La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Corso di Laurea Specialistica Classe 4 Empoli, 7 giugno 2010 marcello bozzi La gestione e valutazione dei processi.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Corso di Laurea Specialistica Classe 4 Empoli, 7 giugno 2010 marcello bozzi La gestione e valutazione dei processi."— Transcript della presentazione:

1

2 Corso di Laurea Specialistica Classe 4 Empoli, 7 giugno 2010 marcello bozzi La gestione e valutazione dei processi

3 Siete tutti Laureati ? Alcune informazioni, considerazioni e riflessioni propedeutiche Chi siete? Di cosa vi occupate? Quali aspettative? Per fare quello che si fa oggi serve una laurea … o un Master … o un corso specifico …? Cosa vuol dire essere laureati??? Cosa cambia (deve cambiare) nel lavoro di tutti i giorni?

4 Marcello bozzi Nella sanità dal 1975 Diversi ruoli e funzioni Dipartimento Professioni Sanitarie

5 ORGANIZZAZIONE COMUNICAZIONE INTERAZIONE INTEGRAZIONE FORMAZIONE PROGRAMMAZIONE INFORMAZIONE VERIFICA VALUTAZIONE REALIZZAZIONE

6

7 1.La storia 2.I numeri 3.La forma e la sostanza 4.La politica - la paura (le paure) 5.I modelli organizzativi 6.I livelli di interazione, integrazione, collaborazione e condivisione (articolazione organizzativa)

8 1. La storia Ufficiali di polizia giudiziaria (Tecnico della Prevenzione) Specializzazione dellinfermiere (assistente Sanitario)

9 2. I numeri

10 3. La forma e la sostanza

11 ORGANIZZAZIONE COMUNICAZIONE INTERAZIONE INTEGRAZIONE FORMAZIONE PROGRAMMAZIONE INFORMAZIONE VERIFICA VALUTAZIONE REALIZZAZIONE

12

13 Le fonti normative (funzionamento del sistema) Le fonti normative (professionali) Le fonti normative (specifici interventi) Lorganizzazione La clinica La forma La sostanza

14 1.Fornire conoscenze relativamente alle normative che regolamentano il funzionamento del Sistema Sanitario D.Lgs. 502/92 e s.m.i. DPR 14 gennaio 1997 (requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi) PSN e PSR L.R. ……... Atto Aziendale (assetto istituzionale, organizzazione aziendale e mission) * Autorizzazione Requisiti minimi per essere autorizzati ad erogare prestazioni sanitarie (strutture pubbliche e private - requisiti strutturali, impiantistici, tecnologici, organizzativi) Atto con il quale la Regione garantisce ai cittadini il possesso, da parte delle strutture sanitarie, di un insieme di requisiti capaci di garantire un determinato livello delle prestazioni erogate. * Accreditamento (requisiti struttu- rali e tecnologici) (processi)

15 Le normative che disciplinano lattività dei professionisti e le responsabilità di riferimento Tutti i Profili Professionali i Codici Deontologici (alcune professioni) Legge 42/99 - Disposizioni in materia di Professioni Sanitarie Legge 10 agosto 2000 n. 251 Disciplina delle professioni sanita- rie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione, nonché della professione ostetrica Determinazione delle Classi dei CCLL 2001 – Conferenza Stato – Regioni – Op. Socio San PSN e PSR CCNL - Declaratorie Leggi Regionali di riferimento L. 43/2006 Disposizioni in materia di professioni sanitarie inf., ost., riab., tec.-san. e della prev. e delega al Governo per l'istituzione dei relativi Ordini Professionali

16 Professioni Sanitarie (n. 22 – dal 1994 in poi) Autonomia Responsabilità Tutti i Profili Progettualità Infermieri Ostetriche Tecnici della Prevenzione +/- Fisioterapisti Logopedisti …. in riferimento alla diagnosi e alle prescrizioni del medico …

