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1861-2011 150° Anniversario Unità dItalia (di Paola Poppi)

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Presentazione sul tema: "1861-2011 150° Anniversario Unità dItalia (di Paola Poppi)"— Transcript della presentazione:

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2 ° Anniversario Unità dItalia (di Paola Poppi)

3 LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ….Celebrare quell'anniversario, centocinquant'anni di Italia unita, non è un rito retorico. Non possiamo come Nazione pensare il futuro senza memoria e coscienza del passato… (dal Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Palazzo del Quirinale, 31/12/2010)

4 150° ANNIVERSARIO UNITÀ DITALIA Il 17 Marzo 2011 ricorre il 150° Anniversario dellUnità dItalia. Nel corso del 2011 molte sono le iniziative e cerimonie ufficiali organizzate per ricordare quellevento. Per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha promosso un itinerario nei Luoghi della Memoria, partito da Genova il 5 Maggio scorso. Proprio dallo scoglio di Quarto il 5 maggio 1860 prese avvio, con la Spedizione dei Mille, la fase conclusiva del lungo percorso del movimento per l'Unità, che sarebbe culminata il 17 Marzo 1861 nella Proclamazione dello Stato Unitario.

5 150° ANNIVERSARIO UNITÀ DITALIA Con la deposizione di una corona d'alloro alla stele di Quarto, luogo storico da cui partì la spedizione dei Mille, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inaugura l'anno di celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. ( foto tratta da multimedia quotidiano.net)

6 I FRANCOBOLLI Sempre il 5 maggio 2010 è uscita la serie di francobolli che apre i festeggiamenti per il 150° Anniversario dellUnità dItalia. Realizzati da Angelo Merenda, i quattro i francobolli, riuniti in foglietto, riproducono opere pittoriche che custodiscono la memoria del Risorgimento Italiano e sono dedicati rispettivamente ad altrettante tappe del processo di unificazione: la PARTENZA DI GARIBALDI DA QUARTO : il quadro fa parte della collezione conservata nel Museo Nazionale del Risorgimento di Torino lo SBARCO A MARSALA : il quadro appartiene alla Fondazione Bergamo nella Storia – Museo Storico di Bergamo la BATTAGLIA DI CALATAFIMI : il quadro è esposto al Museo del Risorgimento di Milano LINCONTRO DI TEANO : il quadro che ritrae Giuseppe Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II nello storico incontro di Teano si trova al Palazzo Pubblico di Siena. A completare la grafica del foglietto, del valore complessivo di 3,10, è raffigurata una scena della storica impresa garibaldina ispirata ad unantica incisione, oltre al logo tricolore realizzato per i festeggiamenti del secolo e mezzo dellUnità italiana.

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8 IL COMITATO NAZIONALE DEI GARANTI PER LE CELEBRAZIONI E stato istituito un I Comitato dei Garanti per le Celebrazioni che ha il compito di verificare e monitorare il programma delle iniziative legate alle celebrazioni dell'Unità Nazionale, sulla base delle informazioni trasmesse dal Comitato interministeriale. Dal 23 novembre 2007, data dell'istituzione del Comitato dei Garanti,fino al 20 aprile 2010 il Comitato dei Garanti è stato presieduto dal Presidente Emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. A seguito delle dimissioni del Presidente Ciampi, l'incarico della Presidenza del Comitato dei Garanti è stato conferito al Prof. Giuliano Amato. I Componenti del Comitato sono scelti tra personalità qualificate, appartenenti a diversi ambiti del mondo della cultura, che possano così garantire un orientamento politico e culturale pluralistico.

