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Le politiche per la mobilità urbana sostenibile: esempi di strategie in Europa e confronti con lItalia Le politiche per la mobilità urbana sostenibile:

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1 Le politiche per la mobilità urbana sostenibile: esempi di strategie in Europa e confronti con lItalia Le politiche per la mobilità urbana sostenibile: esempi di strategie in Europa e confronti con lItalia Torino, 23 maggio 2008 Carlo Carminucci

2 APPLICARE MISURE SELETTIVE, INTEGRATE E SU AREA VASTA ASSICURARE CONTINUITA ALLE POLITICHE NEL MEDIO-LUNGO PERIODO, ATTRAVERSO LA DEFINIZIONE DI OBIETTIVI QUANTITATIVI E IL MONITORAGGIO DEI RISULTATI REALIZZARE LE OPERE IN TEMPI RAPIDI E CERTI (IL CASO DEL FERRO URBANO) COSTRUIRE LE DECISIONI CON PROCESSI PARTECIPATIVI DAL BASSO Dalle città europee, lezioni di metodo più che di contenuto: cioè innanzitutto le buone pratiche del come si fanno le cose.

3 1.APPLICARE MISURE SELETTIVE, INTEGRATE E SU AREA VASTA 2. ASSICURARE CONTINUITA ALLE POLITICHE NEL MEDIO-LUNGO PERIODO, ATTRAVERSO LA DEFINIZIONE DI OBIETTIVI QUANTITATIVI E IL MONITORAGGIO DEI RISULTATI 4.REALIZZARE LE OPERE IN TEMPI RAPIDI E CERTI (IL CASO DEL FERRO URBANO) 3.COSTRUIRE LE DECISIONI CON PROCESSI PARTECIPATIVI DAL BASSO Lezioni dalle città europee: le buone pratiche del come si fanno le cose

4 Fonte: Isfort, indagine sui documenti locali La legge nazionale sullarea del 1996 fissa lobbligo di elaborazione del PPA per tutti gli agglomerati sopra 250mila abitanti Piani/strategie operativi su dimensioni vaste: alcuni casi di Piani di azione per la qualità dellaria

5 La Giunta regionale catalana nel maggio 2007 ha concordato un piano di interventi sulle zone più inquinate dellagglomerato di Barcellona, cd. zone di protezione speciale (ZPE), con lidea di ridurre al 2010 fino al 30% di polveri fini e biossido di azoto. Le numerose misure contenute nel documento (in totale 73) interessano ambiti molto diversi: mobilità pubblica e traffico, porto e aeroporto di Barcellona, settore energetico e industriale. Per quanto riguarda in particolare i trasporti urbani, oltre a ribadire le misure di mobilità sostenibile già previste per il territorio metropolitano (sviluppo del tram e dei collegamenti ciclabili, definizione di strategie municipali, obbligo dei piani della mobilità aziendale, istituzione di FAP e conversione a gas del parco autobus …), il Piano prevede la riduzione della velocità di circolazione a 80 km/h su tangenziali, autostrade urbane e strade di grande scorrimento (tutte le grandi vie di accesso a Barcellona). Dal 1 dicembre 2007 è in vigore la velocità massima di 80km/h nelle vie di scorrimento della prima corona metropolitana (ZPE 1) e la raccomandazione a non superare i 90km/h nella seconda corona (ZPE 2). Gli studi condotti stimano un potenziale calo delle emissioni del 17% per il NO2 e del 7% per il PM10, senza considerare altre componenti delle polveri come lusura di freni, gomme e catrame che crescono con laumento della velocità. Più in generale, si spera che lesperienza di riduzione delle velocità stimoli migliori comportamenti di guida tra i cittadini. Per questo la misura sarà accompagnata da un aumento dei controlli: in Catalogna le infrazioni del limite di velocità sono circa il 32% e sulle autostrade raggiungono il 60% di quelle inferte in totale. Fonte:www.gencat.net

6 Piani/strategie operativi su dimensioni vaste: la Low Emission Zone (LEZ) di Londra Mayors Air Quality Strategy - Greater London (aggiornamento al 2006 per la componente trasporti) kmq e 7,4 milioni di ab. (Città di Londra e 32 distretti) In vigore da febbraio 2008

