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1 LA CONTRATTAZIONE DOPO IL DLGS N. 150/2009 Materiale didattico a cura del dott. Arturo Bianco.

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1 1 LA CONTRATTAZIONE DOPO IL DLGS N. 150/2009 Materiale didattico a cura del dott. Arturo Bianco

2 2 Articolo 2, comma 2 DLgs n. 165/2001(prima parte) I rapporti di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono disciplinate dalle disposizioni del capo I, titolo II, del libro V del codice civile e dalle legge sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa, fatte salve le diverse disposizioni contenute nel presente decreto che costituiscono disposizioni a carattere imperativo.

3 3 Articolo 2, comma 2 DLgs n. 165/2001(seconda parte) Eventuali disposizioni di legge, regolamento o statuto, che introducano discipline dei rapporti di lavoro la cui applicabilità sia limitata ai dipendenti delle PA, o a categorie di essi, possono essere derogate da successivi contratti o accordi collettivi e, per la parte derogata non sono ulteriormente applicabili, solo qualora ciò sia espressamente previsto dalla legge.

4 4 Articolo 2, comma 3, Dlgs n. 165/2001 (prima parte) I rapporti individuali di lavoro sono regolati contrattualmente. I contratti collettivi sono stipulati secondo i criteri e le modalità previste nel titolo III del presente decreto; i contratti individuali devono conformarsi ai principi di cui allart. 45, comma 2. Lattribuzione di trattamenti economici può avvenire esclusivamente mediante contratti collettivi e salvo i casi previsti dal comma 3-ter e 3-quater dellarticolo 40 e le ipotesi di tutela delle retribuzioni di cui allarticolo 47-bis,o, alle condizioni previste, mediante contratti individuali.

5 5 Articolo 2, comma 3, Dlgs n. 165/2001 (seconda parte) Le disposizioni di legge, regolamenti o atti amm.vi che attribuiscono incrementi retributivi non previsti da contratti cessano di avere efficacia a far data dallentrata in vigore del relativo rinnovo contr.le. I trattamenti economici più favorevoli in godimento sono riassorbiti con le modalità e nelle misure previste dai contratti collettivi e i risparmi di spesa che ne conseguono incrementano le risorse disponibili per la contrattazione collettiva.

6 6 Il privato datore di lavoro (art. 5 c.2) Nellambito delle leggi e degli atti organizzativi di cui allarticolo 2, comma 1, le determinazioni per lorganizzazione degli uffici e le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro, fatta salva la sola informazione ai sindacati, ove prevista nei contratti di cui allarticolo 9. Rientrano, in particolare, nellesercizio dei poteri dirigenziali le misure inerenti la gestione delle risorse umane nel rispetto del principio di pari opportunità nonché la direzione, lorganizzazione del lavoro nellambito degli uffici.

7 7 PARTECIPAZIONE SINDACALE ARTICOLO 9 DLGS N. 165/2001 Fermo restando quanto previsto dallarticolo 5, comma 2, i contratti collettivi nazionali disciplinano le modalità e gli istituti della partecipazione (scomparso il riferimento agli atti interni di organizzazione aventi riflessi sul rapporto di lavoro).

8 8 TITOLO III DLGS N. 165/2001 (art. 40) (1) La contrattazione collettiva determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro nonché le materie relative alle relazioni sindacali. Sono, in particolare, escluse dalla contrattazione collettiva le materie attinenti allorganizzazione degli uffici, quelle oggetto di partecipazione sindacale ai sensi dellarticolo 9, quelle afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi degli articoli 5, comma 2, 16 e 17, la materia del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali, nonché quelle di cui allarticolo 1, comma 2, lettera c), della legge 23 ottobre 1992, n Nelle materie relative alle sanzioni disciplinari, alla valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio, della mobilità e delle progressioni economiche, la contrattazione collettiva è consentita negli esclusivi limiti previsti dalle norme di legge.

