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1 STORIA DELLA CROCE ROSSA e PRINCIPI DI DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO ORNELLA COLLI CRI gennaio 2007.

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1 1 STORIA DELLA CROCE ROSSA e PRINCIPI DI DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO ORNELLA COLLI CRI gennaio 2007

2 2 Storia della Croce Rossa: i fondatori I FONDATORI Henry DUNANT, cittadino svizzero, è il vero artefice della fondazione della Croce Rossa. Nato l’8 maggio 1828, Dunant già in giovane età impara a conoscere gli aspetti meno facili della vita umana, dal momento che il padre dirige l’orfanotrofio di Ginevra. Diciottenne, visita regolarmente malati e bisognosi e i detenuti delle prigioni.

3 3 Storia della Croce Rossa: i fondatori Dietro raccomandazione del padre, comincia un apprendistato bancario e a 30 anni viene inviato in Algeria da una Compagnia Svizzera. Là Dunant fonda una società cerealicola; dovendo chiedere alle autorità francesi l’autorizzazione per disporre dell’acqua e del terreno, ottiene un colloquio personale con Napoleone III, in quel momento impegnato in Italia contro gli austriaci. Dunant si trova dunque sul campo della battaglia di Solferino (24 giugno 1859), in occasione della quale si prodiga per aiutare i feriti di entrambi gli schieramenti: francese ed austriaco. In memoria di questo terribile evento e per cercare di affrontare il problema dell’insufficienza dei servizi sanitari militari, pubblica il libro Un ricordo di Solferino (1862).

4 4 Storia della Croce Rossa: i fondatori In seguito al successo del libro, DUNANT insieme con il giurista Gustave MOYNIER, i medici Louis APPIA e Theodore MAUNOIR, e il generale Guillame HENRY, costituisce il Comitato dei Cinque (febbraio 1863; diventato poi dal 1876 C.I.C.R. Comitato Internazionale della Croce Rossa). Il Comitato raccoglie a Ginevra il 29 ottobre 1863 i rappresentanti di 14 governi in una conferenza che discute i temi della sanità e dei soccorsi in tempo di guerra. Il 29 ottobre 1863 è la nascita della Croce Rossa. Ma il momento veramente decisivo è la Conferenza Diplomatica del 22 agosto 1864 che approva la Convenzione di Ginevra per il miglioramento della sorte dei feriti di guerra.

5 5 Storia della Croce Rossa: i fondatori Intanto una cattiva gestione degli affari in Algeria, portano Dunant al fallimento. Il Comitato dei Cinque lo esclude dalla Croce Rossa. Dopo anni di desolazione a Parigi, Dunant torna in auge dopo la guerra franco – tedesca del 1870 – 1871, con alcune conferenze sui temi della Convenzione di Ginevra. Infine, dopo un lungo periodo di anonimato e solitudine in un ospedale del Cantone di Appenzell, viene riconosciuto da un giornalista che lo riporta alla ribalta internazionale. Nel 1901 gli viene attribuito il Premio Nobel per la pace; egli offre il suo premio ad opere di carità. Muore il 30 ottobre 1910 e riposa a Zurigo.

6 6 Movimento internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa La Croce Rossa Internazionale dà origine, mutando la sua denominazione, nel 1986 all’attuale Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Del Movimento fanno parte: il C.I.C.R., Comitato Internazionale di Croce Rossa (1876) la Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (nata nel 1919, come Lega delle Società Nazionali di Croce Rossa, dopo il grande impegno della Prima Guerra Mondiale, per meglio coordinare gli interventi delle differenti Società nazionali) le Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

7 7 Movimento internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Il C.I.C.R. svolge i seguenti compiti: 1.Fornisce protezione e assistenza alle vittime dei conflitti armati 2.Pone in essere contatti diplomatici nei conflitti per vigilare sul rispetto delle norme Diritto Internazionale Umanitario e per porre fine ad eventuali violazioni

8 8 Movimento internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa 3.Attraverso le sue delegazioni internazionali, compie negli Stati teatro di conflitti: Attività specifiche di controllo e protezione delle persone coinvolte, attraverso visite agli ospedali, ai campi di prigionia, ed altri luoghi di detenzione Relazioni alle potenze detentrici, con i rilievi di eventuali violazioni delle norme di DIU Attività di carattere sanitario e di supporto logistico e tecnico.

