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PERSONALITA E CRIMINALITA 1. Francesco Rovetto Ord Psicologia Clinica e Psicofarmacologia CdL Psicologia Università di Pavia

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Presentazione sul tema: "PERSONALITA E CRIMINALITA 1. Francesco Rovetto Ord Psicologia Clinica e Psicofarmacologia CdL Psicologia Università di Pavia"— Transcript della presentazione:

1 PERSONALITA E CRIMINALITA 1

2 Francesco Rovetto Ord Psicologia Clinica e Psicofarmacologia CdL Psicologia Università di Pavia Tel

3 In gran parte il materiale seguente è tratto da una presentazione del Prof Lino Rossi in un corso di perfezionamento in Psicologia giuridica effettuato presso l Università di Parma 3

4 COMPONENTI DELLA PERSONALITA Componenti di vulnerabilità individuale : Fattori diversi da persona a persona, psicologici o biologici, che spiegano la maggior o minor resistenza di ogni soggetto, a parità di condizioni ambientali, a commettere azioni contrarie alle norme. Tali componenti sono: il temperamento, la moralità, la reattività, lintelligenza, i valori etici, capacità di sopportare frustrazioni, aggressività, tolleranza, ecc. Tutti dipendono dalla PERSONALITA. Fondamentale dunque lintegrazione tra individuo e ambiente, tra fattori criminogeni endogeni ed esogeni. 4

5 PERSONALITA E DELITTO Per ogni delinquente, per ogni delitto, sorge un problema: quale significato ha questo delitto? Come lo si può collocare nel quadro di quella personalità? Come si deve ritenere che abbiano agito i vari fattori che hanno agito da stimolo remoto o prossimo? Quale quadro si deve dare dello sviluppo della personalità in ordine alla preparazione remota o prossima e alla realizzazione dellatto delittuoso? (A. Gemelli). 5

6 CONCETTO DI PERSONALITA PERSONALITA: complesso delle disposizioni psichiche delluomo che si riflettono sul modo di reagire alla situazione esterna, di perseguire gli interessi, di soddisfare i bisogni, di raggiungere i fini; lorganizzazione dinamica degli aspetti cognitivi, affettivi e volitivi delluomo; linsieme delle caratteristiche di ciascun individuo quali si manifestano nelle modalità del suo vivere sociale, nelle sue interrelazioni con il contesto; essa costituisce laspetto dinamico dellesistenza delluomo. FONDAMENTALE LA REAZIONE DEL PROSSIMO AL MODO DI INTERAGIRE DI UN INDIVIDUO. 6

7 TEMPERAMENTO e CARATTERE TEMPERAMENTO: base innata ancorata alla struttura biologica della persona; linsieme dei tratti generali che caratterizzano la costituzione fisiologica individuale di un soggetto. Esso risulta poco modificabile nel tempo. E la struttura più stabile della nostra personalità. CARATTERE: risultante dellinterazione tra temperamento e ambiente; e la componente più dinamica della personalità, in quanto si modifica nel tempo e con le esperienze della vita. 7

8 PERSONALITA E DIRITTO DIRITTO PENALE DEL FATTO: sorto dalla Scuola Classica; ciò che rileva ai fini giuridici è il TIPO DI REATO commesso, non il tipo di soggetto che ha commesso un certo reato. Rappresenta il massimo del garantismo ma anche della rigidità. Il trattamento uguale di situazioni diverse provoca disuguaglianza. Non consente ladattamento della norma alla specificità del caso concreto. DIVIETO DI PERIZIA CRIMINOLOGICA (art. 220 c.p.p.) per stabilire la personalità dellimputato. 8

9 PERSONALITA E DIRITTO DIRITTO PENALE DELLAUTORE: richiama lattenzione sul soggetto che ha commesso un reato e sulla sua PERSONALITA. Esso rappresenta lideale di malleabilità ed elasticità, il massimo di adeguamento della norma generale al caso concreto. Potrebbe però prestarsi a strumentalizzazioni politiche allo scopo di eliminare soggetti socialmente indesiderati. Si rischierebbe di giudicare un soggetto per ciò che è e non per ciò che ha fatto. 9

10 PERSONALITA E DIRITTO DIRITTO PENALE MISTO: tiene conto sia del fatto reato che del suo autore; considera la personalità del reo ma solo in relazione al fatto reato, non come valutazione indipendente dal fatto stesso. E il miglior punto di incontro tra le esigenze garantiste e di certezza del diritto, e le esigenze di flessibilità e di adattabilità della norma giuridica al caso concreto. 10

