La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Classi prime a.s. 2010 - 2011 Suggerimenti di buon senso per la progettazione didattica Grazia Fassorra.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Classi prime a.s. 2010 - 2011 Suggerimenti di buon senso per la progettazione didattica Grazia Fassorra."— Transcript della presentazione:

1 Classi prime a.s Suggerimenti di buon senso per la progettazione didattica Grazia Fassorra

2 i dipartimenti Gli istituti tecnici, i professionali e i licei possono costituire dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti, per il sostegno alla didattica e alla progettazione formativa.

3 i dipartimenti Nei regolamenti non vengono date indicazioni sulle modalità organizzative. Ipotesi possibile: organizzazione per assi culturali (secondo le indicazioni dellobbligo di istruzione) I dipartimenti sono funzionali: alla progettazione per competenze; alla progettazione multidisciplinare e, per questo, di percorsi per il conseguimento delle competenze di cittadinanza come individuate in sede UE.

4 I dipartimenti possono essere strettamente disciplinari o essere organizzati per aree. Nel secondo ciclo- ma anche nella scuola media – una scelta opportuna è il raggruppamento dei docenti del Collegio per assi culturali, sulla base delle linee guida per lelevamento dellobbligo. Per il triennio (2° biennio + 1) del secondo ciclo è però opportuno che ai quattro assi culturali si aggiungano dipartimenti disciplinari o interdisciplinari delle aree di indirizzo

5 Che fare? I dipartimenti per assi culturali: progettazione dei percorsi integrati per il conseguimento delle competenze (problema delle scelte) Costruzione delle prove per la certificazione delle competenze I dipartimenti si articolano, se necessario, in gruppi disciplinari, di progetto, di miglioramento… Analisi disciplinare come base della progettazione (ciò che ogni disciplina apporta)

6 Classi prime DIPARTIMENTI Contenuti: - scelta della struttura di programmazione (per unità didattiche, per unità di apprendimento, per moduli ….) secondo le indicazioni del Collegio dei docenti; - individuazione degli obiettivi disciplinari per classi (o per gruppi, o per altri percorsi, anche verticali); - scelta dei contenuti e degli strumenti per il raggiungimento degli obiettivi individuati; - definizione dei criteri e degli strumenti di valutazione degli apprendimenti; - recupero delle difficoltà e sostegno delle eccellenze: metodi e strumenti; - Criteri di verifica della programmazione

7 Classi prime CONSIGLI di CLASSE Scelta della struttura di programmazione (per unità didattiche, per unità di apprendimento, per moduli ….) secondo le indicazioni del Collegio dei docenti e secondo le indicazioni provenienti dai dipartimenti/aree disciplinari; - individuazione degli obiettivi della classe (obiettivi comuni) - scelta delle attività e degli strumenti per il raggiungimento degli obiettivi comuni; - individuazione di percorsi pluridisciplinari - definizione dei criteri e degli strumenti di valutazione del consiglio di classe secondo le indicazioni del Collegio dei docenti e secondo le indicazioni provenienti dai dipartimenti/aree disciplinari; - recupero delle difficoltà e sostegno delle eccellenze: metodi e strumenti; - partecipazione della classe a progetti deliberati in sede collegiale; - definizione di comportamenti comuni da parte dei docenti nei confronti degli alunni. - criteri di verifica della programmazione

8 ABILITÀ CONOSCENZE STRATEGIE METACOGNITIVE CHE COSA SI APPRENDE? COME SI APPRENDE? capacità di far fronte ad un compito, o un insieme di compiti, riuscendo a mettere in moto ed a orchestrare le proprie risorse interne, cognitive, affettive e volitive, e a utilizzare quelle esterne disponibili in modo coerente e fecondo. [Pellerey, 2004] IMMAGINE DI SE SENSIBILITÀ AL CONTESTO CONSAPEVOLEZZA MOTIVAZIONE RUOLO SOCIALE IMPEGNO

9 Esempi di progettazione Istituto comprensivo Pacifici – Villa Adriana Tivoli

10 La continuita dei curricula Bisogna elaborare uno schema comune con una mappa orientante che fissa in partenza il traguardo, cioè la competenza, e a questo risultato debbono guardare e convergere le abilità, le conoscenze, le attività didattiche e la valutazione

