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LE NUOVE FRONTIERE DEL NURSING ONCOLOGICO RESPONSABILITÀ INFERMIERISTICHE NELLA GESTIONE DEL SISTEMA PORT A CATH Marco Cavarra.

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Presentazione sul tema: "LE NUOVE FRONTIERE DEL NURSING ONCOLOGICO RESPONSABILITÀ INFERMIERISTICHE NELLA GESTIONE DEL SISTEMA PORT A CATH Marco Cavarra."— Transcript della presentazione:

1 LE NUOVE FRONTIERE DEL NURSING ONCOLOGICO RESPONSABILITÀ INFERMIERISTICHE NELLA GESTIONE DEL SISTEMA PORT A CATH Marco Cavarra

2 INTRODUZIONE Nella gestione di pazienti critici, di terapia intensiva, di oncologia, di ematologia oppure in assistenza domiciliare, e in ogni caso di tutti quei pazienti il cui approccio terapeutico è complesso, si rivela estremamente utile disporre di Nella gestione di pazienti critici, di terapia intensiva, di oncologia, di ematologia oppure in assistenza domiciliare, e in ogni caso di tutti quei pazienti il cui approccio terapeutico è complesso, si rivela estremamente utile disporre di VALIDO ACCESSO VENOSO VALIDO ACCESSO VENOSO PROCESSO ASSISTENZIALE E CURATIVO PROCESSO ASSISTENZIALE E CURATIVO

3 In questi pazienti di norma il PROGRAMMA TERAPEUTICO prevede: Polichemioterapia aggressiva, lesiva per i vasi a bassa portata Polichemioterapia aggressiva, lesiva per i vasi a bassa portata Prelievi ematici multipli Prelievi ematici multipli Infusione di fluidi ed elettroliti Infusione di fluidi ed elettroliti Trasfusioni di sangue ed emocomponenti Trasfusioni di sangue ed emocomponenti Nutrizione artificiale (NPT) Nutrizione artificiale (NPT) Terapia antalgica Terapia antalgica Terapie palliative Terapie palliative INTRODUZIONE

4 RUOLO DELLINFERMIERE Gli infermieri hanno un ruolo fondamentale: nella gestione dellaccesso venoso centrale nella gestione dellaccesso venoso centrale nellinformazione nellinformazione nelleducazione sanitaria al paziente nelleducazione sanitaria al paziente

5 RUOLO DELLINFERMIERE Il paziente lo si dovrà aiutare ad accettare i cambiamenti della sua vita futura e probabilmente per un lungo periodo … … …

6 RUOLO DELLINFERMIERE … … … cambiamenti conseguenti oltre che dalla malattia anche dalla presenza del presidio venoso, necessario a facilitare il suo programma di cura, ma certamente non privo di possibili complicanze

7 RUOLO DELLINFERMIERE È necessario che gli infermieri siano consapevoli: del ruolo che rivestono in questo aspetto della loro professione del ruolo che rivestono in questo aspetto della loro professione che siano preparati ad agire con competenza che siano preparati ad agire con competenza se non sufficientemente pronti, si sentano obbligati a cercare formazione e aggiornamento se non sufficientemente pronti, si sentano obbligati a cercare formazione e aggiornamento

8 IL PAZIENTE ONCOLOGICO Le principali indicazioni al posizionamento di un Port-a-Cath nei pazienti con tumore sono rappresentate: ACCESSO VASCOLARE INSUFFICIENTE US0 PERIODICO CHEMIOTERAPIA INTENSIVA CHEMIOTERAPIA PERIODICA IN DAY-HOSPITAL

9 IL PAZIENTE ONCOLOGICO Altre indicazioni al posizionamento di un Port-a-Cath: NECESSITÀ DI UN ACCESSO VENOSO CHE PERDURI NEL TEMPO NUTRIZIONE PARENTERALE INFUSIONE DI FARMACI PAZIENTE GIOVANE CON VITA DI RELAZIONE ATTIVA

10 SISTEMI TOTALMENTE IMPIANTABILI Port-a-Cath Sono costituiti da due elementi fondamentali: Il RESERVOIR (o PORT) impiantato sottocute Il CATETERE VENOSO CENTRALE Connessi tra loro tramite un sistema di raccordo

