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ANTIFASCISMO,ANTINAZISMO L’unità antifascista ebbe come riferimento il PCUS. Nacquero le esperienze dei “fronti popolari” in Francia e Spagna.

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Presentazione sul tema: "ANTIFASCISMO,ANTINAZISMO L’unità antifascista ebbe come riferimento il PCUS. Nacquero le esperienze dei “fronti popolari” in Francia e Spagna."— Transcript della presentazione:

1 ANTIFASCISMO,ANTINAZISMO L’unità antifascista ebbe come riferimento il PCUS. Nacquero le esperienze dei “fronti popolari” in Francia e Spagna

2 FRANCIA E SPAGNA Leon Blum presiede la coalizione tra comunisti, socialisti e radicali, con aumento dei salari,, riduzione delle ore lavorative settimanali a 40, diritto a ferie retribuite. 1938: su pressione dei gruppi industriali e su divergenze con i radicali Blum si dimette 1930 Primo de Rivera e re Alfonso XIII furono allontanati da repubblicani, Baschi, Catalani e partiti di sinistra. Prima battuto (2 anni di governi i destra), nel’36 il “Fronte” vinse le elezioni, ma l’antidemocrazia trovava appoggio nell’esercito

3 GUERRA CIVILE SPAGNOLA 17 LUGLIO ‘36, GUARNIGIONI DELL’ESERCITO DI Francisco Franco insorsero contro il governo. Iniziava la guerra civile, durata 3 anni, causa di massacri e violenze e di morti. A sostegno di Franco, intervennero nazisti e fascisti; Francia, Inghilterra, URSS appoggiarono il “Fronte” che capitolò nel ‘39, con la dittatura di Franco

4 ANTIFASCISMO Parigi 1927, si crea la “Concentrazione antifascista” formata da Socialisti,CGL, Lega italiana per i diritti dell’uomo, “Giustizia e libertà”. Nel ’34, l’organo va in crisi, secondo Santarelli, soprattutto perché esclude i Comunisti e si riduce ad espressione di un dissenso moderato

5 RIPRESA L’assassinio di Carlo Rosselli, la guerra civile spagnola, l’asse Roma-Berlino, l’inizio delle persecuzioni razziali diedero nuova linfa all’antifascismo e, nel ‘28, il Tribunale speciale condanna A.Gramsci a 20 anni, Terracini a 22, Scoccimarro a 20, Roveda a 20, Bibolotti a 18, Nicola a 15, Flecchia a 15, Anita Pusterla a 9, altri dieci a 151 anni.

6 Gentile “Il Mondo” 1 Maggio ‘25 […]l'antistorico e astratto e matematico democraticismo, con la concezione sommamente storica della libera gara e dell'avvicendarsi dei partiti al potere, onde, mercé l'opposizione, si attua quasi graduandolo, il progresso; o come dove, con facile riscaldamento retorico, si celebra la doverosa sottomissione degl'individui al tutto,; o, ancora, dove si perfidia nel pericoloso indiscernimento tra istituti economici, quali sono i sindacati, ed istituti etici, quali sono le assemblee legislative, e si vagheggia l'unione o piuttosto la commistione dei due ordini, che riuscirebbe alla reciproca corruttela, o quanto meno, al reciproco impedirsi

7 …RISORGIMENTO fede che si compose di amore alla verità, di aspirazione alla giustizia, di generoso senso umano e civile, di zelo per l'educazione intellettuale e morale, di sollecitudine per la libertà, forza e garanzia di ogni avanzamento. Noi rivolgiamo gli occhi alle immagini degli uomini del Risorgimento, di coloro che per l'Italia operarono, patirono e morirono; e ci sembra di vederli offesi e turbati in volto alle parole che si pronunziano e agli atti che si compiono dai nostri avversari, e gravi e ammonitori a noi perché teniamo salda la loro bandiera.

8 OVRA… Ottenuto il controllo dell'apparato statale, il Partito Nazionale Fascista iniziò a usare le forze di polizia per reprimere l'antifascismo, inserito nel frattempo come reato nel codice penale di Alfredo Rocco. La repressione dell'antifascismo veniva operata da più apparati: da un lato l'OVRA e la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, corpi creati dal fascismo, dall'altro la polizia e i carabinieri. Secondo quanto affermato da Luigi Federzoni in un discorso alla camera il numero di uomini nelle forze di polizia ascese rapidamente a uomini.

