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MAURIZIO QUADRIO Un valtellinese che ha lottato per lunità dItalia A cura della classe 3^C della Scuola secondaria di primo grado G.P. Ligari in collaborazione.

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1 MAURIZIO QUADRIO Un valtellinese che ha lottato per lunità dItalia A cura della classe 3^C della Scuola secondaria di primo grado G.P. Ligari in collaborazione con il dott. Adriano Stiglitz, direttore della Biblioteca Civica Pio Rajna di Sondrio. (anno scolastico 2010/2011) INTRODUZIONE BIOGRAFIA IN COMPARAZIONE CON ALTRI PATRIOTI USANZE DELL 800 E SE FOSSE ANCORA VIVO? VISITA CON NOI IL SUO PROFILO SUL SOCIAL NETWORK! LETTERE PENSIERI E RIFLESSIONI

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3 Maurizio Quadrio in una dedica di Mazzini Amico non della ventura da dodici anni, e Uomo devoto alla Patria e alla santa Causa del Vero più di qualunque altro io abbia mai conosciuto per attività e per costanza, serba come ricordo mio e dun amicizia che non morrà mai finchio viva e – spero- neppure allora, questo libretto del tuo Giuseppe Napoli 3 ott. 60 A Maurizio Quadrio

4 DATESTORIABIOGRAFIA MAURIZIO QUADRIO 1800Napoleone Nasce a Chiavenna da Angelica Pestalozzi e Carlo Quadrio Apice dellImpero di NapoleoneElementari a Ponte in Valtellina Declino di Napoleone. Congresso di Vienna Donegani costruisce la strada dello Spluga e dello Stelvio. Collegio a Bergamo Ginnasio Università di Pavia 1821Moti in PiemontePartecipa ai moti 1822 Moti rivoluzionariIncontra Mazzini a Genova 1829 Moti polacchiE ad Odessa

5 18485 giornate di MilanoQui diventa Commissario del Governo Provvisorio in Valtellina Prima guerra dindipendenza; Repubblica romana (9 febbraio/4 luglio) Va in Toscana per il Governo Provvisorio e poi è a Roma con Mazzini Armellini e Saffi (Triumvirato della Repubblica romana) Daniele Manin e Giuseppe La Farina fondano a Torino la Società Nazionale Italiana (vicepresidente onorario Giuseppe Garibaldi) Costretto allesilio, torna a Londra e poi a Malta da qui va in Inghilterra e diventa direttore del giornale mazziniano Pensiero e Azione Finisce guerra di Crimea. Trattato di pace. Spedizione dei Mille. Unità di Italia. Terza guerra dindipendenza Continua a dirigere il giornale lUnità dItalia, è poi a Roma per il giornale lEmancipazione Cade la Destra Storica. Inizia il Governo della Sinistra Storica (con De Pretis e Crispi) Muore a Roma il 13 febbraio Seconda guerra dindipendenza 1866 Direttore del giornale L'Unità Italiana

6 1800 Giochi Musica Trasporti Alimentazione Arte Abiti

7 La musica Nell 800 anche la musica subisce una trasformazione: nasce il romanticismo. I musicisti romantici non utilizzano più gli schemi rigidi del classicismo, ma si sentono liberi di esprimere le proprie emozioni nelle loro composizioni. Tra i compositori romantici ricordiamo Rossini, Chopin, Strauss, Mendelssohn, Schumann, Paganini, Beethoven … Chopin Rossini Beethoven vai a 1800

8 Non possiamo dimenticare il nostro Giuseppe Verdi, la cui musica è stata la colonna sonora del Risorgimento. Una rappresentazione del coro del Nabucco, opera lirica di Verdi. vai a 1800

9 Larte Nel 1819 viene definita romantica la scuola che mira alla rappresentazione fedele di profonde e toccanti emozioni, mentre nel 1829 l'attributo romantico viene esteso a molti fenomeni collaterali delle arti visive, entrando nel gergo delle sarte, delle modiste e persino dei pasticcieri, romantico è tutto ciò che ha un'aria di inverosimile, irreale e fantastico, tutto quello che si contrappone all'arte accademica definita forzata, artificiale dogmatica e priva di fantasia. Un dipinto romantico è facilmente riconoscibile perché fa largo uso di panorami naturali sterminati e violenti. Caspar David Friedrich, Viandante nella nebbia (1818), Amburgo vai a 1800

10 Gli Abiti vai a 1800

11 Lalimentazione I contadini avevano un' alimentazione molto povera, infatti al Nord si cibavano con polenta di mais, al Sud con pane di frumento e non mangiavano quasi mai la carne, perché riservata alle grandi occasioni. Gli operai delle città avevano un' alimentazione più varia, era abbondante l' uso del pane di frumento e al Nord anche della polenta di mais e del riso, al Sud della pasta. La carne compariva in quantità moderata nella dieta degli operai specialmente quella ovina e le viscere dei bovini; consumavano anche formaggio e latte e assumevano proteine grazie ai legumi. Vi fu un inchiesta nel 1885 secondo la quale il consumo del vino era consistente tra gli operai settentrionali, che ne bevevano tre litri a settimana mentre quelli meridionali quasi sei. Van Gogh, I mangiatori di patate vai a 1800

12 I trasporti I principali mezzi di trasporto nell ottocento erano: Le diligenze Il treno Lomnibus Il battello a vapore vai a 1800

13 Il gioco della «lippa» è praticato dai bambini per la sua semplicità nelle regole e nella pratica. E un gioco vecchio ma non molto antico: le prime testimonianze certe risalgono al La «lippa» è formata da due pezzi di legno : uno forma la mazza ed uno, la lippa, di solo 10 centimetri, ben appuntito da entrambi i lati. La lippa vai a 1800

14 Il gioco consiste nel colpire la punta della lippa(con il pezzo a terra) e nel colpirla nuovamente al volo per lanciarla il più lontano possibile. In genere,in passato, si sceglieva una strada non molto trafficata. I monelli dovevano mandarla più lontano possibile. La lippa: il regolamento vai a 1800

15 Sono veri e propri giocattoli per i bambini,che hanno anche uno scopo decorativo o da collezione ed un significato culturale, utilizzate in cerimonie o rituali come una rappresentazione fisica della divinità. Le pigotte sono le bambole di pezza, un tempo fatte con gli stracci, oggi vengono costruite da volontari per la campagna Adotta una pigotta dell'Unicef. Le pigotte vai a 1800

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17 AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

18 Aurelio Saffi, nato a Forlì, il 13 ottobre 1819 e morto il 10 aprile 1890, è stato un patriota e politico italiano. Importante figura del Risorgimento italiano, Saffi aderì al pensiero mazziniano, di cui è considerato lerede politico. AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

19 Seguì gli studi di giurisprudenza presso luniversità di Ferrara, laureandosi nel 1841, ma iniziò lattività politica nella sua città natale, Forlì. Nel 1845 fu nominato consigliere comunale e segretario provinciale. AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

