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La sospensione della prestazione di lavoro prof. avv. Riccardo Del Punta (Università di Firenze) 1.

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1 La sospensione della prestazione di lavoro prof. avv. Riccardo Del Punta (Università di Firenze) 1

2 La sospensione Sospensione del lavoro, non del rapporto Ambiguità della categoria della sospensione, sullo sfondo degli interrogativi sulla causa del contratto di lavoro E ancora giustificato il ricorso allimpossibilità sopravvenuta della prestazione? Sospensioni vecchie e nuove: dalla necessità alla libertà (v., se vuoi, R. Del Punta, La sospensione della prestazione di lavoro, in A. Vallebona, a cura di, I contratti di lavoro, I, Trattato Rescigno – Gabrielli, UTET, Torino, 2009, 813 ss.) 2

3 Le ipotesi legali di sospensione per motivi inerenti al lavoratore Malattia e infortunio Maternità e paternità Richiamo alle armi Aspettative e permessi per attività sindacale o per svolgimento di funzioni pubbliche elettive Permessi per motivi elettorali Permessi per motivi di studio Congedi formativi ex artt.5 e 6, l. n. 53/2000 Congedi per motivi personali ex art.4, l. n. 53/2000 Congedi per figli o familiari con handicap grave Riposi giornalieri per donatori di sangue e permessi per donatori di midollo osseo Aspettativa per fare volontariato nei paesi in via di sviluppo Un riordino normativo in vista (art. 23, l. n. 183/2010) 3

4 Eventi sospensivi: uno schema di lettura Definizione dellevento Accertamento dellevento (comunicazione, certificazione, controllo) Disciplina (I): diritto del lavoratore alla conservazione del posto e/o divieto di licenziamento; (II): trattamento economico/previdenziale e regime dellanzianità di servizio; (III): persistenza di obblighi inerenti al rapporto di lavoro (es. obbligo di fedeltà e doveri di correttezza) (IV): altri istituti (es. nella maternità e paternità) 4

5 Il gioco delle fonti Prevalenza della fonte contrattuale nella disciplina della malattia e dellinfortunio (salvo che per i profili previdenziali, riservati alla legge) Ruolo cruciale della giurisprudenza, peraltro con indirizzi relativamente stabili, al netto delle varietà dei casi di specie Dominio della fonte legale nella disciplina della maternità e paternità 5

6 Malattia e infortunio Le fonti legislative: - art. 32 Cost. -art c.c. -art. 53, d.P.R. n. 1124/1965 -art. 5, l. n. 300/1970 -art. 2, l. n. 33/1980 -art. 5, l. n. 638/1983 -artt. 55-septies e 55-octies, d.lgs. (TU) n. 165/2001 (modif. da d.lgs. n. 150/2009) -artt , d.lgs. n. 81/2008 -art. 71, c.1, l. n. 133/2008 -artt , l. n. 183/2010 6

7 Malattia e infortunio Nozioni di malattia e di infortunio Comunicazione e certificazione della malattia (in particolare: la certificazione on line) Controllo della malattia: (I)valutazione datoriale della certificazione medica e della condotta del lavoratore malato (II)le fasce orarie di reperibilità Regime del comporto: diritto alla conservazione del posto e divieto di licenziamento Trattamento economico/previdenziale (in particolare: le misure contro lassenteismo)

8 Malattia e infortunio: le nozioni Malattia come incapacità temporanea (fisica o psichica) al lavoro (cfr. art. 2, c. 1, l. n. 33/1980: nei casi di infermità comportante incapacità lavorativa) Esigenze terapeutiche, cure idrotermali (art. 16, l. n. 412/1991), tossicodipendenza (art. 124, d.P.R. n. 309/1990). Malattia e infortunio: comuni e professionali Malattia e inidoneità al lavoro Malattia avente effetto sospensivo delle ferie (principio sospensivo affermato da Corte cost. n. 616/1987 e ribadito da CGUE, 10 settembre 2009, C-277/08) 8

