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Prof. A. SICULELLA1 V LEZIONE STRATEGIE DI INTERVENTO e CULTURA DELLA SOLIDARIETÀ

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Presentazione sul tema: "Prof. A. SICULELLA1 V LEZIONE STRATEGIE DI INTERVENTO e CULTURA DELLA SOLIDARIETÀ"— Transcript della presentazione:

1 prof. A. SICULELLA1 V LEZIONE STRATEGIE DI INTERVENTO e CULTURA DELLA SOLIDARIETÀ

2 prof. A. SICULELLA2 La prospettiva relazionale dello sviluppo Nella Nella gestione del processo evolutivo di una realtà individuale o sociale (SVILUPPO), la prospettiva relazionale richiede che le possibilità di CRESCITACRESCITA CRESCITA CRESCITAvengano considerate tanto quanto quelle di CAMBIAMENTO

3 prof. A. SICULELLA3 La crescita Insieme Insieme delle modificazioni evolutive e adattive di soggetti non ancora capaci di percepire, valutare e modificare lambiente al di là delle proprie interazioni dirette

4 prof. A. SICULELLA4 Il cambiamento Insieme Insieme delle modificazioni evolutive e adattive di soggetti sviluppati al fine di percepire, valutare e modificare lambiente prossimo e il sistema anche remoto che lo comprende

5 prof. A. SICULELLA5 Lo sviluppo inteso come: Crescita Crescita delle strutture adattive Cambiamento Cambiamento dei sistemi funzionali

6 prof. A. SICULELLA6 Lo sviluppo come crescita In In quanto crescita delle strutture adattive, lo sviluppo ha ripercussioni sullambiente prossimo e sulle interazioni dirette

7 prof. A. SICULELLA7 Gli esiti positivi dello sviluppo Si Si ripercuotono positivamente sullambiente familiare, scolastico e amicale Definiscono Definiscono una reciproca evoluzione positiva in termini di funzionalità e identità: confermano e motivano lidentità delleducatore, ne mutano le disposizioni e i parametri adattivi

8 prof. A. SICULELLA8 Lo sviluppo come cambiamento dei sistemi funzionali Lo Lo sviluppo ha anche una ricaduta sulla capacità del soggetto di conoscere, valutare e modificare le influenze dellambiente remoto

9 prof. A. SICULELLA9 Orizzonti di tipo sistemico Nel Nel discorso educativo si evidenziano: a.Le a.Le reciprocità dei processi di crescita e di cambiamento e linterdipendenza b.Linterdipendenza b.Linterdipendenza fra il soggetto in via di sviluppo e il soggetto sviluppato (fra educatore e educando)

10 prof. A. SICULELLA10 Corollari 1. Non 1. Non è possibile indurre crescita senza un progetto educativo che valuti le esigenze di cambiamento 2. Il 2. Il cambiamento è esigenza adattiva di tutti i soggetti, anche quelli pienamente sviluppati

11 prof. A. SICULELLA11 Corollari 3. Nel 3. Nel rapporto tra un soggetto in via di sviluppo ed uno sviluppato, ogni intervento che voglia promuovere crescita nel primo richiede un cambiamento adattivo nel secondo 4. Promuovere 4. Promuovere lo sviluppo significa attivare un processo solidale ed interdipendente che, mentre sostiene la crescita, richiede cambiamento

12 prof. A. SICULELLA12 La solidarietà richiede Accettazione, Accettazione, valorizzazione e coniugazione delle differenze Consapevolezza Consapevolezza della ricchezza del nuovo e della possibile complementarietà del diverso

13 prof. A. SICULELLA13 È essenziale che Le Le forme di intervento per lo sviluppo dellambiente socio-culturale siano: –Improntate –Improntate alla solidarietà –Adeguate –Adeguate alle reali esigenze di crescita –Variabili –Variabili nel tempo secondo i momenti evolutivi

14 prof. A. SICULELLA14 Le risposte inadeguate La La cristallizzazione stereotipia Lintempestività Lintempestività

15 prof. A. SICULELLA15 Lo SVILUPPO con INTERVENTI DI AIUTO Propone Propone forme alternative di appartenenza e di identificazione Non Non riesce a destrutturare Incentiva Incentiva la logica delle dipendenza Non Non produce acquisizione di nuove strutture e modalità adattive Produce Produce accrescimento quantitativo di risorse e non crescita evolutiva Può Può dar luogo a solidarietà confusiva e solidarietà competitiva

