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Il linguaggio poetico suscita sempre una buona dose di curiosità. Leggiamo volentieri un testo poetico, perché, ai nostri occhi, appare strano, invitante,

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Presentazione sul tema: "Il linguaggio poetico suscita sempre una buona dose di curiosità. Leggiamo volentieri un testo poetico, perché, ai nostri occhi, appare strano, invitante,"— Transcript della presentazione:

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3 Il linguaggio poetico suscita sempre una buona dose di curiosità. Leggiamo volentieri un testo poetico, perché, ai nostri occhi, appare strano, invitante, divertente e, a volte, un po’ misterioso, in quanto non d’immediata comprensione. Il linguaggio poetico suscita sempre una buona dose di curiosità. Leggiamo volentieri un testo poetico, perché, ai nostri occhi, appare strano, invitante, divertente e, a volte, un po’ misterioso, in quanto non d’immediata comprensione.

4 Analizziamo: Caratteristiche Poesia e immagini Verso,strofe, rime Figure retoriche (metafore, similitudini,personificazioni….)

5 Il linguaggio della poesia è diverso da quello della lingua di tutti i giorni. Il poeta sceglie certe parole e usa immagini particolari per comunicare le cose che vuole dire e suscitare impressioni. Ci sono molti elementi che fanno dire di un testo “questa è una poesia”. C’è la caratteristica di essere scritto in versi: dopo alcune parole si va a capo anche se la riga non è completa.

6 Un insieme di versi dà vita ad una strofa. Una poesia può essere composta da una sola strofa o da più strofe. Altra caratteristica molto evidente dei componimenti poetici è la rima, cioè la presenza di suoni uguali nella parte finale di due parole, che sono poste di solito alla fine dei versi. Vi sono però delle poesie scritte senza rima.

7 1)Presentare una poesia VITA GIOCONDA Gioca una schiera di bimbi sul prato. E mite è il giorno. Piena di luce e di carezze, intorno aleggia primavera. Ridono i cieli e l' erbe nuove; senza fronde, pura, biancheggia la virginea fioritura de i mandorli e de i meli. A le finestre chiuse a la gioia de l' aria e del sole, portano i venti olezzi di viole, di timo e di ginestre. Svolan canore le rondini, che amor tutte conduce; salutano coi freschi inni la luce, il nido, il bimbo, il fiore, A. Negri

8 2) Ora notiamo cosa prova l’autrice della poesia: In questa poesia parla del risveglio della natura in primavera Le giornate primaverili sono miti Ridono i cieli cioè il cielo è sereno Le erbe nuove si riferisce all’erba appena nata Alle finestre arriva il profumo della primavera…le viole in fiore, il timo e le ginestre Le rondini cantano mentre volano e salutano con il loro canto la luce, i fiori e i bambini che giocano per strada Lo stato d’animo dell’autrice è la gioia e la felicità

9 1)Analisi della struttura Che tipo di rima incontriamo? Nella poesia incontriamo la rima incrociata perché il primo verso rima con il quarto e il secondo verso rima con il terzo Il ritmo della poesia è: Lento Incalzante Vivace Osserva tutti i primi versi della quattro strofe, sono spezzati. Per quale motivo? Per rallentare il ritmo Per evidenziare alcune parole Quale figura retorica incontriamo? La personificazione perché dice che il “Cielo Ride”

10 Vita di Ada Negri ( ) Nacque da una famiglia molto povera, e può essere considerata la prima scrittrice italiana proveniente dalla classe operaia. Suo padre era un manovale e sua madre, una tessitrice. Ada passò la sua infanzia solitaria, nella loggia da portiera dove lavorava la nonna, osservando il continuo passaggio delle persone, cosa che descrive nel suo romanzo autobiografico, Stella mattutina (1912). Grazie ai sacrifici della mamma, Ada Negri poté studiare, fino ad ottenere un diploma di insegnante elementare. Insegnò, quindi, a partire dal 1888, in una scuola elementare di Pavia. In questo periodo pubblicò le sue prime poesie, raccolte nel volume Fatalità (1892). Dopo il grande successo di questo libro, Ada negri acquistò una certa fama, e le venne attribuito il titolo di "professoressa", per poter insegnare nei licei. Nel 1896 si sposò ebbe una figlia. Pochi anni dopo, i due si separarono, ed Ada, con l'inizio della Prima Guerra Mondiale, si spostò in Svizzera. Nel 1894, vinse il premio Milli per la poesia, e, nel 1931, il premio Mussolini, per la carriera. Nella sua seconda collezione di poesie, Tempeste, uscita nel 1895, affrontò temi sociali rivoluzionari espressi con un linguaggio molto moderato. Dopo le orazioni patriottiche tenute dalla scrittrice, raccolte, nel 1918, in Orazioni, Ada Negri pubblicò Maternità (1904) e Dal profondo (1910), due opere spiccatamente introspettive. A seguito di questo periodo di malinconia, uscì Esilio (1914), e, nel 1917, una raccolta di quattordici racconti, Le solitaire, in cui la scrittrice raccontò la sua modesta visione del mondo, in qualità di ragazza venuta dalla campagna. Nel 1919, uscì Il libro di Mara, a cui fece seguito I canti dell'isola (1924). Uscirono inoltre, Vespertina (1930), un libro di poesie, Finestre alte (1923) e Le strade (1926), entrambi libri di racconti, poi Di giorno in giorno, che contiene una raccolta di meditazioni sulle opere della scrittrice, ed Erba sul sagrato (1939). L'ultima opera conosciuta di Ada negri fu Oltre, uscito postumo, in cui l'autrice propose una sua agiografia di santa Caterina da Siena. Nel 1940, Ada Negri divenne membro dell'Accademia Italiana, e nel 1945 morì. Prima Guerra Mondiale postumo

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