17 Completa revisione del sistema organizzativo e del sistema delle cure (reingegnerizzazione) Cambiamento culturale Guida Indirizzo Supporto Formazione specifica top down bottom - up Livelli di competenza (curriculum formativo) Livelli di responsabilità (normative) Necessità di funzionamento del sistema

18

19 Art Programmazione delle risorse per la spesa sanitaria (… Omissis…) contempli ai fini dell'efficentamento del sistema e del conseguente contenimento della dinamica dei costi, nonché al fine di non determinare tensioni nei bilanci regionali extrasanitari e di non dover ricorrere necessariamente all'attivazione della leva fiscale regionale: L.133/08

20 a)una riduzione dello standard dei posti letto, diretto a promuovere il passaggio dal ricovero ospedaliero ordinario al ricovero diurno e dal ricovero diurno all'assistenza in regime ambulatoriale; Atto di indirizzo da parte delle Regioni per la razionalizzazione dei posti letto e lottimizzazione dei percorsi (rete clinico- assistenziale). (N.B. Sacconi)

21 a)l'impegno delle regioni, anche con riferimento a quanto previsto dall'articolo 1, comma 565, lettera c) della legge 27 dicembre 2006, n. 296, in connessione con i processi di riorganizzazione, ivi compresi quelli di razio- nalizzazione e di efficienta- mento della rete ospedaliera, alla riduzione delle spese di personale degli enti del Servizio sanitario nazionale anche attraverso: Necessità di riorganizzare, dipartimenta- lizzare e razionalizzare (integrare gli spazi, le strutture, le attrezzature, le tecnologie e le risorse).

22 1.la definizione di misure di riduzione stabile della consistenza organica del personale in servizio e di conseguente ridimen- sionamento dei fondi della contrattazione integrativa di cui ai contratti collettivi nazionali del predetto personale; Determinazione dei criteri per la definizione delle dotazioni organiche, tenuto conto delle programmazioni precedentemente definite.

23 1.la fissazione di parametri standard per l'individuazione delle strutture semplici e complesse, nonché delle posizioni organizzative e di coordinamento rispettivamente delle aree della dirigenza e del personale del comparto del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto comunque delle disponibilità dei fondi della contrattazione integrativa, così come rideterminati ai sensi di quanto previsto dal numero 1); Definire standard di riferimento per la determinazione del numero e tipologia di: strutture semplici; strutture complesse coordinamenti (di dipartimento e di unità operativa) posizioni organizzative

24 a)l'impegno delle regioni, nel caso in cui si profili uno squilibrio di bilancio del settore sanitario, ad attivare anche forme di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie da parte dei cittadini, ivi compresi i cittadini a qualsiasi titolo esenti ai sensi della vigente normativa, prevedendo altresì forme di attivazione automatica in corso d'anno in caso di superamento di soglie predefinite di scostamento dall'andamento programmatico della spesa.

25

26 CCNL 17 ottobre Area della Dirigenza -

27 TITOLO IV ART. 8 - DIRIGENZA DELLE PROFESSIONI SANITARIE INFERMIERISTICHE, TECNICHE, DELLA RIABILITAZIONE, DELLA PREVENZIONE E DELLA PROFESSIONE OSTETRICA - Entrata a regime dellistituzione della qualifica unica di dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione ostetrica.

28 1.A seguito delladozione del DPCM 25 gennaio 2008, con cui è stato reso esecutivo lAccordo Stato Regioni del 15 novembre 2007 concernente la disciplina per laccesso alla qualifica unica di dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione ostetrica, dalla data di entrata in vigore del presente CCNL entra a regime listituzione della qualifica unica di dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione ostetrica, già provvisoriamente disciplinata dallart. 41 del CCNL integrativo 10 febbraio 2004.

29 1.Le aziende provvedono alla istituzione dei posti della nuova figura dirigenziale sulla base delle proprie esigenze organizzative me- diante modifiche compensa- tive della dotazione organica complessiva aziendale, effet- tuate ai sensi delle norme vigenti in materia, senza ulteriori oneri rispetto a quelli definiti dalle Regioni. La trasformazione della dota- zione organica avviene nel rispetto delle relazioni sinda- cali di cui ai CC.CC.NN.L. Analisi delle necessità e determinazione dei posti da ricoprire con le nuove figure dirigenziali. Compensazione delle dotazioni organiche (indirizzi regionali ?). Contrattazione con le OO.SS. dellArea della Dirigenza. Definizione di linee di guida e indirizzi a livello regionale.