20 Lelezione di Pio IX suscitò inizialmente il suo entusiasmo, ispirandosi al pensiero neoguelfo di Cavour ma ben presto Saffi si accostò alle idee mazziniane. Dopo la fuga del papa Pio IX da Roma, Saffi fu eletto deputato alla Costituente nel AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

21 Saffi partecipò alla costituzione della Repubblica Romana di cui fu ministro degli Interni e fece parte l Triumvirato con Carlo Armellini e Giuseppe Mazzini. AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

22 Tale esperienza politica fu di durata molto breve in quanto la nuova Repubblica cadde l11 luglio Saffi dapprima si ritirò in esilio a Civezza, in Liguria, poi raggiunse Mazzini in Svizzera, dove scrisse la Storia di Roma, opera letteraria rimasta incompiuta. AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

23 Successivamente si trasferì a Londra, dove in seguito venne raggiunto da Giuseppe Mazzini. Ritornò in patria solo nel 1852, per pianificare una serie di moti che ebbero luogo a Milano nel 1853 ma che ebbero esito negativo. Così Aurelio fu condannato in contumacia a venti anni di carcere e fu costretto a rifugiarsi di nuovo in Inghilterra. AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

24 Qui conobbe Giorgina Janet, figlia dello scozzese Sir John Craufurd (trascrizione italiana del cognome Crawford) e di Sophia Churchill (antenata del Primo Ministro inglese Winston Churchill), ardente mazziniana, con la quale si sposò nel 1857 ed ebbero quattro figli maschi. AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

25 GIORGINA JANET CRAUFURD SAFFI In questo ritratto Giorgina indossa il medaglione dargento, dono di Mazzini. AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

26 In Inghilterra collaborò con vari giornali e insegnò lingua e letteratura italiana a Oxford. Rientrò in Italia nel 1860 dove raggiunse a Napoli Mazzini. AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

27 Ormai Saffi aveva acquisito molta popolarità in Italia e non solo. Grazie a Mazzini nel 1861 venne eletto deputato al parlamento del nuovo Regno dItalia. Dopo pochi anni, nel 1864 tornò a vivere a Londra, ma nel 1867 ritornò in Italia. AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

28 Aurelio Saffi stabilitosi definitivamente in Italia, partecipò a diverse insurrezioni. Nell agosto 1874 fu arrestato con altri esponenti repubblicani e prosciolto dopo alcuni mesi. In seguito Saffi si trasferì a Bologna, dove continuò la sua carriera di insegnante universitario. AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

29 La casa di Saffi a Bologna AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

30 Nel 1872 perse il caro amico e collega Mazzini e in sua memoria volle pubblicare gli scritti dello scomparso, arrivando fino al volume quattordicesimo. Il 10 aprile 1890 morì a San Varano, presso Forlì. AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

31 Ad Aurelio Saffi sono dedicate numerose vie e piazze in molte città italiane, tra cui la più importante nella sua città natale, dove sorge un monumento alla sua memoria. Noi lo ricordiamo perché è proprio grazie a lui e ai suoi scritti conservati nel fondo Maurizio Quadrio che abbiamo capito molto di più sulla vita di questo patriota. AURELIO SAFFI Vai a Patrioti

32 Silvio Pellico nato a Saluzzo il 24 giugno 1789 morto a Torino il 31 gennaio E stato un patriota, scrittore e poeta italiano, noto soprattutto come autore di Le mie prigioni. SILVIO PELLICO Vai a Patrioti

33 Dopo gli studi a Pinerolo e a Torino, si reca a Lione per fare pratica nel settore commerciale con lo zio. Al rientro in Italia, nel 1809, si stabilisce a Milano; qui, giovane entusiasta della poesia neoclassica, frequenta Vincenzo Monti e Ugo Foscolo. SILVIO PELLICO Vai a Patrioti

34 Comincia allora a scrivere, per il teatro, tragedie in versi di impianto classico come Laodamia e di Messina. Risulterebbe essersi associato alle logge massoniche. SILVIO PELLICO Vai a Patrioti

35 Nel 1814 diventa istitutore nella casa del conte Porro Lambertenghi a Magenta. Stringe relazioni con personaggi della cultura europea come Madame de Stael e Friedrich von Schlegel e italiana come Federico Confalonieri, Gian Domenico Romagnosi e Giovanni Berchet. SILVIO PELLICO Vai a Patrioti

36 In questi circoli venivano sviluppate idee Tendenzialmente liberali e rivolte alle possibilità di indipendenza nazionale: in questo clima nel 1818 viene fondata la rivista Il Conciliatore, di cui Pellico è redattore e direttore. SILVIO PELLICO Vai a Patrioti

37 Il 18 agosto 1815 a Milano viene rappresentata la sua tragedia Francesca da Rimini, composta nel 1813 nel castello di Murisengo. La tragedia reinterpreta l'episodio dantesco alla luce delle influenze romantiche e risorgimentali del periodo lombardo Pellico e gran parte degli amici facevano parte della setta segreta di tipo carbonaro dei cosiddetti "Federati"; questa venne scoperta dalla polizia austriaca: il 13 ottobre 1820, Pellico, Piero Maroncelli e altri vennero arrestati. SILVIO PELLICO Vai a Patrioti

38 Da Milano furono condotti alla prigione dei Piombi di Venezia, vi rimasero dal 20 febbraio Qui, il 21 febbraio gli venne letta la sentenza: morte (…) commutata in quindici anni di carcere duro, da scontarsi nella fortezza di Spielberg. La notte fra il 25 ed il 2 marzo 1822 partirono: attraverso Udine e Lubiana giunsero alla fortezza dello Spielberg a Brno in Moravia. SILVIO PELLICO Vai a Patrioti

39 Metternich ammise che il libro aveva danneggiato l'Austria più di una battaglia perduta. Va ricordato anche che scrisse un testo di Memorie dopo la scarcerazione, andato perduto. SILVIO PELLICO Vai a Patrioti

40 La dura esperienza carceraria, che si conclude con la grazia imperiale e il rimpatrio nel 1830, costituisce il dell'opera autobiografica Le mie prigioni, che ebbe grande popolarità ed esercitò notevole influenza sul movimento risorgimentale, anche se il suo tono dolente non si avvicinava agli atteggiamenti dei patrioti più giovani. SILVIO PELLICO Vai a Patrioti

41 Successivamente Pellico pubblicò altre tragedie: Gismonda da Mendrisio, Leoniero, Erodiade, Tomm aso Moro e Corradino. Pubblicò anche il libro morale I doveri degli uomini (1834) e Poesie di genere romantico. Travagliato da problemi familiari e fisici, negli ultimi anni della sua vita interruppe la produzione letteraria e visse come segretario e bibliotecario di Juliette Colbert a Palazzo Barolo. SILVIO PELLICO Vai a Patrioti