16 prof. A. SICULELLA16 La SOLIDARIETÀ CONFUSIVA Lo Lo sviluppo promosso attraverso gli interventi di aiuto può dar luogo alla solidarietà confusiva che favorisce: –lalterazione –lalterazione della crescita, –forme –forme di adesione acritica ai modelli proposti, –uno –uno sviluppo che si evolve nellambito della dipendenza –imitazione

17 prof. A. SICULELLA17 La SOLIDARIETÀ COMPETITIVA Se Se gli interventi di aiuto sviluppano una SOLIDARIETÀ SOLIDARIETÀ COMPETITIVA si ottengono forme di adattamento opportunistico e fruitorio, che impediscono la frattura conflittuale ma denotano autonomia apparente e non aprono spazi alla devianza intesa come forma alternativa allautorealizzazione distinta

18 prof. A. SICULELLA18 La SOLIDARIETÀ COLLABORATIVA Realizzare Realizzare solidarietà collaborativa fra istituzioni e territorio capace di promuovere sviluppo reciproco significa: –Impegnarsi –Impegnarsi a cambiare –Governare –Governare meglio il proprio sviluppo –Offrire –Offrire aiuto e chiedere risposte che non riguardino solo levoluzione dellaltro ma inducano percezione dellinsieme e la cooperazione a fini comuni

19 prof. A. SICULELLA19 Lo sviluppo come liberazione Sviluppo è liberazione delluomo e/o delle comunità sociali dalla indigenza e dalla penuria che limitano la loro capacità di fruire delle risorse materiali, mentali ed espressivo creative di cui almeno potenzialmente dispongono

20 prof. A. SICULELLA20 Il valore educativo della solidarietà La La forza traente della solidarietà come valore educativo che promuove lo sviluppo è nella partecipazione allimpegno evolutivo dellaltro, non riducibile a mera trasmissione di risorse, mezzi, modelli, informazioni. Occorrono rispetto, riconoscimento della distinzione dellaltro nella sua identità per rendere reciproche le potenzialità evolutive del rapporto educativo.

21 prof. A. SICULELLA21 Per promuovere sviluppo Intervenire Intervenire in una situazione, individuale o sociale, per promuovere sviluppo richiede CONSAPEVOLEZZA CONSAPEVOLEZZA COMPETENZA COMPETENZA

22 prof. A. SICULELLA22 C. ROGERS (1970) C. C. Rogers, che ha considerato il rapporto educativo come una relazione daiuto, ha sottolineato lintesa solidale ed il sostegno umano che sono necessari a ciascuno per crescere

23 prof. A. SICULELLA23 J.S. BRUNER (1973) J.S.Bruner J.S.Bruner che ha colto il rapporto tra sviluppo e codici culturali, ha evidenziato linterdipendenza solidale tra crescita dellindividuo, mediazione educativa e introduzione al mondo simbolico valoriale e al contesto socio-culturale di appartenenza

24 prof. A. SICULELLA24 Intervento educativo, sviluppo e solidarietà Ogni Ogni tipo di intervento educativo si definisce allinterno di un modello di sviluppo e di una forma di solidarietà

25 prof. A. SICULELLA25 Le finalità dello sviluppo solidale Ogni Ogni tipo di sviluppo solidale ha limiti e vantaggi che vanno adeguatamente gestiti per –promuovere –promuovere evoluzione –prevenire –prevenire disagio e disadattamento

26 prof. A. SICULELLA26 LAMBIENTE Lintervento Lintervento volto a promuovere sviluppo deve essere diretto alle persone (per proporre valori e sostenerne la crescita) ma deve giungere anche alle istituzioni per operare un RISANAMENTO DAMBIENTE

27 prof. A. SICULELLA27 IL RISANAMENTO DAMBIENTE Si Si ottiene attraverso la promozione di crescita nelle istituzioni e nella cultura che le permea tratta di un compito che va oltre lintervento educativo nella scuola e che necessita dellINTEGRAZIONE DELLAZIONE POLITICA E DI QUELLA PEDAGOGICA

28 prof. A. SICULELLA28 Integrazione dellazione politica e di quella pedagogica perchè Agire Agire sul sistema politico resta sterile se non si modificano le coscienze sulle coscienze resta inutile se non si modifica il sistema SISTEMA POLITICO COSCIENZE

