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LA CIVILTA’ CRETESE 6000 a.C a.C.

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Presentazione sul tema: "LA CIVILTA’ CRETESE 6000 a.C a.C."— Transcript della presentazione:

1 LA CIVILTA’ CRETESE 6000 a.C.-1200 a.C.
Realizzato da : Chiara Fierini, Matilde de Pompeis, Mariachiara Di Fiore , Letizia Di Fabio, Ludovica Santarelli, Carlotta Torino- Rodriguez Classe IV D a.s

2 Un po’ di geografia L’isola di Creta si trova a sud-est della Grecia,in una posizione ottimale per il commercio con la Penisola Anatolica e quella Ellenica. È un’isola montuosa ricca di porti naturali. Ci sono segni di danni causati dai terremoti in molte città minoiche e di assestamento del terreno e sommersione dovute alle placche tettoniche in continuo movimento.

3 Anticamente l’isola era divisa in almeno 8 unità politiche
Il nord si pensava, fosse stato governato da Cnosso Il sud da Festo La parte centro-orientale da Mallia Creta è la più grande isola della Grecia Ha una forma stretta e lunga e separa il Mar Egeo dal Mar Libico Il terreno è prevalentemente montuoso Le coste sono molto frastagliate

4 Economia L’attività principale era il commercio, che grazie alla posizione strategica era molto prospero. Scambiavano, con gli altri popoli del mediterraneo e della Mesopotamia, molti prodotti come armi, utensili e ornamenti realizzati in bronzo, oro e argento. Commerciavano vasellame in ceramica di cui erano abili artigiani Si dedicavano all’allevamento del bestiame,all’agricoltura, alla caccia e alla pesca Con i Cretesi si diffuse la coltivazione dell’olivo e della vite che producevano rispettivamente olio e vino. Inoltre l’olio veniva usato come tonificante per i muscoli Creta vantava un gran numero di artigiani, non solo abili vasai ma anche conciatori di pelli, tintori, incisori di avorio, intagliatori di gemme,fabbri e orafi

5 La scoperta di Creta La scoperta del palazzo di Cnosso sull’isola di Creta si deve a sir Arthur Evans, storico ed archeologo Inglese, pioniere delle ricerche sulla civiltà minoica Nel 1893 Evans, dopo alcuni anni di lavoro portò alla luce non solo ciò che rimaneva di un antico palazzo, ma i resti di una civiltà completamente nuova, per la quale coniò il termine «minoica» dal nome del re leggendario. Le fasi delle varie ricerche sono descritte nel libro di Evans il palazzo di Minosse a Cnosso

6 Cenni storici La storia di Creta è una storia molto antica, infatti era abitata già dal neolitico. I tratti più importanti della storia cretese iniziano nel 2200 a.C. quando i nativi cominciarono a costruire i primi palazzi Questo è un periodo molto importante perché segna la scissione tra un momento iniziale in cui si viveva in villaggi dediti all’agricoltura e alla pastorizia e un altro momento in cui comincia a nascere l’agglomerato urbano. Si crea dunque un’ architettura pianificata, con reti stradali, acquedotti e reti fognarie al cui centro di tutto c’era il palazzo. Nasce dunque l’età dei palazzi

7 Fase palaziale Intorno al 2000 a.C. furono costruiti imponenti palazzi tra cui quelli di Cnosso e Festo. Questo segna la fine della fase neolitica. La struttura dei palazzi era labirintica a tal punto che in pochi riuscivano ad orientarsi al suo interno. Secondo Evans è stata proprio questa caratteristica ad ispirare il mito del labirinto e del Minotauro. La costruzione dei palazzi richiedeva una grande manodopera che veniva fornita dagli schiavi; simbolo di una classificazione sociale Alla fase palaziale, segue un altro periodo, quello neopalaziale, durante il quale i palazzi vennero distrutti da eventi naturali e in seguito ricostruiti Infine troviamo la fase micenea, dove i cretesi vennero conquistati dalla popolazione dei micenei

8 La struttura sociale La società cretese era governata da un re, al di sotto del quale sottostavano i sacerdoti, aristocrazia e le classi inferiori formate da mercanti, contadini e artigiani. Infine c’erano gli schiavi. A differenza di ciò che accadeva in altre epoche, come negli egiziani e nei babilonesi, a Creta le classi sociali superiori non opprimevano quelle inferiori e queste ultime non vivevano in condizioni particolarmente difficili La donna ebbe un ruolo importante: partecipava Alla vita sociale e religiosa, ai giochi e alla caccia

9 Il palazzo di Cnosso Una particolarità del palazzo di Cnosso è l’assenza di mura di cinta. Infatti le città non erano in guerra tra loro e non temevano attacchi da parte di altri popoli perché controllavano il movimento delle navi grazie alla supremazia della flotta (talassocrazia) Il palazzo di Cnosso era il centro di una civiltà che si estendeva in tutta l’isola. È formato da un cortile centrale e vari ambienti disposti su più piani, sfruttando le ondulazioni del terreno. Al suo interno sono conservati numerosi affreschi, simbolo di una civiltà legata all’arte.

