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Prof.ssa Rosa Amato. L’ambiente nel contesto internazionale 1/4 Per molto tempo il termine AMBIENTE ha indicato ciò che si trova intorno all’uomo. Attualmente.

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1 Prof.ssa Rosa Amato

2 L’ambiente nel contesto internazionale 1/4 Per molto tempo il termine AMBIENTE ha indicato ciò che si trova intorno all’uomo. Attualmente si parla di ambiente come sistema integrato in cui vivono l’uomo e la natura e di cui l’uomo fa parte. Quindi l’azione dell’uno determina la risposta dell’altro e viceversa. Per esempio la combustione degli idrocarburi operata dall’uomo provoca nella natura l’aumento della temperatura. L’impatto dell’uomo sull’ambiente ha provocato il deterioramento delle risorse naturali per cui si è reso necessario, a livello internazionale, stipulare accordi diretti alla salvaguardia dell’ecosistema. I Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto accordi a tutela dell’ambiente promuovendo azioni concrete. Nel 1987 è nata la definizione di sviluppo sostenibile

3 L’ambiente nel contesto internazionale 2/4 LO SVILUPPO SOSTENIBILE consente alle generazioni presenti di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare il loro. Più precisamente la sostenibilità va rapportata a 4 dimensioni: ECONOMICA: capacità di generare, in modo duraturo, reddito e lavoro per il sostentamento della popolazione SOCIALE: la capacità di garantire condizioni di benessere umano (sicurezza, istruzione, socialità) AMBIENTALE: capacità di mantenere nel tempo la qualità e la riproducibilità delle risorse naturali ISTITUZIONALE: la capacità di assicurare condizioni di stabilità, democrazia, partecipazione e giustizia.

4 L’ambiente nel contesto internazionale 3/4 AGENDA 21 : è il documento programmatico più importante nella storia della diplomazia ambientale e sono indicati gli obiettivi da perseguire in tema ambientale nel XXI secolo. Si rivolge alle autorità locali affinchè adottino politiche d’intervento e strategie per realizzare uno sviluppo sostenibile. PROTOCOLLO DI KYOTO: legato alla Conferenza di KYOTO del 1997, stabiliva precisi obiettivi per i tagli delle emissioni dei gas responsabili dell’effetto serra e del riscaldamento globale e fu sottoscritto da più di 160 paesi nella città giapponese.

5 L’ambiente nel contesto internazionale 4/4 (+ aggiornamento) CONFERENZA SUL CLIMA DI PARIGI: tenutasi a Parigi il 28/12/2015, ha stabilito che il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e richiede la massima cooperazione di tutti i paesi con l’obiettivo di accelerare la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra. Per entrare in vigore il 2020, l’accordo deve essere ratificato, accettato e approvato da almeno 55 paesi su 195 che ne hanno discusso(cosa che è avvenuta il 22 aprile 2016 a New York). Prevede: AUMENTO DELLA TEMPERATURA entro i due gradi centigradi CONTROLLI ogni 5 anni dal 2023 in poi TECNOLOGIE VERDI con fondi anche privati DECARBONIZZARE L’ECONOMIA: cioè incentivare l’economia a idrogeno.

6 L’ambiente nel sistema giuridico italiano Al momento della nascita della Costituzione della Repubblica Italiana non vi era una definizione di ambiente e tale vuoto normativo è rimasto a lungo. La tutela dell’ambiente è stata introdotta nella nostra Costituzione solo con la riforma del Titolo V della Cost. che si è occupata di ripartire le competenze relative a questa materia fra Stato e Regioni, attribuendo: Tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali alla competenza esclusiva dello Stato (art. 117 comma 2) La valorizzazione dei beni culturali e ambientali alla competenza concorrente (art. 117 comma 3) In sostanza la tutela dell’ambiente è attribuita allo Stato mentre la valorizzazione dell’ambiente alla competenza concorrente fra Stato e Regioni.

7 Il Codice dell’Ambiente (+ aggiornamento) Nel 2006 è stato varato il Codice dell’Ambiente, voluto dall’allora ministro Brambilla. Esso era formato da 318 articoli con l’obiettivo primario della qualità della vita umana, attraverso la protezione ambientale e l’utilizzazione delle risorse naturali. Nel 2012 la Consulta dello Stato ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di ben 19 articoli e ha riconosciuto in sostanza che il turismo è materia esclusiva delle Regioni e non dello Stato. Con quel Codice il governo interveniva in materia di turismo che la Costituzione affida in via esclusiva alle Regioni.