29 prof. A. SICULELLA29 VI LEZIONE IL CONTESTO LOCALE E QUELLO GLOBALE

30 prof. A. SICULELLA30 Il bisogno di appartenenza Oggi Oggi emerge un nuovo BISOGNO DI APPARTENENZA che comporta una duplice dimensione Unesigenza di dialogo a livello GLOBALE Unesigenza di convivenza e di partecipazione attiva delle minoranze alla vita della comunità LOCALE

31 prof. A. SICULELLA31 LEducazione Interculturale Il Il progetto di Educazione Interculturale è un modello pedagogicamente ispirato e contestualizzato

32 prof. A. SICULELLA32 La contestualizzazione Per Per contestualizzare il progetto di Educazione Interculturale occorre riflettere sul rapporto tra –APPARTENENZA –APPARTENENZA e –DIMENSIONE –DIMENSIONE MULTICULTURALE dell IDENTITÀ

33 prof. A. SICULELLA33 Lidentità personale Ha Ha basi culturali ma le trascende Non Non può prescindere dallidentità sociale

34 prof. A. SICULELLA34 Ogni soggetto umano è Selettivo Selettivo delle proposte e dei messaggi che riceve, accetta o rifiuta Creativo Creativo di proposte e messaggi

35 prof. A. SICULELLA35 Lappartenenza culturale è Essenziale Essenziale nella costruzione dellidentità personale Passaggio Passaggio necessario ma non sufficiente per lo sviluppo della personalità

36 prof. A. SICULELLA36 Per contestualizzare Per Per contestualizzare il progetto educativo interculturale occorre: 1.Tener 1.Tener presente il rapporto che si instaura tra il soggetto, la propria cultura e le culture altre 2.Innestare 2.Innestare su tale rapporto elementi progressivi di conoscenza e di accettazione delle differenze

37 prof. A. SICULELLA37 La cultura familiare e la cultura locale La La prima cultura con cui il giovane viene a contatto è la CULTURA FAMILIARE (sistema di valori, stile di vita) per cui quando partecipa ad una CULTURA LOCALE è già diverso dagli altri ma può essere educato a Cercare Cercare il confronto Vivere Vivere il confronto come motivo di crescita

38 prof. A. SICULELLA38 La scuola e la comunità La La scuola e la comunità forniscono occasioni di approccio alle altre culture occasioni molto limitate di approccio diretto medium: la televisione

39 prof. A. SICULELLA39 La SCUOLA Può Può organizzare il lavoro didattico in modo da valorizzare gli apporti di altra forma culturale al programma di apprendimento e allo stesso progetto educativo Deve Deve considerare il fatto che leducazione multiculturale del ragazzo ha radici nella vita quotidiana

40 prof. A. SICULELLA40 Lesperienza diretta Ènecessario partire dallesperienza diretta e quotidiana per: ArrivareArrivare al confronto sul piano delle delle conoscenze formali, degli apprendimenti disciplinari del del comprendersi, del condividere e del convivere PromuoverePromuovere la valorizzazione delle differenze CostruireCostruire atteggiamenti profondi di disponibilità e di apertura senza i quali ogni progetto educativo resta improduttivo

41 prof. A. SICULELLA41 Lappartenenza Lappartenenza Lappartenenza è fondamento dellidentità ma appartenenze RISTRETTE ed UNIVOCHE: DEFINISCONO DEFINISCONO RIGIDAMENTE COSA è NORMALE e NATURALE CREANO CREANO AUTOMATISMI che superano la consapevolezza individuale INDUCONO INDUCONO PREGIUDIZI e atteggiamenti diffusi di CONFORMITÀ CREANO CREANO –COSMOLOGIE –COSMOLOGIE INDISCUSSE (sistemi di credenze e assunzioni inconsce) –STEREOTIPI

42 prof. A. SICULELLA42 EDUCARE Educare Educare a liberarsi di questi vincoli significa: –Non –Non svalutare limportanza dei sistemi culturali di appartenenza –Destrutturare –Destrutturare la coercizione che esercitano quando non sono consapevoli e agiscono come stereotipi e pregiudizi

