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Istituto Tecnico Industriale di Stato

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Presentazione sul tema: "Istituto Tecnico Industriale di Stato"— Transcript della presentazione:

1 Istituto Tecnico Industriale di Stato
"Guglielmo Marconi" Civitavecchia SETTORE MECCANICO 900 Guerre e progresso A.S. 06/07

2 Questa tesina è stata realizzata da
Christian Amoroso

3 900 Storia : Diritto : Inglese : Italiano : Tecnologia : Matematica :
Prima guerra Mondiale Diritto : L’azienda Inglese : Robotics Italiano : G.D’Annunzio 900 Tecnologia : Controlli non distruttivi Matematica : Teoremi sulle funzioni derivabili Disegno e progettazione : Organizzazione industriale

4 SOMMARIO ITALIANO: Gabriele D’Annunzio STORIA: Prima guerra mondiale
DIRITTO: L’azienda INGLESE: Robotics TECNOLOGIA: Controlli non distruttivi DISEGNO E PROGETTAZIONE: Organizzazione industriale MATEMATICA: Teoremi sulle funzioni derivabili

5 L’origine del termine decadentismo e l’estetismo
Italiano Gabriele D'annunzio L’origine del termine decadentismo e l’estetismo Il decadentismo è un movimento artistico letterario,sviluppatosi in Francia negli ultimi decenni dell’ottocento e poi diffusosi in tutta Europa;si contraddistingue per il recupero dell’individualismo e l’esasperata ricerca estetica. I temi della poetica decadente sono diversi,dalla malattia alla morte ecc.ecc.,ma tra tutti principalmente uno sarà il tema che vedremo influire nella poetica di D’Annunzio:”L’estetismo”. L’estetismo è una tendenza a considerare il bello come il valore massimo su cui esemplare la vita stessa,quindi è una tendenza alla raffinatezza e alla ricerca. Gli esteti si collocano al di sopra di ogni cosa,in una sfera di assoluta eccezionalità rispetto agli uomini mediocri.

6 Gabriele D’Annunzio La vita di D’Annunzio,può essere considerata una delle sue opere più interessanti:secondo i principi dell’estetismo bisognava fare della vita un’opera d’arte,e D’Annunzio fu costantemente teso alla ricerca di questo obiettivo. Nato nel 1863 a Pescara da agiata famiglia borghese,studio in una delle scuole più aristocratiche dell’Italia del tempo,il collegio Cicognini di Prato. Precocissimo,esordì nel 1879 a soli 16 anni,con un libretto di versi,”Primo vere”. Raggiunta la licenza liceale,a 18 anni,si trasferì a Roma per frequentare l’università. In realtà abbandonò presto gli studi,preferendo vivere tra salotti mondani e redazioni di giornali. Questi sono gli anni in cui D’annunzio si crea la maschera dell’esteta,dell’individuo superiore,della squisita sensibilità,che rifiuta inorridito la mediocrità borghese,accettando come regola di vita solo il bello. Questa fase estetizzante della vita di D’Annunzio attraversò una crisi alla svolta degli anni novanta,riflettendosi anche nella tematica della produzione letteraria;lo scrittore cercò così nuove soluzioni,e le trovò in un nuovo mito,quello del superuomo,un mito non più soltanto di bellezza,ma anche di energia eroica,attivistica. Il superuomo dannunziano vuole essere l’antitesi degli eroi deboli e inetti,perplessi e sconfitti dei suoi primi romanzi. Comunque per il momento,all’azione si accontentava di sostituire la letteratura,ed il superuomo restava un vagheggiamento fantastico,di cui si nutriva la sua produzione poetica e narrativa. Nella realtà D’Annunzio puntava a creare l’immagine di una vita eccezionale(il”vivere inimitabile”). La sua poetica colpiva soprattutto la fantasia del pubblico borghese. Grazie alle sue creazioni si poteva concedere una vita lussuosissima,tra oggetti d’arte,stoffe preziose,cavalli e levrieri di razza. Nonostante guadagnava somme favolose per le sue composizioni,quel fiume di denaro,non era mai sufficiente alla sua vita lussuosa.

