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1 Politiche e strategie tecnologiche per la sicurezza del territorio e la gestione delle emergenze Carlo Mario Guerci Roma, Mercoledì 23 Maggio 2007 ThinkTel.

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1 1 Politiche e strategie tecnologiche per la sicurezza del territorio e la gestione delle emergenze Carlo Mario Guerci Roma, Mercoledì 23 Maggio 2007 ThinkTel – Piazza Santa Francesca Romana 3 – Milano (Italy) - Tel: Fax:

2 2 I rischi e le minacce a cui è sottoposto il Sistema Paese sono molto costosi Tipologia di evento RISCHI / MINACCE COSTO per il Sistema Paese (M.euro/anno) Note Naturali od accidentali Sismico e Vulcanico – Ns. elaborazione su dati del Dipartimento della Protezione Civile (DPC) Idrogeologico – Ns. elaborazione su dati Agenzia per la Protezione dellAmbiente e Servizi Tecnici (Apat) Incendi boschivi 500Fonte: Corpo Forestale dello Stato Industriale -In fase di valutazione Ambientale, Sanitario Ns. elaborazione su dati Legambiente e Apat; non è compreso il danno allambiente Trasporti - In fase di valutazione Intenzionali Reati tipici della criminalità organizzata: usura, racket, furti, truffe, etc Fonte: SOS Impresa – Confesercenti, Rapporto 2006 TOTALECirca 40miliardi di Euro/anno NOTA BENE: I costi comprendono anche il costo della perdita di vite umane, valutate in 1,3 M.euro per persona deceduta e 25 k.euro per persona ferita (fonte ISTAT)

3 3 I rischi e le minacce impattano anche sulla competitività del Sistema Paese, ad esempio sugli Investimenti Diretti Esteri (IDE) …. Gli IDE rappresentano un importante contributo alla creazione di occupazione, allaccumulazione di capitale, al trasferimento tecnologico … Il ruolo degli investitori esteri è significativo non solo per lampliamento della base produttiva ma soprattutto per la capacità di innalzare la competitività del sistema paese, grazie alle performance mediamente più elevate che tali investitori sono in grado di realizzare Fonte Dati: ICE-Reprint 2005 Imprese a controllo EsteroImprese a controllo nazionale Redditività35%-38%20%-29% Valore aggiunto per addetto58-65 k32-39 k Investimento per addetto9,7-14,6 k6-7 k Spesa in ricerca per addetto0,9-2,8 k0,1-0,9 k Anno 2005 % di Stock di IDE mondiali Stock di IDE sul PIL Nazionale Italia (*) (solo lo 0,7 % ha raggiunto il Mezzogiorno) 2,1% (*)12,4% Francia5,3%28,5% Germania5,6%18% Secondo recenti studi (1), lItalia attrae il 40% di IDE in meno rispetto a paesi europei aventi economie comparabili. In pratica, gli IDE in entrata risultano inferiori alle potenzialità. Da ulteriori studi (2) risulta come la presenza di criminalità sia risultata estremamente significativa nella scelta di non investire nel nostro Mezzogiorno. (1) Basile R., L. Benfratello e D. Castellani (2005), Attracting foreign direct investments in Europe: are Italian regions doomed?, Centro studi Luca dAgliano Working paper, n. 20. (2) MPRA Foreign direct investments in the Italian regions: The role of organized crime and infrastructures, October 2006 Flussi IDE in entrata M.euro Flussi IDE mancanti Circa 5 miliardi di euro/anno

4 4 … e sul Turismo Gli esperti del World Economic Forum nel rapporto 2007 sul turismo premiano la Svizzera perchè è «un Paese estremamente sicuro……e relegano lItalia al 33° posto, subito dopo la Malesia nella graduatoria del TTCI (Travel and Tourism Competitiveness Index). L'Italia, al primo posto al mondo per il numero di siti considerati Patrimonio dell'umanità, «è altamente valutata per i suoi aspetti culturali e l'eccellente infrastruttura turistica», ma «la sua competitività risente di molte debolezze». A svantaggio delIItalia va, tra gli altri, il fattore sicurezza, definita dai parametri: costo del terrorismo, del crimine e della violenza efficacia delle azioni di polizia a risolvere i problemi dei cittadini. Lo studio del World Economic Forum afferma che esiste una forte correlazione tra il TTCI e la presenza di turisti internazionali, e della loro spesa nel paese visitato. Se lItalia avesse lo stesso fattore sicurezza della Finlandia, prima nella graduatoria su questo indice, è stato calcolato da ThinkTel che i ricavi del turismo per lItalia sarebbero superiori a quelli attuali di circa 10 miliardi di euro per anno.