9 IL COMITATO NAZIONALE DEI GARANTI PER LE CELEBRAZIONI La composizione, così come prevista dall'ultimo Decreto del 9 luglio 2010, è la seguente: Giovanni Allevi, Gaetano Armao, Maria Lucia Baire, Walter Barberis, Vittorio Bo, Roberto Bolle, Pietrangelo Buttafuoco, Pierluigi Ciocca, Michele Coppola, Piero Craveri, Pasquale De Lise, Ernesto Galli della Loggia, Andrea Giardina, Louis Godart,Stefano Lucchini, Francesco Margiotta Broglio, Claudio Martelli, Alberto Melloni, Fiorenza Mursia, Lorenzo Ornaghi, Francesco Perfetti, Roberto Pertici, Andrea Riccardi, Elena Aga Rossi, Giovanni Sabatucci, Giovanni Tassani, Gianni Toniolo, Marcello Veneziani

10 IL LOGO UFFICIALE

11 Tre bandiere tricolore che sventolano a rappresentare i tre giubilei del 1911, 1961, 2011, in un collegamento ideale tra le generazioni: è il logo del 150º Anniversario dell'Unità d'Italia che si celebrerà nel Il logo è pensato per essere una immagine-segnale che ricordi il coraggio, il sogno, la gioia profondamente umana che accompagnò i fatti che portarono all'Unità d'Italia: per tirarli fuori dai libri di Storia e trasformarli in emozione ancora attuale. Un logo allegro, positivo, vivo.

12 IL LOGO UFFICIALE Scendendo dai motivi ideali più nel dettaglio grafico, "la forma della bandiera è il risultato di uno studio che integra le suggestioni di festa, di vele gonfie e di volo d'uccello. Con la reiterazione della forma, si accentua il senso di coralità". Quanto al percorso di creazione del logo, "si parte dall'indagine sui simboli sedimentati, primo fra tutti: il tricolore, declinato in una composizione piena di energia, che evoca lo sventolare di bandiere in festa". Inoltre, "il logo si presta ad essere facilmente adottato all'interno dei tanti progetti che si svolgeranno nel Paese, senza invadere la specificità di ogni manifestazione". ( dal sito italiaunita150.it )

13 17 MARZO 2011 Il 17 Marzo 2011, giorno del 150° Anniversario dellUnità dItalia, sarà Festa Nazionale.

14 1861: NASCE L'ITALIA Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo Unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861".

15 1861: NASCE L'ITALIA Sono le parole che si possono leggere nel documento della Legge n del Regno di Sardegna e valgono come Proclamazione ufficiale del Regno d'Italia, che fa seguito alla seduta del 14 marzo 1861 del Parlamento, nella quale è stato votato il relativo Disegno di Legge. l 21 aprile 1861 quella Legge diventa la n. 1 del Regno d'Italia. In circa due anni, dalla primavera del 1859 alla primavera del 1861, nacque, da un 'Italia divisa in sette Stati, il nuovo regno. Un percorso che parte dalla vittoria militare degli eserciti franco- piemontesi nel 1859 e dal contemporaneo progressivo sfaldarsi dei vari Stati italiani, che avevano legato la loro sorte alla presenza dell'Austria nella penisola,e si conclude con la Proclamazione di Vittorio Emanuele II Re d'Italia. (dal sito italia unita 150.it)

16 PER SAPERNE DI PIÙ Le tappe principali del Processo di Unificazione

17 IL RISORGIMENTO Il Risorgimento è quel processo storico che portò alla formazione dello Stato Nazionale Unitario in Italia.

18 Il Congresso di Vienna si tenne tra Ottobre 1814 e Giugno 1815, dopo la sconfitta di Napoleone. Le nazioni che vi parteciparono decisero di ristabilire la situazione politica esistente in Europa prima della Rivoluzione Francese e di Napoleone. I re tornarono sui loro troni e fu restaurata la monarchia assoluta, furono cioè abolite la divisione dei poteri e le riforme. I rappresentanti di Austria, Russia e Prussia strinsero un patto, la Santa Alleanza, con il quale si promettevano reciproco aiuto in caso di ribellione dei popoli o di invasione da parte di altri Stati. Iniziò il periodo della Restaurazione. IL CONGRESSO DI VIENNA Il Congresso di Vienna ( stampa - Raccolta Bertarelli - Milano )