9 Gramsci alla cognata Tatiana Schucht dal carcere di Turi, il 12 ottobre del 1931: « [...] io stesso non ho alcuna razza; mio padre è di origine albanese (la famiglia scappò dall'Epiro durante la guerra del 1821, ma si italianizzò rapidamente). Tuttavia la mia cultura è italiana, fondamentalmente questo è il mio mondo; non mi sono mai accorto di essere dilaniato tra due mondi. L'essere io oriundo albanese non fu messo in giuoco perché anche Crispi era albanese, educato in un collegio greco- albanese. »

10 “Ordine nuovo” L'Ordine Nuovo divenne, per noi e per quanti ci seguivano, "il giornale dei Consigli di fabbrica"; gli operai amarono l'Ordine Nuovo [...] perché negli articoli del giornale ritrovavano una parte di se stessi, la parte migliore di se stessi; perché sentivano gli articoli dell'Ordine Nuovo pervasi dallo stesso loro spirito di ricerca interiore: "Come possiamo diventar liberi? Come possiamo diventare noi stessi?". Perché gli articoli dell'Ordine Nuovo non erano fredde architetture intellettuali, ma sgorgavano dalla discussione nostra con gli operai migliori, elaboravano sentimenti, volontà, passioni reali».

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12 ZAMBONI 31 ottobre 1926, Mussolini subì a Bologna un attentato senza conseguenze personali.L'attentato Zamboni costituì il pretesto per l'eliminazione degli ultimi, minimi residui di democrazia il 5 novembre il governo sciolse i partiti politici di opposizione e soppresse la libertà di stampa. L'8 novembre in violazione dell'immunità parlamentare, Gramsci venne arrestato nella sua casa e rinchiuso nel carcere di Regina Coeli. Dopo un periodo di confino a Ustica, dove ritrovò, tra gli altri, Bordiga, il 7 febbraio 1927 fu detenuto nel carcere milanese di San Vittore.

13 A SAN VITTORE. Qui ricevette, la visita della cognata Tatiana, la persona che si manterrà sempre, per quanto possibile, in contatto con lui. L'istruttoria andò per le lunghe, perché vi erano difficoltà a montare su di lui accuse credibili: fu anche fatto avvicinare da due agenti provocatori - prima un tale Dante Romani e poi un certo Corrado Melani - ma senza successo

14 ……. «un doppio cordone di militi in elmetto nero, il pugnale sul fianco ed i moschetti con la baionetta in canna».Gramsci è accusato di attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato e incitamento all'odio di classe. Il pubblico ministero Isgrò concluse la sua requisitoria con una frase rimasta famosa: «Per vent'anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare»; e infatti Gramsci, il 4 giugno, venne condannato a venti anni, quattro mesi e cinque giorni di reclusione; il 19 luglio raggiunse il carcere di Turi, in provincia di Bari.

15 EPILOGO Lo stesso codice penale dell'epoca, all'art. 176, prevedeva la concessione della libertà condizionata ai carcerati in gravi condizioni di salute. A Parigi si costituì un comitato, per ottenere la liberazione sua e di altri detenuti politici, ma solo il 19 novembre Gramsci venne trasferito nell'infermeria del carcere di Civitavecchia e poi, nella clinica del dottor Cusumano a Formia, sorvegliato in camera e all'esterno. Il 25 ottobre1934 Mussolini accolse finalmente la richiesta di libertà condizionata, ma Gramsci non rimase libero nei suoi movimenti, tanto che gli fu impedito di andare a curarsi altrove, perché il governo temeva una sua fuga all'estero; solo il 24 agosto 1935 poté essere trasferito nella clinica "Quisisana" di Roma. Vi giunse in gravi condizioni: oltre al morbo di Pott e all'arteriosclerosi, soffriva di ipertensione Il 21 aprile 1937 Gramsci passò dalla libertà condizionata alla piena libertà, ma era ormai in gravissime condizioni: morì all'alba del 27 aprile, a quarantasei anni, di emorragia cerebrale, nella stessa clinica Quisisana.