9 Comunicazione e certificazione della malattia Lavoro privato Gli obblighi di comunicazione e certificazione della malattia nei confronti del datore di lavoro sono previsti dai CCNL; nei riguardi dellINPS, dallart. 2, c. 2, legge n.33/1980 Denuncia obbligatoria per infortunio sul lavoro (entro 2 giorni dalla notizia) e malattia professionale (entro 6 giorni dalla comunicazione del lavoratore al datore di lavoro): art. 53, d.P.R. n. 1124/1965 Il contenuto della certificazione e dellattestato di malattia Lomessa indicazione dellindirizzo di reperibilità, ove diverso da quello abituale, comporta la perdita dellindennità di malattia INPS qualora impedisca la visita di controllo I casi di omesso o ritardato invio del certificato e di invio di un certificato inattendibile o di un certificato falso Le conseguenze sanzionatorie in caso di assenza non certificata: retributive e/o disciplinari; licenziamento per giusta causa in caso di certificato falso 9

10 Comunicazione e certificazione della malattia Lavoro pubblico Gli obblighi di comunicazione (immediata) e di certificazione della malattia (entro 2 giorni lavorativi dallinizio dellassenza, tramite un qualunque medico) sono previsti dai CCNL di comparto Su essi si è innestato lart. 55-septies, c. 1, TU n. 165/2001 (ma v. già lart. 71, c. 2, l. n. 133/2008) : nelle malattie oltre 10 giorni, o dopo il 2° evento di malattia nellanno solare, lassenza può essere giustificata soltanto con certificazione di una struttura sanitaria pubblica o di un medico convenzionato col SSN 10

11 Alcuni chiarimenti (sullart. 55 – septies, c. 1) Si ha assenza oltre 10 giorni sia nel caso di attestazione dellintera assenza mediante un unico certificato, che in quello in cui la prognosi iniziale fosse inferiore ma si sia poi avuta una protrazione della malattia (v. circolare Dip. Funz. Pubblica, n. 7/2008) E secondo evento anche lassenza di 1 giorno successiva ad un precedente e distinto evento morboso di 1 giorno (v. circolare n. 7/2008) 11

12 Omissione o vizi della certificazione (nel lavoro pubblico) Conseguenze dellomessa o ritardata certificazione: -retributiva, atteso che lassenza si considera non giustificata; -disciplinare, secondo i codici disciplinari previsti dai CCNL A valere anche per una certificazione priva dei requisiti ex art. 55-septies, c. 1, cit. Certificato falso: licenziamento (art. 55-quater, c. 1) + sanzione penale e risarcimento danni patrimoniali e allimmagine (art. 55-quinquies, c. 1-2) 12

13 Il certificato di malattia on line La storia normativa (lavoro privato) Art. 1, c. 149, l. n. 311/2004, che ha sostituito lart. 2, c. 1-2, l. n. 33/1980: A decorrere dal 1° giugno 2005, nei casi di infermità comportante incapacità lavorativa, il medico curante trasmette allINPS il certificato di diagnosi sullinizio e sulla durata presunta della malattia per via telematica on line … Il lavoratore è tenuto, entro 2 giorni dal relativo rilascio, a recapitare o a trasmettere, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, lattestazione della malattia, rilasciata dal medico curante, al datore di lavoro, salvo il caso in cui questultimo richieda allINPS la trasmissione in via telematica della suddetta attestazione …. La norma rinviava ad un decreto interministeriale per lindividuazione delle modalità tecniche, operative e di regolamentazione V. anche art. 50, c. 5-bis, l. n. 326/2003 (via art. 1, c. 810, l. 296/2006) 13

14 Il certificato di malattia on line La storia normativa (lavoro privato) DPCM 26 marzo 2008 Principi generali su trasmissione dati al SAC (art. 6) Definizioni (art. 7): certificato e attestato di malattia Dati da inserire obbligatoriamente nel certificato da parte del medico curante (art. 8) Rilascio al lavoratore visitato di copie cartacee di certificato e attestato (art. 8) Rinvio a ulteriore DM, per le modalità attuative 14

15 Il certificato di malattia on line La storia normativa (lavoro privato) Decreto Min. Salute 26 febbraio 2010 (adde circolare INPS, 16 aprile 2010, n. 60) Il certificato di malattia è trasmesso on line dal medico (dipendente del SSN o in regime di convenzione) allINPS, secondo le modalità di cui al disciplinare tecnico (all. 1 al decreto) Il medico rilascia al lavoratore copie cartacee LINPS rende immediatamente disponibile al datore di lavoro, per via informatica, lattestato di malattia Il lavoratore deve continuare a recapitare o inviare per racc. AR al datore di lavoro lattestato di malattia entro 2 giorni dal rilascio, salvo il caso in cui il predetto datore richieda allINPS la trasmissione telematica dello stesso 15

