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Lo scenario europeo. Lo scenario europeo e il sistema delle competenze e dei modelli nell’eLearning.

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Presentazione sul tema: "Lo scenario europeo. Lo scenario europeo e il sistema delle competenze e dei modelli nell’eLearning."— Transcript della presentazione:

1 Lo scenario europeo e il sistema delle competenze e dei modelli nell’eLearning

2 Lo scenario europeo

3 Lo scenario europeo. L’eLearning secondo l’Unione europea
Il piano d’azione eLearning definisce l’eLearning come: “l'utilizzo delle nuove tecnologie multimediali e di Internet per migliorare la qualità dell'apprendimento, agevolando l'accesso a risorse e servizi, nonché gli scambi e la collaborazione a distanza”.

4 Lo scenario europeo. L’eLearning secondo l’Unione europea
L’uso delle ICT non è l’obiettivo principale dell’eLearning; l’eLearning è inteso come apprendimento mediato dalle ICT, considerate parti integranti dei processi e dei sistemi di istruzione. In questo senso, saper utilizzare le ICT ed Internet diventa una nuova forma di alfabetizzazione – l’”alfabetizzazione digitale”-. L’alfabetizzazione digitale è divenuta velocemente una condizione senza la quale i cittadini non possono né avere un ruolo attivo nella società, né acquisire le capacità e le competenze necessarie per vivere nella Società della conoscenza.

5 Lo scenario europeo. Tendenze in atto
Nonostante gli sforzi, fino ad ora l’Europa non ha ancora tratto benefici dall’eLearning in termini di sviluppo economico, competitività ed inclusione sociale, nonostante i forti investimenti pubblici e privati nelle ICT. Tra le varie cause c’è da segnalare la sproporzione tra investimenti in tecnologie e investimenti in componenti “soft” dell’innovazione e, in particolare, sia nelle competenze necessarie a produrre innovazione, sia nelle misure di incoraggiamento e accompagnamento ai “portatori di innovazione”.

6 Lo scenario europeo. Tendenze in atto
Nel futuro si prevede che inevitabile sarà l’incremento delle ICT, ma non il loro uso innovativo. Ciò è particolarmente vero nel settore della formazione dove, sebbene ci sia un aumento nell’uso delle ICT per insegnare e per apprendere, non si può pensare ad un vero “decollo” dell’eLearning come modalità pervasiva di insegnamento ed apprendimento.

7 Lo scenario europeo. Le nuove potenzialità dell’eLearning.
Da recenti studi emerge una nuova definizione dell’eLearning secondo la quale esso non è solo una modalità per migliorare l’apprendimento, ma uno strumento volto a favorire la produttività, lo sviluppo economico, la competitività – delle nazioni, delle aziende, dei singoli – e l’inclusione sociale.

8 Lo scenario europeo. Le politiche europee a sostegno dell’eLearning
Le politiche europee a sostegno dell’eLearning sono: La strategia di Lisbona; L’iniziativa eLearning. Esse confermano l’importanza del ruolo che le ICT possono avere nel migliorare i sistemi di istruzione e formazione e nell’accelerare la transizione dell'Europa verso la Società della conoscenza.

9 Lo scenario europeo. La strategia di Lisbona:
Consiglio europeo di Lisbona (2000): “Fare dell’Europa l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”. Nelle conclusioni si sottolinea la necessità di adattare i sistemi europei di istruzione e formazione alle esigenze dell’economia della conoscenza e si evidenzia l’importanza della promozione di nuove competenze di base, soprattutto in materia di tecnologie dell’informazione.

10 Lo scenario europeo. La strategia di Lisbona:
Consiglio europeo di Lisbona (2000): sono cinque le aree strategiche principali nelle quali gli Stati membri devono intervenire Società della conoscenza; Mercato interno; Ambiente economico; Mercato del lavoro; Sviluppo sostenibile.

11 Lo scenario europeo. La strategia di Lisbona:
Consiglio europeo di Stoccolma (2001). Obiettivi: Aumentare la qualità e l'efficacia dei sistemi di istruzione e di formazione nell'Unione europea; Facilitare l'accesso ai sistemi di istruzione e di formazione; Aprire i sistemi di istruzione e formazione al mondo esterno.

