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L’EURO E L’INTEGRAZIONE FINANZIARIA L’esistenza delle diverse valute nazionali e quindi del rischio di cambio impediscono la piena integrazione dei mercati.

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Presentazione sul tema: "L’EURO E L’INTEGRAZIONE FINANZIARIA L’esistenza delle diverse valute nazionali e quindi del rischio di cambio impediscono la piena integrazione dei mercati."— Transcript della presentazione:

1 L’EURO E L’INTEGRAZIONE FINANZIARIA L’esistenza delle diverse valute nazionali e quindi del rischio di cambio impediscono la piena integrazione dei mercati finanziari Introduzione dell’Euro Eliminazione rischio di cambio fa superare l’ostacolo al libero flusso di servizi e attività finanziarie

2 Prima dell’avvio dell’UEM Peugeot Obbligazione in franchi francesi Volswagen Obbligazione in marchi tedeschi Il tasso di cambio franco/marco poteva variare da un momento all’altro,movimento sui quali le due imprese non avevano influenza Dall’ Eurozona in poi Peugeot e Volswagen emettono obbligazioni nella stessa valuta Resta soltanto il rischio aziendale Con l’eliminazione delle valute nazionali viene meno l’ostacolo alla completa integrazione dei mercati finanziari

3 Ma gli ostacoli sono anche determinati dalle differenze nei sistemi giuridici non solo dalla diversità di moneta INTEGRAZIONE DEI MERCATI OBBLIGAZIONARI Il mercato delle obbligazioni societarie si confronta coi diversi sistemi giuridici dei Paesi dell’Eurozona Eurobond della Peugeot Eurobond della Volswagen Avranno sempre un valore diverso Nonostante siano entrambi espressi in euro Non per il rischio di cambio piuttosto per le eventuali variazioni delle normative nazionali ad esempio sulla tassazione d’impresa

4 INTEGRAZIONE DEI MERCATI AZIONARI Fenomeno dell’home bias (propensione ad acquistare titoli nazionali) Gli investitori acquistano azioni nazionali presenza di valute nazionali estere (rischio di cambio) rischi valutari Con l’euro questa”paura”dovrebbe venire meno i titoli delle società continuano ad essere quotati nei propri mercati nazionali MOTIVI Differenza tra leggi e regolamenti nei vari paesi Diverse norme contabili e fiscali Differenze nella tassazione delle imprese MA

5 Difficile confrontare il valore delle diverse società Persistente difficile integrazioni dei mercati azionari INTEGRAZIONE DEL SETTORE BANCARIO 1. Quota dei prestiti finanziari delle grandi imprese molto più alta per i paesi dell’UEM rispetto a inglesi e americane Germania 32.1% Italia 53.1% Francia 31.2 Regno Unito 27.3% Stati Uniti 9.4% 2.Assenza di integrazione Nell’eurozona le banche straniere nei singoli paesi hanno una quota in media inferiore al 15%....in molti paesi al di fuori dell’Eurozona invece la quota è del del 50%

6 Il settore bancario è un settore nazionale (protettivo) e chiuso Addirittura le fusioni bancarie nei paesi vedono coinvolte banche spesso esclusivamente nazionali QUESITO Come mai le banche sono insensibili all’integrazione e alla globalizzazione? Persistenza di leggi nazionali Il settore è regolato da enti nazionali Gli enti hanno paura di perdere potere sulle banche (a scapito di banche straniere) Quindi c’è ancora strada da fare Elemento positivo Dal 1989 esiste il mutuo riconoscimento: gli stati membri devono riconoscere le istituzioni finanziarie autorizzate dagli altri paesi membri

7 L’IMPORTANZA DELL’INTEGRAZIONE DEI MERCATI FINANZIARI Facilita l’aggiustamento per far fronte a shock asimmetrici Supponiamo la piena integrazione dei mercati finanziari di francia e germania Shock asimmetrico Negativamente la FRA Positivamente la GER S D S D FranciaGermania

8 In FranciaIn Germania Le imprese subiscono perdite e il prezzo delle azioni cade Le azioni delle imprese in Germania vanno verso l’alto Ma sia francesi che tedeschi detengono azioni dell’altro paese in una situazione di MERCATO AZIONARIO INTEGRATO La stessa cosa può accadere con i mutui Diminuzione dei prezzi degli immobili da una parte e probabile boom edilizio dall’altra

9 Come conseguenza: - Nei paesi dello shock negativo i residenti possono mantenere un livello comunque soddisfacente di reddito - Nei paesi dove c’è il boom, invece, i residenti vedono crescere il reddito a un livello inferiore all’output (dovendo”bilanciare”lo shock negativo dell’altro paese) RIPARTIZIONE DEL RISCHIO TRA PAESI Il mercato dei capitali statunitense distribuisce il 48% circa degli shock asimmetrici Il mercato dei paesi dell’UE distribuisce invece il 15% Cosa vuol dire: Se la produzione in Georgia diminuisce del 10%,il mercato dei capitali americano ne restituisce il 5 Se la produzione in un paese dell’UE diminuisce del 10% i mercati europei ne distribuiscono l’1,5

10 L’EURO : UNA VALUTA DI RANGO INTERNAZIONALE (?) Fattori per l’affermazione di una valuta Fattori strutturali Fattori politici,condizionanti e necessari Tra i fattori strutturali : Variabile dimensionale La”grandezza” dell’economia dell’Eurozona,quota dell’output sul totale mondiale (%) UE USA JAP

11 Ma dal punto di vista dei mercati finanziari (valore delle azioni,mln di dollari) UE USA JAP Significa che c’è un vantaggio competitivo degli Stati Uniti per la maggiore liquidità degli investitori L’aspettativa è che l’integrazioni porti a ridurre il divario ma è difficile attualmente pensare a un potere dell’euro anche solo pari a quello del dollaro

12 Altra variabile necessaria : liberalizzazione finanziaria I mercati possono svilupparsi al meglio soltanto in condizioni di concorrenza e libertà di movimento. Se i mercati finanziari sono eccessivamente regolamentati, le innovazioni finanziarie stenteranno e anche lo sviluppo di nuovi prodotti e mercati. Stabilità monetaria e finanziaria come requisito - L’indicatore classico è l’inflazione Misura la stabilità del potere d’acquisto della moneta Si nota che sia Stati Uniti sia UE hanno perseguito un processo disinflazionistico dagli anni ‘90 Mantenendo quindi come obiettivo la stabilità del prezzo, candidando l’euro a forte valuta internazionale Che ci si attende durerà in futuro

13 Ma la stabilità dei prezzi non garantisce anche la STABILITA’ FINANZIARIA come successo al Giappone Stato delle finanze pubbliche Stabilità del sistema finanziario In merito a questo negli anni ’90 gli Stati Uniti hanno avuto più successo nel ridurre il debito pubblico rispetto all’UE Che in Europa data l’assenza di integrazione nella vigilanza bancaria può determinare maggiore fragilità rispetto gli USA Stati Uniti che sono comunque soggetti al rischio data l’espansione dei consumi

14 Da questa analisi vengono a galla alcune lacune che potrebbero impedire all’euro di assurgere quale moneta di rango internazionale Necessità di maggiore integrazione dei mercati come meccanismo di assicurazione contro gli shock Integrazione dei sistemi giuridici Maggiore integrazione politica


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