9 9 TITOLO III DLGS N. 165/2001 (art. 40) (2) Individuazione dei comparti di contrattazione 4 comparti Rimessa alla contrattazione la durata dei contratti, la struttura contrattuale ed i livelli Durata triennale, unificata per parte normativa ed economica Blocco della contrattazione nel triennio 2010/2012

10 10 TITOLO III DLGS N. 165/2001 (art. 40) (3) Le pubbliche amministrazioni attivano autonomi livelli di contrattazione collettiva integrativa, nel rispetto dellarticolo 7, comma 5, e dei vincoli di bilancio risultanti dagli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione. La contrattazione collettiva integrativa assicura adeguati livelli di efficienza e produttività dei servizi pubblici, incentivando l'impegno e la qualità della performance ai sensi dellarticolo 45, comma 3. A tal fine destina al trattamento economico accessorio collegato alla performance individuale una quota prevalente del trattamento accessorio complessivo comunque denominato Essa si svolge sulle materie, con i vincoli e nei limiti stabiliti dai contratti collettivi nazionali, tra i soggetti e con le procedure negoziali che questi ultimi prevedono; essa può avere ambito territoriale e riguardare più amministrazioni. I contratti collettivi nazionali definiscono il termine delle sessioni negoziali in sede decentrata. Alla scadenza del termine le parti riassumono le rispettive prerogative e libertà di iniziativa e decisione.

11 11 TITOLO III DLGS N. 165/2001 (art. 40) (4) Al fine di assicurare la continuità e il migliore svolgimento della funzione pubblica, qualora non si raggiunga laccordo per la stipulazione di un contratto collettivo integrativo, lamministrazione interessata può provvedere, in via provvisoria, sulle materie oggetto del mancato accordo, fino alla successiva sottoscrizione. Agli atti adottati unilateralmente si applicano le procedure di controllo di compatibilità economico-finanziaria previste dallarticolo 40-bis.

12 12 TITOLO III DLGS N. 165/2001 (art. 40) (5) Le PA non possono in ogni caso sottoscrivere in sede decentrata contratti collettivi integrativi in contrasto con i vincoli e con i limiti risultanti dai contratti collettivi nazionali o che disciplinano materie non espressamente delegate a tale livello negoziale ovvero che comportano oneri non previsti negli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione. Nei casi di violazione dei vincoli e dei limiti di competenza imposti dalla contrattazione nazionale o dalle norme di legge, le clausole sono nulle, non possono essere applicate e sono sostituite ai sensi degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile. Sanzione ribadita dal CCNL

13 13 TITOLO III DLGS N. 165/2001 (art. 40) (6) In caso di accertato superamento di vincoli finanziari da parte delle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, del Dipartimento della funzione pubblica o del Ministero delleconomia e delle finanze è fatto altresì obbligo di recupero nell'ambito della sessione negoziale successiva. Le disposizioni del presente comma trovano applicazione a decorrere dai contratti sottoscritti successivamente allentrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della n. 15 del 2009, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.

14 14 TITOLO III DLGS N. 165/2001 (art. 40) (7) A corredo di ogni contratto integrativo le pubbliche amministrazioni, redigono una relazione tecnico-finanziaria ed una relazione illustrativa, utilizzando gli schemi appositamente predisposti e resi disponibili tramite i rispettivi siti istituzionali dal Ministero delleconomia e delle finanze di intesa con il Dipartimento della funzione pubblica. Tali relazioni vengono certificate dagli organi di controllo di cui allarticolo 40-bis, comma 1. Obblighi di pubblicità e sanzioni (art. 40 bis)

15 15 TITOLO III DLGS N. 165/2001 (altre norme) Art. 40 bis Compatibilità della spesa in materia di contrattazione integrativa (revisori dei conti) Art. 41 (potere di indirizzo nei confronti dellARAN) Art. 42 (diritti e prerogative sindacali nei luoghi di lavoro) Art. 43 (rappresentatività sindacale)

16 16 TITOLO III DLGS N. 165/2001 (altre norme) Articolo 44 (nuove forme di partecipazione alla organizzazione del lavoro) Articolo 46 (ARAN) Articolo 47 (procedimento di contrattazione collettiva) Articolo 47 (tutela retributiva) Articolo 49 (interpretazione autentica, vedi anche articolo 64 su richiesta del giudice) Articolo 50 (aspettative e permessi sindacali)

17 17 TITOLO III DLGS N. 165/2001 (altre norme) ARTICOLO 45 (trattamento economico) Materia riservata ai contratti collettivi Parità di trattamento (ambito riservato ai CCNL) Trattamenti accessori collegati alle performance individuali, collettive ed alle attività disagiate o rischiose Parte prevalente lincentivazione del merito (norma applicabile dal prossimo CCNL) Responsabilità dirigenziale nel trattamento economico

18 18 TITOLO III DLGS N. 165/2001 (settima parte) ARTICOLO 48 (disponibilità destinate alla contrattazione e verifica) Oneri posti a carico delle singole PA Contratti collettivi corredati da relazione Per le amministrazioni diverse dallo Stato l'autorizzazione di spesa relativa al rinnovo dei contratti collettivi è disposta nelle stesse forme con cui vengono approvati i bilanci, con distinta indicazione dei mezzi di copertura.