9 9 Movimento internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa 4.Attraverso l’ Agenzia Centrale delle Ricerche nelle vicende di guerra o di calamità raccoglie informazioni sull’identità delle vittime, compilando liste dei feriti e dei prigionieri, registra le notizie ricevute su ciascuna persona su apposite schede e trasmette quanto appreso ai familiari cura anche la trasmissione della corrispondenza tra familiari separatisi in conseguenza del conflitto o della calamità si adopera per la ricerca di persone scomparse.

10 10 Movimento internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa 5.Promuove, integra e aggiorna il Diritto Internazionale Umanitario 6.Provvede a riconoscere le nuove Società nazionali

11 11 Movimento internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DELLE SOCIETA’ DELLA CROCE ROSSA E DELLA MEZZALUNA ROSSA annovera fra i suoi compiti: 1.Organizza e coordina le attività di soccorso delle Società Nazionali in presenza di calamità naturali, disastri, ed epidemie. Invia altresì sul posto esperti ed altro personale specializzato, oltre a aiuti, contributi. 2.Attua, nei paesi in via di sviluppo, programmi di educazione sanitaria e campagne di vaccinazione di massa. 3.Provvede ad assicurare idonei collegamenti tra le varie Società Nazionali. 4.Coopera alla diffusione del DIU e della dottrina di Croce Rossa.

12 12 I sette Principi Fondamentali I sette Principi Fondamentali furono proclamati a Vienna nel 1965 dalla XX Conferenza Internazionale della Croce Rossa.

13 13 I sette Principi Fondamentali UMANITA’ “Nata dalla preoccupazione di recare soccorso senza alcuna discriminazione ai feriti nei campi di battaglia, la Croce Rossa, sotto il suo aspetto internazionale e nazionale, si sforza di prevenire e di alleviare in ogni circostanza le sofferenze degli uomini. Essa tende a proteggere la vita e la salute e a fare rispettare la persona umana. Favorisce la comprensione reciproca, l’amicizia ed una pace duratura fra tutti i popoli”. Dunque non solo soccorso, ma anche educazione alla salute, prevenzione e diffusione dei principi fondamentali del DIU e dei Principi di Croce Rossa, per rispettare l’uomo, la sua vita, la sua libertà, la sua salute fisica, le sue idee, i suoi costumi.

14 14 I sette Principi Fondamentali IMPARZIALITA’ La Croce Rossa “non fa alcuna distinzione di nazionalità, di razza, di religione, di condizione sociale, e appartenenza politica. Si adopera solamente per soccorrere gli individui secondo le loro sofferenze dando la precedenza agli interventi più urgenti”. La Croce Rossa elimina qualsiasi concetto di superiorità/inferiorità, ridando a ciascuno pari dignità. NEUTRALITA’ “Al fine di conservare la fiducia di tutti, si astiene dal prendere parte alle ostilità e, in ogni tempo alle controversie di ordine politico, razziale, religioso e filosofico”. La Croce Rossa pone la sua struttura al servizio della collettività senza favorire gli interessi di alcuna parte.

15 15 I sette Principi Fondamentali INDIPENDENZA “La Croce Rossa è indipendente. Le Società Nazionali, ausiliarie dei poteri pubblici nelle loro attività umanitarie e sottomesse alle leggi che reggono i loro rispettivi paesi, devono però conservare un’autonomia che permetta di agire sempre secondo i principi della Croce Rossa”. Anche se la Croce Rossa è sovvenzionata principalmente dallo Stato cui appartiene, essa deve mantenere la propria autonomia nei confronti di ingerenze politiche, avendo come scopo la sola ed esclusiva attività umanitaria e pur collaborando in questa con lo Stato. CARATTERE VOLONTARIO “La Croce Rossa è un’istituzione di soccorso volontaria e disinteressata”. Volontario è colui che aderisce all’organizzazione di sua spontanea volontà, senza costrizione. Ciò non toglie che le sue prestazioni possano essere retribuite.