42 Le mie prigioni è il titolo del libro di memorie scritto da Silvio Pellico. Si articola in un arco di tempo che va dal 13 ottobre 1820, data in cui l'autore venne arrestato a Milano per la sua adesione ai moti carbonari, al 17 settembre 1830, giorno del suo ritorno a casa. In esso Pellico descrive la sua esperienza di detenzione prima ai Piombi di Venezia e poi nel carcere dello Spielberg, accomunata a quella dell'amico Piero Maroncelli in seguito alla commutazione della condanna a morte ricevuta a detenzione in carcere duro. SILVIO PELLICO Vai a Patrioti

43 Ciro Menotti nasce a Carpi il 22 gennaio 1798, muore a Modena il 26 maggio È stato uno dei primi patrioti italiani. Fin da giovane provò un forte sentimento democratico e patriottico che lo portò a ifiutare la dominazione austriaca in Italia. CIRO MENOTTI Vai a Patrioti

44 Nel gennaio del 1831 Menotti organizzò una sollevazione, cercando il sostegno popolare e l'approvazione dei rinomati circoli liberali che stavano nascendo in tutta Italia. Il 3 febbraio 1831, dopo aver raccolto le armi, Menotti radunò molti congiurati nella propria abitazione, poco distante dal Palazzo Ducale di Modena per organizzare la rivolta. CIRO MENOTTI Vai a Patrioti

45 Il duca fece circondare dalle sue guardie la casa. Ciro Menotti fu catturato e imprigionato. Il 28 febbraio 1831 un tentativo di far evadere Menotti fallì. La sentenza di morte venne eseguita nella Cittadella e fu pubblicata solo dopo l'esecuzione, allo scopo di evitare possibili disordini e rivolte. CIRO MENOTTI Vai a Patrioti

46 Nacque a Genova il 22 Giugno 1805, la famiglia apparteneva alla borghesia di professionisti con ristrette possibilità economiche, ma con la ferma fede in principi morali e civili. Il padre medico era un cattolico osservante e aveva una formazione culturale integrata con le idee illuministiche diffuse in quel periodo. GIUSEPPE MAZZINI Vai a Patrioti

47 Collabora successivamente con alcuni giornali reazionari quali "Indicatore Genovese " e "Indicatore Livornese", viaggia in Toscana e compie affiliazioni anche con i lombardi per reclutare addetti alla carboneria. GIUSEPPE MAZZINI Vai a Patrioti

48 Viene riconosciuto Maestro dell'ordine nel 1830, ma successivamente viene arrestato in seguito ad una provocazione poliziesca e rinchiuso nel carcere di Savona dove verrà liberato per mancanza di prove GIUSEPPE MAZZINI Vai a Patrioti

49 Mazzini fondò altri movimenti politici per la liberazione e l'unificazione di altri stati europei: la Giovine Germania, la Giovine Polonia e infine la Giovine Europa. Dopo il fallimento dei moti del 1848, durante i quali Mazzini era stato a capo della breve esperienza della Repubblica Romana insieme ad Aurelio Saffi e Carlo Armellini GIUSEPPE MAZZINI Vai a Patrioti

50 Nel 1870 furono amnistiate le due condanne a morte comminate al tempo del Regno di Sardegna. Mazzini rientrò in Italia e si dedicò subito all'organizzazione di moti popolari in appoggio alla conquista dello Stato della Chiesa. L'11 agosto partì in nave per la Sicilia, ma il 14, all'arrivo nel porto di Palermo, fu tratto in arresto e recluso nel carcere militare di Gaeta. GIUSEPPE MAZZINI Vai a Patrioti

51 Costretto di nuovo all'esilio, riuscì a rientrare sotto il falso nome di Giorgio Brown a Pisa, il 7 febbraio del Qui, malato già da tempo, visse nascosto nell'abitazione di Pellegrino Rosselli fino al giorno della sua morte, il 10 marzo dello stesso anno, quando la polizia del Regno d'Italia stava nuovamente per arrestarlo. GIUSEPPE MAZZINI Vai a Patrioti

52 bachecainfo MAURIZIO QUADRIOBacheca Informazioni Data di nascita: 6 settembre 1800 Città natale: Chiavenna Sesso: maschile Genitori: Angelica Pestalozzi,Carlo Quadrio Situazione sentimentale: single Amici Giuseppe Mazzini Giuseppe Garibaldi Giandomenico Romagnosi Ida Mariani Malacrida ATTIVITÀ RECENTI Maurizio Quadrio è stato nominato segretario privato del triumvirato a Roma. Maurizio Quadrio ha partecipato allevento le Cinque giornate di Milano. Maurizio Quadrio ha commentato lo stato di Giuseppe Mazzini. Giuseppe Mazzini ha aggiunto come membro del gruppo democratici italiani Maurizio Quadrio è diventato membro del gruppo Giovane Italia. Maurizio Quadrio ha partecipato allevento moti rivoluzionari polacchi, Maurizio Quadrio ha partecipato allevento moto rivoluzionario piemontese, Maurizio Quadrio si è arruolato nel Battaglione della Minerva, 16 marzo1821.

53 bachecaachecainfo MAURIZIO QUADRIOInformazioni Su di me: Città natale: Chiavenna Città in cui ti trovi adesso:Roma Sesso: maschile Data di nascita: 6 settembre 1800 Orientamento politico:mazziniano Amici Giuseppe Mazzini Giuseppe Garibaldi Giandomenico Romagnosi Ida Mariani Malacrida Istruzione e lavoro: Università frequentata: Università di Pavia Lavoro: segretario privato del triumvirato (Mazzini, Armellini e Saffi) Attività ed interessi: Attività: partecipazione a moti rivoluzionari Membro di: società carbonara - democratici italiani - Giovane Italia

54 Bacheca IDA MARIANI MALACRIDABacheca ATTIVITÀ RECENTI Ida Mariani Malacrida ha ospitato nel 1859 Giuseppe Garibaldi venuto in Valtellina in cerca di soldati. Ida Mariani Malacrida ha commentato lo stato di Giuseppe Garibaldi. Informazioni Data di nascita: 1821 Città natale: Morbegno Sesso:femminile Genitori: Ida Malacrida, Mariani Martino Situazione sentimentale:sposata con Antonio Gualteroni Amici Giuseppe Mazzini Giuseppe Garibaldi Giovanni Gualteroni Ida Mariani Malacrida è diventata sostenitrice di Giuseppe Garibaldi. Ida Mariani Malacrida ha stretto amicizia con Giovanni Gualteroni. Giuseppe Garibaldi ha aggiunto al gruppo unità dItalia Ida Mariani Malacrida Ida Mariani Malacrida ha stretto amicizia con Giuseppe Garibaldi

55 Bacheca GIOVANNI GUALTERONIBacheca ATTIVITÀ RECENTI Ida Mariani Malacrida ha rotto lamicizia con Giovanni Gualteroni perché si è sposato con la figlia della governante Giovanni Gualteroni nel 1868 è andato a combattere in America Latina. Giovanni Gualteroni ha stretto amicizia con Ida Mariani Malacrida. Amici Giuseppe Mazzini Giuseppe Garibaldi Ida Mariani Malacrida Informazioni Data di nascita: 1850 Città natale: Morbegno Sesso:maschile Genitori: Ida Mariani Malacrida, Antonio Gualteroni Situazione sentimentale: sposato con Corinna, la figlia della sua governante. Professione: medico Giuseppe Garibaldi ha aggiunto al gruppounità dItalia Giovanni Gualteroni. Giovanni Gualteroni ha stretto amicizia con Giuseppe Garibaldi. Giovanni Gualteroni è diventato sostenitore di Giuseppe Garibaldi.