19 19 Le sanzioni per le illegittimità nei contratti decentrati/1 Art.40, c.3 D.lgs. n.165/2001: le clausole difformi sono NULLE e non possono essere applicate e sono sostituire ai sensi degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile La nullità può essere accertata solo dal giudice, anche su istanza della parte datoriale. Il datore di lavoro può sospendere cautelarmente la applicazione della clausola ritenuta nulla, informando il sindacato Deve tentare di rinegoziare la clausola a rischio di nullità o richiedere al giudice una pronuncia di merito Il vizio di nullità può essere eccepito da chi vi ha interesse, senza alcun termine di decadenza o prescrizione.

20 20 Le sanzioni per le illegittimità nei contratti decentrati/2 I maggiori oneri sostenuti a carico del bilancio, potrebbero essere causa di responsabilità amministrativa Vizi rilevabili dagli ispettori della Ragioneria generale dello Stato e dalla Corte dei conti Sono soggetti responsabili sia i componenti della delegazione trattante che i dirigenti che hanno disposto la erogazione della spesa e solo in via eventuale gli amministratori

21 21 Le relazioni sindacali NEGOZIALI Contratto collettivo nazionale quadro (CCNQ) Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) Contratto integrativo Contratto integrativo su base territoriale Interpretazione autentica NON NEGOZIALI Concertazione Informazione Procedure rinforzate di informazione: consultazione, esame, incontro

22 22 IL CONTRATTO Obbligo di contrattare secondo correttezza e buona fede (principio generale) Obbligo a contrarre (materie aventi rilevanza economica): non significa obbligo di accettare le richieste sindacali, ma di non potere decidere unilateralmente. In assenza applicazione del vecchio contratto Obbligo a contrattare (tutte le materie previste dal CCNL)

23 23 La gestione delle relazioni sindacali Responsabilità del dirigente, che esercita poteri e capacità del privato datore di lavoro: ruolo esclusivo per le relazioni sugli atti di gestione Contrattazione: delegazione trattante Concertazione: flessibilità delle modalità di rappresentanza dellente Informazione: a cura del dirigente

24 24 La delegazione trattante/1 Nomina da parte della giunta Individuazione del presidente Composizione delle delegazione La partecipazione dei politici (indicazioni per i piccoli comuni) Le forme di partecipazione/assistenza I componenti (incompatibilità con RSU)

25 25 La delegazione trattante/2 La delegazione di parte pubblica sostiene, nel confronto sindacale, gli obiettivi e le priorità definiti nelle direttive Ricerca, con correttezza, le mediazioni possibili, con il consenso dellorgano di direzione politica In particolare la delegazione può utilizzare le risorse finanziarie stabili e variabili individuate nei documenti di bilancio Ruolo fondamentale del presidente (convocazione delle riunioni e sottoscrizione della ipotesi)

26 26 I soggetti sindacali RSU Soggetto unitario Si pronuncia a maggioranza Opportuno individuare un coordinatore Sostituzione per dimissioni di singoli Nuove elezioni per dimissioni collettive ORGANIZZAZIONI SINDACALI Individuate dal CCNL Immutabilità nellarco di tempo di validità del CCNL Invitare anche se non presenti nellente Invito allaccreditamento

27 27 Le materie della contrattazione integrativa/1 Norme di riferimento art. 16 ccnl , art.4 ccnl , cd code contrattuali (materia da revisionare dopo DLgs n. 150/2009 criteri per la ripartizione e destinazione delle risorse finanziarie decentrate (stabili e variabili), secondo le finalità e nel rispetto della disciplina dettata nellart. 17 CCNL 99; i criteri generali relativi ai sistemi di incentivazione del personale sulla base di obiettivi e di programmi di incremento della produttività e di miglioramento della qualità del servizio; le fattispecie, i criteri, i valori e le procedure per la individuazione e la corresponsione dei compensi relativi a condizioni particolarmente disagiate o a specifiche responsabilità (nelle 2 forme)