11 La scuola media e listituto superiore debbono organizzare il viaggio verso le competenze stabilendo le tappe, i tempi, i contenuti, le strategie, i materiali più adatti verso i traguardi di sviluppo delle competenze per garantire apprendimenti culturalmente e socialmente spendibili

12 La logica sottesa alla costruzione del curricolo disciplinare è quella della staffetta formativa, ogni segmento deve essere portato a conclusione nei termini descritti e condivisi

13 Realizzare quindi un profilo articolato di competenze di base nel triennio della scuola secondaria di I grado, arricchite da notazioni formative e metacognitive; un livello più avanzato con argomenti essenziali e stringati nel biennio superiore con notazioni cognitive

14 Non si può eludere il problema degli standard per la valutazione e la relativa certificazione di una competenza, altrimenti si incorre come sempre nella valutazione olistica degli apprendimenti affidata ad una scala di aggettivi o di numeri

15 Asse dei linguaggi esempio di un percorso didattica di italiano Obiettivi raggiunti nel I ciclo Quello che gli studenti della classe prima del II Ciclo dovrebbero sapere e saper fare Competenze previste ( Indicazioni per il curricolo settembre 2007): Leggere ad alta voce o in modalità silenziosa testi di varia natura Interagire in diverse situazioni comunicative sostenendo le proprie tesi con testi orali e scritti Usare in modo efficace la comunicazione orale e scritta Applicare le conoscenze metalinguistiche per migliorare la comunicazione orale e scritta

16 Conoscenze da promuovere nel biennio superiore Principali strutture della lingua italiana Funzioni della lingua (contesto, scopo, destinatario, codice, denotazione, connotazione ecc.) Tecniche di scrittura (discorso descrittivo, narrativo, espositivo, regolativo, argomentativo [lettera, riassunto, relazione]) Lettura analitica, sintetica, espressiva Uso del dizionario- videoscrittura

17 Abilita/capacita da raggiungere o Individuare contenuti, funzione, contesto, scopi comunicativi, strutture grammaticali di testi orali e scritti o Produrre testi orali e scritti (appunti, sintesi, relazioni) o Elaborare e manipolare testi in videoscrittura

18 Competenze da promuovere o Esprimersi oralmente e nello scritto in relazione al contesto o Leggere testi di progressiva difficoltà o Utilizzare la riflessione sulla lingua per comprendere interpretare e produrre testi orali e scritti

19 IL CURRICOLO Il curricolo serve per creare un rapporto tra ciò che una scuola fa e ciò che intende ottenere. Esso è costituito da tutto ciò che una scuola intende praticare e come ritiene di farlo per metterlo in rapporto con i risultati che intende perseguire. Contenuti, tempi, sequenze, graduazione, strategie, modalità attuative, organizzative.

20 La progettazione curricolare è una operazione complessa che coinvolge tutti i fattori connessi con il processo educativo, dai contenuti agli esiti formativi, dalla modalità di realizzazione ai condizionamenti dovuti alle situazioni socio-ambientali

21 IL CURRICOLO Il curricolo va costruito nella scuola, non viene emanato dal centro per essere applicato; tale costruzione deve permettere laccordo tra istanza centrale, normativa e unitaria, ed istanza locale, pragmatica e flessibile; la costruzione del curricolo implica una considerazione della scuola come luogo di ricerca

22 Analisi delle discipline Principi e leggi Concetti-guida Metodi specifici Selezione di contenuti/scelta degli obiettivi Unità didattiche PROGRAMMAZIONE DIDATTICA (UNITA DIDATTICA) Analisi critica dei saperi

23 Abilità azione/i da conseguire Mappa delle competenze in uscita Espressione delle competenze in termini descrittori di competenze Selezione dei saperi e organizzazione di unità di apprendimento/ moduli CURRICOLO PER COMPETENZE (UNITA FORMATIVE) Formazioni in logica funzionale, come fattore di sviluppo

24 la progettazione per competenze La valutazione delle competenze da certificare in uscita dallobbligo di istruzione è espressione dellautonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dellautonomia didattica delle istituzioni scolastiche. (Art.1, comma 2, DPR n. 122/2009) Lacquisizione delle competenze di base si traduce nella capacità dello studente di utilizzare conoscenze e abilità personali e sociali in contesti reali, con riferimento alle discipline/ambiti disciplinari che caratterizzano ciascun asse culturale.

