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Storia del vino in età antica Autore: prof. Marco Migliardi Sommelier AIS.

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1 Storia del vino in età antica Autore: prof. Marco Migliardi Sommelier AIS

2 Indice Dalla preistoria alla Storia Gli Egiziani I Greci Gli Etruschi I Romani … conclusione e Bibliografiaconclusione e Bibliografia Nota: lasterisco * in una slide indica la presenza di una nota

3 Le origini La vitis vinifera ha 50 milioni di anni Partì dallIndia si espanse in Asia e in Mesopotamia. In seguito in tutto il Mediterraneo. Lorigine del termine vino è la parola sanscrita Vena = amare, da cui: Venere Evidente poi lanalogia tra vite = vita La coltivazione della vite è Neolitica, prima cresceva spontanea

4 Primi reperti Mary Voigt scopre nel villaggio neolitico di Hajji Firuz Tepe nei monti Zagros una giara di 9 litri con residui di uva e vino datata 5100 anni a.c. Ma il primo vino venne forse fatto per caso anni fa nel Caucaso I primi vitigni sembra siano stati il Muscat e il Syrah Giara di Firuz Tepe

5 Prime citazioni Nellepopea di Gilgamesh, mitico re sumerico del 4000 a.c., cè forse la prima citazione ufficiale del vino * Poi cè la Bibbia che fa risalire a Noè la prima vite piantata dopo il diluvio e anche… la prima ubriacatura (Genesi 9) La natura sacra del vino è presente in ogni cultura Ebbrezza di Noè di Michelangelo e di Bellini

6 Altre testimonianze Al a.C. risalgono i primi documenti sulla coltivazione della vite e la produzione di vino, provenienti da Ebla I ritrovamenti nella cantina di Godin Tepe nellIran dimostrano che il vino era prodotto fin dalla metà del III mill. Da questo periodo le voci "uva", "uve essiccate", "vino", sono sempre più numerose nei testi cuneiformi mesopotamici Durante i secoli XIV e XIII numerose sono le citazioni letterarie provenienti dalle città-stato cananee ("...beviamo un calice di vino, nella coppa doro il sangue della vite.") Liconografia mesopotamica illustra i diversi aspetti della vendemmia e della vinificazione, mettendo in evidenza il carattere elitario e rituale di questo consumo.

7 La diffusione del vino

8 Il primo vino Nacque per caso, da una fermentazione spontanea dovuta ai lieviti presenti sulla buccia degli acini Si produceva dapprima da vitigni spontanei,ed era probabilmente molto aspro Ma serviva come base per altri tipi di bevanda Vi si aggiungeva infatti acqua (a volte di mare!), miele, aromi, pece (!) Spesso anche resina, che veniva usata per rendere più impermeabili i contenitori dargilla

9 LEgitto Noti come produttori di birra ricavata dallorzo, gli Egiziani coltivarono anche la vite nel delta del Nilo. Diversi affreschi a Tebe testimoniano la lavorazione della vite Il vino era prevalentemente rosso, era conservato in anfore e veniva usato spesso per riti religiosi *

10 Vino, bevanda sacra Valenza spirituale: veniva consumato solo in cerimonie religiose e luso era riservato ai potenti Le viti erano coltivate solo nei terreni di proprietà del tempio o dei sacerdoti La vendita era vietata proprio per sottolineare la sua preminenza religiosa e sacrificale rispetto alla birra

11 Le anfore egiziane Collo stretto e due manici, facili da trasportare in nave (saranno simili in ogni epoca antica) Chiuse ermeticamente e con dei sigilli che riportavano il nome del faraone e i dati sul vino (zona di produzione, annata, tipologia, giudizio) Anfora egiziana col suo tappo e (sotto) iscrizione sul sigillo

12 Il bacino del Mediterraneo Dall'Egitto la vinificazione si diffuse tra Ebrei, Arabi, Fenici e Greci. Questi ultimi due popoli contribuirono alla diffusione del vino nel Med. Occidentale Ma ogni regione del Med. ha prodotto vino in un periodo della sua storia, e tra queste la Mesopotamia, che non ha certo il clima giusto Le uve provenivano probabilmente dal Nord e venivano trasportate in botti di legno di palma fino a Kish y Ur, lattuale Babilonia Il legno di palma non si può lavorare e quindi è probabile che venisse scavato il tronco al suo interno per ricavarne un contenitore.

13 La civiltà minoico-micenea I cretesi coltivarono e commerciarono il vino Gli Achei importarono da loro le tecniche di coltivazione della vite e dell'ulivo (Micenei) Agli Achei seguì una fase di barbarie ricordata come "medioevo ellenico« (Dori) La rinascita si ebbe verso l'VIII secolo a.C. quando nacquero le polis, ricomparve la scrittura e rifiorirono tutte le attività tra cui anche l'agricoltura.