28 28 Le materie della contrattazione integrativa/2 i criteri delle forme di incentivazione delle specifiche attività e prestazioni correlate alla utilizzazione delle risorse derivanti da specifiche disposizioni di legge (legge 109, ICI, condono edilizio, ecc.); completamento ed integrazione dei criteri per la progressione economica allinterno della categoria; le modalità di ripartizione delle eventuali risorse aggiuntive per il finanziamento della progressione economica e per la loro distribuzione tra i fondi annuali;

29 29 Le materie della contrattazione integrativa/3 Entità dei rimborsi spese per consumi energetici e telefonici, sulla base delle intese raggiunte in sede di contrattazione integrativa decentrata e eventuale trattamento accessorio compatibile con la specialità della prestazione (telelavoro); Contratto di SOMMINISTRAZIONE e LAVORO A TERMINE: la contrattazione integrativa definisce casi, condizioni, criteri e modalità per la determinazione e corresponsione dei trattamenti accessori (produttività). Le relative risorse devono essere preventivamente individuate nel finanziamento complessivo a carico del bilancio contratto di FL: la contrattazione decentrata può disciplinare lattribuzione di compensi per particolari condizioni di lavoro o per altri incentivi previsti dal CCNL 1/4/99, utilizzando esclusivamente le risorse previste nel finanziamento del progetto di formazione e lavoro; (art. 3 ccnl 2000)

30 30 Le materie della contrattazione integrativa/4 I trattamenti accessori collegati al raggiungimento di obiettivi o alla realizzazione di progetti, nonché altri istituti non collegati alla durata della prestazione lavorativa, sono applicati ai dipendenti a tempo parziale anche in misura non frazionata o non direttamente proporzionale al regime orario adottato, secondo la disciplina prevista dai contratti integrativi decentrati (art. 6 ccnl 2000) La correlazione tra compensi professionali (avvocatura) e la retribuzione di risultato; (art. 27 ccnl 2000) Lindennità giornaliera per maneggio di valori di cassa ; limporto, stabilito in sede di contrattazione integrativa, può variare da un min. di 0,52 a un max di 1,55; (art. 36 ccnl 2000)

31 31 Le materie della contrattazione integrativa/5 Le prestazioni di lavoro che comportano continua e diretta esposizione a rischi pregiudizievoli per la salute e per lintegrità personale; compenso previsto: 30 (art. 37 ccnl 2000) Gli incentivi economici per le attività ulteriori (rispetto a quelle definite nel calendario scolastico) del personale educativo degli asili nido e docente (artt. 30, 31 e 32 ccnl 2000) Gli incentivi di produttività a favore dei messi notificatori (art. 54 ccnl 2000)

32 32 La durata della contrattazione integrativa Stesso periodo del contratto nazionale Blocco per il periodo 2010/2012 ? Si può, non si deve, negoziare annualmente per lutilizzo delle risorse, per le verifiche e per quegli istituti per i quali occorre Evitare la contrattazione in ritardo ed in sanatoria: se del caso allungare il periodo di validità del contratto fino a farlo diventare quadriennale

33 33 Le trattative/1 Presentazione della piattaforma sindacale La formulazione della direttiva da parte della giunta: linee fondamentali di politica del personale che il datore di lavoro pubblico intende perseguire e priorità Indicazione delle risorse disponibili, che non formano materia di contrattazione

34 34 Le trattative/2 Non opportuna la redazione di verbali La redazione di ipotesi di contratto da parte dellente Necessità di corrette convocazioni e di corretta conduzione del confronto Evitare riunioni privilegiate Problema dei tavoli separati

35 35 Le trattative/3 Lo svolgimento al di fuori dellorario di lavoro La quantificazione delle risorse da destinare alla contrattazione decentrata appartiene allente: i vincoli del DL 78 alla riduzione obbligatoria per la diminuzione dei dipendenti ed eventuale per rispettare il tetto alla spesa per il personale Specificare la distinzione tra parte stabile e parte variabile Progressioni orizzontali (vincoli del DLgs 150/2009 e del DL 78/2010)