25 IL MODELLO DI CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE DI BASE

26 MINISTERO DELLISTRUZIONE, DELLUNIVERSITA E DELLA RICERCA (*) (DENOMINAZIONE DELLISTITUZIONE SCOLASTICA) ( **) CERTIFICATO delle COMPETENZE DI BASE acquisite nellassolvimento dellobbligo di istruzione N°…….. IL DIRIGENTE SCOLASTICO (***) Visto il regolamento emanato dal Ministro dellIstruzione, Università e Ricerca (ex Ministro delta Pubblica Istruzione) con decretb 22 agosto 2007, n.139; Visti gli atti di ufficio; Certifica che L.. studente/ssa Cognome………………………… nome……………………………………. nato/a il,./..../...., a…………………… Stato………………………………. iscritto/a presso questo Istituto nella classe sez…………. indirizzo di studio (*****)……………………………………………………… nellanno scolastico………………………………………………………….. nellassolvimento dellobbligo di istruzione, della durata di 10 anni, ha acquisito le competenze di base di seguito indicate. (*) Nel caso di percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) occorre affiancare al logo del MIIJR anche quella della REGIONE di riferimento. (**) Nel caso di percorsi di IeFP realizzati da Strutture formative accreditate dalle Regioni, occorre sostituire Istituzione scolastica con Struttura formativa accreditata. (***) Nel caso di percorsi di IeFP realizzati da Strutture formative accreditate dalle Regioni occorre sostituire Il Dirigente Scolastico con Il Direttore/Legale Rappresentante della Struttura formativa accreditata. Per le istituzioni scolastiche paritarie, il certificato è rilasciato dal Coordinatore delle attività educative e didattiche. (****) Nel caso di percorsi di IeFP realizzati da Strutture formative accreditate dalle Regioni occorre sostituire Istituto nella classe... sezione... con Struttura formativa accreditata. (***** Nel caso di percorsi di IeFP occorre sostituire indirizzo di studio con percorso di

27

28 I livelli Livello base: lo studente svolge compiti semplici in situazioni note,mostrando di possedere conoscenze ed abilità essenziali e di saper applicare regole e procedure fondamentali. Nel caso in cui non sia stato raggiunto il livello base, è riportata lespressione livello base non raggiunto, con lindicazione della relativa motivazione Livello intermedio: lo studente svolge compiti e risolve problemi complessi in situazioni note, compie scelte consapevoli, mostrando di saper utilizzare le conoscenze e le abilità acquisite Livello avanzato: lo studente svolge compiti e problemi complessi in situazioni anche non note, mostrando padronanza nelluso delle conoscenze e delle abilità. Sa proporre e sostenere le proprie opinioni e assumere autonomamente decisioni consapevoli

29 Le indicazioni nazionali dei Licei I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze sia adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, allinserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, sia coerenti con le capacità e le scelte personali. (art. 2 comma 2 del Regolamento recante Revisione dellassetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei…).

30 Le Schede degli istituti professionali Gli istituti professionali si propongono di far acquisire agli studenti "una solida base di istruzione generale e tecnico-professionale, che consente agli studenti di sviluppare, in una dimensione operativa, saperi e competenze necessari per rispondere alle esigenze formative del settore produttivo di riferimento, considerato nella sua dimensione sistemica per un rapido inserimento nel mondo del lavoro e per l'accesso all'università e all'istruzione e formazione tecnica superiore" (art. 2, comma 1 del d.P.R. 15/03/2010).

31 Istituti professionali Ilsettore "Servizi" comprende quattro ampi indirizzi, riferiti alle aree interessate da una maggiore espansione in termini di domanda, produttività e addetti al settore: servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale servizi socio-sanitari servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera servizi commerciali Tutti gli indirizzi e articolazioni, pur nell'eterogeneità delle filiere, sono connotati da elementi comuni che riguardano principalmente l'adeguamento all'evoluzione dei bisogni ed alle innovazioni in atto nel settore, la valorizzazione dell'ambiente e del territorio, l'ottimizzazione delle nuove tecnologie nell'ambito dell'erogazione e della gestione dei servizi, l'integrazione con il mondo del lavoro e con istituzioni, enti pubblici e privati operanti sul territorio.