30 1.Ai fini di quanto previsto nel comma precedente le Regioni possono adottare, sulla materia, apposite linee di indirizzo ai sensi dellart. 5 del presente contratto, indicando altresì, ove necessario, le modalità e i limiti della copertura dei relativi oneri. 1.Alla dirigenza di nuova istituzione si applicano sotto il profilo normativo ed economico tutte le norme previste per la disciplina del rapporto di lavoro della dirigenza dei ruoli sanitario, professionale, tecnico ed amministrativo, dai CCNL vigenti alla data di entrata in vigore del presente contratto. Di conseguenza la struttura della retribuzione è quella di cui allart. 33, comma 1, del CCNL Alla dirigenza di cui al comma 1 non compete lindennità di esclusività.

31 1.La retribuzione di posizione minima unificata attribuita al dirigente di cui al comma 1, è quella stabilita dallart. 44, comma 1, tavola C) del CCNL 3 novembre 2005, come rideterminata dallart. 6 del CCNL del 5 luglio 2006, II biennio economico e dallart. 23 del presente contratto. 1.Per la formazione dei fondi della dirigenza del ruolo sanitario appartenente alle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione ostetrica si applica quanto previsto dallart. 52 del CCNL del 3 novembre 2005, come integrate dagli artt. 9, 10 e 11 del CCNL , II biennio per i dirigenti dei ruoli professionale, tecnico ed amministrativo e confermati dagli artt. 24, 25 e 26 del presente CCNL, fermo restando quanto previsto nel comma 3 del presente articolo.

32 1.Le attribuzioni dei dirigenti di nuova istituzione e la regola- zione, sul piano funzionale ed organizzativo, dei rapporti in- terni con le altre professionali- tà della dirigenza sanitaria, sa- ranno definite dallazienda, nel rispetto delle attribuzioni e del- le competenze degli altri diri- genti già previste dalla normati- va nazionale vigente, nellambi- to di apposito regolamento, previa consultazione obbligato- ria delle OO.SS. firmatarie del presente contratto,... /… Definizione di un regolamento aziendale che definisca ambiti, competenze (nel rispetto delle norme vigenti) e responsabilità ai diversi livelli delle articolazioni organizzative ….. … consultazione con le OO.SS. ….

33 ….. sulla base dei contenuti professionali del percorso formativo indicato nellart. 6, comma 3 del d.lgs. 502 del 1992 e nel decreto del Ministero delluniversità, ricerca scientifica e tecnologica del 2 aprile 2001, pubblicato sul supplemento ordinario della G.U. del 5 giugno 2001, n. 128, nonché delle attività affidate in concreto a tali dirigenti. … rispetto dei contenuti professionali, in linea con i principi fissati dal Decreto MIUR del 2 aprile 2001 (ATTENZIONE !!!!! Il decreto in questione contiene importanti errori da refuso – vedi nota).

34 …/… Le attribuzione del dirigente di nuova istituzione di cui al presente articolo dovranno consentire un adeguato livello di integrazione e collaborazione con le altre funzioni dirigenziali, garantendo il rispetto dellunicità della responsabilità dirigenziale per gli aspetti professionali ed organizzativi interni delle strutture di appartenenza. Necessità di interazione, collaborazione ed integrazione (inter- responsabilità) tra le diverse figure dirigenziali presenti, nel rispetto della unicità della responsabilità dirigenziali per gli aspetti professionali ed organizzativi interni delle strutture di appartenenza.