8 La politica ambientale in Italia 1/2 La politica ambientale comprende l’insieme degli interventi posti in essere dalle autorità pubbliche e dai soggetti privati al fine di disciplinare quelle attività umane che riducono la disponibilità delle risorse naturali o ne peggiorano la qualità e la fruibilità. In Italia una vera politica ambientale nasce nel 1986 che, configurando l’ambiente come un bene pubblico, istituisce il MINISTERO DELL’AMBIENTE come soggetto titolare dell’interesse pubblico ambientale. Esso: Pone fine ad un ventennio di attività ambientali frammentarie Attiva una funzione d’indirizzo nei confronti delle Regioni

9 La politica ambientale in Italia 2/2 Le funzioni del Ministero riguardano: L’individuazione, la conservazione e la valorizzazione delle aree naturali protette, la tutela della fauna e della flora La gestione dei rifiuti e gli interventi di bonifica dei siti inquinati, la tutela delle risorse idriche La promozione di politiche di sviluppo sostenibile nazionali e internazionali La sorveglianza, il monitoraggio e il recupero delle condizioni ambientali La valutazione dell’impatto ambientale, la prevenzione e la protezione dell’inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico

10 Lo sviluppo del turismo e l’ambiente Esiste uno stretto legame fra turismo e ambiente: il turismo deve tener conto della salvaguardia dell’ambiente e quest’ultimo costituisce un’attrattiva turistica. Nei Paesi del sud del mondo il turismo è stato deleterio perché l’ambiente ha pagato con lo sfruttamento del lavoro, la distruzione delle foreste, il traffico illegale di specie animali, distruzione di habitat naturali. Ciò è avvenuto perché in quei Paesi con povertà diffusa il turismo è sembrato uno strumento per guadagni immediati. Questi i danni più diffusi causati all’ambiente: Degradazione dell’ambiente naturale (sfruttamento delle risorse come acqua, suolo, flora e fauna), delle caratteristiche culturali( usi e costumi), della società (contaminazione degli usi che regolano i comportamenti sociali).

11 Il turismo sostenibile e i prodotti turistici Il concetto di turismo sostenibile deriva da quello economico e riguarda la possibilità di progettare e gestire attività turistiche che non comportino una minaccia ma un’occasione per la conservazione del patrimonio ambientale e culturale di un dato territorio. I prodotti turistici sostenibili sono quelli che agiscono in armoni. con l’ambiente, la comunità e le culture locali. L’OMT individua 3 caratteristiche fondamentali del turismo sostenibile: Le risorse ambientali devono essere protette Le comunità locali devono beneficiare di questo tipo di turismo, sia in termini di reddito che di qualità della vita I visitatori devono vivere un’esperienza di qualità

12 Il turismo sostenibile nelle norme italiane : VAS e VIA Al fine di garantire che le attività turistiche italiane siano sostenibili dal punto di vista ambientale, è previsto dalla legge italiana uno strumento: il VAS (valutazione ambientale strategica). Tutte le attività turistiche italiane sono assoggettate al VAS. Per valutare se un’infrastruttura turistica ( porti turistici, villaggi turistici, alberghi, campeggi, piste da sci) è compatibile con l’ambiente si adopera un altro strumento: il VIA (Valutazione di impatto ambientale)

13 TURISMO RESPONSABILE ED ECOTURISMO 1/2 Il TURISMO RESPONSABILE si riferisce all’attività dell’uomo che, mentre agisce e fa turismo, deve porre attenzione agli impatti ambientali. Il turismo sostenibile si riferisce alle infrastrutture e alle loro attività; quest’ultimo privilegia la valutazione dell’impatto ambientale a seguito dell’attività turistica. In Italia l’AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile)è la principale associazione che si occupa di promuovere un turismo responsabile. L’ECOTURISMO nasce quando il turista è consapevole che il suo modo di fare vacanza può avere un impatto positivo. Esso costituisce un modello di sviluppo sostenibile.

