La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

IL NATIVO RACCONTA SE STESSO

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "IL NATIVO RACCONTA SE STESSO"— Transcript della presentazione:

1 IL NATIVO RACCONTA SE STESSO
Ovvero…… … QUELLO STRANO MONDO DEGLI SMS… di Magaraggia Sara e Migliorini Damiano

2 TELEFONINO Il NATIVO DIGITALE
durante la sua giornata utilizza molti strumenti tecnologici con i loro relativi linguaggi. Tra questi ha un ruolo particolare il… TELEFONINO

3 Le caratteristiche, semplici ma essenziali, che lo hanno reso questa tecnologia “onnipresente” sono:
- la “mobilità” : si muove con noi - le dimensioni: può stare in tasca - la discrezione: può essere silenzioso - la semplicità: chiunque riesce ad usarne le funzioni principali

4 Vittorio Andreoli, La vita digitale, Rizzoli, Milano 2007, p. 17
Il telefonino è un addobbo diventato necessario, senza il quale, più o meno come l’automobile, non si è più uomini. Vittorio Andreoli, La vita digitale, Rizzoli, Milano 2007, p. 17

5 Vittorio Andreoli, La vita digitale, p. 21
“Il telefonino, quello mobile, ha reso possibile ciò che solo i miracoli potevano realizzare: trovarsi in un luogo lontano e comportarsi come se si fosse contemporaneamente in quello raggiunto con la telefonata. E che si tratti di una presenza viene dimostrato dalla voce che si riconosce, dal suo tono” Vittorio Andreoli, La vita digitale, p. 21

6 Oggi ciascuno si porta accanto un mondo che è fuori di noi e quindi un mondo esterno
Il NATIVO, attraverso il cellulare, ha sempre “il mondo” a portata di mano… … e sa che con quel “mondo” deve sempre avere a che fare!!!

7 Vittorio Andreoli, La vita digitale, p. 18
“Un’innovazione che si fa abitudine, e dunque qualcosa che si ripete, induce una necessità, un bisogno che ci dà gratificazione o frustrazione, a seconda che si presenti secondo le attese o semplicemente scompaia e rimanga puro desiderio” Vittorio Andreoli, La vita digitale, p. 18

8 Del resto il telefonino sembra rispondere a due esigenze psicologiche umane fondamentali:
- creare legami con altri uomini - comunicare

9 Il telefonino in questo senso
“fa esistere” Con un telefonino in mano si è veramente vivi e si può comunicare, contemporaneamente, con un interlocutore lontano e con tanti vicini

10 Sembra che il telefonino ci stia cambiando anche “fisicamente”:
Una piccola curiosità Sembra che il telefonino ci stia cambiando anche “fisicamente”: “Le aree cerebrali relative ai polpastrelli sono destinate ad ingrandirsi a svantaggio del palmo della mano, che non serve quasi più. La digitalizzazione sta conquistando una rappresentazione cerebrale maggiore, e questo permetterà di usare le dita in maniera sempre più precisa e rapida. In senso generale l’uomo del tempo presente usa le dita, gli occhi e l’udito, mentre abbandona progressivamente l’olfatto e il gusto”

11 Un’altra caratteristica essenziale del telefono cellulare è che esso:
segnala chi sta chiamando e lascia anche uno spazio di tempo per decidere se rispondere o meno!

12 Vittorio Andreoli, La vita digitale, p. 72
Così… “…attraverso il medium del telefonino, la persona può essere “persone diverse” a seconda di chi ha all’altro capo dell’apparecchio. L’uomo con il telefonino non è più singolo, ma plurimo, non è costante, ma mutevole, ha bisogni diversi in sequenze di tempo rapidissime” Vittorio Andreoli, La vita digitale, p. 72

13 Cioè brevi messaggi di testo di un numero definito di caratteri
Ma tra tutte le innumerevoli funzionalità del telefonino, una su tutte domina nel mondo giovanile: Lo scambio di SMS Cioè brevi messaggi di testo di un numero definito di caratteri

14 A COSA E’ DOVUTA LA LORO STRAORDINARIA DIFFUSIONE?

15 Noi abbiamo individuato questi elementi:
1. Sono praticamente gratis 2. Ti consentono di non interrompere un’attività 3. Sono meno invadenti 4. Possono essere mandati messaggi multipli (uguali a più persone)

16 5. Consentono il contatto contemporaneo con più persone
Il giovane d’oggi, inoltre, allaccia relazioni con moltissime persone e gli sms divengono uno strumento indispensabile per comunicare. Se dovesse ogni volta chiamare o incontrare direttamente le varie persone diventerebbe matto…

17 Certo, gli SMS hanno generato una nuova lingua
in continua evoluzione e con ritmi più rapidi di quelli che caratterizzano quella parlata.

