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Arte Ravennate: Mausoleo di Galla Placidia - Battistero Neoniano - S.Vitale - S. Apollinare Nuovo - S. Apollinare in Classe - Mausoleo di Teodorico - Prof.ssa Annamaria Valenza

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Presentazione sul tema: "Arte Ravennate: Mausoleo di Galla Placidia - Battistero Neoniano - S.Vitale - S. Apollinare Nuovo - S. Apollinare in Classe - Mausoleo di Teodorico - Prof.ssa Annamaria Valenza "— Transcript della presentazione:

1 Prof.ssa Annamaria Valenza Mausoleo di Galla Placidia Battistero degli Ortodossi o Neoniano S.Vitale S. Apollinare Nuovo S. Apollinare in Classe Mausoleo di Teodorico

2 Le caratteristiche dell’architettura ravennate sono: Presenza del portico davanti la facciata detto ARDICA Il campanile viene costruito a lato della chiesa, generalmente isolato e di forma cilindrica. Presenza di strutture architravate sostenute da colonne all’interno della chiesa Presenza del PULVINO elemento a forma di tronco di piramide base quadrata rovesciato posto tra il capitello e l’imposta dell’arco Abside poligonale all’esterno e semicircolare all’interno la cupola è nascosta all’esterno da una struttura a forma cubica o di prisma esagonale o ottagonale Il catino dell’abside e la cupola erano costruiti con una tecnica particolare già in uso presso i Romani: la struttura era realizzata con dei tubi o dei vasi di terracotta incastrati l’uno nell’altro e opus cementizio. Prof.ssa Annamaria Valenza

3 Edificato prima del 450 d.C. il Mausoleo era collegato con la basilica di S. Croce ora scomparsa. ESTERNO Il paramento esterno è in mattoni, su ogni lato (tranne che in quello dell’ingresso) sono presenti degli archi ciechi poco profondi, coronati da una ghiera sempre in mattoni. Al di sotto della linea di gronda sono presenti delle cornici, quella centrale è a piccole mensole. I bracci del transetto sono coperti da un tetto a doppio spiovente, la cupola posta all’incrocio tra il transetto e il corpo longitudinale è nascosta all’esterno da una struttura in muratura di forma cubica detta TIBURIO Sia la cupola sia le nicchie sono realizzate con tubi e vasi di terracotta e mattoni. TIBURIO Prof.ssa Annamaria Valenza

4 INTERNO La chiesa è classificata come pianta a croce greca anche se il braccio d’ingresso è più lungo degli altri. L’ interno in contrasto con l’esterno realizzato in modo semplice e spoglio è molto ricco. La parte inferiore è rivestita da lastre in marmo giallo, quasi interamente sostituite alla fine dell’800. Il resto dell’edificio è interamente rivestito a mosaici. Le decorazioni del mausoleo sono dominate dal tema cristiano della redenzione e questo conferma la destinazione funeraria dell’edificio. Prof.ssa Annamaria Valenza

5 La cupola è realizzata in mosaico è caratterizzata da giri concentrici di stelle color oro su fondo azzurro. Al centro è posta la croce di Gesù in oro. Agli angoli della cupola, sempre realizzati in tessere d’oro ci sono i simboli degli Evangelisti. Matteo: AngeloMarco: LeoneGiovanni: AquilaLuca: Bue La cupola è stata costruita con la tecnica dei tubi di terracotta incastrati l’uno nell’altro e opus cementizio. Prof.ssa Annamaria Valenza

6 S. Pietro S. Paolo Nel lunettone di fronte l’ingresso sono rappresentati, al di sotto di un’ampia conchiglia, gli apostoli Pietro e Paolo con delle toghe simili a quelle dei senatori romani, con la mano destra alzata in segno di acclamazione. Sono realizzati simmetricamente ai lati della finestra che è stata realizzata con delle lastre di alabastro Ai loro piedi (sempre simmetricamente ) due colombe ai lati di una fontana dalla quale zampilla l’acqua. Le colombe simboleggiano le anime che attingono e si dissetano all’acqua della vita eterna. Al di sotto, nella lunetta, è rappresentato S. Lorenzo vestito di bianco, con la croce e il libro del testo sacro, si avvia verso una graticola fiammeggiante, strumento del suo martirio. Accanto è posto un armadietto con gli sportelli aperti, dentro sono conservati i testi dei quattro Vangeli. S. Lorenzo Prof.ssa Annamaria Valenza