14 Le colonie Ma grazie alla fuga degli Achei erano nate le prime colonie nella Magna Grecia I Greci portarono così le vigne in Nord Africa, Andalusia, Provenza, Sicilia e Italia Meridionale * E subito si svilupparono efficaci tecniche di viticoltura (viti basse) E greca anche linvenzione del torchio da vino (100 a.c.)

15 La lavorazione del vino in Grecia Dopo la pigiatura, il mosto veniva travasato in giare rivestite all'interno con la pece e qui fatto bollire fino a ridurlo circa della metà. Le giare venivano chiuse con uno strato di olio. Molti interventi venivano fatti per migliorare il corpo del vino, per facilitare la stagionatura e per rafforzarne il sapore: 1.Veniva aggiunta la resina oppure venivano fatti degli infusi con i rami di pino e di cipresso 2.potevano essere aggiunti anche mandorle amare, zafferano, trifoglio, succo di mirtilli schiacciati o di sambuco. 3.Per chiarificare il vino i Greci polverizzavano gusci di lumache e conchiglie, cristalli di sale, ghiande, noccioli di oliva o aggiungevano pece 4.Talvolta immergevano nel mosto una torcia accesa o un ferro incandescente.

16 Il vino greco Sicuramente aveva un gusto assai diverso da oggi Si preferiva il vino molto dolce prodotto con uva appassita Spesso la dolcezza veniva concentrata mediante l'ebollizione che riduceva la quantità d'acqua Per la conservazione si usava la resina (Retsina) Un satiro ed un fauno stanno preparando la mistura di vino ed acqua.

17 Le coppe da vino La kylix è una coppa in ceramica, dell'antica Grecia, utilizzata per bere il vino Raggiunse il massimo della diffusione a partire dalla fine del VI secolo fino al IV secolo, quando il kantharos divenne la coppa da vino più diffusa. Un giovane si accinge a riempire di vino la sua Kylix. 490 a.c. Kantharos attico del 420 a.c.

18 Il simposio Il vino anche in Grecia aveva carattere divino, in quanto dono di Dioniso agli uomini Il suo consumo doveva sottostare ad alcune regole che lo rendevano un vero e proprio rituale posto sotto il controllo del dio La regola principale era che non si doveva mai bere da soli ma in gruppo: nel Simposio Tale cerimonia si diffuse anche in Italia e la sua popolarità rimase intatta per secoli Il vino veniva mescolato ad acqua ed era contenuto nel cratere al centro della sala. Il compito della diluizione spettava al "simposiarca"che guidava anche la conversazione Il proverbio "in vino veritas" è attribuito al poeta Alceo, e si riferiva all'azione liberatrice del vino che agevola la comunicazione

19 Il Kottabos Il Kòttabos o Cottabo era un gioco molto diffuso Consisteva nello scagliare le ultime gocce di vino rimaste nella tazza per colpire dei piattelli collocati su un'asta I piattelli erano posati in equilibrio precario e con la goccia bisognava farli cadere Significato augurale

20 La bevanda di Dioniso Il vino era anche una bevanda sacra e le si dedicavano versi e poemi (Omero)* La mitologia greca riconosceva anche un dio del vino, Dioniso (Bacco a Roma, Fufluns fra gli Etruschi) L'iniziazione al culto di questa divinità prevedeva bere del vino e in suo onore si celebravano le cosiddette orge dionisiache Nascita di Dioniso dalla coscia di Zeus

21 Dioniso Sembra che Dionisio fu rapito dai pirati etruschi mentre viaggiava verso lItalia Egli dimostrò la sua divinità miracolosa facendo nascere e arrampicare una vite sullalbero della nave Poi trasformò i pirati in delfini. Un pittore raffigurò la scena nel 550 a.C.

22 I satiri Questa anfora del 540 a.C. fu decorata da Amasi di Atene, mostra dei Satiri impegnati nella vendemmia. Un satiro raccoglie luva, un altro la pigia in un tino dal quale il mosto cola direttamente in un recipiente interrato dove avverrà la fermentazione, altri tre si occupano della cantina.