19 Al Congresso di Vienna del 1815 gli Stati vincitori contro Napoleone decisero il nuovo assetto geografico e politico dell'Europa : -Regno dInghilterra -Confederazione Germanica -Regno Austro-Ungarico -Regno di Prussia -Impero Russo -Regno di Francia -Regno di Spagna -Regno del Portogallo -Regno di Svezia -Regno di Norvegia -Impero Ottomano -lItalia suddivisa in tanti Stati LEUROPA DOPO IL CONGRESSO DI VIENNA

20 LITALIA DOPO IL CONGRESSO DI VIENNA Dopo il Congresso di Vienna, lItalia fu nuovamente divisa in tanti piccoli Stati, ognuno col proprio sovrano e le proprie leggi: -il Regno di Sardegna : Piemonte, Val dAosta, Liguria e Sardegna, con a capo i Savoia -il Lombardo-Veneto faceva parte dellImpero Austro-Ungarico, sotto il dominio dellAustria -lo Stato Pontificio : comprendeva parte dellEmilia e lItalia Centrale con a capo il papa -il Regno delle Due Sicilie : comprendeva lItalia Meridionale e la Sicilia sotto la dinastia dei Borboni -il Graducato di Toscana -i Ducati di Modena, Parma e Massa Carrara -il Principato di Lucca

21 In tutta Europa la Restaurazione degli antichi regimi non bloccò del tutto la diffusione delle idee di libertà, uguaglianza, fratellanza della Rivoluzione Francese. Tuttavia, la stretta sorveglianza della polizia rendeva molto difficile lorganizzazione concreta di azioni di protesta. Così, coloro che combattevano per il ritorno della libertà cominciarono a incontrarsi di nascosto e a riunirsi in società segrete. LE SOCIETÀ SEGRETE

22 Le società segrete avevano scopi diversi nei vari Paesi. Dove la Nazione era indipendente, come in Spagna, esse lottavano per la libertà e i diritti costituzionali. Dove invece, come in Italia, il Paese era diviso e sottomesso al dominio straniero, volevano prima di tutto lindipendenza e lunità nazionale. In Italia la società segreta più importante fu la Carboneria, chiamata così perché i suoi aderenti, per nascondere la loro attività alla polizia, fingeva di trovarsi per vendere il carbone e usava il linguaggio dei carbonai. LA CARBONERIA

23 I MOTI del Nel 1820 scoppiarono i primi moti rivoluzionari in Spagna. Anche in Piemonte, nel Lombardo- Veneto e a Napoli i Carbonari organizzarono rivolte. Dovunque in Europa e in Italia le insurrezioni furono represse; molti degli organizzatori furono uccisi, condannati al carcere o costretti allesilio. Due tra i maggiori carbonari italiani, Silvio Pellico e Pietro Maroncelli, furono arrestati dalla polizia austriaca e condannati ad una dura pena nel carcere austriaco dello Spielberg. Silvio Pellico raccontò questa sua esperienza nel libro Le mie prigioni. Il dipinto di Giovan Battista Biscarra ritrae il momento della partenza da Venezia di Silvio Pellico e Pietro Maroncelli, diretti al carcere dello Spielberg

24 Nel 1830 scoppiarono nuovi moti rivoluzionari in diverse parti dEuropa: Francia, Olanda, Grecia … In Italia le rivolte scoppiarono in Romagna, nello Stato Pontificio, a Modena. Le insurrezioni, però, fallirono e molti degli organizzatori furono imprigionati o condannati a morte. Tra gli insorti spicca la figura di Ciro Menotti, che nel 1831 guidò i moti a Modena. Fu arrestato e condannato a morte. I MOTI del Ciro Menotti

25 GIUSEPPE MAZZINI E LA GIOVINE ITALIA Giuseppe Mazzini nacque a Genova nel Si iscrisse alla Carboneria e partecipò ai falliti moti del Fu arrestato e costretto allesilio in Francia, in Svizzera e in Inghilterra. Nel 1831, dopo aver riflettuto sugli errori dei primi moti rivoluzionari, fondò a Marsiglia una nuova società segreta, la Giovine Italia. Le idee di Mazzini si proponevano di rendere lItalia una, libera, indipendente, repubblicana. Per realizzare ciò, Mazzini riteneva che era necessario coinvolgere tutto il popolo nella lotta per lindipendenza e la libertà. Giuseppe Mazzini

