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GRUPPO DI LAVORO: DOCENTI

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Presentazione sul tema: "GRUPPO DI LAVORO: DOCENTI"— Transcript della presentazione:

1 GRUPPO DI LAVORO: DOCENTI
Daniela Candida S.M.S. «Morosini» Lettere Cristina Canto S.M.S. «Morosini-Sansovino» Lettere-Sostegno Cecilia Dal Moro S.M.S. «Morosini» Lettere Simonetta Polacco S.M.S. «Morosini» Lettere-Sostegno Chiara de Manzano S.M.S. «Dante Alighieri» Religione M. Luisa Ruggieri S.M.S. «Dante Alighieri» Ed. fisica Pisana Visconti S.M.S. «Dante Alighieri» Lettere

2 VITA, SOCIETA’ ED ECONOMIA TRA IL IX E IL XII SECOLO
IL MEDIOEVO VITA, SOCIETA’ ED ECONOMIA TRA IL IX E IL XII SECOLO

3 DESTINATARI ALUNNI DI PRIMA MEDIA (SECONDARIA DI PRIMO GRADO), SUDDIVISI IN QUATTRO LIVELLI: LIVELLO A: Stranieri neoarrivati. LIVELLO B: Stranieri in difficoltà. LIVELLO C: Italiani in difficoltà e stranieri con abilità. LIVELLO D: Alunni con sicure competenze e capacità.

4 PERCORSO DIDATTICO · DOVE?
Luoghi strategici: colline, montagne, valichi, Collocazione geografica: Europa · QUANDO? IX – XII secolo d. C. · COSA? Il castello: architettura, struttura interna ed esterna · CHI? Chi abita dentro e chi abita fuori del castello: ruoli sociali, mestieri, vita quotidiana, attività · PERCHE’? Difesa, cambiamento economico - sociale

5 Contenuti e operatori cognitivi
Castello Territorio Signori e cavalieri Società: vita quotidiana, abitudini di vita, alimentazione, occupazioni, tempo libero.. Aspetti militari: armi e combattimenti Popolo (contadini) Economia: mestieri Clero Potere e diritto feudale (solo livelli C e D)

6 OBIETTIVI DIDATTICI: CONOSCENZE
Conoscenze legate agli argomenti trattati, secondo i quattro diversi livelli di approfondimento

7 OBIETTIVI DIDATTICI: CAPACITA’
LIVELLO A Capacità di comprendere semplici didascalie. 2. Capacità di riconoscere e nominare i seguenti termini, associandoli ad immagini: castello e le sue parti (mura, ponte, torre, fossato) ambiente esterno: (campi e foresta) personaggi principali caccia, animali. armi attrezzi agricoli LIVELLO B Capacità di comprendere didascalie e testi più ampi. Capacità di riconoscere, nominare, associare e formulare concetti di base (vedi livello A) Capacità di utilizzare un lessico disciplinare di base per descrivere un’immagine.

8 OBIETTIVI DIDATTICI: CAPACITA’
LIVELLO C Capacità di comprendere un testo stratificato semplificato Capacità di consolidare e arricchire la terminologia specifica (vedi punti A. e B. e inoltre: feudo, feudatario, costumi e mestieri). Capacità di formulare frasi legate all’argomento con uso della coordinazione. LIVELLO D Capacità di comprendere, elaborare ed esporre in modo personale gli argomenti trattati (vedi punti A., B. e C.) utilizzando il lessico specifico richiesto. Capacità di formulare frasi sintatticamente corrette con uso della subordinazione. Capacità di comprendere il concetto di economia curtense e di diritto feudale.

9 OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI
Favorire l’integrazione scolastica. Incentivare le capacità comunicative e relazionali. Sviluppare le capacità collaborative e cooperative. Educare al confronto e al rispetto per le opinioni altrui.

