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LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Progetto Legnano Amica Presentazione Legnano 12 gennaio 2007.

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Presentazione sul tema: "LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Progetto Legnano Amica Presentazione Legnano 12 gennaio 2007."— Transcript della presentazione:

1 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Progetto Legnano Amica Presentazione Legnano 12 gennaio 2007

2 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio Argomenti  Politiche temporali, riferimenti legislativi e elementi generali del Piano Territoriale degli Orari  Il Progetto Legnano Amica  Prossimi passi

3 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio Politiche temporali, riferimenti legislativi e elementi generali del Piano Territoriale degli Orari

4 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio Politiche temporali: cosa sono  Il progetto Legnano Amica si iscrive in quel nuovo fronte delle politiche urbane che prende il nome di politiche temporali e che è il frutto di un percorso sociale, politico-amministrativo e legislativo avviato a metà degli anni 80 in Italia e in Europa Cosa sono le politiche temporali? L’insieme delle azioni avviate e gestite dai Comuni per promuovere il coordinamento e l’armonizzazione dei tempi e degli orari della città e del territorio

5 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio Politiche temporali: obiettivi e attori Obiettivi: migliorare la qualità della vita delle persone favorendo la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro migliorare la vivibilità delle città attraverso l’organizzazione degli orari dei servizi per favorirne l’accesso e una migliore qualità degli spazi pubblici migliorare la qualità e fruibilità del territorio per uno sviluppo sostenibile Attori: tutte le persone, le istituzioni, le imprese e le associazioni che sono portatori di specifici interessi ed esigenze verso l’armonizzazione degli orari urbani con i loro comportamenti contribuiscono a determinare i tempi della città

6 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio I principali riferimenti legislativi nazionali  Legge 267/2000 assegna al Sindaco il potere di coordinare gli orari dei servizi pubblici per orientarli ai bisogni temporali degli utenti  Legge 53/2000: regolamenta i compiti delle amministrazioni locali in materia di “Tempi delle città”, istituendo un Fondo nazionale di finanziamento e assegnando funzioni specifiche a REGIONI e COMUNI assegna alle REGIONI la funzione di definire con proprie leggi le norme e i criteri attraverso cui i Comuni possano coordinare gli orari di uffici, servizi pubblici ed esercizi commerciali e promuovere l’uso del tempo per fini di solidarietà sociale, prevedendo finanziamenti per i Comuni che predispongono e attuano misure temporali assegna ai COMUNI la funzione di coordinare e riorganizzare gli orari cittadini attraverso la predisposizione e attuazione di un Piano Territoriale degli Orari e stabilisce l’obbligatorietà del Piano Territoriale degli Orari per i Comuni con popolazione superiore ai abitanti

7 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio La legge regionale 28/2004  Promuove “il coordinamento e l’amministrazione dei tempi e degli orari della città al fine di sostenere le pari opportunità fra uomini e donne e favorire la qualità della vita attraverso la conciliazione dei tempi di lavoro, di relazione, di cura parentale, di formazione e del tempo per sé delle persone che risiedono sul territorio regionale o lo utilizzano, anche temporaneamente”  Promuove e sostiene con finanziamenti ad hoc l’adozione dei Piani Territoriali degli Orari da parte dei Comuni, singoli o associati

8 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio Il Piano Territoriale degli Orari  E’ un documento di indirizzo strategico che deve realizzare il coordinamento e l’armonizzazione dei tempi e degli orari della città  Ha un orizzonte temporale triennale  Deve raccordarsi con gli strumenti di programmazione e pianificazione del territorio  Si articola in politiche e progetti, anche sperimentali o da attuarsi gradualmente  Va costruito con la collaborazione dei dirigenti e dei funzionari degli Uffici  Deve prevedere il ricorso a modalità di coinvolgimento degli attori istituzionali e non, dei cittadini/e, e più in generale dei portatori di interesse  Deve essere approvato dal Consiglio Comunale

9 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio Il Progetto Legnano Amica

10 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio Caratteri generali del Progetto Tipologia  è promosso dal Comune di Legnano con il sostegno di un finanziamento della Regione Lombardia di euro Durata  ottobre 2006 – ottobre Entro tale data deve essere approvato dal Consiglio Comunale Coordinamento  Assessorato Attività Educative, Formazione professionale e pari Opportunità (Assessore Rosamaria Codazzi) Partnership di progetto  Euroimpresa Legnano S.c.r.l., l’agenzia di sviluppo territoriale partecipata dal Comune che segue alcune fasi operative del progetto