7 Provvedimenti molto selettivi per la LEZ di Londra Standard ecologici elevati e progressivi per i grandi automezzi diesel, in assenza dei quali si accede nellarea con il pagamento di un ticket giornaliero molto oneroso; ad esempio, £ 200 al giorno per autocarri e autobus, £100 per pulmini e furgoni che non rispettano gli standard LEZ

8 Fonte: Alleanza per il clima (intervento di J.Lorenz al convegno di Verona del 28/01/2007) Misure in discussione nella proposta di estensione territoriale del piano per la qualità dellaria: non solo disincentivi e limiti, ma un nuovo assetto organizzativo e tecnologico dei trasporti… Integrazione tra le misure: il caso di Monaco di Baviera 1) Deviazione del traffico pesante sul raccordo autostradale (confine comunale) 2) Istituzione di una zona ambientale (centro dellarea urbana) con limiti daccesso per i veicolo più inquinanti (dal 12/10/2007 stop ai veicoli pre-Euro2) 3)Promozione di Tpl e biciclette (estensione degli attuali 800 km di strade ciclabili fino ad arrivare a km nel 2010) 4) Restrizioni alla sosta dei residenti dentro il raccordo anulare (sosta a pagamento, in parte esistente ) 5) Investimenti nel centro traffico merci

9 Incentivi alla riduzione delluso dellauto (politica della sosta) Interventi di estensione della rete ciclabile Incremento qualitativo e quantitativo dellofferta di TPL (politiche di trasferimento modale su ferro) Servizi di auto condivisa, ecc. In discussione una combinazione interessante tra misure tradizionali integrate per la mobilità sostenibile e la mitigazione della velocità nelle strade di accesso Ipotesi di riduzione della velocità max. dei veicoli da 120 km/h a 80 km/h su tangenziali, autostrade urbane e strade di scorrimento (tutte le grandi vie di accesso a Barcellona) Fonte: Integrazione tra le misure: il caso di Barcellona

10 La Giunta regionale catalana nel maggio 2007 ha concordato un piano integrato di interventi sulle zone più inquinate dellagglomerato di Barcellona, cd. zone di protezione speciale (ZPE), Le numerose misure contenute nel documento (in totale 73) interessano ambiti molto diversi: mobilità pubblica e traffico, porto e aeroporto di Barcellona, settore energetico e industriale. Per quanto riguarda in particolare i trasporti urbani, oltre a ribadire le misure di mobilità sostenibile già previste per il territorio metropolitano (sviluppo del tram e dei collegamenti ciclabili, definizione di strategie municipali, obbligo dei piani della mobilità aziendale, istituzione di FAP e conversione a gas del parco autobus …), il Piano prevede la riduzione della velocità di circolazione a 80 km/h su tangenziali, autostrade urbane e strade di grande scorrimento (tutte le grandi vie di accesso a Barcellona). Dal 1 dicembre 2007 è in vigore la velocità massima di 80km/h nelle vie di scorrimento della prima corona metropolitana (ZPE 1) e la raccomandazione a non superare i 90km/h nella seconda corona (ZPE 2). Gli studi condotti stimano un potenziale calo delle emissioni del 17% per il NO2 e del 7% per il PM10, senza considerare altre componenti delle polveri come lusura di freni, gomme e catrame che crescono con laumento della velocità. Più in generale, si spera che lesperienza di riduzione delle velocità stimoli migliori comportamenti di guida tra i cittadini. Fonte:www.gencat.net Limitare la velocità di circolazione: il caso di Barcellona

11 Roma : Anello ferroviario interdetto agli autoveicoli e alle moto pre-Euro 1: area di 44 kmq, validità 24 h, dal lunedì al venerdì Torino: ZTL ambientale con divieto alle auto pre-Euro 3 alle moto Euro 0 e ai mezzi commerciali pre-Euro 1: area di circa 2,5 kmq, validità 7,30- 19,00 per auto e moto e 9,00-13,00 per i mezzi commerciali, dal lunedì al venerdì Milano: Sperimentazione del ticket antismog da gennaio 2008 allinterno della Cerchia dei bastioni: area di 8,2 kmq, applicata di giorno (7,00- 19,00), dal lunedì al venerdì solo alle auto a benzina pre-Euro 3 e diesel pre-Euro 4 con filtro antiparticolato, ticket da 2 a 10 euro (in base al profilo ecologico del veicolo) con possibilità di abbonamento annuo, scontato per i residenti dellarea (da 50 a 250 euro) Palermo: Nuovo sistema di ZTL (non ancora operativo) con divieto di accesso agli autoveicoli pre-Euro 3 e motocicli pre-Euro 1: area di circa 3,8 kmq, validità 8-14 e tutti i giorni, libera circolazione per i residenti In Italia Verso le LEZ, ma con fatica… Alcune città italiane si stanno muovendo nella stessa direzione, ma con evidenti limiti: assenza di piani organici e coerenti, aree di applicazione ridotta, scarsi controlli, regole poco selettive...

