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LAURA LABATE I C a.s.2008/2009. La Demonologia e lAngelologia nel Medioevo erano scienze e come tali erano studiate con passione e precisione dai teologi.

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Presentazione sul tema: "LAURA LABATE I C a.s.2008/2009. La Demonologia e lAngelologia nel Medioevo erano scienze e come tali erano studiate con passione e precisione dai teologi."— Transcript della presentazione:

1 LAURA LABATE I C a.s.2008/2009

2 La Demonologia e lAngelologia nel Medioevo erano scienze e come tali erano studiate con passione e precisione dai teologi e dai filosofi; ma erano anche una parte non trascurabile del sapere e dell immaginario popolare. Dante presenta elementi presi sia dal pensiero scientifico su angeli e diavoli sia dalle credenze e dalle raffigurazioni popolari: ma queste solo in rapporto ai diavoli, non alle creature superiori. Vi è anzi un passo (If XXXIII ) in cui laffermazione colta sulla mendacità del demonio è espressa come giudizio popolare: segno dellincontro dei due piani. La Demonologia e lAngelologia nel Medioevo erano scienze e come tali erano studiate con passione e precisione dai teologi e dai filosofi; ma erano anche una parte non trascurabile del sapere e dell immaginario popolare. Dante presenta elementi presi sia dal pensiero scientifico su angeli e diavoli sia dalle credenze e dalle raffigurazioni popolari: ma queste solo in rapporto ai diavoli, non alle creature superiori. Vi è anzi un passo (If XXXIII ) in cui laffermazione colta sulla mendacità del demonio è espressa come giudizio popolare: segno dellincontro dei due piani.

3 IL DIAVOLO: Personaggio comune a tutte le tradizioni religiose, popolari e letterarie, nelle quali appare sotto diversi nomi: Diavolo, Demonio, Lucifero, Satana, Belzebù, Mefistofele, e anche soltanto il Nemico, il Maligno, ecc. - Diavolo, Demonio sono entrambi vocaboli greci ai quali il Cristianesimo ha dato un senso nuovo; Il Greco conosce veramente il Demonio ma non il Diavolo. Il Demonio è una forma inferiore di divinità dotata di un potere superiore a quello dell'uomo, ma che serve all'uomo stesso, quasi tramite tra lui e le divinità superiori: si ricordi il dèmone che dava utili consigli a Socrate. Solo il popolo ebreo crea il concetto che sarà personificato nel Diavolo, nel significato greco-cristiano del vocabolo.

4 Per primo san Paolo ha definito la storia dell'uomo come il conflitto tra Dio e Satana che vogliono l'uno salvare, l'altro perdere gli uomini, in questa vita breve e poi nell'altra eterna. San Paolo, che pure disse tanto sull'opera del Demonio, disse pochissimo sulla sua natura. San Giovanni precisa di più, tanto sulla natura, quanto sull'opera I Padri cosiddetti Apostolici restano nell'ambito degli scritti citati del "Nuovo Testamento", salvo piccole aggiunte. Non così gli apologisti, i quali, mutuarono in misura eccessiva concezioni e particolari dai libri apocrifi giudaici e dalla tradizione greca. Alla fine dei primi cinque secoli cristiani codesta dottrina può dirsi già formata nelle sue linee essenziali: i demoni sono spiriti senza corpo; furono creati da Dio come esseri buoni, ma da Dio prevaricarono per orgoglio, capitanati dal loro condottiero, Lucifero. La loro defezione accadde prima della creazione dell'uomo, e li portò lontani da Dio per tutta l'eternità, nella dannazione. Combattono Dio nel cuore degli uomini.

5 LUCIFERO: A Lucifero, principe dei demoni, viene dedicato spazio particolare: la sua rappresentazione è quale emerge anche dalle raffigurazioni pittoriche e musive del tempo e quale era comunemente immaginata. Ma a Dante interessa sottolinearne il peccato e la caduta così come erano studiati dai teologi. Lucifero, la più bella e alta creatura di Dio, commise peccato di superbia contro il creatore (la storia è narrata nellApocalisse) trascinando con sé gli angeli che con lui si erano ribellati. A Lucifero, principe dei demoni, viene dedicato spazio particolare: la sua rappresentazione è quale emerge anche dalle raffigurazioni pittoriche e musive del tempo e quale era comunemente immaginata. Ma a Dante interessa sottolinearne il peccato e la caduta così come erano studiati dai teologi. Lucifero, la più bella e alta creatura di Dio, commise peccato di superbia contro il creatore (la storia è narrata nellApocalisse) trascinando con sé gli angeli che con lui si erano ribellati. Vi furono infatti angeli che seguirono Lucifero nella ribellione avvenuta allinizio del mondo. Vi furono infatti angeli che seguirono Lucifero nella ribellione avvenuta allinizio del mondo. Vi è una terza categoria di angeli creata da Dante, oltre ai fedeli e ai ribelli, teologicamente assai dubbia ma presente nelle leggende: gli angeli neutrali che non si schierano né con Dio né con Lucifero