43 prof. A. SICULELLA43 VII LEZIONE SOCIETÀ COMPLESSA E IDENTITÀ PLURALE

44 prof. A. SICULELLA44 Il problema dellidentità Nella società complessa il problema dellidentità si pone in termini ANTICHI e NUOVI Nella società complessa il problema dellidentità si pone in termini ANTICHI e NUOVI

45 prof. A. SICULELLA45 Il problema dellidentità in termini antichi Percorsi connotati DAL DIVENIERE DELLIO DALLE RELAZIONI FAMILIARI DALLAPPARTENENZA AD UN GRUPPO SOCIALE E AD UN CEPPO LINGUISTICO DALLACCESSO AI CODICI SIMBOLICO- CULTURALI

46 prof. A. SICULELLA46 Il problema dellidentità in termini nuovi Molteplicità e diversità dei soggetti e delle culture con cui si viene a contatto Molteplicità e diversità dei soggetti e delle culture con cui si viene a contatto Eterogeneità dei sistemi di valori e di comportamento Eterogeneità dei sistemi di valori e di comportamento Estensione e moltiplicazione di ambiti di esperienza e di mezzi di conoscenza Estensione e moltiplicazione di ambiti di esperienza e di mezzi di conoscenza Estensione e continua amplificazione dei sistemi di percezione e di comunicazione Estensione e continua amplificazione dei sistemi di percezione e di comunicazione

47 prof. A. SICULELLA47 La riflessione pedagogica La La riflessione pedagogica capace di fondare leducazione interculturale in termini nuovi non è più e non solo: Riflessione Riflessione sui problemi educativi dellaccoglienza e dellintegrazione sui problemi didattici dellapprendimento in condizione di svantaggio Cura Cura dei problemi linguistici, cognitivi e relazionali

48 prof. A. SICULELLA48 ma certamente… Attenzione Attenzione ai processi di strutturazione del pregiudizio e della discriminazione e soprattutto: SOSTEGNO SOSTEGNO EDUCATIVO ai PERCORSI di COSTRUZIONE dellIDENTITÀ

49 prof. A. SICULELLA49 1°problema: LA PLURALITÀ DELLE APPARTENENZE Nelle Nelle società complessa, non vè chi non debba affrontare TRANSIZIONI ISTITUZIONALI e CULTURALI che assumono il carattere della discontinuità (bambino, adulto, immigrato…)

50 prof. A. SICULELLA50 E deve affrontare… la la NAVIGAZIONE, lORIENTAMENTO e il RADICAMENTO dellIDENTITÀ in una PLURALITÀ di CONTESTI CULTURALI, di LINGUAGGI, di CODICI SEMANTICI, di CONDOTTE EMOTIVE, di CATEGORIE COGNITIVE

51 prof. A. SICULELLA51 Il sistema sociale monoculturale Garantiva Garantiva un unico e omogeneo sfondo di riferimento ed un organico contesto di valori nelle transizioni fra gli ambiti di ogni esistenza (famiglia, scuola, comunità locale e nazionale)

52 prof. A. SICULELLA52 La società complessa Spezza Spezza e frammenta o addirittura divarica ed oppone linguaggi e codici normativi e semantici delle diverse istituzioni e dei diversi ambiti di esperienza (U. Bronfenbrenner)

53 prof. A. SICULELLA53 CONSEGUIRE LIDENTITA Significa Significa avere in sé un nucleo stabile capace di –supportare la variabilità dei comportamenti –Fondare –Fondare la CONTINUITA dellIO nel fluire delle esperienze e degli eventi

54 prof. A. SICULELLA54 CONSEGUIRE lIDENTITA Èunesigenza fondamentale = CAPACITA DI RICONDURRE A SENSO LETEROGENEITA ricostruendo il TESSUTO NARRATIVO DELLA PROPRIA BIOGRAFIA mentre NULLA RESTA DI STABILE nella dinamica dellesperienza e delle relazioni cui lidentità può ancorarsi

55 prof. A. SICULELLA55 Il senso dellAPPARTENENZA Muta Muta dimensioni e caratteri, non si definisce per ascrizione né per acquisizione (appartenenza a famiglie, cognomi e soprannomi, nella società antica, tipo di lavoro, nella società borghese)

56 prof. A. SICULELLA56 Il rischio grave che che si corre è quello della DISPERSIONE di IDENTITÀ

57 prof. A. SICULELLA57 LIDENTITÀ Èsempre più un PROCESSO e non un DATO Una Una consapevolezza di sé sempre più articolata sul piano del conscio come dellinconscio percezione del mondo da ricondurre a senso