16 Il certificato di malattia on line La storia normativa (lavoro privato) Lapplicazione del DM 26 febbraio 2010 presso le singole Regioni avrebbe dovuto essere definita, peraltro, attraverso accordi specifici tra Min. Salute, Min. Economia e Regioni, che avrebbero dovuto essere stipulati entro il 30 aprile 2010 (allo scopo, tra laltro, di rendere esenti i MMG dai costi della trasmissione telematica, come previsto dallACN del 29 luglio 2009) Nelle more, i medici avrebbero dovuto procedere comunque alle operazioni previste dalla normativa 16

17 Il certificato on line si afferma nel lavoro pubblico Art. 55-septies, c. 2, TU n. 165/2001, introdotto dal d.lgs. n. 150/2009: In tutti i casi di assenza per malattia la certificazione medica è inviata per via telematica, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che lo rilascia, allINPS, secondo le modalità stabilite per la trasmissione telematica dei certificati medici nel settore privato dalla normativa vigente …, e dal predetto Istituto è immediatamente inoltrata, con le medesime modalità, allamministrazione interessata (v. circolare Dip. Funz. Pubbl., 19 marzo 2010, n. 1) La disciplina concerne soltanto il personale il cui rapporto di lavoro è stato privatizzato (v. circ. Dip. Funz. Pubbl., n. 2/2010) 17

18 La responsabilità dei medici Art. 55-septies, c. 4, TU n. 165/2001: Linosservanza degli obblighi di trasmissione per via telematica della certificazione medica concernente assenze di lavoratori in malattia … costituisce illecito disciplinare, e, in caso di reiterazione, comporta lapplicazione della sanzione del licenziamento, ovvero, per i medici in rapporto convenzionale con le ASL, della decadenza della convenzione, in modo inderogabile dai contratti o accordi collettivi Il CCNL 6 maggio 2010 per la dirigenza medica e veterinaria ha previsto la sospensione da 3 giorni a 6 mesi per inosservanza degli obblighi … in merito alla certificazione medica concernente assenze di lavoratori per malattia (art. 8, c. 8) 18

19 Le conseguenze per il lavoratore pubblico Circolare Dip. Funz. Pubbl., n. 1/2010: linvio telematico effettuato dal medico soddisfa lobbligo del lavoratore di recapitare lattestato di malattia, o di trasmetterla tramite racc. AR alla propria PA, entro i 2 giorni lavorativi successivi allinizio della malattia, fermo lobbligo di segnalare tempestivamente alla stessa PA la propria assenza e lindirizzo di reperibilità, qualora diverso da quello abituale 19

20 Dal privato al pubblico e dal pubblico al privato Art. 25, l. n. 183/2010: Al fine di assicurare un quadro completo delle assenze per malattia nei settori pubblico e privato, nonché un efficace sistema di controllo delle stesse, a decorrere dal 1° gennaio 2010, in tutti i casi di assenza per malattia dei dipendenti di datori di lavoro privati, per il rilascio e la trasmissione della attestazione di malattia si applicano le disposizioni di cui allart. 55- septies del d. lgs. n. 165/

21 Una disciplina omogenea privato-pubblico Il quid novi dellart. 25, l. n. 183/2010, è consistito: -nella possibile estensione al settore privato della norma sulla certificazione medica nel caso di assenze per malattia superiori a 10 giorni o ripetute per 2 volte nellanno solare; -nel fatto che, anche nel settore privato, lINPS è divenuto tenuto a trasmettere o rendere disponibile al datore di lavoro lattestato di malattia, esonerando il lavoratore, in prospettiva, dallobbligo contrattuale di certificazione (ma non da quello di comunicazione); di contro, lart. 2, c. 2, l. n. 33/1980, e il DM 26 febbraio 2010 avevano lasciato al datore la facoltà di farsi trasmettere per via telematica il certificato dallINPS In questo modo è stata istituita, di massima, una disciplina omogenea nei settori pubblico (più avanti nella sperimentazione) e privato 21

22 I medici obbligati Lobbligo di trasmissione telematica dei certificati riguarda (v. circolare Dip. Funz. Pubbl., n. 2/2010) : -i medici dipendenti del SSN; -i medici convenzionati col SSN; -i medici liberi professionisti, per i quali è in corso la distribuzione delle credenziali di accesso (ad essi, peraltro, non sono applicabile le sanzioni di cui supra, e non ne sono previste altre) 22

