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Corso di Tecnologia e Disegno per il biennio degli ITI.

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Presentazione sul tema: "Corso di Tecnologia e Disegno per il biennio degli ITI."— Transcript della presentazione:

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2 Corso di Tecnologia e Disegno per il biennio degli ITI

3 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 2 I materiali I materiali a disposizione per ottenere manufatti utili alle attività umane si possono suddividere genericamente in: materiali metallici materiali non metallici materiali compositi

4 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 3 I materiali metallici Tra gli svariati materiali disponibili per la produzione di prodotti finiti, ci occuperemo soprattutto dello studio dei materiali metallici, in quanto occupano ancora un ruolo preminente nelle costruzioni meccaniche.

5 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 4 Nellindustria meccanica, la generica definizione di materiali metallici coinvolge più tipologie di materiali che, dal punto di vista chimico, sono così definiti: Metalli Non metalli Leghe metalliche I materiali metallici

6 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 5 I metalli A temperatura ambiente si trovano allo stato solido ( fa eccezione il mercurio (Hg) che è allo stato liquido) Sono buoni conduttori di elettricità e di calore Hanno aspetto lucente alla frattura Non lasciano filtrare la luce Presentano plasticità e resistenza meccanica in misura variabile Tra i metalli più noti ricordiamo il Fe, lAu, lAg, lAl, il Cu, il Mg ecc.

7 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 6 Sono non metalli il carbonio, lo zolfo, il silicio lossigeno, ecc.. A temperatura ambiente sono allo stato solido o gassoso Sono cattivi conduttori di elettricità e calore Quelli solidi presentano scarsa resistenza meccanica I non metalli

8 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 7 Lacciaio è un esempio di lega costituita da un metallo (Fe) e da un non metallo (C). Lottone è un esempio di lega composto da due metalli Cu e Zn Oltre agli elementi fondamentali che caratterizzano una lega, possono essere presenti altri metalli o non metalli sia sottoforma di impurezze, sia aggiunti intenzionalmente al fine di ottenere proprietà particolari. Le Leghe metalliche Una lega metallica è costituita da un insieme di due o più elementi, uno almeno dei quali è un metallo presente in quantità preponderante rispetto agli altri elementi.

9 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 8 Materiali compositi Sono costituiti da più materiali appartenenti anche a classi diverse ( per esempio il filo di ferro e la gomma nei pneumatici)

10 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 9 Misura delle proprietà Tutti i materiali metallici hanno caratteristiche o proprietà specifiche. La conoscenza di queste proprietà ne determina la scelta nelle applicazioni. Ogni proprietà è posseduta da un materiale qualitativamente e/o quantitativamente in modo differente da ogni altro materiale. Ciò è verificabile da opportune scale che indicano il grado o la misura di quella determinata proprietà per il materiale in esame. Il grado o la misura di una determinata proprietà è espresso per mezzo di un numero e di una unità di misura (diversa per ogni proprietà) Linsieme delle proprietà e le rispettive misure riferite al medesimo materiale, costituiscono una sorta di carta didentità per il materiale stesso.

11 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 10 Scelta di un materiale In altri termini si può affermare che la scelta di un materiale dipende in larga misura dalle sue proprietà chimico-strutturali, fisiche, meccaniche e tecnologiche. La scelta di un materiale dipende: dalla sua capacità di resistere alle sollecitazioni dalla esigenze inerenti allimpiego dalla facilità ed economicità della sua lavorazione dal costo

12 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 11 Le proprietà dei materiali metallici Proprietà chimico strutturali tecnologiche meccaniche fisiche riguardano la composizione chimica dei metalli e la loro struttura interna (distribuzione atomica, struttura cristallina), dalle quali dipendono le proprietà meccaniche e tecnologiche e le interazioni con lambiente (ossidazione, corrosione). sono le proprietà verificabili in relazione agli agenti esterni (massa volumica, punto di fusione, conducibilità termica e conducibilità elettrica, dilatazione, ecc.). riguardano il comportamento dei materiali quando sollecitati da forze esterne. Le principali proprietà meccaniche sono: la resistenza meccanica, la resistenza alla fatica, la resistenza allusura e la resistenza a forze concentrate (durezza). riguardano lattitudine dei materiali a subire diversi tipi di lavorazioni meccaniche. Sono proprietà tecnologiche la malleabilità, la duttilità, la colabilità, la saldabilità, la truciolabilità, ecc.). proprietà FINE

