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LINTERPELLO a cura di Clelia Buccico. Linterpello E una istanza rivolta allAmministrazione Finanziaria per conoscere la corretta interpretazione di una.

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Presentazione sul tema: "LINTERPELLO a cura di Clelia Buccico. Linterpello E una istanza rivolta allAmministrazione Finanziaria per conoscere la corretta interpretazione di una."— Transcript della presentazione:

1 LINTERPELLO a cura di Clelia Buccico

2 Linterpello E una istanza rivolta allAmministrazione Finanziaria per conoscere la corretta interpretazione di una norma e la relativa applicazione ad un caso concreto.

3 Diritto di interpello In base alla normativa vigente esistono le seguenti forme di interpello: Interpello ordinario di cui allarticolo 11 della legge 27 luglio 2000, n.212 (nota come Statuto del contribuente) Interpello CFC di cui allart.167 e 168 del TUIR Interpello speciale (disapplicativo) di cui al comma 8 dellart. 37-bis del D.P.R. n. 600/73 Interpello speciale (antielusivo) di cui allart. 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413

4 Interpello ordinario Norma introduttiva -» Articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (cd. Statuto dei contribuenti) Regolamento attuativo -» Decreto del Ministro delle finanze 26 aprile 2001, n. 209, emanato in attuazione dellart. 11, c.5, L. n.212/2000 Prassi amministrativa -» Circolare del Ministero delle finanze 18 maggio 2000, n. 99/E; Circolare dellAgenzia delle Entrate 31 maggio 2001, n. 50/E; Circolare n. 7/E del 3 Marzo 2009.

5 Articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (cd. Statuto dei contribuenti) 1. Ciascun contribuente può inoltrare per iscritto allAmministrazione Finanziaria, che risponde entro centoventi giorni, circostanziate e specifiche istanze di interpello concernenti l'applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti e personali, qualora vi siano obiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni stesse. La presentazione dell'istanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla disciplina tributaria … segue Interpello ordinario FONTI

6 Interpello ordinario … segue art. 11 della legge 27 luglio 2000, n La risposta dell'amministrazione finanziaria, scritta e motivata, vincola con esclusivo riferimento alla questione oggetto dell'istanza di interpello, e limitatamente al richiedente. Qualora essa non pervenga al contribuente entro il termine di cui al comma 1, si intende che l'amministrazione concordi con l'interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente. Qualsiasi atto, anche a contenuto impositivo o sanzionatorio, emanato in difformità dalla risposta, anche se desunta ai sensi del periodo precedente, é nullo. 3. Limitatamente alla questione oggetto dell'istanza di interpello, non possono essere irrogate sanzioni nei confronti del contribuente che non abbia ricevuto risposta dall'amministrazione finanziaria entro il termine di cui al comma 1. FONTI

7 Interpello ordinario … segue art. 11 della legge 27 luglio 2000, n Nel caso in cui l'istanza di interpello formulata da un numero elevato di contribuenti concerna la stessa questione o questioni analoghe fra loro, l'amministrazione finanziaria può rispondere collettivamente, attraverso una circolare o una risoluzione tempestivamente pubblicata ai sensi dell'articolo 5, comma 2. … segue FONTI

8 Interpello ordinario … segue art. 11 della legge 27 luglio 2000, n Con decreto del Ministro delle finanze, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, relativo ai poteri regolamentari dei Ministri nelle materie di loro competenza, sono determinati gli organi, le procedure e le modalità di esercizio dell'interpello e dell'obbligo di risposta da parte dell'amministrazione finanziaria. 6. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, relativo all'interpello della amministrazione finanziaria da parte dei contribuenti. FONTI

9 Interpello ordinario CHI PUÒ PRESENTARE ISTANZA DI INTERPELLO 1. Tutti i contribuenti che vantano un interesse personale, concreto ed esistente (non è necessaria lassistenza di professionisti) 2. I soggetti tenuti per legge ad adempimenti tributari per conto di altri. CHI NON PUÒ PRESENTARE ISTANZA DI INTERPELLO 1. I soggetti che non hanno un interesse immediato e personale; 2. Le associazioni di categoria o enti rappresentativi di interessi diffusi (quali ad esempio gli ordini professionali). AMBITO SOGGETTIVO