35 …/… In particolare, a tale ultimo fine, dovranno essere evitate sovrapposizioni e duplicazioni di competenze ed attribuzioni che, sul piano organizzativo, possano ostaco- lare od impedire un regolare avvio e funzionamento dei nuovi servizi nonché lottimale organizzazione aziendale. Il regolamento di cui al presente comma dovrà essere stato adottato dallAzienda prima di procedere allassunzione dei dirigenti di nuova istituzione. Necessità di evitare sovrapposizioni e duplicazioni al fine di garantire il migliore funzionamento dei servizi. Definire il regolamento prima dei concorsi per lassunzione delle nuove figure dirigenziali.

36 1.Il presente articolo sostituisce lart. 41 del CCNL integrativo del 10 febbraio 2004.

37 Sulla base dei contenuti riportati è necessario comparare le funzioni e le competenze dirigenziali del medico (D.Lgs. 502/92 e s.m.i.) con le competenze della nuova dirigenza delle professioni sanitarie, di ogni specifica professione e di ogni livello dellarticolazione organizzativa e, di seguito, definire le collaborazioni, le interazioni e le integrazioni.

38 Comparazione normative nazionali che regolamentano e disciplinano le attività del Medico e delle Professioni Sanitarie

39 Assoluta necessità di lavorare sul livello Regionale

40 ORGANIZZAZIONE COMUNICAZIONE INTERAZIONE INTEGRAZIONE FORMAZIONE PROGRAMMAZIONE INFORMAZIONE VERIFICA VALUTAZIONE REALIZZAZIONE

41 3. La forma e la sostanza

42 … dal lavoro del singolo.... AL LAVORO DI SQUADRA

43 Modello organizzativo Chi fa che cosa Quando Con chi Come Relazioni Interazioni Integrazioni

44 Concettualità e ragionamento

45 La complessità del sistema

46 Qualità Progrram- mazione Aspetti igienico- organizzativi Appropriatezza Organizza- zione Gestione Governo clinico Utilizzo razionale risorse Utilizzo razionale farmaci Organizzazione lavoro medico Organizzazione lavoro prof. San. Organizzazione lavoro op. supp. Sicurezza Logistica Sistemi autorizzativi Accreditamento Formazione Sistemi informativi Verifica e valutazione Percorsi Processi Aspetti alberghieri Accoglienza

47 ORGANIZZAZIONE COMUNICAZIONE INTERAZIONE INTEGRAZIONE FORMAZIONE PROGRAMMAZIONE INFORMAZIONE VERIFICA VALUTAZIONE REALIZZAZIONE CONDIVISIONE AUDIT

48 Quali priorità e quali riferimenti ??? Le norme del passato Le tradizioni Le consuetudini La storia (passata) Una nuova lettura delle norme Il progetto I saperi

49 Sistema delle comunicazioni, collaborazioni, integrazioni, relazioni, interazioni, relazioni, condivisioni e relative responsabilità

50 Sistema delle comunicazioni collaborazioni, integrazioni, relazioni, interazioni, condivisioni e relative responsabilità

51 Ruolo Status Giuridico Contesto..... SAPERISAPERI SAPERISAPERI FORMAZIONEFORMAZIONE FORMAZIONEFORMAZIONE

52 Sistema delle comunicazioni collaborazioni, integrazioni, relazioni, interazioni, condivisioni e relative responsabilità (linea di produzione)

53 Modelli organizzativi Sistemi di cura e assistenza Strumenti di lavoro Procedure e protocolli Profili di cura e assistenza Verifica e Valutazione Audit Formazione DF

54 I ruoli di Direttore e Coordinatore: - lattività di un singolo o una parte fondamentale del (e nel) sistema???

55 Il ruolo del coordinatore: - lattività di un singolo o una parte fondamentale del (e nel) sistema???

56 Regole generali di funzionamento Utilizzo razionale delle risorse Direzione e gestione delle risorse Progetti e processi EBM / EBN Formazione Verifica e Valutazione Audit DF