56 LETTERE DI AURELIO SAFFI SU MAURIZIO QUADRIO

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58 501/2 1 Cenni e ricordi di A.S [Aurelio Saffi] intorno a Maurizio. Q Io incontrai 1 XXXXX Maurizio Quadrio, la prima volta, in Roma nel XXXXX Venuta meno colla guerra regia del 48 3, le sue illusioni XXXXX su Carlo Alberto, egli cercò riparo e conforto, come sapete, al doloroso disinganno, nel movimento popolare, e in Mazzini; e la sua vita fu, da indi in poi fu un atto di fede 4 XXXXX immutabile nelle idee del grande italiano e di devozione alla sua persona. Fu quella per lui come una vera conversione XXXXXXX XXXXXX al culto di una fede per lo innanzi ignorata, e vi apportò la coscienza del credente e l'ardore dell'apostolo. Mazzini divenne all'anima di Maurizio Quadrio il rivelatore e la guida della missione della vita. L'intima armonia dell'intellettuale e del senso morale, onde informa vasi della figura del Maestro 5, si percosse nel cuore del discepolo 6, e Quadrio XXXX amò Mazzini, come pochi amano in terra. Tutto ciò che egli fece, tutto ciò che egli scrisse, da quando XX la nuova dottrina, dall'affetto personale per chi gliela apprese si illuminò la sua mente, fu la espres […] 1 sta parlando Aurelio Saffi 2 9 febbraio 1849 quando a Roma viene proclamata la repubblica, nasce il Triumvirato della Repubblica Romana (Mazzini, Armellini e Saffi) e Maurizio Quadrio diventa il loro segretario Prima Guerra dIndipendenza 4 lidea di aver lItalia unita sotto una Repubblica, veniva vista come una dottrina e come unidea di fede 5 Giuseppe Mazzini 6 Maurizio Quadrio [A cura di Alessandra Bondanese, Chiara Cola, Stefano Colombini]

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60 […]sione fedele dei principi del sommo Educatore 1,resa ancor più rigida e severa nelle pratiche applicazioni, dalla tempra inflessibile del devoto seguace 2, denonchè la rigidità delle credenze, e lausterità della condotta, conforme a questo in ogni atto della sua vita politica,erano temperate nelle sue relazioni personali 3, da xxxxx una benevola tolleranza verso le opinioni dissidenti,se leali ed oneste,e dalla gentile umanità dei suoi affetti. Nel che pure ispiravasi allesempio del Maestro 4, del quale ammirava più ancora dell altezza dell ingegno, la ineffabile bontà del cuore. Sì che, sopravvissutagli poi negli ultimi anni della sua vecchiaia, non sapeva ricordarlo xxx né parlare di lui senza lacrime di tenerezza. Maurizio raggiunse Mazzini in Roma nel 49, poco dopo xxxxxxxxx la venuta di quest ultimo, che fu in principio del mese di Marzo; e, comera già loro consuetudine, i due amici si unirono a vivere familiarmente insieme, come fratelli. Eletto dall Assemblea il secondo Triumvirato, Mazzini ed io 5, per attendere con più assiduità, xxxx di giorno e di notte, agli affari, prendemmo stanza nel Palazzo della Consulta, e Quadrio si aggiunse a noi, come segretario privato del comune Amico 6. Una guardia del Palazzo ci apprestava il vitto. Alloggiavamo del quartiere più modesto di quell edificio, senz xxxxx apparato di formale autorità[…] 1 Giuseppe Mazzini 2 Maurizio Quadrio 3 Maurizio Quadrio era il segretario del triumvirato 4 Giuseppe Mazzini 5 Aurelio Saffi 6 Lamico in comune è Giuseppe Mazzini [A cura di Luca Fanchi, Michael Bertini, Luca Carnazzola]

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62 […]come privati, e per quanto lo consentiva la necessità delle molti e gravi incombenze, accessibili a tutti. Allorché le occupazioni cimpedivano di veder gente, Quadrio riceveva, in vece nostra, deputati, ufficiali, cittadini; ascoltava reclami, informazioni, consigli, e riferiva 1. Il nostro collega Armellini autorevole, in Roma, per gli uffici esercitati come giureconsulto e come uomo di Stato, per la sua condizione sociale, per le molte conoscenze cittadine e per la grave età - aveva 75 anni - faceva gli oneri del governo, XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX (come dico nel Proemio del IX volume), dava le udienze, spediva gli affari, che avevano più diretta attinenza collordine interno della città, col sistema giudiziario, coi rapporti fra il governo e i municipi dello Stato, e simili. A noi 2 spettavano, in principal modo, gli apparecchi dellarmi e della difesa, lindirizzo dello spirito pubblico e della politica interna ed esterna; e non fu di poco momento, in questa parte, a Mazzini laiuto di Maurizio Quadrio, per la cognizione che questi aveva delle cose della guerra, per la sua pratica di varie lingue europee e per la conoscenza di uomini politici ed esuli di varie contrade del continente[…] 1 Fino a questo punto del manoscritto viene dichiarato il compito di Maurizio Quadrio in veste di Segretario 2 Aurelio Saffi e Giuseppe Mazzini [A cura di Giulia Parolo, Sara Paruscio, Anna Sciolini]

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64 […] per suo mezzo, Mazzini potè tener viva, in quei giorni, una vasta ed utile corrispondenza in Italia e fuori, xxxxxxxxx studiandosi di procacciare amici alla causa che Roma propugnava, e di dissipare glinganni e le calunnie, xxxxxxxx con cui gesuiti e conservatori dogni parte dEuropa tentavano di oscurare la riforma della[nostra] Repubblica 1, iniziatrice [vera] della unità e della libertà nazionale. Durante lassedio, Maurizio, (che, sebbene toccasse xxxxx ormai il cinquantesimo anno detà, conservava sempre vivo lo spirito battagliero della sua gioventù), si sottraeva sovente al lavoro dello scrittoio 2, per correre alle mura, al quartier generale di Garibaldi, ai luoghi più esposti al pericolo delle palle 3 xxxxxxxxxxx nemiche, talora a portar ordini, tal altra a recare una parola di conforto fraterno ai molti amici lombardi, chegli aveva tra le fila de volontari, o per talento di esaminare le posizioni de belligeranti, e mescolarsi, inerme, ai combattenti. E, quando i doveri dellufficio me lo concedevano, gli facevo compagnia in quelle escursioni, e veniva terzo con noi il povero Scipione Pistrucci 4, sebbene asmatico. Ricordo che un giorno, percorrendo le mura a sinistra di Porta S. Pancrazio 5, io e Maurizio, xxxxxxxxxxx ci soffermammo a parlare con alcuni militi cherano[…] 1 Repubblica Romana 2 Al lavoro di Segretario 3 Pallottole 4 Scipione Pistrucci aiutò Mazzini nella preparazione della fallita spedizione di Savoia (1833) 5 Una delle porte meridionali della cinta muraria aureliana [A cura di Luca Sciaresa, Fabio Schena, Simone Mossinelli]