6 Il luogo della rappresentazione dei demoni è, ovviamente, linferno. Dante pensa a diavoli che sempre lì rimangono, a partire da Lucifero, e altri che vagano sulla terra. Il trionfo dei diavoli è nei canti xxi-xxii dellInferno e questo è il punto in cui è più evidente la fusione di elementi colti, scritturali e folclorici. Molte delle caratteristiche farsesche di questi canti derivano dalla tradizione del carnevale, dal suo ribaltamento di valori e dallostentazione di atti normalmente ritenuti riprovevoli.

7 La rappresentazione dellinferno come grande cucina, legata al mangiare a crepapelle in un periodo fissato, è uno dei segni carnevaleschi [di questi canti] ed era già presente nelle Visioni infernali precedenti: lanima arrostita dai diavoli è un luogo comune. Qui i diavoli sono ridotti a cucinieri, i loro strumenti di tortura a forchettoni. Legata al mangiare, è sempre presente nel carnevale la funzione fisiologica della defecazione generalmente accompagnata da ventosità: simbologicamente tale funzione ha un significato di fecondità della terra e degli uomini e i diaboli sono allora geni della natura feconda.

8 Anche la gerarchia fra i diavoli è una gerarchia da burla, come i suoni di marcia e di comando ribaltano i suoni degli eserciti. Ma il carnevalesco trionfa soprattutto nei nomi e nella presentazione dei demoni che dalla teologia derivano solo la connotazione di degradazione propria del peccato, mentre aspetto, ruolo, nome eccetera derivano dal folklore come la caratteristica di impulsiva, fanciullesca vitalità. Sono dei folli, come i personaggi del carnevale, derivanti dal mondo agrario nelle loro tipologie animali (soprattutto il diavolo-porco e il diavolo-caprone con la barba) e da quello dei boschi come il folletto Alichino, antenato della maschera di Arlecchino

9 Demonio furbo Demonio furbo Demonio potente Demonio potente Demonio sciocco Demonio sciocco Demonio incapace di ragionare Demonio incapace di ragionare IN OGNI CASO LA SUA VOLONTA E SEMPRE E SOLO RIVOLTA AL MALE IN OGNI CASO LA SUA VOLONTA E SEMPRE E SOLO RIVOLTA AL MALE

10 GLI ANGELI Già nell'Antico Testamento si manifestano a varie riprese degli Esseri personali, intelligenti, potenti, distinti da Dio e dagli uomini. Li si chiama Angeli, Inviati di Dio, così strettamente dipendenti dal loro Maestro che talvolta essi sembrano confondersi con Lui e cedergli la parola Già nell'Antico Testamento si manifestano a varie riprese degli Esseri personali, intelligenti, potenti, distinti da Dio e dagli uomini. Li si chiama Angeli, Inviati di Dio, così strettamente dipendenti dal loro Maestro che talvolta essi sembrano confondersi con Lui e cedergli la parola

11 A lato del servizio umano, transitorio e secondario, un altro si disegna, permanente ed essenziale, di cui il primo non è che la conseguenza: il servizio di Dio contemplato faccia a faccia, il servizio dell'adorazione e della lode

12 Etimologicamente il termine angelo significa messaggero, quindi, questo nome non sta principalmente ad indicare la natura del puro spirito, bensì ci comunica lufficio che queste creature secondo la Tradizione e la Scrittura compiono. La usuale definizione che noi diamo agli angeli è: sostanze intellettuali, puramente spirituali, create da Dio e superiori agli uomini. Essendo puro spirito, non posseggono un corpo, sebbene essi si manifestano anche sotto forma di creature corporee