26 VINCENZO GIOBERTI E CARLO CATTANEO I patrioti italiani protagonisti del Risorgimento non erano tutti a favore della formazione di uno Stato Italiano unitario. Cera chi pensava che le tante realtà italiane potessero convivere meglio in uno Stato federale, come gli Stati Uniti dAmerica. Il sacerdote piemontese Vincenzo Gioberti era favorevole ad una federazione dei regni allora esistenti, guidata dal papa. Il milanese Carlo Cattaneo proponeva una federazione di repubbliche rette dalla borghesia. Vincenzo GiobertiCarlo Cattaneo

27 Nel 1848 fu un anno di grandi cambiamenti. In tutta Europa scoppiarono nuovi moti rivoluzionari : a Parigi dove il popolo si ribellò contro il re e fu proclamata la Repubblica in Germania, dove fu concessa la Costituzione, presto, però revocata in Austria, dove gli scontri indussero lImperatore a promettere la Costituzione. IL 1848 Insurrezione in Germania

28 IL 1848 Anche in Italia il popolo insorse chiedendo soprattutto libertà e indipendenza : a Venezia cacciarono gli Austriaci e fu proclamata la Repubblica a Milano, dopo cinque giornate di scontri, gli insorti costrinsero gli Austriaci ad abbandonare la città e a rifugiarsi nelQuadrilatero, formato dalle quattro città fortificate di Mantova, Verona, Peschiera e Legnago a Roma venne cacciato il papa Pio IX e fu proclamata la Repubblica a Firenze, Brescia, Modena e Parma. I patrioti lombardi chiesero al re di Sardegna, Carlo Alberto, di intervenire con lesercito in loro aiuto. Le cinque giornate di Milano dipinte da Baldassarre Verazzi

29 CARLO ALBERTO DI SAVOIA Carlo Alberto di Savoia nacque a Torino nel Fu Re di Sardegna dal 1831 al Ha legato il suo nome alla promulgazione Statuto albertino, che rese il Regno di Sardegna, prima, e l'Italia, poi, una Monarchia costituzionale. Lo Statuto albertino rimase in vigore fino all'adozione della Costituzione Italiana. Nel 1848 dichiarò guerra allAustria. Sconfitto nel 1849, abdicò (rinunciò al titolo di re) in favore del figlio Vittorio Emanuele II.(I Guerra dIndipendenza) Carlo Alberto

30 PAPA PIO IX Pio IX (Giovanni Mastai Ferretti) divenne papa nel Nei primi due anni del suo pontificato governò lo Stato Pontificio con una progressiva apertura alle richieste libertarie della popolazione, concedendo una Costituzione. Nel1848 la rivolta che portò alla costituzione della Repubblica Romana lo costrinse a rifugiarsi a Gaeta. Nel 1850 fece ritorno a Roma grazie alla protezione delle truppe francesi di Napoleone III. Nel 1870, alla caduta di Napoleone III, le truppe del Regno d'Italia entrarono a Roma ed il Papa si ritirò nel Vaticano rifiutando di riconoscere il nuovo Stato. Papa Pio IX

31 IL CANTO DEGLI ITALIANI Il mazziniano Goffredo Mameli, patriota e poeta, morto durante la difesa della Repubblica Romana, fu lautore dellInno Nazionale Il Canto degli Italiani, noto come Fratelli dItalia. Michele Novaro ne scrisse la musica; compose decine di canti patriottici e organizzò spettacoli per la raccolta di fondi destinati alle imprese garibaldine. In quel periodo furono composti molti canti popolari sulla libertà, come Addio, mia bella, addio. Goffredo Mameli Michele Novaro