57 I ruoli di Dir. e Coord. di Dipartimento: - lattività di un singolo o una parte fondamentale del (e nel) sistema???

58 I ruoli di Dir. e Coord. di Dipartimento: - lattività di un singolo o una parte fondamentale del (e nel) sistema???

59 Tipologie di attività Volumi di attività Necessità di risorse e tipologia (saperi) Percorsi – accessi -processi Sistemi autorizzativi Qualità e appropriatezza Accreditamento e risck management Verifica e valutazione Indirizzi + formazione DF

60 I ruoli a livello della Direzione Generale: - lattività di un singolo o una parte fondamentale del (e nel) sistema???

61 I ruoli a livello della Direzione Generale: - lattività di un singolo o una parte fondamentale del (e nel) sistema???

62 Obiettivi Strategie Progetti Coinvolgimenti Budget Criteri per distribuzione risorse Sistemi incentivanti Sistemi di verifica e valutazione DF

63 PL per acuti 3 ab. PL per lungodegen- ze e riab. 1 ab. Territorio Rete degli ospedali Rete tra ospedali, strutture residen- ziali e strutture terr. e serv. domiciliari Tecnologie Attività Risorse

64 Ospedale1Ospedale2Ospedalenuovo La dimensione dellospedale nuovo non è la sommatoria di ospedale 1 e ospedale 2 Le UU.OO. di Ospedale 1 e Ospedale 2 sono identiche (+/-) Le attività (tipologie) sono sovrapponibili (+/-) Nel nuovo ospedale non ci saranno i reparti Cambiamento strutturale Cambiamento nei modelli organizzativi Cambiamento nei sistemi di cura e ass. Tecnologie e attrez. Cambiamento culturale (da parte di tutti)

65 C'è tanto da cambiare C'è tanto da lavorare

66 4. La politica La paura (le paure)

67 … LA PAURA … Sviluppo nella formazione Sviluppo nella clinica e nellorganiz.

68 … la questione ordinistica …

69 Illustre Signora Ministra, ci permettiamo di sottoporre alla Sua attenzione alcune considerazioni preoccupate ed urgenti in merito ai contenuti dello schema di decreto sullistituzione degli ordini e degli albi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione, il cui esame da parte del Governo sarà completato entro il 4 marzo prossimo. In particolare la categoria ritiene inaccettabile la disposizione che prevede lo svolgimento di attività riservate alle 22 professioni sanitarie inserite nellambito dei tre Ordini. Chiediamo che questa norma venga cassata al fine di evitare pericolose interferenze nei compiti di cui i medici hanno elettivamente competenza e responsabilità e il rischio di ingenerare una reale confusione di ruoli a discapito dei pazienti. Certi che vorrà comprendere le ragioni della nostra richiesta, a sostegno anche della posizione espressa dalla Fnomceo, che ci auguriamo venga accolta nei tempi utili, cogliamo loccasione per porgere i nostri più cordiali saluti. ANAAO ASSOMED - CIMO ASMD - FED. CISL MEDICI COSIME – FESMED - SNR

70

71 In una lettera inviata al Ministro delle Salute Livia Turco, ai Sottosegretari dello stesso dicastero Zucchelli e Patta, ai Presidenti della Commissione Igiene e Sanità Ignazio Marino e Affari Sociali Mimmo Lucà, nonché ai componenti le due Commissioni parlamentari, il presidente della FNOMCeO Amedeo Bianco preso atto dello schema di decreto legislativo di "Attuazione della delega di cui all'art. 4 della Legge n. 43 e successive modificazioni, per l'istituzione degli Ordini e Albi delle Professioni Sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico sanitarie e della prevenzione", ha inteso rappresentare le proprie forti preoccupazioni e la propria contrarietà al dispositivo relativamente alla individuazione delle attività riservate. "Il testo infatti - si legge nella nota - in aderenza alla delega di cui alla legge 1/02/2006 n° 43 art. 4 comma 1 punto d), provvede a "definire, per ciascuna delle professioni di cui al presente comma, le attività il cui esercizio sia riservato agli iscritti agli Ordini e quelle il cui esercizio sia riservato ai singoli Albi". "La definizione analitica delle attività riservate di competenza di ciascuno dei profili professionali, in assoluto e così come formulata, non garantisce infatti dal verificarsi di una sovrapposizione o addirittura di una esclusione di attività e competenze oggi esercitate, in via riservata, dai medici e dagli odontoiatri (così come da altre professioni sanitarie di cui all'art. 1comma 2 della Legge /42)".