13 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 12 AvantiIndietro

14 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 13 Formazione della struttura La formazione della struttura metallica si può studiare analizzando la fase di passaggio dallo stato liquido a quello solido. Nel raffreddamento di un metallo fuso, quando la temperatura raggiunge il punto di solidificazione, inizia il processo di cristallizzazione. Esso comincia contemporaneamente in più punti, detti nuclei o centri di cristallizzazione. È da questi centri che, partendo da una singola cella elementare, il cristallo si sviluppa lungo le tre direzioni dello spazio, bloccandosi solo quando entra in contatto con altri cristalli vicini. La superficie di contatto tra grani cristallini prende il nome di bordo.nuclei o centri di cristallizzazione. Nei metalli puri il passaggio da liquido a solido, e viceversa, avviene a temperatura costante.

15 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 14 Reticolo cristallino Nei materiali solidi gli atomi possono disporsi in modo regolare e ordinato oppure in modo irregolare e disordinato. Una struttura ordinata e regolare è detta ed è il risultato di una ripetizione regolare di celle elementari nelle tre direzioni dello spazio.reticolo cristallino Una struttura disordinata ed irregolare è definita. I metalli hanno struttura cristallina perché il reticolo cristallino è regolare. Il vetro è una sostanza amorfa.

16 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 15 Centri di cristallizzazione

17 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 16 Durante una normale solidificazione i reticoli dei grani si orientano in tutte le direzioni. E questa la ragione per cui i metalli resistono in modo uguale in ogni direzione. Orientamento dei grani cristallini Lorientamento dei grani può essere cambiato attraverso determinate lavorazioni. Questo fenomeno modifica sostanzialmente la resistenza del metallo secondo le direzioni di sollecitazione.

18 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 17 Dimensioni dei grani cristallini Durante il raffreddamento, raggiunta la temperatura di solidificazione, si ha la formazione dei centri di cristallizzazione. Il loro numero dipende dalla velocità di raffreddamento In generale si può affermare che: un raffreddamento veloce porta alla formazione di grani piccoli un raffreddamento lento porta alla formazione di grani grossi I metalli con grani piccoli hanno generalmente caratteristiche migliori di quelli a grani grossi.

19 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 18 La struttura cristallina dei metalli Un metallo è costituito da grani cristallini (o cristalli), aderenti gli uni agli altri, ma separati da linee sottili e irregolari (giunti cristallini).grani cristallini (o cristalli),giunti cristallini E il giunto cristallino che, come una colla, tiene uniti in un tuttuno i grani cristallini. I cristalli a loro volta sono formati da piccolissime particelle (atomi), non visibili neppure al microscopio, che si dispongono in modo geometricamente regolare a formare.celle elementari Le celle elementari si dispongono con regolarità geometrica in modo da formare il, che si interrompe solo ai bordi del cristallo.

20 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 19

21 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 20 La cella elementare La cella elementare è il più piccolo solido che possiede la completa simmetria del cristallo ottenuta congiungendo i centri degli atomi contigui. La cella elementare è definita dalla sua forma e dalle sue dimensioni.

22 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 21 Le celle elementari dei metalli In natura le celle elementari possono essere di 14 forme diverse. La maggioranza dei metalli cristallizza secondo tre tipi di celle elementari: cubica a corpo centrato (c.c.c.) cubica a facce centrate (c.f.c.) esagonale compatta (e.c.)

