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Dalla Gestione Multidisciplinare alle Prostate Cancer Units. LEsperienza dellIstituto Nazionale dei Tumori La Rete Oncologica Lombarda sette anni dopo:

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Presentazione sul tema: "Dalla Gestione Multidisciplinare alle Prostate Cancer Units. LEsperienza dellIstituto Nazionale dei Tumori La Rete Oncologica Lombarda sette anni dopo:"— Transcript della presentazione:

1 Dalla Gestione Multidisciplinare alle Prostate Cancer Units. LEsperienza dellIstituto Nazionale dei Tumori La Rete Oncologica Lombarda sette anni dopo: ritorno al futuro Auditorium Giorgio Gaber di Palazzo Pirelli, 11 giugno 2013 R. Valdagni Radioterapia Oncologica 1 e Programma Prostata Istituto Nazionale dei Tumori, Milano

2 Multiple opzioni terapeutiche ed osservazionali Terapie diverse ma ugualmente efficaci per lo stesso stato di malattia (prostatectomia radicale, radioterapia radicale, brachiterapia). Sorveglianza Attiva per pazienti per malattia a rischio basso e molto basso Effetti collaterali causati dalle terapie Significativamente diversi nei domini fisici, emozionali e sessuali (incontinenza urinaria, disfunzione erettile, sindrome rettale ed urinaria, sindrome metabolica, femminilizzazione, etc) Qualità delle terapie e volumi di trattamento Migliori risultati con grandi volumi (EBM per urologi, oncologi radioterapisti, uropatologi) Diversi specialisti coinvolti Urologi, oncologi radioterapisti e oncologi medici: diversi per forma mentis, cultura mono-specialistica e approccio relazionale al paziente Cancro della Prostata: Criticità e Complessità della Malattia (1)

3 Specializzazione professionale e frammentazione relazionale Gli specialisti sono competenti nel fornire al paziente informazioni sulla propria specialità ma meno abili nel vestire i panni di unaltra specialità: rischio di opinioni divergenti e di non essere obiettivi circa la propria e laltrui specialità Un paziente, più specialisti, più opzioni Necessità del paziente di raccogliere le informazioni da più fonti per avere un panorama completo e dettagliato. Ma la ricerca delle informazioni presuppone che il paziente sia a conoscenza dellesistenza dei diversi approcci alla patologia Courtesy of B. Tombal,2012 Gli specialisti tendono a preferire e raccomandare la modalità che essi stessi praticano L. Gomella, Eur Urol 2011 Cancro della Prostata: Criticità e Complessità della Malattia (2)

4 Dallapproccio paternalistico allapproccio deliberativo Dal parere autoreferenziale dellesperto, al riconoscimento dei limiti della cultura monospecialistica, alle Linee Guida (EBM) Dalla prescrizione del trattamento al suggerimento delle opzioni, con valutazione dei pro e contro di ogni proposta Il riconoscimento del diritto del paziente allautodeterminazione e alla scelta del proprio percorso curativo o osservazionale Le Prostate Cancer Units sembrano essere lelemento strutturale in grado di contenere, indirizzare e modulare i processi gestionali multidisciplinari. Cancro della Prostata: Criticità e Complessità della Malattia (3)

5 Team di Progetto Non Core TeamCore Team Team Pre-Clinico L'esperienza della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano Il Modello Organizzativo Determinazione n. 8DG 12/01/2009: Formalizzazione della Prostate Unit: … prendere atto che il Programma Prostata, per la sua multidisciplinarietà, coinvolge…diverse Strutture sanitarie, avvalendosi…del supporto di diversi operatori ad esse funzionalmente afferenti, che collaborano con un impegno lavorativo variabile dal 30% al 100% … e di riconoscere al Responsabile del progetto lafferenza organizzativa del personale

6 Due fasi diverse e complementari Clinica Prime Visite MD settimanali – modalità multidisciplinare (urologo, oncologo radioterapista, oncologo medico on demand per casi metastatici, psicologo) sincronica (paziente presente) Controlli Atteggiamento Osservazionali bisettimanali (pazienti in sorveglianza attiva e vigile attesa) - modalità monodisciplinare per pazienti che proseguono losservazione - modalità multidisciplinare per pazienti che interrompono losservazione 1 Attività Clinica Multidisciplinare del Programma Prostata

