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José Enrique Galarreta

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Presentazione sul tema: "José Enrique Galarreta"— Transcript della presentazione:

1 José Enrique Galarreta
Chi ha conosciuto Dio, Abbà, sa che è perdonato in anticipo. che Dio è un perdono costante una accoglienza incrollabile. È l’applicazione concreta di quanto abbiamo visto domenica scorsa: mi sento amato e rispondo amando; mi sento perdonato e rispondo perdonando. José Enrique Galarreta Testo: Matteo 18, // 24 Tempo Ordinario –A- Musica: Ludwing van Beethoven. Romanza per violino.

2 In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse:
«Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». Pietro presenta a Gesù la questione del perdono. Non si riferisce alla comunità, domanda a titolo personale: “se mio fratello commette colpe contro di me...” Pietro, forse, pensava che stava proponendo un numero esagerato. I rabbini avevano il numero quattro come massimo, così che Pietro probabilmente stava pensando che la sua proposta fosse il colmo della generosità. Il sette indica "molte volte". Pietro offre un perdono generoso, ma nella norma stabilita. A Pietro è balenata la domanda: "se mio fratello commette colpe contro di me ..." Forse non ha pensato che anche lui, Pietro, poteva offendere il fratello. Perdono con facilità? Sono facile a sentirmi offeso? Cerco di non offendere gli altri?

3 E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Gesù corregge con chiarezza Pietro: la questione non è perdonare tante volte, ma perdonare sempre. L’ infinita capacità divina di perdonare deve diventare modello per i seguaci di Gesù. Il perdono è la conseguenza dell’ amore e l’ amore non ha limiti. Gesù rompe la legge e la norma. Passa dal legalismo generoso di Pietro al perdono previo, incondizionato, gratuito, senza misura... di Dio. Gesù, immagine di come è il Padre, ci insegna il perdono e come perdonare. Non c’è niente di più liberante e più esigente dell’ amore-perdono gratuito e senza limiti per tutti e per tutto. Come quello di Gesù.

4 Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. La parabola è esclusiva di Matteo. In Gesù il perdono è presente non solo nelle sue parole ma –soprattutto- nelle sue opere, nella sua vita. Perdona costantemente e fa del perdono uno dei temi basilare della sua predicazione e del suo agire abituale. Non è questione di numeri e di contabilità, ma di cambio di mentalità. Non dobbiamo tener conto delle offense che ci fanno, o che crediamo che ci fanno, né delle volte che abbiamo perdonato mostrandoci generosi. Il perdono agli altri non è la condizione perché Dio ci perdoni, ma la conseguenza del sentire e godere dell’amore e del perdono di Dio.

5 Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: Restituisci quello che devi!. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me e ti restituirò. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?. Il perdono nasce dall’esperienza di sentirsi amati e perdonati. Chi sente la misericordia del Padre, il perdono completo, senza condizioni, la immensa tenerezza con cui Dio avvolge e sostiene, non può calcolare quali debbano essere i limiti del perdono e dell’ accoglienza. Chi non riconosce e dimentica quanto a lui viene perdonato, diventa duro di cuore con se stesso e con gli altri e si rende incapace di perdonare a sé e agli altri.

6 Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». Non si vuol dire che Dio farà con noi come noi abbiamo fatto: ma che noi dobbiamo comportarci con gli altri come Dio si comporta con noi. Dio è Amore. E l’amore è la caratteristica dei discepoli di Gesù: “In questo riconosceranno che siete miei discepoli se vi amate gli uni gli altri". E uno degli aspetti più significativi dell’ amore è il perdono.

7 Come Tu, Padre Su buoni e cattivi, Padre, fai sorgere il sole e mandi la pioggia. Sostieni tutti, a tutti offri il tuo grembo e sussurri parole di vita e tenerezza, senza guardare ai suoi meriti, alla sua bontà o malizia, al suo credo. Ami tutti, Ami l’iniquo, ma detesti l’iniquità. Ami il povero, ma aborrisci la povertà. Ami il presuntuoso, ma ti ripugna l’orgoglio. Incidi in noi le chiavi del tuo cuore, e dà alle nostre viscere i ritmi del tuo amore per rispettare quanti sono diversi, dialogare con i dissidenti, difendere il debole, prestare senza aspettare ricompensa, salutare il camminante, e amare tutti al di là dei nostri gusti e preferenze. Insegnaci, Padre, ad essere come Te. Che tutti possano dire: “Sono figli degni di tale Padre”. Ulibarri, Fl


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