7 Non ancora soddisfatto della sua vita,cercò una nuova immagine di se stesso ,non si accontentava più dell’eccezionalità di un vivere puramente estetico; vagheggiava anche sogni di attivismo politico. Per questo,nel 1897,tentò l’avventura parlamentare,come deputato dell’estrema destra,in coerenza con le idee affidate ai libri,in cui esponeva con veemenza il suo disprezzo per i principi democratici ed egualitari. Ciò non gli impedì,nel 1900,di passare allo schieramento di sinistra. Cercando un nuovo strumento con cui agire più direttamente sul suo pubblico lettore,D’Annunzio a partire dal 1898 si rivolse anche al teatro,anche se però i suoi sogni attivistici ed eroici erano destinati a restare confinati nella letteratura ancora a lungo. Nel 1910 D’Annunzio a causa dei creditori inferociti,fu costretto a fuggire dall’Italia e a rifugiarsi in Francia. Nell’esilio in Francia,si adattò al nuovo ambiente letterario,scrivendo persino opere teatrali in francese,pur senza interrompere i legami con la sua patria. L’occasione tanto attesa per l’azione eroica,gli fu offerta dalla Prima guerra mondiale. Allo scoppio del conflitto,D’Annunzio tornò in Italia ed inizio un’intensa campagna interventista,che ebbe un peso notevole nello spingere l’Italia in guerra. Arruolatosi volontario,nonostante l’età non più giovanile (52 anni),attiro nuovamente su di se l’attenzione con imprese clamorose quali,la beffa di Buccali e il volo su Vienna. Anche la guerra di D’Annunzio fu una guerra eccezionale,non combattuta nel fango e nella sporcizia delle trincee,ma nei cieli,attraverso la nuovissima arma,l’aereo. Nel dopoguerra,D’Annunzio si fece interprete dei rancori per la cosiddetta” vittoria mutilata”,capeggiando una marcia di volontari su Fiume,dove instaurò un dominio personale sfidando lo Stato italiano. Scacciato con le armi nel 1920,sperò di proporsi come “duce”di una rivoluzione reazionaria,che riportasse ordine nel caos sociale del dopoguerra,ma fu scalzato da un più abile politico,Benito Mussolini.

8 Il fascismo poi lo esaltò come padre della patria,ma lo guardò anche con sospetto,confinandolo praticamente in una sontuosa villa di Gardone,che D’Annunzio trasformò in un mausoleo eretto a se stesso ancora vivente,il“Vittoriale degli Italiani”. Qui trascorse ancora lunghi anni,ossessionato dalla decadenza fisica,pubblicando alcune opere di memoria,e vi morì nel 1938. vista del Vittoriale degli italiani

9 La poetica estetica L’esordio letterario di D’Annunzio fu precocissimo,a cavallo tra il 1879 e il 1882 scrisse le sue due prime raccolte liriche,“Primo vere” e “Canto novo” e anche la sua prima opera narrativa,la raccolta di novelle “Terra vergine”. Se si esclude “Primo vere”,che è poco più di un esercizio di apprendistato,il “Canto novo”,offre già indicazioni molto più interessanti. Oltre alla metrica barbara ricava il senso delle cose sane e forti,dalla comunione con una natura solare e vitale. Terra vergini,invece è il corrispettivo in prosa del “Canto novo” in cui presenta la figura e i paesaggi della sua terra,l’Abruzzo. Sulla stessa linea,si pongono sostanzialmente le raccolte di novelle successive, “Il libro delle vergini” (1884) e “San Pantaleone” (1886),che saranno poi unite nelle “Novelle della Pescara” (1902).

10 Poesia Ferrara O deserta bellezza di Ferrara,
ti loderò come si loda il volto di colei che sul nostro cuor s’inclina per aver piacere di sue felicità lontane; e loderò la chiara sfera d’aere e d’acque ove si chiude la tua melanconia divina musicalmente. E loderò quella che più mi piacque Delle tue donne morte E il tenue riso ond’ella mi delude e l’alta imagine ond’io mi consolo nella mia mente. Loderò i tuoi chiostri ove tacque l’uman dolore avvolto nelle lane placide e cantò l’usignolo ebro furente. Loderò le tue vie piane, grandi come fiumane, che conducono all’infinito chi va solo col suo pensiero ardente, e quel lor silenzio ove stanno in ascolto tutte le porte se il fabbro occulto batta su l’incudine, e il sogno di voluttà che sta sepolto sotto le pietre nude con la tua sorte. G.D’Annunzio,Versi d’amore e di gloria,vol II,cit