36 36 Le trattative/4 Interessi diversi rappresentati nella contrattazione decentrate La delegazione trattante di parte pubblica rappresenta linteresse degli enti Predisposizione da parte dellente della bozza di contratto Firma della ipotesi di contratto

37 37 Le trattative/5 Occorre la firma della delegazione trattante di parte pubblica e dei soggetti sindacali Per la parte pubblica firma il presidente della delegazione trattante Firmano sia le RSU che le organizzazioni Mancanza di regole certe in caso di dissenso Possibile la adesione successiva: tutti devono essere chiamati alla riunione per la firma della intesa

38 38 Le trattative/6 Lipotesi di contratto viene inviata ai revisori con la relazione tecnico finanziaria e con quella illustrativa che dovrebbe contenere: La illustrazione delle direttive ricevute La illustrazione delle regole concordate La coerenza delle regole con le direttive La illustrazione e quantificazione delle risorse disponibili (stabili e variabili) La dimostrazione che gli oneri del ccdi sono contenuti nellambito delle risorse Contenuti ulteriori previsti dal DLgs 150/2009

39 39 Le trattative/7 Verifica da parte dei revisori dei conti Si ritorna alla contrattazione in caso di rilievi dei revisori dei conti Autorizzazione giuntale alla sottoscrizione Dopo la autorizzazione della giunta può essere sottoscritto il contratto decentrato In assenza della sottoscrizione non nasce il contratto decentrato

40 40 La quantificazione del fondo Risorse stabili/1 Art. 14, comma 4, del CCNL 1/4/1999: riduzione del 3% dello straordinario Art. 15 CCNL 1/4/1999 lettere:a) art. 31 c. 2, lettere b), c), d), ed e) CCNL 1995; economie art. 1, c. 57 e ss. L. 662/96; Q. P. risorse lettera a) art. 31, c. 2 già destinate pers. ex qual. VII e VIII incaricato delle funzioni dellarea delle p. o.b) risorse aggiuntive destinate allanno 1998 al salario accessorio ai sensi art. 32 CCNL 1995 e art. 3 CCNL 1996c) risparmi di gestione destinati al trattamento accessorio anno 1998 secondo art. 32 CCNL 1995 e art. 3 CCNL 1996, qualora dal consuntivo dellanno precedente a quello di utilizzazione non risulti incremento delle spesef) risparmi derivanti applicazione disciplina ex art. 2, c. 3 D.lgs. n. 29/93g) risorse già destinate per lanno 1998 al pagamento del L.E.D. nella misura prevista dal CCNL 1996h) indennità di Lire di cui allart. 37, c. 4 CCNL 1995i) quota minori oneri dalla riduzione stabile di posti in organico qualifica dirigenziale, fino a 0,2% monte salari della stessa dirigenza, da destinare al fondo di cui allart. 17, c. 2, lett. c); sono fatti salvi gli accordi di miglior favorej) un importo dello 0,52% del monte salari anno 1997, esclusa la quota relativa alla dirigenzal) somme connesse al trattamento economico accessorio del personale trasferito agli enti del comparto a seguito processi di decentramento e delega di funzioniArt. 15 comma 5: per gli effetti derivanti dallincremento delle dotazioni organiche

41 41 La quantificazione del fondo Risorse stabili/2 Art. 4 del CCNL 5/10/2001:c. 1) incremento risorse del fondo di cui allart. 15 del CCNL 2001 di un importo pari al 1,1% del monte salari anno 1999c. 2) integrazione risorse dellimporto annuo della retribuzione individuale di anzianità e degli assegni ad personam in godimento da parte del personale comunque cessato dal servizio a far data 1/1/2000Art. 28 del CCNL 5/10/2001Trattamento economico accessorio in godimento da parte dei dipendenti di altre PA trasferiti a seguito di decentramento della gestione di funzioni amministrativeArt. 32 CCNL del 22/1/2004:c. 1) incremento risorse art. 31, c. 2 CCNL ,62% monte salari anno 2001c. 2) incremento ulteriori risorse art. 31, c. 2 CCNL ,50% monte salari anno 2001, ove la spesa del personale risulti inferiore al 39% della entrata correnteArt. 4 CCNL Incremento dello 0,5% del monte salari 2003 negli enti in cui il rapporto tra spese per il personale ed entrate correnti sia non superiore al 39% nellanno 2005Art. 8 CCNL Incremento dello 0,6% del monte salari 2005 negli enti in cui il rapporto tra spese per il personale ed entrate correnti sia non superiore al 39% nellanno 2007 ed in cui siano stati rispettati i vincoli del patto di stabilità e del tetto di spesa per il personale TOTALE RISORSE STABILI A CUI SONO DA SOTTRARRE QUELLE GIA UTILIZZATE AGGIUNGERE LO 0,20% del monte salari 2001 per il finanziamento delle alte professionalità