10 Interpello ordinario 1. Obiettiva condizione di incertezza di una norma primaria o secondaria Mancanza dinterpretazione da parte dellA.F. (non ha fornito soluzione interpretative a casi analoghi a quello prospettato mediante circolari, risoluzioni, istruzioni o note pubblicate nella banca dati Documentazione tributaria disponibile sul sito internet 2. Previsioni normative equivoche Non può essere presentata istanza per i casi per i quali è previsto il ricorso all interpello speciale di cui alla L. n. 413/91 (d.m. n 209 del 26/04/2001, art.1, co 1) PRESUPPOSTO

11 Interpello ordinario Listanza può essere presentata solo prima di porre in essere il comportamento rilevante ai fini tributari La presentazione dellistanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla disciplina tributaria Se listanza non è preventiva 1. LAgenzia può fornire la risposta 2. Non si producono però gli effetti tipici dellinterpello (quali il vincolo per gli uffici ad emettere atti di accertamento conformi alla soluzione interpretativa fornita) QUANDO PRESENTARE LISTANZA

12 Interpello ordinario D.M. 26 aprile 2001 n. 209 Emanato in attuazione della L.212/00 Modalità (Art. 1, c. 4) 1. Consegna a mano, ovvero 2. spedizione tramite servizio postale, in plico senza busta, raccomandato con avviso di ricevimento (A.R.) 3. La forma è libera Da indirizzare (Art. 2, c. 2) 1. alla Direzione Regionale delle Entrate competente in base al domicilio fiscale del contribuente -» Tutti i contribuenti 2. alla Direzione Centrale Normativa e Contenzioso -» solo le amministrazioni centrali dello Stato gli enti pubblici a rilevanza nazionale Le imprese di grandi dimensioni (superiori ai 300 milioni di euro di fatturato presentano alla Direzione centrale tramite la direzione regionale ) PRESENTAZIONE DELLISTANZA

13 Interpello ordinario OGGETTO La trattazione delle istanze di interpello è ripartita in ragione della competenza a gestire il tributo. Tra le competenze dell Agenzia delle Entrate vi sono: Le imposte sui redditi; Limposta sul valore aggiunto; Limposta di registro; Limposta sulle successioni e donazioni; Limposta di bollo; Le tasse sulle concessioni governative; Limposta sugli intrattenimenti; LIRAP (la competenza a gestire linterpello spetta allamministrazione che esercita sulla stessa imposta i poteri di accertamento, e quindi allAgenzia delle Entrate, salvo che non sia diversamente previsto dalle leggi regionali e dalle convenzioni intervenute in materia) Altri tributi minori PRESENTAZIONE DELLISTANZA

14 Interpello ordinario D.M. n. 209/2001 Art. 3 listanza deve contenere a pena di inammissibilità 1. Dati identificativi dellistante 2. Circostanziata e specifica descrizione del caso concreto e personale con lindicazione della soluzione proposta 3. Indicazione del domicilio al quale far pervenire la risposta (anche fax o ) 4. Sottoscrizione da parte dellistante o da chi ne ha la rappresentanza -» violazione sanabile in caso di richiesta dellufficio entro 30 gg dalla presentazione dellistanza Art. 4, c. 4, D.M. n. 209/ Allegazione della documentazione non in possesso dellufficio -» lufficio può chiedere, una sola volta, lintegrazione della documentazione. La richiesta interrompe i termini per la risposta, che ripartono dalla data di ricezione da parte dellufficio dellintegrazione che deve essere fornita con le stesse modalità per linoltro dellistanza CONTENUTO DELLISTANZA

15 Interpello ordinario LAgenzia deve fornire una risposta scritta e motivata entro 120 giorni dal ricevimento della istanza In caso di mancata risposta nel termine si forma il silenzio – assenso (vedi differenze con interpello disapplicativo art.37- bis comma 8) La Direzione Centrale Normativa e Contenzioso ha il potere di sostituirsi alla D.R.E. competente per fornire la risposta ai quesiti inviati allorgano periferico In caso di un elevato numero di istanze presentate da più soggetti relativi alla stessa questione o questioni analoghe lA.F. può fornire una risposta collettiva attraverso una circolare o risoluzione da pubblicare su Documentazione tributaria e comunicando agli interessati gli estremi del provvedimento (Art. 4, c. 5, D.M. n. 209/2001) RISPOSTA DELLAGENZIA