11 Prosa “O deserta bellezza di Ferrara”,deserta perché nella città non pulsa più la vita intensa della sua epoca di splendore,il rinascimento.“Ti loderò come si loda il volto di colei che sul nostro cuor s’inclina per aver pace di sue felicità lontane”,qui la città è paragonata ad una donna che china il capo sul cuore di un nuovo amante,per trovare conforto al rimpianto di una felicità del passato ormai irraggiungibile;con questa metafora la città,sembra cercare conforto alla nostalgia di un passato di splendore ormai tramontato.“E loderò la chiara sfera d’aere e d’acque ove si chiude la tua melanconica divina musicalmente”continua,lodando il cielo sulla vasta e uniforme pianura intorno a Ferrara ,incontrando le acque del Po,sembra chiudere la città come in un sfera cristallina. La melanconia,allude sempre alla nostalgia di un passato ormai perduto. Ma la bellezza di questo passato,rende divina la melanconia della città-donna.“E loderò quella che più mi piacque delle tue donne morte e il tenue riso ond’ella mi delude e l’alta immagine ond’io mi consolo nella mia mente”,con delle tue donne morte,intende lodare,le donne famose della Ferrara rinascimentale:Eleonora D’Aste,Lucrezia Borgia,che hanno lasciato un ricordo di bellezza e eleganza. L’immagine della donna del passato gli sorride allettante,ma lo delude,perché il passato non può più rivivere. Il poeta si consola dell’irraggiungibilità del passato,contemplando nella sua mente,la sublime immagine della sua bellezza.“Loderò i tuoi chiostri ove tacque l’uman dolore avvolto nelle lane placide e cantò l’usignolo ebro furente”continua lodando i conventi ferraresi,dove uomini afflitti dal dolore si chiudono per trovare pace e silenzio,vestendo il saio monacale (lane placide) placide,ha un valore attivo,che danno pace e al tempo stesso passivo,placante. La metafora usignolo=poeta è comune nelle letterature di varie epoche. Con ebro furente allude alla follia del poeta,ma anche al furore dell’ispirazione poetica.

12 “Loderò le tue vie piane,grandi come fiumane,che conducono all’infinito chi va solo col suo pensiero ardente ”,qui il poeta loda le vie che sono ampie come letti di fiumi e che sembravano condurre verso l’infinito e chi le percorre è immerso in sogni ardenti.“E quel lor silenzio ove stanno in ascolto tutte le porte se il fabbro occulto batta sull’incudine,e il sogno di voluttà che sta sepolto sotto le pietre nude con la tua sorte”,con silenzio è sempre complemento oggetto del loderò iniziale,le porte chiuse della città,nel suo silenzio abbandonato,sembrano tese all’ascolto del rumore del martello di un fabbro ,che chiuso nella sua officina,invisibile batta sull’incudine un rumore che rompe il silenzio assorto della città morta. Sotto le pietre della città stanno sepolte le memorie dei piaceri della vita di un tempo,insieme con il ricordo di tutto il suo passato;queste memorie suscitano un sogno di voluttà in chi oggi le contempla. Commento La poesia da inizio alla sessione di raccolte intitolata“Le città del silenzio”,che celebra le antiche città d’arte italiane,rimaste immuni dallo sviluppo della civiltà moderna. Queste “città del silenzio”,si contrappongono quindi alle“città terribili”descritte in Maia,le metropoli del moderno dinamismo industriale. Il poeta elogia la bellezza che un tempo possedeva Ferrara,paragonandola ad una donna. La struttura metrica del componimento,presenta tre strofe di nove versi,dalla misura variabile,con il libero gioco di rime. Le figure di suono,che danno il ritmo alla poesia,sono le allitterazioni con la ripetizione di“loderò”,sono presenti delle consonanze(con la ripetizione delle lettere:r,t,m,n)e delle assonanze(e,a,o).

13 L’attentato di Sarajevo
Storia Prima guerra mondiale L’attentato di Sarajevo Nulla faceva presagire che nel 1914 l’Europa sarebbe stata trascinata in una catastrofica guerra generale. Eppure il 28 giugno 1914 a Sarajevo,capitale della Bosnia Erzegovina,l’arciduca ereditario d’Austria-Ungheria Francesco Ferdinando,venne assassinato insieme alla moglie da un nazionalista serbo di nome Gavrilo Princip. L’attentato,organizzato dalla società segreta serba della mano nera,mirava con ogni probabilità a sabotare il progetto del cosiddetto”trialismo”,di cui l’arciduca era sostenitore. Esso prevedeva la riorganizzazione dell’Impero asburgico in uno Stato federale all’interno del quale anche le minoranze slave,godessero del diritto a disporre di un proprio Parlamento. Le piste dell’assassinio portavano in Serbia,l’Austria reagì con un durissimo ultimatum (23 luglio) nel quale chiedeva alla Serbia di porre fine alle sue attività antiaustriache e di accettare la presenza di ufficiali austriaci incaricati di condurre le indagini sul fatto. Al fianco dell’Austro-Ungheria si schierò immediatamente la Germania,che temeva un indebolimento nella regione balcanica della sua principale alleata.

14 Pur protestando,la Serbia,rispose in termini concilianti all’ultimatum e né accettò parzialmente le condizioni. Non poteva accettare però l’invio di ufficiali austriaci sul proprio territorio,giudicandolo una minaccia alla propria indipendenza. Il governo austriaco ormai risoluto ad agire,si ritenne insoddisfatto della risposta ricevuta e dichiarò guerra alla Serbia (28 luglio). foto attentato di Sarajevo