14 TURISMO RESPONSABILE ED ECOTURISMO 2/2 Sia i TOUR OPERATOR che le ORGANIZZAZIONI PUBBLICHE aderiscono all’ecoturismo. I tour operator che vi aderiscono hanno il compito di: Fornire informazioni prima e durante il viaggio sulla cultura e l’ambiente di destinazione Offrire guide dettagliate servendosi di esperte guide locali Offrire l’opportunità di entrare in contatto con la comunità locale Offrire alloggi compatibili con lo stile e il design locale Le organizzazioni pubbliche devono: Promuovere l’artigianato locale e la gastronomia locale Organizzare festival ed altri eventi che valorizzino il patrimonio ambientale Conservare l’acqua e altre risorse

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16 La qualità nei servizi turistici La qualità dei prodotti, dei servizi e dei loro processi di produzione e di erogazione è considerata un importante fattore di successo. Tutte le imprese devono garantire che i propri prodotti siano garantiti qualitativamente e che soddisfino le attese dei clienti. Uno dei modelli più diffusi per gestire la qualità dei prodotti si basa sulle norme ISO9000 riconosciute a livello internazionale e applicabili a tutte le imprese. Le imprese che seguono queste norme possono ottenere la CERTIFICAZIONE ossia un riconoscimento formale che il proprio sistema di gestione della qualità sia conforme a quello delle norme di riferimento. Ad esempio un hotel che possiede standard minimi di qualità deve offrire: Due grandi letti con materasso confortevole 4 cuscini per camera e biancheria morbida Bagno ben illuminato con comoda vasca Grande specchio, accappatoio, asciugacapelli, aria condizionata, televisore 21 pollici con telecomando, scrittoio con lampada, Ristorante aperto dalle 7 alle 23 Piscina e lettini a sdraio, parcheggio custodito

17 La certificazione della qualità ambientale Gli strumenti di gestione ambientale maggiormente utilizzati a livello internazionale, europeo e nazionale per ridurre i propri impatti ambientali sono: Le norme ISO :È un sistema internazionale che dimostra che l’organizzazione è certificata e ha un sistema di gestione che tiene sotto controllo gli impatti ambientali delle proprie attività e cerca di mogliorare nel tempo Il sistema EMAS: è un sistema europeo negli anni novanta con lo scopo di contribuire alla realizzazione di uno sviluppo economico sostenibile, portando a migliorare la qualità del servizio turistico in modo da rispettare l’ambiente Il marchio ambientale ECOLABEL

18 Il marchio ECOLABEL 1/3 L’Ecolabel è un sistema volontario di etichettatura ecologica che premia i prodotti e i servizi migliori dal punto di vista ambientale allo scopo di promuovere la produzione, la commercializzazione e l’uso di prodotti con minor impatto ambientale. Grazie a questo marchio europeo (fiore stellato), i consumatori di tutta Europa possono identificare i prodotti verdi. Il marchio Ecolabel si ottiene mediante una valutazione del ciclo di vita del prodotto (Life Cicle Analysis), dall’estrazione delle materie prime fino alla fine della vita del prodotto. Il marchio viene così attribuito solo a quei prodotti e servizi realizzati nel rispetto di precisi e rigorosi criteri ambientali.

19 Il marchio ECOLABEL 2/3 Il marchio Ecolabel NON SI APPLICA a : Medicinali a uso umano e veterinario Prodotti contenenti sostenze tossiche o pericolose per l’ambiente L’Ecolabel per il turismo nasce nel 2003 e si applica alle strutture turistiche e, dal 2005, anche ai campeggi. Sono inclusi anche tutti quei servizi e beni che sono disponibili per il turista (ristorazione, fitness, saune, piscine,gestione di spazi verdi). Per quanto riguarda i campeggi, possono acquisire il marchio Ecolabel se forniti di piazzole attrezzate ed erogazione di servizi di ristorazione e attività creative.