16 Interpello ordinario CALCOLO DEI GIORNI UTILI PER LA RISPOSTA 1. In caso di consegna diretta -» dalla data del protocollo dellufficio; 2. In caso di raccomandata con A.R. -» dalla data dellA.R. 3. In caso di richiesta di regolarizzazione della sottoscrizione dellistanza -» dalla data dellavvenuta sottoscrizione 4. In caso di richiesta di integrazione della documentazione -» riparte dalla data di ricezione della documentazione integrativa 5. Nel caso di presentazione dellistanza ad ufficio incompetente -» dalla data di ricezione da parte dellufficio competente RISPOSTA DELLAGENZIA

17 Interpello ordinario EFFETTI DEL SILEZIO - ASSENSO Il silenzio assenso si forma trascorsi inutilmente 120 gg dalla presentazione dellistanza; Si intende che lA.F. concordi con la soluzione prospettata dallistante; Eventuali atti di accertamento (a contenuto impositivo o sanzionatorio) emessi in contrasto con la soluzione prospettata dal contribuente sono nulli RISPOSTA DELLAGENZIA

18 Interpello ordinario - SUCCESSIVA RETTIFICA DELL A.F. ALLA RISPOSTA FORNITA SULLINTERPELLO SE IL CONTRIBUENTE SI E GIA ADEGUATO ALLA PRIMA RISPOSTA - non gli si può contestare alcunché; -eventuali atti dellA.F. sono nulli SE IL CONTRIBUENTE NON SI E GIA ADEGUATO ALLA PRIMA RISPOSTA -sono dovute solo le imposte e gli interessi, scaturenti dal mancato adeguamento alla nuova risposta -non sono dovute le sanzioni (Stesso criterio si applica nel caso in cui la prima risposta sia stata fornita in assenza di esposizione in modo chiaro e univoco del comportamento e della soluzione prospettata) RISPOSTA DELLAGENZIA

19 Diversa applicazione dellinterpello ordinario Il legislatore ha previsto anche un diverso utilizzo dellinterpello ordinario (vedi art.167 Tuir disciplina CFC) In taluni casi da strumento a favore del contribuente (nel senso sopra visto di richiesta di interpretazione di una norma per unapplicazione della stessa ad un caso concreto) si trasforma in strumento a tutela dellAmministrazione finanziaria italiana (il contribuente deve cercare di dimostrare che il suo comportamento è corretto)

20 La normativa CFC prevede che il reddito conseguito dalla controllata estera residente in paesi a fiscalità privilegiata è imputato – a prescindere dalla sua effettiva percezione – al soggetto residente controllante (in proporzione alla sua quota di partecipazione agli utili). Quindi per procedere allimputazione dei redditi per trasparenza è necessario che: oltre al controllo, esista una partecipazione agli utili del soggetto non residente ancora posseduta alla data di chiusura dellesercizio della controllata Interpello CFC

21 La normativa in materia di imprese estere partecipate non si applica se i soggetti residenti, tramite apposita istanza di interpello, dimostrino alternativamente: Che la società non residente svolga uneffettiva attività industriale o commerciale nello stato o territorio nel quale ha sede; Che dalle partecipazioni possedute non consegue leffetto di localizzare i redditi in Stati o territori in cui sono sottoposti a regimi fiscali privilegiati. Interpello CFC

22 Al fine di ottenere la disapplicazione della disciplina CFC è necessario inoltrare in via preventiva listanza di interpello allAgenzia delle Entrate. E sufficiente dimostrare anche una sola delle cause di disapplicazione per ottenere laccoglimento dellistanza da parte dellAgenzia delle Entrate Ai sensi dellarticolo 167, comma 5 TUIR, linterpello da presentare allAgenzia delle Entrate è quello di cui allarticolo 11 della Legge 212/200 (statuto del contribuente) Tuttavia il richiamo allarticolo 11 individua solo ed esclusivamente le procedure indicate nella disposizione suddetta, essendo profondamente diverse le finalità dellinterpello. Interpello CFC