32 LA I GUERRA DINDIPENDENZA Le rivolte popolari convinsero Carlo Alberto, re di Sardegna, a concedere la Costituzione, lo Statuto Albertino. Il 23 Marzo 1848 Carlo Alberto dichiarò guerra allAustria. Iniziava la I Guerra dIndipendenza. In un primo tempo il Granducato di Toscana, lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie si allearono col Piemonte, poi sia il Papa che il re di Napoli ritirarono le loro truppe. Dopo alcune vittorie iniziali, nel 1849 lesercito piemontese fu sconfitto a Custoza e a Novara. La Lombardia e il Veneto restarono sotto il diretto governo dellAustria. Battaglia di Novara

33 Carlo Alberto abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II. Negli Stati italiani tutto tornò come prima: i vari sovrani, anche sotto la pressione dellAustria, revocarono le riforme concesse nel Le piccole repubbliche di Roma e Venezia furono abbattute dagli eserciti austriaco e francese. Il Regno di Sardegna, nonostante la sconfitta subita, mantenne i propri confini. LA I GUERRA DINDIPENDENZA La Repubblica romana

34 VITTORIO EMANUELE II DI SAVOIA Vittorio Emanuele II era il primogenito di Carlo Alberto di Savoia-Carignano, re di Sardegna, e di Maria Teresa d'Asburgo-Toscana. Diventò Re di Sardegna nel 1849, dopo l'abdicazione di Carlo Alberto. Per i sentimenti patriottici che lanimarono, fu chiamato il Re Galantuomo. Partecipò come comandante supremo alla II e alla III Guerra dIndipendenza. Fu il primo Re dItalia. Vittorio Emanuele II

35 CAMILLO BENSO CONTE DI CAVOUR Dopo la sconfitta contro l Austria Vittorio Emanuele II affidò il governo a Camillo Benso Conte di Cavour. Lobiettivo di Cavour era quello di unificare lItalia sotto la famiglia reale dei Savoia, ma per fare questo occorreva portare il Regno di Sardegna allaltezza delle nazioni europee più progredite. Migliorò le condizioni economiche del Piemonte : fece costruire canali di irrigazione, strade, ferrovie. Stabilì unalleanza militare con la Francia di Napoleone III in cambio della cessione di Nizza e della Savoia. Camillo Benso Conte di Cavour

36 LA II GUERRA DINDIPENDENZA Poiché la Francia sarebbe intervenuta solo se fosse stata lAustria ad attaccare il Piemonte, Cavour cercò di provocare lintervento militare austriaco. Nel 1858 lungo il confine con la Lombardia si concentrarono le truppe piemontesi e i volontari provenienti da ogni parte dellItalia. LAustria ne ordinò il ritiro. Al rifiuto di Cavour, lAustria dichiarò guerra al Piemonte. Iniziava la II Guerra dIndipendenza. Napoleone III mandò i suoi soldati in aiuto del Piemonte. La Battaglia di Solferino

37 Garibaldi, tornato dallAmerica, ottenne il comando dellesercito dei volontari, i Cacciatori delle Alpi. Lesercito austriaco fu ripetutamente sconfitto a Magenta, Solferino e San Martino. Mentre si combatteva in Lombardia e in Veneto, i patrioti dellEmilia e della Toscana insorsero, cacciando i loro sovrani e chiedendo lannessione (lunione) al Piemonte; così accadde anche in alcune città dello Stato Pontificio. Napoleone III, alleato del papa, firmò larmistizio di Villafranca con gli Austriaci. LA II GUERRA DINDIPENDENZA La Battaglia di San Martino

38 La Lombardia riuscì a unirsi al Regno di Sardegna. Cavour concesse ugualmente alla Francia Nizza e la Savoia, in cambio della possibilità di far decidere ai cittadini lannessione (lunione) al Piemonte. In Emilia, Romagna e Toscana si svolsero i plebisciti (le votazioni) : i cittadini scelsero di unirsi al Regno di Sardegna, che a quel punto comprendeva gran parte dellItalia Settentrionale. LA II GUERRA DINDIPENDENZA