72 "In particolare - scrive Bianco - non si fa esplicito riferimento al rispetto delle riserve inerenti alle attività e alle competenze esclusive nel campo della prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle professioni di medico e odontoiatria, così come non si danno indicazioni sulle modalità con le quali viene garantita l'unitarietà della prestazione sanitaria e socio-sanitaria e l'individuazione della responsabilità dei processi". "In carenza di questi forti elementi di chiarezza - aggiunge - il provvedimento legislativo, se così approvato può diventare fonte di contenziosi. "La FNOMCeO la sollecita quindi - conclude Bianco - ad intervenire, nell'ambito delle sue responsabilità, sul Testo, onde garantire la piena agibilità di un'efficace attuazione del provvedimento già di per sé complesso". Le comunicazioni agli Ordini Sulle iniziative intraprese a tutela delle attività e delle competenze delle due professioni, il presedente Bianco ha relazionato con due note distinte i colleghi presidenti di Ordine e i presidenti delle Commissioni odontoiatriche.

73 "Cari Presidenti, Vi invio la lettera che ho trasmesso alle istituzioni per richiamare in modo forte l'insufficienza del Testo in una materia delicata e cioè la definizione delle riserve di attività per le professioni sanitarie oggi prossime a transitare in Ordini" - scrive il presidente Bianco nella comunicazione inviata ai colleghi presidenti di Ordine e ai presidenti delle Commissioni Odontoiatriche. "Le preoccupazioni che ho già rappresentato per le vie brevi al Ministero della Salute, mi paiono sostanziose e fondate e credo costituiranno motivo di attenta considerazione e ripensamento da parte dei destinatari. Mi auguro che si creino le condizioni per correggere questo testo con l'intenzione non di ledere spazi di autonomia delle professioni sanitarie, ma di tutelare le nostre competenze e attività svolte". * * *

74 Cari Colleghi, facendo seguito agli interventi brevi e a quello ufficiale di cui alla mia precedente nota Vi comunico che sono stato convocato d'urgenza in data odierna presso il Ministero della Salute dal Sottosegretario Patta e dallo staff legislativo e legale del Ministero. Era presente con me anche il Segretario della FNOMCeO e Vice Presidente dell'Ordine dei Medici di Roma, dr. Roberto Lala. Abbiamo rappresentato, in quella sede, il contenuto della lettera e ulteriormente esplicitato le forti preoccupazioni sul dispositivo che, nel definire !"attività riservate" per 22 profili sanitari, se non opportunamente calibrato, crea potenziali conflitti ed erosioni delle nostre professioni di medico e di odontoiatra. Il Sottosegretario Patta ha dichiarato che questo provvedimento non intende intervenire nelle competenze e nelle attività delle nostre professioni, rendendosi disponibile ad una dichiarazione ufficiale in tal senso, poi resa nel comunicato stampa che vi allego.

75 Abbiamo rilevato che l'attuale art. 10 va modificato, in modo da rendere più incisive ed esplicite le seguenti previsioni: 1. Devono restare impregiudicate le competenze proprie e le attività svolte dalle professioni di medico, odontoiatra, veterinario e delle altre professioni sanitarie. 2. Deve essere garantita l'unitarietà delle prestazioni sanitarie e socio- sanitarie: 3. Deve essere garantita la individuazione della responsabilità dei processi. Il Sottosegretario Patta, pur ritenendo complessa la possibilità di intervenire sul testo già depositato in Consiglio dei Ministri, ha promesso tutto il suo impegno nel senso su indicato. La delega scade il 4 marzo p.v., il che significa che entro tale data il Consiglio dei Ministri deve consegnare al Parlamento il testo perché divenga oggetto di assegnazione e valutazione presso le competenti Commissioni di Camera e Senato. Dal punto di vista procedurale esiste incertezza se i termini a disposizione siano 40 o 90 giorni; una cosa è certa, o decade la delega o va in Parlamento.