18 Talora tali “linguaggi” sono comprensibili sono nel gruppo o nel contesto culturale in cui vengono usati. Ciò dipende in particolare dal grande uso delle abbreviazioni e dall’abilità dei giovani a parlare per sigle.

19 “Per” può diventare “x”
Le abbreviazioni consistono solitamente nell’eliminazione delle vocali superflue… … Oppure le lettere sono onomatopeiche: rimandano ad un suono e come tali vanno lette. Il suono duro “Ch”, a esempio, può diventare semplicemente “K”, il “Ci” semplicemente “C”. “Per” può diventare “x”

20 Esempi di abbreviazioni:
Perché  xké  xk Grazie  Grz Tutto\i  tt Comunque  cmq Quando  qnd Come  cm Quindi  qndi ti, ci, vi  t, c, v Qualcuno  qlcn Sono  sn

21 In realtà, questo luogo comune va in parte rivisto: da quando il costo dell’sms è diventato ridicolo, e in molti caso nullo (le promozioni che ti consento di mandare centinaia di messaggi gratis sono ormai diffusissime), il ricorso all’abbreviazione si è drasticamente ridotto e si limita, solitamente, ai casi in cui si ha grande fretta. Per i restanti casi, vista la rapidità di scrittura acquisita, si fa quasi prima a scrivere la parola intera che a pensare all’abbreviazione.

22 Un elemento determinante in questo senso è stato sicuramente il famigerato
Un metodo di scrittura che, grazie ad un “dizionario” standard, consente di ridurre in modo significativo i tasti da premere per comporre una parola

23 Di grande interesse è poi la commistione tra le immagini e le parole.
La lingua scritta è in molti casi riportata a pittogrammi, come nelle scritture antiche in cui la lettera era una rappresentazione figurata.

24 L’esempio palese di questo scivolamento verso un linguaggio iconico sono gli
SMILE o FACCINE cioè, appunto, delle piccole immagini che rappresentano una faccia stilizzata che può ridere, piangere, essere arrabbiata..

25 faccina che ride un po’ più elaborata!
:) oppure =) faccina che ride :-) faccina che ride un po’ più elaborata! ;-) faccina che fa l’occhiolino

26 :D faccina che ride di gusto
:( faccina triste XD faccina che ride per qualcosa di stupido

27 :P faccina che scherza (linguaccia!)
T.T faccina che piange faccina con occhi allucinati

28 O.O faccina con occhi sbarrati
^-^ faccina allegra -.- faccina che dorme oppure “ho detto una cavolata”

29 Vediamo alcuni esempi:
Anche l’uso della punteggiatura non è per nulla secondario e solo superficialmente si può pensare che sia casuale Vediamo alcuni esempi:

30 . = il punto fermo si usa poco, perché significata che si vuole troncare la frase o la conversazione. Dà l’idea di essere di fretta e un po’ arrabbiati, forse scocciati ! = si usa quando si vuole rendere la frase perentoria ma simpatica. Se usato in contesti “seri” diventa potenzialmente un “sono veramente arrabbiato”. !!! = la frase che precede questi tre punti esclamativi è chiaramente un’esagerazione, una battuta ad effetto

31 : = si usano poco, solo quando si devono fare degli elenchi
 ; = rarissimo (tranne negli smile!!!) … = sospensione lunga, esprime grande incertezza, indecisione, malinconia .. = è la normale chiusura della frase, che lascia aperta la conversazione. Dice che ciò che segue è collegato a quanto detto prima. Ha un che di familiare, di amichevole. Spesso sostituisce la virgola.  , = è usata in modo “canonico” oppure viene tralasciata

32 ’ = detta brutalmente… è un po’ un optional…
? = uso canonico ?? = indica grande stupore. La domanda seguita da due o tre punti di domanda si carica di questa valenza : “Ma stai scherzando? – Stai dicendo sul serio? Non riesco a crederci!” ’ = detta brutalmente… è un po’ un optional… Ciao = posto alla fine del messaggio significa “la conversazione finisce qui, ho da fare!” Ciao Ciao = anche questo significa che la conversazione si chiude, ma è solitamente recepito come un saluto “più simpatico”

