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RICERCA PER LA VALUTAZIONE Ricerca e valutazione sono la stessa cosa? In che rapporto sono?

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Presentazione sul tema: "RICERCA PER LA VALUTAZIONE Ricerca e valutazione sono la stessa cosa? In che rapporto sono?"— Transcript della presentazione:

1 RICERCA PER LA VALUTAZIONE Ricerca e valutazione sono la stessa cosa? In che rapporto sono?

2  La ricerca ha come obiettivo lo sviluppo della teoria  La valutazione può comportare un arricchimento delle conoscenze teoriche

3 Sia la ricerca che la valutazione richiedono:  La identificazione di un oggetto di studio  La scelta a monte di un approccio teorico  La definizione di metodi specifici  L’individuazione degli attori coinvolti

4 Ricerca valutativa e pensiero valutativo sono ambiti diversi, ma non del tutto dissimili ma non del tutto dissimili

5 La valutazione è “una revisione sistematica degli effetti previsti e non di un intervento, servizio o politica, in relazione alle attività intraprese per raggiungere gli obiettivi prefissi”(Quereshi)

6 E’ IMPORTANTE DISTINGUERE VALUTAZIONE DA VERIFICA E CONTROLLO LA VALUTAZIONE NON SI LIMITA A RATIFICARE L’ESISTENTE INDIVIDUARE GLI ERRORI MA IN QUANTO PROCESSO DI RICERCA * si pone in un’ottica strategica, * cerca quanto non era a priori prevedibile, * considerandolo un possibile maggior valore dell’intervento * al fine di realizzare un apprendimento per il miglioramento.

7 Alcuni buoni motivi per la ricerca valutativa…. • Aumenta la conoscenza di base • Orienta la presa di decisione • Dimostra l’affidabilità • Assicura che gli obiettivi dei cittadini siano raggiunti • Rinforza l’identità e la visibilità della disciplina e della professione

8 LA VALIDITA’ DELL’AZIONE DI VALUTAZIONE DIPENDE  DALLA POSSIBILITA’ DI CONFRONTARE I DATI RACCOLTI NELLA VALUTAZIONE CON ANALOGHI DATI RACCOLTI PRIMA DELL’INTERVENTO EFFETTUATO

9  DALLA POSSIBILITA’ DI CONFRONTARE CIO’ CHE SI RITIENE ESSERE UN “RISULTATO” CON CIO’ CHE SI PREFIGGEVA DI RAGGIUNGERE COME RISULTATO, QUINDI DALLA DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI DI PARTENZA  DALLA PROGETTAZIONE DI UN SISTEMA DI VALUTAZIONE

10 MODELLI DI VALUTAZIONE  Valutazione scientifica. E’ una valutazione condotta e controllata dall’esterno ed è disegnata per produrre una conoscenza generalizzabile e applicabile anche al di fuori del contesto originario. Si avvale di metodi rigorosi, numero adeguato di casi da considerare, misure precise e gruppi di controllo. Non è un’attività di routine e difficilmente conduce a cambiamenti nel contesto in cui viene svolta.

11  Valutazione processuale. Viene definita come “un processo strutturato accuratamente in cui un servizio della comunità analizza quanto gli sforzi correnti corrispondono alla propria vision definita e ai valori”. E’ un’attività che può essere ripetuta o continuativa. Sviluppa una ricaduta formativa, offrendo feedback per l’azione e genera cambiamento all’interno del contesto in cui si svolge. Non richiede personale particolarmente esperto e si avvale di metodi flessibili e, generalmente, poco costosi.

12  Valutazione manageriale. E’ collegata a sistemi di controllo e si basa sulla convinzione che esista la possibilità di individuare indicatori di performance. Il suo utilizzo viene stigmatizzato in quanto più orientato a legittimare tagli e restrizioni che a sviluppare interventi a favore degli utenti. Talvolta, per la raccolta di dati che comporta, viene assimilata alla valutazione scientifica ma gli studiosi affermano che in molti casi può essere descritta come un rituale messo a punto per validare e mantenere le organizzazioni.

