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i rami, che sorreggono la chioma Legno, Legna, Legname 2 Le parti della pianta: In un a pianta si possono individuare tre parti ben distinte: le radici,

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2 i rami, che sorreggono la chioma Legno, Legna, Legname 2 Le parti della pianta: In un a pianta si possono individuare tre parti ben distinte: le radici, per mezzo delle quali l’albero trae nutrimento dal terreno e ad esso si ancora; il fusto, che trasporta il nutrimento verso la chioma;

3 Il Legno è il materiale che si ricava dal tronco, dai rami e dalle radici degli alberi. Legno, Legna, Legname 3  Legname se utilizzato come materiale da costruzione.  Legna, se utilizzato come combustibile In base all’utilizzo viene chiamato con più precisione :

4 Le Radici ed i Rami, vengono utilizzati generalmente come Legna da Ardere Legno, Legna, Legname 4

5 Il Fusto viene utilizzato come Materiale da Costruzione Legno, Legna, Legname 5

6 La legna da ardere rappresenta il principale combustibile di uso domestico, per cucinare, per riscaldare gli ambienti per circa un terzo della popolazione mondiale, specialmente in Asia, Africa e America Latina. E’ una risorsa rinnovabile. Legno, Legna, Legname 6 Ricordiamo però, che una risorsa rinnovabile, è limitata dalla superficie di terreno e dal ciclo naturale di crescita

7 Attualmente la legna da ardere viene utilizzata in varie forme: Legno, Legna, Legname 7 Pellet: utilizza prodotti di scarto del settore agricolo e forestale. Composto da minuscoli cilindri ricavati da segatura pressata, trucioli di legname che vengono puliti, frantumati e pressati tramite macchinari. Possono essere utilizzati come combustibile per stufe, camini e caldaie

8 Legno, Legna, Legname 8 Dimensioni: Diametro: 6 mm Lunghezza: 5 cm StoccaggioEssiccazione RaffinaturaEstrusione Raffredda mento

9 Legno, Legna, Legname 9 Bricchetti: Dimensione maggiore rispetto al pellet (diametro 8 cm, lunghezza 28 cm) Utilizzano gli stessi materiali (trucioli, segatura) ma nel processo di produzione può essere aggiunto legno per raggiungere un potere calorifico maggiore

10 Legno, Legna, Legname 10 Bricchetti: A differenza del pellet vengono utilizzati per forni e camini che bruciano legna.

11 Legno, Legna, Legname 11 Cippati: Formato da scaglie di legno sminuzzato in piccoli pezzi di pochi centimetri, viene detto anche “chips”. Ottenuto da macchinari che frantumano il legno.

12 LA STRUTTURA DEL LEGNO

13 Se si seziona il tronco trasversalmente si possono individuare 5 zone diverse: La CORTECCIA; Il LIBRO; Il CAMBIO; La PARTE LEGNOSA (alburno ed il durame); Il MIDOLLO.

14 LA STRUTTURA DEL LEGNO La CORTECCIA: Rivestimento esterno che protegge il tronco dagli agenti atmosferici e dagli insetti.

15 LA STRUTTURA DEL LEGNO Il LIBRO (o floema): Uno strato sottile di fibre lunghe e flessibili. Esso protegge l’albero dall’umidità. In esso scorre la "Linfa Elaborata"

16 LA STRUTTURA DEL LEGNO Il CAMBIO: E’ uno strato elastico da cui di formano ogni anno gli anelli di accrescimento. E’ la zona in cui si crea il nuovo legno che permette all’albero di crescere. Ad ogni anello corrisponde in generale un anno di vita della pianta. Si formano tessuti meno compatti in primavera, più compatti nella stagione estivo-autunnale.

17 LA STRUTTURA DEL LEGNO La PARTE LEGNOSA: E’ uno strato molto ampio che giunge quasi al centro della pianta. In questo strato si ha: -l’ Alburno; -Il Durame. Alburno: ha cellule sia viventi che morte. In esso si verifica il passaggio della linfa grezza (acqua e Sali minerali).

18 LA STRUTTURA DEL LEGNO Poiché le piante si nutrono maggiormente in primavera ed autunno, quando nel terreno sono abbondanti l’acqua ed i Sali minerali e la temperatura esterna varia dai 3 e 35 °C, nel corso di un anno si forma un anello di alburno, di colore chiaro e di grosso spessore corrispondente alle crescita primaverile, ed un altro, di colore scuro e di ridotto spessore corrispondente a quella autunnale, quando minori sono le sostanze nutritive assorbite dalla pianta: si formano così gli anelli annuali che permettono di stabilire l’età della pianta. L’alburno all’inizio dell’inverno viene assorbito dal durame.

