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Civitavecchia, 13 maggio 2009 Rapporti Banche – PMI nellattuale fase economica e gli strumenti di analisi per la valutazione delle imprese Roberto Di Salvo.

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1 Civitavecchia, 13 maggio 2009 Rapporti Banche – PMI nellattuale fase economica e gli strumenti di analisi per la valutazione delle imprese Roberto Di Salvo Vice Direttore Generale - FEDERCASSE

2 2 Il rapporto Banche - PMI Un inquadramento teorico generale Le specificità e i benefici della governance cooperativa Alcuni dati di fondo sul Sistema BCC – CR La funzione anticiclica del Sistema BCC – CR e il supporto alle PMI Strumenti per la valutazione del merito di credito delle imprese Il contesto normativo Il Nuovo Accordo sul Capitale (c.d. Basilea II) Recepimento di Basilea II nella normativa nazionale Rating e Scoring Il Sistema di Classificazione dei Rischi di Credito delle BCC Agenda

3 3 Il rapporto Banche - PMI Un inquadramento teorico generale Le specificità e i benefici della governance cooperativa Alcuni dati di fondo sul Sistema BCC – CR La funzione anticiclica del Sistema BCC – CR e il supporto alle PMI Strumenti per la valutazione del merito di credito delle imprese Il contesto normativo Il Nuovo Accordo sul Capitale (c.d. Basilea II) Recepimento di Basilea II nella normativa nazionale Rating e Scoring Il Sistema di Classificazione dei Rischi di Credito delle BCC Agenda

4 4 I rapporti banca – PMI (1/3) Almeno fino alla seconda guerra mondiale in Italia vi sono stati due tipi di relazione banca-impresa: 1. Il primo ha permesso al paese di dotarsi di imprese attive nei settori ad alta intensità di capitale (siderurgico, elettrico, chimico), in base a uno schema dallalto verso il basso (De Cecco e Ferri, 1996). 1. Il secondo modello nasce dalle esigenze finanziarie delle PMI,dal basso verso lalto, che ha condotto allesperienza delle Banche Popolari e delle Banche di credito Cooperativo (De Bruyn e Della Valle, 1996; Bolchini, 2003).

5 5 I rapporti banca – PMI (2/3) La letteratura economica ha individuato la presenza di un effetto dimensionale: vi sono ampie evidenze empiriche del fatto che le grandi banche tendono a offrire credito alle grandi imprese mentre gli istituti piccoli alle PMI (Berger e Udell, 1995). Le cause: 1. Le PMI sono generalmente meno trasparenti, domandano un ammontare di crediti non elevato e sono più eterogenee: ciò impedisce la standardizzazione dei criteri di valutazione del merito di credito e non consente lo sfruttamento delle economie di scala (Petersen e Rajan, 1994; Berger e Udell, 1995). 1. In un contesto gerarchico, i funzionari di una filiale locale hanno un incentivo a sottoinvestire in informazioni soft, per evitare una riduzione dallalto delle risorse disponibili (Stein, 2000). 1. Maggiore facilità delle banche piccole ad accedere a flussi informativi più informali (Cole, Goldberg e White, 1999).

6 6 I rapporti banca – PMI (3/3) Lapproccio relazionale allattività bancaria consente alla banca di istituire un rapporto di clientela privilegiato e prolungato nel tempo, accedendo alle informazioni soft in base a tre caratteristiche del rapporto: la durata, letà dellimpresa e il ventaglio di servizi. La condivisione di una struttura locale conferisce alla banca un vantaggio informativo sulle caratteristiche delle imprese attraverso due meccanismi (Angelini, Di Salvo e Ferri, 1998): 1. La condivisione di relazioni e informazioni di natura non solo economica, con la minaccia di un ostracismo sociale (Banerjee, Besley e Guineane, 1994). 1. Il credito concesso a un membro della comunità dipende in modo esplicito dal successo dei rapporti di credito con gli altri membri, per cui ognuno ha interesse a controllare il comportamento altrui (monitoraggio tra pari, Stiglitz, 2000).