11 RESERVOIR o PORT È costituito da un diaframma di silicone denso, autosigillante (MEMBRANA PERFORABILE), È costituito da un diaframma di silicone denso, autosigillante (MEMBRANA PERFORABILE), con una parte centrale rialzata (SETTO), con una parte centrale rialzata (SETTO), rivestito di un serbatoio in titanio, acciaio inossidabile, plastica o polisulfone simile a un piccolo disco (CAMERA)

12 RESERVOIR o PORT

13 Il corpo principale (PORT) ha lunghezza variabile da 9,8 ai 17 mm, un diametro da 16,5 a 40 mm, un volume interno da 0,2 a 1,47 ml e un peso variabile da 2,1 a 28,8 grammi Il sistema può essere a LUME SINGOLO o DOPPIO, di dimensioni pediatriche o relativamente piatti Il setto può essere perforato fino a volte circa

14 RESERVOIR o PORT

15 Di norma il Port, per un facile e stabile accesso, è impiantato chirurgicamente in una tasca del tessuto sottocutaneo tra la linea mediana toracica e il terzo distale della clavicola Esistono anche dei Port brachiali (Pas-Port) il cui catetere è inserito in una vena del braccio tramite dispositivo guida

16 SEDI di IMPIANTO di SISTEMI PORT

17 CATETERE VENOSO CENTRALE Il catetere è costituito in silicone o poliuretano Il catetere connesso al port può essere a punta aperta o chiusa (valvola antireflusso)

18 GESTIONE DEL PORT Deve essere effettuata solo da Personale Infermieristico molto esperto, poiché manovre sbagliate potrebbero provocare anche gravi danni al paziente

19 GESTIONE DEL PORT I principi basilari per laccesso e il mantenimento di un Port sono: Utilizzo di Aghi di Huber o di Aghi Gripper Utilizzo di Aghi di Huber o di Aghi Gripper Irrigazione del dispositivo per verificarne la pervietà Irrigazione del dispositivo per verificarne la pervietà Mantenimento di una pressione positiva quando si ritira lago Mantenimento di una pressione positiva quando si ritira lago Eparinizzazione una volta al mese (se non utilizzato) e dopo ciascun uso Eparinizzazione una volta al mese (se non utilizzato) e dopo ciascun uso

20 GESTIONE DEL PORT La punta del Gripper o dellAgo di Huber sono disegnati in modo tale che sia piegata e non rovini il setto Ago GripperAgo di Huber a 90°

21 GESTIONE DEL PORT Sono Aghi speciali, non carotanti che preservano il setto e lo rendono utilizzabile per un lungo periodo Ago di Huber

22 GESTIONE DEL PORT Sono disponibili come aghi singoli che possono essere connessi ad una siringa o ad un deflussore oppure come un dispositivo unico già comprensivo di un piccolo deflussore Ago Gripper connesso al deflussore

23 GESTIONE DEL PORT I raccordi o il sistema monouso offrono un sistema chiuso, con riduzione del rischio di compromettere la sterilità, dispongono di un tappino in gomma autosigillante o un raccordo a Y che facilita il cambio della siringa, i prelievi di sangue e lirrigazione Ago Gripper con tappino in gomma autosigillante e con raccordo a Y Ago Gripper con protezione

24 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT Raccogliere tutto il materiale necessario Guanti monouso non sterili Guanti monouso sterili Batuffoli di garza sterili Garze 10x10 non sterili Siringhe da 10 e 20 cc Ago Gripper (da 19 o 25 mm) o Ago di Huber Soluzione Fisiologica in fiale da 10 ml Iodio Povidone (Betadine Chirurgico) Soluzione Eparinata Esano Acqua Ossigenata Lametta per eventuale tricotomia Tappini sterili Telino monouso Medicazione sterile trasparente o garzata Contenitore per smaltimento aghi e taglienti

25 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT Assicurare la privacy al paziente Assicurare la privacy al paziente Illustrare al paziente la procedura alla quale sarà sottoposto, in questo modo sarà più tranquillo e collaborerà con linfermiere se necessario Illustrare al paziente la procedura alla quale sarà sottoposto, in questo modo sarà più tranquillo e collaborerà con linfermiere se necessario Obbligo assoluto di un buon lavaggio antisettico delle mani Obbligo assoluto di un buon lavaggio antisettico delle mani