10 POSSIBILI COLLEGAMENTI INTERDISCIPLINARI
ARTE (aspetti architettonico-strutturali legati ai castelli e ai monasteri e aspetti artistici: iconografia legata all’argomento trattato…) RELIGIONE (il monachesimo) MUSICA (strumenti e musiche dell’epoca, menestrelli e trovatori…) SCIENZE MOTORIE (danze medievali) TECNOLOGIA (i mestieri e gli strumenti del lavoro agricolo e artigianale) SCIENZE (alimentazione)

11 TEMPI PREVISTI PER LO SVOLGIMENTO DELL’USD:
8 ore

12 STRUMENTI E MATERIALI Testo base (utilizzato per il livello D):
R. Neri, Il mestiere dello storico, vol. 1°, Firenze, La Nuova Italia. Semplificazione del testo base operata dall’insegnante, secondo tre diversi livelli di difficoltà testuale (fotocopie semplificate e sintetizzate, con immagini esemplificative ed esplicative, tratte dal libro di testo, da altri manuali e da Internet). Supporti multimediali (presentazione in Power Point) Strumenti disciplinari (linea del tempo e cartine storiche e geografiche, utili per un necessario inquadramento spazio-temporale degli argomenti trattati).

13 MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DELL’UNITA’
L’insegnante: introduce l’argomento, collocandolo nel tempo e nello spazio attraverso l’uso della linea del tempo e di cartine storiche e geografiche e inserendolo all’interno di un più ampio percorso tematico. distribuisce agli alunni dei primi tre livelli fotocopie semplificate, sintetizzate e illustrate spiega gli argomenti previsti, servendosi del supporto multimediale (presentazione in Power Point): lezione dialogata.

14 MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DELL’UNITA’
L’insegnante: divide gli alunni in più gruppi, in base ai quattro livelli indicati (gruppi diversificati, ma omogenei al loro interno) predispone i lavori di gruppo assegna i ruoli assunti dagli studenti all’interno del proprio gruppo, a rotazione (orientato al compito, orientato al gruppo, memoria e relatore) guida e coordina i lavori di gruppo.

15 MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DELL’UNITA’
Gli studenti: ascoltano la spiegazione dell’insegnante, con l’ausilio dei materiali distribuiti e della presentazione in Power Point prendono appunti partecipano alla lezione con domande di chiarimento e approfondimento svolgono i compiti assegnati nei lavori di gruppo, secondo ruoli diversi espongono oralmente i risultati dei lavori di gruppo, servendosi delle immagini proiettate al computer. svolgono i compiti assegnati per casa eseguono le verifiche formative e sommative

16 ATTIVITA’ DI VERIFICA E VALUTAZIONE*
*Si predispongono verifiche sia scritte che orali, per venire incontro ai diversi stili cognitivi degli studenti LAVORI DI GRUPPO (verifica formativa) Gli alunni, divisi in più gruppi di tre o quattro persone: riflettono, riprendono e rielaborano gli argomenti trattati a lezione, utilizzando il materiale assegnato rileggono i testi e osservano con attenzione le immagini sottolineano ed evidenziano sulle fotocopie o sul libro di testo il lessico disciplinare e i concetti chiave, utilizzando più colori i più abili e capaci possono realizzare anche schemi riassuntivi e/o mappe concettuali. espongono ai compagni gli argomenti trattati, servendosi del supporto di immagini proiettate al computer dall’insegnante (restituzione orale dei lavori di gruppo: i ragazzi interagiscono fra loro e quelli appartenenti ai livelli più alti integrano e approfondiscono di volta in volta i contenuti) * Si predispongono verifiche sia scritte che orali, per venire incontro ai diversi stili cognitivi degli studenti.

17 ATTIVITA’ DI VERIFICA E VALUTAZIONE*
Si predispongono verifiche sia scritte che orali, per venire incontro ai diversi stili cognitivi degli studenti VERIFICHE SCRITTE (verifica sommativa): PROVE STRUTTURATE diversificate per livelli: - livello A: associazione parola-immagine livello B: creazione di didascalie relative a immagini presentate livello C: testo a riempimento o a collegamento (termini e corrispondenti definizioni) Livello D: definire termini disciplinari e/o rispondere a domande aperte * Si predispongono verifiche sia scritte che orali, per venire incontro ai diversi stili cognitivi degli studenti.