12 Limiti della pianificazione regionale (competente per le aree urbane) in tema di Qualità dellAria (QA) eccesso di fiducia sulle misure tecniche (rinnovo del parco), portata di azione sovente limitata alle fasi critiche (fermi una tantum) pochi documenti di azione per la QA propongono approcci integrati con altre pianificazioni (urbana, trasporti, sviluppo produttivo, insediamenti...) oppure pochi finanziano misure influenti sulle regole di accessibilità (aree pedonali) e capaci di promuovere tra i cittadini effettive alternative alluso allauto (interventi organici sulla mobilità con bici, Tpl, servizi di auto in condivisione…) alcune eccezioni, da verificare nel tempo: accordi Regione-Enti locali in Emilia Romagna, i recenti provvedimenti in Toscana, il Piemonte… In Italia …e verso i Piani di QA (anche qui con fatica)

13 Approvata la Seconda fase di attuazione dello Stralcio di Piano sulla mobilità. Sono interessati i Comuni dellagglomerato di Torino e tutti quelli con popolazione superiore ai abitanti e si prevedono misure specifiche di finanziamento: Finanziamenti ai Comuni per lestensione al 20% delle zone a limitazione totale o parziale del traffico Finanziamento alle province per le azioni di Mobility Management, di informazione e sensibilizzazione sul Piano Stralcio per la mobilità Cofinanziamento ai Comuni di sistemi di byke sharing in ambito urbano Incentivi per lutilizzazione del Trasporto Pubblico Locale per studenti universitari e lavoratori In Italia Il Piano per la qualità dellaria del Piemonte

14 1.APPLICARE MISURE SELETTIVE, INTEGRATE E SU AREA VASTA 2. ASSICURARE CONTINUITA ALLE POLITICHE NEL MEDIO-LUNGO PERIODO, ATTRAVERSO LA DEFINIZIONE DI OBIETTIVI QUANTITATIVI E IL MONITORAGGIO DEI RISULTATI 4.REALIZZARE LE OPERE IN TEMPI RAPIDI E CERTI (IL CASO DEL FERRO URBANO) 3.COSTRUIRE LE DECISIONI CON PROCESSI PARTECIPATIVI DAL BASSO Lezioni dalle città europee: le buone pratiche del come si fanno le cose

15 Quindi, la decisione del nuovo progetto di Piano della Mobilità Urbana 2007 La continuità delle politiche: il caso di Parigi I risultati raggiunti nel Piano della Mobilità Fonte: Project de Plan de Déplacements de Paris, febbraio % di auto circolanti in città crescita dei passeggeri del Tpl su rotaia: 10% su metro e linee suburbane; 20% sui terni pendolari + 48% di uso delle biciclette tendenza al meglio di alcuni inquinanti (PM10, NO2 ) Migliorare la qualità dellaria Favorire laccessibilità Sicurezza degli spazi pubblici Nuovi legami tra città e periferia Vitalità economica e sviluppo Sviluppare il percorso fatto (Macro-Obiettivi Sfide)

16 Lapproccio incrementale del Piano della Mobilità di Parigi INCREMENTARE LA QUOTA MODALE DEL TRASPORTO COLLETTIVO (Tpl, taxi, bici) raggiungere l80% degli spostamenti in città entro il 2013 raggiungere l83% degli spostamenti entro il 2020 (dallattuale 78%) AUMENTARE LOFFERTA DI TRASPORTO PUBBLICO +20% di viaggi offerti al 2013 (+1,9 milioni) +30% di viaggi offerti al 2020 (+2,8 milioni) DIMINUIRE IL TRAFFICO MOTORIZZATO ridurre del 26% del traffico entro il 2013 (in veicoli-km) ridurre del 40% del traffico entro il 2020 (in veicoli-km) 1° Step al 20132° Step al 2020 Fonte: Project de Plan de Déplacements de Paris, febbraio 2007 Obiettivi (rispetto al 2001)