23 La circolare congiunta Un testo riepilogativo delle principali indicazioni fornite dalle circolari sinora uscite, pensato per entrambi i settori (privato e pubblico), è stato redatto con la circolare Dip. Funz. Pubbl. – Min. Lavoro, 18 marzo 2011, n. 4 In tutti i casi di assenza per malattia la certificazione medica è inviata per via telematica, dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia, allINPS, secondo le modalità di cui al DM del 26 febbraio

24 Il lavoratore Il lavoratore deve fornire al medico la propria tessera sanitaria, comunicando il domicilio di reperibilità, se diverso da quello abituale Il lavoratore, inoltre, richiede al medico il n. di protocollo identificativo del certificato inviato per via telematica. In aggiunta, può chiedere copia cartacea del certificato e dellattestato di malattia, ovvero, anche in alternativa, può chiedere di inviare copia pdf degli stessi documenti alla propria casella di posta elettronica 24

25 La posizione del lavoratore: esonero e obblighi Linvio telematico del certificato soddisfa lobbligo del lavoratore di recapitare lattestazione di malattia, ovvero di trasmetterla tramite racc. AR al proprio datore di lavoro, entro i 2 gg. (o 3,4,etc.) successivi allinizio della malattia Resta fermo lobbligo del lavoratore di segnalare tempestivamente al datore di lavoro la propria assenza e lindirizzo di reperibilità, qualora diverso da quello abituale (nonché – nel settore privato – di fornire, qualora espressamente richiesto dal datore di lavoro, il n. di protocollo identificativo del certificato, comunicato dal medico) 25

26 Il lavoratore e lINPS LINPS mette immediatamente a disposizione dei lavoratori le attestazioni di malattia relative ai certificati ricevuti Il lavoratore può prendere visione, ed eventualmente stampare, un proprio attestato di malattia, accedendo a tramite il proprio CF e il n. di protocollo del certificato, fornito dal medicowww.inps.it Inoltre, registrandosi preventivamente al sito INPS, il lavoratore può prendere visione di tutti i propri certificati e relativi attestati di malattia, ovvero chiederne linvio automatico alla propria PEC 26

27 Se il certificato è cartaceo … Nel caso in cui il medico non proceda allinvio telematico del certificato di malattia (es. perché impossibilitato ad utilizzare il sistema di trasmissione telematica, o per insorgenza della malattia allestero) ma rilasci la certificazione e lattestazione di malattia in forma cartacea, il lavoratore presenta lattestazione al datore di lavoro e, ove tenuto, la certificazione di malattia allINPS, secondo le modalità tradizionali 27

28 … è monitorato Inoltre, a fini di monitoraggio, il datore di lavoro pubblico segnala entro 48 ore via PEC, allAzienda sanitaria di riferimento del medico, di aver ricevuto certificazione cartacea in luogo di certificato inviato con modalità telematica 28

29 LINPS e il datore di lavoro LINPS mette immediatamente a disposizione dei datori di lavoro pubblici e privati le attestazioni di malattia relative ai certificati ricevuti: 1)mediante accesso diretto al sistema INPS (Servizi alle aziende – Consultazione attestati di malattia), tramite apposito PIN concesso dallINPS medesimo (v. circ. INPS 16 aprile 2010, n. 60) ; 2)mediante invio alla casella PEC indicata dal datore di lavoro (v. circ. INPS 7 settembre 2010, n. 119) I datori possono avvalersi dei servizi INPS anche tramite gli intermediari ex art. 1, c. 1 e 4, l. n. 12/1979 (consulenti del lavoro, avvocati, commercialisti, e, per imprese artigiane e piccole imprese, società di servizi o CAF istituiti dalle rispettive associazioni di categoria) 29

30 Il periodo transitorio Per 3 mesi decorrenti dalla pubblicazione della circolare, avvenuta sulla GU n. 135 del 13 giugno 2011, ergo fino al 12 settembre 2011 (v. chiarimento ministeriale reso il 16 giugno 2011), è riconosciuta, al datore di lavoro privato, la possibilità di chiedere al proprio lavoratore linvio della copia cartacea dellattestazione di malattia rilasciata dal medico al momento dellinvio telematico della certificazione di malattia, ovvero successivamente scaricata dal lavoratore dal sito INPS 30