18 CONSEGNE DOMESTICHE LAVORI DI ANALISI GRAMMATICALE, diversificati in base ai quattro livelli: evidenziare e distinguere con colori diversi: livello A: articoli e sostantivi (con tentativo di classificazione per genere e numero, riflettendo sulle diverse vocali finali) livello B: articoli, sostantivi (distinti per genere e numero) e verbi, distinguendo tra presente e passato livello C: pronomi e verbi, precisando modi e tempi verbali livello D: pronomi, modi e tempi verbali (ripresa), congiunzioni coordinanti e subordinanti e/o connettivi testuali. * Successive consegne possono essere basate sul lavoro di trasformazione testuale - applicazione delle regole acquisite – (es.: dal singolare al plurale e viceversa, dal presente al passato e viceversa…)

19 IL CASTELLO LIVELLO A: 1. il fossato con l’acqua; 2. le mura; 3. il ponte levatoio; 4. il torrione LIVELLO B: 1. Il fossato con l’acqua: il fossato è un largo canale con acqua, scavato intorno al castello 2. Il castello ha delle mura di pietra molto alte e grosse. Le mura circondano tutto il castello e lo proteggono dagli attacchi dei nemici. 3. Il ponte levatoio si alza e si abbassa per far attraversare il fossato 4. Il signore abita nel torrione, torre alta e grande. Da questa torre le guardie vedono il nemico lontano.

20 I CASTELLI LIVELLO C I nobili vivevano in abitazioni fortificate (castelli), perché durante tutto il Medioevo (vedi linea del tempo) la vita era poco sicura a causa delle frequenti guerre, degli attacchi di briganti e di pirati. Il castello di solito sorgeva in posizione tale da poter essere difeso facilmente da un attacco, ad esempio in cima a una collina o su una curva di un fiume. Con il passare del tempo nei castelli ci furono grandi cambiamenti. In origine ( IX-XI secolo) essi erano semplici edifici protetti da recinti di legno. All’interno si costruirono poi delle torri e si cominciò ad usare la pietra invece del legno, che bruciava facilmente. I castelli divennero sempre meglio difesi, e anche più comodi per viverci. Un castello del periodo dal XII al XIV secolo aveva attorno di solito varie costruzioni (opere) di difesa: una cinta di mura[1], circondata da un fossato[2] pieno d’acqua; le torri[3], disposte lungo le mura; un ponte levatoio[4], che poteva essere sollevato in caso di attacco; porte dotate di robusti battenti ed una grata di ferro all’ingresso. Le mura avevano piccole finestre, dette feritorie[5], strette all’esterno e più larghe all’interno, in modo che gli arcieri potessero lanciare frecce senza rischiare di essere colpiti dall’esterno. In cima alle mura e alle torri si trovava un muretto o, dopo il XIII secolo, i merli, dietro ai quali era possibile ripararsi per colpire il nemico. All’interno il castello comprendeva normalmente una grossa torre che serviva come ultima difesa (il mastio[6]), e l’abitazione del signore. Vi si trovavano anche le stalle per le mucche, i buoi e i cavalli (scuderie), i magazzini, gli alloggi dei servi e dei soldati, e un piccolo luogo sacro (la cappella). Poteva esservi un borgo, cioè un piccolo gruppo di case difeso da una cinta di mura più esterna. [1] La cinta esterna di mura era la principale difesa: lungo di essa c’era un cammino per i soldati che facevano la guardia (ronda). [2] Il fossato era un fosso pieno d’acqua che circondava il castello e lo proteggeva dagli assalti.. [3] Le torri erano i punti più difesi, e da esse era possibile colpire chi si avvicinava. [4] Si trattava di un ponte che serviva ad oltrepassare il fossato. In caso di attacco il ponte levatoio veniva alzato. [5] Merli e feritorie permettevano di colpire il nemico stando protetti [6] Il mastio, la parte più alta del castello, costituiva l’ultima difesa se gli assalitori riuscivano a superare le mura.

21 LA PARTE INTORNO AL CASTELLO
LIVELLO A: 1. il bosco; 2. la casa del signore; 3. il villaggio o borgo con capanne, piccole case dei contadini.; 4. il manso LIVELLO B: 1. Il bosco è un posto verde con molti alberi, vicino al castello. Il signore va a caccia nel bosco. 2. La casa del signore è il posto dove vivono il signore e la sua famiglia e dove lavorano tutte le persone del castello. 3. I contadini abitano in un villaggio di campagna (o borgo), vicino al castello del signore e lavorano la terra, fanno l’olio, il vino e la farina. I contadini vivono in capanne, piccole case di legno con il tetto di foglie. I contadini dormono per terra, sulla paglia. 4. Il manso: piccole parti di terra date ai contadini. I contadini devono dare al signore una parte dei prodotti della campagna: il grano, la frutta e la verdura.