32 Istituti professionali I risultati di apprendimento del settore, quindi, rispecchiano in modo integrato tali esigenze per consentire al diplomato di agire con autonomia e responsabilità nei processi produttivi relativi alle filiere di riferimento considerati nella loro dimensione sistemica ed assumere ruoli operativi nei processi produttivi di riferimento. In particolare il diplomato nei vari indirizzi è in grado di: - utilizzare strumenti comunicativi di team working per facilitare la qualità della relazione nei contesi organizzativi e professionali di riferimento - fornire servizi in relazione alle richieste del cliente/ utente - applicare i principali concetti relativi all'organizzazione dei processi produttivi e dei servizi - collaborare alla gestione di progetti ed utilizzare idonei strumenti anche per promuovere reti territoriali - utilizzare metodi e strumenti di valutazione e monitoraggio del servizio erogato

33 Istituti professionali Il profilo dei vari indirizzi consente, inoltre, di correlare l'evoluzione dei processi di servizio alle componenti culturali, sociali, economiche e tecnologiche che li caratterizzano, in riferimento ai diversi contesti locali e globali: pertanto le competenze dell'area di istruzione generale si correlano a quelle professionalizzanti per potenziare la dimensione culturale del lavoro.

34 Istituti professionali Il settore industria e artigianato degli istituti professionali comprende gli indirizzi: Produzioni industriali e artigianali e Manutenzione e assistenza tecnica. L'indirizzo "Produzioni industriali e artigianali" prevede due articolazioni: Industria e Artigianato. Il diplomato di istruzione professionale nell'indirizzo Produzioni industriali e artigianali interviene nei processi di produzione, lavorazione, fabbricazione, assemblaggio e commercializzazione di prodotti industriali e artigianali. L'insieme dei saperi e delle capacità che lo studente può acquisire nel corso di studi riguardano metodi, tecniche e linguaggi inerenti aree operative diversificate per consentirgli di inserirsi proficuamente nei contesti produttivi e professionali oppure accedere a percorsi di livello terziario.

35 Istituti professionali Nell'articolazione Industria vengono studiate ed applicate le metodiche proprie della produzione e dell'organizzazione industriale, con una significativa attenzione all'innovazione tecnologica. Le competenze tecniche e professionali sono riferite a differenti settori produttivi e vengono implementate in rapporto alle esigenze specifiche del territorio. L'articolazione introduce nell'indirizzo percorsi formativi riferiti alle molteplici filiere di produzione attive nell'economia globale e locale, delle quali viene offerta la visione sistemica dell'intero processo produttivo. Il diplomato può agire nel lavoro autonomo o dipendente ed è in grado di inserirsi nei diversi segmenti di filiera, in relazione alla complessità e all'evoluzione dei processi organizzativi, di produzione e commercializzazione dei prodotti. Nel complesso delle sue competenze, il diplomato interviene anche nella pianificazione della manutenzione ordinaria, della riparazione e della dismissione dei sistemi e degli apparati di interesse.

36 Istituti professionali Nell'articolazione artigianato vengono applicate e approfondite le metodiche relative alla ideazione, progettazione e realizzazione e commercializzazione di oggetti e insiemi di oggetti, in piccola e grande serie, prodotti anche su commissione e realizzati con tecniche e metodi artigianali e/o storicamente connessi alle tradizioni artistiche e artigianali locali, ma con particolare attenzione alla innovazione sotto il profilo tecnico e creativo. Le competenze tecnico-professionali, accanto ad una base comune indispensabile per tutti i campi della produzione artistica e artigianale (abbigliamento, oreficeria,mobile e arredo, ceramica, etc.), acquistano una progressiva e graduale specificazione, soprattutto operativa e laboratoriale, nei diversi anni di corso consentendo, al temine del percorso quinquennale, il possesso di una professionalità idonea all'esercizio dell'arte o all'inserimento in una filiera produttiva di settore, in relazione ai requisiti individuali ed alle aspettative di inserimento lavorativo, sia a livello locale che nazionale o internazionale. La tradizione artigianale locale rappresenta in questa articolazione non solo l'ambito privilegiato di conoscenze e pratiche artistiche, ma diventa anche luogo di ricerca, di innovazione creativa e tecnica, su standard stilistici e creativi originali.Il diplomato potrà così confrontarsi con sicurezza nel quadro della concorrenza internazionale che, in alcuni settori tipici del made in Italy, è particolarmente impegnativa.