11 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio Obiettivi del Progetto Riorganizzare i tempi e gli orari dei servizi pubblici e privati in funzione delle esigenze della domanda piuttosto che dell’offerta Incentivare l’utilizzo degli strumenti informatici e telematici a supporto dell’attività amministrativa comunale Definire e istituire la struttura comunale trasversale per il governo del Piano Territoriale degli Orari Accrescere le competenze dei referenti comunali coinvolti nella realizzazione e nella gestione del Piano Sperimentare la modifica dell’orario di un servizio conciliativo strategico PROGETTO LEGNANO AMICA Predisporre il Piano Territoriale degli Orari della città e promuoverlo presso i cittadini e la generalità degli stakeholders

12 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio Parole chiave del Progetto  Conciliazione, tra tempi di lavoro, tempi di cura  Pari Opportunità, attraverso l’attenzione ad una cultura del tempo specificamente femminile  Partenariato, come corollario del principio di sussidiarietà  Semplificazione, della vita dei cittadini e degli operatori economici nel rapporto con l’amministrazione pubblica  Logica di sistema, come visione a largo raggio sull’insieme dei fattori che influenzano la vita quotidiana dei cittadini e delle cittadine

13 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio “approcci” allo sviluppo del Progetto 1.Approfondimento conoscitivo. Analisi comparata della domanda/offerta dei servizi pubblici e di interesse pubblico dislocati sul territorio comunale dal punto di vista degli orari e delle modalità di accesso questionario di rilevazione rivolto agli uffici comunali questionario di rilevazione rivolto agli enti/aziende/associazioni di interesse pubblico dislocati sul territorio comunale questionario ad un campione di utenti 2.Rappresentazione sperimentale dei dati attraverso il SIT. Costruzione di mappe tematiche temporali supportate informaticamente da rendere disponibili ai cittadini per facilitare l’accesso alle informazioni agli attori istituzionali per supportarne le scelte 3.Coinvolgimento e concertazione. Verranno attivate modalità di ascolto e di concertazione con tutti gli assessorati e gli uffici del Comune (front e back office) coinvolti nella riorganizzazione degli orari e delle modalità di accesso ai servizi con gli enti/le aziende/le associazioni operanti sul territorio interessati in una strategia di miglioramento della vivibilità della città

14 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio “approcci ” allo sviluppo del Progetto 4.Comunicazione e Sensibilizzazione. La sostenibilità nel tempo del Piano degli Orari e del suo governo è strettamente legata all’attivazione dell’interesse e della partecipazione dei principali destinatari del Piano, i cittadini e le cittadine di Legnano, tutti coloro che “abitano” anche temporaneamente la città e gli operatori economici. Gli strumenti: pagine web del sito comunale per un aggiornamento continuo sullo stato di avanzamento del Piano “sportello virtuale” presso l’URP, dove i cittadini potranno inoltrare osservazioni e richieste e consultare i documenti di Piano incontri con associazioni per sollecitare la proposta di temi da valutare e inserire negli sviluppi successivi del Piano rapporto con i media locali e sovralocali 5.Integrazione con gli altri strumenti di programmazione. Il PTO non è uno strumento che “si aggiunge” agli altri ma si propone di assicurare un efficace raccordo con tutte le iniziative promosse dal Comune che hanno effetti sulla qualità urbana e sull’accessibilità ai servizi Agenda 21 Progetti di valorizzazione urbana Piano dei Servizi Agenda dei territori per la conciliazione …..

15 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio Il ruolo atteso degli stakeholders  Partecipare operativamente alla fase di approfondimento conoscitivo  Condividerne i risultati e l’analisi delle criticità  Contribuire alla definizione delle strategie del Piano Territoriale degli Orari  Partecipare alla fase di attuazione del Piano, attraverso la partnership in progetti di miglioramento

16 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio Indicazioni sui tempi di sviluppo del progetto Attivitàott/ dic genfebmaraprma g giulugagosetott Progettazione esecutiva Convegno pubblico  Rilevazione sull’offerta di servizi Rilevazione sulla domanda Mappe tematiche e criticità Condivisione dei risultati con la città  Speriment. modifica orario Elaborazione PTO Approvazione Consiglio comunale  ProgettazioneSperimentazione

17 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio I prossimipassi I prossimi passi

18 LEGNANOAMICALEGNANOAMICA Presentazione del PTO Legnano, 12 gennaio Agenda a breve  Avvio della rilevazione sulla struttura attuale dell’offerta di servizi (orari, canali di accesso, accessibilità spaziale) dichiarazione di disponibilità di enti/aziende/associazioni pubbliche o di interesse pubblico  Lancio dell’indagine diretta sulla domanda  Elaborazione informatica dei dati e costruzione delle mappe tematiche e individuazione delle criticità  Presentazione e condivisione dei risultati con gli stakeholder


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