26 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT Preparare adeguatamente il sito della medicazione: tricotomia, se necessario

27 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT Preparare il campo sterile utilizzando tecniche asettiche Stendere il telino monouso su un piano di appoggio adeguato Aprire i guanti monouso sterili sul campo Aprire la confezione di batuffoli di garza sterili e della medicazione e farli cadere sul telino Aprire lago Gripper o lago di Huber sul campo sterile Aprire una siringa da 10 cc in modo sterile e farla cadere sul campo sterile

28 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT Raccordare la siringa, pre-riempita di soluzione fisiologica in modo sterile, con lestremità della prolunga dellago Gripper Riempire il raccordo dellago e lago Gripper, facendo fuoriuscire tutta laria e chiudendo subito dopo il morsetto della prolunga

29 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT 1 2 3

30 Identificare e localizzare palpatoriamente la camera del reservoir sottocutanea

31 Disinfettare con batuffoli di garza sterili imbevuti di Betadine, esercitando uno sfregamento cutaneo con movimento centrifugo e lasciar trascorrere un minuto prima di asciugare con garza sterile (Rispettare i tempi di azione dellantisettico) PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT

32 12 34

33 Con la mano non dominante, collocare il Port in un triangolo formato dal pollice, dallindice e dal medio, per evitare che la camera sottocutanea si sposti ed individuare il punto centrale dellarea, corrispondente al centro del Port

34 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT Con la mano dominante inserire lago Gripper attraverso la cute ed il setto con uninclinazione di 90° rispetto al setto stesso, e farlo avanzare lentamente fino a toccare il fondo della camera

35 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT La manovra del posizionamento dellago deve essere decisa anche se non violenta È bene evitare di pungere sempre esattamente nello stesso punto, in modo da consentire un utilizzo omogeneo di tutta la cupola e per non provocare danni alla cute

36 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT Applicare una siringa da 10 ml, aprire il morsetto del raccordo, e verificare il corretto posizionamento dellago attraverso irrigazione di 5-10 ml di soluzione fisiologica (precedentemente aspirata) e successiva aspirazione ematica (gettare subito dopo la siringa), per verificare la pervietà del sistema

37 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT Applicare una seconda siringa da 10 o 20 ml riempita con soluzione fisiologica ed esercitare il lavaggio del sistema con la manovra pulsante, facendo attenzione a non imprimere una forza eccessiva sulla siringa

38 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT Dopo attenta verifica della pervietà del sistema, chiudere il morsetto del raccordo dellago Gripper quindi applicare un tappino nuovo alla base del deflussore Fissare la base dellago Gripper con un cerotto o una medicazione occlusiva trasparente

39 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT La medicazione trasparente permette unattenta osservazione della sede, per evidenziare prontamente la comparsa di eritema, infiammazione o infiltrazione

40 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI ACCESSO A UN PORT Durante il lavaggio con soluzione fisiologica, osservare la tasca della camera ed il tratto di catetere per rilevare leventuale insorgenza di gonfiore, e chiedere al paziente se accusa una sensazione di bruciore, dolore o disagio … … … … … … se viene riportato uno qualsiasi di questi sintomi e/o si rileva linsorgenza di gonfiore in corrispondenza della tasca della camera e del tratto del catetere è necessario sospettare lo stravaso del fluido

41 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI RIMOZIONE DELLAGO GRIPPER Spiegare al paziente la procedura alla quale sarà sottoposto Raccogliere tutto il materiale necessario Guanti monouso non sterili Batuffoli di garza sterili Garze 10x10 non sterili Siringhe da 10 e 20 ml Soluzione Fisiologica in fiale da 10 ml Soluzione Eparinata Iodio Povidone (Betadine Chirurgico) Cerotto medicato (Medipore) Esano e Acqua Ossigenata Telino monouso Contenitore per smaltimento aghi

42 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI RIMOZIONE DELLAGO GRIPPER Aspirare soluzione fisiologica in una siringa da 10 o 20 ml Aspirare 0,5 cc di Soluzione Eparinata da 500 U.I./ml totali, in una siringa da 10 ml ed aggiungere altri 4,5 cc di Soluzione Fisiologica