7 Nella lunetta al di sopra della porta d’ingresso è rappresentata la figura del Buon Pastore con il suo gregge, il Buon Pastore rappresenta Cristo, vestito con una tunica d’oro con due strisce verticali azzurre e un mantello color porpora, la testa circondata da un nimbo dorato, seduto su una roccia con la mano sinistra appoggiata ad un‘ alta croce e con la destra accarezza una delle sei pecorelle che sono rivolte tutte verso di lui. Sullo sfondo un paesaggio roccioso, con alberelli e cespugli, coperto da un cielo con un azzurro degradante verso il basso. Prof.ssa Annamaria Valenza

8 L’edificio è detto anche Neoniano perché è stato fatto costruire nel 459 d.C. dal vescovo Neone. – S.Giovanni in Fonte Esterno Edificio di forma ottagonale si sviluppa in altezza, realizzato in mattoni. Nella parte inferiore sono presenti 4 piccole absidi sporgenti dal poligono, sopra ogni lato sono presenti delle finestre rettangolari ad arco circondate da conci posti a raggiera, superiormente si alternano lesene e archetti ciechi, il tetto nasconde all’esterno la cupola. Prof.ssa Annamaria Valenza

9 Interno Pianta centrale di forma ottagonale. Sono presenti due ordini di arcate sovrapposte poggianti su colonne. Primo ordine sono presenti delle colonne con capitello corinzio, al di sopra è presente il pulvino le colonne sono raccordate da archi a tutto sesto, in asse con le colonne sono rappresentate delle figure maschili racchiuse da medaglioni e intorno delle volute d’acanto. Tra gli archi sono presenti, alternativamente delle specchiature in marmo e delle piccole absidi visibili anche dall’esterno. Prof.ssa Annamaria Valenza

10 Secondo ordine E’ caratterizzato da una grande arcata che racchiude tre archi più piccoli, poggianti su colonnine. Nell’arco centrale, più grande, si apre una finestra, nei dei due laterali più piccoli, sono posti dei rilievi in stucco bianco, precedentemente dipinti con colori, che rappresentano i profeti dell’Antico Testamento. Al di sopra dell’arco centrale sono presenti delle decorazioni floreali in oro su fondo alternativamente blu e rosso Prof.ssa Annamaria Valenza

11 Cupola Costruita con la tecnica dei tubi di terracotta, infilati uno nell’altro, è interamente rivestita con mosaici. S. Giovanni Battista versa l’acqua sulla testa di Gesù che è rappresentato in piedi immerso per metà nelle acque del fiume Giordano, la cui personificazione emerge dalle acque con un panno verde da dare a Gesù. In asse con Gesù è posizionata la colomba dello Spirito Santo. Lo sfondo del clipeo è d’oro Al centro della cupola in un tondo detto CLIPEO è rappresentato il Battesimo di Cristo. Prof.ssa Annamaria Valenza

12 Nella fascia successiva sono rappresentati gli Apostoli, divisi in due schiere con a capo S. Pietro (anziano, con i capelli bianchi) e S. Paolo (stempiato, con la barba), ciascuno di essi porta una corona trionfale. Ogni apostolo è separato da un lungo stelo fiorito, nei volti si è cercato di dare una differenziazione. Lo sfondo lo sfondo è blu (elemento bizantino). Nella seconda fascia la decorazione è senza figure umane. Si fingono portici e absidi all’interno sono raffigurate figure simboliche, troni sormontati dalla croce, troni vuoti e altari con il Vangelo aperto. Prof.ssa Annamaria Valenza