39 GIUSEPPE GARIBALDI Giuseppe Garibaldi nacque a Nizza nel È uno dei personaggi storici italiani più celebri nel mondo. Partecipò allattività della Giovine Italia di Mazzini, che gli costò lesilio in America Meridionale, dove combatté nelle guerre per lindipendenza. Nel 1848 tornò in Italia e fu uno dei protagonisti del Risorgimento; nel 1849 combatté in difesa della Repubblica Romana. Per il suo impegno a favore della libertà sia in Europa, sia in America meridionale fu chiamato l Eroe dei due mondi. Giuseppe Garibaldi

40 Garibaldi, dopo la Spedizione dei Mille, ebbe molti contrasti con il governo che ne temeva la popolarità e la tendenza ad agire in modo autonomo. Nel 1862, mentre avanzava verso Roma, fu bloccato in Aspromonte dallesercito piemontese. Nel 1866 partecipò alla III Guerra diIndipendenza. Nel 1867 tentò ancora la presa di Roma, ma fu respinto dalle truppe francesi, che difendevano la città del papa. Si ritirò nellisola di Caprera (Sardegna), dove morì nel GIUSEPPE GARIBALDI Giuseppe Garibaldi

41 LA SPEDIZIONE DEI MILLE Intanto nella primavera del 1860 erano scoppiati moti anche nel Regno delle Due Sicilie. Garibaldi organizzò una spedizione di mille volontari, la cosiddetta Spedizione dei Mille, per liberare lItalia Meridionale dai Borboni. Il 5 Maggio 1860 partì da Quarto, vicino a Genova, a bordo delle navi Piemonte e Lombardo. A Talamone, in Toscana, con uno stratagemma, Garibaldi si fece consegnare armi e munizioni dal comandante di una fortezza spagnola. La partenza di Garibaldi da Quarto Il quadro fa parte della collezione conservata nel Museo Nazionale del Risorgimento di Torino

42 I garibaldini sbarcarono a Marsala, in Sicilia; in pochi giorni, aiutati anche dalla popolazione, entrarono a Palermo e liberarono tutta lisola, dopo aver sconfitto lesercito borbonico a Milazzo. Garibaldi risalì la penisola, sbarcò in Calabria e, dopo poche settimane, raggiunse la Campania, liberò Napoli, mettendo in fuga il re Francesco II di Borbone. Garibaldi ottenne la sua più grande vittoria militare nella Battaglia del Volturno, mentre i soldati piemontesi si dirigevano verso il Sud, con il re deciso a imporre la propria sovranità sulle regioni conquistate. LA SPEDIZIONE DEI MILLE Lo Sbarco a Marsala Il quadro appartiene alla Fondazione Bergamo nella Storia – Museo Storico di Bergamo

43 Cavour, che temeva un'influenza mazziniana e repubblicana su Garibaldi, sostenuto anche da Napoleone III, inviò truppe nello Stato Pontificio, occupando Marche e Umbria. Garibaldi, che per ordine del re Vittorio Emanuele II si era fermato in Campania, incontrò poi il re a Teano e gli consegnò le terre da lui conquistate. Nel frattempo le Marche e lUmbria, che facevano parte dello Stato Pontificio, chiesero lannessione al Piemonte. LA SPEDIZIONE DEI MILLE Lincontro di Teano Il quadro che ritrae Giuseppe Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II nello storico incontro di Teano si trova al Palazzo Pubblico di Siena

44 LA PROCLAMAZIONE DEL REGNO DITALIA Il 17 Marzo 1861 a Torino si riunì per la prima volta il Parlamento Italiano, che proclamò Vittorio Emanuele II Re dItalia. Nasceva il Regno dItalia, con capitale Torino. Nel 1865 la capitale fu trasferita a Firenze, in un progressivo avvicinamento a Roma, che era ritenuta la vera capitale dItalia. Roma diventò capitale nel Sala del Parlamento del Regno dItalia Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino

45 LITALIA NEL 1861 Per il compimento definitivo dellUnità sarebbero occorsi ancora parecchi anni. Il territorio del nuovo Regno dItalia non comprendeva ancora: -il Veneto (III Guerra dIndipendenza 1866) -il Lazio e Roma (1870/1871) - il Trentino e il Friuli (I Guerra Mondiale 1914/1918). LItalia nel 1861