16 16 I sette Principi Fondamentali UNITA’ “In uno stesso Paese può esistere una ed una sola Società di Croce Rossa. Deve essere aperta a tutti ed estendere la sua azione umanitaria a tutto il territorio”. Il principio è un invito a tutti coloro che operano all’interno di Croce Rossa a sentirsi componenti affiatati ed uniti in una sola associazione. UNIVERSALITA’ “La Croce Rossa è un’istituzione universale in seno alla quale tutte le Società hanno uguali diritti ed il dovere di aiutarsi reciprocamente”. L’isolativismo è superato e nessun individuo o nessun paese agisce da solo.

17 17 I sette Principi Fondamentali In conclusione, contribuire al miglioramento delle condizioni di vita e ridurre così la vulnerabilità degli individui sono gli obiettivi che la Croce Rossa si è data nella presente realtà. DIGNITA’ PER TUTTI È quanto il Movimento della Croce Rossa tende a realizzare negli anni 2000.

18 18 Emblema, uso distintivo ed uso protettivo L’emblema del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa è costituito dalla Croce Rossa e dalla Mezzaluna Rossa in campo bianco. Dal 1877, guerra russo – turca, gli Stati di religione islamica decisero infatti di adottare la Mezzaluna Rossa, al posto della Croce Rossa. Successivamente anche l’Iran che adottava il Sole e Leone Rosso si è uniformato alla Mezzaluna. Israele ha sempre usato la Stella Rossa di David, sebbene non riconosciuta dal Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. E’ stato approvato nel giugno 2006 (3° Protocollo Addizionale alle Convenzioni di Ginevra) un nuovo segno distintivo unificato che consiste in un Rombo Rosso in campo bianco (Cristallo Rosso). Al momento le Società Nazionali sono libere ma non obbligate ad adottarlo. La Croce Rossa Italiana ha mantenuto il simbolo tradizionale della Croce Rossa in campo bianco.

19 19 Emblema, uso distintivo ed uso protettivo In tempo di guerra, il segno della Croce Rossa su fondo bianco, o la Mezzaluna Rossa su fondo bianco, costituiscono l’emblema del servizio sanitario degli eserciti. Tale emblema figurerà sulle bandiere, sui bracciali e su tutto il materiale adoperato per il servizio sanitario, nelle dimensioni richieste dal luogo in cui è apposto. Sia i mezzi di trasporto sanitari sia le unità sanitarie dovranno esibire in modo ben visibile il segno della Croce Rossa su fondo bianco.

20 20 Emblema, uso distintivo ed uso protettivo Il personale sanitario si renderà riconoscibile portando al braccio sinistro un bracciale bianco con Croce Rossa. Tale bracciale sarà fornito e bollato dall’autorità militare. Tale personale dovrà essere inoltre munito di specifico documento di identità con il segno distintivo, contenente cognome e nome, data di nascita, grado e numero di matricola (in lingua nazionale). L’organizzazione internazionale di Croce Rossa, le Società Nazionali, i loro beni e personale potranno usare l’emblema della Croce Rossa o Mezzaluna Rossa su campo bianco in ogni situazione.

21 21 Emblema, uso distintivo ed uso protettivo USO DISTINTIVO Compete in qualunque tempo a tutte le Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Ha lo scopo di rendere riconoscibili i beni, i locali, i trasporti, ed il personale. Deve avere piccole dimensioni per potersi distinguere dall’emblema protettivo in tempo di guerra. USO PROTETTIVO Compete in tempo di guerra agli Stati che hanno ratificato almeno la 1° Convenzione di Ginevra del 1949 ed assicura la protezione di feriti e malati e dei soccorritori. Deve avere grandi dimensioni per risultare visibile a distanza e si appone esclusivamente su ospedali, infermerie, trasporti e personale sanitario.