42 42 Risorse variabili/1 Art. 15, comma 1, del CCNL 1/4/1999 lettere: d) somme derivanti dallattuazione dellart. 43, L. 449/1997 (contratti di sponsorizzazione – convenzioni – contributi dellutenza) (come modificata dallarticolo 4, comma 4, del CCNL ) k) risorse che specifiche disposizioni di legge finalizzano alla incentivazione di prestazioni o di risultati del personale, da utilizzarsi secondo la disciplina dellart. 17 (ivi comprese le risorse di cui allarticolo 4, comma 3 del CCNL 5.10/2001) m) eventuali risparmi derivanti dalla applicazione della disciplina dello straordinario di cui allart. 14

43 43 Risorse variabili/2 Art. 15, comma 2: in sede di contrattazione decentrata, verificata nel bilancio la capacità di spesa, una integrazione, dal 1/4/1999, delle risorse di cui al c. 1, fino all1,2% su base annua, del monte salari dellanno 1997, esclusa quota relativa alla dirigenza (sulla base del comma 4 tali importi possono essere resi disponibili da parte dei servizi di controllo interno o dei nuclei di valutazione se tali somme provengono da processi di razionalizzazione e riorganizzazione delle attività, ovvero sono destinate dallEnte al raggiungimento di specifici obiettivi di produttività e di qualità Art. 15, comma 5: per gli effetti non correlati allaumento delle dotazioni organiche ivi compresi quelli derivanti dallampliamento dei servizi e dalle nuove attività Art. 17, comma 5, CCNL 1/4/1999: somme non utilizzate nellesercizio precedente Art. 54 CCNL 14/9/2000: quota parte rimborso spese per notificazione atti dellamministrazione finanziaria

44 44 Decurtazioni del fondo Limporto teorico calcolato per lanno 2003 e per gli anni successivi deve essere decurtato dei seguenti valori: a) Le somme destinate a corrispondere gli incrementi per progressioni economiche b) Le somme destinate al pagamento della retribuzione di posizione e di risultato, negli enti con dirigenza, confluite anchesse nel relativo fondo ex art 17, lett. c) e, negli enti senza dirigenza, le risorse prima corrisposte a titolo di trattamento accessorio ai titolari di posizione organizzativa c) Le risorse usate per la prima riclassificazione del personale ( ) c) Le somme utilizzate per corrispondere lincremento della indennità per il personale educativo degli asili nido di cui allart. 31, comma 7, ccnl d) Il trattamento economico accessorio del personale Ata

45 45 Le variazioni della parte stabile del fondo Le progressioni determinano la decurtazione delle risorse stabili Le cessazioni e le progressioni verticali determinano la reintegrazione delle risorse stabili per le progressioni Le cessazioni determinano la reintegrazione del fondo per la ria e per gli assegni personali Gli aumenti del CCNL per le progressioni economiche sono finanziate dal bilancio e non dal fondo La riduzione prevista dal DL 78/2010 in caso di diminuzione del numero dei dipendenti

46 46 Mancata stipula del contratto Parti normative: lente riacquista piena autonomia decisionale Parti economiche: vincolante il contratto Applicabilità delle clausole del precedente contratto ove compatibili e non aventi una durata temporalmente predeterminata Non progressioni verticali né istituti del CCNL 2004, si ad erogazione indennità turno, reperibilità, rischio etc La nuova previsione del Dlgs 150: non applicabile fino al nuovo CCNL

47 47 Indice dei temi del contratto decentrato DISPOSIZIONI GENERALI TRATTAMENTO ECONOMICO COMPENSI PER PARTICOLARI ATTIVITA PARTICOLARI TIPI DI RAPPORTO DISPOSIZIONI PARTICOLARI POLITICHE DELLORARIO DI LAVORO