20 Il marchio ECOLABEL 3/3 Per ottenere il marchio, la struttura turistica deve verificare e dimostrare la conformità del proprio servizi, gli organi coinvolti nelle certificazioni sono il Comitato Ecolabel, l’ISPRA (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), i laboratori accreditati. Una volta ottenuto può essere utilizzato come segno di riconoscimento all’interno della struttura turistica esponendolo su una targa, sui foglietti illustrativi o come pubblicità su internet, brochure, ecc Il marchio ha dei costi: dai 200 ai 1200 euro per le spese di istruttoria + i diritti annuali che vanno dallo 0.15% al 50% del volume d’affari annuo

21 L’Eccellenza turistica: la medaglia al merito del turismo La medaglia al merito del turismo è un riconoscimento a quelle persone che contribuiscono in modo efficace a sviluppare il settore turistico e a valorizzare e diffondere l’immagine dell’Italia nel mondo. Può essere di bronzo, d’argento e d’oro. Sono conferite con d.p.c.d.m. su proposta del ministro del turismo il 27 settembre di ogni anno, Giornata Mondiale del Turismo.

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23 I beni culturali nel contesto internazionale ed europeo La Comunità Internazionale ha iniziato ad interessarsi di tutela dei beni dopo il secondo conflitto mondiale con l’obiettivo di salvaguardare i patrimoni storici ed artistici dal danneggiamento e dalla distruzione causati dalle azioni di guerra. La CONVENZIONE DELL’AIA del 1954 rappresenta la principale norma in materia di protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato e definisce beni culturali: i beni mobili ed immobili di grande importanza per il patrimonio culturale dei popoli(monumenti, siti archeologici, opere d’arte, manoscritti e libri, collezioni scientifiche). La CONVENZIONE UNESCO del 1970 persegue l’obiettivo di migliorare la protezione dei beni culturali e di salvaguardare il patrimonio culturale mediante la cooperazione internazionale. L’importazione e l’esportazione di beni culturali sono illecite e sanzionabili. Tali beni per essere trasferiti devono prevedere uno specifico certificato di esportazione legale.

24 La normativa italiana sui beni culturali e paesaggistici 1/5 Deve esistere sinergia tra cultura, ambiente e turismo poiché il patrimonio culturale-ambientale di cui dispone l’Italia rappresenta un forte richiamo per i turisti e nello stesso tempo uno sviluppo disordinato del turismo può causare danni irreparabili ambientali e sociali. I beni culturali e ambientali sono riconosciuti tali dall’art. 9 della Cost. secondo il quale la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione. È tra i principi fondamentali della Costituzione la tutela dei beni ma la promozione e la tutela sono affidati al complesso degli enti pubblici (Regioni ed altri enti locali)

25 La normativa italiana sui beni culturali e paesaggistici 2/5 La riforma del Titolo V della Cost. ha stabilito più precisamente che allo Stato compete, in via esclusiva, la funzione di tutela del beni culturali, mentre la valorizzazione viene attribuita, in via concorrente, a Stato e Regioni. Nel 2004 nasce il CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO che attribuisce alla Repubblica il compito della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale al fine di: Preservare la memoria della comunità nazionale Promuovere lo sviluppo della cultura Assicurare e sostenere la conservazione del patrimonio culturale

26 La normativa italiana sui beni culturali e paesaggistici 3/5 Il CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO fa una distinzione tra patrimonio culturale e bene culturale. In particolare rientrano nel patrimonio culturale sia i beni culturali che i beni paesaggistici. BENI CULTURALI: cose mobili ed immobili che presentano interesse storico, artistico, archeologico, archivistico e bibliografico (musei, pinacoteche, gallerie, archivi, raccolte librarie delle biblioteche statali e appartenenti a privati, cose d’interesse numismatico) BENI PAESAGGISTICI: cose immobili e aree che hanno valore storico, culturale ( ville, giardini, alberi monumentali, parchi, centri storici e bellezze panoramiche)

27 La normativa italiana sui beni culturali e paesaggistici 4/5 L’attività di tutela del patrimonio culturale consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a individuare i beni costituenti il patrimonio culturale e a garantire la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione. Per garantire la protezione il codice ne vieta la distruzione, il deterioramento e il danneggiamento o il cambiamento d’uso che ne compromette la conservazione. Il potere di vigilanza sui beni culturali spetta al Ministero mentre il potere d’ispezione spetta alle Sovrintendenze.

