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Diritto del lavoro nellUnione europea a.a. 2010-2011 Prof.ssa Anna Alaimo.

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Presentazione sul tema: "Diritto del lavoro nellUnione europea a.a. 2010-2011 Prof.ssa Anna Alaimo."— Transcript della presentazione:

1 Diritto del lavoro nellUnione europea a.a Prof.ssa Anna Alaimo

2 Testi per lesame SCIARRA S. (a cura di), Manuale di Diritto sociale europeo, Giappichelli, 2010 (escluse: parte III del cap. VII; parte III del cap. VIII)

3 Testi per lesame FREQUENTANTI: Ulteriori riduzioni Alcune letture, consigliate durante il corso e riguardanti gli argomenti trattati a lezione, sostituiranno parti del manuale È consigliabile integrare lo studio con le slides proiettate durante le lezioni

4 Materiali utili per la frequenza: 1) Trattato sullUnione europea (TUE) Trattato sul funzionamento dellUnione Europea (TFUE) Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea 2) V. Ferrante (a cura di), Codice Europeo del Lavoro. Le principali norme della Comunità europea in materia sociale, Angeli, 2009

5 Il valore culturale e metodologico del diritto del lavoro nellU.E.: perché studiarlo Il diritto del lavoro nellU.E. aiuta a capire come cambia la funzione della regolazione giuridica in un contesto economico di denazionalizzazione e di internazionalizzazione dei mercati Il punto di vista del diritto del lavoro nellU.E. consente di inquadrare in una dimensione sopranazionale i mutamenti del diritto del lavoro nazionale e il suo processo di comunitarizzazione (rectius: europeizzazione) Lo studio del diritto del lavoro nellU.E. aiuta a capire come cambia il diritto del lavoro nel contesto ordinamentale multilivello …consente, in particolare, di leggere e di rileggere i diritti sociali fondamentali - individuali e collettivi – mettendo a raffronto le norme della Costituzione nazionale e quelle delle Carte europee dei diritti (sp. della Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea)

6 Diritto del lavoro nellU.E. La europeizzazione del diritto del lavoro nazionale: che significa? effetti modificativi dellordinamento nazionale del lavoro prodotti dallappartenenza allUnione europea

7 A) i regolamenti e le direttive in materia sociale B) la giurisprudenza della Corte di Giustizia dellUnione Europea (CGUE) ed il suo dialogo con le corti nazionali C) la comunitarizzazione delle politiche occupazionali (gli orientamenti del Consiglio dellUnione e le Relazioni annuali nazionali sulle politiche occupazionali) La europeizzazione: come avviene?

8 A) La europeizzazione attraverso i regolamenti e le direttive in materia sociale Le direttive non sono fonti direttamente vincolanti – come i regolamenti – ma creano unobbligazione di risultato (obbligo di adeguamento) in capo agli Stati membri IMP: Lo Stato membro non può adottare in pendenza del termine di trasposizione disposizioni che possano compromettere gravemente il risultato prescritto dalla direttiva (CGUE - sentenza Inter-Environnement Wallonie, 1997)

9 A) (…segue) La europeizzazione attraverso i regolamenti e le direttive in materia sociale la legge La Pergola (l. 86/1989) e le annuali leggi comunitarie di delega al Governo la più recente l. 11/2005: sostituisce la legge La Pergola alla luce del nuovo riparto di competenze Stato Regioni mantiene limpianto precedente ma prevede lesecuzione degli obblighi comunitari con legge regionale

10 (…segue) A) La europeizzazione attraverso i regolamenti e le direttive in materia sociale Oltre al principio di leale collaborazione tra comunità e Stati membri (art. 10 Cost.), art. 117, comma 1, Cost.: La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dallordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali art. 117, comma 5, Cost.: Le Regioni e le Province autonome (…), nelle materie di loro competenza, (…) provvedono allattuazione e allesecuzione degli accordi internazionali e degli atti dellUnione europea art. 8 l. 11/2005: Lo Stato, le regioni e le province autonome, nelle materie di propria competenza legislativa, danno tempestiva attuazione alle direttive comunitarie.

11 Art. 153, § 3 TFUE Uno Stato membro può affidare alle parti sociali, a loro richiesta congiunta, il compito di mettere in atto le direttive possibile trasposizione delle direttive tramite accordi/contratti collettivi

12 La europeizzazione indotta dalladeguamento nazionale alle direttive dellUnione europea è stata intensa rispetto a certi temi (esempi) parità uomo-donna e divieti di discriminazioni per ragioni di genere (dir. 75/117 sulla parità retributiva; 76/207 sulla parità nellaccesso, la formazione e le condizioni di lavoro - l. 903/1977; dir. 02/73 - d. lgs. 198/2006; dir. 06/54 – d. lgs. 5/2010) nuovo diritto antidiscriminatorio (dir. 2000/43 e 2000/78 - d.lgs. 215 e 216 del 2003) lavori flessibili (part- time e termine) (dir. 97/81 99/70: d. lgs. 61/2000, d. lgs. 368/2001) informazione e consultazione dei lavoratori (dir. 94/45/CE sui CAE: d. lgs. 74/2022; 2001/86/CE - d. lgs. 188/2005; dir. 2002/14/CE – d. lgs. 25/2007)