23 Il poeta Alceo Spesso compare il vino nelle sue poesie. In un frammento descrive un gelido scenario invernale che viene addolcito dall'atmosfera intima del simposio* In altri versi invita a bere senza moderazione** Il vino garantiva la verità dei pensieri, in cui si rivelava la sincerità dell'amico *** E il brindisi doveva sottolineare i rari momenti di felicità**** come la morte del tiranno (a sin) il poeta Alceo. (sotto) Coppa a figure rosse di Epèleios, Ca. 510 a.C un personaggio imberbe mischia il vino con l'acqua con uno skyphos

24 Il vino e i filosofi greci Per (Socrate) Platone il vino è la giusta premessa alla meditazione filosofica perché consente di portare alla luce la verità nascosta Aristotele ha una posizione opposta: il vino annebbia il ragionamento ed è unaggravante di eventuali reati Pertanto consiglia di bollire il vino per alleggerirlo dellalcool e predica la necessità della giusta misura Con Plutarco il giudizio sul vino si fa ancora + severo: rifiuta il vino se vuoi essere un filosofo *

25 Il vino in Magna Grecia I Greci giunti nellItalia meridionale la chiamarono Enotria, dal nome dei pali che sostengono la vite Ciò dimostra che la vite era già presente In Sicilia fu portata infatti dai Fenici 2000 anni a.c. e vi introdussero anche nuovi modi di vinificazione In tutta la Magna Grecia la vite si espanse velocemente, addirittura a Sibari i Greci costruirono un enodotto che convogliava il vino fino al porto

26 Il Vino in Nord Italia Il vino si era diffuso dopo lVIII sec. anche al nord grazie ad un clima + mite Ritrovamento di vinaccioli In Veneto si sono ritrovate delle situle, sorta di vasi vinari, in bronzo o in terracotta Si producevano tutti i tipi di vino: bianco, rosso, secco, abboccato, leggero, pesante… e molto dipendeva dai metodi di coltivazione I grandi vini italici venivano da piante ad alto fusto

27 Gli Etruschi Il salto di qualità del vino italico lo si deve però agli Etruschi E certo che dalla Toscana esportarono viti e tecniche in tutta lItalia del Nord, tra cui lalberata, la vite che cresce fino a 15 m. legata ad un albero tutore Anche il nebbiolo piemontese è originario da innesti etruschi

28 Le due culture Confine culturale tra le zone a viticoltura di ispirazione greca e quella etrusca : Al Sud vitigni pregiati di origine orientale, con forme di allevamento a basso ceppo e potatura corta. Al centro-nord la vite allevata su tutore vivo, con la potatura lunga Vite greca Alberata etrusca e (sotto) a pergola

29 Il vino etrusco Numerosi erano i vitigni degli Etruschi –Sopina, Etesiaca, Talpona,ecc… tutte elencate da Plinio il Vecchio e che oggi sono scomparse Preparazione: –Il primo mosto veniva in genere consumato subito –il restante veniva versato in contenitori di terracotta con le pareti interne coperte di pece o di resina –Il liquido veniva lasciato riposare, schiumato per sei mesi –a primavera veniva filtrato e versato nelle anfore –Il liquido così ottenuto veniva mescolato, all'interno di crateri, con acqua e miele, e travasato nelle coppe dei commensali.

30 La Toscana La vite forse era già presente prima degli Etruschi e non fu quindi portata dai Fenici Gli E. laddomesticarono Col vino si onoravano i morti, insieme alla danza e ai flauti. Numerose le pratiche religiose in onore di "Fufluns" (Bacco), dio del vino Danze e libagioni in onore di Fufluns

31 La società etrusca Sugli affreschi etruschi, si vedono coppie che brindano e su un vaso ritrovato a Chiusi, è possibile vedere una donna che porge un Càntaro a due uomini seduti Contrariamente a quanto avverrà presso i Romani (il re Numa Pompilio, pur essendo un produttore di vino, vieterà alle donne di bere durante le libagioni) le donne etrusche godevano di enorme libertà, bevevano vino e partecipavano ai banchetti conviviali, adagiate sui "klinai" accanto al loro uomo. Il vino etrusco era particolarmente apprezzato e fu cantato da molti poeti latini * Affresco della tomba dei Lepidi, Tarquinia. Càntaro etrusco

32 I commerci Il commercio del vino fu molto importante specie tra il 625 e il 475 a.C. Lo si usava come moneta di scambio per ottenere materie prime (metalli, sale, schiavi) I commerci avvenivano in gran parte via mare Appassionati del vino etrusco furono i Celti, gli antichi abitatori della Gallia meridionale. Fiorente fu il commercio con loro come è testimoniato dal numeroso materiale etrusco rinvenuto nelle tombe celtiche. * Nei banchetti, i principi celti utilizzavano lo stesso vasellame da vino che si usava in Etruria.