12 Lo scenario europeo. La strategia di Lisbona:
Consiglio europeo di Barcellona (2002). Obiettivi: Rendere i sistemi di istruzione e di formazione dell’UE un punto di riferimento di qualità a livello mondiale; Migliorare i sistemi di istruzione e formazione in UE; Realizzare una struttura strategica di un sistema di Lifelong Learning europeo; Un approccio strategico di Lifelong Learning capace di capire la domanda di apprendimento. In merito all’eLearning si chiede di promuovere un’iniziativa di gemellaggio scolastico su scala europea, un brevetto informatico e Internet per gli allievi delle scuole secondarie.

13 Lo scenario europeo. La strategia di Lisbona: l’iniziativa i2010
i2010 – Una società dell’informazione europea a sostegno della crescita e dell’occupazione (2005); Il 1° giugno 2005 la Commissione ha adottato la nuova strategia per lo sviluppo della Società dell’Informazione fino al 2010 – l’iniziativa i , fornendo un quadro completo degli interventi da intraprendere per sostenere lo sviluppo dell’innovazione tecnologica in Europa; L’iniziativa i2010 è incentrata sulle ICT considerate il settore più promettente dell’economia europea. Esse, infatti, incidono sul 40% della crescita produttiva europea e sul 25% della crescita del PIL europeo.

14 Lo scenario europeo. La strategia di Lisbona: l’iniziativa i2010
Secondo la Commissione europea, i2010 contribuirà allo sviluppo di tre obiettivi prioritari: Creare un unico mercato, aperto e competitivo, per la Società dell’informazione e per i servizi dei mezzi di comunicazione all’interno dell’Unione europea. Al tal fine la Commissione propone le seguenti iniziative: l’individuazione di un insieme di politiche efficaci in Europa (2005); un rinnovamento delle regole sui servizi dei media audiovisivi (fine 2005); un aggiornamento del quadro per la regolamentazione delle comunicazioni elettroniche (2006); una strategia per una Società dell’informazione sicura (2006); un approccio completo ed esaustivo al Digital Rights Management (2006/2007).

15 Lo scenario europeo. La strategia di Lisbona: l’iniziativa i2010
Aumentare dell’80% l’investimento nelle ICT in Europa. L’Europa è indietro nella ricerca sulle ICT, investendo solo 80 euro pro capite, rispetto ai 350 euro pro capite negli Stati Uniti e ai 400 euro in Giappone. L’Europa ha bisogno di aumentare gli investimenti nella ricerca sulle ICT per raggiungere l’obiettivo del 3% del PIL in R&D. Tuttavia la ricerca da sola non è abbastanza. I benefici delle ICT saranno generati sia dai prodotti e servizi nei quali verranno incluse, sia dall’adozione di nuovi modelli organizzativi e dalle nuove competenze che dovranno essere sviluppate.

16 Investimenti nella ricerca sulle ICT
R&D sulle ICT EU-15 US Giappone Investimenti privati 23 MLD€ 83 MLD€ 40 MLD€ Investimenti pubblici 8 MLD€ 20 MLD€ 11 MLD€ Abitanti 383 M 296 M 127 M Investimenti per abitante 80 € 350 € 400 € R&D sulle ICT come % sul totale in R&D 18% 34% 35% Fonte: IDATE (per EU-15); OCSE

17 Lo scenario europeo. La strategia di Lisbona: i2010
Promuovere una Società dell’informazione inclusiva Per colmare il divario tra chi è incluso nella Società dell’informazione e chi ne è escluso, la Commissione propone: un Piano d’azione sull’e-Government per i servizi rivolti ai cittadini (2006); tre iniziative che migliorano la qualità della vita attraverso le ICT: tecnologie per una società che invecchia; mezzi di trasporto più intelligenti, più sicuri e più puliti; biblioteche digitali che rendano la cultura europea disponibile a tutti (2007); azioni per combattere il digital divide geografico e sociale, che culmineranno nell’iniziativa europea sull’e-Inclusion (2008).