7 7 Specificità della governance cooperativa Le BCC sono le uniche banche cooperative a carattere di mutualità prevalente. Disposizioni sancite dal TUB, in materia di: 1. reclutamento della compagine sociale (i soci debbono risiedere, avere sede o operare con carattere di continuità nellambito territoriale di attività della banca); 1. vincoli alloperatività con i soci (ovvero lobbligo di realizzare almeno il 50% dellattività dimpiego con i soci); 1. limiti alla competenza territoriale e alloperatività fuori zona (il 95% dellattività di finanziamento deve svilupparsi obbligatoriamente nel territorio di competenza); 1. obbligo di destinazione degli utili (almeno per il 70% a riserva) e limiti alla distribuzione. Nel : 89,5% a riserva, 5% a beneficenza, 3,9% al Fondo per la promozione e lo sviluppo della cooperazione e solo l1,5% a dividendi.

8 8 Benefici della governance cooperativa Il vantaggio degli stakeholders di una banca di credito cooperativo si esprime sia sul piano bancario che meta-bancario. Sotto il primo profilo, il beneficio si esprime in termini di risparmio di costi sulle operazioni di finanziamento o di maggiore remunerazione dei risparmi depositati. Tra i vantaggi di natura extrabancaria, le forme più frequenti sono iniziative per il tempo libero e di tutela della salute: borse di studio per i soci e i loro figli; convenzioni con esercizi commerciali e di consulenza specialistica (fiscale, legale, previdenziale, aziendale). Un indicatore della prossimità ai propri territori è l indice di vicinanza alla clientela (numero di clienti serviti in media presso ciascuno sportello): più basso è questo valore, maggiore è la prossimità della banca alla clientela. Per le BCC, è pari a 390, contro 725 di valore medio delle altre banche).

9 9 Funzione inclusiva La funzione inclusiva si esprime nel finanziamento ai piccoli operatori economici, ma anche in iniziative rivolte a categorie a rischio di esclusione sociale. Esempi sono: 1. Federcasse e Consulta Nazionale Antiusura hanno sottoscritto un protocollo di intesa che si propone di rafforzare il ruolo delle BCC nel prevenire e contrastare il fenomeno del sovra indebitamento e dellusura, mediante lerogazione di cosiddetti prestiti di soccorso. 1. Molteplici esempi di microcredito e di ethical banking in favore di categorie sociali svantaggiate 1. Accordo Federcasse - Confcooperative per la capitalizzazione delle imprese sociali. Laccordo prevede limpegno delle BCC a concedere, attraverso un prodotto bancario specifico denominato Conto/i tu, prestiti a condizioni molto agevolate a favore delle imprese sociali o dei loro soci.

10 10 Presenza delle BCC nel territorio italiano Le 438 Bcc dispongono di sportelli, l11,9% del totale Sono capillarmente presenti sul territorio: operano in 98 province e comuni. Si tratta soprattutto di centri di medio-piccola dimensione (nel 2008, l85% degli sportelli era in piazze fino a 50 mila abitanti), anche se dal 2001 al 2008 la presenza in piazze oltre 50 mila abitanti è cresciuta dal 12,8% al 15,0%. Nel 20,93% dei Comuni in cui operano (542), le Bcc sono lunica presenza bancaria.

11 11 Alcuni numeri delle BCC - CR A Novembre 2008 gli impieghi economici delle BCC - CR si attestavano a 114,7 miliardi di euro (+10,3% annuo, contro il +3,4% del sistema). La relativa quota di mercato risulta pari al 7,4% (considerando la sola clientela residente in Italia). Tali finanziamenti si sono indirizzati prevalentemente verso le famiglie, i piccoli operatori economici, le imprese non profit. La raccolta diretta complessiva di sistema sfiorava i 133,6 mld di euro (+12,3% annuo). La relativa quota di mercato è dell8,5% Il patrimonio si attestava a 17,2 mld di euro (+8,9% annuo).