5 5 La Spesa Pubblica Italiana pro-capite in Sicurezza è seconda solo alla Gran Bretagna; quella in Protezione dellAmbiente è terza dopo Gran Bretagna e Francia Spesa in Sicurezza*UKITDEFRES Valore assoluto (Meuro) % PIL2,57%1,96%1,61%1,39%1,83% Euro per abitante768,00480,69438,85391,73381, Spesa in Protezione dellAmbiente** UKFRITESDE Valore assoluto (Meuro) % PIL1,01%0,82%0,77%0,88%0,50% Euro per abitante302,30230,05188,15183,79135,45 Fonte: Elaborazione su dati Eurostat; (*) la spesa in sicurezza comprende: police services, fire-protection services, law courts, prisons e R&D in public order and safety; (**) la spesa in protezione dellambiente comprende: waste management, waste water management, pollution abatement, protection of biodiversity and landscape, environmental protection, R&D in environmental protection. Voci di Spesa Sicurezza % PIL1,91%1,90%1,95%1,96% Protezione dellAmbiente % PIL0,82%0,85%0,81%0,80%0,77%

6 6 Le Fasi della Gestione Emergenze e Sicurezza del Territorio EVENTO INTERVENTO RIPRISTINO PREVENZIONE Da eventi intenzionali PREPARAZIONE Da eventi naturali o accidentali Previsione dei rischi naturali e antropologici Mitigazione dei rischi Protezione dei confini Protezione del territorio (luoghi pubblici e privati) dal terrorismo e dal crimine (organizzato e non) Protezione delle Infrastrutture critiche Pianificazione degli interventi da attuare quando capita un'emergenza oppure un disastro Preparazione delle risorse fisiche e umane per intervenire con efficacia (definizione dei ruoli e responsabilità, training, addestramenti, mantenimento in efficienza di tutte le risorse, etc. Coinvolgimento dei cittadini con esercitazioni ed informazioni Immediata assistenza alle vittime (pronto intervento sanitario) Riduzione della possibilità di ulteriori danni più gravi (es. allerta della popolazione, attività di ricerca e salvataggio, prestazione di cure mediche di emergenza, evacuazione ed assistenza ai sopravvissuti, rimessa in funzione di servizi vitali, rimozione dei detriti) Attività di breve e medio termine intraprese per riportare le aree danneggiate in condizioni di funzionalità normale o quasi - normale. Le attività di breve termine possono sovrapporsi a quelle della fasi di Intervento. Le attività di medio termine possono durare molti mesi o anni ed includono l'abbattimento di edifici, la loro ricostruzione, etc. Fonte: Elaborazione ThinkTel

7 7 Perché Digitaly Il ruolo dellICT nella crescita economica e nel miglioramento degli standard di vita delle nazioni è un dato di fatto che rende più evidente il rischio competitività per i Paesi come lItalia che sono in ritardo nella diffusione e nella applicazione di queste tecnologie Per uscire dal mero allarmismo e per dare un contributo positivo alla chiusura della divaricazione rispetto ai Paesi leader (di oggi e di domani), ThinkTel si propone con questo progetto un duplice scopo Mostrare i positivi effetti che unaccelerazione nello sviluppo di infrastrutture e applicazioni ICT potrà avere in settori chiave delleconomia italiana quali la Mobilità di merci e persone, la Sanità, il Turismo, lHomeland Security e lEmergency Management, la Pubblica Amministrazione e le Piccole e Medie Imprese Lanalisi non si limita alla quantificazione dei benefici da efficientamento – un obbiettivo peraltro già ambizioso - ma vuole soprattutto esplorare gli spazi più ampi dellinnovazione dove lapplicazione dellICT svolge il ruolo di abilitazione alla creazione e allo sfruttamento di opportunità di crescita attraverso nuovi modelli di business e attraverso radicali cambiamenti strutturali. Disegnare una roadmap che identifichi i colli di bottiglia, spesso di natura legislativa o regolamentare, e che mostri gli effetti della loro rimozione sotto diverse ipotesi di intensità e di selettività degli investimenti in ICT