22 22 Emblema, uso distintivo ed uso protettivo L’uso non espressamente autorizzato costituisce un abuso dell’emblema. Si distinguono tre tipi di abuso: CONTRAFFAZIONE (imitazione): Uso di un simbolo che per forma e/o colore può causare confusione con l’emblema. USURPAZIONE (uso improprio): Uso dell’emblema da parte di enti e persone che non ne hanno il diritto (imprese commerciali, medici privati, organizzazioni non governative,…). E’ usurpazione anche il caso di persone normalmente autorizzate a usare l’emblema, quando lo usino senza attenersi alle Convenzioni di Ginevra.

23 23 Emblema, uso distintivo ed uso protettivo PERFIDIA Uso dell’emblema in caso di conflitto per proteggere combattenti o attrezzature militari; l’uso perfido dell’emblema è considerato grave violazione del DIU e come tale crimine di guerra.

24 24 Le Società Nazionali di Croce Rossa Le Società Nazionali di Croce Rossa sono 185. Nel giugno 2006 sono state ufficialmente ammesse: •la Mezzaluna Rossa Palestinese •la Società Nazionale israeliana (Magen David Adom). L’adozione del Cristallo Rosso ha permesso alla MDA di aderire al Movimento, di cui non aveva mai fatto parte perché il suo segno distintivo, la stella di David, non era riconosciuta. Per ammettere la Mezzaluna Rossa palestinese è stato necessario modificare lo Statuto per quanto riguarda la clausola che ammetteva nel Movimento solo le Società Nazionali operanti in Stati sovrani.

25 25 La Croce Rossa Italiana: struttura e statuto La Croce Rossa Italiana è stata fondata a Milano il 15 giugno Il suo ultimo statuto è stato approvato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 6 maggio 2005 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana in data 8 giugno Il varo del documento ha dato ufficialmente il via alle elezioni dei nuovi vertici della Croce Rossa Italiana che hanno portato a dicembre 2005 alla nomina del nuovo Presidente CRI (Massimo Barra). La CRI è un’Associazione Italiana dotata di personalità giuridica di diritto pubblico. La Croce Rossa Italiana si articola in: • Comitato Centrale (organizzazione centrale) • Comitati Regionali (organizzazione regionale) • Comitati Provinciali (organizzazione provinciale) • Comitati Locali (organizzazione locale).

26 26 La Croce Rossa Italiana: struttura e statuto I suoi compiti in tempo di guerra sono: partecipare allo sgombero ed alla cura dei feriti e dei malati di guerra partecipare allo svolgimento dei compiti di carattere sanitario ed assistenziale connessi all’attività di difesa civile disimpegnare il servizio di ricerca ed assistenza dei prigionieri di guerra, dei dispersi, dei profughi, dei deportati e rifugiati. L’organizzazione di tali servizi è predeterminata in tempo di pace per il tempo di guerra dal Ministero della Difesa.

27 27 La Croce Rossa Italiana: struttura e statuto I suoi compiti in tempo di pace sono principalmente: organizzare e svolgere servizi di assistenza sociale e di soccorso sanitario in favore di popolazioni nazionali e straniere, in occasioni di calamità e di situazioni di emergenza sia interne sia internazionali svolgere compiti operativi collegati al Servizio Nazionale di Protezione Civile concorrere ad organizzare ed effettuare il servizio di Pronto Soccorso e trasporto infermi concorrere alle finalità e ai compiti del SSN, in particolare in campo socio – assistenziale collaborare con le Forze armate per i servizi di assistenza sanitaria promuovere la donazione del sangue promuovere e diffondere i principi del DIU e di Croce Rossa e promuovere la partecipazione dei giovani alle attività di CR collaborare con le Società di Croce Rossa degli altri Paesi.