22 I TRE ORDINI LIVELLO C La società feudale era divisa in tre gruppi che erano chiamati ordini: i nobili (spesso chiamati cavalieri, perché combattevano a cavallo, o bellatores, cioè combattenti), la cui occupazione principale era la guerra; i lavoratori, in maggioranza contadini; gli ecclesiastici, cioè gli uomini (e le donne) di Chiesa, monaci, monache e sacerdoti, che si dedicavano alla preghiera ed alla vita religiosa.

23 IL FEUDATARIO LIVELLO A:
Il feudatario o signore del castello con gli uomini di Chiesa e le persone che lavorano nel castello. LIVELLO B: Il feudatario o signore del castello con i sudditi (persone che lavorano nel castello) e il clero (religiosi, uomini di Chiesa). La giornata del feudatario o signore del castello si divide tra la guerra e la caccia. Con la caccia il feudatario fa esercizio fisico e con i cavalieri prende gli animali per dar da mangiare alle persone del castello. Il feudatario si alza molto presto di mattina e controlla i conti; poi organizza con i servi e le serve il banchetto e decide quali ospiti invitare. Nel pomeriggio si occupa della giustizia, della politica e della difesa del castello.

24 LA CACCIA LIVELLO A: Il signore a cavallo va a caccia del cervo.
LIVELLO B: Il signore caccia i lupi, gli orsi, i cinghiali e i cervi. La caccia serve per procurare il cibo e per esercitare e rendere forte il corpo. Il signore caccia nel bosco intorno al castello. La caccia dura a volte molti giorni. I cani aiutano il signore a cercare e a prendere gli animali. Il signore va a caccia anche con il falcone, un uccello. Il falcone aiuta il padrone nella caccia: prende la preda e la porta al padrone.

25 GLI ANIMALI CACCIATI DAL FEUDATARIO
Il cervo

26 GLI ANIMALI CACCIATI DAL FEUDATARIO
Il cinghiale

27 GLI ANIMALI CACCIATI DAL FEUDATARIO
Il maiale

28 IL BANCHETTO LIVELLO A: Il banchetto, la tavola del signore.
LIVELLO B: Il banchetto è la tavola da pranzo del signore. Il signore mangia con la sua famiglia e con i suoi amici. Mangiano minestre, formaggi, pane, frutta e soprattutto carne di cervo, di cinghiale e di maiale, animali presi durante la caccia. Mentre pranzano, i menestrelli, musicisti e narratori d’epoca, suonano e raccontano storie per il signore e i suoi ospiti e i giocolieri fanno divertire gli invitati con scherzi e giochi.

29 IL CAVALIERE LIVELLO A Il cavaliere a cavallo. LIVELLO B
Il cavaliere va a cavallo, ha le armi e fa la guerra. A nove anni lascia il castello per imparare a usare le armi e a combattere in guerra.

30 LE ARMI DEL CAVALIERE LIVELLO A
Le armi dei cavalieri: l’elmo, la maglia di ferro, l’armatura in ferro, lo scudo, la spada, la lancia, il pugnale, il guanto di metallo. LIVELLO B Le armi dei cavalieri: l’elmo, di ferro, protegge la testa; la maglia di ferro, sotto l’armatura, protegge il petto; la spada, la lancia e il pugnale sono armi di ferro con la punta per colpire e uccidere il nemico; il guanto di metallo protegge la mano del cavaliere.

31 IL TORNEO LIVELLO A Torneo, gara sportiva fra cavalieri. LIVELLO B
Il torneo. Il cavaliere si allena a combattere nei tornei. I tornei sono gare sportive: i cavalieri fanno vedere al signore e alle dame del castello la loro forza e il loro coraggio. Nei tornei il cavaliere combatte con la lancia senza punta, per non uccidere l’avversario.