13 B) La europeizzazione attraverso la giurisprudenza della Corte di Giustizia dellUnione Europea (CGUE) ed il suo dialogo con le corti nazionali a) lattività interpretativa (del diritto dellU.E. primario e derivato) della CGUE su rinvio pregiudiziale [art. 267 TFUE : lettura] b) le sentenze di condanna degli Stati membri da parte della CGUE per violazione degli obblighi comunitari (la procedura di infrazione: artt. 258 e ss. TFUE ex artt. 226 e ss. TCE ) è una procedura utilizzata specialmente nei casi di mancata trasposizione delle direttive entro i termini

14 a) lattività interpretativa (del diritto dellU.E. primario e derivato) della CGUE su rinvio pregiudiziale Già nel 1985 (sent. 113/1985), la nostra Corte cost. ha riconosciuto alle sentenze interpretative della CGUE il medesimo valore delle norme precettive

15 Il consolidamento della sovranazionalità normativa ad opera della CGUE e della Corte cost. 1.Teoria del primato (CGUE e Corte costituzionale) 2.Principio della efficacia diretta delle direttive incondizionate e dettagliate (non orizzontale) 3.Principio della interpretazione conforme (o di efficacia indiretta) 4.Principio del risarcimento del danno da parte dello Stato inadempiente allobbligo di adeguamento al diritto dellUnione 5.Principio di non regresso

16 1) Teoria del primato e controlimiti Le norme dellUnione europea prevalgono su qualsiasi norma nazionale, sia precedente che successiva I principi fondamentali e supremi degli ordinamenti costituzionali nazionali e il nucleo essenziale dei diritti fondamentali non possono subire pregiudizio neppure da parte delle istituzioni europee CONTROLIMITI PRIMATO

17 1) Teoria del primato: il tentativo di costituzionalizzazione Art. I-6 Tr. Cost.: La Costituzione e il diritto adottato dalle istituzioni dellUnione nellesercizio delle competenze a questa attribuite prevalgono sul diritto degli Stati membri Dichiarazione allegata allattuale TUE: Il principio del primato del diritto dellUnione opera alle condizioni stabilite dalla Corte di giustizia La Dichiarazione n. 17 allegata al Trattato di Lisbona

18 2) Principio della efficacia diretta verticale delle direttive incondizionate e dettagliate La natura cogente della direttiva esiste solo nei confronti degli Stati membri cui è rivolta e, dunque, nelle sole controversie tra gli individui, lo Stato inadempiente e altri soggetti pubblici Sentenza Marshall I (1986)

19 3) Principio della interpretazione conforme (o di efficacia indiretta)… Comporta anche un obbligo di disapplicazione delle norme nazionali - legali e contrattuali (come ha precisato la CGUE) – difformi (anche posteriori senza attesa di abrogazione) tale obbligo sussiste anche in caso di difformità delle norme nazionali ai principi affermati dalla CGUE: Corte cost. 170/1984 e 113/1985

20 …(segue) le stesse raccomandazioni… …pur non essendo vincolanti, devono essere valorizzate dai giudici nazionali in funzione interpretativa (sent. Grimaldi, 1989)

21 4) Principio del risarcimento del danno da parte dello Stato inadempiente allobbligo di adeguamento al diritto comunitario Sentenza Francovich (1991) Le direttive non trasposte nel termine consentono agli individui di agire contro lo Stato inadempiente per il risarcimento del danno (condizioni: diritti del singolo ex direttiva; contenuto individuabile; nesso di causalità fra violazione e danno).

22 5) Principio di non regresso Specifiche clausole di non regresso vengono inserite nelle direttive riguardanti la materia sociale a partire dagli anni 90 In nessun caso lattuazione della presente direttiva costituisce una ragione sufficiente per giustificare una riduzione del livello generale di protezione dei lavoratori rientranti nel suo ambito di applicazione (art. 9, Dir. 2008/104/CE relativa al lavoro tramite agenzia interinale) Con la sentenza Mangold (2005) la CGUE ha attribuito a siffatte clausole valore giuridico in senso proprio (punto 52 della motivazione)

23 5) (segue…) Principio di non regresso: lattenuazione Possibile reformatio in pejus per motivi di politica sociale del tutto DIVERSI dallobbligo di trasposizione. Tali motivi non potranno essere semplicemente richiamati, ma dovranno formare oggetto di rigorosa dimostrazione da parte dello Stato

24 C) la comunitarizzazione delle politiche occupazionali (gli orientamenti comunitari e le Relazioni annuali nazionali sulle politiche occupazionali: tit. IX TFUE) (rinvio)


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