. Tutte le stelle già de laltro polo Tutte le stelle già de laltro polo vedea la notte e l nostro tanto basso, vedea la notte e l nostro tanto basso, che non surgea fuor del marin suolo. che non surgea fuor del marin suolo.

40 Ulisse (canto XXVI) Cinque volte racceso e tante casso Cinque volte racceso e tante casso lo lume era di sotto da la luna, lo lume era di sotto da la luna, poi che ntrati eravam ne lalto passo, poi che ntrati eravam ne lalto passo, quando napparve una montagna, bruna quando napparve una montagna, bruna per la distanza, e parvemi alta tanto per la distanza, e parvemi alta tanto quanto veduta non avea alcuna. quanto veduta non avea alcuna. Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto, Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto, ché de la nova terra un turbo nacque, ché de la nova terra un turbo nacque, e percosse del legno il primo canto. e percosse del legno il primo canto.

41 Ulisse (canto XXVI) 141 Tre volte il fé girar con tutte lacque; Tre volte il fé girar con tutte lacque; a la quarta levar la poppa in suso a la quarta levar la poppa in suso e la prora ire in giù, comaltrui piacque, e la prora ire in giù, comaltrui piacque, infin che l mar fu sovra noi richiuso». infin che l mar fu sovra noi richiuso».

42 Ulisse e il folle volo (canto XXVI)

43 Lucifero (canto XXXIV)

44 Lo mperador del doloroso regno Lo mperador del doloroso regno da mezzo l petto uscìa fuor de la ghiaccia; da mezzo l petto uscìa fuor de la ghiaccia; e più con un gigante io mi convegno, e più con un gigante io mi convegno, che i giganti non fan con le sue braccia: che i giganti non fan con le sue braccia: vedi oggimai quantesser dee quel tutto vedi oggimai quantesser dee quel tutto cha così fatta parte si confaccia. cha così fatta parte si confaccia. Sel fu sì bel comelli è ora brutto, Sel fu sì bel comelli è ora brutto, e contra l suo fattore alzò le ciglia, e contra l suo fattore alzò le ciglia, ben dee da lui proceder ogne lutto. ben dee da lui proceder ogne lutto.

45 Lucifero (canto XXXIV) Oh quanto parve a me gran maraviglia Oh quanto parve a me gran maraviglia quandio vidi tre facce a la sua testa! quandio vidi tre facce a la sua testa! Luna dinanzi, e quella era vermiglia; Luna dinanzi, e quella era vermiglia; laltreran due, che saggiugnieno a questa laltreran due, che saggiugnieno a questa sovresso l mezzo di ciascuna spalla, sovresso l mezzo di ciascuna spalla, e sé giugnieno al loco de la cresta: e sé giugnieno al loco de la cresta: e la destra parea tra bianca e gialla; e la destra parea tra bianca e gialla; la sinistra a vedere era tal, quali la sinistra a vedere era tal, quali vegnon di là onde l Nilo savvalla. vegnon di là onde l Nilo savvalla.

46 Lucifero (canto XXXIV) Sotto ciascuna uscivan due grandali, Sotto ciascuna uscivan due grandali, quanto si convenia a tanto uccello: quanto si convenia a tanto uccello: vele di mar non vidio mai cotali. vele di mar non vidio mai cotali. Non avean penne, ma di vispistrello Non avean penne, ma di vispistrello era lor modo; e quelle svolazzava, era lor modo; e quelle svolazzava, sì che tre venti si movean da ello: sì che tre venti si movean da ello: quindi Cocito tutto saggelava. quindi Cocito tutto saggelava. Con sei occhi piangea, e per tre menti Con sei occhi piangea, e per tre menti gocciava l pianto e sanguinosa bava. gocciava l pianto e sanguinosa bava.

47 Lucifero (canto XXXIV) 5760 Da ogne bocca dirompea co denti Da ogne bocca dirompea co denti un peccatore, a guisa di maciulla, un peccatore, a guisa di maciulla, sì che tre ne facea così dolenti. sì che tre ne facea così dolenti. A quel dinanzi il mordere era nulla A quel dinanzi il mordere era nulla verso l graffiar, che talvolta la schiena verso l graffiar, che talvolta la schiena rimanea de la pelle tutta brulla. rimanea de la pelle tutta brulla.

48 Il contrappasso Lucifero, un tempo langelo più vicino a Dio e lessere più bello del Creato, ora è orribile e si trova nel luogo più lontano dal Cielo di tutto lUniverso dantesco (contrasto) Lucifero, un tempo langelo più vicino a Dio e lessere più bello del Creato, ora è orribile e si trova nel luogo più lontano dal Cielo di tutto lUniverso dantesco (contrasto) A sua volta è punizione per i sommi traditori: Bruto e Cassio, traditori della massima autorità politica (Giulio Cesare, primo imperatore di Roma), e Giuda, traditore di Gesù A sua volta è punizione per i sommi traditori: Bruto e Cassio, traditori della massima autorità politica (Giulio Cesare, primo imperatore di Roma), e Giuda, traditore di Gesù

49 Lucifero


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