33 MAIUSCOLE: poco usate, anche nei nomi propri
MAIUSCOLE: poco usate, anche nei nomi propri. Una parola scritta in maiuscolo all’interno dell’sms si carica di simpatia, del senso di “esagerazione” o di una grande ironia. Es: “Mah… speriamo bene, ho studiato MOLTO, ma non so se lo passerò…” C’è poi la trascrizione letterale di molte espressioni tipiche del parlato: Eh \ ehm \ Beh \ dai \ uff \ sob \ mah \ sì sì \ no no \ boh \ eheh \ ahah \mmmmh\uhm\Ehi..\Oi…\gggrrr Sono solitamente apprezzati, come varianti, tutti i più svariati generi di saluto, purché NON FORMALI: Bye \ Bye Bye \ Bacio \ Kiss \ Besos \ a presto \ ci sentiamo \ un abbraccio \ buona giornata E chi più ne ha più ne metta…

34 Durante la “MESSAGGIATA” i saluti sono ovviamente aboliti!!!
Ovviamente la stessa cosa vale per il primo messaggio inviato: è buona educazione salutare nel primo messaggio (anche qui nel modo più svariato e poliglotta possibile). La mancanza del saluto indica che chi manda il messaggio è estremamente di fretta! Durante la “MESSAGGIATA” i saluti sono ovviamente aboliti!!!

35 Il rischio di fraintendimento
è molto alto. Tuttavia crediamo che i giovani d’oggi dedichino un’attenzione particolare alla formulazione dei messaggi. Tramite gli smile o la punteggiatura, le parole “forti” o i saluti, sanno evitare accuratamente i fraintendimenti trasmettendo in modo chiaro lo “stato d’animo” in cui stanno scrivendo il messaggio e quindi l’interpretazione che di esso va data.

36 Gli Sms non sono giochetti ma dei linguaggi criptici.
La tendenza a volersi distinguere, che è parte della parola “diversità”, si fa scrittura e si compone sul video del telefonino. Ognuno ha il suo “stile” di scrittura dell’ Sms, che è fatto di parole spesso ripetute, di un uso particolare della punteggiatura o del saluto, di spazi vuoti (presenti o assenti).

37 Proviamo ora ad analizzare alcuni messaggi semplici e presi dalla quotidianità:
SMS 1: Ciao! Chi è a Padova stamattina? Mangiamo insieme? :) Io ho i panini ma vengo in mensa!!! SMS 2 Io mi sono preso a letto :) qndi resto a casa oggi! :( Ci vediamo domani! Ciao ciao SMS 3 Ciao! Ma sei in biblioteca?? Io sono su di sopra! :) Ma ho bisogno di 1 caffè… Vieni alla makkinetta? :) :)

38 l’SMS 1 è quello che avvia la catena
l’SMS 1 è quello che avvia la catena. Dalla faccina sorridente si può capire che la persona è di buon umore e ha una gran voglia di vedere gli altri a pranzo. I tre punti esclamativi alla fine dell’ultima frase consentono questa interpretazione di essa: “Ho i panini, ma voglio vedere voi e quindi vengo lo stesso in mensa, anche se non si potrebbe! Sarò bravo no?”. Naturalmente essendo una frase “esagerata” è altamente ironica! l’SMS 2 ci dice che la persona è molto auto-ironica perché ride del fatto di essersi presa a letto. Il che evidentemente non è poi tanto male! Risulta invece molto triste il fatto che la persona debba rimanere a casa. Questo è collegato al fatto che non si potrà mangiare insieme, che così acquista il significato di “unica cosa importante che era da fare a Padova”. Il punto esclamativo nell’ultima frase è comunque una nota di positività e così anche il doppio saluto. l’SMS 3 esprime impazienza (due punti di domanda) e anche la gioia per la possibilità di trovarsi nello stesso posto. Poi però i tre punti di sospensione indicano che il caffè è veramente qualcosa di necessario perché la stanchezza è molta. La doppia faccina dopo la domanda significa molte cose: “che bello, possiamo vederci subito lì! – Su dai, vieni! – avevi dubbi che ti avrei chiesto questa cosa?”