37 Istituti professionali Il diplomato nell'indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica possiede competenze per gestire ed effettuare interventi di installazione e manutenzione ordinaria, di diagnostica, riparazione e collaudo di sistemi, impianti e apparati tecnici, anche marittimi. Le competenze di indirizzo si riferiscono alle varie filiere dei settori produttivi (elettronica, elettrotecnica, meccanica, termotecnica etc.) e vengono poi sviluppate ed integrate in relazione alle esigenze proprie del mondo produttivo e lavorativo del territorio. Il percorso formativo, multifunzionale e politecnico, mira anche a sostenere le diverse filiere produttive nella fase post commercializzazione in rapporto all'uso e alle funzionalità dei sistemi tecnici e tecnologici. Il manutentore, autonomo o dipendente, svolge interventi tecnici a servizio dell'utente in relazione alla complessità dei dispositivi tecnologici industriali e commerciali che, progettati per un'utilizzazione sempre più amichevole e facilitata, richiedono di converso interventi specialistici non comuni per la messa a punto, la manutenzione ordinaria, la riparazione e la dismissione dei sistemi di interesse. Il ciclo produttivo dei diversi manufatti comporta un nuova offerta nei servizi di manutenzione e di assistenza tecnica di tipo decentrato, in grado di assistere i clienti laddove essi si trovino e di assicurare, immediatamente e a lungo, l'efficienza dei dispositivi mediante interventi efficaci sotto i molteplici profili dell'economia, della sicurezza personale e della salvaguardia dell'ambiente.

38 Istituti professionali La preparazione tecnica dei diplomati è approfondita ed estesa: approfondita rispetto alla struttura funzionale dei dispositivi oggetto di intervento manutentivo ed estesa rispetto alla grande quantità di tipologie di tali apparati e sistemi. Coerentemente con gli interventi professionali richiesti sul campo del lavoro, l'approccio allo studio è di tipo sistemico, incentrato su metodologie di problem solving, con l'assunzione di atteggiamenti operativi e anche disciplinati da norme tecniche, giuridiche e da procedure protocollate. Oltre ad una preparazione tecnica e tecnologica, l'etica della manutenzione comporta una cultura giuridica ed economica sufficiente per sostenere il diplomato nel continuo aggiornamento sulle normative tecniche e giuridiche relative ai rispettivi settori, sui temi della sicurezza dei dispositivi, del risparmio energetico e dei danni prodotti dall'inquinamento dovuto all'uso ed abuso dei prodotti tecnologici e allo smaltimento dei rifiuti e dei dispositivi dismessi. In entrambi gli indirizzi l'impostazione curricolare del primo biennio consente allo studente di acquisire, oltre alle competenze chiave di cittadinanza relative all'obbligo di istruzione, le abilità e conoscenze fondamentali della filiera specifica di settore, soprattutto attraverso una articolata didattica laboratoriale che favorisce anche l'orientamento verso la prosecuzione negli studi di indirizzo.

39 Istituti professionali Accanto agli insegnamenti dell'area generale comuni a tutti gli indirizzi di settore, lo studente affronta anche alcune discipline di snodo obbligatorie che, per il primo biennio, sono Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica, Scienze integrate (fisica e chimica, Tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Tali discipline, pur se comuni a tutti gli indirizzi, si caratterizzano in modo peculiare in ciascuno di essi e, nella progettazione didattica, diventano complementari costituendo di fatto il nucleo metodologico degli apprendimenti di indirizzo che vengono poi gradualmente introdotti con la disciplina Laboratori tecnologici ed esercitazioni, in cui le attività laboratoriali hanno funzioni prevalentemente orientative. Nel secondo biennio e nel quinto anno permangono discipline comuni ai due indirizzi, quali: "Laboratori tecnologici ed esercitazioni" e "Tecnologie applicate ai materiali e ai processi produttivi". L'articolazione industria ha due discipline caratterizzanti: "Tecniche di produzione e di organizzazione" e "Tecniche di gestione e conduzione di macchine e impianti"; il settore artigianato ha "Progettazione e realizzazione del prodotto" e "Tecniche di distribuzione a marketing".