58 prof. A. SICULELLA58 Come la COMPLESSITÀ… èil luogo –della –della solitudine e del disorientamento, –dellincontro –dellincontro e dellorganizzazione ove razionalità ed irrazionalità, ordine e disordine, eguaglianza e diversità possono convivere

59 prof. A. SICULELLA59 … così lIDENTITÀ delluomo contemporaneo – –è un mondo complesso e in divenire – –richiede capacità di Adattamento e riadattamento Percezione selettiva ed elaborazione creativa – –comporta dinamiche di Differenziazione e integrazione Identificazione e distacco da gestire con competenza – –è esposta al RISCHIO dello SRADICAMENTO e della DISPERSIONE o del RIPIEGAMENTO su di SÉSÉ

60 prof. A. SICULELLA60 I soggetti più deboli invece di aprirsi al molteplice, si chiudono invece di aprirsi al molteplice, si chiudono riducono la ridondanza e la differenza riducono la ridondanza e la differenza Riportano il plurale al singolare, senza perdere contatto con la realtà ma fruendone in modo autoreferenziale e, quindi, sostanzialmente, falsificandola Riportano il plurale al singolare, senza perdere contatto con la realtà ma fruendone in modo autoreferenziale e, quindi, sostanzialmente, falsificandola Sopravvivono senza adeguarsi al mondo e illudendosi di adattare il mondo a sé, alla propria incapacità di crescere Sopravvivono senza adeguarsi al mondo e illudendosi di adattare il mondo a sé, alla propria incapacità di crescere

61 prof. A. SICULELLA61 I NUOVI PERCORSI della IDENTITÀ NEGATIVA Alivello individuale e collettivo –Si –Si generano FORME DI NARCISISMO E DI INTEGRALISMO (che indicano un sostanziale ritiro in sé o in forme di rifiuto del molteplice) diffondono esperienze di aggregazione stolte e improduttive che generano Comportamenti Comportamenti insulsi e irresponsabili (TEPPISMO) Devianze Devianze impronunciabili (PEDOFILIA) –Senza –Senza neppure Il Il coraggio della sfida e delle provocazione sociale aperta (BANDITISMO, MAFIA, CRIMINALITÀ) Né Né quello del ritiro e del diniego (DROGA, SETTE ESOTERICHE)

62 prof. A. SICULELLA62 I NUOVI PERCORSI della IDENTITÀ NEGATIVA Realizzano Realizzano con la realtà un rapporto nascosto ed immaturo di –PROVOCAZIONE –RITIRO –CONTATTO –FUGA

63 prof. A. SICULELLA63 Nel NARCISISMO La La difficoltà a controllare la realtà viene negata e compensata dalla possibilità di costruire e conservare la propria immagine di sé che collega IDENTITÀ IDENTITÀ e CONTINUITÀ dellIO

64 prof. A. SICULELLA64 Per il NARCISISTA Lunica Lunica possibilità di sopravvivere al mutamento personale è data dalla possibilità di fondare sullimmagine di sé il senso della propria permanenza

65 prof. A. SICULELLA65 LIPERTROFIA dellUNIVERSO SOGGETTIVO Fagocita Fagocita la varietà e la concretezza della realtà e ne annulla la minaccia in un rapporto di padronanza fittizia e di contatto superficiale

66 prof. A. SICULELLA66 Nelle forme di INTEGRALISMO Lillusione Lillusione del controllo della realtà è data dalla pretesa riduzione del complesso al semplice Una Una VISIONE UNILATERALE DEL MONDO, DELLA POLITICA, DELLA RELIGIONE o anche una percezione stereotipata dellalterità fondano un presunto POTERE di GUIDA che si fa pretesa di CONTROLLO e GOVERNO della REALTÀ

67 prof. A. SICULELLA67 NellINTEGRALISMO Una Una lettura settoriale della storia e uninterpretazione unilaterale della realtà consentono di: –Ridurre –Ridurre in dimensioni governabili il molteplice, il diverso, laltro –Negare –Negare lignoto e il divenire –Ricondurre –Ricondurre tutto ad un angusto e paradossale universale Lincontro Lincontro con la realtà è asfittico, pregiudiziale, fittizio, difensivo