16 IN GERMANIA Gruppo degno di nota è il cosiddetto “Circolo di Kreisau”, guidato da Helmut von Moltke, che elaborò una bozza di nuova Costituzione. Questo circolo di ispirazione social- democratica, come altri, aborriva però la violenza e non riusciva a trovare una soluzione al problema fondamentale di eliminare Hitler. In un documento anonimo del periodo si legge: «Dobbiamo affrontare le SS, attaccare i loro camion e liberare i nostri amici? Ma le SS sono armate e noi non lo siamo. Nessuno può darci un’arma; e se qualcuno lo facesse, non sapremmo come usarla. Non siamo degli assassini. Nutriamo venerazione per la vita umana. Questa è la nostra forza, e la nostra debolezza.» I tirannicidi non sono fatti di questa pasta….

17 ORCHESTRA ROSSA Tra i circoli di ispirazione comunista, sopravvissuti per un certo tempo alle repressioni dei primi anni del regime, il più noto e praticamente unico è la cosiddetta “Orchestra Rossa” (Rote Kapelle). In realtà furono due i gruppi con questo nome; il primo era un circolo spionistico diretto dall’Unione Sovietica, il secondo era autonomo e completamente tedesco. L’attività di quest’ultimo consistette soprattutto nel tentare di far conoscere all’estero i crimini nazisti e in azioni di volantinaggio. Nel 1942 anche i gruppi “Rote Kapelle” erano stati distrutti dalla Gestapo.

18 Rosa Bianca Tra questi piccoli groppI furono assai rari quelli che si spinsero un po’ più in là facendo propaganda attiva anche al di fuori della cerchia degli affiliati. Tra questi il più noto è probabilmente quello della “Rosa Bianca”, attivo in Baviera e composto da sei giovani studenti o ex studenti universitari, attivisti cattolici, e da un loro professore (alcuni dei giovani avevano avuto esperienza diretta della guerra operando nei reparti medici). Tra il 1941 ed il ’43 pubblicarono e distribuirono sei diversi opuscoli inneggianti al pacifismo e alla resistenza passiva. Nel 1943 cominciarono ad operare in maniera più attiva (ormai sui loro ultimi due opuscoli si leggeva “Il movimento di resistenza in Germania) e sempre più scoperta.

19 SOPHIE SCHOLL Infiammati da una piccola sommossa spontanea degli studenti dell’università di Monaco in seguito ad una sciovinista arringa del Gauleiter (più o meno “sindaco”), i membri della Rosa Bianca decisero di lasciare alcune migliaia di volanti all’interno dell’Università. Sophie Scholl con un gesto di grande coraggio e temerarietà decise addirittura di lanciare gli ultimi volantini dalle scale dell’università sui sottostanti studenti. Lei ed il fratello (iniziatore del gruppo) vennero subito arrestati e stessa sorte toccò immediatamente dopo a Christof Probst. Gli altri detenuti e i carcerieri, negli anni seguenti, raccontarono che i tre mantennero sempre una dignità straordinaria e morirono quasi col sorriso sulle labbra. All’arresto e l’esecuzione (per decapitazione) dei fratelli Hans e Sophie Scholl e di Probst, seguirono gli altri giovanissimi componenti della Rosa Bianca: Alex Schmorell, Willi Graf ed il professor Kurt Huber (riuscì a salvarsi Jurgen Wittenstein che riuscì fortunosamente a sfuggire alle maglie della indagini della Gestapo ritornando nell’esercito a combattere sul fronte italiano); pesanti condanne vennero inferte a chi con essi aveva avuto anche semplici contatti: probabilmente fu la fine della guerra a salvare alcuni di quest’ultimi

20 SABOTAGGIO Alti funzionari civili, come Hans Bernd Gisevius e Hans von Dohnanyi, entrambi del controspionaggio, organizzarono, nel biennio 1941/42 una rete clandestina per l'espatrio degli Ebrei prima di pagare con la vita il loro coraggio. La Resistenza si espresse anche attraverso il sabotaggio nelle fabbriche, all'interno delle Forze Armate e contro le linee ferroviarie. Molti oppositori del regime cercarono di sabotare, prevenire o abbreviare la guerra informando i governi stranieri delle date previste per gli attacchi contro i loro paesi. Le Chiese erano organizzazioni che godevano di una certa indipendenza