39 Naturalmente queste sono solo alcune delle interpretazioni possibili e sono strettamente legate alla persona che ha inviato\ricevuto il messaggio, la quale condivide con l’altro soggetto un vasto background di esperienze.

40 Inoltre gli sms permettono di dominare le emozioni e l’insicurezza.
L’sms diventa spesso un aiuto a vivere e una maniera di espressione che merita più attenzione, anche dal punto di vista creativo e letterario. Spesso infatti l’Sms nasce nelle stesse condizioni in cui si scrive una poesia: in esso si esprime lo stato d’animo immediato e traduce in parole dei sentimenti. E spesso, non possiamo negarlo, gli sms sono vere poesie…

41 Vediamone alcuni… Grazie di esserci stati, ma soprattutto di esserci sempre! Le serate così semplici e piene di ricordi sono per me le cose più importanti nella vita, alle quali non sarei in grado di rinunciare! I. F. - Questa sera, mentre scendevano i fuochi a fontana, ho provato una sensazione che non sentivo da tempo, quella felicità piena, quella che ti sembra addirittura di toccare e che allo stesso tempo ha un che di inquieto. E’ stato il momento più bello… -L.F.- Cari, stasera ho sfogliato il nostro album e ancora una volta ho sentito quel brivido, quel brivido che provo sempre quando mi accorgo che tutto ciò che ho non è scontato, e che avere voi è una gran fortuna. Vi ringrazio e vi chiedo scusa se non so mai ricambiare abbastanza quello che ricevo da voi… Un abbraccio a tutti! -F.S.-

42 Il primo e il terzo messaggio per come sono stati scritti, sono evidentemente stati mandati a più persone. Questa è una prassi ormai comune nei “gruppi”. Sapere che tutto il gruppo ha ricevuto quel messaggio, ha vissuto l’emozione della sua lettura, tende a saldare i legami. Questa è un’emozione in più che il cellulare consente e che difficilmente sarebbe realizzabile senza di esso. Ciascun membro del gruppo è poi “tenuto” a rispondere a tutti con un messaggio analogo. Può sembrare una cosa sciocca, ma se inserita nelle dinamiche giovanili (e non solo!!) acquista il suo senso

43 GIOCO – TEST Ora ciascuno di noi dovrà provare a scrivere un messaggio. Tutti dovremo tentare di esprimere la stessa emozione e comunicarla alla stessa persona.

44 Immaginiamo dunque: Che ci arrivi un messaggio da un amico\a con cui abbiamo grande confidenza, con scritto: “Ciao! Che stai facendo di bello? :)” - dobbiamo dirgli che siamo ad un seminario e che siamo molto interessati a quello che si sta dicendo Il messaggio dovrà anche esprimere queste cose: non abbiamo molto tempo per scrivere perché stiamo ascoltando, e ci dispiace di non poter continuare la “messaggiata”, però in fondo siamo contenti di dove ci troviamo

45 Un possibile messaggio di risposta è questo:
Che piacere sentirti! Ciao!!! Sono ad un seminario sui Nativi Digitali :) Molto interessante! Ci sentiamo più tardi perché ora devo ascoltare :( A dopo :) ciao ciao E’ una cosa divertente, bella Mi dispiace di non poter parlare con te Ma la situazione non è poi nera

46 Un’ultima riflessione…
Andreoli sottolinea come il telefonino è potenzialmente uno strumento “intrusivo” : si inserisce all’interno di qualsiasi momento della giornata o in qualsiasi attività. Si sente il telefono e bisogna rispondere in tempo reale, bisogna mandare un altro segnale…

47 Questo, in realtà, non è più vero, almeno per le nuove generazioni
Questo, in realtà, non è più vero, almeno per le nuove generazioni. La stessa “non risposta” è una forma di risposta, che può significare: -        sono impegnato, non posso rispondere -        non è il momento per questa chiamata -        non ti voglio rispondere E’ chiaro che la “non risposta” è fonte di ambiguità.

48 A questo rimedia proprio l’SMS: il mittente sa che non disturba il ricevente in quanto quest’ultimo può leggere il messaggio quando vuole e rispondere quando ha tempo.

49 A nostro avviso è questa caratteristica particolare, che differenzia l’SMS da qualsiasi altra forma di comunicazione, a giustificare la diffusione incredibile del suo uso.


Scaricare ppt "IL NATIVO RACCONTA SE STESSO"

Presentazioni simili


Annunci Google