23 Art.167 Dpr 917/86 Se un soggetto residente in Italia detiene, direttamente o indirettamente, anche tramite societa' fiduciarie o per interposta persona, il controllo di una impresa, di una societa' o di altro ente, residente o localizzato in Stati o territori diversi da quelli di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, i redditi conseguiti dal soggetto estero partecipato sono imputati, a decorrere dalla chiusura dell'esercizio o periodo di gestione del soggetto estero partecipato, ai soggetti residenti in proporzione alle partecipazioni da essi detenute. Tali disposizioni si applicano anche per le partecipazioni in soggetti non residenti relativamente ai redditi derivanti da loro stabili organizzazioni situate in Stati o territori diversi da quelli di cui al citato decreto. Interpello CFC

24 Art.168 Dpr 917/86 Salvo quanto diversamente disposto dal presente articolo, la norma di cui all'articolo 167 si applica anche nel caso in cui il soggetto residente in Italia detiene, direttamente o indirettamente, anche tramite societa' fiduciarie o per interposta persona, una partecipazione non inferiore al 20 per cento agli utili di un'impresa, di una societa' o di altro ente, residente o localizzato in Stati o territori diversi da quelli di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze emanato ai sensi dell'articolo 168-bis; tale percentuale e' ridotta al 10 per cento nel caso di partecipazione agli utili di societa' quotate in borsa. La norma di cui al presente comma non si applica per le partecipazioni in soggetti residenti negli Stati o territori di cui al citato decreto relativamente ai redditi derivanti da loro stabili organizzazioni situate in Stati o territori diversi da quelli di cui al medesimo decreto. Interpello CFC

25 Art.167, comma 5, lett. b) Dpr 917/86 Le disposizioni del comma 1 non si applicano se il soggetto residente dimostra che: b) dalle partecipazioni non consegue l'effetto di localizzare i redditi in Stati o territori diversi da quelli di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze emanato ai sensi dell'articolo 168-bis. Per i fini di cui al presente comma, il contribuente deve interpellare preventivamente l'amministrazione finanziaria, ai sensi dell'articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, recante lo statuto dei diritti del contribuente. In tal caso linterpello è accolto se il soggetto residente dimostra alternativamente che: A) la società non residente svolga uneffettiva attività industriale o commerciale nel paese estero; B) dalle partecipazioni non consegue leffetto di localizzare i redditi in stati o territori a regime fiscale privilegiato. Interpello CFC

26 Interpello speciale disapplicativo Norma introduttiva -» articolo 7, comma 1, del decreto legislativo 8 ottobre 1997, n. 358 Norma di riferimento -» articolo 37-bis del D.P.R. n. 600/73 Regolamento attuativo -» Decreto del Ministro delle finanze 19 giugno 1998, n. 259 Prassi amministrativa -» Circolari del Ministero delle finanze 19 dicembre 1997, n. 320/E e 18 maggio 2000, n. 99/E; Circolare 7/E del 3 Marzo 2009.

27 Art. 37-bis D.P.R. 600/1973 8)Le norme tributarie che, allo scopo di contrastare comportamenti elusivi, limitano deduzioni, detrazioni, crediti d'imposta o altre posizioni soggettive altrimenti ammesse dall'ordinamento tributario, possono essere disapplicate qualora il contribuente dimostri che nella particolare fattispecie tali effetti elusivi non potevano verificarsi. A tal fine il contribuente deve presentare istanza al direttore regionale delle entrate competente per territorio, descrivendo compiutamente l'operazione e indicando le disposizioni normative di cui chiede la disapplicazione. Con decreto del Ministro delle finanze da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988 n. 400, sono disciplinate le modalità per l'applicazione del presente comma. Interpello speciale (disapplicativo)

28 La relazione ministeriale di accompagnamento allarticolo 7 del d.lgs. n. 358/1997, introduttivo dellarticolo 37-bis del d.P.R. n. 600/1973, precisa che la disposizione in commento … introduce un principio di civiltà giuridica e di pari opportunità tra il fisco ed il contribuente. E noto che sono state introdotte nel nostro ordinamento una pluralità di norme sostanziali, con lo scopo di limitare comportamenti elusivi: spesso queste norme, a causa della loro inevitabile imprecisione, provocano indebite penalizzazioni per comportamenti che non hanno nulla di elusivo. Se le norme possono essere disapplicate quando il contribuente le manipola per ottenere vantaggi indebiti, occorre che lo siano quando condurrebbero a penalizzazioni altrettanto indebite. Lelencazione della tipologia di norme antielusive specifiche non è tassativa ma aperta. Il comma 8 infatti, dopo aver accennato a deduzioni, detrazioni, crediti di imposta, chiude lelencazione con un generico richiamo ad altre posizioni soggettive.