32 IL FEUDALESIMO LIVELLO C:
Quando moriva un re, scoppiavano spesso lotte tra i figli o parenti del re precedente (i pretendenti al trono), ma anche altri nobili (gruppo di persone ricche e potenti nate in famiglie antiche e famose) per prendere il suo posto: ognuno di essi aveva bisogno dell’appoggio dei nobili e dei loro guerrieri a cavallo (cavalieri), prima per conquistare il suo potere (trono), poi per mantenerlo, difendendolo dai nemici (avversari). Per ringraziare (ricompensare) i nobili che li avevano aiutati e per ottenere l’aiuto (appoggio) dei rappresentanti della religione cristiana (Vescovi della Chiesa), re e imperatori distribuivano dei territori a nobili, vescovi e ai gruppi di religiosi (monaci) che vivevano in edifici (monasteri). Il territorio (feudo ,in latino beneficium) veniva concesso dal re in cambio di importanti favori: il nobile governava (amministrava) questi territori ed era padrone delle terre e dei contadini che vi vivevano. In cambio del feudo dovevano giurare di rimanere fedeli al loro signore (chi gli aveva concesso il feudo) e diventavano suoi dipendenti (vassalli). Dovevano aiutarlo, soprattutto in guerra. Alla fine dell’Alto Medioevo l’organizzazione basata sulla divisione in feudi ( feudalesimo) era diffusa in tutta l’Europa ed esso conservò una grande importanza per tutto il Basso Medioevo (XI-XV secolo).

33 POTERI ED OBBLIGHI DEI FEUDATARI
LIVELLO C: Il potere del feudatario, o signore, divenne sempre maggiore e spesso aveva (esercitava) sul suo feudo tutti i poteri del re (otteneva l’immunità): amministrava la giustizia (potere giudiziario), cioè faceva da giudice in tutte le cause, dando (infliggendo) multe e punizioni; arruolava gli abitanti del feudo nell’esercito per la guerra (potere militare); riscuoteva le tasse, cioè i tributi (potere fiscale). Il principale dovere (obbligo) del feudatario era quello di essere fedele al suo signore. Non sempre ciò avveniva, perché i feudatari di solito cercavano di difendere soprattutto i propri interessi, tanto da allearsi con i nemici del proprio signore. Inoltre un nobile poteva ricevere feudi da re e nobili diversi, per cui si trovava a giurare amicizia (fedeltà) a signori che potevano entrare in guerra l’uno contro l’altro.

34 I NOBILI LIVELLO C I nobili, o cavalieri, chiamati così perché combattevano a cavallo, erano il gruppo più importante ( dominante ) nel feudalesimo

35 I compiti dei nobili LIVELLO C
Il loro lavoro (occupazione) principale era la guerra. Durante il combattimento indossavano una protezione molto pesante (l’armatura) per proteggersi il corpo. La guerra era per loro occasione per diventare ricchi (arricchirsi): occupavano con la forza (assalivano) e conquistavano villaggi, città e castelli che diventavano di loro proprietà (bottino di guerra). La guerra era un’attività maschile: le donne non potevano combattere, ma potevano solamente prepararsi al matrimonio. Quando si sposavano passavano gran parte del tempo nel castello dove sorvegliavano il lavoro della servitù. In pace i nobili stabilivano le leggi e le facevano rispettare (giudici) I nobili avevano molti dipendenti (funzionari) che riscuotevano le tasse (tributi) e controllavano il lavoro dei contadini.

36 Le attività dei nobili LIVELLO C
I nobili amavano mangiare in compagnia e perciò si riunivano intorno ad una tavola per festeggiare (banchetto) che veniva resa allegra (rallegrato) da musicisti e giocolieri. I nobili amavano andare a caccia di cervi, orsi, lupi e cinghiali. Dal XII secolo si diffuse la caccia con un uccello rapace in grado di catturare gli animali (il falcone addestrato). I giovani cavalieri si divertivano combattendo a cavallo nei combattimenti organizzati come spettacolo (i tornei), in cui vinceva chi faceva cadere da cavallo (disarcionava) l’avversario; chi perdeva, doveva dare dei soldi (pagare un riscatto) al vincitore.

37 Le famiglie nobili LIVELLO C
Le famiglie nobili erano molto numerose, ma molti di loro morivano giovani a causa delle malattie dovute a poca pulizia (igiene), ad una cattiva alimentazione per le conseguenze della guerra e della caccia (alta mortalità). Il matrimonio era per loro un’unione (alleanza) tra famiglie che piortava potenza e ricchezza. La cerimonia religiosa che seguiva la nascita (il battesimo) era un momento per rafforzare i legami e le alleanze.