12 12 Le BCC-CR si sono confermate nello svolgimento di una funzione anticiclica. Durante lattuale crisi finanziaria, il sistema del credito cooperativo sta offrendo un solido contributo alle piccole imprese, alle economie locali e alleconomia italiana: 1. Lattività di finanziamento alle imprese di dimensione minore – imprese artigiane, altre imprese minori e imprese senza scopo di lucro – non è diminuita: si rileva, un tasso di crescita annuo significativamente superiore alla media di sistema. 1. A novembre 2008 la quota BCC nel mercato del credito rivolto a tali segmenti era pari rispettivamente al 21,8% per le imprese artigiane ed al 16,3% per le altre imprese minori, in forte crescita rispetto allesercizio precedente (a dicembre 2007 era rispettivamente pari al 20,9 ed al 15,5 per cento); Funzione anticiclica e sostegno alle PMI (1/2)

13 13 Funzione anticiclica e sostegno alle PMI (2/2) 1. Il credito alle imprese artigiane è aumentato su base annua del 3,3 per cento nel corso del 2008, contro una diminuzione dell1,3 per cento del sistema bancario complessivo. 1. Significativo è risultato, infine, il trend di crescita degli impieghi alle famiglie consumatrici: +7,5 per cento annuo a Novembre 2008 contro la sostanziale stazionarietà del sistema bancario complessivo (+0,2%).

14 14 Il rapporto Banche - PMI Un inquadramento teorico generale Le specificità e i benefici della governance cooperativa Alcuni dati di fondo sul Sistema BCC – CR La funzione anticiclica del Sistema BCC – CR e il supporto alle PMI Strumenti per la valutazione del merito di credito delle imprese Il contesto normativo Il Nuovo Accordo sul Capitale (c.d. Basilea II) Recepimento di Basilea II nella normativa nazionale Rating e Scoring Il Sistema di Classificazione dei Rischi di Credito delle BCC Agenda

15 15 Il rapporto Banche - PMI Un inquadramento teorico generale Le specificità e i benefici della governance cooperativa Alcuni dati di fondo sul Sistema BCC – CR La funzione anticiclica del Sistema BCC – CR e il supporto alle PMI Strumenti per la valutazione del merito di credito delle imprese Il contesto normativo Il Nuovo Accordo sul Capitale (c.d. Basilea II) Recepimento di Basilea II nella normativa nazionale Rating e Scoring Il Sistema di Classificazione dei Rischi di Credito delle BCC Agenda

16 16 Levidenza di un numero crescente di banche versanti in situazioni di difficoltà a causa di una gestione poco prudente del credito ha reso pressante la necessità di adeguare il sistema normativo prudenziale di valutazione dei rischi di credito. Ciò ha portato alla costituzione allinterno della Banca dei Regolamenti Internazionali con sede a Basilea di un apposito comitato (c.d. Comitato di Basilea). Lesigenza di stabilità del sistema bancario ha portato i partecipanti del Comitato di Basilea a sviluppare una regolamentazione mirata a garantire una giusta proporzionalità tra rischi assunti dallintermediario ed il proprio patrimonio Attraverso tale regolamentazione le banche non assumeranno più rischi esuberanti rispetto alle proprie capacità e saranno maggiormente consapevoli di quelli che vengono assunti. Basilea II – I tre Pilastri (1/2)

17 17 Basilea II – I tre Pilastri (2/2) Coerentemente con le indicazioni del Comitato di Basilea, le nuove disposizioni di vigilanza prudenziale (Circ. n. 263 del 27 dicembre 2006) si basano sui tre pilastri già definiti nel nuovo accordo sul capitale del 2004 Il primo pilastro (Titolo I e II delle nuove disposizioni di vigilanza) introduce un requisito patrimoniale per fronteggiare i rischi tipici dellattività bancaria e finanziaria (di credito, di controparte, di mercato e operativi); Il secondo pilastro (Titolo III delle nuove disposizioni di vigilanza) richiede alle banche di dotarsi di una strategia e di un processo di controllo delladeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica. Il terzo pilastro (Titolo IV delle nuove disposizioni di vigilanza) introduce obblighi di informativa al pubblico riguardanti ladeguatezza patrimoniale, lesposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei relativi sistemi di gestione e controllo.