23 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI Gli atomi sono a contatto lungo le diagonali secondo il seguente schema: Cella elementare C.C.C. Questo tipo di cella è caratteristica dei materiali più duri con resistenza alle deformazioni e duttilità medie, come il tungsteno, il molibdeno e il ferro (alfa) Cella Cubica a Corpo Centrato Cella Cubica a Corpo Centrato (c.c.c.) 9 atomi

24 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 23 Cella cubica corpo centrato

25 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI Cella elementare C.F.C La cella cubica a facce centrate è caratteristica dei materiali più duttili, malleabili, buoni conduttori di elettricità e calore come il rame, il nickel, lalluminio, il piombo, loro, largento e il ferro (gamma) Cella Cubica a Facce Centrate Cella Cubica a Facce Centrate (c.f.c.) 14 atomi

26 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 25 Cella cubica facce centrate

27 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI Cella Esagonale Compatta Cella Esagonale Compatta (e.c.) 17 atomi Cella elementare E.C La cella esagonale compatta è caratteristica dei materiali fragili, come il magnesio, il cadmio e lo zinco

28 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 27 Cella esagonale compatta

29 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 28 z Reticolo cristallino Laccrescimento del reticolo cristallino avviene con formazione di celle elementari che si concatenano con quelle a contatto secondo tutte le direzioni dello spazio x y

30 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 29 Reticolo cristallino

31 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 30 La grandezza e lorientamento dei grani cristallini dipende dalla quantità di centri cristallini che si formano allinizio della solidificazione. Non tutto il volume racchiuso da un pezzo di metallo, tranne rari casi, è costituito da un solo reticolo; sono presenti più zone o volumi ciascuno costruito secondo il reticolo di quel metallo, ma orientati diversamente tra loro: a questi volumi o parti dellintero pezzo si dà il nome di grani cristallini Pezzo metallico Bordo dei grani (giunto) Grani cristallini

32 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 31 Le proprietà meccaniche di un metallo e, conseguentemente quelle tecnologiche, sono influenzate dalle dimensioni dei grani cristallini. A parità di dimensioni del grano cristallino e delle dimensioni dellatomo, le celle c.c.c. sono in numero superiore, rispettivamente, delle celle c.f.c e delle celle e.c.

33 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 32 Grano cristallino

34 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 33 Esempi di celle elementari

35 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 34 Struttura cristallina delle leghe metalliche Le leghe metalliche sono formate da cristalli costituiti da atomi di due o più metalli diversi oppure da atomi di metalli e atomi di non metalli

36 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 35 I cristalli che si formano nelle leghe metalliche sono di tre tipi fondamentali: Cristalli puri Cristalli di soluzioni solide o misti Cristalli di composti intermetallici

37 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 36 Tipi di leghe metalliche A B C C Solvente Soluto Lega di cristalli puri Lega di cristalli di soluzione solide o misti Lega di cristalli di composti intermetallici Indietro

38 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 37 Miscela solida di due o più sostanze unita in una unica fase. Si identificano soluzioni solide: Sostituzionali Interstiziali Soluzioni solide

39 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 38 Soluzione solida in cui gli atomi di un elemento (soluto) possono sostituire gli atomi dellaltro elemento (solvente). In alcune soluzioni solide si possono avere sostituzioni da poche unità atomiche a quasi il 100% Solvente Soluto Soluzioni Sostituzionali

40 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 39 Condizioni affinchè si abbiano soluzioni sostituzionali 1. I diametri dei due atomi non devono differire per più del 15% 2. Le strutture cristalline in cui solidificano i due elementi devono essere le stesse 3. Le differenze in elettronegatività devono essere piccole 4. I due elementi dovrebbero avere la stessa valenza Soluzioni Sostituzionali

41 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 40 Soluzione solida in cui gli atomi di un elemento (soluto) possono entrare negli interstizi o nei vuoti dellaltro elemento (solvente). Solvente Soluto Elementi che possono dare soluzioni solide sono Idrogeno, carbonio, ossigeno, azoto Es Lega ferro-carbonio Soluzioni Interstiziali

42 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 41 Leghe di cristalli puri I componenti della lega non sono solubili tra loro né allo stato liquido né allo stato solido. Coesistono dunque due o più tipi di cristalli diversi: ognuno è formato da atomi di uno solo dei componenti (per es. A e B) A B

43 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 42 Soluto Solvente A + B = Si hanno quando fra i costituenti la lega vi è solubilità sia allo stato liquido sia allo stato solido. La struttura è formata da cristalli di soluzione solida ( ) in cui uno dei componenti ( A ) funge da solvente e laltro componente ( B ) da soluto. I cristalli sono formati da reticoli in cui compaiono atomi di diverso tipo. La posizione dellatomo sciolto nel reticolo del solvente è irregolare. Leghe di soluzioni solide o cristalli mistisoluzioni solide