18 Lo scenario europeo. L’iniziativa eLearning
L’iniziativa eLearning: pensare all’istruzione di domani (2000), è stata lanciata subito dopo il Consiglio europeo di Lisbona ed è complementare alla Strategia di Lisbona. Essa mira a: Rendere più celermente disponibile nell'Unione europea un'infrastruttura di qualità a costi accessibili; Accrescere l'impegno per la formazione ad ogni livello promuovendo una "cultura digitale" per tutti; Realizzare adeguati tipi di formazione per gli insegnanti e i formatori, che riguardino non soltanto l'aspetto tecnologico, ma soprattutto l'uso didattico della tecnologia e la gestione dei mutamenti.

19 Lo scenario europeo. L’iniziativa eLearning
Il Piano d’azione eLearning per il periodo ha identificato quattro linee di interventi coesivi relativi: Alle infrastrutture e alle attrezzature; Alla formazione a tutti i livelli, e in particolare, alla formazione di insegnanti e formatori; Ai servizi e ai contenuti per favorire l’innovazione e lo sviluppo; Al rafforzamento della collaborazione e del dialogo in Europa.

20 Lo scenario europeo. L’iniziativa eLearning: il Programma pluriennale
Nel dicembre 2003 è stato adottato un Programma pluriennale ( ) per il miglioramento della qualità e dell’accessibilità dei sistemi europei di istruzione e formazione attraverso le ICT. Gli obiettivi specifici del Programma sono: Promuovere l’alfabetizzazione digitale e quindi contribuire a rafforzare la coesione sociale e lo sviluppo personale; Sfruttare le potenzialità dell’eLearning per migliorare la dimensione europea dell’istruzione; Sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi europei di qualità per favorire lo scambio e il trasferimento di buone prassi; Innovare i metodi di insegnamento per migliorare il processo di apprendimento e favorire l’autonomia degli insegnanti.

21 Lo scenario europeo. L’iniziativa eLearning: il Programma pluriennale
Le quattro linee d’azione del Programma pluriennale sono: Promozione dell'alfabetizzazione digitale. Le iniziative in questo settore promuovono l'acquisizione di nuove competenze e delle conoscenze necessarie a uno sviluppo personale e professionale e alla partecipazione attiva nella società della conoscenza. Queste iniziative riguardano anche il contributo delle ICT all'apprendimento, specialmente per coloro che, per posizione geografica, situazione socioeconomica o particolari esigenze non possono fruire facilmente dell'istruzione e della formazione tradizionali.

22 Lo scenario europeo. L’iniziativa eLearning: il Programma pluriennale
Campus virtuali europei. Obiettivo fondamentale è il conferimento di una dimensione virtuale alla cooperazione europea per quanto riguarda l'istruzione superiore, incoraggiando le università europee a sviluppare nuovi modelli organizzativi (campus virtuali) e incentivando programmi di scambio e collaborazione europei (mobilità virtuale).

23 Lo scenario europeo. L’iniziativa eLearning: il Programma pluriennale
Campus virtuali europei Tale iniziativa si baserà sulle strutture di collaborazione già esistenti, come il programma Erasmus, e fornirà una dimensione di eLearning ai loro strumenti operativi (sistema europeo di trasferimento dei crediti accademici – ECTS – master europei; garanzia della qualità; mobilità).

24 Lo scenario europeo. L’iniziativa eLearning: il Programma pluriennale
Campus virtuali europei Un esempio è costituito dal progetto eTTnet (Training of Trainers network for eLearning) finanziato dalla Commissione europea e coordinato dall’ISFOL e dal CEDEFOP. In particolare, le finalità sono quelle di: identificare la gamma e il livello di competenze richieste agli insegnanti e ai formatori; facilitare lo scambio, a livello europeo, di informazioni ed esperienze sull’eLearning; promuovere e supportare pratiche di apprendimento collaborativo; assistere i decisori politici nella definizione di misure adatte a colmare il presente gap di competenze tecnologiche e metodologiche; porre le basi per lo sviluppo di futuri scenari di eLearning.