18 18 Basilea II – I rischi da gestire Rischio di Concentrazione Rischio di Business Rischio Reputazionale Rischio Strategico Rischio di Compliance Altri Rischi Rischio di Concentrazione Rischio di Business Rischio Reputazionale Rischio Strategico Rischio di Compliance Altri Rischi Rischio di non trasparenza Rischio di errata comunicazione Rischio di non trasparenza Rischio di errata comunicazione Rischio di Credito Rischio Operativo Rischio di Mercato Rischio di Credito Rischio Operativo Rischio di Mercato PILASTRO I PILASTRO II PILASTRO III Calcolo del requisito patrimoniale da accantonare ai fini prudenziali Costituire un sistema organizzativo volto ad identificare, valutare e gestire i rischi presenti allinterno dellistituto per garantire la sana e prudente gestione aziendale Individuare una completo e corretto sistema di comunicazione verso il mercato della propria gestione dei rischi aziendali AMBITI DI RISCHIO GESTIONE DEL RISCHIO

19 19 Basilea II – metodologie di valutazione Per ogni tipologia di rischio di Pilastro I sono previste apposite metodologie di valutazione RISCHI PILASTRO I RISCHIO DI CREDITO RISCHIO OPERATIVO RISCHIO DI MERCATO Internal Rating Based (IRB) Foundation Internal Rating Based (IRB) Advanced Modelli interni Internal Measurement Approach Standardised Approach Standard Basic Indicator Approach Standard Rischio Metodologia

20 20 Il rischio di credito e le sue componenti Il rischio che una variazione inattesa del merito di credito di una controparte (affidata o da affidare) generi una corrispondente variazione del valore della posizione creditizia. Le componenti del rischio di credito: PD (Probabillty of Default) la probabilità che la controparte risulti insolvente nellarco di un certo orizzonte temporale LGD (Loss Given Default) tasso di perdita unitario sulle esposizioni risultate insolventi EAD (Exposure at Default) esposizione al momento dellinsolvenza M (Maturity) la durata che espone a rischi di downgrade ulteriori e diversi rispetto al semplice default Si distingue tra: -Perdita attesa (EL): è la perdita statisticamente normale e, tecnicamente, non è rischio. -Perdita inattesa (UL): è la possibile perdita oltre il normale, associata con scenari sfavorevoli

21 21 Basilea II – Rischio di credito METODO IRB DI BASE Gli assorbimenti patrimoniali vengono valutati sulla base di un algoritmo fornito dalla Vigilanza del quale la banca stima la sola PD (Probabilità di Default) METODO STANDARD Basata su rating esterni espressi da autonome agenzie di valutazione. (suddivisione delle esposizioni in classi e applicazione dei coefficienti di ponderazione esterni) Metodologie di valutazione del rischio di credito METODO IRB AVANZATO Come lIRB di base, ma maggiormente complesso in quanto spetta alla banca la valutazione di tutte le componenti di rischio (PD, LGD, EAD, M) La valutazione degli assorbimenti patrimoniali connessi alla valutazione del rischio di credito assunto dalla banca si basa su 3 metodologie di complessità crescente Allo stato attuale la totalità delle BCC ha optato per il metodo standard

22 22 Basilea II – assorbimento patrimoniale Esempio di assorbimento patrimoniale dati 1000 euro di prestito alle seguenti controparti: Azienda Beta (Rating AA)1000x20%x8% 16 Tabella dei coefficienti di ponderazione dellapproccio standard: Cliente Retail (non scaduto)1000x75%x8% 60 esposizioneponderazioni assorbimento coeff. standard

23 23 Basilea II – determinazione del patrimonio (1/2) La Banca deve detenere patrimonio di vigilanza superiore ai requisiti patrimoniali minimi richiesti a fronte della sua esposizione ai diversi rischi (credito, operativo e mercato) Tier 3 Non oltre 2,5 volte il Tier 1 su r.mercato Rischi di Credito Rischi di Mercato Rischi Operativi Patrimonio di base Patrimonio supplemen- tare Patrimonio di vigilanza della Banca (Euro) Requisito patrimoniale della Banca (Euro) >(=) Non oltre il 100% del PV base RWA * 8% Requisito sui RO Requisito sui RM Il patrimonio di vigilanza è una componente del passivo dello Stato patrimoniale della banca (costituito, ad esempio, da capitale versato, riserve, ivi compreso il sovrapprezzo azioni ecc.)