19 LA STRUTTURA DEL LEGNO Durame (o cuore): strato più interno, ha cellule morte, dure e compatte. In esso NON scorre linfa. E’ l’alburno invecchiato dal quale si estrae ad esempio il legno massello. E’ più scuro, compatto, duro, pesante e resistente dell’alburno. Il durame consente all’albero di mantenere la posizione eretta. E’ la parte utilizzata nelle industrie

20 LA STRUTTURA DEL LEGNO Midollo: parte centrale del tronco, costituito da cellule molto spugnose che tendono a seccarsi ed a scomparire nelle piante vecchie.

21 LA STRUTTURA DEL LEGNO Le industrie generalmente utilizzano la parte legnosa del tronco. Per alcuni alberi di utilizza la corteccia per la produzione particolari sostanze come i coloranti, sughero e resine.

22 LA STRUTTURA DEL LEGNO Linfa Grezza Linfa Elaborata

23 LA STRUTTURA DEL LEGNO

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25 25 I Legnami si distinguono per le diverse proprietà: Fisiche; Meccaniche; Tecnologiche. LE CARATTERISTICHE DEI LEGNAMI Le proprietà più importanti sono: La massa volumica; Il Disegno; La Durezza; La Resistenza alle diverse sollecitazioni; La Flessibilità

26 26 LE CARATTERISTICHE DEI LEGNAMI La Massa Volumica: La Massa Volumica esprime quanti Kg pesa un dm 3 di legno. In genere si misura in Kg/dm 3 e varia a secondo il tipo di legno e del grado di umidità.

27 27 LE CARATTERISTICHE DEI LEGNAMI Il Disegno: dipende dal colore, dalla tessitura (cioè dalla grandezza dalle cellule che costituiscono i tessuti), dalla venatura, causata dall’alternanza delle zone di accrescimento primaverili e autunnali, e dai nodi, che derivano dall’intersezione dei rami nel tronco. Essi diminuiscono la resistenza dei legnami e rendono più difficile la lavorazione.

28 28 LE CARATTERISTICHE DEI LEGNAMI La Durezza: In base alla quale i legnami si classificano in: DURI (o forti) e DOLCI (o teneri)

29 29 LE CARATTERISTICHE DEI LEGNAMI La Resistenza alle diverse sollecitazioni: Trazione; Compressione; Flessione.

30 30 LE CARATTERISTICHE DEI LEGNAMI La Resistenza alle diverse sollecitazioni: Trazione, Compressione, Flessione.

31 31 LE CARATTERISTICHE DEI LEGNAMI La Resistenza alle diverse sollecitazioni: Trazione, Compressione, Flessione.

32 32 LE CARATTERISTICHE DEI LEGNAMI La Resistenza alle diverse sollecitazioni: Trazione, Compressione, Flessione.

33 33 LE CARATTERISTICHE DEI LEGNAMI Altre Caratteristiche: Il legno è sempre soggetto ad una contrazione per perdita di umidità, e ad una dilatazione per assorbimento di umidità; Neve, vento e gelo possono causare difetti alla forma e alla costituzione del fusto;

34 34 LE CARATTERISTICHE DEI LEGNAMI Alcuni difetti sono dovuti alla cipollatura (distacco tra due anelli annuali) o a nodi marci; Anche gli organismi viventi, come funghi, batteri e insetti, possono alterare la composizione del legno fino a farlo marcire, o scavare gallerie per depositarvi le larve e procurarsi il nutrimento.

35 DALLA FORESTA ALLA SEGHERIA

36 Le operazioni necessarie per trasformare le piante in legname da lavoro sono: 1.Abbattimento; 2.Sramatura, Scorteccaitura, Troncatura; 3.Trasporto; 4.Vaporizzazione; 5.Taglio; 6.Stagionatura.

37 37 DALLA FORESTA ALLA SEGHERIA Abbattimento: generalmente avviene nella stagione invernale, quando l’attività vegetativa è minima. Il tronco viene tagliato alla base, con motoseghe

38 38 DALLA FORESTA ALLA SEGHERIA Sramatura: Taglio dei rami della pianta appena abbattuta. Scortecciatura del fusto: si toglie la corteccia del fusto per facilitare l’essiccazione ed il trasporto. Troncatura: Taglio del tronco per facilitare il trasporto Sramatura Troncatura o Depezzatura

39 39 DALLA FORESTA ALLA SEGHERIA Via mare, soprattutto nelle zone ricche di fiumi; Via aerea, con funi che vanno dal bosco a valle. Trasporto: il trasporto può avvenire via terra, via mare, via aerea. Via terra con autocarri o per ferrovia. Vaporizzazione: La vaporizzazione elimina dal legno tutte le sostanze che possono essere nutrimento per organismi parassiti.