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66 […]ivi di guardia, e, ansiosi di vedere le linee degli approcci francesi andavamo sollevandoci a guardare ^ di fuori, Signori, abbassino il capo gridò un garibaldino a poca distanza da noi i cacciatori di Vincennes di rado sbagliano colpo. In fatti le palle di ^ costoro XXXXXXXXX rasentavano lorlo del terrapieno e nel sentivamo, di tratto in tratto, il sibilo sopra le nostre teste 1. Al ritorno a casa, erano scene con Mazzini, il quale non ammetteva braveria senza scopo, e tra XXXXXX il motteggio e il rimprovero, ripigliava ^ gli amici di quel loro esporre la vita quasi per diletto, chiamandoli, con vocabolo francese, cranes, come a dire bravaccioni. XXXXXX In que giorni di cure comuni e di domestica consuetudine, siniziò tra Quadrio, Mazzini e me, una specie di parentela elettiva, la quale, cementata poi dalle vicende e dai lavori dellesilio, e consacrata dal culto sincero di uno stesso ideale, non venne più meno tra noi, né fu alterata mai per minori differenze. Maurizio avanzava XXXXX di quattro o cinque anni letà di Mazzini, e d oltre a venti la mia, dacchè io non avevo allora che 29 anni. E nondimeno egli guardava, al pari di me, allesule genovese come a Maestro 2, e per tale, con fede costante, lo venerò, in vita ed in morte, XXXXXXXX e spirò colle parole del suo Credo religioso sulle labbra. Il nostro affetto per lui era damici e di discepoli insieme; e più ancora che dà suoi scritti, gli animi nostri ricevettero dalla sua viva parola, sin da quel tempo, la incancellabile impronta delle sue idee e del suo sentire: impronta, che, nellanima affettuosa […] 1 fino a questo punto del manoscritto, Aurelio Saffi racconta le sue avventure sul campo di battaglia con Maurizio Quadrio 2 i due termini Esule genovese e Maestro riguardano Giuseppe Mazzini [A cura di Martina Pizzi]

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68 […]più che speculativa, di Quadrio, rimase poi sempre come una religione della vita, superiore ad ogni dubbio xxxxxxxxx o perplessità. Caduta la Repubblica, ed entrati i Francesi in Roma, Mazzini, compiuti gli ultimi atti di quella sua grande opera diniziazione nazionale, perduta ogni speranza limmediato riscatto, e preparati, dintelligenza con Giuseppe Petroni e con altri patrioti, che si ripromettevano di poter rimanere in paese, gli elementi di una xxxx vasta associazione per le riscosse future- partì, lincognito 1, il 15 Luglio alla volta di Civitavecchia, imbarcandosi, il giorno stesso, su battello Corso, per Marsiglia, di dove si recò poco stante a Ginevra. Quadrio ed io 2 lo seguimmo in quella città, nella quale avevamo già xxx stabilito di trovarci insieme, xxx per iniziarvi col concorso xxx daltri esuli di varie parti dItalia, un attivo lavoro di propaganda, xxx inteso a tener vivo, xxx fra i proscritti e allinterno, il pensiero della emancipazione della patria dallo straniero, e a rendere popolare, ad un tempo, lidea della unità nazionale. Nel volume ottavo delle Opere di Mazzini, e nel Proemio del IX, troverete descritti, da lui stesso nel primo, da me nel secondo, i particolari e glintendimenti di quel lavoro, nonché le xxxxxxx condizioni politiche, le persecuzioni, le vicissitudini, attraverso le quali lesule genovese 3 lo venne maturando con infaticabile xxx operosità e con invitta costanza. Lopportunità di una stamperia italiana, stabilita a Losanna da certo Buonamici, ci fece scegliere per nostra dimora quella città, onde attendere più da vicino alla collaborazione e alla condotta del periodico dItalia del Popolo 4, inteso a xxxxxx […] 1 Giuseppe Mazzini 2 Aurelio Saffi 3 Giuseppe Mazzini 4 Giornale fondato da Mazzini [A cura di Luca Fanchi]

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70 […]divulgare i principi e gli atti del partito. Ivi Mazzini concepì il primo disegno di un comitato europeo per lassociazione degli esuli delle varie contrade 1 del continente ad inizio di relazioni internazionali fra i popoli; fondò, per lItalia, il Comitato nazionale dAzione; gettò le basi del prestito nazionale, e stese le fila di quella vasta cospirazione del patriottismo italiano, che, dal 49 al 53 xxxxxx armonizzando nel suo programma i tre termini della vita della nazione - indipendenza, unità, libertà,- e penetrando in ogni terra della patria nostra precorse XXXXX, se non potè compiere, il gran moto della nostra emancipazione. Io, Mazzini, Montecchi, Varé, Pisacane, Andreini Sirtori, Dè Boni, DallOngaro, Pigozzi ed altri esuli di varie regioni di Italia, ci eravamo raccolti, parte a Losanna, (Vedi Proemio sopra citato), parte a Ginevra e a Lugano a dar mano allopera. Quadrio corrispondeva con noi e col Periodico 2 da Ginevra, dovera rimasto, come in un luogo più adatto alle comunicazioni col Piemonte e colla Lombardia da un lato e colla Francia dallaltro, mercé XXXX la frequenza de viaggiatori e de proscritti, che ivi convenivano da ogni paese. Ed ivi, per due anni, egli 3 XXXXXXXX cooperò alle corrispondenze collinterno, XXXXXXXXXXXX alla distribuzione delle Cartelle del Prestito, ad aprire e mantenere relazioni ed intelligenze con esuli francesi,[…] 1 Stati 2 Il giornale Giovane Italia 3 Maurizio Quadrio [A cura di Martina Pizzi, Nicol Shestani]