40 Cosa abbiamo? I traguardi di competenza del primo ciclo organizzati in tre aree disciplinari comuni ai due gradi: linguistico-artistico-espressiva; storico-geografica; matematico-scientifico-tecnologica

41 Cosa abbiamo? Accordo del gennaio 2004 in Conferenza unificata Stato – Regioni sugli standard formativi minimi in uscita dai percorsi triennali di istruzione e FP; I livelli di competenza OCSE –PISA per Matematica, Lettura e Problem solving; Quadro Comune europeo per le lingue – scala globale dei livelli Descrittori che definiscono i livelli del Quadro europeo delle qualifiche (EQF) ……

42 Da dove cominciare? Il significato di educazione per MORIN 1. Fornire una cultura che permetta di DISTINGUERE CONTESTUALIZZARE, GLOBALIZZARE AFFRONTARE i problemi multidimensionali, globali e fondamentali 2. Preparare le menti alla complessità dei problemi 3. Preparare ad affrontare lincertezza …… ……..favorendo lintelligenza strategica (E.Morin, La testa ben fatta, riforma dellinsegnamento, riforma del pensiero)

43 la progettazione per competenze E FONDAMENTALE LANALISI DISCIPLINARE Trasformazione delle sequenze del manuale in mappe di conoscenze Scelta dei nodi essenziali per il raggiungimento degli standard E un processo di scomposizione e ricomposizione di una disciplina scolastica per ottenere: I nodi (concetti, idee chiave, regole portanti) i legami (le connessioni associative e discriminative per disegnare la mappa disciplinare

44 la progettazione per competenze MAPPE CONCETTUALI Sistemi grafici di rappresentazione delle strutture della conoscenza (informazioni e conoscenze) Rappresentano una gamma di relazioni tra concetti, gerarchie, legami trasversali Esplicitazione dei nuclei fondamentali

45 Lanalisi disciplinare ….. è il processo di scomposizione e ristrutturazione dei contenuti disciplinari è lo strumento per la programmazione didattica è il fondamento per la costruzione della mappa disciplinare LA MAPPA CONCETTUALE E COSTRUITA IN BASE A NODILEGAMI Concetti Idee chiave regole Associazioni discriminazioni Mappe globali Mappe analitiche Analisi disciplinare

46 Crescere Salire Incrociare Navigare Lineare Gerarchico Multicomponenziale Ipertestuale Accumulo Classificazione Sintesi Connessione Lista Albero Tabella Rete PROCESSOSTILE DI INSEGNAMENTO MODI DI APPRENDIMENTO MODELLO RAPPORTO TRA MAPPA E INSEGNAMENTO Giuseppe Martini, Lanalisi disciplinare apre la programmazione in ANP Notizie,1994 Analisi disciplinare

47 Lanalisi disciplinare Significa: possederne lo statuto epistemologico e la dimensione storica, delineare la rete semantica dei concetti chiave: i saperi essenziali; ricercare i concetti ricorrenti che tessono la disciplina, che hanno valore strutturante e generativo di conoscenze, che ci permettono di riconoscere il già incontrato e prefigurare il senso di un nuovo contesto/contenuto; evidenziare i collegamenti tra le diverse discipline per superare la parcellizzazione delle conoscenze.

48 Dalle mappe disciplinari alla materia Linsegnante con la progettazione curricolare: seleziona i concetti portanti delle discipline; individua le relazioni esistenti tra essi; confronta la struttura dei saperi con la loro relatività storica; attribuisce il loro significato sociale. In questo modo abbandona il ruolo di depositario di una conoscenza immutabile che contrasta con la magmaticità della ricerca in atto.

49 Costruire un curricolo Linsieme delle situazioni di apprendimento mediante le quali gli insegnanti costruiscono un sistema di opportunità educative volte a fornire chiavi interpretative della realtà: - selezione di nuclei tematici disciplinari, - metodologia didattica e valutativa, - attività cognitive e metacognitive, - aspetti relazionali e organizzativi, - mezzi e risorse.

50 Cosa dice la norma sul curricolo: l art. 8 del Regolamento dellautonomia (DPR 275/99) 2. Le istituzioni scolastiche determinano, nel Piano dell'offerta formativa il curricolo obbligatorio per i propri alunni in modo da integrare, a norma del comma 1, la quota definita a livello nazionale con la quota loro riservata che comprende le discipline e le attività da esse liberamente scelte. Nella determinazione del curricolo le istituzioni scolastiche precisano le scelte di flessibilità previste dal comma 1, lettera e). 3. Nell'integrazione tra la quota nazionale del curricolo e quella riservata alle scuole è garantito il carattere unitario del sistema di istruzione ed è valorizzato il pluralismo culturale e territoriale, nel rispetto delle diverse finalità della scuola dell'obbligo e della scuola secondaria superiore.