38 Cambiamenti LIVELLO C Durante l’Alto medioevo la maggior parte dei nobili non sapeva né leggere né scrivere (era analfabeta), mentre nel Basso Medioevo si diffuse l’istruzione; i nobili, di conseguenza, iniziarono a far studiare i loro figli con un maestro (precettore). La vita nel castello cominciò ad essere più comoda (agiata): i palazzi vennero costruiti più grandi e riscaldati con camini; i mobili più comodi e le pareti abbellite da dipinti su muri (affreschi) o da tessuti con disegni (arazzi). Musicisti e poeti (i trovatori) frequentavano sempre più spesso (assiduamente) feste e banchetti creando (componendo) canzoni d’amore e racconti che parlavano degli episodi di guerra (gesta) dei feudatari

39 IL CONTADINO LIVELLO A: Il contadino lavora la terra LIVELLO B:
Il contadino lavora la terra del signore, fuori dal castello, in campagna, e usa un aratro pesante, strumento con una lama di ferro. La lama entra anche nel terreno più duro e serve per muovere la terra. Il contadino, poi, mette i semi nella terra e raccoglie i frutti. Il contadino, nel bosco, taglia anche la legna per il fuoco.

40 IL GRANO O FRUMENTO

41 I CONTADINI LIVELLO C I contadini erano la grande maggioranza della popolazione. Essi vivevano all’interno dei feudi* ed erano di solito legati alla terra (servi della gleba), perché non potevano andarsene liberamente. Tutti avevano pesanti obblighi: lavorare i loro campi lavorare i campi del signore e il raccolto andava tutto a questo (al feudatario) dovevano dare al signore una parte del raccolto dei loro campi, una parte degli animali allevati e di solito pezze di stoffa lavorate (tessute) dalle donne. dovevano pagare (versare tributi) per l’uso del forno, del pozzo del mulino, dei ponti, per raccogliere la legna. a volte dovevano anche prestare servizio in guerra come soldati a piedi (fanti). Non tutti i contadini lavoravano nei feudi. Vi erano anche villaggi senza signori e contadini liberi, che possedevano le terre che lavoravano

42 UOMINI, DONNE E BAMBINI LIVELLO C Poche erano le attività esclusivamente maschili: portare gli animali al pascolo (i grandi spostamenti causavano lunghe assenze da casa); aratura ed estrazione dei minerali. Le donne si occupavano della casa, dei figli, tiravano l’acqua dal pozzo, portavano il grano al mulino più vicino per la macinatura. Lavoravano nell’orto, dove coltivavano verdure, e nei campi, dove aiutavano nell’aratura, pungolando e spingendo i buoi o i cavalli, partecipavano alla vendemmia, al raccolto del grano ed alla legatura dei mucchi di grano (covoni). Preparavano la birra, tagliavano il pelo (tosavano) alle pecore, filavano e facevano tessuti non solo per il consumo domestico, ma anche per vendere i prodotti al mercato. Anche i bambini aiutavano i genitori e non andavano a scuola.

43 CONDIZIONI DI VITA LIVELLO C
L’alimentazione* non sempre era sufficiente, perché la parte del raccolto che rimaneva ai contadini a volte non bastava alla famiglia. Nel bosco però era possibile procurarsi: castagne, noci, funghi. Se il signore lo permetteva, i contadini cacciavano piccoli animali o pescavano. I contadini si nutrivano soprattutto di pane. Il pane dei contadini era fatto di cereali di qualità inferiore, come la segale, l’orzo e il miglio. Oltre al pane, i contadini si nutrivano dei prodotti dell’orto (rape, aglio, cipolle, ecc..); a volte uova, formaggio, carne di maiale o di pollo. I bovini invece erano allevati soprattutto per i lavori nei campi (agricoli). Le case erano piccole, spesso con un unico stanzone in cui trovavano riparo anche gli animali, così durante l’inverno riscaldavano l’ambiente: perciò le condizioni igieniche erano scadenti. I mobili erano pochi: qualche panca ed un letto dove dormiva tutta la famiglia. Le condizioni di vita erano molto dure: lavoro pesante, grande povertà, cibo insufficiente, provocavano, soprattutto nei periodi di carestia,* ribellioni dei contadini che, armati dei loro strumenti di lavoro (zappe, forconi) attaccavano i signori per le strade o nelle loro abitazioni. I nobili in questi casi organizzavano spedizioni punitive e facevano strage di tutti quelli che si erano ribellati.