15 Le alleanze Il governo russo,contando sull’appoggio dell’alleata Francia,decretò la mobilitazione generale dell’esercito (30 luglio).La Germania considerò la mobilitazione russa come una dichiarazione di guerra nei suoi confronti,dopo aver inviato un ultimatum,dichiarò guerra alla Russia(1agosto). Contemporaneamente inoltrò un ultimatum anche alla Francia nel quale si avanzavano richieste di assicurazioni sulla sua neutralità in caso di conflitto. La Francia rispose immediatamente all’iniziativa tedesca con la mobilitazione generale (1 agosto). L’esercito tedesco,con il pretesto di prevenire incursioni delle truppe francesi,invase il Lussemburgo (2 agosto). Successivamente la Germania dichiarò guerra alla Francia (3 agosto).Per poter attaccare la Francia aggirando le sue linee difensive,la Germania chiese al Belgio il libero passaggio delle proprie truppe,poiché la maggior parte dell’esercito e delle fortificazioni francesi era infatti dislocate lungo la frontiera con la Germania,mentre i confini con il Belgio erano pressoché sguarniti. Ma le autorità belghe,in nome della neutralità assunta dal paese e garantita dalle grandi potenze,non acconsentirono. Nonostante questo,il giorno dopo (4 agosto) l’esercito tedesco invase il Belgio. La Gran Bretagna,che si era assunta la responsabilità di protettrice della neutralità belga,non esitò quindi a scendere in campo a fianco di Francia e Russia e dichiarò guerra alla Germania. L’Austria-Ungheria,legata alla Germania dal trattato della Triplice Alleanza,seguì il suo alleato nella guerra contro gli Stati della Triplice Intesa. L’Italia che costituiva il terzo elemento della Triplice Alleanza,assunse inizialmente una posizione di neutralità.

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17 Dalla guerra di movimento alla guerra di posizione
La Germania allo scoppio della guerra,si ritrovò a dover combattere su due fronti,a ovest contro la Francia e a est contro la Russia. Le prime operazioni belliche,furono caratterizzate da una fulminea offensiva delle truppe tedesche sul fronte occidentale,secondo il piano tedesco,la Francia doveva essere annientata nel giro di 6 settimane. Invece sul fronte orientale la Germania doveva tenersi sulla difensiva in attesa della disfatta francese,in modo da poter poi concentrare tutte le proprie forze contro la Russia. Nella fase iniziale della guerra,lo svolgimento delle operazioni militari parve dar ragione alla Germania,infatti i generali francesi,avevano sottovalutato la forza d’urto dell’esercito tedesco e avevano sopravvalutato il loro esercito. Quando ormai Parigi sembrava destinata a essere raggiunta,l’esercito francese riuscì a passare alla controffensiva,riportando un’inaspettata vittoria sulla Marna (5-12 settembre 1914),fiume che scorre non lontano dalla capitale. I tedeschi mossero quindi verso nord nel tentativo di occupare i porti francesi e belgi,così facendo avrebbero interrotto i collegamenti tra la Francia e la Gran Bretagna. La loro offensiva fu però bloccata dalle truppe congiunte francesi,belghe e britanniche. Ebbe così inizio a occidente una lunga guerra di posizione con gli eserciti schierati uno di fronte all’altro senza che uno prevalesse sull’altro. Sul fronte orientale,la Russia,invase la Prussia orientale con sorprendente rapidità.

18 L’intervento italiano a fianco dell’intesa
La sua offensiva fu però arrestata dall’esercito tedesco nelle battaglie di Tannenberg e dei laghi Masuri. L’intervento italiano a fianco dell’intesa Allo scoppio della guerra l’Italia si mantenne neutrale,in quanto il trattato della Triplice Alleanza era di carattere difensivo,ossia obbligava gli alleati al sostegno militare reciproco,qualora uno di essi fosse stato attaccato,mentre al contrario era stata l’Austro-Ungheria a dichiarare guerra alla Serbia,quindi l’Italia non era obbligata ad entrare in guerra a fianco degli alleati. Fin dallo scoppio della guerra in Italia si erano formati due schieramenti:i neutralisti e gli interventisti. Lo schieramento neutralista comprendeva la grande maggioranza dei cittadini e degli stessi dirigenti politici italiani. Lo schieramento interventista,meno numeroso di quello neutralista,ma anche più battagliero,aveva la sua principale base sociale tra le file del ceto medio intellettuale e soprattutto l’appoggio di Gabriele D’annunzio,il più prestigioso propagandista della guerra e dei futuristi Il 26 aprile 1915 il governo italiano firmò segretamente con i rappresentanti di Gran Bretagna,Francia e Russia il patto di Londra,ignorando la volontà neutralista della maggioranza parlamentare. Con il patto l’Italia si impegnava ad entrare in guerra a fianco dell’Intesa in cambio delle seguenti concessioni:Trentino,l’Alto Adige Istria,Gorizia,Trieste,la Dalmazia.