24 24 Basilea II – determinazione del patrimonio (2/2) Credit Risk Market Risk Op Risk Requisito Patrimoniale 1° Pilastro Basilea II Rischi 2° Pilastro Requisito Patrimoniale 1° +2° Pilastro Basilea II Add-on Requisito Patrimoniale Basilea II Assessment Qualitativo Confronto peer Group … Reduction Variazione del Requisito Patrimoniale in funzione della valutazione sui rischi da parte dellorgano di vigilanza ( rif. 2° Pilastro) I requisiti minimi di Capitale stabiliti dal 1° pilastro devono essere integrati attraverso altre componenti, sia quantitative che qualitative

25 25 La scelta dellapproccio: alcune considerazioni Adozione di Sistemi IRB può essere vantaggiosa (per tutti o quasi) anche se costosa (per le banche). Negli IRB previsto un trattamento favorevole per le PMI. Possibili politiche di riallocazione sul mercato del credito alle PMI Sistemi IRB difficili da introdurre (stringenti requisiti organizzativi, diseconomie di scala, carenza di know-how, scarsa numerosità delle posizioni) Assenza o scarsissima presenza di imprese con rating esterno tra la clientela delle piccole banche.

26 26 Un adeguato utilizzo di un sistema di valutazione del merito creditizio (ottenuto anche tramite lausilio di strumenti di scoring come il Sistema CRC) consente alla banca di: Inoltre, benché il CRC non sia uno strumento di valutazione degli assorbimenti patrimoniali (Pilastro I), Le BCC che dimostrano di saper gestire in modo efficace il proprio rischio di credito possono ridurre leventuale buffer di capitale (Pilastro II/ICAAP) che lAutorità di Vigilanza può richiedere (in aggiunta agli assorbimenti calcolati con il metodo standard) Assumere con maggiore consapevolezza il rischio di credito Monitorare nel tempo il merito creditizio del singolo cliente al fine di porre in essere per tempo azioni di gestione del rischio Basilea II e Sistema CRC

27 27 Il rapporto Banche - PMI Un inquadramento teorico generale Le specificità e i benefici della governance cooperativa Alcuni dati di fondo sul Sistema BCC – CR La funzione anticiclica del Sistema BCC – CR e il supporto alle PMI Strumenti per la valutazione del merito di credito delle imprese Il contesto normativo Il Nuovo Accordo sul Capitale (c.d. Basilea II) Recepimento di Basilea II nella normativa nazionale Rating e Scoring Il Sistema di Classificazione dei Rischi di Credito delle BCC Agenda

28 28 Rating e rischio di credito Si passa quindi da una logica di giudizio tipicamente binomiale (affidabile/non affidabile) ad uno che richiede di effettuare delle distinzioni tra diverse posizioni giudicate come affidabili. Il rischio di credito, quindi, non è confinato alla sola possibilità dellinsolvenza di una controparte, ma anche il semplice deterioramento del merito creditizio può considerarsi come una manifestazione del rischio di credito Rischio di credito Insolvenza (default) Deterioramento del merito creditizio Questa considerazione richiede quindi che sia valutato attraverso lattribuzione di uno specifico rating il merito creditizio di ogni prenditore e che tale valore sia costantemente monitorato nel tempo