33 Le 3 fasi del commercio Fase a: colonizzazione fenicia e micenea, commercio del vino per utilizzi elitari e religiosi, Fase b: espansione commerciale greca dei secoli VII e VI a.C., soprattutto provenienti dalla costa asiatica, da Samo e da Focea. Fase c: Si diffonde in Occidente, anche grazie agli Etruschi, il mito del vino, come testimoniano i simposi dedicati soprattutto a Dioniso.

34 Roma Fin dai primi contatti con gli Etruschi, e ancor più dopo la conquista del 351 a.c., i Romani cominciarono ad apprendere la vinificazione Col passar del tempo la qualità assunse livelli molto elevati In età imperiale le tecniche e le viti vennero esportate in tutti i territori conquistati, anche in Britannia, specie lungo i corsi dei fiumi Trasporto di birra e vino. Stele funeraria romana, I sec.d.C.

35 La diffusione della vite nel 100d.c.

36 La cultura vinicola Venne favorita anche da un'ampia letteratura: –Marco Porcio Catone, "De agricoltura » –Marco Terenzio Varrone "Res rusticae« –Plinio il Vecchio, « Naturalis Historia » dedica capitoli interi alla potatura delle viti, alla concimazione, alle malattie e alle numerazioni delle qualità dei vitigni –Lucio Moderato Columella "De re rustica" in cui sono esposti anche concetti biologici e direttive tecniche ancora oggi considerati validi ed efficaci. –Grandi poeti come Virgilio, Tibullo, Ovidio, Marziale, Catullo, Giovenale e Orazio.

37 I vitigni Notevole patrimonio varietale Vitigni da tavola e da vino Questi erano distinti in tre classi a seconda della qualità Plinio distingue tra circa 80 vini di alta qualità, destinati alla nobiltà, e un centinaio di vini di media e bassa qualità, destinati per lo più alla plebe

38 I migliori vini a)Raeticum b)Albanum c)Caecubum d)Falernum e)Pompejanum f)Mamertinum Alcuni richiedevano lunghi invecchiamenti come lOpimiam: bevuto dopo 125 anni! a b c d e f

39 Il Falernum Marziale scrive un catalogo di vini, ben assortito e di grande valore documentario Fra tutti primeggia il Falerno, il re dei vini, rosso e passito, addolcito col miele e sempre molto invecchiato Viene invece ripudiata e definita rozza la pratica di bere vino schietto *

40 Comera il vino romano? Sempre diverso dal nostro Solo nellultimo secolo dellImpero assunse caratteristiche + simili a oggi Si teneva ad invecchiare in soffitta (come il Madeira) oppure al sole (Banjuls) Il Falerno invecchiava 10 anni, il Pompejano anche 25 Dovevano quindi essere densi, amari, eccessivamente alcolici, quasi sempre stravecchi e sempre diluiti con acqua o neve in estate* Bacco in un affresco pompeiano

41 Usi e costumi Produttori e commercianti ricorrevano spesso alle sofisticazioni. Si aggiungeva al vino cenere, sale, scaglie di ostriche tritate e persino acqua di mare. Questi "additivi" dovevano avere lo scopo di garantire la conservazione. Marziale parla di un mercante che al vino (grossolano) di Sorrento, mescolava gli avanzi di vini pregiati di Palermo, ottenendo un prodotto di qualità discutibile ma di sicuro guadagno. In genere preferivano bere il vino freddo mentre quelli che si servivano nei pranzi, venivano sottoposti ad una filtrazione, usando un panno di lino in cui si poneva della neve, rendendoli freschi ma anche indebolendoli e falsandone quindi il sapore originale *

42 Quanto costava Fiorente era il commercio del vino Nelle città romane troviamo: – le mensae vinariae, (vendite di vino al minuto) –le tabernae vinarie (botteghe da vino) –i thermopolium (attuale bar) Una lapide del 300d.C. riporta il costo del vino: 10 lire al litro per il vino comune da pasto e 30 lire per il Falernum. Ma da scritti antichi risulta che Trimalcione pagò per un Falernum invecchiato 100 anni la somma di circa quattro- cinquemila lire il litro. Un banchetto romano

43 Chi beveva Naturalmente solo i patrizi potevano bere durante i pasti, adagiati sui triclini + raro fuori pasto tranne che per bere alla salute degli amici Si usava bere tante coppe quante le lettere del nome della ragazza amata* E con una coppa di vino si cancellavano le preoccupazioni** triclinio