68 prof. A. SICULELLA68 Leducazione interculturale Contro Contro le varie forme di negazione e di espulsione della diversità si propone come PERCORSO IDONEO A SOSTENERE LEVOLUZIONE DAL SINGOLARE AL PLURALE nella direzione del sostegno allintegralità della persona nella pluralità delle appartenenze e dei contesti di valore e nella strutturazione insieme singolare e plurale della propria identità

69 prof. A. SICULELLA69 La CRESCITA dellIDENTITÀ Ipercorsi di crescita dellidentità sono molteplici, interconnessi e complessi. La La CRESCITA personale: –può –può essere esaminata sotto il profilo cognitivo, affettivo, sociale, morale –si –si può guardare allo sviluppo del linguaggio, della motricità, della creatività può descrivere levoluzione delle strutture mentali, della fantasia, dei sentimenti, del giudizio

70 prof. A. SICULELLA70 Lidentità plurale e lidentità intersoggettiva Questi Questi concetti sembrano esprimere lesigenza di un approccio olistico al problema della identità: Considerare soggetto e contesto quali elementi i un unico sistema comporta attenzione alle transizioni tra interiorità soggettiva e realtà oggettiva per accedere alla comprensione degli scambi, delle interdipendenze, delle negoziazioni che la costruzione di significati comporta e che lesperienza personale consente di elaborare

71 prof. A. SICULELLA71 Nuove prospettive Lattenzione Lattenzione al significato ad un tempo personale e sociale dellesperienza introduce nuove prospettive per comprendere la COMPLESSA UNITÀ delle MOLTEPLICI DIMENSIONI dellIDENTITÀ

72 prof. A. SICULELLA72 Il profilo dellidentità Non Non è riconducibile alla valutazione dellintelligenza, della creatività, delle competenze ma è da ridefinirsi come una PLURALITÀ di APPARTENENZE oltre che di COMPETENZE –Capacità –Capacità di porsi in relazione con laltro di gestire i rapporti intersoggettivi

73 prof. A. SICULELLA73 H. GARDNER Aiuta Aiuta a comprendere come lintelligenza sia un fenomeno complesso, delineando limmagine della MENTE PLURALE: lintelligenza ha una pluralità di connotazioni che il soggetto riduce ad equilibrio, sviluppando attitudini a realizzare OPERAZIONI COGNITIVE di LIVELLO SUPERIORE come buon senso, saggezza, originalità, capacità metaforica

74 prof. A. SICULELLA74 La comunicazione La La cultura occidentale tende ad ipervalutare la COMUNICAZIONE attraverso il PENSIERO RAZIONALE e si sta riscoprendo, nellincontro con le culture orientali, la rilevanza del PENSIERO SIMBOLICO e limportanza del MITO e della METAFORA nella COMUNICAZIONE

75 prof. A. SICULELLA75 LINTERCULTURA Al Al fine di sostenere lincontro ed il dialogo interpersonale si considera lINTERCULTURA come metodo di comunicazione capace di: consentireconsentire la negoziazione dei significati leggereleggere le altre menti uscireuscire dal proprio egocentrismo personale e culturale costruire,costruire, nella reciprocità sociale, il SE ESTESO

76 prof. A. SICULELLA76 Le competenze Le Le competenze del soggetto con attitudine interpersonale e identità plurale sono: –la –la capacità di negoziazione dei significati e dei ruoli nellinterazione con gli altri –lattitudine –lattitudine allelaborazione e rielaborazione del Sé in rapporto a diversi contesti –la –la disposizione ad attribuire senso plurale allesperienza

77 prof. A. SICULELLA77 La negoziazione dei significati Gli Gli adulti sono i primi ad essere incapaci di negoziare i ruoli, tenendo conto delle percezioni e delle attese di coloro cui ci relazioniamo esempio: docente e alunno [pedagogia intersoggettiva di J. Bruner]

78 prof. A. SICULELLA78 Lidentità plurale nellinterazione Lidentità plurale si definisce anche per mezzo della NARRAZIONE di SE che ciascuno pone agli altri, poiché il confronto tra io narranti aiuta a capirsi meglio [pedagogia intersoggettiva di J.Bruner 1999] Lidentità plurale si definisce anche per mezzo della NARRAZIONE di SE che ciascuno pone agli altri, poiché il confronto tra io narranti aiuta a capirsi meglio [pedagogia intersoggettiva di J.Bruner 1999]


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