44 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 43 Leghe di cristalli intermetallici I cristalli dei composti intermetallici sono formati da combinazioni chimiche dei vari elementi in lega. Nei composti chimici gli atomi dei vari elementi si uniscono sempre in parti proporzionali, cioè a concentrazione fissa. La lega così formata risulta composta da celle tutte eguali fra di loro. La posizione di un elemento nel reticolo dellaltro elemento è costante e regolare. Ad esempio, la cementite è un composto chimico della lega ferro-carbonio. In ogni suo punto, un atomo di carbonio è sempre legato con tre atomi di ferro (Fe 3 C).

45 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 44 Proprietà fisiche dei materiali avantiindietro

46 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 45 Proprietà fisiche dei materiali Massa volumica (peso specifico) Capacità termica massica (calore specifico) Dilatazione termica Temperatura di fusione Calore latente di fusione Conduttività termica Conduttività elettrica Magnetismo Svariate sono le proprietà fisiche dei materiali. Qui ne vengono indicate alcune tra le più importanti :

47 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 46 Proprietà fisiche Il calore specifico (Capacità termica massica) Definizione: è la quantità di calore che occorre fornire allunità di massa di una certa sostanza per elevarne la temperatura di un grado centigrado (1 °C) C s = Q [J/(kg * °C)] (T 2 -T 1 ) * m Cs = calore specifico Q = calore ceduto espresso in Joule (J) T1 = temperatura iniziale in °C T2 = temperatura finale in °C m = massa del materiale espressa in Kg Intervallo fra 0°C e 100 °C Il valore del peso specifico varia con il variare della temperatura

48 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 47 Proprietà fisiche Massa volumica (Peso specifico) Definizione: è il rapporto fra la massa di un corpo e il suo volume. = m [ kg/m 3 ] V (gamma) = massa volumica m = massa del corpo in kg V = volume del corpo in m 3 La massa volumica è misurata comunemente anche in kg/dm 3 Il valore della massa volumica varia con il variare della temperatura Valori di a 20 °C

49 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 48 L T L 0 [m/m*°C] Proprietà fisiche Dilatazione termica Si definisce coefficiente di dilatazione lineare laumento di lunghezza L che subisce il materiale di lunghezza iniziale L 0 per effetto di una variazione di temperatura T Definizione: è lattitudine dei materiali di variare il proprio volume al variare della temperatura. Nella pratica comune si utilizza il coefficiente di dilatazione termica lineare che rappresenta laumento del volume di un solido con riferimento ad ununica direzione (quella dellasse più lungo) L0L0 L 0,000029Piombo 0,000024Alluminio 0,000023Stagno 0,000020Argento 0,000018Bronzo, Ottone 0,000017Zinco 0,000017Rame 0,000014Oro 0,000013Nickel 0,000012Acciaio 0,000010Ghisa 0,000009Platino [m/m * °C] Metallo COEFFICIENTE DI DILATAZIONE LINEARE DI ALCUNI METALLI Intervallo fra 20°C e 100 °C TiTi TfTf

50 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 49 Proprietà fisiche Temperatura di fusione Definizione: è la temperatura alla quale un materiale comincia a passare dallo stato solido a quello liquido. La temperatura di fusione è caratteristica di ogni materiale ed è anche chiamata punto di fusione 97,8Sodio 232Stagno 328Piombo 419Zinco 660Alluminio 960Argento 1063Oro 1083Rame Acciaio 1453Nickel 1769Platino 3380Platino T (°C) Metallo TEMPERATURA O PUNTO DI FUSIONE DI ALCUNI METALLI

51 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 50 Proprietà fisiche Calore latente di fusione Quando un materiale ha raggiunto la temperatura alla quale ha inizio la fusione è necessario continuare a fornire calore affinchè la fusione avvenga completamente Definizione: il calore necessario ad un materiale per effettuare il completo passaggio dallo stato solido allo stato liquido è detto calore latente di fusione I metalli puri fondono a temperatura costante. Le leghe metalliche (salvo alcune eccezioni) fondono in un intervallo di temperatura dipendente dalla loro composizione chimica tempo 1063° T°C tempo solido solido + liquido liquido T1T1 T°C solido solido + liquido liquido T2T2 Lega metallica Metallo puro

52 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 51 indietroavanti

53 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 52 Proprietà meccaniche Le proprietà meccaniche esprimono la capacità di un materiale a resistere alle sollecitazioni dovute allazione di forze esterne che tendono a deformarlo. Lazione delle forze esterne può avvenire secondo modalità diverse e altrettanto diverse sono le capacità di resistenza dei materiali sollecitati.