17 MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLARIA E ABBATTERE LINQUINAMENTO IN GENERALE Per il biossido di azoto (NO2): 50% delle vie trafficate sotto la soglia di 40µg/m3 di concentrazione al % delle vie sotto la soglia (40µg/m3) di protezione della salute al 2020 Per le emissioni di gas serra (CO2): - 25% delle emissioni dovute alla circolazione dentro Parigi al % delle emissioni dovute alla circolazione dentro Parigi al 2020 AUMENTARE LA SICUREZZA DEGLI SPOSTAMENTI - 55% di incidentati e - 65% di morti entro il % di incidentati e - 70% di morti entro il 2020 Fonte: Project de Plan de Déplacements de Paris, febbraio 2007 Lapproccio incrementale del Piano della Mobilità di Parigi (segue)

18 Principali elementi di strategia nel caso parigino 1.Nuove corsie prioritarie per autobus e biciclette (fino a raggiungere 500 km nel 2010) 2.Sviluppo della mobilità ciclistica (progetto Vèlib) 3.Chiusura al traffico del lungo-Senna 4.Quartieri verdi e zone con limiti di velocità a 30 km/h (in continuità con i progetti già avviati) 5.Prolungamento delle linee di autobus/tram e metro verso le banlieu Percorso delaborazione condiviso Azioni proposte articolate su diversa scala (città/quartiere/agglomerato) Integrazione orizzontale (altri piani) e verticale (tra i livelli di governo) Obiettivi misurabili Pianificazione delle fasi di valutazione Fonte: Project de Plan de Déplacements de Paris, febbraio 2007

19 Le stazioni Vélib a Parigi Gratis la prima mezzora 1 oltre la prima mezzora, 2 oltre la seconda, 4 euro oltre la terza ecc. Abbonamento di corta durata: 1 g (1) et 7 gg (5) (**) Abbonamento 1 anno: 29 (**) (**) previsto deposito di garanzia Costi Esempi Tragitto di 25 min Tragitto di 50 min Tragitto di 1 h Lavori in corso…(il progetto Vèlib da luglio 2007) biciclette a disposizione dei cittadini quasi 1500 parcheggi diffusi sul territorio (uno ogni 300 metri) 310 km di piste ciclabili 4 milioni di noleggi nei primi due mesi di progetto 94% di utenti si ritiene soddisfatto del servizio Fonte:

20 Limiti della pianificazione urbana Grandi opere e interventi complessi senza strategia Qualità degli elaborati generalmente bassa Bassi livelli di avanzamento dei Piani Scarsa informazione, poco monitoraggio In Italia Molti pseudo Piani Urbani della Mobilità

21 il PUM è stato istituito dalla legge 340/2000 con lobiettivo di soddisfare i bisogni di mobilità dei cittadini riducendo al contempo linquinamento, i consumi energetici e la congestione, e aumentando la sicurezza. Questo obiettivo va perseguito attraverso una forte riduzione delluso individuale dellautomobile privata, accompagnata dallincremento del trasporto collettivo, anche con soluzioni innovative (car pooling, car sharing) il carattere distintivo (e allora innovativo) del PUM è rappresentata dallapproccio integrato: qualsiasi tipo di intervento può essere previsto (infrastrutture, regolazione, servizi tradizionali, nuove tecnologie ecc.) purchè finalizzato al perseguimento degli obiettivi fissati. Come specificato nel PGTL del 2001 i finanziamenti quindi non saranno più per opere, ma per obiettivi il PGTL prevedeva un piano poliennale di investimenti statali aggiuntivi per i PUM (oltre 500 mln di euro) e la necessità di un regolamento amministrativo per le valutazioni dei Piani e lerogazione delle risorse A proposito di PUM… Uninnovazione tutta italiana nellapproccio alla programmazione…