43 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI RIMOZIONE DELLAGO GRIPPER Aprire la confezione di batuffoli di garza sterile e versare Betadine Chirurgico Preparare garze 10x10 non sterili Preparare cerotto medicato (Medipore)

44 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI RIMOZIONE DELLAGO GRIPPER Chiudere il morsetto dellago Gripper e staccare eventuali prolunghe Rimuovere la medicazione trasparente per permettere la rimozione dellago Raccordare la siringa da 10 o 20 ml con la soluzione fisiologica pre-riempita

45 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI RIMOZIONE DELLAGO GRIPPER Riaprire il morsetto ed irrigare il sistema premendo ad intermittenza lo stantuffo In questo modo si creano delle turbolenze allinterno della camera sottocutanea, atte a rimuovere eventuali microaggregati In questo modo si creano delle turbolenze allinterno della camera sottocutanea, atte a rimuovere eventuali microaggregati Al termine chiudere il morsetto dellago Gripper Al termine chiudere il morsetto dellago Gripper

46 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI RIMOZIONE DELLAGO GRIPPER Staccare la siringa con la Soluzione Fisiologica e raccordare la siringa con Soluzione Eparinata e riaprire il morsetto Eseguire lirrigazione di Soluzione Eparinata

47 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI RIMOZIONE DELLAGO GRIPPER Durante linfusione degli ultimi 0,5 ml di Soluzione Eparinata chiudere il morsetto mantenendo una pressione positiva nel sistema, evitando in questo modo rischi di reflussi di sangue allinterno del catetere o nel serbatoio e garantendo unadeguata eparinizzazione

48 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI RIMOZIONE DELLAGO GRIPPER Disconnettere la siringa e con la mano non dominante tenere fermo il reservoir del Port … … … … … … mentre con la mano dominante si esercita una leggera pressione sfilando lago dalla cute

49 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI RIMOZIONE DELLAGO GRIPPER Sul punto di inserzione dellago Gripper si appoggia il batuffolo di garza sterile imbevuto con Betadine Applicare il cerotto medicato (Medipore), che dovrà rimanere in sede per 24 ore, per proteggere la cute fino alla completa cicatrizzazione ed evitare quindi linsorgere di possibili infezioni

50 PROTOCOLLO PER LA PROCEDURA DI RIMOZIONE DELLAGO GRIPPER Smaltire lago Gripper nellapposito contenitore Riordinare tutto il materiale Il lavaggio del Port-a-Cath va fatto ogni giorni se non utilizzato ed ogni volta dopo la rimozione dellago Gripper

51 RUOLO DELLINFERMIERE Gli obiettivi della formazione e dellaggiornamento in questo settore sono: Ottenere conoscenze e comportamenti uniformi, nella gestione degli accessi venosi centrali Ottenere conoscenze e comportamenti uniformi, nella gestione degli accessi venosi centrali Prevenire le complicanze maggiori, meccaniche e infettive legate alla presenza del sistema Prevenire le complicanze maggiori, meccaniche e infettive legate alla presenza del sistema Elaborare un protocollo scritto, basato sulle evidenze scientifiche, ma personalizzato per ogni unità operativa, con il fine di favorire lautoapprendimento, laggiornamento e linserimento dellinfermiere neo-assunto Elaborare un protocollo scritto, basato sulle evidenze scientifiche, ma personalizzato per ogni unità operativa, con il fine di favorire lautoapprendimento, laggiornamento e linserimento dellinfermiere neo-assunto

52 RUOLO DELLINFERMIERE Potrà essere assicurato un servizio di QUALITÀ dellassistenza infermieristica al paziente portatore di P.a.C, quando saranno raggiunti e mantenuti i seguenti STANDARD DI RISULTATO: STANDARD DI RISULTATO: Soddisfazione del paziente Soddisfazione del paziente Collaborazione del paziente per la corretta gestione dellaccesso venoso Collaborazione del paziente per la corretta gestione dellaccesso venoso Assenza di complicanze: infezioni, occlusioni, rotture Assenza di complicanze: infezioni, occlusioni, rotture Mantenimento del sistema per tutto il tempo necessario alla cura del paziente Mantenimento del sistema per tutto il tempo necessario alla cura del paziente

53 ARRIVEDERCI E GRAZIE!!!


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