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72 […]tedeschi, polacchi, ungheresi, slavi, russi- costituisti definitivamente a Londra nella seconda metà XXXX dell' anno1850 il Comitato Europeo e il Comitato Italiano, gli atti dell' uno e dell' altro, suonavano sfida audace ed aperta alla reazione dominante. Una mano d'esuli, XXXX scarsi i più di beni di fortuna costretti a procacciarsi da vivere scrivendo o dando lezioni di lingue perseguitati da tutti i governi, non eccettuato quello della Svizzera repubblicana erranti qua e là, XXXXXXX e schivati come lebbrosi, dal mondo officiale osavano intimar guerra ai potenti della terra, mettere a nudo le proprie malvagità e apparechiar mezzi d'armi scalzar i loro imperi, provocandoli vulnerandoli colla parola vendicatrice de' principi e del diritto. Corti, ambasciate e polizie levarono proteste contro lo scandalo, rivolsero intimazioni e minacce al governo federale, per poco non fecero un caso di guerra del pretesto abuso del caso di asilo e, i deboli reggitori della confederazione elvetica, cedendo alle esigenze degli stati limitrofi- della Francia e dell'Austria XXXXXXXX in particolare incominciarono a trattare Mazzini come un bandito fuori dalla legge comune, e finirono col vietare agli alti proscritti, che aspiravano,con lui, alla liberazione del proprio paese, la dimora ne' cantoni di frontiera, internandoli per decreto federale e sotto minaccia d'arresto ne' i cantoni del centro come a domicilio coatto. Parte per la vigilanza ostile delle autorità cantonali XXXXX, parte per la deliberazione da noi presa […] [A cura di Stefano Colombini]

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74 [...]di stabilire in Londra la sede del Comitato Nazionale ; per ivi agire si conserva col Comitato Europeo, e colla società xxx inglese Degli Amici D'Italia, la conia degli esuli italiani sparsa lungo le rive del Lemano, venne xxxxx a poco a poco sbandandosi. Mazzini dopo una prima visita in Inghilterra nella primavera del 1850, cercato, al ritorno, con ordine d'arresto, dei commissari federali e xxxxxxxxx forzato a nascondersi per poter xxx dare l'ultima mano al lavoro, al lavoro che gli rimaneva da fare in Svizzera, partì di nuovo per Londra xxxxxxxxxx nel febbraio 1851 xxxxxxxxxxxxxxxxx traversando incognito, la xxxxxxxxxx Francia. Montecchi, i Caldesi xxxxxxxx Saficeti, Pisacane, Giacomo Medici 1, ed altri concordi allora con lui, s'erano condotti del pari, chi per breve soggiorno chi per breve dimora. Io 2 e Sirtori imitammo, poco stante il loro esempio nella primavera del 51; ed era tempo, perché, non appena partiti, la polizia fece visite domiciliari ai nostri alloggi, per arrestarci, od intimarci lo sfratto. Maurizio Quadrio, (che, salvo qualche visita a Mazzini in Losanna, non s'era in que' due anni, mosso mai da Ginevra), allorché crebbe la persecuzione, poté schermirsene alla meglio, tenendosi in disparte, alloggiando, sotto altro nome, in case di amici svizzeri, stando, le intere giornate, chiuso nella sua cameretta a lavorare in segreto. La povertà de' nostri mezzi accresceva le difficoltà di quella vita travagliata e mal sicura. Io avendo meco un fratello in esilio, e sapendo che la povera mia madre non avrebbe potuto, senza grave sacrificio, provvedere al mantenimento d'ambedue – rinunziai ad ogni sussidio la casa, deliberando di procacciarmi da vivere con un lavoro qualunque, sia d'intelletto, sia di mano,xxxxxxxxxxxxxx consumato che avessi quel po' x di danaro, che m'era rimasto esulando dalla patria. Maurizio era per simile quasi interamente privo di mezzi, e viveva della tenua retribuzione, che l'Italia del popolo 3 poté assegnare, (finché fu possibile xxx il sostenerne, col profitto della vendita,[…] 1 Esuli 2 Aurelio Saffi 3 Giornale fondato da Mazzini [A cura di Giulia Parolo]

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76 […] le spese, ai suoi collaboratori. Quando dovette lasciare anchegli 1 la Svizzera, ed unirsi a noi in Londra verso il mezzo del 1851, lintemerato patriota sopperì xxx al suo xxx modesto mantenimento, scrivendo corrispondenze ai Giornali di parte nostra in Genova, e dando, come feci io pure, lezioni di italiano a scolari e scolare che gli Amici inglesi di Mazzini venivano procacciando, con cura gentile, ai più bisognosi fra gli esuli. Né molto comode erano le condizioni economiche di Mazzini stesso il quale, delle 4000 lire di reddito vitalizio, lasciategli dalla madre, spendeva per sé la metà soltanto, il resto a beneficio xxxxxxxxxx altrui. (Vedi Proemio al IX volume). Di questo stato di cose, le lettere xxxxxxxxxxxxxx di Maurizio, che qui vi accompagno né loro origini, contengono allusioni frequenti, e, sebbene abbiano carattere familiare e domestico, più che politico, danno, nondimeno, una viva idea della sua e della nostra vita in quel tempo, del suo sentire, e dellaiuto da lui prestato al lavoro di Mazzini durante quel periodo di preparazione e di prova. Dette lettere non vanno oltre la primavera del 51, perché quando xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx Mazzini ed io lasciammo la Svizzera, Quadrio si valse, per la corrispondenza collAmico comune 2, deglindirizzi convenzionali di questultimo in Londra, scrivendogli direttamente. E così fece in seguito, quante volte, per le vicende dellesilio, e pel lavoro della cospirazione e della stampa, si allontanava da lui. Convivemmo insieme a Londra, dallestate del 5xx allautunno del 52 e quali fossero le condizioni e le consuetudini della nostra vita domestica vedrete nel Proemio del IX volume. Al cadere del 52 - allorché i popolari di Milano si xxxxxxxxxxxxxxxxxx preparavano ad insorgere- Maurizio si condusse di nascosto a Genova per cooperare al moto e influire, scrivendo nell Italia e Popolo, sullo stato pubblico. Dopo i casi del 53 passò la maggior parte del tempo – durante gli anni che[…] 1 Maurizio Quadrio 2 Giuseppe Mazzini [A cura di Chiara Cola]

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78 […]seguirono,sino alla spedizione di Pisacane nel 57 in quella patriottica città, salvo una breve escursione in Svizzera nei tentativi nel 54 ai confini Lombardi. A Genova viveva incognito,mutando spesso rifugio di casa in casa,xxxxxxxxxxxxxxxx sotto la fraterna ospitalità di fidati amici,sostenendo una fiera polemica, nel giornaleItalia e popolo, contro gli avversari delle idee e dei tentativi di Mazzini e del partito l'azione,facendosi, con mirabile virtù d'affetto e potenza di logica, interprete della coscienza anonimo degli intenti e dei doveri del patriottismo italiano, contro l'opportunismo dei moderati, le piccole cospirazioni Bonapartiste e Muratiane e la gretta politica del Piemonte 1. Delle lettere scritte da Quadrio a Mazzini, negli intervalli di tempo,in cui visse separato da lui, poche, temo, se ne potranno rinvenire xxxxxxxxxxxxxxxx, giacchè questi aveva per costume di distruggere corrispondenze e carte, che più non servissero allimmediato oggetto, nel quale gli 2 erano dirette. Ne io nho trovata alcuna a me indirizzata, in quegli anni,dopo la partenza dalla Svizzera. Il seguito della serie delle lettere che mi rimangono di Maurizio, comincia dal dopo il ritorno in patria- e continua sino agli ultimi anni della sua vita. Pur cercando di nuovo sui nostri ricordi domestici, chi sa che non venga fatto a me xx o a mia moglie 3, dissorvarne qualche altra del periodo anteriore. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx. Intanto xxxxxxxxxx gioverà esaminare e scegliere, fra quelle 4 alle quali si riferisce la presente memoria,xxxxxxxxxx ciò che xxxxx sembri da pubblicare. A. Saffi 1 Si sta parlando di Maurizio Quadrio 2 Giuseppe Mazzini 3 Giorgina Janet Craufrud 4 Lettere allegate agli scritti di Aurelio Saffi [A cura di Michael Bertini]