19 Guerra di posizione e mobilitazione totale
Tra il 1915 e il 1916 nuovi stati entrarono in guerra,senza però che si determinassero dei cambiamenti decisivi a favore di uno dei due schieramenti. Per quanto riguarda il fronte occidentale,dopo la battaglia della Marna,le operazioni militari si stagnarono in una logorante guerra di posizione. Anche il fronte orientale conservò in parte il carattere di guerra di movimento,ma anche qui non si verificarono vittorie decisive. Per quanto riguarda il fronte italiano, al comando dell’esercito fu nominato Luigi Cadorna. Tra il 1915 ed il 1916, sul fronte dell’ Isonzo si combatterono ben undici battaglie,ma nessuna decisiva per sfondare le linee nemiche. La svolta del 1917 Nel 1917 si verificarono due eventi fondamentali:l’intervento degli Stati Uniti a fianco degli Alleati e la rivoluzione in Russia. Anche se gli americani all’inizio del conflitto avevano assunto una posizione neutrale,fu la decisione della Germania di condurre una guerra sottomarina totale,a spingere gli Stati Uniti che erano i principali fornitori dell’Intesa,ad entrare in guerra. Il secondo evento pur ripercuotendosi sullo svolgimento del conflitto,non incise in maniera cruciale sulle sue sorti. Il regime zarista,inetto,corrotto e colpito da una grave crisi economica e sociale,non riuscì a sostenere il peso della guerra e venne rovesciato

20 da una prima rivoluzione in febbraio
da una prima rivoluzione in febbraio. Inizio un breve periodo caratterizzato da governi liberal-democratici,fino a che in ottobre,una nuova rivoluzione portò al potere i bolscevichi capeggiati da Lenin,che si proponeva di realizzare uno Stato socialista. Questo evento determinò l’uscita della Russia dalla guerra. Il 1917 è ricordato anche come l’anno in cui esplose in forme sempre più aperte ed estese l’insofferenza verso la guerra,sia negli eserciti che nella popolazione civile. La rotta di Caporetto (ottobre 1917) dell’esercito italiano,costrinsero gli italiani a ripiegare fino al Piave,fu un segno del cedimento morale dei soldati. Il generale Cadorna ritenuto responsabile della disfatta,fu sostituito da Armando Diaz. La fine della guerra (1918) Il 1918 si aprì con l’enunciazione da parte del presidente americano Wilson dei 14 punti in cui in cui si riassumevano gli obiettivi che gli Alleati avrebbero dovuto realizzare a guerra ultimata per garantire un nuovo ordine internazionale fondato sulla pace. Firmando con Germania e Austro-Ungheria il trattato di pace di Brest-Litovsk (3 marzo 1918),la Russia usciva formalmente dalla guerra. Chiuso il fronte orientale,si prospettava per gli Imperi Centrali la possibilità di scatenare un’offensiva risolutrice su quello occidentale. Così l’esercito tedesco rinforzato di 40 divisioni liberate dal fronte russo,sferrò un grandioso attacco nel nord della Francia costringendo le truppe anglo-francesi a ritirarsi riuscendo così a spingersi di nuovo fino a Parigi. Si svolse così una seconda e decisiva battaglia sulla Marna,nella quale ormai i tedeschi stanchi e stremati,furono bloccati. Così dopo quattro anni di atroce e sanguinosa guerra ,l’undici novembre 1918,su un vagone ferroviario a Rethondes,presso Parigi,fu firmato l’armistizio tra la Germania e gli Alleati che poneva fine alla guerra.

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22 La conferenza di Parigi
Terminata la guerra,le potenze vincitrici convocarono a Parigi una conferenza per la pace,la conferenza si aprì il 18 gennaio 1919 e servì per preparare gli accordi con gli Stati sconfitti e a sanzionarli. Dopo quattro mesi,la conferenza di pace fu trasferita da Parigi a Versailles e si concluse con il trattato di Versailles,il più importante dei trattati di pace scaturiti dalla conferenza di Parigi,firmato tra gli Stati vincitori e la Germania. Esso impose a quest’ultima condizioni eccezionalmente dure sul piano militare,economico e territoriali tali da provocare tra i tedeschi diffuse reazioni emotive di rifiuto. Il trattato istituì inoltre la Società delle Nazioni,un organismo,fortemente voluto da Wilson,a garanzia di un nuovo pacifico ordine internazionale.