25 Lo scenario europeo. L’iniziativa eLearning: il programma pluriennale
Gemellaggio elettronico delle scuole europee e promozione della formazione dei docenti. Obiettivo di questa iniziativa è rafforzare e sviluppare la collaborazione tra istituti scolastici per dare una dimensione europea all'istruzione sulla base di un modello di società multilinguistica e multiculturale.

26 Lo scenario europeo. L’iniziativa eLearning: il programma pluriennale
Gemellaggio elettronico delle scuole europee e promozione della formazione dei docenti. Le comunità di apprendimento basate su Internet possono contribuire all'arricchimento del dialogo interculturale e alla comprensione reciproca. I gemellaggi elettronici tra istituti scolastici saranno volti anche ad aggiornare le competenze professionali dei docenti e dei formatori per quanto riguarda l'uso didattico e collaborativo delle ICT.

27 Lo scenario europeo. L’iniziativa eLearning: il programma pluriennale
Azioni trasversali per la promozione dell'eLearning in Europa. Sulla base del Piano d'Azione eLearning, le azioni in questo settore sono dirette a promuovere i risultati di molti progetti e programmi (a livello Europeo o di singoli Stati membri) riguardanti le buone prassi, i prodotti, e i servizi, e a rafforzare la cooperazione tra tutti i soggetti interessati.

28 Lo scenario europeo. L’iniziativa eLearning: il programma pluriennale
Azioni trasversali per la promozione dell'eLearning in Europa. Sarà dato particolare rilievo alla diffusione dei risultati dei progetti eLearning, e di altre informazioni ad essi relative, al supporto alle reti europee, ai sondaggi specifici, agli studi e agli avvenimenti organizzati in collaborazione con progetti internazionali dell'OCSE e dell'UNESCO.

29 Stato dell’arte e problemi aperti dell’eLearning

30 Stato dell’arte e problemi aperti. Tendenze in atto
Fino ad ora l’Europa non ha ancora tratto benefici dall’eLearning in termini di sviluppo economico, competitività ed inclusione sociale, nonostante i forti investimenti pubblici e privati nelle ICT. Tra le varie cause c’è da segnalare la sproporzione tra investimenti in tecnologie e investimenti in componenti “soft” dell’innovazione e, in particolare, sia nelle competenze necessarie a produrre innovazione, sia nelle misure di incoraggiamento e accompagnamento ai “portatori di innovazione”.

31 Stato dell’arte e problemi aperti. Aspetti critici
È necessaria una nuova visione dell’eLearning molto più basata sui concetti di comunicazione, contesto, collaborazione e competenze, anziché, come è stato finora, su computer, competitività e contenuti; Si devono conoscere nel dettaglio le pratiche formative che utilizzano le ICT e favorire la loro valutazione da parte degli stessi operatori, dei gestori e dei decisori politici della formazione;

32 Stato dell’arte e problemi aperti. Aspetti critici
Bisogna dedicare maggiore attenzione al tema della qualità, sia per migliorarne la consapevolezza, sia per riprendere un percorso di innovazione; Va privilegiato il tema degli aspetti sociali ed inclusivi dell’eLearning perché finora esso si è rivolto soprattutto a discenti con un alto livello di istruzione e di “centralità” sociale;

33 Stato dell’arte e problemi aperti. Aspetti critici
Altri aspetti che rallentano lo sviluppo dell’eLearning sono: L’utilizzazione delle componenti soft per discipline anziché per competenze; La scarsa attenzione, nella progettazione delle risorse e delle esperienze formative, nel rendere l’apprendimento un’esperienza piacevole ed appagante; I problemi connessi ai diritti di proprietà intellettuale; L’incertezza nella stima dei costi/benefici dell’eLearning.

34 Stato dell’arte e problemi aperti. Aspetti critici
E’ necessario fare attenzione a come si formano i formatori; se viene proposto loro un corso di eLearning di tipo trasmissivo, pur se con efficaci esperienze di apprendimento, esso non genererà una cultura dell’innovazione;

35 Stato dell’arte e problemi aperti. Aspetti critici
E’ importante sviluppare micro-progettualità formativa sui luoghi di lavoro e di formazione, e offrire sistemi di opportunità di formazione, di supporto e di validazione, con l’obiettivo di diffondere una cultura di innovazione tra i formatori e coloro che apprendono.