28 28 Le Componenti C.R.I. CORPO MILITARE Corpo ausiliario delle Forze Armate, è stato istituito nel Il suo personale porta la uniforme dell’esercito ed è assoggettato alla disciplina e gerarchia militare; si distingue in direttivo (Ufficiali Medici, Farmacisti, …) e di assistenza (Sotto ufficiali, Graduati e Militi). Una minima parte di esso è in servizio continuativo mentre il rimanente è ordinariamente in congedo e viene mobilitato per esigenze addestrative od operative in • interventi di Protezione Civile • altri tipi di emergenze nazionali ed internazionali. L’Ispettore Nazionale del Corpo Militare, prescelto tra i Colonnelli in servizio, è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro della Difesa, su designazione del Presidente Nazionale della C.R.I.

29 29 Le Componenti C.R.I. CORPO DELLE IIVV Corpo ausiliario delle Forze Armate, è stato istituito nel Porta gradi assimilati a quelli del personale direttivo del Corpo Militare. L’Ispettrice Nazionale delle Infermiere Volontarie è nominata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Difesa e del Ministro della Salute, nell’ambito di una terna di nomi indicata dal Presidente Nazionale della C.R.I. Il Corpo viene mobilitato per l’assolvimento dei compiti in guerra. In tempo di pace presta servizio nelle unità sanitarie C.R.I. e delle Forze Armate, nelle attività sanitarie connesse alla difesa civile e alle calamità, nel campo socio – assistenziale.

30 30 Le Componenti C.R.I. CORPO NAZIONALE DEI VOLONTARI DEL SOCCORSO Corpo di volontari civili. E’ stato istituito nel E’ dotato di organi di coordinamento a livello Nazionale, Regionale, Provinciale. I VdS svolgono servizio di pronto soccorso e trasporto infermi con ambulanza, servizio protezione civile, attività socio -assistenziali, educazione sanitaria.

31 31 Le Componenti C.R.I. CORPO DEI PIONIERI Corpo di volontari civili. E’ stato istituito nel Vi aderiscono i giovani dai 14 ai 25 anni, che hanno diritto di permanervi oltre tale limite di età. I Pionieri svolgono attività di protezione civile educazione sanitaria attività socio – assistenziali attività per i giovani presso gli istituti scolastici.

32 32 Le Componenti C.R.I. COMITATO NAZIONALE FEMMINILE Si occupa di assistenza a persone bisognose ed altre attività benefiche. Organizza iniziative per raccogliere sottoscrizioni e contributi. DONATORI DEL SANGUE Si occupa di reclutamento e organizzazione di donatori di sangue. Tutte le componenti della Croce Rossa Italiana svolgono attività di diffusione del Diritto Internazionale Umanitario.

33 33 Il Diritto Internazionale Il Diritto Internazionale, è costituito dall’insieme delle norme giuridiche che regolano le relazioni tra gli Stati e tra questi e gli altri soggetti della comunità internazionale.

34 34 Il Diritto Internazionale Il Diritto Internazionale è stato a lungo identificato con l’espressione Diritto delle Genti. Il padre del diritto delle genti è il giurista e diplomatico GROZIO, nativo dei Paesi Bassi (1583 – 1645). Egli affermò che il diritto non doveva essere inteso come espressione di una giustizia divina, bensì come il frutto della ragione umana. Nel suo testo De jure belli ac pacis egli elencò regole che sono tra le più salde fondamenta del diritto della guerra.

35 35 Il Diritto Internazionale Umanitario Il Diritto Internazionale Umanitario (Diritto della guerra o Diritto dei conflitti armati) costituisce una parte del Diritto Internazionale. Si compone di norme consuetudinarie e di norme pattizie. Le prime derivano dall’osservanza protratta nel tempo da parte degli Stati di alcune regole di condotta (es. risparmiare la vita ai prigionieri di guerra) con la convinzione della loro obbligatorietà giuridica. Le seconde vengono invece poste in essere tramite la predisposizione di appositi strumenti, detti trattati internazionali.