51 Art. 8 del Regolamento dellautonomia 4. La determinazione del curricolo tiene conto delle diverse esigenze formative degli alunni concretamente rilevate, della necessità di garantire efficaci azioni di continuità e di orientamento, delle esigenze e delle attese espresse dalle famiglie, dagli Enti locali, dai contesti sociali, culturali ed economici del territorio. Agli studenti e alle famiglie possono essere offerte possibilità di opzione. 5. Il curricolo della singola istituzione scolastica, definito anche attraverso un'integrazione tra sistemi formativi sulla base di accordi con le Regioni e gli Enti locali, negli ambiti previsti dagli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 può essere personalizzato in relazione ad azioni, progetti o accordi internazionali. 6. L'adozione di nuove scelte curricolari o la variazione di scelte già effettuate deve tenere conto delle attese degli studenti e delle famiglie in rapporto alla conclusione del corso di studi prescelto.

52 Art. 8 del Regolamento dellautonomia Le scuole sono chiamate a sperimentare nuovi curricoli strutturati in obiettivi specifici di apprendimento relativi a competenze Curricoli caratterizzati da: continuità essenzialità trasversalità

53 Progettare/ valutare per competenze: un esempio Quadro comune europeo di riferimento per le lingue. Livello avanzato C2 C2 È in grado di comprendere senza sforzo praticamente tutto ciò che ascolta o legge. Sa riassumere informazioni tratte da diverse fonti, orali e scritte, ristrutturando in un testo coerente le argomentazioni e le parti informative. Si esprime spontaneamente, in modo molto scorrevole e preciso e rende distintamente sottili sfumature di Livello significato anche in situazioni piuttosto complesse. C1 È in grado di comprendere unampia gamma di testi complessi e piuttosto lunghi e ne sa ricavare anche il significato implicito. Si espri-me in modo scorrevole e spontaneo, senza un eccessivo sforzo per cercare le parole. Usa la lingua in modo flessibile ed efficace per scopi sociali, accademici e professionali. Sa produrre testi chiari, ben strutturati e articolati su argomenti complessi, mostrando di saper controllare le strutture discorsive, i connettivi e i meccanismi di coesione.

54 Progettare/ valutare per competenze: un esempio UN ESEMPIO Le Competenze di base IFTS Area L1 Per comprendere (leggere ed elaborare) testi scritti, anche complessi e strutturati, su argomenti concreti e astratti inerenti la vita quotidiana (dominio pubblico-sociale e privato-personale), distinguendo le diverse fonti informative e disponendo di un proprio vocabolario personale ampio e articolato Il soggetto ha bisogno di sapere come: Utilizzare efficacemente le proprie risorse cognitive linguistiche (ortografiche, sintattiche e lessicali), socio- linguistiche (convenzioni di scrittura, espressioni idiomatiche, registri e stili linguistici) e pragmatiche (organizzazione del discorso e funzioni comunicative) per percepire ed interpretare il testo Analizzare il contesto linguistico, riconoscendone le fonti informative, le finalità comunicative e gli strumenti espressivi linguistici e paralinguistici Distinguere le tipologie testuali (descrittivo, informativo, argomentativo e narrativo) Attivare tecniche diverse di lettura (skimming, scanning ecc.) in funzione delle specifiche finalità linguistiche Utilizzare le principali strategie linguistiche di: attivazione e setting di schemi mentali e aspettative ricettive, individuazione di segnali comunicativi, sviluppo e verifica di inferenze, revisione delle ipotesi interpretative