22 in questi termini i PUM non hanno avuto seguito, ma diverse città si sono comunque dotate di strumenti di programmazione integrata denominati PUM e altre lo stanno facendo nel 2005 il MIT ha pubblicato le linee-guida per la redazione dei PUM e per le risorse ha previsto: il co-finanziamento della redazione dei PUM, complementari ai Piani Strategici delle Città e la proposta di una legge obiettivo per le città lidea sembra essere quella di far evolvere la strumentazione della programmazione urbanistica, da un lato allargandola dal contesto urbano allarea vasta, e dallaltro integrandola con le politiche nazionali ed europee di sviluppo delle infrastrutture restano sullo sfondo i temi specifici della sostenibilità, in particolare non viene dato esplicito risalto agli interventi per la riduzione degli impatti negativi del trasporto urbano su ambiente, salute e accessibilità (congestione) A proposito di PUM… … ma proprio in Italia nessun seguito sistematico

23 1.APPLICARE MISURE SELETTIVE, INTEGRATE E SU AREA VASTA 2. ASSICURARE CONTINUITA ALLE POLITICHE NEL MEDIO-LUNGO PERIODO, ATTRAVERSO LA DEFINIZIONE DI OBIETTIVI QUANTITATIVI E IL MONITORAGGIO DEI RISULTATI 4.REALIZZARE LE OPERE IN TEMPI RAPIDI E CERTI (IL CASO DEL FERRO URBANO) 3.COSTRUIRE LE DECISIONI CON PROCESSI PARTECIPATIVI DAL BASSO Lezioni dalle città europee: le buone pratiche del come si fanno le cose

24 La Congestion Charging di Londra Area tariffata nel 2003: 21 kmq, 200 mila residenti, frequentata per lavoro da 1,1 milioni di persone Estensione ad ovest della City da febbraio 2007 (20 kmq e 230 mila residenti) Programma di investimenti della Transport For London (potenziamento trasporto alternativo) Dal 2000 £4 miliardi per metropolitana e bus Il Budget TFL per le bici è passato da £5,5 milioni nel 2000 a £24 milioni nel Fonte: London For Transport Schema di applicazione della Congestion Charging londinese In vigore nei giorni feriali dalle 7,00-18,30 Il ticket dingresso è fissato a £8 (la tariffa era di £5 nella prima versione del 2003). Sono esentati dal ticket diverse categorie di veicoli come taxi, autobus e pulmini a 9 o più posti a emissioni ridotte, motocicli, veicoli ad alimentazione elettrica, auto per disabili e anziani... I residenti nellarea tariffata usufruiscono di un forte sconto sul prezzo (circa il 90%) potendo pagare £ 4 a settimana contro lintero importo di £ 40 previsto per labbonamento dei non residenti

25 Limplementazione della strategia… Strategia di area metropolitana (non è un singolo comune capoluogo a decidere) Concorso tra più attori e più dimensioni Lunga e accurata fase preparatoria e ricorso a procedure di consultazione e analisi pubblica Monitoraggio in itinere e revisione della proposta (livello dei pedaggi, esenzioni e sconti, estensione dellarea tariffata) Risorse per azioni di supporto alla strategia (potenziamento dellofferta Tpl, comunicazione ) Elementi di successo

26 Estensione dellefficacia della misura Aumento dei consensi Impatti concreti (IV e V Monitoraggio TFL, giugno 2006 e luglio 2007) Congestione (nellarea): -30% Riequilibrio modale (in veicoli-km): +25% bus,+12% taxi, -37% auto, -11% veicoli merci Inquinamento (nellarea): -13% NOx, -15% PM10, -16% CO2 Introiti dai ticket : da 90 milioni di £ nel biennio a 123 (stima provvisoria) nel biennio effetto dellaumento della tariffa (nel primo anno di avvio del sistema le entrate erano risultate molto più basse rispetto alle previsioni) Fonte: London For Transport Effetti contenuti lungo il perimetro … e i risultati Incidenti (nellarea): -13%

27 Milano e il ticket antismog: qualche interrogativo sullintroduzione della misura scelta solitaria del Comune ? scarsa preparazione dei cittadini ? poca selettività? incertezza dei messaggi? coerenza della proposta rispetto agli obiettivi? (Pollution Charge o Congestion Charge?) In Italia Il road pricing: idee senza metodo? I primi risultati sembrano essere abbastanza positivi, seppure in tendenziale declino: ad aprile -12,5% gli accessi (-22,7% a gennaio), -23% il PM10 però con giornate di pioggia (-30% a gennaio), +13,6% i passeggeri trasportati in metropolitana (+9,1% a gennaio).