76 Non appena saremo a conoscenza dell'esito e qualora dovesse avvenire un percorso parlamentare attiveremo un Gruppo di lavoro che definisca i contenuti di una audizione che nel frattempo ci impegniamo a sollecitare. Questa lettera verrà inviata in copia a tutte le organizzazioni sindacali perché, nella distinzione dei rispettivi ruoli, possano contribuire a garantire le competenze proprie e le attività svolte dalle nostre professioni. A cura di Sesto Francia

77 SANITA': INCONTRO PATTA-ORDINI MEDICI SU DL PROFESSIONI ROMA (ANSA) - ROMA, 29 FEB - "Restano immodificate le attività e le competenze dei medici chirurghi in materia di diagnosi clinica, di prescrizione della terapia farmacologica, della cura, della riabilitazione e della prevenzione senza alcun conflitto con le altre professioni sanitarie, garantendo l'unitarietà delle cure per il paziente, all'interno di un modello operativo multiprofessionale". E' quanto ha stabilito il sottosegretario Patta che ha incontrato, oggi nella sede del Ministero della Salute, il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici Amedeo Bianco, il vice Presidente della Fnomceo Roberto Lala e il Alberto Spanò in rappresentanza dell'Ordine dei Biologi. Nel corso della riunione, il cui obiettivo era esaminare il testo dello schema di Decreto legislativo per la costituzione degli Ordini delle professioni sanitarie, Patta ha confermato che i rispettivi ambiti di competenza delle professioni sanitarie e degli altri professionisti dell'area sanitaria (tra cui medici, odontoiatri, veterinari, farmacisti, psicologi, biologi, chimici) non verranno in alcun modo variati. (ANSA).

78 Area Infermieristico-Ostetrica Todos Caballeros negli Ospedali Italiani Tra tanti dott. e prof. chi porterà la padella? …… Ancora Pirani Ancora Corriere della Sera Ancora La Repubblica

79 Area Tecnica Il personale laureato e non laureato … senza di me loro non possono fare niente …. …… La specificità dei processi

80 Area della Riabilitazione Il problema dei Fisiatri La centralità del medico …………….

81 Area della Prevenzione Il problema dei Veterinari La centralità del medico …………….

82 PERCHE? QUESTO ACCANIMENTO CONTRO NOI COSA ABBIAMO FATTO DI MALE A CHI DIAMO FASTIDIO ?

83 È un problema di conoscenze e competenze ? È un problema di interazione e di integrazione ? È un problema di ….. E un problema di gestione (risorse, strutture, etc.) ?

84 Dirigenza Area Sanitaria (medici) % di Dirigenti rispetto al totale delle risorse afferenti alla specifica Area 100% Dirigenza Area Sanitaria (altri) …% Dirigenza Area Prof.le …% Dirigenza Area Tecnica …% Dirigenza Area Amm.va …% Dirigenza Area Comparto 0 %

85

86

87

88

89 Lo sviluppo delle professioni è una necessità per i professionisti …. o è una necessità per il funzionamento del Sistema ???

90 1.Siamo pronti ? (NOI) 2.Il sistema è pronto ? 3.E gli altri professionisti ? 1.Cosa deve cambiare in noi ? 2.Cosa deve cambiare nel sistema ? 1.Quale è la nostra storia ? 2.Come ci considerano ? 3.Come ci consideriamo ? (NOI)

91 Servono professionisti preparati ed adeguati a garantire la completezza della risposta alla nuova domanda di salute della popolazione Servono dei sistemi in grado di garantire lapplicazione pratica dei principi teorici (Università – Aziende – OO.SS. – etc.)