11 PERSONALITA E RESPONSABILITA INDIVIDUALE Dialettica tra SCUOLA CLASSICA (libero arbitrio) e SCUOLA POSITIVA (determinismo). Alla base del nostro sistema penale vi è il principio di libero arbitrio: la punizione di un soggetto che ha commesso unazione antigiuridica deve presumere una sua responsabilità per ciò che ha commesso, dunque deve presumere una libertà nella scelta delle sue azioni. Di qui la presunzione di CAPACITA di autodeterminarsi nelle proprie azioni (salvo dimostrazione contraria). 11

12 PERSONALITA E RESPONSABILITA La responsabilità individualizzata deve tener conto della personalità del reo ma senza sconfinare nella c.d. responsabilità per il modo di essere del reo. La valutazione della responsabilità va sempre riferita ad un fatto specifico. Lagente risponde pur sempre di un fatto determinato ma nei limiti in cui il reato e la sua concreta gravità gli appartengono e pertanto gli possano essere rimproverati (Mantovani). 12

13 PERSONALITA E CODICE PENALE Articoli del c.p. nei quali ha rilevanza la personalità del reo: Art. 42 c.p.: coscienza e volontà Art. 43 c.p.: dolo, intenzione, volontà, previsione Art. 44 c.p.: volontà Art. 59 c.p.: conoscenza delle circostanze Art. 61 c.p.: motivi abbietti e futili Art. 62 c.p.: particolare valore morale, stato dira, suggestione, abitualità, professionalità, tendenza. Art. 85 c.p.: capacità di intendere e di volere Art. 88 c.p.: infermità, stato di mente Art. 89 c.p.: capacità di intendere e di volere grandemente scemata Art. 90 c.p.: stati emotivi e passionali 13

14 PERSONALITA E CODICE PENALE 2 Art. 92 c.p.: ubriachezza volontaria o colposa Art. 93 c.p.: azione di sostanze stupefacenti Art. 94 c.p.: ubriachezza abituale Art. 97 c.p.: imputabilità di soggetti minori di 14 anni Art. 102 c.p.: abitualità Art. 103 c.p.: condotta e genere di vita del colpevole, dedizione al delitto Art. 105 c.p.: professionalità nel delitto Art. 108 c.p.: delinquente per tendenza, inclinazione al delitto, indole particolarmente malvagia Art. 133 c.p.: intensità del dolo e grado della colpa, 14

15 PERSONALITA E CODICE PENALE 3 …capacità a delinquere, motivi a delinquere, carattere del reo, condotta di vita del reo, condizioni di vita individuale familiare e sociale. Art. 148 c.p.: infermità tale da impedire lesecuzione della pena Art. 202 c.p.: persone socialmente pericolose Art. 203 c.p.: probabilità nella commissione di nuovi reati Art. 208 c.p.: riesame delle condizioni della persona sottoposta a misura di sicurezza Art. 224 c.p.: condizioni morali della famiglia in cui il minore è vissuto 15

16 PERSONALITA E CODICE DI PROCEDURA PENALE Art. 194 c.p.p.: personalità del reo e personalità della persona offesa Art. 220 c.p.p.: divieto di perizia psicologica Art. 236 c.p.p.: acquisizione documenti dai quali si può desumere la personalità Art. 274 c.p.p.: in tema di misure cautelari Art. 381 c.p.p.: in tema di arresto facoltativo Art. 47 O.P.: in tema di affidamento in prova al servizio sociale. 16

17 PERSONALITA E PSICOLOGIA GIURIDICA Apparente (o reale?) contraddizione tra: Art. 133 c.p.: il giudice deve tener conto della gravità del reato e della capacità a delinquere del colpevole desunta da…. E Art. 220 c.p.p.: Divieto di perizia psicologia al fine di determinare la personalità e il carattere del reo. La valutazione della personalità deve essere compiuta dal giudice stesso; tale principio è dovuto ad un retaggio derivato dalla convinzione che in assenza di patologie il giudice sia in grado di valutare la personalità di un soggetto senza necessità di ricorrere ad esperti. 17