36 I modelli di sviluppo dell’eLearning

37 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Modelli di apprendimento
Nell’eLearning ci sono cinque tipologie di apprendimento: Apprendimento trasmesso; Apprendimento negoziato; Apprendimento collaborativo; Apprendimento cooperativo; Apprendimento misto (blended).

38 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Modelli di apprendimento
Apprendimento Trasmesso Apprendimento Misto Apprendimento Negoziato Apprendimento Cooperativo Apprendimento Collaborativo Fonte: Cedefop/Isfol

39 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Tipologie di apprendimento
Apprendimento trasmesso: esso prevede il collegamento, attraverso reti di computer, degli insegnanti e degli allievi “dispersi geograficamente” che comunicano in modo sincrono od asincrono per fini di didattici. Questo modello può essere più centrato sull’insegnante/formatore rispetto ad altre forme di apprendimento che prevedono forme di collaborazione tra i corsisti.

40 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Tipologie di apprendimento
Apprendimento negoziato: il modello comprende sia la stipula di un contratto formativo tra un tutor/formatore e un discente per stabilire il tipo e le modalità dell’apprendimento da realizzare, sia l’accesso ad un ampia gamma di risorse disponibili (learning objects, siti Web, ecc.) per soddisfare le esigenze di apprendimento. In questo modello, quindi, il supporto può essere una persona (mentor, coach, tutor), od un insieme di materiali contenenti attività e obiettivi formativi.

41 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Tipologie di apprendimento
Apprendimento collaborativo: gli allievi lavorano insieme in gruppi di due o più persone, aiutandosi nell’apprendimento. La collaborazione a distanza è possibile grazie all’uso di strumenti come: , chat room, forum di discussione. I gruppi possono avere l’obiettivo di realizzare determinati prodotti (outcome) o possono essere coinvolti in un compito orientato al processo, con l’obiettivo di lavorare efficacemente in gruppo.

42 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Tipologie di apprendimento
Apprendimento cooperativo: spesso, collaborazione e cooperazione vengono usati indifferentemente, ma hanno differenti peculiarità: per collaborazione si intende una situazione in cui più soggetti entrano in un rapporto di sostegno e reciprocità, che con il riferimento alle tecnologie può significare condivisione di materiali, partecipazione a Web forum. Per cooperazione si fa riferimento a forme di collaborazione più strutturate, caratterizzate dal fatto che si vuole raggiungere un obiettivo comune, riconosciuto come meta dell’intero gruppo. E’ dunque la condivisione, o meno, della stessa meta che stabilisce se si tratta di apprendimento cooperativo.

43 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Tipologie di apprendimento
Apprendimento misto (blended): esso indica l’integrazione delle risorse e degli strumenti di Internet nell’insegnamento e nell’apprendimento per sfruttare il potenziale delle ICT insieme all’insegnamento tradizionale face-to-face. Sostanzialmente è un mix tra la tecnologia, in tutte le sue forme (non solo Internet) e le tradizionali pratiche di apprendimento, insegnamento e formazione.

44 I modelli di sviluppo dell’eLearning. L’evoluzione dell’eLearning
Conoscenze trasmesse Discussione Conoscenze negoziate WWW Raccolta delle conoscenze Gaimster e Gray, 2002

45 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Fasi di un progetto
Le fasi chiave di un progetto di eLearning sono cinque: Analisi dei fabbisogni; Progettazione tecnologica e formativa (Instructional design); Sviluppo; Erogazione; Valutazione.

46 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Fasi di un progetto ed attività
Analisi dei fabbisogni: attività Analisi del contesto dell’impresa; Analisi della cultura e dell’impatto del cambiamento; Analisi politica della gestione delle competenze; Analisi della formazione; Definizione del profilo del destinatario; Definizione dei requisiti di ammissione al corso; Definizione della valutazione delle competenze; Analisi del software esistente (HR,ERP); Analisi della tecnologia utilizzata; Costi ed analisi.