31 A regime Al termine del periodo transitorio, il datore di lavoro privato non potrà più richiedere al proprio lavoratore linvio della copia cartacea dellattestazione di malattia, ma dovrà prendere visione della attestazioni di malattia dei propri dipendenti esclusivamente tramite i servizi INPS E in ogni caso riconosciuta, al datore di lavoro privato, la possibilità di richiedere ai propri dipendenti di comunicare il n. di protocollo identificativo del certificato inviato per via telematica 31

32 Richiesta on line di visite fiscali Ladesione da parte dei datori di lavoro privati ai servizi INPS per la trasmissione telematica delle attestazioni di malattia consentirà di usufruire del nuovo servizio (in fase di sperimentazione) messo a disposizione dallIstituto per la richiesta di visite fiscali on line 32

33 Certificati ospedalieri La circolare del Dip. Funz. Pubbl., n. 2/2010, ha precisato che, durante il monitoraggio e sin quando non saranno decise misure ad hoc, per i certificati di pronto soccorso, di ricovero ospedaliero, di dimissione da struttura ospedaliera (con relazione di accompagnamento), debbono essere ancora seguite la forma cartacea e la modalità di trasmissione tradizionale 33

34 Certificati con diagnosi Il dipendente pubblico è interessato a far conoscere la diagnosi della malattia alla PA nei seguenti casi: -esenzione dalla decurtazione della retribuzione accessoria nei primi 10 giorni di assenza (v. art. 71, c. 1, l. n. 133/2008), che si ha nei casi di assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, ricovero ospedaliero o day hospital, patologie gravi che richiedano terapie salvavita; -esenzione dallobbligo di reperibilità patologie gravi che richiedono terapie salvavita; infortuni sul lavoro; malattie con causa di servizio; stati patologici sottesi o connessi a invalidità; dipendenti già visitati per il periodo di prognosi indicato nel certificato 34

35 Certificati con diagnosi Nei casi predetti, come precisato dalla circolare del Dip. Funz. Pubbl., n. 2/2010, il certificato deve essere trasmesso e ricevuto dalla PA per via telematica, ma il medico deve stampare e consegnare al lavoratore copia del certificato cartaceo che il lavoratore avrà lonere di far pervenire tempestivamente alla PA secondo le tradizionali modalità (PEC, fax, raccomandata, consegna a mano) 35

36 Una circolare praeter legem? Prevedendo (anche nel settore privato) lesonero del lavoratore dallobbligo contrattuale di certificazione, la circolare n. 4/2011 è andata oltre il segno? Nel momento in cui lart. 55-septies, TU n. 165/2001, ha previsto linvio della certificazione, da parte dellINPS, alla PA datrice di lavoro, e tale modalità è stata poi estesa al settore privato, lincidenza sugli obblighi legali e contrattuali di certificazione, di fatto adempiuti da un terzo qualificato, è unimplicazione naturale del nuovo meccanismo 36

37 Il coordinamento con i CCNL E allo studio, in ogni caso, unipotesi di accordo interconfederale ponte, al fine di prevedere che: -restano in vigore gli obblighi contrattuali di comunicazione della malattia e delleventuale domicilio non abituale; -il lavoratore adempie allobbligo di certificazione comunicando al datore di lavoro, nei tempi e con le modalità previste dai CCNL, il n. di protocollo identificativo del certificato di malattia rilasciato dal medico; -ove la trasmissione telematica non avvenga, resta la modalità tradizionale di trasmissione del certificato, che il medico è tenuto in quel caso a rilasciare su supporto cartaceo 37

38 Facoltà del datore di lavoro di valutazione della malattia Il datore di lavoro può contestare lattendibilità del certificato medico presentato dal lavoratore, e di conseguenza considerare ingiustificate le corrispondenti assenze dal lavoro, ai fini retributivi e/o disciplinari, in caso di: -certificazione formalmente carente e/o non attestante unincapacità al lavoro e/o attestante una prognosi eccessivamente a ritroso; -Conoscenza (e prova in giudizio) di elementi di fatto che comprovino linesistenza della malattia, o inerenti allo svolgimento, da parte del lavoratore, di attività incompatibili con lo stato di salute denunciato 38

39 Malattia e svolgimento di altre attività Lo svolgimento di attività lavorative ricreative etc., in pendenza di malattia, può: - dimostrare linesistenza della malattia, rendendo ingiustificata lassenza dal lavoro (v. i CCNL o, per il lavoratore pubblico, lart. 55-quater, c. 1, lett. b), TU n. 165/2001); - violare il dovere di non compromettere la guarigione (artt c.c.), integrando una giusta causa di licenziamento; - violare lobbligo di reperibilità domiciliare (v. infra) 39