79 LETTERE DI MAURIZIO QUADRIO

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81 502/XVI Caro Saffi,G. 21 Agosto/50 dopo che tu mi scrivesti che lei signora Susanna si rassegnava a non venire a Ginevra che nellautunno, bada che io ho cessato di occuparmene, aspettando per far ciò chio abbia pensato^ prima di anche e che gli alloggi diventeranno meno cari avrò piacere di vederti e di farti conoscere buoni italiani che sono qui. Addio. Il buon M.Q. Sai tu lindirizzo di Nedici a Torino? 1 Da Genova è situata una nuova spia (un Carloarrivabene) uno è stato provvisto da Galletti di lettere per Pippo e da Rottini. Di lettere per Landolph a Londra. Se mai arriva fra visti guarda bene_ Berligneri è comparso a Marsiglia. Fu scoperto. 2 1-Giacomo Medici, tornato da Londra, era andato a stabilirsi in Piemonte. 2 –Allude ad emissari. Del governo sardo incaricati di vigilare lemigrazione, in particolare gli amici e amici suoi. [A cura di Luca Carnazzola]

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83 Da Genova a Napoli. Dove eravamo. Cara amica Signora Giorgina, 9 ottobre 1860 Vi sono grato della vostra memoria, e Vi avrei obbligazione non poca se, in questa povera crisi che va svolgendosi, mi scriveste alcunché di consolante. Ma anche voialtri, a quanto vedo, non siete sopra un letto di rose. Mi immagino che prima del 15 avrete il re. Il Paese è smarrito e Garibaldi è debole. In tale stato di cose, non mi affliggo del passaporto dato a Mazzini, ma credevo Garibaldi abbastanza leale da andar da Pippo 1 e dirgli francamente le cose. Vi raccomando lautografo dAurelio e di Garibaldi e di qualche altro immortale laggiù. Non tutti i N. (del giornale) mancanti a vostra sorella esistono, ma io ne ho alcuni li manderò. Addio Aurelio. Povero Attilio, non ti lasciano andare a casa tua, lì sotto i monte …… Amate il vostro vecchio amico M. Quadrio 1 veniva chiamato così Giuseppe Mazzini [A cura di Edoardo Leo]

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85 Signora Giorgina Cara e buona amica nostra. Genova 16 sett Non vedo più una linea né da voi né da Aurelio. Pazienza! Potete però essere sicura che un vostro saluto mè carissimo, e spero che me lo manderete. Altro non vi chiedo, perché probabilmente tanto voi che Aurelio sarete occupati altrimenti. La questione patria è entrata in una nuova fase. Dio voglia che la monarchia non la guasti come nel 1849 colla sua partecipazione. Me lo fan temere Cavour e Bonaparte, e più di tutto la supremazia del popolo. Il Memorandum che conferma Roma al papa, l'ordine del Giorno di Fondi che segna per l'Italia a entrare fortemente avventuriero, la nomina di Campello e di Pepi …[non si capisce], gli accordi con Napoleone, prova che si vuol agire contro Garibaldi ora che col pretesto di unione gli hanno preso la flotta. Io meno sempre la mia vota solitaria e mesta. Sono solo e non troppo bene in salute. De Basi è assente da più giorni e non mi scrive. Aurelio fammi il piacere di mandarmi il tuo autografo il professore Van Bitter di Monaco me lo chiede, se sei bene in corte fammi avere anche quello di Brasile. Voi Giorgina pregate G.B Nicolini di darmi il suo, il Bitter è un grande amico dell'Italia. Ho ricevuto da Londra il Catechismo, grazie a voi buona Giorgina. Ricordatemi a vostra sorella. Amato vostro vecchio Maur. [A cura di Maurizio Morra]

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87 Fratello Genova 7 maggio 1860 Ho la vostra del 30 aprile. La dirigeresti fratello, a uno solo la colpa. I miei collaboratori sono partiti con Garibaldi. Io pure avevo offerto di partire, a condizione che Garibaldi mi promettesse che la bandiera levata dai Siciliani sarebbe rispettata. Glielo chiesi per lettera. Rifiutò promettere e io rimasi. La vostra lettera mi rivela un credente e un XXXX Esistono infiniti di questi Dei ignoti, la nostra debolezza sta appunto nel non conoscerci a vicenda, contarci e lavorare daccordo. Voi eravate per me uno di quegli Dei ignoti: non siete più ignoto per me e vi stringo la mano e mi conforta. In quanto a ciò che mi chiedete, io sono impotente, come tutti i pionieri duna idea. Un impiego mercantile potrebbe saltar fuori, ma io ignoro dove battere. Io avrei, essendo solo con due giornali, bisogno di un collaboratore, intelligente ma mi guarderei bene dallinvitarvi qui. Il giornale è povero e mal retribuito il lavoro di più, il giornale può essere sequestrato, soppresso ogni giorno. Se - come debolm.(ente) pare- il tempo dellinsurrezione nazionale sallarga ne toni, né io né voi avremo bisogno di cercare occupaz.(ione) in altra cosa: se continua il sostegno, e che il giornale si consolidi e che invece il duro lavoro quasi cospiratore dabnegaz.(ione) e stentato - diviene un lavoro sicuro e retribuito, io …. [non si capisce] … che la vostra lettera mi ha fatto, mi crederei onorato, avervi come compagno damaro vi dirò che mo …. [non si capisce] …il tempo per dirvi di più. Amatissimo vostro M. Quadrio. [A cura di Alessandra Bondanese, Luca Sciaresa, Simone Mossinelli]

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89 A Dino Pesci Lettera autografa da Maurizio Quadrio 7 maggio 1860 [A cura di Kirandeep Kaur]

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91 (9) Fratello. G. 9 maggio1850 Ho lettera del f. [fratello] di Pippo era giunto senza inconveniente.(1) Fatelo sapere alla Susanna(2) il giorno 8 voleva scrivervi. Ti accludo caro Aurelio, una preziosa letterina che ho levato ieri da un proprio plico spero che me ne ringrazierai. Addio da Roma M.Q. (1)Accenna all' arrivo di Mazzini (Pippo, come familiarmente lo chiamavamo) a Parigi, li dove breve dimora sfiduciato delle cose francesi, come dice egli stesso nel volume ottavo delle Opere, passò in Inghilterra, trattenendovisi poi alcuni mesi per fondarvi il Comitato Europeo e preparare i primi Atti del Comitato Nazionale e del Prestito. (2)La Signora Susanna Tancioni, ricordata nel Proemio al IX volume. [A cura di Sara Paruscio]