13 La valutazione DEL SERVIZIO SOCIALE  Dall’esterno  Distanza  Dopo  Occasionale  Valutatore specifico  Uso non immediato  Visibilità NEL SERVIZIO SOCIALE  Dall’interno  Vicinanza  Durante  Continuativa  Valutatore generico  Uso immediato  Scarsa visibilità

14 CHE COSA SI VALUTA NEL SERVIZIO SOCIALE  COERENZA ED EFFICACIA DELL’INTERVENTO PROFESSIONALE  USO APPROPRIATO DEGLI STRUMENTI PROFESSIONALI  PROGETTI DI INTERVENTO RIVOLTI AI SINGOLI CASI O A GRUPPI O ALLA COMUNITA’

15 MA ANCHE…  SERVIZI CHE SI RIVOLGONO A GRUPPI DI DESTINATARI – “UTENTI”  POLITICHE CHE SI RIVOLGONO A SPECIFICI SETTORI E A FASCIE DI POPOLAZIONE

16 I PARADIGMI DELLA RICERCA Lincoln e Guba definiscono i paradigmi della ricerca come i sistemi di pensiero o le visioni del mondo che guidano il ricercatore, non solo nelle scelte di metodo, ma anche negli aspetti ontologici ed epistemologici.  la questione ontologica, si riferisce alla forma e alla natura della realtà e a che cosa il ricercatore può studiare e su che cosa può costruire conoscenza;  la questione epistemologica, comprende la relazione tra il ricercatore e l’oggetto della ricerca;  la questione metodologica, è intesa come scelta delle procedure che il ricercatore intende adottare per raggiungere la conoscenza.

17 PARADIGMI a) pratica empiricamente fondata (empirical practice) b) pragmatismo o pluralismo-metodologico c) approcci interpretativi, che includono anche la teoria critica, la valutazione femminista e il costruttivismo sociale d) approcci post-positivisti come il realismo scientifico. Mansoor Kazi (2000)

18 Empirical practice o “pratica empiricamente fondata” modo di concepire il lavoro sociale basandolo sulla ricerca usando metodi scientifici e di ricerca per valutare e specificare il problema del cliente, registrare i cambiamenti nel corso dell’intervento registrare i cambiamenti nel corso dell’intervento e valutare l’efficacia dell’intervento nel produrre soluzioni e valutare l’efficacia dell’intervento nel produrre soluzioni

19 Pragmatismo o pluralismo metodologico Si basa sulla considerazione che i diversi metodi, connessi ai rispettivi paradigmi teorici, presentano ognuno delle limitazioni e che l’approssimazione alla realtà si raggiunge meglio laddove si combinino metodi quantitativi con metodi qualitativi. E’ il criterio di fattibilità a orientare la scelta dei metodi:. analisi della documentazione (cartelle, registrazioni, diari). utilizzo di interviste e questionari,. impiego di scale e griglie di analisi. osservazione, con un ampio uso di dati quantitativi accompagnati da un tentativo di approfondire significativamente anche la dimensione qualitativa.

20 Paradigmi interpretativi. realismo critico è un paradigma fortemente orientato sotto il profilo politico, che si propone di sviluppare consapevolezza sui livelli di possibile “oppressione” presenti nello svolgimento dell’azione professionale. L’obiettivo è quindi quello di emancipare le persone e renderle capaci di trasformare la loro situazione, anche attraverso percorsi di valutazione partecipata.

21 . valutazione femminista si colloca sulla stessa logica inserendo la prospettiva di genere come elemento specifico. costruttivismo sociale ammette che vi sia una realtà esterna, anche se costruita attraverso il linguaggio e la narrazione l’elemento centrale di questi paradigmi sta nell’utilizzo di un approccio dialogico che aiuta i partecipanti ad acquisire una maggiore consapevolezza e capacità di autoriflessione, offrendo un modello di valutazione trasformativa.


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