40 Controllo sanitario della malattia Diritto di controllo del datore di lavoro vs. obbligo del lavoratore di sottoporsi al controllo Divieto di ricorrere a medici di fiducia del datore di lavoro (art. 5, c. 1, l. n. 300/1970), con visite effettuabili soltanto tramite medici pubblici (dei servizi sanitari indicati dalle Regioni e delle liste speciali INPS: artt. 5 c. 2 l. n. 300/1970, 2 c. 4 l. n. 33/1980, 5 c. 12 l. n. 638/1983) Uneccezione: le visite sullidoneità del lavoratore tramite il medico competente (artt , d.lgs. n. 81/2008) Libera sindacabilità del certificato pubblico Parità (teorica) di valore probatorio (in caso di conflitto) fra certificato privato e pubblico Il CTU come medico di ultima istanza Giustizia vs. certezza? 40

41 Fasce orarie di reperibilità Lavoro privato Natura e funzione dellobbligo di reperibilità domiciliare nel lavoro privato (10-12 e 17-19, anche nei giorni festivi) Non vale per i lavoratori infortunati sul lavoro (ma per essi le fasce sono istituibili dal CCL: Cass. n /2002) Richiesta scritta della visita di controllo (anche per le malattie feriali ed anche per lavoratori non aventi diritto allindennità di malattia) allINPS competente in relazione al luogo di reperibilità del lavoratore Inoltro della richiesta a: a)medici dei servizi sanitari indicati dalle Regioni b)medici iscritti nelle liste speciali INPS 41

42 Fasce orarie di reperibilità Lavoro privato Assenza domiciliare e assenza dal lavoro Contenuto dellobbligo: disponibilità alla visita di controllo Giustificato motivo di assenza come clausola elastica Sanzioni: a)decadenza dal trattamento di malattia (pubblico e privato): in caso di assenza allunica o prima visita, 100% per i primi 10 gg.; di assenza alla seconda visita, 50% oltre i primi 10 gg. e fino alla conclusione evento; interruzione sanzione in caso di presentazione alla visita ambulatoriale b) disciplinari (conservative) 42

43 Fasce orarie di reperibilità Lavoro pubblico Art. 55-septies, c. 5, TU n. 165/2001: L'Amministrazione dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del dipendente anche nel caso di assenza di un solo giorno, tenuto conto delle esigenze funzionali e organizzative. Le fasce orarie di reperibilità del lavoratore, entro le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo, sono stabilite con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione Quali esigenze funzionali e organizzative? Es. il lavoratore potrebbe essere assente dal domicilio per procurarsi il certificato medico DPCM 18 novembre 2009, n. 206: 9-16 e (da 11 ore, ex l. 133/2008, a 7), anche nei giorni lavorativi e festivi Esclusioni: patologie gravi che richiedono terapie salvavita; infortuni sul lavoro; malattie con causa di servizio; stati patologici sottesi o connessi a invalidità; dipendenti già visitati per il periodo di prognosi indicato nel certificato 43

44 Fasce orarie di reperibilità Lavoro pubblico Il costo delle visite A seguito della sentenza 10 giugno 2010, n. 207, della Corte costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale lart. 17, c. 23, lett. e), d.l. n. 78/2009, conv. con l. n. 102/2009, le visite fiscali sono tornate a carico delle PA, e non più delle Aziende USL 44

45 Fasce orarie di reperibilità Lavoro pubblico La responsabilità del dirigente Art. 55-septies, c. 6, TU n. 165/2001: Il responsabile della struttura in cui il dipendente lavora, nonché il dirigente eventualmente preposto all'amministrazione generale del personale, curano l'osservanza delle disposizioni del presente articolo, in particolare al fine di prevenire o contrastare … le condotte assenteistiche. Si applicano, al riguardo, le disposizioni degli articoli 21 (decurtazione retribuzione di risultato fino a 80%) e 55-sexies, c. 3 (sospensione disciplinare fino a 3 mesi per omesso esercizio azione disciplinare + sospensione retribuzione di risultato per il doppio della sospensione) 45