29 INTERPELLO DISAPPLICATIVO E possibile chiedere al Direttore regionale delle Entrate la disapplicazione di una norma antielusiva specifica, dimostrando che nel caso di specie leffetto elusivo che la norma mira a colpire non può verificarsi (art. 37-bis, comma 8, del d.P.R. n. 600/1973; Decreto del Ministero delle Finanze n. 259 del ) da non confondere con INTERPELLO ANTIELUSIVO Sullapplicabilità dellart. 37-bis del d.P.R. n. 600/1973 ad una specifica operazione, compiuta o da compiere, è possibile chiedere, seguendo una determinata procedura, un parere alla Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, per il tramite della Direzione Regionale delle Entrate competente in relazione al domicilio fiscale del richiedente (in precedenza anche al Comitato consultivo per lapplicazione delle norme antielusive) (art. 21 della legge n. 413/1991; Decreto del Ministero delle Finanze n. 195 del ) Interpello disapplicativo ed interpello antielusivo

30 Linterpello disapplicativo Art. 37-bis D.P.R. 600/1973 La tipologia di interpello in esame non è finalizzata a fornire al contribuente un parere in ordine ad una questione interpretativa, ma attraverso un provvedimento del Direttore Regionale, viene eccezionalmente disapplicata una norma antielusiva che, altrimenti, troverebbe applicazione nel caso specifico da lui prospettato

31 Linterpello disapplicativo antielusivo Art. 37-bis D.P.R. 600/1973 La risposta del Direttore della D.R.E deve essere fornita entro 90 giorni dalla presentazione dellistanza da parte dellinteressato La procedura dellinterpello disapplicativo, da esaurirsi complessivamente in 90 giorni, prevede 2 fasi: 1. Una prima fase di istruttoria dellistanza da parte dellufficio locale, al termine della quale esso redige un proprio parere motivato da trasmettere al Direttore Regionale, entro 30 giorni dalla ricezione dellistanza; 2. Una seconda fase di istruttoria e di decisione, di durata pari a 60 giorni, presso la Direzione Regionale che termina con un provvedimento definitivo del Direttore Regionale da emanarsi entro 90 giorni dalla presentazione dellistanza.

32 Linterpello disapplicativo antielusivo Art. 37-bis D.P.R. 600/1973 In caso di assenza di risposta da parte dellA.F. la normativa di riferimento non prevede la formazione del silenzio assenso. LA.F. è comunque tenuta a fornire una risposta

33 Interpello speciale antielusivo Norma introduttiva -» Norma introduttiva -» Articolo 21 della legge 30 dicembre 1991, n. 413 Regolamenti attuativi-» Regolamenti attuativi -» Decreti del Ministro delle finanze 13 giugno 1997, n. 194 e 195 Prassi amministrativa-» Prassi amministrativa -» Circolari del Ministero delle finanze 28 maggio 1998, n. 135/E; 18 maggio 2000, n. 99/E; Circ 5/E del 24/02/2009; Circ. 7/E del3/03/2009

34 Linterpello speciale antielusivo L.413/1991 art. 21 Lart. 16, comma 1, del D.L. n. 185/ convertito nella L. n. 2/ modifica la disciplina dellinterpello antielusivo di cui allart. 21 della L. n. 413/1991, al fine di adeguare il relativo procedimento allintervenuta soppressione del Comitato consultivo per lapplicazione delle norme antielusive, avvenuta ad opera dellart. 29, comma 4, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, conmodificazioni, nella L. 4 agosto 2006, n Sul punto, la circ. n. 40/E del 27 giugno 2007 aveva precisato che non era più possibile ricorrere al Comitato consultivo a fronte del silenzio-assenso della Direzione Centrale Normativa e Contenzioso (trascorsi 60 giorni dalla presentazione dellistanza di interpello) ovvero qualora il contribuente non intendesse uniformarsi al parere ricevuto. Per effetto delle modifiche apportate dallart. 16, comma 1, lettera a), del D.L. n. 185/2008, il procedimento di interpello antielusivo risulta incardinato esclusivamente presso lAgenzia delle Entrate. Vedasi anche Circ. n. 5/E del 24 febbraio 2009