47 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Fasi di un progetto ed attività
Instructional design: attività Di sistema: Piano di comunicazione; Scelta di una piattaforma Learning Environment (LE) o dell’ambiente di eLearning; Definizione di funzionalità; Integrazione con il software dell’impresa o con la valutazione delle competenze; Definizione dei percorsi di apprendimento misto.

48 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Fasi di un progetto ed attività
Instructional design: attività Di prodotto: Definizione delle competenze degli utenti; Individuazione del know-how e definizione dei contenuti; Definizione degli oggetti/obiettivi di apprendimento e della metodologia; Instructional design della struttura modulare del corso; Definizione del sistema di valutazione e di monitoraggio; Definizione delle specifiche dello sviluppo; Integrazione con gli strumenti di comunicazione sincroni od asincroni; Realizzazione dello storyboard.

49 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Fasi di un progetto ed attività
Sviluppo: attività Di sistema: Sviluppo della piattaforma (Learning Environment) o funzionalità dell’ambiente di eLearning; Supervisione dello sviluppo; Tempi dello sviluppo; Esecuzione della fase di test.

50 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Fasi di un progetto ed attività
Sviluppo: attività Di prodotto: Realizzazione dello storyboard fornito dai sistemi autore o dai produttori; Supervisione dello sviluppo; Tempi dello sviluppo; Integrazione con la piattaforma (Learning Environment) o con l’ambiente di eLearning; Esecuzione della fase di test.

51 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Fasi di un progetto ed attività
Erogazione: attività Arruolamento del management (piattaforma); Erogazione; Tutoraggio; Aggiornamento dei prodotti; Aggiornamento dei piani di formazione; Gestione dei servizi formativi; Orientamento degli utenti ed iscrizione ai corsi; Assistenza ed assistenza alla motivazione.

52 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Fasi di un progetto ed attività
Valutazione: attività Monitoraggio; Valutazione del corso; Reporting; Follow-up; Valutazione dell’apprendimento.

53 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Il modello a cascata
Tali fasi possono essere organizzate secondo due modelli di sviluppo: Modello di sviluppo a cascata. Molto diffuso ed utilizzato in progetti di eLearning rivolti a grandi bacini di utenza. In questo modello ciascuna fase è organizzata secondo una sequenza lineare, tipica della progettazione tecnologica della formazione.

54 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Il modello a cascata
Analisi dei fabbisogni Instructional design Sviluppo Erogazione Fonte: Cedefop/Isfol Valutazione

55 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Il modello ciclico
Modello di sviluppo ciclico. Nei progetti più piccoli le fasi sono sviluppate in parallelo per tutta la durata del progetto e l’esperienza acquisita è utilizzata per un aggiornamento continuo dell’analisi dei fabbisogni, della progettazione e dell’implementazione del progetto

56 I modelli di sviluppo dell’eLearning. Il modello ciclico
Analisi dei fabbisogni Valutazione Instructional design Erogazione Sviluppo Fonte: Cedefop/Isfol

57 I modelli di sviluppo dell’eLearning
I modelli di sviluppo dell’eLearning. Strategie progettuali di insegnamento/apprendimento In relazione ai due modelli presentati, due sono le tipologie strategico-progettuali di insegnamento/apprendimento: Content-driven: orientato alla trasmissione di conoscenze, fatti e nozioni relativamente semplici attraverso materiali didattici multimediali. L’obiettivo è formare un gran numero di utenti, rapidamente e ad un costo relativamente contenuto.

58 I modelli di sviluppo dell’eLearning
I modelli di sviluppo dell’eLearning. Strategie progettuali di insegnamento/apprendimento Teacher-driven: incentrato sulle attività di un insegnante, di un formatore o di un tutor. Tale modalità si riscontra soprattutto in progetti realizzati su scala limitata e richiede un “apprendimento negoziato”, basato sull’interazione continua tra studente e insegnante.