18 PERSONALITA E PSICOLOGIA GIURIDICA Il legislatore, richiedendo lindagine del giudice sulla personalità dellimputato, è a posto con il precetto costituzionale ma non ha fiducia nella perizia psicologica e perciò nega lapprofondimento di quellindagine oltre i limiti raggiungibili dalla cultura e dallesperienza del giudice (Corte Cost. n. 124 del 1970). Secondo alcuni la perizia psicologica violerebbe il principio di presunzione di innocenza ma se così fosse, la stessa cosa varrebbe per la perizia psichiatrica. 18

19 PERSONALITA E PSICOLOGIA GIURIDICA Evidentemente lo domina [il legislatore] il pensiero che lo studio della personalità dellimputato possa venir compiuto solo da chi abbia presente il carattere afflittivo e intimidatorio della pena con cui la finalità della rieducazione deve essere temperata. Non si esclude che la diffidenza verso la perizia psicologica sia discutibile di fronte allo sviluppo degli studi moderni sulla psiche ed è auspicabile che la norma sia aggiornata (Corte Costituzionale 1970). 19

20 PERSONALITA E PSICOLOGIA GIURIDICA Al fine di ovviare al divieto espresso dallart. 220 c.p.p. riteniamo legittima una valutazione non tanto sulla personalità del reo, quanto piuttosto sulla RELAZIONE che intratteneva con la vittima. Ciò costituirebbe unanalisi fondamentale al fine della comprensione della criminogenesi e della criminodinamica anche ai fini della valutazione della giusta pena, e nello stesso tempo non rischierebbe di violare il precetto previsto dallart. 220 c.p.p. 20

21 LIMPUTABILITA Criteriologia di tipo PSICOPATOLOGICO puro: non sono imputabili coloro che soffrono di una malattia mentale diagnosticata e nosograficamente definita, indipendentemente dalla valutazione dellincidenza di detta patologia sulla capacità di intendere e di volere. Criteriologia di tipo NORMATIVO puro: limputabilità di un soggetto dipende dalleffettiva e concreta capacità di intendere o di volere indipendentemente dalla causa o dalle cause cha hanno portato allesclusione di detta capacità. 21

22 LIMPUTABILITA In Italia il concetto di imputabilità è ancorato ad una criteriologia nosografica (nel senso che si richiede comunque la presenza di uninfermità) ma si tiene in considerazione anche quanto questa infermità abbia inciso sulla capacità dintendere e di volere. In Italia vi è dunque una doppia valutazione in merito: 1)Diagnosi di uninfermità 2)Valutazione di quanto e come questa infermità abbia inciso o meno sulla capacità dintendere o di volere al momento della commissione del fatto. Art. 85 codice penale 22

23 LIMPUTABILITA Tale sistema è stato in parte attenuato da una recente sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite (n del 8 marzo 2005) la quale ha posto lattenzione non tanto sulle CAUSE quanto sugli EFFETTI dellinfermità. Tale sentenza infatti ha stabilito che anche i disturbi di personalità rilevano ai fini dellimputabilità se hanno provocato effetti del tutto assimilabili ad una infermità vera e propria. 23

24 LIMPUTABILITA Cause di esclusione dellimputabilità: 1)La minore età art. 97 c.p. 2)Il vizio totale di mente art. 88 c.p. 3)Lintossicazione cronica da alcool art. 95 c.p. 4)Lintossicazione cronica da stupefacenti art. 95 c.p. 5)Il sordomutismo (solo in alcuni casi) art. 96 c.p. 24

25 LIMPUTABILITA Cause di diminuzione dellimputabilità: Vizio parziale di mente art. 89 c.p. Ubriachezza dovuta al caso fortuito o a forza maggiore art c. C.p. Azione di sostanze stupefacenti art. 93 c.p. Cronica intossicazione da alcool o da sostanze stupefacenti art. 95 c.p. Sordomutismo art. 96 c.p. Minore degli anni 18 art. 98 c.p. 25

26 IMPUTABILITA E MINORE ETA Il nostro codice penale prevede che il minore degli anni 14 non è MAI imputabile; il maggiore degli anni 18 si presume imputabile salvo la dimostrazione di una delle cause di esclusione viste sopra (sempre che abbiano inciso sulla capacità dintendere e di volere). Per il minore di età compresa tra i 14 e i 18 anni non vi può essere nessun tipo di presunzione, ma la sua capacità va verificata CASO PER CASO. 26