13 La chiesa di S.Vitale venne consacrata nel 547 dal vescovo Massimiano, finanziatore e probabile architetto fu Giuliano Argentario, banchiere di Ravenna. ESTERNO Presenta il paramento murario in mattoni, con pilastri rettangolari posti ai vertici dell’ottagono, ogni lato è a sua volta diviso in tre parti da lesene. In ogni settore è presente una finestra rettangolare ad arco con ghiera in mattoni. Al di sopra è posto il tiburio, anche questo di forma ottagonale, al centro di ogni lato è posta una finestra rettangolare ad arco, incorniciata in un arco a tutto sesto più grande. Prof.ssa Annamaria Valenza

14 Tra i pilastri dell’ottagono interno è posto un doppio ordine di triplici arcate a tutto sesto, con due colonne lisce con capitello e pulvino decorati elemento posto tra il capitello e l’imposta dell’arco a forma di tronco di piramide base quadrata rovesciata. Presenta una pianta ottagonale, separata all’interno da otto grandi pilastri, posti sugli spigoli di un altro ottagono interno. INTERNO I pilastri, rivestiti nella parte inferiore in marmo, reggono la cupola posta su pennacchi elemento in muratura di raccordo tra la cupola e il pilastro o la muratura sottostante, a forma triangolare. Prof.ssa Annamaria Valenza

15 CATINO ABSIDALE Al centro di un fondo d’oro striato sulla sommità da strati di nuvole rosse e azzurre è posto Cristo su una sfera di colore azzurro. Cristo nella mano sinistra tiene un rotolo di pergamena legata con sette laccetti, con la mano destra tiene una corona che deve consegnare a S. Vitale, rappresentato a sinistra accompagnato da un angelo, a destra,sempre accompagnato da un angelo è rappresentato il vescovo Ecclesio che tiene in mano un modellino della chiesa. S. Vitale vescovo Ecclesio Prof.ssa Annamaria Valenza

16 PARETI LATERALI ABSIDE 547 d.C. Nel pannello a sinistra sono rappresentati al centro l’ imperatore Giustiniano e a destra il Vescovo Massimiano tra questi è posto un sacerdote tra (a sinistra )le guardie imperiali armate di scudi e lance, e 2 dignitari di corte e a destra, due sacerdoti. Le figure sono poste tutte frontalmente e i corpi non hanno spessore, tutti hanno il braccio destro piegato e il sinistro nascosto sotto il vestito, tranne il sacerdote che sostiene il vangelo e il sacerdote accanto che sostiene il turibolo, un recipiente per bruciare l’ incenso, la cui mano è rappresentata sopra la cornice, Giustiniano Massimiano Prof.ssa Annamaria Valenza

17 Inoltre sono posti tutti sullo stesso piano e alcuni piedi sono sovrapposti ad altri. Nei volti è stata data una differenziazione, in particolare il Vescovo è rappresentato con le guance scavate e la testa calva, per i soldati invece sono state fatte meno differenziazioni. l’ imperatore Giustiniano porta come offerta il pane. Prof.ssa Annamaria Valenza

18 Nel pannello a destra è rappresentata Teodora con due dignitari di corte. Teodora è rappresentata con un vestito nel cui orlo sono raffigurati i re Magi che portano i doni e nelle mani tiene il calice del vino. Per il viso di Teodora sono state utilizzate delle tessere di mosaico più piccole, per il diadema e per le perle della parte superiore del vestito è stata utilizzata madreperla. Prof.ssa Annamaria Valenza

19 Anche in questo mosaico rimane la fissità delle figure e il frontalismo nonostante siano presenti alcuni accenni spaziali : 1.la porta di scorcio a sinistra 2.il catino di un abside alle spalle di Teodora 3.i drappi di stoffa sulla destra 4.pavimento rappresentato con un campo più lungo L’ imperatore e l’ imperatrice sono stati ritratti mentre portano all’altare le offerte del pane e del vino il giorno della consacrazione della basilica, anche se i regnanti non si recarono mai a Ravenna. Sia Giustiniano sia Teodora sono stati ritratti con il nimbo in quanto l’imperatore era considerato un tramite fra Dio e il suo popolo. Prof.ssa Annamaria Valenza