46 Malattia e diritto del lavoratore alla conservazione del posto Fonti del comporto (art. 2110, c. 2, c.c.): contratto collettivo ed equità Il tramonto delleccessiva morbilità Comporto commisurato nel part-time verticale (anche in assenza di CCL: Cass. n /2009) Criteri di computo del comporto (anche in relazione alleziologia della malattia) Irrilevanza delle malattie ambientali In scadenza di comporto: ferie residue e aspettativa Il comporto del co.co.pro. (art. 66, c. 2, d.lgs. n. 276/2003) è pari a 1/6 della durata del contratto o a 30 giorni 46

47 Malattia e licenziamento Licenziamento per superato comporto: motivazione ( = indicazione delle assenze e del periodo di riferimento) e spatium deliberandi Precedente inapplicabilità art. 6 l. n. 604/1966 (Cass. n. 1861/2010); ma v., ora, art. 32 c. 2, l. n. 183/2010 Nullità del licenziamento per malattia Inefficacia temporanea del licenziamento non motivato dalla malattia ma in pendenza di essa, ed effetto sospensivo del preavviso Eccezioni allinefficacia: giusta causa, cessazione di attività dellazienda, scadenza del termine 47

48 Inidoneità psico-fisica e licenziamento Linidoneità permanente come giustificato motivo oggettivo di licenziamento, a prescindere dalla scadenza del comporto Difficoltà di stabilire la linea di confine tra inabilità e inidoneità Legittimità dei patti di demansionamento 48

49 Il regime dellinidoneità nel lavoro pubblico Situazione attuale: i CCNL prevedono che lo stato di permanente inidoneità psico-fisica sia accertato a cura della PA su richiesta del dipendente e dopo i primi 18 mesi di assenza per malattia, durante i quali si ha diritto alla conservazione del posto. In caso di accertamento positivo, la PA può concedere altri 18 mesi di assenza (non retribuita), oppure può risolvere il rapporto 49

50 Il regime dellinidoneità nel lavoro pubblico Lart. 55-octies, TU n. 165/2001, preannuncia lemanazione di un regolamento che, fermo che la PA è abilitata a licenziare il dipendente accertato inidoneo al servizio (senza più i 18 mesi allo stato garantiti dai CCNL), dovrà prevedere: -laccertamento dello stato di inidoneità permanente anche ad iniziativa della PA; -la possibilità per la PA di adottare provvedimenti di sospensione cautelare dal servizio in attesa della visita; -il contenuto e gli effetti dei provvedimenti (sia cautelari che rivolti alla risoluzione del rapporto); -la possibilità di licenziare il dipendente nel caso di reiterato rifiuto di sottoporsi alla visita di idoneità 50

51 Malattia: il trattamento Lavoro privato Diritto del lavoratore alla retribuzione o ad unindennità (art. 2110, c. 1, c.c.): i CCL possono modulare importo e durata del trattamento Trattamento contrattuale (sempre per i primi 3 gg.) e indennità previdenziale (anticipata dal datore di lavoro) ex INPS e INAIL Esenzione contributiva per il datore tenuto a pagare il trattamento di malattia (art. 20, c. 1, l. n. 133/2008) Decorso dellanzianità di servizio Maturazione delle ferie durante la malattia (SU, n /2001) Sospensione del lavoro senza corrispettivo per i co.co.pro. (art. 66, c. 1, d.lgs. n. 276/2003) 51

52 Le misure anti-assenteismo Accordo di Pomigliano (15 giugno 2010) 8.ASSENTEISMO Per contrastare forme anomale di assenteismo che si verifichino in occasione di particolari eventi non riconducibili a forme epidemiologiche, quali in via esemplificativa ma non esaustiva, astensioni collettive dal lavoro, manifestazioni esterne, messa in libertà per cause di forza maggiore o per mancanza di forniture, nel caso in cui la percentuale di assenteismo sia significativamente superiore alla media, viene individuata quale modalità efficace la non copertura retributiva a carico dell'azienda dei periodi di malattia correlati al periodo dell'evento A tale proposito l'Azienda è disponibile a costituire una Commissione paritetica, formata da un componente della RSU per ciascuna delle organizzazioni sindacali interessate e da responsabili aziendali,per esaminare i casi di particolare criticità a cui non applicare quanto sopra (segue)