27 IMPUTABILITA E INFERMITA INFERMITA: concetto più ampio del concetto di malattia in quanto ricomprende, oltre ad essa, anche lo stato di debolezza residuato a malattia. Essa può essere definita come una forma patologica tale da rendere impossibile al soggetto qualsiasi vita di relazione. MALATTIA: concetto univoco in ambito medico- legale: lo costituiscono labnormità del fenomeno, il dinamismo del fattore causale, il conseguente disturbo disfunzionale, lesigenza di prestazioni diagnostiche e terapeutiche. 27

28 LA CAPACITA DI INTENDERE E DI VOLERE Presupposti per limputabilità: CAPACITA DI INTENDERE: capacità di conoscere la realtà esterna e di rendersi conto del valore sociale, positivo o negativo, di tali accadimenti e degli atti che un soggetto compie. CAPACITA DI VOLERE: Attitudine di un soggetto ad autodeterminarsi, a determinarsi cioè in modo autonomo tra i motivi coscienti in vista di uno scopo, volendo ciò che lintelletto ha giudicato di doversi fare e quindi adeguando il proprio comportamento alle scelte fatte. 28

29 VIZIO TOTALE E PARZIALE DI MENTE Art. 88 c.p. Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità dintendere o di volere Art. 89 c.p. Chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità dintendere o di volere, risponde del reato commesso, ma la pena è diminuita. 29

30 VIZIO TOTALE O PARZIALE DI MENTE Oltre alla valutazione diagnostica dellinfermità, oltre alla valutazione della sua incidenza sulla capacità dintendere o di volere al momento del fatto, occorre anche la valutazione del rapporto tra infermità e reato, nel senso che QUELLA PARTICOLARE INFERMITA DEVE AVER INCISO SU QUEL PARTICOLARE REATO. Es. soggetto affetto da delirio di gelosia che uccide il vicino convinto che sia lamante della moglie, o lo stesso soggetto che emette assegni a vuoto. 30

31 GLI STATI EMOTIVI E PASSIONALI Art. 90 c.p. Gli stati emotivi e passionali non escludono né diminuiscono limputabilità Articolo a nostro avviso superfluo visti gli articoli precedenti; in fase di abrogazione nel progetto di riforma del codice penale. 31

32 LA CRONICA INTOSSICAZIONE DA ALCOOL E STUPEFACENTI Art. 91 c.p. Non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva la capacità dintendere o di volere, a cagione di piena ubriachezza derivata da caso fortuito o da forza maggiore. Se lubriachezza non era piena ma era tuttavia tale da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità dintendere o di volere, la pena è diminuita 32

33 LA CRONICA INTOSSICAZIONE DA ALCOOL E STUPEFACENTI Art. 92 c.p. Lubriachezza non derivata da caso fortuito o da forza maggiore non esclude né diminuisce limputabilità. Se lubriachezza era preordinata al fine di commettere un reato, o di prepararsi una scusa, la pena è aumentata. 33

34 LA CRONICA INTOSSICAZIONE DA ALCOOL E STUPEFACENTI Art. 94 c.p. Quando il reato è commesso in stato di ubriachezza e questa è abituale, la pena è aumentata. Agli effetti della legge penale è considerato ubriaco abituale chi è dedito alluso di bevande alcooliche e in stato di frequente ubriachezza. Laggravamento di pena stabilito nella prima parte di questo articolo si applica anche quando il reato è commesso sotto lazione di sostanze stupefacenti da chi è dedito alluso di tali sostanze. 34

35 LA CRONICA INTOSSICAZIONE DA ALCOOL E STUPEFACENTI Art. 95 c.p. Per i fatti commessi in stato di cronica intossicazione prodotta da alcool ovvero da sostanze stupefacenti, si applicano le disposizioni contenute negli artt. 88 e 89 [vizio totale e vizio parziale di mente]. 35

36 IL SORDOMUTISMO Art. 96 c.p. Non è imputabile il sordomuto che, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva, per causa della sua infermità, la capacità di intendere o di volere. Se la capacità di intendere o di volere era grandemente scemata, ma non esclusa, la pena è diminuita. 36

37 LA PERICOLOSITA SOCIALE DIFFERENZA TRA PENA E MISURA DI SICUREZZA STRUMENTALIZZAZIONE DI UNO STRUMENTO ALEATORIETA DEL CONCETTO DI PERICOLOSITA CAPACITA A DELINQUERE: motivi a delinquere, carattere del reo, vita del reo antecedente al reato, condotta del reo contemporanea o susseguente al reato, condizioni di vita (art. 133 c.p.). LA PROGNOSI DI RECIDIVA e la psicologia investigativa 37


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