20 La chiesa venne fatta costruire verso il 505 da Teodorico nelle adiacenze del suo palazzo. Nel IX sec., quando le reliquie di S. Apollinare vennero portate all’interno della chiesa, venne riconsacrata ed ebbe il nome di S. Apollinare. ESTERNO La facciata originale della chiesa in mattoni, era a capanna composita con sulla destra del prospetto, staccato, il campanile cilindrico, alto circa 38 m con apertura dal basso di tre ordini di monofore, tre di bifore e due di trifore. Nel 1500 è stato aggiunto un portico in marmo a cinque arcate che nasconde gli spioventi delle navate laterali. Al di sopra del portico è presente una bifora anche questa aggiunta nel 1500. il campanile inoltre è stato inglobato nel portico. Prof.ssa Annamaria Valenza

21 INTERNO La chiesa è ad aula, divisa in tre navate. Le navate sono divise da 24 colonne con fusto liscio che sostengono archi a tutto sesto, tra questi e il capitello corinzio è inserito il pulvino. Le navate sono arricchite da mosaici: Nella fascia più alta sono posti 13 pannelli che raffigurano la vita di Gesù a questi si alternano dei pannelli con all’ interno una conchiglia sormontata da una croce con a lato due colombe. Nella fascia mediana, al di sotto dei pannelli, vengono rappresentate 13 figure tutte in posizione frontale, in piedi su un terreno erboso, con il nimbo intorno al capo, diverse le posizioni delle mani, del rotolo e del libro. Sono giovani e vecchi, probabilmente sono figure di profeti e di santi. Prof.ssa Annamaria Valenza

22 Nella fascia inferiore della navata di sinistra Sono rappresentate 22 sante (vergini) vestite con tuniche d’oro ricamate sulle quali portano un velo bianco e tra le mani una corona, separate da una palma. Sono lievemente girate di ¾, tutte simili nella posizione, nei gesti, nella statura, nel viso. Sopra ad ognuna c’è scritto il nome. Avanzano precedute dai Re Magi, verso la Madonna che è posta su un trono con il bambino sulle ginocchia con 2 angeli per lato Prof.ssa Annamaria Valenza

23 Nella fascia inferiore della navata di destra Sono rappresentate 26 figure di martiri con una tunica bianca, tra le mani sorreggono una corona e sono separati da una palma. Sopra ad ogni santo c’è scritto il nome. Nel 550 la raffigurazione del palazzo reale venne modificata eliminando le figure di alcuni personaggi, come si può vedere dalle mani rimaste sulle colonnine ( sulla prima, terza, quinta, undicesima ) e aggiungendo delle tende. Prof.ssa Annamaria Valenza

24 La chiesa è stata consacrata nel 459 dal Vescovo Massimiano, finanziatore dell’opera è stato Giuliano Argentario, banchiere di Ravenna e finanziatore di S. Vitale. ESTERNO La facciata con paramento murario in mattoni, presenta un’ardica in parte ricostruita nei primi anni del 1900, divisa in tre parti da lesene. Nella parte centrale, più grande delle laterali, si apre un arco a tutto sesto e due aperture rettangolari ad arco ai lati. Le parti laterali dell’ ardica presentano una trifora. Nella parte alta della facciata corrispondente alla navata centrale si apre una trifora. Staccato dalla basilica, il campanile di forma cilindrica, è caratterizzato da una serie di aperture, partendo dal basso di feritoie, monofore, un ordine di bifore e tre di trifore. Prof.ssa Annamaria Valenza

25 INTERNO La chiesa è ad aula, suddivisa in tre navate. Le navate sono separate da 24 colonne in marmo con fusto liscio che sostengono archi a tutto sesto, tra questi e il capitello corinzio è inserito il pulvino. Lungo i muri della navata centrale, è posta una serie di medaglioni dipinti verso la metà del XVIII sec., che rappresentano la serie cronologica dei vescovi di Ravenna. L’abside è rialzato da una scalinata aggiunta nel 1723 Prof.ssa Annamaria Valenza