46 LITALIA UNITA Il nuovo Stato si trovò alle prese con problemi difficili da risolvere, legati soprattutto alle grandi diversità tra regione e regione, dovute a secoli di divisioni. Le condizioni di vita degli Italiani erano differenti: in alcune regioni leconomia era sviluppata, mentre in altre cerano ancora situazioni di arretratezza e povertà. Molte persone non parlavano litaliano e si esprimevano in dialetto, non sapevano né leggere né scrivere. Si trattava di unificare le leggi, la lingua, leconomia; occorreva sviluppare le strade e le ferrovie, istituire scuole. Nelle regioni meridionali i contadini, delusi dal nuovo Stato da cui si aspettavano migliori condizioni di vita, protestarono e si ribellarono. Alcuni di loro si diedero alla macchia e diventarono briganti. Il governo intervenne con lesercito per reprimere il fenomeno del brigantaggio, ma non migliorò le condizioni di vita della popolazione. Per molti, lunica via per sfuggire alla miseria era lemigrazione : centinaia di migliaia di Italiani emigrarono in altri Paesi, come lAmerica, in cerca di lavoro e di una vita migliore.

47 RISORGIMENTO E RESISTENZA Un filo diretto collega Risorgimento e Resistenza antifascista, come hanno sottolineato spesso gli studiosi e lattuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi. Capire il Risorgimento è importante anche per comprendere il valore ideale della Resistenza antifascista. Gli uomini e le donne che si sono opposti al fascismo e al nazismo cercarono e trovarono nelle idee degli uomini del Risorgimento esempi e motivazioni per il loro impegno. Nonostante le ombre e le luci che accompagnarono le due più importanti esperienze della storia italiana il Risorgimento e la Resistenza, entrambe sono state sostenute dallidea che patria vuol dire libertà comune di un popolo che vuole vivere libero fra popoli liberi.

48 LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA … Sappiamo che il Risorgimento e il moto unitario sono stati processi storici molto complessi e travagliati, hanno conosciuto asprezze, contraddizioni, sconfitte, successi … … È stato un cammino composto di molte fasi, anche molto critiche e molto difficili, per non dire drammatiche, nello sviluppo del nostro Paese. Lungo questo cammino c'è stato lo sforzo per il superamento dei limiti e dei vizi d'origine della formazione dello Stato nazionale unitario. La strada è stata segnata, possiamo ben dire, dalla Costituzione repubblicana … La nascita del nostro Stato unitario e la sua rinascita su basi democratiche, è avvenuta nel segno della Costituzione repubblicana … … E nei principi di quella Costituzione possiamo trovare la strada anche per portare avanti innovazioni indispensabili ….

49 PER APPROFONDIRE Molti sono i testi e i documenti utili ad approfondire le tematiche relative allUnità dItalia. Mi limito a suggerire il materiale consultato di recente, dove si possono trovare alcune notizie poco note Unampia bibliografia si può trovare sul sito italiaunita150.it Giorgio Napolitano - PER LUNITÀ DITALIA - (Discorsi e interventi ottobre 2009 – giugno 2010 Verso il 150° Anniversario della fondazione dello Stato Nazionale) - Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Sito quirinale.it Aldo Cazzullo - VIVA LITALIA - Mondadori Carlo Fruttero/Massimo Gramellini - LA PATRIA,BENE O MALE- Mondadori Siti : quirinale.it, Italiaunita 150.it, pavonerisorse.it, aviazioneitaliana.it, italia150.rai.it, risorgimentoitalianoricerche.it, la repubblica.it, il corriere della sera.it, la stampa.it. Le foto sono tratte da vari siti internet (Italiaunita 150.it, quirinale.it, wikipedia, biografieonline.it, museomentana.it, popolodelsud.it, rncmusic.it, webalice.it soldatiniestoria.blog. tiscali.it, tavernacatena.com, wikimedia e altri)

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