35 L.413/1991 art. 21 Consente al contribuente di richiedere allAmministrazione finanziaria un preventivo parere sullapplicazione a casi concreti di talune disposizioni antielusive: operazioni elencate nella norma antielusiva (art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973); redditi conseguiti attraverso interposizione di persona (art. 37, comma 3, del D.P.R. n. 600/1973); qualificazione delle spese di pubblicità, propaganda e rappresentanza (art. 108, comma 2, del Tuir); operazioni concluse con imprese localizzate in paradisi fiscali extra UE (art. 110, commi 10 e 11, del Tuir). Si può richiedere il preventivo parere allAgenzia delle Entrate fornendole tutti gli elementi conoscitivi utili ai fini della corretta qualificazione tributaria della fattispecie prospettata. La mancata comunicazione del parere da parte dellAgenzia delle Entrate entro 120 giorni e dopo ulteriori 60 giorni dalla diffida ad adempiere da parte del contribuente equivale a silenzio-assenso Linterpello speciale antielusivo

36 L.413/1991 art. 21 LAgenzia delle Entrate, tramite la Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, deve comunicare il proprio parere al contribuente entro 120 giorni dalla richiesta (cioè dalla data di presentazione dellistanza alla Direzione Regionale competente); In caso di mancata risposta entro tale termine il contribuente potrà diffidare lAgenzia ad adempiere entro i successivi 60 giorni; La mancata risposta da parte della Direzione Centrale entro 60 giorni dalla data di ricevimento della formale diffida ad adempiere del contribuente equivale a silenzio- assenso sulla soluzione prospettata dal contribuente. Linterpello speciale antielusivo

37 Secondo la circ. dellAgenzia delle Entrate n. 7/E del 3 marzo 2009, le risposte fornite dagli uffici a seguito della presentazione delle istanze di interpello (ordinario, antielusivo e disapplicativo) non sono impugnabili da parte dei contribuenti La circolare precisa, infatti, che tali atti non hanno natura provvedimentale e non contengono la manifestazione di una pretesa impositiva: infatti, il contribuente è libero di uniformarsi o meno allinterpretazione fornita dallAgenzia delle Entrate. Circolare n. 7/E del 3 marzo 2009: non impugnabili le risposte dellA.F. alle istanze di interpello

38 Con la circ. n. 7/E del 3 marzo 2009 fornisce istruzioni agli uffici in ordine alla gestione del contenzioso derivante dalla impugnazione dei pareri resi in relazione alle diverse tipologie di interpello:n. 7/E interpello ordinario (art. 11 della L. 27 luglio 2000, n. 212), attivabile qualora ricorrano obiettive condizioni di incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni tributarie;art. 11 interpello antielusivo (art. 21 della L. 30 dicembre 1991, n. 413), strumentale allottenimento di un parere in relazione a talune fattispecie potenzialmente elusive;art. 21 interpello disapplicativo (art. 37-bis, comma 8, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600), strumentale alla disapplicazione di norme sostanziali di carattere antielusivo.art. 37-bis Circolare n. 7/E del 3 marzo 2009

39 Tutte le tipologie di interpello sono accomunate dalle seguenti caratteristiche: la risposta vincola lAgenzia delle Entrate esclusivamente nei confronti dellistante, limitatamente al singolo caso prospettato (nellipotesi che la fattispecie concreta rappresentata sia completa e veritiera); la risposta non vincola il contribuente, il quale è libero di non uniformarsi al parere, ferma restando la possibilità per lAgenzia delle Entrate di verificare, in sede di accertamento, il rispetto della soluzione interpretativa fornita. Circolare n. 7/E del 3 marzo 2009

40 Il paragrafo 4) classifica gli interpelli in due categorie: interpelli diretti ad acquisire un parere, riferito a un caso concreto, circa la corretta interpretazione di una norma tributaria (interpello ordinario) o sulla preventiva qualificazione di unoperazione come potenzialmente elusiva (interpello antielusivo); interpelli diretti ad ottenere una valutazione circa la ricorrenza dei presupposti per lapplicazione di uno specifico regime tributario o per la disapplicazione di disposizioni di carattere antielusivo (interpello disapplicativo). In entrambi i casi, la risposta dellAmministrazione non determina effetti vincolanti nei confronti del contribuente, che resta libero di uniformarsi o meno allinterpretazione fornita dallAgenzia delle Entrate. Ne consegue che la risposta allinterpello non è impugnabile con ricorso alla Commissione tributaria provinciale. Circolare n. 7/E del 3 marzo 2009