28 Secondo lei, come dovrebbe essere presa la decisione di far pagare un biglietto di ingresso nel Centro storico cittadino? (val. %) 100,0 Totale 41,0 Dovrebbero decidere i cittadini attraverso un referendum 33,9 Decide il Comune, ma dovrebbe prima ascoltare lopinione dei cittadini e degli operatori economici (commercianti) interessati 25,1 È una decisione di competenza del Comune Fonte: Isfort, Osservatorio Audimob sulla mobilità degli italiani (febbraio 2008) In Italia Sul road pricing dovrebbero decidere i cittadini

29 Referendum sulla proposta di Congestion Charging Un ulteriore esempio: il caso di Stoccolma

30 il periodo di prova di 6 mesi (gennaio-giugno 2006) (automobilisti, residenti e pendolari hanno potuto saggiare gli schemi di applicazione e lutilità della misura) azioni di accompagnamento pre e durante la fase di test: incremento dellofferta di trasporti pubblici (agosto 2005-dicembre 2006), facilitazione al park&ride (da agosto 2005) monitoraggio e valutazione in tempo reale della fattibilità (indagini sul traffico e luso del Tpl, studi sullimpatto economico, analisi costi/benefici, effetti ambientali, survey delle attitudini dei cittadini…) La fase di preparazione… Elementi chiave

31 La crescita dei consensi durante il periodo di prova Qualità della decisione Tempi di messa a regime Legittimità Informazione pubblica … e gli effetti pratici

32 1) Il caso della metro leggera di Brescia (anno 2001) In discussione la realizzazione dellintera opera. Pur trattandosi di un referendum di carattere consultivo, che normalmente non prevede il raggiungimento di quorum, era stata fissata una soglia elevata per la validità del voto (50% degli aventi diritto). La percentuale dei votanti è stata del 45 %. Il 64% dei votanti si è espresso per il no ….lopera è in costruzione, nonostante lampia partecipazione dei cittadini al voto e la chiara maggioranza di no. In Italia Pochi esempi e un pò bizzarri 2) Il caso del tram di Firenze (anno 2008) In discussione la scelta di portare i binari del tram a ridosso del Duomo. Anche in questo caso di trattava di un referendum di carattere consultivo con un elevato quorum (50%). Ha partecipato il 39% della popolazione. Il 53% dei votanti si è espresso per il no Lorientamento dellAmministrazione resta quello di fare lopera…

33 1.APPLICARE MISURE SELETTIVE, INTEGRATE E SU AREA VASTA 2. ASSICURARE CONTINUITA ALLE POLITICHE NEL MEDIO-LUNGO PERIODO, ATTRAVERSO LA DEFINIZIONE DI OBIETTIVI QUANTITATIVI E IL MONITORAGGIO DEI RISULTATI 4.REALIZZARE LE OPERE IN TEMPI RAPIDI E CERTI (IL CASO DEL FERRO URBANO) 3.COSTRUIRE LE DECISIONI CON PROCESSI PARTECIPATIVI DAL BASSO Lezioni dalle città europee: le buone pratiche del come si fanno le cose

34 Mappa dei trasporti pubblici su ferro in Francia (escluso la regione di Parigi Ile-de-France) Dal 1985 molte città in Francia hanno scelto di ritornare al tram (nel secondo dopoguerra soltanto tre centri mantennero pochi chilometri di rete: Lille, Marsiglia e St-Etienne). In 15 di queste i sistemi di tram sono già oggi funzionanti (anno 2007): es. Nantes (1985), Grenoble (1987), Parigi (1992), Stasburgo e Rouen (1994), Montpellier (2000), Lione (2001), Bordeaux (2003), Le Mans e Nizza (2006). Per il sono previsti 85 km aggiuntivi di binari come estensione delle tratte esistenti (es. Marsiglia, Bordeaux, Lione, Montpellier). Diverse altre città hanno inoltre pianificato investimenti in nuove tratte che dovrebbero entrare in funzione entro il 2013 (Toulouse, Reims, Brest, Le Havre). Tra queste occorre ricordare le scelte a favore della tecnologia tram-treno in importanti tracce ferroviarie locali (Pays-de-laLoire, Strasburg, Rhone-Alpes). Linee in esercizio Linee in progetto Fonte: GART 2007 Il ritorno del tram: lesempio della Francia