59 I modelli di sviluppo dell’eLearning
I modelli di sviluppo dell’eLearning. Caratteristiche progettuali e sistema delle competenze Caratteristica Progetti teacher-driven Progetti content-driven Obiettivi di apprendimento Soft skill (competenze tipiche richieste per l’insegnamento) Acquisizione di fatti, concetti e terminologia di base; Conoscenze e nozioni relativamente semplici attraverso l’uso di materiali didattici multimediali Destinatari Spesso, ma non sempre, su piccola scala (decine di utenti) Su vasta scala (centinaia o migliaia di utenti)

60 I modelli di sviluppo dell’eLearning
I modelli di sviluppo dell’eLearning. Caratteristiche progettuali e sistema delle competenze Caratteristica Progetti teacher-driven Progetti content-driven Contesto Forte motivazione dell’allievo, corsi di lunga durata (alcuni mesi). Debole motivazione dell’allievo (formazione obbligatoria); Corsi relativamente brevi; È necessario un massimo di rapidità con un minimo di costi.

61 I modelli di sviluppo dell’eLearning
I modelli di sviluppo dell’eLearning. Caratteristiche progettuali e sistema delle competenze Caratteristica Progetti teacher-driven Progetti content-driven Tecnologie LE a basso costo (open source) o Web server standard; Strumenti standard di comunicazione attraverso Internet; Strumenti di Office standard o semplici HTML editor. Authoring tool avanzati; Piattaforme di Learning Environment; Tool di comunicazione specializzati.

62 I modelli di sviluppo dell’eLearning
I modelli di sviluppo dell’eLearning. Caratteristiche progettuali e sistema delle competenze Caratteristica Progetti teacher-driven Progetti content-driven Strategia d’insegnamento Apprendimento negoziato; Apprendimento misto; Apprendimento collaborativo. Trasmissione delle conoscenze; Auto-apprendimento supportato da un tutor. Modello di sviluppo Modello ciclico Modello a cascata Il project team Livelli variabili di integrazione Divisione dei compiti più rigida

63 Il sistema delle competenze

64 Il sistema delle competenze. Le figure professionali
Le figure-chiave di un team incaricato dello sviluppo di un progetto di eLearning sono: Project manager: si occupa del coordinamento delle attività, della gestione dell’interfaccia con il cliente, della supervisione dell’efficacia del progetto e la gestione dei costi, delle risorse umane, dei tempi e della qualità dell’intervento; Instructional designer del sistema: cura la selezione, la progettazione e/o l’implementazione della piattaforma tecnologica del progetto; Instructional designer del prodotto: pianifica le attività di formazione e il relativo materiale didattico;

65 Il sistema delle competenze. Le figure professionali
Le figure-chiave di un team incaricato dello sviluppo di un progetto di eLearning sono: Learning administator: coordina le attività di apprendimento (tutoring, aule virtuali) e i relativi aspetti amministrativi durante la fase di erogazione; Tutor: si occupa dell’assistenza agli allievi e della facilitazione del processo di apprendimento; Redattori: gestiscono lo sviluppo dei contenuti.

66 Il sistema delle competenze.
Per realizzare interventi di eLearning sono necessarie, oltre alle competenze di tipo tradizionale, anche competenze innovative. Si deve: Saper condurre un efficace lavoro di squadra; Saper gestire la complessità di tali progetti; Saper sfruttare adeguatamente il potenziale della nuova tecnologia; Saper risolvere i problemi specifici derivanti dalla mancanza di un contatto diretto con gli allievi.

67 Il sistema delle competenze. I modelli organizzativi di un team
Vi sono due ideali modelli organizzativi di un team di sviluppo: Un modello a catena di montaggio: ciascun membro del gruppo svolge una particolare attività e si assume la responsabilità delle decisioni necessarie per il completamento dell’attività a lui afferenti; Un modello di team integrato: i singoli membri del gruppo hanno competenze sovrapponibili e le decisioni sono prese quasi sempre collettivamente. In realtà i progetti di eLearning si collocano lungo un continuum sul quale i grandi progetti content-driven sono più vicini alla catena di montaggio, mentre i progetti più piccoli teacher-driven tendono alla creazione di team altamente integrati.

68 Il sistema delle competenze. I modelli organizzativi di un team
Project Team integrato Catena di montaggio Project Team Integrato Design Team Project Manager Istructional Designer del sistema Instructional Designer del prodotto Learning Administator Tutor Autori Grandi Piccoli

69 Dall’Homo Sapiens……. …...all’Homo Zappiens


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