36 36 Il Diritto Internazionale Umanitario Il Diritto Internazionale Umanitario (diritto della guerra o diritto dei conflitti armati) può essere suddiviso anche in: Diritto di Ginevra, che salvaguarda il personale militare fuori combattimento e le persone che non sono attivamente coinvolte nelle ostilità, in particolare la popolazione civile. Diritto dell’Aja, che stabilisce diritti e obblighi dei belligeranti nella condotta delle operazioni militari e limita i mezzi per nuocere al nemico.

37 37 Il Diritto Internazionale Umanitario e i Diritti dell’Uomo Il Diritto Internazionale Umanitario si distingue dal Diritto Internazionale dei Diritti dell’Uomo (Diritti Umani). Entrambi mirano a proteggere la persona umana, ma con modalità differenti., Il Diritto Umanitario si applica nelle situazioni di conflitto armato, mentre i Diritti Umani proteggono la persona umana in ogni tempo (in guerra e in pace).

38 38 Il Diritto Internazionale Umanitario e i Diritti dell’Uomo Tra le fonti dei Diritti Umani ricordiamo tra gli altri: 1.La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (1948) 2.La Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (1950) 3.La Convenzione Americana relativa ai Diritti Umani (1969) 4.La Carta Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli (1981) 5.I Patti Internazionali relativi ai Diritti dell’Uomo (1966) 6.La Convenzione delle Nazioni Unite relativa ai diritti del fanciullo (1989).

39 39 Il Diritto Internazionale Umanitario e i Diritti dell’Uomo Tali convenzioni stabiliscono che in nessun caso è possibile per uno Stato derogare ad alcuni Diritti Fondamentali dell’Uomo, quali: diritto alla vita divieto della tortura e dei trattamenti inumani diritto alla libertà e alla sicurezza della persona, all’istruzione e al lavoro principio della legalità e della non retroattività della legge divieto della schiavitù

40 40 Il perché della diffusione Gli strumenti giuridici restano lettera morta se le autorità interessate non li fanno conoscere a coloro che ne dovrebbero beneficiare e soprattutto a coloro che devono applicarli. Il compito di fare conoscere il DIU incombe innanzitutto agli Stati che hanno ratificato le convenzioni di Ginevra. Sarà loro compito prendere le misure legislative e formative necessarie per: • la diffusione delle disposizioni DIU presso le Forze Armate, le autorità civili, e la popolazione in genere • ed in conseguenza l’applicazione fedele delle stesse.

41 41 Il perché della diffusione Un ruolo determinante viene altresì svolto da organizzazioni non governative, prima fra tutte il Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, che prevede esplicitamente l’attività della diffusione del DIU come suo compito fondamentale.

42 42 Il perché della diffusione Questa attività più volte prevista e riaffermata riposa su 3 principi formulati dalla XXIII Conferenza Internazionale della Croce Rossa (Bucarest 1977): 1.La diffusione del Diritto internazionale Umanitario dovrà essere un preciso dovere dei governi, ciononostante essa dovrà costituire un’attività fondamentale del Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e in particolar modo di ciascuna Società Nazionale in seno al proprio paese; 2.La diffusione degli ideali della Croce Rossa non dovrà essere limitata alle Convenzioni di Ginevra, ma dovrà comprendere anche i principi fondamentali della Croce Rossa; 3.La diffusione non può essere separata dalla propaganda di uno spirito di pace: la diffusione non dovrà mai fare apparire la guerra accettabile.

43 43 Il perché della diffusione Più specificamente secondo lo Statuto del Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa è compito del C.I.C.R.: Lavorare per la comprensione e la diffusione del Diritto Internazionale Umanitario applicabile nei conflitti armati e prepararne gli eventuali sviluppi…. Collaborare con le Società Nazionali sulle questioni di comune interesse quali 1.la preparazione per l’azione in caso di conflitto armato, 2.il rispetto, lo sviluppo e la ratifica delle Convenzioni di Ginevra, 3.la diffusione dei Principi Fondamentali di Croce Rossa e del Diritto Internazionale Umanitario.


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