35 Fonte: Con 312 km di lunghezza la metropolitana di Madrid è oggi per estensione la seconda in Europa (dopo Londra) e la quarta ne l mondo (dopo Tokio e New York), Circa 150 km di nuova rete costruiti in 12 anni ( ). La Metro Sur (linea 12) è stata realizzata in 3 anni, nel periodo (40 km di tunnel e 28 nuove stazioni). Nel 2007 i passeggeri sono stati circa 1,6 miliardi, contro circa 1 miliardo del Responsabile del progetto è il Consorcio Regionale de Trasportes de Madrid (CRTM), agenzia del Governo Regionale istituita nel 1986 per coordinare gli sforzi di istituzioni, gestori pubblici e privati al fine di sviluppare la qualità dellofferta di TPL. Puntare sulla metropolitana: lesempio di Madrid

36 Anni Tranvie Urbane ed Extraurbane Metropolitane Lunghezza esercizio (km) Posti-km offerti (mgl) Lunghezza esercizio (km) Posti-km offerti (mgl) In Italia La lenta crescita dellofferta di ferro urbano Lestensione delle linee tranviarie in Italia è diminuita del -40% tra il 1970 e il 2000 per poi recuperare lentamente negli anni successivi. La rete delle metropolitane nelle città è complessivamente cresciuta di soli 35 km in lunghezza tra il 1990 e il 2005, con un aumento del 50% dei posti offerti. Fonte: Conto Nazionale Trasporti

37 Classificazione dei costi deliberati dal CIPE per interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa (Legge 211/92) (valori in milioni di euro) Fonte: Elaborazioni Isfort su dati Asstra (2005) In Italia Molti lavori in corso, pochi progetti conclusi

38 Lezioni dalle città europee: le buone pratiche del come si fanno le cose Per concludere, un insegnamento di sintesi molto semplice

39 ….dalla realizzazione di progetti alla costruzione di politiche… Guardando a come si fanno le politiche per la mobilità urbana sostenibile in Europa, nelle nostre città bisogna in primo luogo passare…

40 …senza dimenticare che una politica (locale) è… una successione di misure un insieme coordinato di interventi la disponibilità di risorse commisurate la partecipazione di diversi attori a vari livelli la definizione di una strategia e di obiettivi da raggiungere unattività per… ma anche con…

41 La Giunta regionale catalana nel maggio 2007 ha concordato un piano di interventi sulle zone più inquinate dellagglomerato di Barcellona, cd. zone di protezione speciale (ZPE), con lidea di ridurre al 2010 fino al 30% di polveri fini e biossido di azoto. Le numerose misure contenute nel documento (in totale 73) interessano ambiti molto diversi: mobilità pubblica e traffico, porto e aeroporto di Barcellona, settore energetico e industriale. Per quanto riguarda in particolare i trasporti urbani, oltre a ribadire le misure di mobilità sostenibile già previste per il territorio metropolitano (sviluppo del tram e dei collegamenti ciclabili, definizione di strategie municipali, obbligo dei piani della mobilità aziendale, istituzione di FAP e conversione a gas del parco autobus …), il Piano prevede la riduzione della velocità di circolazione a 80 km/h su tangenziali, autostrade urbane e strade di grande scorrimento (tutte le grandi vie di accesso a Barcellona). Dal 1 dicembre 2007 è in vigore la velocità massima di 80km/h nelle vie di scorrimento della prima corona metropolitana (ZPE 1) e la raccomandazione a non superare i 90km/h nella seconda corona (ZPE 2). Gli studi condotti stimano un potenziale calo delle emissioni del 17% per il NO2 e del 7% per il PM10, senza considerare altre componenti delle polveri come lusura di freni, gomme e catrame che crescono con laumento della velocità. Più in generale, si spera che lesperienza di riduzione delle velocità stimoli migliori comportamenti di guida tra i cittadini. Per questo la misura sarà accompagnata da un aumento dei controlli: in Catalogna le infrazioni del limite di velocità sono circa il 32% e sulle autostrade raggiungono il 60% di quelle inferte in totale. Fonte:www.gencat.net

42 Fonte: Isfort, indagine sui documenti locali La legge nazionale sullarea del 1996 fissa lobbligo di elaborazione del PPA per tutti gli agglomerati sopra 250mila abitanti


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