54 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 53 Proprietà meccaniche Ricordiamo che le caratteristiche fondamentali con cui viene espressa una forza sono: lintensità la direzione il verso verso intensità direzione La forze così rappresentate possono variare: per il tempo di applicazione per il punto o la superficie di applicazione per la direzione rispetto al corpo, ecc..

55 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 54 Proprietà meccaniche Secondo il tempo di applicazione si avranno: forze statiche forze dinamiche forze periodiche Secondo la superficie di applicazione si avranno: forze concentrate forze di attrito

56 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 55 Proprietà meccaniche Forze statiche Quando sono applicate in modo costante o variano lentamente nel tempo; per esempio: forze applicare a funi, macchine per sollevamento etc.. La capacità dei materiali a resistere alle forze statiche è detta resistenza alla deformazione o resistenza meccanica

57 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 56 Proprietà meccaniche Dinamiche Quando sono applicate in tempi brevi (inferiori al decimo di secondo) per esempio la martellatura, le lavorazioni al maglio, etc.. La capacità dei materiali a contrastare gli effetti delle forze dinamiche è detta resilienza

58 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 57 Proprietà meccaniche Periodiche Quando sono variabili periodicamente con un andamento che si ripete costantemente nel tempo e con frequenza elevata. Per esempio le forze applicate alla biella di un motore a scoppio. La capacità dei materiali a resistere alle forze periodiche è detta resistenza a fatica.

59 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 58 Proprietà meccaniche Concentrate Quando sono applicate in zone ristrette o puntiformi; per esempio la scalpellatura, la punzonatura, etc.. La capacità dei materiali a resistere agli effetti delle forze concentrate è detta durezza

60 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 59 Proprietà meccaniche Attrito Quando si manifestano tra le superfici di contatto di due corpi mobili, fra loro striscianti (attrito radente) o rotolanti (attrito volvente) (vedi figure). La capacità dei materiali a contrastare le forze di attrito si chiama resistenza allusura.

61 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 60 Proprietà meccaniche Forze statiche Le forze applicate con gradualità e continuità nel tempo sono dette statiche ; si parla anche di sollecitazioni statiche. Una sollecitazione statica è linsieme delle forze esterne (carichi) che agiscono su un corpo. I vari tipi di sollecitazione si distinguono secondo la direzione di applicazione delle forze rispetto allasse geometrico principale del solido. Se la forza statica agisce lungo ununica direzione essa è definita: sollecitazione statica semplice. Più sollecitazioni semplici agenti su un corpo definiscono una sollecitazione statica composta.

62 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 61 Proprietà meccaniche Resistenza meccanica La capacità che i materiali hanno di resistere a sollecitazioni statiche è detta resistenza meccanica. Secondo la direzione di applicazione della sollecitazione semplice si distinguono : sollecitazione a trazione sollecitazione a compressione sollecitazione a flessione sollecitazione a torsione sollecitazione a taglio

63 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 62 Proprietà meccaniche (Resistenza meccanica) Sollecitazione semplice a tendono ad allungarlo Un corpo si dice sollecitato a trazione quando due forze di uguale intensità sono dirette lungo lasse geometrico del corpo e tendono ad allungarlo trazione Alcuni esempi: catene, funi, organi di sollevamento, le viti.