23 Diritto L'azienda L’azienda è un complesso di persone e di beni economici organizzati dall’imprenditore,che attraverso una serie di operazioni coordinate,mira al soddisfacimento dei bisogni umani. Si distinguono in: Aziende di consumo,che hanno come scopo il soddisfacimento dei bisogni umani, attraverso il consumo dei beni acquisiti o prodotti; Aziende di produzione,dette anche imprese,attuano processi di trasformazione economico-tecnica di beni e servizi da porre a disposizione di terzi mediante lo scambio sul mercato. Con riferimento al tipo di trasformazione attuata,si distinguono: Aziende di produzione diretta,che attuano la trasformazione materiale o fisico-tecnica delle materie prime in prodotti finiti; Aziende di produzione indiretta,che attuano una trasformazione dei beni nel tempo e nello spazio,senza far subire loro significative trasformazioni materiali. Inoltre,le aziende di produzione possono essere classificate in base al settore di attività al quale esse appartengono:

24 Il sistema azienda e la sua organizzazione
Settore primario,include le aziende la cui attività consiste nel trarre direttamente dalla natura le risorse che essa fornisce. In particolare,esso comprende le aziende agricole,estrattive e quelle della pesca e della caccia. Settore secondario,comprende le aziende che attuano la trasformazione dei beni tratti dalla natura in altri più idonei ad essere consumati,oppure ad essere impiegati come strumenti produttivi,ossia le imprese industriali e manifatturiere. Settore terziario,include le aziende che attuano la produzione indiretta di beni e la produzione di servizi. Appartengono a tale settore le aziende mercantili,di trasporto,bancarie,finanziarie,le compagnie di assicurazione e le altre aziende di servizi. Settore terziario avanzato,include le aziende che forniscono una serie di sevizi basati sull’utilizzo di nuove tecnologie nel campo dell’informatica e della telematica e che richiedono personale altamente specializzato. Appartengono a questo settore,in costante e rapidissima evoluzione,le aziende di servizi informatici e telematici. Il sistema azienda e la sua organizzazione L’azienda,quindi,può essere considerata come un sistema,perché i vari elementi che la costituiscono(persone,beni,operazioni)sono tra loro collegati e coordinati in modo da concorrere al raggiungimento di un fine prefissato. Inoltre,essa è un sistema: aperto,perché ha continui rapporti di scambio con l’ambiente esterno; dinamico,in quanto è soggetto a continui cambiamenti e adattamenti per mantenere il proprio equilibrio; cibernetico,perché è dotato di meccanismi di controllo, che suggeriscono eventuali azioni correttive.

25 Il flusso delle operazioni aziendali
Gli elementi che costituiscono l’azienda sono i seguenti: le persone: il proprietario o i soci che hanno costituito l’azienda e il personale dipendente che vi presta il proprio lavoro; i beni: l’edificio,i macchinari,le attrezzature necessarie e infine le risorse; le operazioni: gli acquisti,i trasporti,le lavorazioni da eseguire,le vendite,i pagamenti,le riscossioni,ecc; il fine: tutto quello che ho sopra elencato,è organizzato per raggiungere un fine che sarà quello di soddisfare i bisogni umani. Il flusso delle operazioni aziendali Per perseguire il fine per cui è sorta,l’azienda deve porre una serie di operazioni che si svolgono con continuità nel tempo e nello spazio e che costituiscono la gestione. Le principali classi di operazioni poste in essere dalle aziende di produzione sono le seguenti: acquisizione dei fattori produttivi: attraverso atti di scambio sui mercati di approvvigionamento. Tali operazioni di acquisto danno luogo al sostenimento di costi. produzione: i fattori produttivi acquisiti vengono variamente combinati fra loro e immessi nei processi di produzione,fino a ottenere i beni o i servizi da destinare alla vendita. vendita dei beni e dei servizi prodotti: attraverso atti di scambio sui mercati di sbocco,l’azienda cede a terzi i beni e i servizi ottenuti dai processi produttivi. In tal modo essa consegue dei ricavi e rientra in possesso dei mezzi finanziari impiegati nella produzione.

26 Inglese Robotics The first industrial robot was built by Unimation Inc.USA in The word ”robot” comes from the Czechoslovakian word robota meaning slave.There are various types of robot ,but they all have the same basic components: 1 sensors, which captur information from the enviroment; 2 microprocessor, to process the information; 3 actuators, to produce a movement. There are three main types of robot working in industry: 1 the first generation robot carry out simple manipulative operations; 2in the second generation robots have some sensory capabilities; 3 in the third generation robots will have sensory faculties comparable to,or superior,to human.

27 Robots are formed of a chain of rigid segments, linked by a series of joints. The segments can be compared to an arm and a hand. The robots working area is the space enclosing all the points that the robots arm can reach. The structure of the robot and the configuration of its working area depend on the dimension of the segments and the type of joints used in the costruction of the arm.All the above robots have a minimum of three segments. The movements of the arm can be controlled by an automatic controll system. This controll system determines the movements and the force necessary to work. The industrial robot performs two basic movements: 1 “from point to point” 2 “movement along a fixed path”. The work carried out by industrial robots are:-mecchanical operations,-assembly,-welding,-painting,-quality controll,-trasportation of materials,-hot pressing shops. In the future robots will be able to undertake dangerous and unpleasant jobs more rapidly and at a lower cost than human workers. Errors and imperfections caused by workers tiredness, boredom or distraction will be eliminated even though robots work continuously for hours at a time.