28 La normativa italiana sui beni culturali e paesaggistici 5/5 SCOPERTA FORTUITA : in caso di scoperta fortuita, lo scopritore deve presentare denuncia entro 24 ore alla Sovrintendenza, al Sindaco o all’autorità di pubblica sicurezza. Allo scopritore spetta un premio proporzionale al valore del bene ritrovato. Il Ministero può autorizzare l’uscita temporanea dal territorio dello Stato italiano del bene per la partecipazione a mostre, esposizioni, manifestazioni d’arte, purché siano garantiti integrità e sicurezza del bene stesso.

29 Il turismo culturale 1/2 È quel movimento di turisti, al di fuori della propria area di residenza, perché motivati da un interesse legato alla storia, all’arte, alla scienza o alle tradizioni di vita di una località o una regione. Per offrire questo tipo di turismo non è sufficiente disporre di un patrimonio culturale di rilievo ma valorizzare i beni artistici e culturali. Esistono 3 categorie di viaggiatori: Turista altamente motivato: il turista con elevbato grado d’istruzione che desidera visitare musei e partecipare ad eventi culturali Il turista parzialmente motivato: che abbina alla vacanza in città d’arte l’occasione per fare shopping o vedere amici e parenti Il turista casuale: non pone la cultura come obiettivo principale del suo viaggio

30 Il turismo culturale 2/2 Il CINETURISMO: i turisti vanno a visitare i set e i luoghi che hanno offerto o offrono ancora ospitalità a film e fiction di successo TURISMO MUSICALE: turisti interessati ai teatri d’opera, stadi, spazi all’aperto in cui si svolgono eventi musicali. I tour operator negli ultimi anni stanno offrendo pacchetti turisti di questo tipo.

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32 La tutela del passeggero ferroviario 1/4 Il treno è uno dei mezzi di trasporto più usati dal turista per la sua economicità e per la sua versatilità. In Italia il gruppo Ferrovie dello Stato e formato da due società: Rete Ferroviaria Italiana s.p.a.( che gestisce le infrastrutture) e Trenitalia s.pa. (che gestisce i servizi di trasporto). Il contratto di trasporto obbliga Trenitalia a trasportare il passeggero dal luogo di partenza fino al luogo di destinazione dietro pagamento del prezzo del biglietto. Quest’ultimo, detto titolo di viaggio, può consistere in un documento cartaceo o plastificato o un codice in caso di biglietto tickless. Il viaggiatore può acquistare i titoli di viaggio presso le biglietterie delle stazioni, i rivenditori autorizzati, le emettitrici self-service o su internet. Il viaggiatore deve esibire il biglietto, su richiesta del personale ferroviario, in prossimità della salita e fino all’uscita dalla stazione ferroviaria.

33 La tutela del passeggero ferroviario 2/4 Il passeggero deve ricevere informazioni tramite l’orario ferroviario o mediante strumenti telematici riguardo gli orari, le condizioni di viaggio, assistenza alle persone disabili o con mobilità ridotta, accesso a biciclette, servizi di ristorazione, interruzioni della linea, soppressione dei servizi, scioperi del personale, recupero bagagli smarriti e presentazione reclami. In caso di soppressione del treno, mancata coincidenza per ritardo di altro treno, ritardo all’arrivo superiore a 60 min., Trenitalia consente al viaggiatore 3 soluzioni: Rimborso del biglietto Utilizzo di mezzi sostitutivi Prosecuzione del viaggio con il primo treno utile

34 La tutela del passeggero ferroviario 3/4 Se il ritardo in partenza o in arrivo è superiore a 60 min., il viaggiatore ha diritto: A ricevere pasti e bevande Al pernottamento e al rimborso spese per informare i familiari del ritardo dell’arrivo In caso di ritardo: compreso tra i 60 e 119 min = 25% del prezzo del biglietto (anche per malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione) Superiore o pari a 120 min = 50% del prezzo del biglietto Tali indennità sono riconosciute in denaro ma più frequentemente in bonus da spendere per altro acquisto di titolo di viaggio entro 12 mesi dalla data di effettuazione del viaggio.