13 LE GERARCHIE ANGELICHE La concezione secondo cui gli Angeli si differenzierebbero sulla base di specifiche caratteristiche o funzioni in categorie separate trae origine dalla tradizione apocrifa della tarda età giudaica. La concezione secondo cui gli Angeli si differenzierebbero sulla base di specifiche caratteristiche o funzioni in categorie separate trae origine dalla tradizione apocrifa della tarda età giudaica. I Padri della Chiesa assunsero un atteggiamento ambivalente verso le figure angeliche: accettavano il ruolo di servitori di Dio e di intermediari tra Dio e luomo, ma non che fossero oggetto di culto (rischio di eresia e superstizione). I Padri della Chiesa assunsero un atteggiamento ambivalente verso le figure angeliche: accettavano il ruolo di servitori di Dio e di intermediari tra Dio e luomo, ma non che fossero oggetto di culto (rischio di eresia e superstizione). Questo atteggiamento diffidente dei Padri della Chiesa ebbe effetti sulla questione del numero esatto delle categorie angeliche e sulla loro articolazione gerarchica. Questo atteggiamento diffidente dei Padri della Chiesa ebbe effetti sulla questione del numero esatto delle categorie angeliche e sulla loro articolazione gerarchica.

14 Nella Bibbia non si parla espressamente in nessun punto del numero delle categorie angeliche, le quali si possono ricavare solo dal confronto di singoli passi del Vecchio e Nuovo Testamento. Nella Bibbia non si parla espressamente in nessun punto del numero delle categorie angeliche, le quali si possono ricavare solo dal confronto di singoli passi del Vecchio e Nuovo Testamento. Serafini: Isaia (6,2) Serafini: Isaia (6,2) Cherubini: Ezechiele (1,14-24; 10,4-22) Cherubini: Ezechiele (1,14-24; 10,4-22) Troni, Dominazioni, Principati, Potestà e Virtù: Lettera ai Colossesi e Lettera agli Efesini Troni, Dominazioni, Principati, Potestà e Virtù: Lettera ai Colossesi e Lettera agli Efesini Arcangeli e Angeli: citati in diversi luoghi di entrambi i Testamenti Arcangeli e Angeli: citati in diversi luoghi di entrambi i Testamenti

15 Solo a partire dal IV secolo si delineò un accordo circa il numero dei cori, o categorie, pari a nove Solo a partire dal IV secolo si delineò un accordo circa il numero dei cori, o categorie, pari a nove A partire dal VI secolo Dionigi lAeropagita, col suo scritto De coelesti Hierarchia, concepisce un mondo angelico nel quale i nove Ordini sono articolati in tre Triadi, con rispettive gerarchie secondo le loro qualità e il grado di partecipazione ai misteri divini. A partire dal VI secolo Dionigi lAeropagita, col suo scritto De coelesti Hierarchia, concepisce un mondo angelico nel quale i nove Ordini sono articolati in tre Triadi, con rispettive gerarchie secondo le loro qualità e il grado di partecipazione ai misteri divini.

16 GERARCHIA SECONDO DIONIGI Dio CHERUBINISERAFINI DOMINAZIONIPOTESTA PRINCIPATI ARCANGELI ANGELI VIRTU TRONI CONTEMPLAZIONE ILLUMINAZIONE PURIFICAZIONE LE FUNZIONI GERARCHICHE HANNO LO SCOPO DI CONDURRE IL CREDENTE, PASSO DOPO PASSO, A DIO

17 GERARCHIA SECONDO GREGORIO IL GRANDE DIOSERAFINICHERUBINITRONI DOMINAZIONIPRINCIPATIPOTESTA VIRTUARCANGELIANGELI I tre ranghi più elevati servono Dio, gli intermedi governano il mondo angelico, i tre ranghi inferiori si prendono cura dellumanità Secondo linterpretazione della parabola delle dieci dracme, le nove dracme rappresentano le nove schiere angeliche, rimaste fedeli a Dio UOMO UOMO: la decima dracma rappresenta lumanità che dovrà colmare il vuoto causato dalla Caduta di Lucifero

18 LA CREAZIONE DEGLI ANGELI I Padri Greci della Chiesa (tranne Gerolamo e Ambrogio) sostenevano che la creazione degli Angeli fosse avvenuta prima di ogni altra, sulla scorta di Giobbe (38,7) e del Siracide (1,4). I Padri Greci della Chiesa (tranne Gerolamo e Ambrogio) sostenevano che la creazione degli Angeli fosse avvenuta prima di ogni altra, sulla scorta di Giobbe (38,7) e del Siracide (1,4).

19 I Padri occidentali, in primo luogo Agostino e Gregorio Magno, sostenevano che la creazione degli Angeli fosse simultanea alle altre, sia secondo il versetto 1 del primo capitolo: In principio Deus fecit caelum et terram, nel senso della creazione del mondo materiale e intelligibile, sia secondo il versetto 3, dello stesso capitolo: Fiat lux, contemporaneamente alla creazione degli Angeli. Cliccare sul pulsante per accedere allintera relazione in word


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