26 CATINO ABSIDALE Il mosaico del catino absidale, realizzato prima del 549, anno in cui la basilica fu consacrata. La scena è divisa in due parti: nella parte alta, al centro, in un tondo con il cielo stellato è posta la croce gemmata. Ai lati i profeti Mosè a sinistra ed Elia a destra al centro tra le nuvole è rappresentata una mano ad indicare la presenza di Dio. La seconda parte del mosaico presenta i discepoli Pietro a sinistra, e Giacomo e Giovanni a destra, le tre pecorelle ai lati sotto la croce. In basso al centro S. Apollinare, con le braccia sollevate nell’antico gesto di preghiera, è attorniato da dodici pecore che simboleggiano gli Apostoli. Lo sfondo della parte inferiore caratterizzato da un manto erboso dove alberi, fiori e rocce sono disposti in modo piatto e innaturale, secondo un ordine geometrico distaccato da una visione realistica. Prof.ssa Annamaria Valenza

27 ARCO TRIONFALE La parte superiore dell’arco trionfale è stata realizzata probabilmente, un secolo dopo la costruzione della chiesa (VII sec.) Al centro entro un medaglione circolare, è posta l’immagine di Cristo benedicente, come sfondo un cielo blu con nuvole azzurre e rosse. Ai lati le figure simboliche dei quattro evangelisti. A sinistra l’aquila - S. Giovanni l’angelo - S. Matteo A destra il leone - S. Marco il vitello - S. Luca Prof.ssa Annamaria Valenza

28 L’edificio sia nella forma, sia nelle proporzioni ripropone le caratteristiche degli edifici monumentali dell’architettura romana, inoltre non viene realizzato in muratura come era caratteristico degli edifici a Ravenna ma con conci di pietra d’ Istria ben squadrati e connessi a secco, legati all’interno con perni e grappe in ferro. La struttura del mausoleo si articola in due ordini sovrapposti Quello inferiore, a dieci lati, su ogni lato è caratterizzato da un arco cieco a tutto sesto con conci posti a raggiera tranne l’arco che corrisponde alla porta d’ingresso. L’interno presenta una pianta a forma di croce greca. 526 d.C. Prof.ssa Annamaria Valenza

29 Il secondo ordine, più piccolo, all’esterno è sempre decagonale e all’interno presenta una pianta circolare. E’ circondato da uno stretto ambulacro, in asse con l’apertura del primo ordine è posta un‘altra apertura, sugli altri lati sono presenti 2 elementi ciechi. Prof.ssa Annamaria Valenza

30 Al disopra del secondo ordine l’edificio diventa circolare presenta una trabeazione formata da architrave e fregio lisci e la cornice decorata con un motivo a bassorilievo detto “ a tenaglia” L’edificio è concluso con una copertura che consiste in un unico blocco di pietra istriana del diametro di 11 metri. Ai bordi sono presenti 12 speroni traforati ( sui quali sono scolpiti i nomi dei quattro evangelisti e otto apostoli ) che oltre che per decorazione, probabilmente servirono per ancorare le corde per poter sollevare la copertura. Prof.ssa Annamaria Valenza

31 Nel 493 Ravenna divenne capitale Ostrogota per questo motivo venne dotata di edifici di culto ariani ( seguaci del prete Ario, negavano la natura divina di Cristo ) Il Battistero degli Ariani si ritiene costruito da Teodorico durante il suo dominio (493-526) come battistero dell’antica cattedrale ariana, oggi chiesa dello Spirito Santo, che sorge nelle sue vicinanze. Dopo la cacciata degli Ostrogoti da Ravenna e a seguito della conquista bizantina (540), venne emanato dall’imperatore Giustiniano un editto mediante il quale gli edifici sacri ariani vennero riassegnati alla Chiesa cattolica. Il Battistero, subì nei secoli numerosi rimaneggiamenti, fra i quali la demolizione delle absidiole e il rialzamento del pavimento. Alla fine dell’Ottocento l’edificio era di proprietà privata, aveva perso ogni funzione di culto e si trovava circondato da superfetazioni. Nel 1914 divenne di proprietà dello Stato italiano e tra il 1916 e il 1919 fu interessato da importanti lavori di restauro che fornirono importanti informazioni sull’assetto architettonico originale, a seguito delle quali si ripristinarono ove possibile le parti demolite e si riportò in luce ciò che restava delle antiche costruzioni. Prof.ssa Annamaria Valenza