64 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 63 Proprietà meccaniche (Resistenza meccanica) Sollecitazione semplice a compressione tendono ad accorciarlo Un corpo si dice sollecitato a compressione quando due forze di uguale intensità sono dirette lungo lasse geometrico del corpo e tendono ad accorciarlo Alcuni esempi: i pilastri e i muri degli edifici

65 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 64 Proprietà meccaniche (Resistenza meccanica) Sollecitazione semplice a flessione tende a piegarlo o a fletterlo. Un corpo si dice sollecitato a flessione quando la forza applicata tende a piegarlo o a fletterlo. La direzione della forza è perpendicolare allasse del pezzo e giace nel piano passante per lasse geometrico stesso. Alcuni esempi: travi, alberi motori, balestre, ecc.

66 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 65 Proprietà meccaniche (Resistenza meccanica) Sollecitazione semplice a torsione tende a far ruotare una sezione del pezzo rispetto alla sezione immediatamente adiacente. Un corpo si dice sollecitato a flessione quando è sottoposto a una forza che tende a far ruotare una sezione del pezzo rispetto alla sezione immediatamente adiacente. Le forze giacciono sul piano perpendicolare allasse del pezzo e tendono a torcerlo. Alcuni esempi: maniglie delle porte, alberi di trasmissione, morse, ecc..

67 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 66 Proprietà meccaniche (Resistenza meccanica) Sollecitazione semplice a taglio che tende, di conseguenza, a scorrere rispetto allaltra parte, mantenuta fissa da una forza contraria. Un corpo si dice sollecitato a tagli quando è sottoposto a una forza applicata soltanto su una parte del corpo stesso, che tende, di conseguenza, a scorrere rispetto allaltra parte, mantenuta fissa da una forza contraria. Alcuni esempi: chiodature, cesoie, spine, ecc..

68 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 67 indietroavanti

69 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 68 Proprietà Tecnologiche Le proprietà tecnologiche riguardano lattitudine dei materiali a subire diversi tipi di lavorazioni meccaniche. La misura delle proprietà tecnologiche è realizzata, con procedure non sempre unificate, utilizzando provette o campioni del materiale in esame.

70 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 69 Proprietà Tecnologiche Svariate sono le proprietà tecnologiche. Tra le più importanti possiamo annoverare: la malleabilità la duttilità la fusibilità e colabilità la saldabilità la piegabilità la truciolabilità

71 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 70 Proprietà Tecnologiche La malleabilità E lattitudine di un materiale ad essere trasformato in lamine, a freddo o a caldo, mediante lazione di presse, magli o laminatoi. Laumento della temperatura aumenta la malleabilità di un materiale. Questa proprietà è sfruttata nelle operazioni di laminazione a caldo, nelle operazioni di fucinatura e in quelle di stampaggio. Laminazione Fucinatura I materiali malleabili devono avere alto allungamento, bassa durezza e bassa resistenza alla trazione.

72 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 71 E lattitudine di un materiale lasciarsi trasformare in fili, senza rompersi, quando costretto a passare (per trazione) attraverso un foro di forma e dimensioni opportune. La procedura avviene a caldo Laumento della temperatura aumenta la malleabilità di un materiale. Questa proprietà è sfruttata nelle operazioni di trafilatura. Trafilatura Proprietà Tecnologiche La duttilità Sono duttili: lacciaio dolce, largento, loro, lalluminio, il rame.

73 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 72 Proprietà tecnologica della duttilità matrice trafilato

74 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 73 Proprietà Tecnologiche La fusibilità o colabilità E lattitudine di un materiale ad essere colato allo stato liquido dentro una forma per ottenere un getto di fusione. Sono fusibili le ghise, i bronzi, gli ottoni.

75 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 74 Proprietà Tecnologiche La saldabilità E lattitudine di un materiale a unirsi facilmente con un altro, della stessa o di diversa natura, mediante fusione e/o aggiunta di materiale dapporto

76 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 75 Proprietà Tecnologiche La piegabilità E lattitudine di alcuni materiali a subire loperazione di piegatura (vedi fig.) senza rompersi o screpolarsi.

77 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 76 Proprietà Tecnologiche La truciolabilità E lattitudine di un materiale a subire lavorazioni per asportazione di truciolo, mediante lutilizzo di utensili su opportuna macchina (tornio, fresatrice, trapani, etc..).

78 Michele Montalto Tecnologia e disegno per il biennio degli ITI 77 Fine presentazione Fine presentazione


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