41 Il paragrafo 4.1) precisa che La non impugnabilità delle risposte allinterpello si giustifica, essenzialmente, alla luce della loro natura di atti amministrativi non provvedimentali. Le risposte agli interpelli mancano, infatti, dei caratteri dellautoritarietà e dellesecutorietà, propri dei provvedimenti amministrativi, in ragione del carattere non vincolante della risposta nei confronti del contribuente, e del carattere della esecutività, dal momento che il parere non produce nei confronti del richiedente effetti diretti ed immediati. Il paragrafo 4.2), inoltre, precisa chele risposte agli interpelli non hanno natura di atto impositivo, in quanto non contengono la manifestazione di una pretesa impositiva. Lesercizio del potere impositivo è, infatti, rimandato ad un momento eventuale e successivo, coincidente con lemanazione di un atto lesivo della sfera giuridica del contribuente e, come tale, impugnabile con ricorso alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente Circolare n. 7/E del 3 marzo 2009

42 Con la decisione n. 414/2009, il Consiglio di Stato è intervenuto nuovamente sul tema del riparto di giurisdizione tra il giudice tributario e quello amministrativo. Il procedimento in questione aveva ad oggetto limpugnazione del diniego dellAmministrazione finanziaria sulla richiesta di disapplicazione delle norme antielusive avanzata da una società e il giudice, confermando quanto statuito in primo grado, ha riaffermato la giurisdizione tributaria in base al principio della sua generalità. Parallelamente, la decisione ha dichiarato non autonomamente impugnabile il provvedimento di diniego: i motivi di illegittimità di questultimo potranno essere fatti valere dal contribuente solo in sede di impugnazione delleventuale successivo e consequenziale atto di accertamento adottato dallUfficio sulla base proprio di quelle norme antielusive di cui si chiedeva originariamente la disapplicazione. Consiglio di Stato, n.414 del 26 gennaio 2009

43 Sintesi Confronto tra le forme di interpello Antielusivo (art. 21, L. n. 413/91) Disapplicativo (art. 37-bis, D.P.R. n. 600/73) Ordinario (art. 11, L. n. 212/2000) Presupposti per la presentazione dellistanza casi concreti ai quali non si rendono applicabili le disposizioni casi concreti ai quali non si rendono applicabili le disposizioni contenute nelle seguenti norme : a) articoli 37, comma 3, e 37-bis del DPR n. 600/73; b) articoli 108, comma 2, del Tuir; impossibilità pratica del verificarsi degli effetti elusivi impossibilità pratica del verificarsi degli effetti elusivi temuti dal fisco obiettiva incertezza obiettiva incertezza di una norma primaria o secondaria 1. Mancanza di interpretazione da parte dellA.F. 2. previsioni normative equivoche

44 AntielusivoDisapplicativoOrdinario Presentazion e Istanza preventiva Istanza preventiva (il mancato rispetto non preclude in via di principio la possibilità di acquisire il parere dellA.F. ma non si producono gli effetti tipici Tempistica della risposta 120 gg gg120 gg Effetti della mancata risposta in caso di mancata risposta entro 120 gg -» diffida in caso di mancato parere entro ulteriori 60 gg - » silenzio-assenso Non si produce silenzio -assenso in caso di mancato parere -» silenzio- assenso Sintesi Confronto tra le forme di interpello

45 AntielusivoDisapplicativoOrdinario Effetti ottenimento di un parere valido ai fini e nellambito del rapporto tributario e solo per operazioni potenzialmente elusive Il parere reso risulta vincolante unicamente per la medesima Amministrazione – i cui atti eventualmente emessi in difformità dalla risposta fornita al contribuente in sede di interpello sono da ritenersi NULLI – e non anche per il contribuente istante, il quale non è obbligato ad uniformarsi al parere espresso. ladeguamento al parere comporta la non punibilità ai fini penali disapplicazione di una norma antielusiva nel caso concreto prospettato ottenimento di un parere, al quale il contribuente può non uniformarsi la risposta è efficace esclusivamente nei confronti del contribuente istante e limitatamente al caso prospettato nellistanza la risposta vincola loperato degli uffici, che non potranno emettere atti di accertamento in contrasto con la soluzione interpretativa fornita


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