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PROGETTO I CARE L’inclusione in classe: dalle proprie emozioni alle regole di convivenza comune Progetto I care.

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Presentazione sul tema: "PROGETTO I CARE L’inclusione in classe: dalle proprie emozioni alle regole di convivenza comune Progetto I care."— Transcript della presentazione:

1 PROGETTO I CARE L’inclusione in classe: dalle proprie emozioni alle regole di convivenza comune Progetto I care

2 Scuola capofila: scuola primaria “Sacro Cuore”, Gallarate (Va)
Scuole della rete: scuola primaria “Chicca Gallazzi”, Busto Arsizio (Va) “Liceo delle scienze sociali”, Gallarate (Va) Progetto I care

3 Progetto di ricerca-azione all’inclusione di alunni con disabilità cognitivo-comportamentali
Analizzando le schede di autovalutazione del dirigente scolastico e del corpo docente si evince che la maggior parte di questi per la compilazione ha fatto riferimento ad alunni con disabilità cognitivo-comportamentale ( iperattività, deficit di attenzione e concentrazione…) piuttosto che a disabilità fisiche. Dal confronto con il corpo docenti si è spiegato ciò legandolo al fatto che all’interno della classe gli alunni riconoscono e quindi includono con più facilità il compagno con disabilità fisiche. Inoltre, gli insegnanti mettono in evidenza come sia difficoltoso recuperare strumenti di lavoro per organizzare attività di classe specifiche per alunni con disabilità cognitivo comportamentale. Gli stessi preziosi strumenti di lavoro, possono essere utilizzati dal corpo docenti anche nella relazione con alunni aventi problematiche comportamentali, ma senza diagnosi funzionale: realtà sempre più presenti attualmente nella scuola. Per queste ragioni si è scelto di indirizzare il progetto di ricerca-azione all'inclusione di alunni con disabilità cognitivo-comportamentali. Si sceglie dunque di concentrare il lavoro di ricerca- azione nel contesto CLASSE tenendo conto di esperienze/oggetti fondamentali presenti negli altri contesti. Contesto: classe Progetto I care

4 Valutazione iniziale Osservazione generalizzata della classe
Analisi funzionale del comportamento Stesura di una griglia con i comportamenti più frequenti individuati Elaborazione dell’analisi funzionale Progettazione dell’intervento Progetto I care

5 Valutazione iniziale: griglia di osservazione
alcune sessioni di osservazioni generalizzata della classe campionate in modo tale da avere un quadro dell’alunno per tutto l’arco della giornata. Analisi funzionale del comportamento per indagare quali sono gli antecedenti di un comportamento e da quali conseguenze è mantenuto. L’obiettivo è quello di individuare i comportamenti problematici dell’alunno, la loro funzione, e cercare di sostituirli con comportamenti dalla forma più accettabile che portino alle stesse conseguenze. Stesura di una griglia con i comportamenti più frequenti individuati durante l’osservazione generalizzata. Elaborazione dell’analisi funzionale Progettazione dell’intervento intervento nella classe. Progetto I care

6 Intervento Prima parte OBIETTIVI PRINCIPALI: -Acquisizione di maggiore consapevolezza delle proprie e altrui emozioni -Presa di coscienza dell’espressione e gestione delle emozioni Portare gli alunni alla consapevolezza delle differenze individuali, allo scopo di aiutarli alla lettura e alla comprensione di comportamenti differenti dal proprio, attraverso una maggiore consapevolezza di sé e dell’altro. Progetto I care

7 Prima parte STRUMENTI: Laboratorio: “Cos’è un’emozione?”:
“Sensazioni del corpo e sensazioni del cuore” (giochi a squadre); “Sono verde dalla rabbia: giochiamo con i colori”; Laboratorio: “Riconoscere le emozioni nell’altro” Analisi di storie e role playing “L’emozione e il corpo”: interventi psicomotori. Laboratorio:”Riconoscere le proprie emozioni” “Gioco dell’oca: sentire, fere e pensare” (gioco da tavolo in cui gli alunni a turno devono superare delle situazioni problematiche) “Le emozioni e il mio corpo” (interventi psicomotori) (tutte le attività verranno svolte attraverso un percorso “ad imbuto”, passando cioè del concetto più impersonale di emozione fino ad arrivare al proprio vissuto personale) Progetto I care

8 OBIETTIVI PRINCIPALI: identificare modalità di interazione efficaci
Seconda parte OBIETTIVI PRINCIPALI:  identificare modalità di interazione efficaci miglioramento della relazione tra pari interiorizzazione di regole di cooperazione. Portare gli alunni alla consapevolezza delle differenze individuali, allo scopo di aiutarli alla lettura e alla comprensione di comportamenti differenti dal proprio, attraverso una maggiore consapevolezza di sé e dell’altro. Le regole sono pensate allo scopo di: insegnare ai compagni come comportarsi quando l’alunno con diagnosi mette in atto un comportamento disfunzionale e quindi a non rinforzarlo. attenuare i comportamenti disfunzionali dell’alunno in questione. Giochi di ruolo per permettere una migliore e concreta comprensione della regola da parte degli alunni. Progetto I care

9 Regole fondamentali per una corretta
Seconda parte STRUMENTI: Regole fondamentali per una corretta “vita di classe” (lavoro di gruppo ) per : 1) imparare meglio 2) stare bene nella propria classe Giochi di ruolo Giochi a squadre per “allenare” gli alunni al rispetto delle regole in un contesto strutturato. Progetto I care

10 Maggior consapevolezza di sé e dell’altro
RISULTATI OTTENUTI: Maggior consapevolezza di sé e dell’altro Modalità d’interazioni efficaci - scoperta da parte degli alunni delle differenze individuali e maggior sensibilizzazione nella lettura e nella comprensione di comportamenti differenti dal proprio, attraverso una maggiore consapevolezza di sé e dell’altro; - identificazione da parte degli alunni delle modalità di interazione efficaci allo scopo di permettere un miglioramento della relazione tra pari (base indispensabile per un contesto di apprendimento), attraverso l'interiorizzazione di regole di cooperazione SVILUPPI PREVISTI: Allargare l’intervento di ricerca azione alle classi delle scuole coinvolte con alunni con disabilità cognitivo-comportamentali. Progetto I care

11 Innanzi tutto,l'emozione. Soltanto dopo la comprensione.
(Paul Gauguin) Quando siamo noi a gestire le nostre emozioni – e non viceversa – allora siamo in grado di scegliere consapevolmente quali azioni agire. Ma non basta, perché è solo conoscendo il nostro mondo emozionale ed accettandolo che siamo in grado di comprendere e di accettare gli altri. Progetto I care


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