28 Controlli non distruttivi
Tecnologia Controlli non distruttivi Per metodo di controlli non distruttivi,si intende lo studio dei metodi di prova,di analisi e di controllo,che non comportano variazioni nella struttura chimica e fisica del materiale del pezzo sul quale vengono eseguiti. Tale pezzo può essere grezzo,semifinito o finito. La scelta del metodo di prova non distruttivo,deve essere effettuata tenendo presente il tipo di materiale,la forma,le dimensioni e le condizioni d’impiego del pezzo. Metodo con ultrasuoni È uno fra i tanti metodi di controlli non distruttivi,ed è effettuato per la ricerca di difetti interni ai materiali(soffiature,bolle,inclusioni,ecc.),si basa sulla proprietà che hanno gli ultrasuoni di propagarsi in linea retta nei mezzi solidi,liquidi e gassosi subendo analogamente alle onde luminose,fenomeni di riflessione e/o di rifrazione sulla superficie di separazione di due mezzi differenti. Gli ultrasuoni sono costituiti da onde elastiche (vibrazioni) con frequenza oltre la soglia di sensibilità dell’orecchio umano.

29 Generazione degli ultrasuoni
Fra i vari sistemi di produzione degli ultrasuoni è soprattutto impiegato quello piezoelettrico,basato sulla proprietà che hanno alcuni cristalli,i quali tagliati in lamelle con facce parallele,divengono sede di cariche elettriche di segno contrario qualora si applichino sollecitazioni alternate di compressione e di trazione. Inversamente,applicando sulle facce degli impulsi elettrici,la lamella entra in risonanza generando vibrazioni ultrasonore. Trasduttori La lamella piezoelettrica è racchiusa in un trasduttore e,a seconda della forma delle dimensioni e dall’inclinazione del trasduttore,si generano nei pezzi delle vibrazioni ultrasonore,che a seconda della direzione,si definiscono: onde longitudinali,quando la direzione delle vibrazioni è parallela alla direzione di propagazione,si propagano nei solidi liquidi e gas; onde trasversali,quando la direzione delle vibrazioni è perpendicolare alla direzione di propagazione,si propagano solo nei solidi; onde superficiali,quando la direzione delle vibrazioni è perpendicolare al piano del pezzo in esame. Esame a contatto È una tecnica di esame,in cui il pezzo e la sonda,sono in diretto contatto tra loro,attraverso un sottile mezzo di accoppiamento che garantisce il contatto acustico. Si distinguono i seguenti metodi per l’identificazione di difetti interni che causino la riflessione,la deviazione o l’assorbimento di un fascio ultrasonoro: metodo di trasmissione,quando il fascio ultrasonoro emesso in modo continuo da una sonda trasmittente,accoppiata ad un generatore d’impulsi,è ricevuto da una sonda ricevente posta sulla faccia opposta del pezzo e collegata ad un oscilloscopio tramite un amplificatore;

30 Principio di funzionamento dell’oscilloscopio
metodo a riflessione d’impulsi,quando s’impiega una sola sonda che incorpora due trasduttori separati,uno dei quali funge da trasmettitore e l’altro da ricevitore; metodo a riflessione d’impulsi con due sonde angolate,il cui fascio ultrasonoro si propaga e viene ricevuto con un angolo di rifrazione diverso da 0° rispetto alla normale superficie di contatto delle sonde. Principio di funzionamento dell’oscilloscopio L’oscilloscopio è uno strumento che visualizza la forma e misura l’ampiezza e la frequenza di una grandezza elettrica periodica o di una grandezza qualsiasi variabile rapidamente nel tempo,che si desidera rivelare ed esaminare. L’elemento fondamentale dell’oscilloscopio è il tubo a raggi catodici,costituito da un involucro di vetro nel quale è stato ottenuto il vuoto spinto Vantaggi e svantaggi del metodo con ultrasuoni Il metodo con ultrasuoni è rapido,pratico,vantaggioso economicamente perché a differenza di altri metodi,non comporta consumo di materiale,né usura dell’apparecchiature né pericolo per l’operatore o per l’ambiente circostante. Uno dei suoi grandi vantaggi è che è in grado di evidenziare qualsiasi difetto,anche in punti difficilmente accessibili con altri metodi. Ma da una parte ci sono anche gli svantaggi,quali la mancanza di una documentazione permanente del controllo e richiede personale molto esperto per interpretare il tipo di difetto. È applicabile su quasi tutti i materiali metallici e su molti materiali non metallici. Di norma si ricorre inizialmente al controllo con ultrasuoni,ed una volta individuato un difetto di difficile interpretazione,si effettua un esame radiografico nella sola zona nella quale il difetto stesso è stato localizzato.