35 La tutela del passeggero ferroviario 4/4 Trenitalia è esonerata dalla responsabilità del ritardo in arrivo o dalla non prosecuzione del viaggio nei seguenti casi: Se il viaggiatore al momento dell’acquisto del biglietto era informato del ritardo Se il ritardo è inferiore ai 60 min. Se la limitazione dei servizi di trasporto è dovuta a scioperi (manifestazioni sui binari) Se il ritardo è dovuto a colpa del viaggiatore ( suicidi, incidenti ai passaggi a livello, uso improprio del freno d’emergenza) Incendi, calamità naturali, maltempo, allagamenti e smottamenti Si applicano riduzioni sul prezzo del biglietto per: Gruppi da 10 a 49 pax = 20% Gruppi da 50 pax e oltre = 30%

36 La tutela del passeggero nel trasporto aereo 1/2 Il contratto di trasporto aereo è quello con cui un soggetto, denominato vettore, si obbliga a trasferire, da un luogo all’altro, persone o cose per mezzi di un aeromobile. In caso di cancellazione del volo, il turista ha diritto a rimborso, volo alternativo e assistenza gratuita. Più precisamente: In caso di ritardo alla partenza il regolamento prevede l’obbligo di assistenza tempestiva a favore del passeggero. Se il ritardo supera le 2 ore per tratte fino a km, supera le 3 ore per tratte superiori a km e supera le 4 ore per tutte le altre tratte, il passeggero ha diritto all’assistenza gratuita con somministrazione di pasti e bevande Se il ritardo dovesse superare le 5 ore, la compagnia è tenuta ad offrire la scelta fra rimborso del biglietto e l’imbarco sul volo alternativo Se l’imbarco è rinviato al giorno successivo, il cliente ha il diritto di sistemazione in albergo e di essere trasportato gratuitamente dall’aeroporto al luogo di sistemazione

37 La tutela del passeggero nel trasporto aereo 2/2 Esiste l’assistenza gratuita e la precedenza per le persone con mobilità ridotta, ai loro accompagnatori,cani di accompagnamento, ai bambini a causa della loro situazione di debolezza. In Italia l’ENAC (Ente nazionale per l’aviazione civile) si occupa di regolare le attività di trasporto aereo (controlli sulle norme adottate, disciplina amministrativa, sicurezza dei voli, tutela dei diritti, qualità dei servizi, rispetto dell’ambiente) L’ENAC ha redatto sia la Carta dei diritti del passeggero (vademecum sulla tutela del viaggiatore) sia la Carta dei servizi aeroportuali (la qualità dei servizi che gli operatori portuali devono seguire)

38 Il danno da vacanza rovinata 1/3 I motivi di lamentela più diffusi del turista durante la sua vacanza sono: Programmi di viaggio non rispettati Alberghi di categoria diversa e che offrono servizi non conformi a quelli concordati Mancanza di servizi Villaggi descritti come completamente attrezzati ma non ancora ultimati Negato imbarco sull’aerei, treni che non rispettino gli orari previsti Smarrimento bagagli L’organizzatore ha la responsabilità patrimoniale poiché non ha adempiuto alle obbligazioni assunte, quindi deve risarcire il danno. Egli non è responsabile solo se l’inesatta esecuzione della vacanza è dovuta al comportamento assunto dal turista o da terzi, da caso fortuito cioè fatti imprevedibili, circostanze esterne inevitabili. In tutti questi casi il professionista ha l’onere della prova, cioè deve dimostrare l’esistenza di una causa che lo esoneri dalla responsabilità

39 Il danno da vacanza rovinata 2/3 Se le condizioni contrattuali non vengono rispettate (depliant illustrativo, modalità di viaggio, servizi e sistemazione alberghiera non corrispondenti al contratto) dall’organizzatore del pacchetto, il turista, oltre al risarcimento del danno, può chiedere il risarcimento per il danno da vacanza rovinata. Il danno da vacanza rovinata è il danno derivante per il mancato godimento di un periodo di vacanza adeguato alle proprie prospettive e conseguente ai disagi subiti. I presupposti affinchè si parli di danno da vacanza rovinata sono: Inadempimento o inesatto adempimento da parte dell’organizzatore Gravità dell’inadempimento Durata della parte di vacanza non goduta Irripetibilità dell’occasione Il danno da vacanza rovinata è inquadrato dal legislatore come danno NON patrimoniale

40 Il danno da vacanza rovinata 3/3 Se il pacchetto venduto non ha le caratteristiche richieste, il turista può domandare: La riduzione del prezzo La risoluzione del contratto In entrambi i casi il danno non può essere irrisorio o irrilevante ma deve avere una certa importanza.


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