44 IL FABBRO LIVELLO A: Il fabbro lavora il ferro con il martello.
LIVELLO B: Il fabbro è un artigiano, “operaio” che lavora e crea oggetti con le mani; vive nel castello e lavora il ferro per fare le armi, i ferri per gli zoccoli del cavallo e gli attrezzi del contadino (falci, aratri, zappe).

45 IL CLERO LIVELLO A Religiosi, uomini di Chiesa. LIVELLO B
Il clero è l’insieme dei religiosi, uomini di chiesa. Gli uomini di chiesa, monaci e monache, sacerdoti e vescovi, dedicano la loro vita a Dio.

46 GLI ECCLESIASTICI LIVELLO C
L’insieme degli uomini di Chiesa formava il clero, a cui si entrava a far parte non per nascita, ma per scelta (vocazione, chiamata di Dio). Così è ancora oggi. La Chiesa era una vera e propria società organizzata con ruoli e compiti più o meno importanti. In quel tempo alcuni diventavano ministri del culto (sacerdoti, vescovi, papa) o si consacravano a Dio per vivere in comunità e pregare (monaci, monache) e per offrire la loro vita a servizio di Dio. Molti altri, invece, sceglievano di diventare uomini di Chiesa solo per raggiungere fama (prestigio) e potere. Spesso era la famiglia stessa a decidere di mandare il proprio figlio maschio a diventare un sacerdote o monaco o vescovo, cioè la più alta autorità religiosa dopo il papa, che è, ancora oggi, il capo della Chiesa e del clero. Nel IX e X secolo il papa era scelto dalle famiglie nobili di Roma e dall’imperatore stesso. Era la persona più importante della Chiesa, perché la rappresentava tutta. Dal papa dipendevano i vescovi, che spesso erano nominati dai re o dall’imperatore o perché comperavano tale titolo (simonia). I vescovi erano responsabili di un territorio abbastanza grande, chiamato diocesi. Il fatto di non scegliere come una vocazione il compito di essere un’autorità religiosa, ma per nomina, aveva conseguenze molto negative sulla Chiesa, che in quel periodo era spesso guidata da persone più interessate al potere, che alla preghiera e cura delle anime. Dal papa e dai vescovi dipendevano i sacerdoti che si occupavano di piccole comunità, dette parrocchie. Anche i sacerdoti potevano essere scelti dai signori. I monaci e le monache vivevano in luoghi chiamati monasteri o conventi maschili e femminili e vivevano con regole precise e in comunità, soprattutto pregando. I monasteri potevano arricchirsi molto se si trovavano al centro di grandi feudi grazie a donazioni dei signori.

47 IL SACERDOTE LIVELLO A Uomo religioso. LIVELLO B
Vive in una casa vicino alla chiesa, in città o in campagna. I signori feudali nominano i sacerdoti (danno l’incarico, assegnano la carica ai sacerdoti).

48 IL MONACO LIVELLO A Uomo di chiesa LIVELLO B Uomo di chiesa.
Dedica la sua vita a Dio e aiuta i poveri e gli ammalati. Vive nel monastero.

49 IL MONASTERO LIVELLO A E’ la casa dei monaci. LIVELLO B
I monaci vivono nel monastero, un luogo di preghiera, di lavoro e di studio.

50 IL VESCOVO LIVELLO A Capo dei sacerdoti e dei monaci. LIVELLO B
E’ nominato dal re o dall’imperatore (capi politici).

51 IL PAPA LIVELLO A Capo dei monaci, dei sacerdoti e dei vescovi.
LIVELLO B E’ il capo della Chiesa cattolica e del clero. Organizza il lavoro dei vescovi e controlla i monaci e i sacerdoti (e il loro lavoro).

52 BIBLIOGRAFIA TESTI TRATTI DA:
R. Neri, Il mestiere dello storico, vol. 1°, Firenze, La Nuova Italia. IMMAGINI TRATTE DA: V. Calvani, Scambi tra civiltà, Milano, Mondadori Scuola. S. Zaminelli, G. Bonelli, P. Riccabone, Storia, Bergamo, Atlas. Ricerca in internet (www.google.it – immagini - )


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