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Storia di screening e stadio dei tumori screen detected Manuel Zorzi (1), Chiara Fedato (1), Cinzia Campari (2), Romano Sassatelli (3) (1) Registro Tumori.

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Presentazione sul tema: "Storia di screening e stadio dei tumori screen detected Manuel Zorzi (1), Chiara Fedato (1), Cinzia Campari (2), Romano Sassatelli (3) (1) Registro Tumori."— Transcript della presentazione:

1 Storia di screening e stadio dei tumori screen detected Manuel Zorzi (1), Chiara Fedato (1), Cinzia Campari (2), Romano Sassatelli (3) (1) Registro Tumori del Veneto, Padova (2) Centro Screening, AUSL di Reggio Emilia (3) Servizio di Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva, Azienda Ospedaliera SMN di Reggio Emilia Per comunicazioni: Manuel Zorzi, tel ; Introduzione In una recente pubblicazione sulla performance dei primi 3 round di screening del programma inglese, basato sul test al guaiaco per la ricerca di sangue occulto fecale, Moss et al. (1) riportano una progressiva diminuzione della proporzione di cancri in stadio A di Dukes dal 47,1% nel 1° round al 23,4% nel 3° round. Nella casistica dei programmi di screening italiani, basati invece sul test immunologico, tale proporzione è risultata costantemente maggiore rispetto a quella inglese (2); in particolare nel 2008 dei cancri screen detected, erano in stadio A il 48,4% dei casi al primo test di screening e il 55,4% di quelli ad un test successivo. Tuttavia nella survey nazionale non è possibile distinguere ulteriormente le lesioni diagnosticate in funzione della storia specifica di screening, cioè tra casi in soggetti al secondo, al terzo ecc episodio di screening. Per valutare leffetto sullo stadio alla diagnosi di una storia di più esami di screening negativi, abbiamo analizzato una serie di tumori screen detected diagnosticati da 7 programmi di screening colorettale del Nord Italia. Discussione Linterpretazione del risultato dei casi diagnosticati al round di prevalenza è piuttosto complessa, sia per la quota di stadi ignoti, che peraltro affligge lintera casistica, che per leffetto del lenght bias che risulta difficile da quantificare. Il confronto tra il secondo ed il terzo esame di screening non mostra differenza statisticamente significative (p=0,058), ma va sottolineato che al terzo passaggio la percentuale di casi in stadio A è maggiore del 10% circa rispetto a quelli al passaggio precedente mentre si riduce la quota di stadi C-D. Il dato sembra confermare leffetto di protezione cumulativa garantita da una storia di più test di screening negativi rispetto ad uno solo. Si tratta di un effetto atteso, poiché la sensibilità per cancro di un singolo test per la ricerca del sangue occulto fecale è sub ottimale ed è quindi possibile che ad un secondo esame di screening vengano diagnosticati tumori in stadio avanzato, possibilmente mancati allepisodio precedente. Dopo due test negativi precedenti, è plausibile che tale evento si riduca sensibilmente. I dati che abbiamo presentato sono forse il primo tentativo di analisi di questo aspetto, che necessita di ulteriori studi su casistiche di dimensioni maggiori e possibilmente su un numero maggiore di episodi di screening. Si sottolinea infine limportanza di porre maggior attenzione alla registrazione dello stadio dei cancri negli archivi di screening. 1. Moss SM, Campbell C, Melia J, et al. Performance measures in three rounds of the English bowel cancer screening pilot. Gut doi: /gut Risultati Complessivamente i tumori screen detected sono stati 881, di cui 541 in maschi (61,4%) e 340 nelle femmine (38,6%). Il 62.9% dei casi era a carico di soggetti di età compresa tra i 60 ed i 69 anni. La maggior parte (519) dei tumori è stata diagnosticata in soggetti al primo esame di screening (58,9%), 236 casi al secondo (26,8%) e 126 al terzo (14,3%). Lo stadio alla diagnosi era disponibile nell86,5% dei casi (n=762). La tabella 2 mostra la distribuzione per stadio della casistica per esame di screening e complessiva. Convegno Nazionale GISCoR 2011 – Perugia, 6-8 Ottobre Non si sono riscontrate differenze statisticamente significative nel confronto dello stadio tra generi o tra le fasce di età e anni. La distribuzione per stadio evidenzia una situazione più favorevole a carico dei casi diagnosticati in soggetti al terzo esame di screening, con una quota di casi in stadia A del 52,4% rispetto al 43% al primo e del 42% al secondo. Tuttavia la distribuzione non risulta statisticamente diversa tra i diversi esami di screening, con p=0,065.


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