10 Il mito del Minotauro Il Minotauro è una figura della mitologia Greca, un essere metà uomo e metà toro. Era il figlio del toro di Creta e di Parsifae,regina di Creta. La leggenda narra che Minosse,re di Creta, pregò Poseidone di inviargli un bellissimo toro, promettendo di sacrificarlo in suo onore. Ma il toro era troppo bello e Minosse ci ripensò. Poseidone lo venne a sapere e punì il re e fece innamorare Parsifae del toro. Dalla loro unione nacque il Minotauro. Minosse fece rinchiudere il Minotauro nel labirinto di Cnosso, costruito da Dedalo. Ogni nove anni 7 giovani e 7 fanciulle di Atene dovevano essere offerti in pasto al Minotauro. Teseo, figlio del re Egeo,si offrì volontario con l’intenzione di uccidere il mostro. Arianna , figlia di Minosse, si innamorò perdutamente del giovane Teseo e per evitare che venga ucciso dona lui un filo, il famoso ‘’filo di Arianna’’, in modo che il giovane possa uscire dal labirinto. Teseo sconfisse il Minotauro e salpò con la bella Arianna alla volta di Atene, montando vele bianche in segno di vittoria. Più avanti Teseo abbandonò Arianna su un’ isola. Poseidone,scagliò una tempesta contro la nave, squarciandone le vele e obbligando Teseo a montare quelle nere,segno di sconfitta. Il padre Egeo vide il simbolo di sconfitta e adirato, decise di buttarsi in mare

11 Dedalo e Icaro Quando Minosse scoprì che il Minotauro era stato ucciso, si infuriò con il costruttore del labirinto, l’architetto Dedalo, e lo rinchiuse insieme al figlio Icaro La leggenda narra che Dedalo, uomo molto ingegnoso, riuscì a costruire, per sé e per il figlio, delle ali con le penne degli uccelli, che tenne insieme con della cera. Così abbandonarono il palazzo. Però Icaro, nonostante le raccomandazioni del padre, volò troppo vicino al sole e il calore sciolse la cera, facendolo precipitare in mare.

12 Il mito di Europa A Creta aleggia anche il mito di Europa, principessa fenicia rapita da Zeus per la sua bellezza. Zeus, per attirare la ragazza, si trasformò in un bellissimo toro bianco mentre la fanciulla era intenta a raccogliere i fiori con le ancelle. La giovane Europa si avvicinò incuriosita dalla mansuetudine dell’animale, incominciò ad accarezzarlo e gli salì in groppa Zeus subito fuggì attraversando il mare, giungendo all’isola di Creta. Dalla loro unione nacque Minosse

13 La scrittura Nell’isola di creta sono stati ritrovati vari tipi di scrittura , la più antica è di tipo geroglifico attestata nel disco di Festo ed è risalente al 2000 a.C., ma non è ancora stata decifrata. Poi è seguita un tipo di scrittura più semplice, in parte sillabica e in parte pittografica, detta lineare A, che gli studiosi sono in grado di leggere in piccola parte. Nel XV sec a.C. l’isola venne invasa dai micenei che modificarono la scrittura dando vita alla lineare B, decifrata nel 1952 da Michael Ventris e che la riconobbe come un’arcaica forma di greco antico.

14 La religione I Cretesi erano politeisti: le divinità più importanti erano la dea-madre e il Toro. Tutte le divinità venivano rappresentate dal re-sacerdote. Il valore della donna è testimoniato dalla religione: la divinità più importante del pantheon cretese era la dea-madre,protettrice della terra e della fertilità e adorata anche come signora della montagna o signora dei serpenti. Centrali sono anche il culto delle pietre sacre e quello dell’ascia biforcuta legato al simbolo del toro.(tauromachia=battaglia contro i tori) Anche l’autorità reale era legata al dio-toro: il mìnos è il re-sacerdote, rappresentante del Minotauro.

15 L’arte L’arte era presente in ogni forma della vita quotidiana, dai vasellami finemente decorati, alle statue votive religiose, dall’architettura dei palazzi agli affreschi ornamentali e in tutto l’artigianato locale, simbolo di grande ricercatezza. Infatti anche nelle abitazioni più modeste sono state ritrovate anfore di eccellente fattura e riccamente decorate L’arte minoica riflette sempre un grande interesse per il mondo circostante, specialmente per la natura: sono abbondanti le raffigurazioni di piante come fiori di loto, gigli e palme ma anche soggetti animali come pesci e molluschi. Tali soggetti sono sempre raffigurati con colori vivaci e brillanti che testimoniano il benessere e lo spirito gioioso della popolazione

16 La fine della civiltà minoica
1500 a.C: serie di cataclismi di dimensioni apocalittiche, che misero in difficoltà l’organizzazione palaziale 1400 a.C: forse i Micenei, popolo che si era nel frattempo instaurato in Grecia, grazie alla loro potenza militare conquistano l’isola e si insediano nei palazzi, senza però stravolgere l’assetto del paese 1200 a.C: definitiva fine della civiltà minoica a causa dell’eruzione vulcanica nell’isola di Thera (l’odierna Santorini)


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