40 40 DALLA FORESTA ALLA SEGHERIA Taglio: i tronchi sono tagliati con seghe meccaniche in tavole o travi Il Taglio

41 41 DALLA FORESTA ALLA SEGHERIA Stagionatura: La stagionatura può essere naturale, e durare anche anni, mettendo in cataste le tavole ed aspettando che l’acqua contenuta nel legno si perda per evaporazione spontanea. Stagionatura Artificiale: E’ effettuata con fumi o aria calda, che essicca rapidamente le cataste. L’operazione dura pochi giorni.

42 I PANNELLI DI LEGNO TRASFORMATO

43 Al giorno d’oggi i pannelli di legno trasformato hanno ormai sostituito quasi completamente il legno massiccio nella costruzione dei mobili. Fanno eccezione i mobili rustici (in pino, abete, castagno) e i mobili in stile (in noce o mogano). Questi pannelli sono leggeri, resistenti, ed hanno un costo molto più basso. Le parti in vista dei pannelli spesso vengono rivestite con legno pregiato (impiallacciature)

44 I PANNELLI DI LEGNO TRASFORMATO Legno Compensato: E’ un legno formato da più fogli sottili incollati tra loro, disposti con le fibre incrociate. Presenta ottima resistenza in tutte le direzioni. In commercio sono definiti compensati quelli composti da 3 strati, con spessore da 3 a 6 mm.

45 I PANNELLI DI LEGNO TRASFORMATO I pannelli che hanno più di tre strati con spessore superiore a 8 mm, vengono detti multistrato. Si utilizzano per costruire mobili, porte, imballaggi,... I legni usati sono il pioppo, il faggio, la betulla, il mogano, il noce. La Produzione del Compensato

46 I PANNELLI DI LEGNO TRASFORMATO Paniforti: Sono pannelli costituiti da un’anima di listelli incollati tra loro rivestiti su ciascuna faccia da un foglio di legno che hanno le fibre tra loro parallele ma perpendicolari ai listelli di legno. Impieghi: Trovano impiego per la costruzione di piani per mobili, porte, pareti divisori.

47 PANIFORTI

48 I PANNELLI DI LEGNO TRASFORMATO I Tamburati sono pannelli di legno formati da un’anima di listelli disposti a nido d’ape, rivestiti da due strati esterni di compensato. Sono più leggeri dei paniforti e possono avere uno spessore maggiore. Hanno gli stessi impieghi dei paniforti.

49 I PANNELLI DI LEGNO TRASFORMATO Pannelli di fibre di legno: Sono conosciuti con il nome di masonite. La produzione è analoga a quella della carta e si impiegano scarti di altre lavorazioni. Il materiale è ridotto in piccoli frammenti e sfibrato in bollitori per mezzo del vapore ad alta pressione. Si ottiene così una poltiglia di fibre di legno che viene ulteriormente raffinata. La Masonite

50 I PANNELLI DI LEGNO TRASFORMATO La poltiglia è versata su uno strato continuo di rete metallica dove perde molta gran parte dell’acqua. Poi passa attraverso una serie di rulli che asciugano il feltro. La lunga striscia formata viene tagliata in pannelli. Prodotti da scarto di altre lavorazioni Riduco il materiale in piccoli frammenti Sfibro il materiale in un bollitore con vapore e alta pressione. Ulteriore Raffinazione Passaggio su rete metallica e perdita di acqua. Taglio dei pannelli Produzione Pannelli

51 I PANNELLI DI LEGNO TRASFORMATO Si possono ottenere pannelli di tipo soffice con ottime proprietà di isolamento termico e acustico Pannelli compressi molto resistenti e impermeabili.

52 I PANNELLI DI LEGNO TRASFORMATO PANNELLI TRUCIOLARI: Per la loro fabbricazione si impiegano legni comuni (es. pioppo) e scarti di segheria, rami e radici, ridotti in trucioli (chips) Che vengono mescolati con resine sintetiche e pressati ad alta temperatura. Si possono ottenere spessori da 3 a 25 mm. Si utilizzano per realizzare mobili rivestendoli con legni più pregiati.

53 I PANNELLI DI LEGNO TRASFORMATO LEGNO LAMELLARE: E’ formato da tavole ottenute dal taglio del tronco, unite tra loro con colle sintetiche ad alta resistenza. Si possono fabbricare travi di diverso tipo per realizzare impianti sportivi, chiese, etc..

54 I PANNELLI DI LEGNO TRASFORMATO LEGNO LAMELLARE: Il sempre più diffuso utilizzo di questo materiale nelle nuove costruzioni è dovuto sia alle sue caratteristiche che consentono soluzioni architettoniche originali, sia alle sue doti di isolamento acustico e termico.

55 COSTRUZIONI IN LEGNO LAMELLARE

56 Legno Lamellare

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