7 Due fasi diverse e complementari Attività Clinica Multidisciplinare del Programma Prostata Discussione Casi (Tumor Board) visite multidisciplinari casi complessi visti in modalità monodisciplinare casi problematici casi problematici in Sorveglianza Attiva casi selezionati di ripresa di malattia condividere le decisioni individualizzare le strategie sul paziente verificare lapplicazione delle linee guida effettuare controlli di qualità 2

8 Partecipazione al progetto Act on Oncology di Siemens HealthCare per la valutazione del modello organizzativo da noi attualmente applicato: Audit volontario con interviste ai membri del core team, del team di supporto e del team di progetto Elaborazione di un report con punti di forza e problematiche del nostro modello organizzativo Indicazione di possibili strategie alternative per la risoluzione delle problematiche Verifiche periodiche per la valutazione del miglioramento ottenuto o delle ulteriori strategie alternative L'esperienza della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano Un modello perfezionabile Analisi dellattività multidisciplinare Ricerca qualitativa Marzo maggio 2013: 2980 Visite multidisciplinari Modello flessibile e adattabile Conformità delle proposte con linee guida (NCCN e EAU): > 90% Indicazioni diagnostico-terapeutiche monodisciplinari modificate/ integrate in clinica multidisciplinare (vs linee guida): 11% / 58% Alta soddisfazione dei pazienti (questionari)

9 Tra i punti di forza Visite Multidisciplinari di primo accesso e Discussione Collegiale dei casi Supporto dello Psicologo subito dopo la Visita Multidisciplinare Sorveglianza Attiva Attività di ricerca e di fund raising Tra le aree di miglioramento Supporto amministrativo Expertise della SC Radiologia Infrastrutture Lista di attesa per una Visita Multidisciplinare Identificazione dei colli di bottiglia nel processo L'esperienza della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano Un modello perfezionabile

10 Necessità di ripensare i modelli organizzativi tenendo conto di: Eccellenza 1) come valore riferito alla evidence based medicine 2) come valore misurabile dalloutcome oggettivo della cura e soggettivo della qualità di vita del paziente Appropriatezza delle prestazioni (quanto una scelta o un intervento diagnostico o terapeutico o osservazionale sia adeguato rispetto alle esigenze del paziente e al contesto sanitario in cui operiamo) Sostenibilità (ottimizzazione delle risorse umane e tecnologiche, riorganizzando i percorsi assistenziali e favorendo la sinergia interspecialistica) Le Prostate Cancer Units paiono essere lelemento strutturale ottimale in grado di contenere, indirizzare e modulare i processi gestionali e funzionali multidisciplinari, armonizzando appropriatezza e sostenibilità Un modello perfezionabile: Dallapproccio Multidisciplinare alle Prostate Cancer Units

11 Iniziativa della Organization of European Cancer Institutes, della European School of Oncology e della Deutsche Krebsgesellschaft per la definizione di requisiti minimi per Certificazione e Accreditamento delle PCU in Europa Punto di partenza: discussion paper ESO pubblicato su EJC nel : Task Force europea multidisciplinare e multiprofessionale (urologi, oncologi medici e radioterapisti psicologi, infermieri, manager della sanità) con rappresentanti delle società europee allo scopo di definire i requisiti minimi di una PCU A breve inizierà la fase di Certificazione, a cui seguirà quella di individuazione degli indicatori di qualità e successivamente di Accreditamento (OECI sarà ente certificatore e accreditatore) Il Movimento Europeo: il progetto «Prostate Cancer Unit Initiative in Europe»

12 Progetto PerSTEP - Percorso Teorico Pratico in ambito uro- oncologico, promosso da SIUrO e CIPOMO Quattro centri pilota: Programma Prostata, Istituto Nazionale dei Tumori, Milano Ospedale SantAnna, Como Policlinico SantOrsola Malpighi, Bologna Ospedali Riuniti, Bergamo Il movimento italiano 1)Formazione al lavoro multidisciplinare 2)Condivisione di linee guida del carcinoma prostatico e dei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali 3)Identificazione degli elementi strutturali e processuali dei PDT e loro declinazione nelle realtà e problematiche locali 4)Applicazione dei modelli organizzativi e attivazione dei PDT nei centri pilota (fine giugno 2013, fase 2: 15 centri)


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