29 29 Rating e Scoring Il rating dei singoli affidati si basa sulla valutazione delle singole componenti del rischio di credito tra le quali rileva la stima della PD. Modelli di Credit Risk Management Rating Scoring Il sistema di classificazione dei rischi di credito delle BCC si basa sulla valutazione di uno score cliente, espressione del merito creditizio dello stesso. Ai modelli di rating si affiancano in alternativa i modelli di scoring i quali analizzano una serie di informazioni riguardanti il cliente ed il rapporto e, attraverso opportune ponderazioni esprimono un giudizio sintetizzato in un valore (numerico o alfanumerico) Probabilità di Default Ponderazione fattori di rischio Elementi caratterizzanti

30 30 Score cliente I sistemi di valutazione del rischio di credito (come il Sistema CRC) sono finalizzati allindividuazione di uno score della clientela. Il processo di scoring consiste infatti nella classificazione delle controparti affidate in base a diversi livelli di rischiosità espressi da intervalli di probabilità del verificarsi di un evento classificato in default (incaglio, sofferenza, ristrutturazione del credito, ritardo delladempimento oltre 180 giorni). Il sistema di scoring sviluppato nel CRC permette quindi di segmentare la clientela in buona (performante) o cattiva (non performante). Le classi di scoring rappresentano la frequenza attesa di posizioni di ciascuna classe che andranno in default nei 12 mesi successivi.

31 31 Score cliente – evoluzione delloperatività Lutilizzo di un modello di scoring consente di esprimere un giudizio più completo sullaffidabilità del cliente (ampliando il giudizio di accettazione su più classi di merito) Operatività tradizionale Utilizzo dello score Gli score calcolati dovranno inoltre essere periodicamente sottoposti a monitoraggio al fine di verificarne la tenuta nel tempo Richiesta di affidamento Accettazione Rifiuto

32 32 Il rapporto Banche - PMI Un inquadramento teorico generale Le specificità e i benefici della governance cooperativa Alcuni dati di fondo sul Sistema BCC – CR La funzione anticiclica del Sistema BCC – CR e il supporto alle PMI Strumenti per la valutazione del merito di credito delle imprese Il contesto normativo Il Nuovo Accordo sul Capitale (c.d. Basilea II) Recepimento di Basilea II nella normativa nazionale Rating e Scoring Il Sistema di Classificazione dei Rischi di Credito delle BCC Agenda

33 33 Obiettivi del progetto Il Sistema CRC è oggi uno strumento software multi-piattaforma, in grado di operare con i diversi sistemi informativi di Categoria, ed è utilizzato coerentemente dalle BCC-CR per la valutazione dei clienti da affidare e già affidati. Strumento di valutazione del merito creditizio Strumento di pricing delle operazioni Strumento di valutazione del merito creditizio basato su logiche comuni e condivise tra le BCC Strumento di monitoraggio nel tempo del merito creditizio Metodologie contestualizzate alle peculiarità del credito cooperativo Supporto nellapplicazione di specifiche politiche di prezzo alla clientela commisurate al rischio effettivo Dotare le BCC di uno strumento gestionale per il controllo dei rischi di credito riconoscibile da Banca dItalia ai fini del nuovo controllo prudenziale introdotto con la normativa di Basilea2 – II Pilastro.

34 34 Peculiarità del CRC Il Sistema CRC è stato sviluppato secondo logiche coerenti con il carattere cooperativo e la forte vocazione territoriale dellattività svolta dalle BCC. Operatività e Governance del processo del credito di una BCC Caratteristiche peculiari del Credito Cooperativo E specificamente disegnato per loperatività e la governance del processo del credito di una Banca di Credito Cooperativo Incorpora elementi di differenziazione fondamentali rispetto agli approcci generalmente seguiti da altre realtà creditizie Considera esplicitamente la natura cooperativa e mutualistica a forte vocazione locale delle BCC Specializzazione sui segmenti tipici di clientela del CC (imprese familiari, artigiani, PMI) Trasparenza delle sue componenti e immediata comprensione per lutilizzatore finale