92 Serve: Motivazione Coinvolgimento Senso di appartenenza Lavoro di squadra Riconoscimento professionale Gratificazione economica

93 Motivazione: Consapevolezza della scelta professionale Lagire professionale Lessere professionista La formazione teorica e la formazione pratica La considerazione professionale e interprofessionale

94 Coinvolgimento: Autonomie Responsabilità Interazioni Integrazioni Prescrizione (OSS?) Costruzione di un progetto e condivisione

95 Senso di Appartenenza: TODS (ti porto da me …) Noi (… non me ne …….) Danni per il cittadino Danni per lAzienda Danni per noi Danni per la professione

96 Lavoro di squadra:

97

98 Riconoscimento Professionale: Dai cittadini Dagli altri professionisti Dai MEDIA La storia di ieri La storia di oggi Il futuro

99 La gratificazione economica:

100 La nostra forza La nostra forza (inconsapevolmente inespressa)

101 Legge 1 febbraio 2006, n. 43 "Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 40 del 17 febbraio 2006

102 ART. 6 (Istituzione della funzione di coordinamento) 1.In conformità all'ordinamento degli studi dei corsi universitari, disciplinato ai sensi dell'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni, il personale laureato appartenente alle professioni sanitarie di cui all'articolo 1, comma 1, della presente legge, è articolato come segue:

103 a.professionisti in possesso del diploma di laurea o del titolo universitario conseguito anteriormente all'attivazione dei corsi di laurea o di diploma ad esso equipollente ai sensi dell'articolo 4 della legge 26 febbraio 1999, n. 42; a.professionisti coordinatori in possesso del master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento rilasciato dall'università ai sensi dell'articolo 3, comma 8, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, e dell'articolo 3, comma 9, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270;

104 a.professionisti specialisti in possesso del master di primo livello per le funzioni specialistiche rilasciato dall'università ai sensi dell'articolo 3, comma 8, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, e dell'articolo 3, comma 9, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270;

105 a.professionisti dirigenti in possesso della laurea specialistica di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 2 aprile 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 128 del 5 giugno 2001, e che abbiano esercitato l'attività professionale con rapporto di lavoro dipendente per almeno cinque anni, oppure ai quali siano stati conferiti incarichi dirigenziali ai sensi dell'articolo 7 della legge 10 agosto 2000, n. 251, e successive modificazioni.

106 2. Per i profili delle professioni sanitarie di cui al comma 1 può essere istituita la funzione di coordinamento, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. A tal fine, l'eventuale conferimento di incarichi di coordinamento ovvero di incarichi direttivi comporta per le organizzazioni sanitarie e socio-sanitarie pubbliche interessate, ai sensi dell'articolo 7 della legge 10 agosto 2000, n. 251, l'obbligo contestuale di sopprimere nelle piante organiche di riferimento un numero di posizioni effettivamente occupate ed equivalenti sul piano finanziario.

107 1.I criteri e le modalità per l'attivazione della funzione di coordinamento in tutte le organizzazioni sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private sono definiti, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con apposito accordo, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Ministro della salute e le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 1.L'esercizio della funzione di coordinamento è espletato da coloro che siano in possesso dei seguenti requisiti:

108 a.master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento nell'area di appartenenza, rilasciato ai sensi dell'articolo 3, comma 8, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, e dell'articolo 3, comma 9, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270; a.esperienza almeno triennale nel profilo di appartenenza.

109 1.Il certificato di abilitazione alle funzioni direttive nell'assistenza infermieristica, incluso quello rilasciato in base alla pregressa normativa, è valido per l'esercizio della funzione di coordinatore. 1.Il coordinamento viene affidato nel rispetto dei profili professionali, in correlazione agli ambiti ed alle specifiche aree assistenziali, dipartimentali e territoriali. 1.Le organizzazioni sanitarie e socio-sanitarie, pubbli- che e private, nelle aree caratterizzate da una determinata specificità assistenziale, ove istituiscano funzioni di coordinamento ai sensi del comma 2, affidano il coordinamento allo specifico profilo professionale.


Scaricare ppt "Corso di Laurea Specialistica Classe 4 Empoli, 7 giugno 2010 marcello bozzi La gestione e valutazione dei processi."

Presentazioni simili


Annunci Google