21 TESTIMONI DI GEOVA Uno dei capitoli più tristi della resistenza contro Hitler è il comportamento delle chiese cattoliche e protestanti. C'erano sì dei preti e dei vescovi coraggiosi che criticarono il regime inumano di Hitler anche in pubblico, o aiutarono gli ebrei, ma purtroppo rimasero eccezioni, la maggior parte delle gerarchie delle due chiese rimase "neutrale" nei confronti di Hitler o collaborò addirittura più o meno apertamente con le autorità naziste. Personaggi come il teologo protestante Dietrich Bonhoeffer, il gesuita Rupert Mayer o il coraggioso vescovo cattolico Von Galen sono degli esempi purtroppo non tipici per il comportamento dei rappresentanti delle due chiese. Solo una comunità religiosa ha resistito fermamente fin dall'inizio, i Testimoni di Geova: su appartenenti di questa piccola comunità furono arrestati , e più di furono assassinati.

22 GIOVENTU’ CONFEDERATA La HJ, sempre più totalitaria - Persecuzione anche della Gestapo Il 1 dicembre 1936 Hitler firmò la legge sulla gioventù hitleriana, che cercava di istituire il carattere legislativo della pretesa totalitaria della HJ. In conseguenza di ciò la dirigenza della HJ rinforzò la sua lotta contro la sopravvivenza illegale della gioventù confederata, di cui Schirach aveva dichiarato già nel 1934: "Ciò che si chiamava movimento giovanile tedesco, è morto"... Malgrado le persecuzioni permanenti esistevano non soltanto ancora gruppi illegali di "confederati" ma ne nascevano nuovi che cercavano contatti con gli altri al di là delle vecchie divergenze.

23 PIRATI DELLA STELLA ALPINA Un esempio tipico dell'opposizione giovanile sono i cosiddetti "pirati della stella alpina". Durante alcuni interrogatori, la Gestapo "scoprì" una insegna, portata da tanti giovani opposti alla HJ e al nazismo. In questa denominazione un po' strana vediamo due elementi: il "pirata" era nel movimento giovanile, lontano dalla realtà storica, un simbolo romantico della "libertà". Non ci sono soltanto tante canzoni che cantano della "libertà dei mari", ma c'erano anche gruppi giovanili che si chiamavano "pirati". Conosciuti per esempio erano a Düsseldorf i "Kittelsbachpiraten". Essi avevano combattuto prima del 1933 accanto alla SA nazista contro i comunisti. Dopo lo scioglimento nel 1933 i membri non obbedirono all'ordine d'entrare nella HJ, ma rimasero uniti. La HJ e la Gestapo perseguitarono i "Kittelsbach-Piraten" illegali con grande sforzo propagandistico e così li resero popolari fra i giovani operai che ammiravano i Kittelsbach-Piraten come "uomini forti" che vincevano in ogni rissa...

24 GLEN MILLER Scoprivo così Glenn Miller e il fascino dei ritmi della sua musica - in mezzo ai terrori della guerra. La HJ e la Gestapo temevano estremamente una opposizione singolare: ad Amburgo (e anche nei paesi occupati, p.e. a Parigi) gruppi di giovani (di famiglie della media ed alta borghesia!) si entusiasmavano per la musica "Swing": per essi era l'espressione di uno stile di vita tanto lontano dall'ideologia nazista. Himmler stesso, il capo delle SS, si occupò della persecuzione degli "Swingboys" e comandò l'eliminazione totale di quei gruppi. I nazisti si confrontarono col fenomeno di una resistenza allegra, ironica, già petulante, non politica, e oltre ciò parte di un "movimento" internazionale e "anglofilo".

25 IN AUSTRIA L’attività di resistenza consisteva prevalentemente in propaganda, soprattutto, ma non solo, nelle fabbriche, raccolta di denaro per i perseguitati, lotta partigiana. Si trattava comunque sempre di iniziative clandestine. In un solo caso vi fu una manifestazione di aperto dissenso al regime: il 7 ottobre 1938 a Vienna, quando circa cattolici convennero in piazza S. Stefano in occasione della Festa del Rosario, e presero a protestare contro le violenze nei confronti della Chiesa cattolica. La repressione fu brutale come sempre: botte, arresti, reclusioni in campo di concentramento.


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