35 35 Le fasi di generazione dello score 5. Score finale 4. Notching 3. Elaborazione score preliminare 2. Alimentazione aree qualitative 1. Alimentazione aree quantitative Il processo di generazione dello score si articola in cinque fasi successive Elaborazione delle aree di indagine: Bilancio Centrale rischi Andamento rapporto Rischio settore pregiudizievoli Compilazione del questionario qualitativo sullimpresa (analisi strategico qualitativa) Elaborazione automatica di un punteggio complessivo (0- 100) sulla base dei dati inseriti (secondo le logiche metodologiche sviluppate nel sistema) Incrocio del punteggio con la scala maestra di scoring ed identificazione di uno score preliminare Valutazione dello score proposto (da parte delloperatore) Eventuale variazione migliorativa (o peggiorativa del punteggio proposto) sulla base di informazioni ulteriori a disposizione dell operatore, es. neo impresa (da tracciare nel sistema per le opportune verifiche) Elaborazione di uno score finale (eventualmente tarato in funzione del notching) Il Sistema CRC genera una classificazione ordinale del merito di credito di specifiche controparti basata sullo score finale; esso non dà quindi luogo a una classificazione cardinale basata sulla probabilità di insolvenza (PD).

36 36 Le sei aree di indagine Andamento Rapporto Pregiudizievoli Statistico GRIGLIA DI PONDERAZIONE AREE DI INDAGINE PUNTEGGIO COMPLESSIVO SCORE (Preliminare) AREE DI INDAGINE CRITERI Statistico S Settore Giudizio analista Statistico PUNTEGGI Correzionemoltiplic SCORE (Finale) NOTCHING AnalisiStrateg-Qualit. Centrale Rischi Bilancio Ciascuna area di indagine contribuisce al punteggio finale rapportando i valori rilevati per il cliente ai dati di sistema Fanno eccezione le c.d. pregiudizievoli la cui eventuale presenza abbatte il valore dello score preliminare

37 37 Le informazioni quantitative - approfondimento Bilancio Centrale dei Rischi Andamento Rapporto Analisi Settore Analizza, in base ai dati contabili, la situazione in essere dellimpresa richiedente attraverso lausilio di opportuni indicatori. Analizza la situazione debitoria e i comportamenti creditizi dellimpresa nei confronti del Sistema Bancario evidenziandone le eventuali anomalie Rileva landamento del rapporto del cliente già affidato, con riferimento ai suoi comportamenti nei confronti della banca in periodi antecedenti a quelli di attribuzione del rating Sviluppo di una specifica area di indagine con riferimento al rischio creditizio associato al settore economico di appartenenza dellimpresa

38 38 Il questionario qualitativo - approfondimento Il questionario ASQ è differenziato in funzione dei diversi segmenti di clientela: in particolare, per quanto riguarda il segmento imprese, la differenziazione del Sistema opera nella maniera seguente. Dimensione dellimpresa Settore economico Imprese micro e piccoleImprese micro e piccole Imprese medieImprese medie Imprese cooperativeImprese cooperative Prodotti agricoli Prodotti agricoli Manifatturiero Manifatturiero Edilizia Edilizia Turismo Turismo Commercio Commercio La tipologia di domande infatti varia in funzione dei possibili incroci tra la variabile dimensione (dellimpresa) e settore economico di appartenenza Elementi di analisi Governance dellimpresaGovernance dellimpresa RischiRischi Posizionamento strategicoPosizionamento strategico Posizionamento gestionalePosizionamento gestionale

39 39 Informazioni qualitative – Pregiudizievoli Rileva, per ciascuna fattispecie, limporto (che può essere trascurabile, rilevante o molto elevato e la frequenza (che può essere occasionale o ricorrente). Protesti (tratte e assegni) e segnalazioni CAIProtesti (tratte e assegni) e segnalazioni CAI Decreti ingiuntivi in corsoDecreti ingiuntivi in corso Decreti ingiuntivi esecutiviDecreti ingiuntivi esecutivi Iscrizioni di ipoteche giudizialiIscrizioni di ipoteche giudiziali Procedure concorsualiProcedure concorsuali Rilievi e\o eccezioni significative nella relazione degli organi preposti al controllo e\o della società di revisioneRilievi e\o eccezioni significative nella relazione degli organi preposti al controllo e\o della società di revisione Il sistema prevede che lanalista verifichi e commenti leventuale esistenza di elementi pregiudizievoli allinstaurazione del rapporto utilizzando lapposita griglia di valutazione dei pregiudizievoli. Griglia di valutazione pregiudizievoli Fattispecie di pregiudizievoli rilevanti Le fattispecie di pregiudizievoli da prendere in esame sono riconducibili a elementi a carico sia dellimpresa, sia dei soci (per le società di persone), sia degli amministratori e dei direttori generali (per le società di capitali).