8 8 EXPENDITURES CAPEX Hardware Software Facilities Cambiamenti organizzativi Set up di procedure Training iniziali … PREPARAZIONE EVENTO INTERVENTO RIPRISTINO I progetti relativi alla Gestione Emergenze e Sicurezza del Territorio possono consentire importanti benefici, materiali e immateriali PREVENZIONE HOMELAND SECURITY OPEX Manutenzione Hardware Manutenzione Software Manutenzione Facilities Personale Materiali di consumo Esercitazioni Training periodici … IMPATTANO SU: Maggiore EFFICIENZA (*) Prevalentemente Minori PERDITE Patrimoniali (beni immobili, reti, ambiente, attività produttive) Umane (morti, feriti, senza tetto) Prevalentemente Minori COSTI di PREPARAZIONE, INTERVENTO e RIPRISTINO MATERIALI PREPARAZIONE MITIGAZIONE Sviluppo OPPORTUNITA Nuovi PRODOTTI e SERVIZI su MERCATI ESISTENTI Ampliamento dei MERCATI Aumento del TURISMO Efficienza della P.A. Aumento degli IDE FACENDO OTTENERE BENEFICI:Le SPESE in: IMMATERIALI QUALITA della VITA Servizi Pubblici (gamma, qualità, accessibilità,..) Ambiente (inquinamento, congestione, sicurezza ambientale,.. Consenso (dei cittadini, degli stakeholder, percezione della sicurezza personale,..) …… (*) da pesare con la probabilità dellEVENTO ILLUSTRATIVO

9 9 Nel progetto DIGITALY lICT è da intendersi nel senso più esteso del termine, a partire dallacquisizione di dati dai sensori fino alla loro integrazione in sistemi di alto livello, nonché tutte le relative applicazioni GESTIONE EMERGENZE e SICUREZZA del TERRITORIO: il caso dei PORTI Sicurezza dei Trasporti Controllo dei porti Monitorag gio area portuale altri Sistemi di EM/HS Rete Nazionale Intra-Porto altri Sottosistemi di sicurezza portuale ESEMPLIFICATIVO ELABORAZIONE DATI e DATA FUSION: Motion detection Scene analyses Target following Video Indexing Slow down detection Total asset visibility ….. RACCOLTA DATI da SENSORISTICA sul CAMPO: Telecamere nel visibile e IR, anche ad alta risoluzione Sensori acustici Sensori magnetici Sensori radar Sensori industriali (termici, chimici, etc.) INTEGRAZIONE TRASMISSIONE

10 10 Gli attori della Security Le Imprese ed i Cittadini Oltre a subire i rischi e le minacce, fanno parte integrante del sistema di sicurezza nazionale dando un contributo sostanziale alla Sicurezza soprattutto nelle fasi di Prevenzione e Preparazione. Rappresentano anche parte della domanda di soluzioni ICT di sicurezza. Il Legislatore Influenza lo sviluppo del settore tramite: imposizioni per legge (es. obblighi di Security Assessment, Security Plan per le imprese) incentivi (es. sgravi fiscali per le imprese che adottano piani di mitigazione rischi) La Pubblica Amministrazion e Rappresenta la domanda elettiva del settore, ad esempio: Dipartimento di Protezione Civile Ministeri Amministrazioni Centrali e Locali Le industrie ICT Mettono a disposizione soluzioni ICT integrate per la gestione del rischio. Le imprese di riferimento sono quelle dellAerospazio e Difesa, System Integrators e Operatori di Telecomunicazioni. Svolgono anche un ruolo fondamentale nello sviluppo delle tecnologie di riferimento I Centri di Ricerca Studiano e sviluppano le tecnologie ICT di supporto al settore, ad esempio: reti di telecomunicazioni riconfigurabili ad - hoc sistemi di visione in condizioni particolari di visibilità crittografia dei dati