55 Progettare/ valutare per competenze:gli standard N ESEMPIO : Italiano Triennio Istituto Tecnico STANDARD DI LIVELLO Conoscenza frammentaria, non si orienta anche se guidato, commette gravi errori Conoscenza disorganica, non sa rielaborare, commette errori non gravi Conoscenza di base, comprende i contenuti, sa applicare le proprie conoscenze Conoscenza completa, comprende e sa esporre, commette a volte qualche imprecisione Conoscenza approfondita, comprende e rielabora in modo autonomo, corretto e argomentato COMPETENZE DI BASE Riconosce gli elementi fondamentali di una struttura comunicativa Analizza, riconoscendoli, gli elementi fondamentali di un testo Individua un genere letterario e la forma in cui è scritto Contestualizza la produzione di un autore Elabora autonomamente argomenti diversi con proprietà lessicale OBIETTIVI Acquisire sensibilità nei confronti dei testi letterari ed elaborare giudizi di valutazione sui testi stessi Saper utilizzare linguaggi specifici del contesto letterario Acquisire la capacità di elaborazione critica nella produzione scritta Acquisire la capacità di argomentare con il supporto di documenti Saper mettere in relazione le competenze specifiche con altri ambiti

56 Asse matematico: Uso delle tecniche di calcolo aritmetico e algebrico, Analisi delle figure geometriche, Strategie per la soluzione di problemi, Analisi e interpretazione di dati, anche con rappresentazioni grafiche Asse scientifico-tecnologico: Osservazione e analisi di fenomeni legati alle trasformazioni di energia, essere consapevoli delle potenzialità e limiti delle tecnologie nel contesto culturale e sociale in cui vengono applicate 3) Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia Asse dei linguaggi: Padronanza della lingua italiana, Utilizzare una lingua straniera (per scopi comunicativi e operativi); utilizzare gli strumenti fondamentali per la fruizione del patrimonio artistico e letterario, utilizzare e produrre testi multimediali. 1) Comunicazione nella madrelingua 2) Comunicazione nelle lingue straniere Assi culturali documento italianoQuadro europeo competenze chiave

57 Assi culturali documento italianoQuadro europeo competenze chiave Confluisce nellasse dei linguaggi4) Competenza digitale Non compare come competenza specifica, se ne ritrovano elementi nellasse dei linguaggi 8) Consapevolezza ed espressione culturale Asse storico-sociale: Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici, attraverso il confronto tra epoche e aree geografiche e culturali; collocare lesperienza personale in un sistema di regole; riconoscere le caratteristiche essenziali del sistema socio-economico. Di fatto include le competenze sociali e civiche, come pure lo spirito di iniziativa e imprenditorialità, ma li inquadra sulla dimensione storico-socio.economica. 6) Competenze sociali e civiche 7) Spirito di iniziativa e imprenditorialità Non compare come competenza specifica, se ne ritrovano elementi nellasse matematico e scientifico 5) Imparare a imparare

58 Autonomia e flessibilità

59 Flessibilità curricolare: i licei Per i percorsi liceali la quota oraria riservata alle scuole, è prevista nella misura del: 20% del monte ore complessivonel primo biennio, 20% del monte ore complessivo nel primo biennio, 30% nel secondo biennio 30% nel secondo biennio 20% nel quinto anno 20% nel quinto anno, non può essere ridotto in misura superiore a un terzo nellarco dei cinque anni. fermo restando che lorario previsto dal piano di studio di ciascuna disciplina non può essere ridotto in misura superiore a un terzo nellarco dei cinque anni. Nellultimo anno non possono essere soppresse le discipline previste nei piani di studio.

60 Flessibilità curricolare:gli istituti tecnici AUTONOMIA Si applica il Decreto Ministeriale n. 47 del 13 giugno 2006: 20% FLESSIBILITÀ 30 % di flessibilità nel secondo biennio 35 % nel quinto anno, solo in relazione alle AREE di INDIRIZZO per rispondere a documentate richieste del territorio, del mondo del lavoro e delle professioni Gli spazi di flessibilità consentono: di articolare le aree di indirizzo in opzioni non previste dal regolamento.

61 AUTONOMIA Si applica il Decreto Ministeriale n. 47 del 13 giugno 2006: 20% FLESSIBILITA 25% nel primo biennio; 35 % nel secondo biennio 40 % nel quinto anno solo nelle AREE di INDIRIZZO per: rispondere a documentate richieste del territorio, del mondo del lavoro e delle professioni; organizzare unofferta formativa coordinate con il sistema di istruzione e formazione professionale di competenza delle Regioni. Flessibilità curricolare: gli istituti professionali


Scaricare ppt "Classi prime a.s. 2010 - 2011 Suggerimenti di buon senso per la progettazione didattica Grazia Fassorra."

Presentazioni simili


Annunci Google