40 40 Informazioni qualitative – Pregiudizievoli AREA DINDAGINE CRITERIO MODIFICATIVO GIUDIZIO/PUNTEGGIO Pregiudizievoli Moltiplicativo Neutro 1,00 +/- Lievi 0,98/0,59 Negativo 0,50 Molto negativo 0,10 Lanalista è chiamato a fornire un giudizio sullimpresa, utilizzando lapposita griglia di valutazione dei pregiudizievoli, al fine di pervenire alla seguente struttura di valutazione: Per contro, ritenendosi invece normale che non sussistano circostanze pregiudizievoli, tale circostanza non viene premiata con incrementi di punteggio ma permane ininfluente. La presenza di eventi pregiudizievoli, quindi, può determinare una pesante riduzione del punteggio (effetto moltiplicativo). Come conseguenza tutte le imprese per cui si sia in presenza di elementi pregiudizievoli di forte rilevanza vengono collocate nella peggiore classe di rating.

41 41 Lalgoritmo di calcolo: quadro sinottico Il punteggio di ogni area viene attribuito sulla base dei dati inseriti e pesato tramite un opportuno coefficiente di ponderazione

42 42 Determinazione dello score finale Notching Punteggio definitivo: Score Finale Variazione eventuale di ± 10 punti (corrispondente al massimo a ± 1 classe).Variazione eventuale di ± 10 punti (corrispondente al massimo a ± 1 classe). Nel caso di nuovo cliente (assenza AR), di piccolo prenditore (assenza CR) o di nuovo affidato (assenza AR e CR), è possibile effettuare un notching più ampio (da –20 a +20 punti)Nel caso di nuovo cliente (assenza AR), di piccolo prenditore (assenza CR) o di nuovo affidato (assenza AR e CR), è possibile effettuare un notching più ampio (da –20 a +20 punti) In ogni caso, al fine di tenere in giusta considerazione alcuni fattori non tracciabili dal sistema, lanalista potrà successivamente intervenire in fase di notching, incrementando (o diminuendo) il punteggio finale In ogni caso lanalista deve giustificare in forma scritta le motivazioni che stanno alla base del notching: tali commenti vengono memorizzati dal Sistema. Rating preliminare Calcolato sulla base del punteggio delle aree di indagine (eventualmente ridotto in funzione dei pregiudizievoli)Calcolato sulla base del punteggio delle aree di indagine (eventualmente ridotto in funzione dei pregiudizievoli)

43 43 La rappresentazione grafica dello score A livelli di rischio crescenti viene attribuito un numero inferiore di melograni (per i punteggi inferiori a 10 viene associata la classe Default). Per la rappresentazione grafica dello score è stato scelto il melograno, simbolo del credito cooperativo La scala maestra adottata nel CRC si compone di 10 classi, ognuna delle quali associata ad uno specifico range di punteggio

44 44 Impatti dello scoring sui processi della banca Lo score della clientela costituisce un importante informazione che impatta su numerosi processi della banca Pricing risk adjusted Azioni commerciali Reporting Top Management Reporting esterno Analisi e strategie di Portafoglio Simulazioni Concessione del Credito Gestione e Monitoraggio del Credito Meccanismi di delega Processi commerciali ReportingGestione del portafoglio Capital management Calcolo Capitale Assorbito (tramite modelli di rating) Gestione e allocazione del Capitale CREDITO Scoring

45 45 I


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