11 11 Ruolo della PA: lesempio della Protezione Civile Italiana Compiti Con "protezione civile" si intendono tutte le strutture e le attività messe in campo dallo Stato per tutelare l'integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi. In Italia la protezione civile è organizzata come Servizio Nazionale coordinato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Progetti in corso MIGLIORAMENTO della RETE di TELECOMUNICAZIONI Dorsale a microonde a 640 Mbps Link satellitare a 12 Mbps (ad uso backup di rete) Reti regionali in VHF/UHF GESTIONE DELLE EMERGENZE Sale di controllo Elitrasportate Gestione del canale ISORADIO in collaborazione con RAI Gestione della funzione Cell Broadcast in collaborazione con gli operatori di telefonia mobile Colonne mobili di pronto intervento Fonte: Dipartimento della Protezione Civile Con "protezione civile" si intendono tutte le strutture e le attività messe in campo dallo Stato per tutelare l'integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi. In Italia la protezione civile è organizzata come Servizio Nazionale coordinato dal Presidente del Consiglio dei Ministri; a differenza della maggioranza dei Paesi Europei, dove la protezione civile è un compito assegnato ad una sola istituzione o a poche strutture pubbliche, in Italia è coinvolta in questa funzione tutta l'organizzazione dello Stato. Il compito del Dipartimento è di coordinare il sistema ai vari livelli (comunale, provinciale, regionale, nazionale). Priorità Definizione di procedure standard per i piani di emergenza Definizione di standard per lacquisizione, la gestione e la comunicazione dei dati Creazione di un cruscotto dinamico come Sistema di Supporto alle Decisioni Diffusione della cultura della Protezione Civile a tutti i livelli del sistema e presso i cittadini a partire dalle scuole

12 12 Ruolo delle industrie ICT: Prime indicazioni sulle aree di intervento Migliore utilizzo/maggiore efficienza nellosservazione della Terra dallo spazio Le immagini provenienti dai satelliti costituiscono una preziosa base informativa sia nella fase di Prevenzione che in quella di Intervento. La tecnologia è disponibile, mentre sarebbero da re-ingegnerizzare i processi di ottenimento delle immagini, che sono lunghi e burocratici ed impediscono una rapida consegna agli interessati. Sarebbe opportuno anche fare accordi con altri Paesi per condividere le costellazioni di satelliti. Diffusione massiccia della videosorveglianza Sviluppo di un Sistema Informativo Territoriale Integrato Integrazione in rete, anche IP, di tutto il parco di videocamere di sorveglianza già dislocate sul territorio. Si tratta di rendere disponibile alle autorità una porta da cui estrarre le immagini in tempo reale; questo potrebbe consentire anche di verificare che linstallazione non violi i diritti di privacy dei cittadini. E da prevedere un atto legislativo che imponga lobbligatorietà per ottenere lautorizzazione allinstallazione di videocamere Le numerose basi di dati esistenti, pubbliche e private, costituiscono un patrimonio informativo preziosissimo sia nella fase di Prevenzione che in quella di Intervento. Lintegrazione può essere favorita con provvedimenti di legge che incentivino la condivisione dei dati, a fronte ad esempio di crediti di imposta. Diffusione massiccia della collaborazione virtuale Si tratta di ridefinire i processi di Gestione dellEmergenza e di Sicurezza del Territorio grazie allutilizzo degli strumenti di comunicazione unificata e collaborazione virtuale, al fine di renderli più efficienti. Rete di telecomunicazioni dedicata alla Gestione Emergenze e Sicurezza del Territorio E richiesta la condivisione di unarchitettura che permetta a tutti gli attori di scambiare informazioni in modo protetto, sicuro, ridondato, con qualità del servizio definita e certificata. Le applicazioni di rete dovrebbero consentire la piena interoperabilità ad esempio tramite la tecnologia IP