48 48 Disposizioni generali Premessa politica (spirito e finalità del contratto) Ambito di applicazione e durata (quadriennio, applicazione anche ai dipendenti a tempo determinato, applicazione al personale comandato e distaccato)

49 49 Trattamento economico/1 Criteri per la ripartizione e destinazione delle risorse finanziarie stabili e variabili (previa quantificazione effettuata dallente) Criteri generali di incentivazione del personale e di ripartizione delle risorse destinate alla produttività ed al miglioramento dei servizi (tenere conto dei vincoli fissati dai CCNL)

50 50 Trattamento economico/2 Criteri generali delle metodologie di valutazione (le metodologie sono oggetto di concertazione) Completamento ed integrazione dei criteri per le progressioni economiche (sulla base dei vincoli posti dal CCNL, senza definire il numero delle progressioni né fissare il tetto per ogni categoria; non sono un diritto

51 51 Dopo il DLgs 150 Trattamento economico alle varie fasce di merito (che sono invece oggetto di regolamentazione dellente) Ripartizione del premio alla efficienza Progressioni economiche (vincoli alla selettività ed al numero limitato ed effetti del blocco del trattamento individuale nel triennio 2011/2013)

52 52 Compensi per particolari attività/1 Fattispecie, criteri, valori e procedure per le prestazioni disagiate e per le specifiche responsabilità (ad ogni compenso deve corrispondere una fattispecie diversa specifiche responsabilità (individuazione delle tipologie, eventuale fissazione di un budget per dirigente; non modifica automatica degli importi del vecchio CCNL)

53 53 Compensi per particolari attività/2 responsabilità di particolari categorie il disagio non può riguardare tutti o la gran parte dei dipendenti; il rischio non può riguardare un intero profilo o una intera area maneggio valori

54 54 Lindennità di produttività/1 E collegata al raggiungimento di specifici obiettivi (performance individuale ed organizzativa) Deve concretizzare un significativo miglioramento rispetto agli standard ordinari Inserimento del personale nelle fasce di merito

55 55 Lindennità di produttività/2 Matura solo dopo che gli obiettivi sono stati raggiunti Attestazione da parte dei servizi di controllo interni Valutazione da parte dei dirigenti La valutazione deve essere meritocratica Utilizzazione dei residui

56 56 Lindennità di produttività/3 I criteri di valutazione sono dettati dai contratti collettivi decentrati integrativi Non sostituisce lo straordinario per le attività svolte al di fuori del normale orario di lavoro Le amministrazioni non possono disporre unilateralmente il finanziamento né extra fondo né extra orario di lavoro di specifici progetti

57 57 Le materie oggetto di concertazione/1 (art. 16 CCNL 31/3/99 e art. 8 CCNL 1/4/99) MATERIA DA RIVEDERE DOPO IL DLGS 150/2009 Criteri generali per: lo svolgimento delle selezioni per i passaggi tra qualifiche valutazione delle P.O. e relativa graduazione delle funzioni conferimento degli incarichi relativi alle P.O. e relativa valutazione periodica

58 58 Le materie oggetto di concertazione/2 I criteri generali per: metodologia di valutazione delle prestazioni e dei risultati del personale individuazione delle risorse aggiuntiva per il finanziamento del fondo per la progressione economica di categoria individuazione dei nuovi profili professionali attuazione delle regole relative agli aggiornamenti e/o modificazioni dei fondi per la progressione e per la posizione/risultato

59 59 Le materie oggetto di concertazione/3 I criteri generali per: articolazione dellorario di servizio calendari delle attività delle istituzioni scolastiche e asili nido il passaggio dei dip. per effetto di trasferimento andamento dei processi occupazionali la mobilità interna

60 60 Le materie oggetto di concertazione/4 procedimento e criteri per trasformazione a tempo indeterminato dei contratti FL individuazione fabbisogni per i rapporti a T.D. criteri generali per il conferimento delle mansioni superiori numero dei dipendenti coordinati dal personale area vigilanza

61 61 Le materie oggetto di concertazione/5 per il personale delle scuole riduzione orario attività didattica/integrativa modalità del calendario scolastico individuazione attività ulteriori rispetto al calendario scolastico


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