32 Nel 1667, per intervento del cardinale Cesare Rasponi, venne inglobato ad un adiacente edificio nel quale ebbe funzione di abside e costituì assieme ad esso l’Oratorio della Confraternita della Croce. L’edificio, che si presenta in parte interrato, è a pianta centrale ottagonale. Dal perimetro fuoriescono quattro piccole absidi semicircolari orientate secondo i punti cardinali, delle quali la maggiore, rivolta ad est, è preceduta da un presbiterio. Quello che oggi vediamo è solo la parte centrale della costruzione antica, che appariva più ricca e articolata; originariamente infatti il battistero era circondato da un ambulacro anulare coperto da una volta, che si interrompeva solo sul lato orientale, in corrispondenza dell’absidiola più grande. Sono ancora visibili in corrispondenza delle absidi minori gli arconi che servivano all’innesto delle volte. Prof.ssa Annamaria Valenza

33 Al centro Cristo, immerso nelle acque del Giordano, è rappresentato giovane e imberbe, mentre il Battista a destra, con un abito rovinato e il bastone da pastore simbolo della vita di privazioni del deserto, gli impone la mano sulla testa secondo l’antico rito. Dall’alto scende verticalmente la colomba dello Spirito Santo, ad irrorare con un soffio di luce, il capo del Cristo (secondo altre interpretazioni, acqua lustrale, o un ramoscello d’ulivo, alludendo al ritorno della pace dopo il diluvio). Al centro della cupola il clipeo. Tra due cornici blu una cornice con foglie d’alloro dorate su fondo rosso; all’ interno è raffigurata, la scena del battesimo di Cristo. Prof.ssa Annamaria Valenza

34 A sinistra è collocata la figura di un vecchio con barba e capelli bianchi, rappresentato con torso nudo e la parte inferiore del corpo ricoperta da un drappo verde. La personificazione del fiume Giordano A sinistra è raffigurato un vaso rovesciato dal quale defluisce l’acqua, con la mano destra regge una canna palustre, mentre sulla sua testa spuntano le rosse chele di un granchio, che rappresentano gli elementi della vita acquatica. Nella fascia concentrica che circonda il medaglione è raffigurato un corteo di apostoli, che avanzano con ritmo cadenzato su fondo aureo, intervallati da immagini stilizzate di palme. Prof.ssa Annamaria Valenza

35 Su ognuno di questi veli compaiono lettere greche dette gammadie, si tratta di monogrammi derivanti dal mondo classico pagano che acquisirono poi un importante significato nell’ambito dei simboli e della numerologia cristologica, che però oggi non possiamo più interpretare con sicurezza. Vestiti secondo la foggia degli antichi romani, sorreggono ciascuno una corona, simbolo di vittoria, con le mani ricoperte, in segno di rispetto, da un drappo bianco denominato pallio. Prof.ssa Annamaria Valenza

36 Il motivo iconografico cristiano della cattedra vuota, di origine orientale e denominato etimasia, fa riferimento alla presenza invisibile del Cristo e rappresenta simbolicamente il trono sul quale egli siederà nel giorno del giudizio finale. Qui però l’iconografia è arricchita da elementi nuovi un drappo bianco e un cuscino dove poggia una grande croce latina ornata di gemme. La processione è conclusa a destra da Pietro e a sinistra da Paolo, ben caratterizzati nei volti, e identificati mediante gli attributi canonici: l’uno tiene in mano la chiave e l’altro due rotoli. Sono posti ai lati di un trono riccamente decorato. Prof.ssa Annamaria Valenza


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