44 Terminologia vinaria "calcatorium" dove le uve venivano schiacciate "lixivium", il mosto vergine "calcatores" quelli che fanno la pigiatura « circumsitum » il vino dellultima spremitura "dolium" recipiente che contiene il mosto "aphoteca" la soffitta dove stagionava il vino "tabulatum" luogo fresco dove si portavano i vini stagionati "simpulum" mestolo per versare il vino nei bicchieri "pàtera", ampio e basso vaso « phiala" una coppa larga, simile al kantharos greco, il contenitore più usato. "Arbiter Bibendi » colui che decideva la quantità dacqua da aggiungere al vino

45 Oggettistica Dolium romano che poteva contenere fino a 1200 litri di mosto Patera SimpulumPhiala

46 Come si conservava Non si faceva uso del vetro Come i Greci usavano le anfore di terracotta conservate spesso in cantine In Gallia si usavano già piccole botti di legno da 35 litri Anfore romane

47 La cantina romana del console Scaurus II sec. a.c. Le cellae vinariaesono a nord affinché il sole non riscaldi il vino Si evita la presenza di letame, radici, bagni, forni e fogne, per paura che la loro vicinanza alteri il gusto del vino Invece si profumano con la mirra i vasi per dare buon gusto al vino e il locale La cantina conteneva 300mila anfore di quasi 195 specie di vino le anfore troppo panciute erano proibite

48 Il vino e il Cristianesimo Dal 380 d.c. il Cristianesimo è la religione ufficiale dellImpero Romano Il C. aveva come simboli quelli della cultura mediterranea dove si era sviluppato: pane, olio e vino Ritornano ad essere alimenti sacri (il miracolo eucaristico) in rottura con la tradizione ebraica che vietava gli alimenti fermentati

49 Verso il Medioevo Il Cristianesimo va visto quindi come continuatore della cultura materiale romana e come mezzo per unulteriore diffusione del vino in Europa I primi monaci del IV-V sec. portavano sempre nei nuovi monasteri che fondavano la cultura della vite. Grazie a loro il vino sopravvisse al periodo + oscuro: il Medioevo

50 La Cina Anche in Cina si ha la presenza della vite selvatica già 2000 anni a.c. I primi documenti storici risalgono però solo alla dinastia Han (206 a.c. – 220 d.c.) Coppe da vino del XII sec. a.c. Jia Fu Wu Hu

51 Le zone di produzione In origine il vino duva si produceva solo nelle regioni occidentali Il suo uso era riservato alle classi ricche ed era considerato un bene di lusso He sec XII a.c. Yue Fu Jou sec.XI a.c. Hu: IV sec. a.c.

52 Gli altri vini Nel resto della Cina si produceva vino giallo, cioè di riso e di altri cereali La sua lavorazione è + complessa ma la materia prima è disponibile tutto lanno e quindi la bevanda era + diffusa e + popolare Il vino duva si diffuse solo sotto la dinastia Tang ( d.c.) Shi hu: IV sec. a.c. Ox Shaped Zun: VI sec.a.c.

53 e per concludere… Video di 4 minuti sulla storia del vino da Roma alletà modernaVideo

54 Bibliografia G. Cavazzana, L. Innocenti, T. De Rosa, LA MIA CANTINA, Edizioni Librex, Milano, 1969 A. De Bernardi, S.Guarracino, SOCIETÀ E STORIA, Mondadori, Milano, 1989 Longo, P. Scarpi, DELLA VITE E DEL VINO, Claudio Gallone Editore, 1999 E. SALZA PRINA RICOTTI, L'alimentazione ed il banchetto in epoca greca in L'arcano convito, Cultural publications of the Cassa di Risparmio di Verona. E. SALZA PRINA RICOTTI, Dossier: L'arte del bere nell'antichità in Archeo, nº 81, November 1991, pp Hug Johnson, Il Vino, Franco Muzzio Editore, 1991 Hugh Johnson, Fancis Robinson, Atlante mondiale dei vini, Mondadori Catarina Hiort af Ornas, LUniverso del vino, Enosis BILLIARD R., 1913, La Vigne dans lAntiquité. Libr. H. Lardanchet, Lione FREGONI M., 1991, Origini della vite e della viticoltura, Musumeci Ed., Quart MANFREDI V.M., 1996, I greci dellOccidente. A. Mondadori Ed., Milano MONTANARI 1999, La fame e labbondanza, Laterza, Bari M.DONA, 2003, Filosofia del vino, Bompiani, Milano COLUMELLA, De Re rustica PLINIO IL VECCHIO (I sec.), Naturalis Historia, I-XXXV VARRONE, Res Rusticae I-II VIRGILIO, Georgiche, II – III MARZIALE, Epigrammi ORAZIO, Odi OMERO, Odissea ALCEO, Frammenti

55 Siti interessanti sulla storia del vino

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