13 13 Ruolo delle imprese: la loro collaborazione è essenziale nella Gestione Emergenze e Sicurezza del Territorio, in particolare nelle fasi di Prevenzione e Preparazione PREVENZIONE CONOSCENZA DELLA SITUAZIONE E VALUTAZIONE DEI RISCHI. Gli operatori economici sono il primo presidio della vita sociale dei quartieri cittadini e non. Per quasi tutta la giornata lavorativa acquisiscono informazioni e conoscenze approfondite del territorio in cui operano, con le quali è possibile delineare una mappa dettagliata delle minacce, dei luoghi critici e degli orari più sensibili. GESTIONE DEL RISCHIO Partecipazione a corsi di formazione sulla sicurezza Nomina del Security Manager Valutazione dei rischi tramite Assessment di Security Stesura dei Piani di Security GESTIONE DELLEVENTO Comportamento durante levento: Gestione della minaccia Richiesta di aiuto Prime operazioni di Soccorso PREPARAZIONE STRUMENTI OPERATIVI Implementazione dei Piani di Security prevalentemente tramite: Sistemi di protezione: blindature, casse a tempo Sistemi di sicurezza e allarme: sistemi anti-incendio, controllo accessi, videosorveglianza, anti-aggressione, connessi o meno a centrali di sicurezza pubblica o privata. COMPORTAMENTI PRATICI Modifica dei processi aziendali in modo che considerino le minacce ed attuino appropriate contro-misure di deterrenza, quali ad esempio: rendere meno vulnerabili gli asset aziendali contro eventi accidentali od intenzionali aumentare i rischi del delinquente ridurre le conseguenze dei danni

14 14 PREVENZIONE LA CULTURA DELLA SICUREZZA. La popolazione non deve disinteressarsi al problema della sicurezza del territorio, bensì deve dare un contributo concreto sia che si tratti di eventi accidentali che intenzionali. La cultura deve essere diffusa sia nellambiente domestico che in quello lavorativo. OSSERVAZIONE. Losservazione di quello che avviene nella zona dove si abita o si lavora, al fine di individuare anomalie, contribuisce a mitigare i rischi delle emergenze e costituisce un forte deterrente per eventuali malintenzionati. PREPARAZIONE Ruolo dei cittadini: in modo del tutto simile a quello delle imprese, anche i cittadini sono chiamati ad avere un ruolo attivo nelle fasi di Prevenzione e di Preparazione STRUMENTI OPERATIVI Installazione, nellambiente domestico, di:: Sistemi di protezione: blindature di porte, finestre anti-scasso, casseforti Sistemi di sicurezza e allarme: sistemi anti-incendio, controllo accessi, videosorveglianza, anti-aggressione, connessi o meno a centrali di sicurezza pubblica o privata. COMPORTAMENTI PRATICI Modifica dei propri comportamenti in modo che considerino le minacce ed attuino appropriate contro-misure di deterrenza, quali ad esempio: rendere meno vulnerabili gli asset domestici contro eventi accidentali od intenzionali aumentare i rischi del delinquente ridurre le conseguenze dei danni

15 15 Tempo Anno di completamento del progetto Legenda In corso Programmata Non Programmata C < 10 M 10M100M Rapporto Benefici/Costi Sistema Informativo Territoriale Integrato Diffusione massiccia della videosorveglianza ILLUSTRATIVO L M H Scenario accelerato Scenario tendenziale Minimizzare laumento dei costi Massimizzare laumento dei benefici Disegnare una roadmap che identifichi i colli di bottiglia, spesso di natura legislativa o regolamentare, e che mostri gli effetti della loro rimozione sotto diverse ipotesi di intensità e di selettività degli investimenti in ICT I prossimi passi (entro luglio 2007) porteranno a disegnare una roadmap di azioni e investimenti selezionati sulla base di una analisi di portafoglio dei costi/benefici e sulla rimozione di colli di bottiglia normativi Ricavi Costi

16 16 Ringraziamenti Questo lavoro è stato reso possibile, e prosegue, con la collaborazione tecnica di: Dipartimento della Protezione Civile Finmeccanica Gli sponsor di ThinkTel, Accenture, Cisco, Microsoft e Telecom Italia, supportano lintero progetto DIGITALY di cui questo studio fa parte.


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