31 Organizzazione industriale
Disegno e progettazione Organizzazione industriale L’organizzazione industriale si occupa dell’utilizzo ottimale dei fattori produttivi che rappresentano tutte le risorse umane e materiali necessarie per produrre beni e servizi. Tipi di produzione Produzione artigianale E’ stato cronologicamente il primo modo per produrre beni materiali. La produzione artigianale,ancora oggi,è diffusa per tutte quelle attività che richiedono l’intervento specifico dell’uomo. La produzione artigianale è caratterizzata da: scarsi capitali, attrezzature semplici, organizzazione del lavoro affidata all’esperienza dell’artigiano,

32 Produzione di massa Produzione snella
il prodotto finito nella maggior parte dei casi viene realizzato secondo le indicazioni del cliente, le materie prime si trovano vicino al luogo di produzione. Produzione di massa Tra XI e il XVI secolo una maggior richiesta di manufatti,comportò la trasformazione delle botteghe artigiane nelle prime fabbriche che sorgono lungo i fiumi per poter sfruttare l’energia idraulica mediante ruote a pale. La produzione di massa è caratterizzata da: capitali elevati, macchinari complessi, materie prime reperite anche lontano dal luogo di produzione, il processo produttivo è complesso, i prodotti finiti sono uguali tra loro e vengono prodotti in grande quantità. Produzione snella La produzione snella è il modo che viene adottato attualmente per produrre un bene. Sempre più spesso,la fabbrica tradizionalmente intesa comincia,almeno nel mondo occidentale,a lasciare spazio alle cosiddette “imprese-rete”. Le imprese-rete sono insiemi di aziende collegate tra loro,con il comune obiettivo di produrre congiuntamente dei beni. La produzione viene quindi attuata ricercando la più vantaggiosa combinazione dei fattori produttivi. Ogni azienda costituisce un nodo della rete e svolge un ruolo ben preciso nell’ambito del processo di produzione. Ad esempio,un nodo si occuperà della progettazione,un altro della fabbricazione vera e propria,un altro ancora della distribuzione dei prodotti e così via.

33 La produzione su commessa
Ogni azienda facente parte della rete è specializzata in una attività specifica in modo da offrire il meglio ai costi più vantaggiosi e assicurare all’intera rete estrema flessibilità e reattività ai cambiamenti del gusto e delle esigenze dei consumatori. LA PRODUZIONE La fabbricazione del prodotto viene attuata quando esiste una delle seguenti condizioni: da parte di un cliente o più clienti perviene all’azienda la “commissione” a fabbricare un determinato prodotto; c’è la “fiducia”ragionevole,da parte dell’azienda,che il prodotto che si ha intenzione di fabbricare sarà acquistato dai clienti. Nel primo caso si parla di produzione su commessa,nel secondo di produzione per magazzino. La produzione su commessa riguarda in genere beni strumentali oppure la fabbricazione di prodotti per conto di altre aziende,mentre la produzione per magazzino è rivolta ai beni di largo consumo. La produzione su commessa Si definisce produzione su commessa la fabbricazione di quei prodotti che avviene solo a fronte di una richiesta specifica. La procedura generale di produzione su commessa può essere divisa in tre fasi distinte: Prima fase: richiesta da parte del cliente di un preventivo economico(offerta) per la fornitura di un determinato prodotto. A seguito della richiesta del cliente e di uno studio di massima,si appronta un’offerta economica. L’offerta economica è un documento sul quale sono indicate, oltre alla particolarità del prodotto, le condizioni di vendita e il prezzo che il cliente dovrà pagare.

34 La produzione per magazzino
Seconda fase: discussione tecnica ed economica dell’offerta con il cliente al fine di soddisfare al meglio le sue esigenze. Terza fase: attuazione della produzione vera e propria. La produzione per magazzino Anziché parlare di produzione per magazzino,sarebbe più opportuno parlare di produzione per il mercato. Infatti,il magazzino è solo il luogo dove i prodotti devono transitare con la massima rapidità consentita dalle strutture preposte alla loro distribuzione. Infatti,il tempo di deposito dei prodotti in magazzino deve essere il minore possibile,perché la giacenza di questi è sinonimo di interessi passivi per l’azienda, quindi di costi. In passato i beni di largo consumo venivano prodotti e messi a magazzino nella fiducia che il mercato avrebbe comunque assorbito quanto fabbricato. Il magazzino svolgeva quindi la funzione importantissima di garantire il soddisfacimento della domanda quando questa era superiore alla capacità produttiva dell’azienda,e di assorbire la produzione sovrabbondante quando la domanda calava. Negli ultimi anni,a causa del prevalere della quantità globale di beni offerti sulla quantità richiesta (domanda) , l’attenzione delle aziende si rivolge, più che al prodotto, al mercato e la nozione di produzione per magazzino assume un significato diverso. Il magazzino perde il ruolo di volano equilibratore tra capacità produttiva e domanda, e l’attuazione di produzione richiede un’analisi dei bisogni e delle preferenze dei potenziali clienti.


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