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93 19 Febbraio 1951 Fratello, Fa,ti prego, avere le accluse a Ouchy.(1) Secondo ciò che dice il Vère(2) ed il Pescantini, larresto è per ora sospeso per te, Sterbini(3) e Anselmo(4). Sta però ancora per me, che ho ammassato non so quante migliaia di fucili in Ginevra(5). Non ci credo: in ogni caso, non mi muovo. Lamico scrive da Metz il 16(6). Martedì sperava operare alla meta. Maur Fa avere le lettere torta. (1) Alla signora Tancioni,allora dimorante da Ouchy sul lago presso Losanna. (2) Monsieur Vère di Nyon,Consigliere cantonale e amico di Pescantini,dal quale questultimo riceveva talora,e comunicava a noi,informazioni sulla politica del governo federale e sulla sorte degli esuli. (3) Pietro Sterbini,noto agitatore romano nel 48,e deputato alla Costituente,morto in esilio. (4) Guerrieri Gonzaga. (5) La fantasia delle polizie ingrandiva,come suole,meravigliosamente gli oggetti che ladombravano. Le migliaia di fucili erano ne voti,non nelle mani di Quadrio. (6) Mazzini, in via per lInghilterra, traversata allora incognita, non senza pericolo, la Francia, e scriveva per Maurizio sue notizie da Metz. [A cura di Elisa Pinciroli]

94 PENSIERI E RIFLESSIONI Mi ricordo bene quando la professoressa Carrara ci propose questo lavoro, verso ottobre, dopo aver superato i primi giorni di questo anno scolastico. Lidea allinizio ci apparve un po noiosa, come ogni iniziativa. Decine di musi lunghi stavano sui banchi. Io, sinceramente, non ero molto entusiasta di questa idea. Ma dovetti presto ricredermi. (Elisa Pinciroli) Man mano che il lavoro proseguiva si faceva sempre più ricco, emergevano idee da tutti e ognuno collaborava. (Sara Paruscio)

95 Lattività che mi è piaciuta di più è stata la traduzione delle lettere di Aurelio Saffi, perché mi ha aiutato a capire come scrivevano allepoca. Siamo partiti dalle lettere e siamo arrivati fino a qui... e abbiamo spalancato un mondo. (Luca Sciaresa) Questo lavoro mi ha aiutata a sviluppare un senso di appartenenza all Italia perché ho capito che questi uomini credevano veramente nei loro ideali e nella propria patria, e tutto ciò mi ha fatto sentire fiera di essere Italiana. ( Anna Sciolini) Il lavoro riguardante Maurizio Quadrio mi ha coinvolto molto perché e stato un po come riportarlo in vita, riportare in vita un grande patriota italiano. (Edoardo Leo)

96 Sono già passati 150 anni dallunificazione del nostro paese, dallunificazione dItalia; Italia sia come nazione, sia come Stato. (Giulia Parolo) Siamo nel 2011 e sono passati ben 150 anni da quel glorioso 17 marzo 1861; noi, grazie alla collaborazione del Dottor. Stiglitz, abbiamo deciso di ricordare il patriota valtellinese Maurizio Quadrio. (Luca Fanchi)

97 Questo progetto mi è piaciuto molto, perché mi ha fatto crescere e mi ha fatto riflettere su cosa significa essere cittadino italiano. (Luca Carnazzola) Questo progetto mi ha fatto capire la storia risorgimentale della Valtellina e le condizioni in cui i patrioti Italiani hanno lottato per lunificazione italiana. (Martina Pizzi)

98 Nonostante ammiri molto Maurizio Quadrio, sicuramente non lavrei seguito nelle sue imprese perché avrei avuto paura di essere perseguitato come è successo a lui. (Stefano Colombini) Per me essere italiano vuol dire far parte di un popolo che ha lottato per affermare la sua libertà. ( Michael Bertini)

99 E stato molto interessante perchè è un modo per ricordare le persone che hanno lottato per un loro obiettivo cioè unire lItalia in un unico stato e nazione. (Alessandra Bondanese) Secondo me laspetto più coinvolgente di questo lavoro è stato quello di avere la possibilità di leggere e trascrivere delle lettere scritte nel (Simone Mossinelli)

100 A mio parere essere Italiani significa soprattutto essere orgogliosi del proprio Paese. (Maurizio Morra) Maurizio Quadrio non è una figura attuale perché gli ideali dei patrioti ottocenteschi purtroppo si sono persi nel tempo. (Fabio Schena) Essere italiana per me vuol dire amare lItalia e credere che, anche se ha molti aspetti negativi, un giorno migliorerà e diventerà la nazione che Mazzini e Quadrio sognavano in principio. (Chiara Cola)

101 Anchio non davo molta importanza a quello che vuol dire essere italiani forse perché nessuno mi aveva mai spiegato tutto quello che è stato fatto per essere riconosciuti come tali. Ma dopo questo lavoro di trascrizione delle lettere di Maurizio Quadrio, nel quale abbiamo approfondito gli avvenimenti, gli stili di vita e la loro mentalità ottocentesca, mi sono resa conto di quanto fosse importante per i patrioti e anche per gran parte della popolazione sentirsi uniti e parte di qualcosa. (Nicol Shestani)

102 Io non sono nata in Italia ma vivendoci da molti anni mi sento anchio italiana. Attraverso questo progetto ho potuto conoscere la storia dellunificazione dItalia e sono orgogliosa di viverci anche se sento un po la mancanza della mia nazione. (Kaur Kirandeep)

103 Lavoro realizzato dalla classe 3C della scuola secondaria di primo grado G.P. Ligari anno - scolastico Il Dott. Adriano Stiglitz, la Prof.ssa Monica Carrara e il Prof. Edoardo Fusi hanno coordinato il lavoro Kirandeep Kaur ha curato la presentazione iniziale Fabio Schena ha curato la presentazione iniziale Luca Carnazzola ha curato la sezioneBiografia Michael Bertini ha coordinato la sezione i patrioti e Silvio Pellico Stefano Colombini ha presentato la vita di Ciro Menotti Elisa Pinciroli ha presentato la vita di Giuseppe Mazzini Giulia Parolo ha presentato la vita di Aurelio Saffi Martina Pizzi ha coordinato la sezione le usanze dell 800 e la musica Luca Fanchi ha curato la slide sui trasporti Maurizio Morra ha curato la slide sull abbigliamento Chiara Cola ha curato lo sguardo sull Arte Simone Mossinelli ha curato lalimentazione Edoardo Leo ha curato la sezione giochi Luca Sciaresa ha curato i giochi Anna Sciolini ha curato la sezione Facebook Sara Paruscio ha curato la sezione Facebook Nicol Shestani ha curato Facebook Alessandra Bondanese ha curato la sezione Lettere Il gruppo musicale Suoniamo Insieme ha eseguito La bella Gigogin Per saperne di più visita il sito


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