53 Le misure anti-assenteismo Accordo di Pomigliano (15 giugno 2010) … Considerato l'elevato livello di assenteismo che si è in passato verificato nello stabilimento in concomitanza con le tornate elettorali politiche, amministrative e referendum, tale da compromettere la normale effettuazione dell'attività produttiva, lo stabilimento potrà essere chiuso per il tempo necessario e la copertura retributiva sarà effettuata con il ricorso a istituti retributivi collettivi (PAR residui e/o ferie) e l'eventuale recupero della produzione sarà effettuato senza oneri aggiuntivi a carico dell'azienda e secondo le modalità definite. Il riconoscimento dei riposi/pagamenti, di cui alla normativa vigente in materia elettorale, sarà effettuato, in tale fattispecie, esclusivamente nei confronti dei presidenti, dei segretari e degli scrutatori di seggio regolarmente nominati e dietro presentazione di regolare certificazione. Saranno altresì individuate, a livello di stabilimento, le modalità per un'equilibrata gestione dei permessi retribuiti di legge e/o contratto nell'arco della settimana lavorativa.

54 Le misure anti-assenteismo Accordo di Mirafiori (23 dicembre 2010) 4. ASSENTEISMO Le parti convengono di istituire per Mirafiori una Commissione paritetica, composta da un componente per ciascuna OO.SS. firmataria e altrettanti per parte aziendale, per monitorare lassenteismo. Essa opererà come segue: 1.Dal 1° luglio 2011, ai dipendenti che si assentino per malattie di durata non superiore a 5 giorni nelle giornate lavorative che precedono o seguono le festività o le ferie o il riposo settimanale, in caso di assenze ripetute nellarco dei precedenti 12 mesi per oltre due volte per eventi giustificati come malattia caratterizzati da identiche modalità (quelle di cui sopra), non verrà riconosciuto per il 1° giorno di assenza alcun trattamento economico a carico dellazienda Alla Commissione paritetica spetterà di individuare I casi particolari ai quali non sia applicabile la carenza (segue)

55 Le misure anti-assenteismo Accordo di Mirafiori (23 dicembre 2010) (continua) 2. Qualora a gennaio 2012 la Commissione rilevi che il tasso di assenteismo medio per malattia riferito al 2° semestre 2011 non è sceso sotto il 4%, non verrà riconosciuto alcun trattamento a carico dellazienda per i primi 2 giorni di malattia. Tale disciplina verrà applicata, nei singoli casi, previo esame congiunto nellambito della Commissione 3. Per gli anni successivi al 2012, nel caso in cui lassenteismo non sia inferiore al 3,5% troverà applicazione la medesima disciplina sub 2)

56 Le misure anti-assenteismo Accordo di Mirafiori (23 dicembre 2010) In sostanza, ai dipendenti che si assenteranno per malattie brevi (non oltre i 5 giorni) a ridosso delle festività, delle ferie o del riposo settimanale, per più di 2 volte in un anno, non sarà retribuito dallazienda il 1° giorno di malattia Dal 2012, non saranno retribuiti i primi 2 giorni di malattia, ma soltanto qualora lassenteismo (attualmente all8% circa) non sia sceso sotto il 4%; target ridotto al 3,5% dal 2013 e oltre

57 Il rinnovo del CCNL del Commercio (26 febbraio 2011) Art. 176 (parte non modificata) Durante il periodo di malattia … il lavoratore avrà diritto, alle normali scadenze dei periodi di paga: ad una indennità pari al 50% della retribuzione giornaliera per i giorni di malattia dal 4° al 20° e pari a 2/3 della retribuzione stessa per i giorni di malattia dal 21° in poi, posta a carico dellINPS; a)ad unintegrazione dellindennità a carico dellINPS da corrispondersi dal datore di lavoro, a suo carico, in modo da raggiungere complessivamente le seguenti misure: 1) 100% per I primi 3 giorni (periodo di carenza); 2) 75% per i giorni dal 4° al 20°; 3) 100% per i giorni dal 21° in poi della retribuzione giornaliera netta cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto (segue)

58 Il rinnovo del CCNL del Commercio (26 febbraio 2011) Art. 176 (parte modificata) Al fine di prevenire situazioni di abuso, con decorrenza dalla data di sottoscrizione del presente accordo di rinnovo, nel corso di ciascun anno di calendario (1 gennaio – 31 dicembre) e nei limiti di quanto previsto dal c. 1 dellart. 175, lintegrazione di cui al punto 1) della lettera b) del comma precedente viene corrisposta al 100% per i primi due eventi di malattia, al 50% per il terzo ed il quarto evento, mentre cesserà di essere corrisposta a partire dal 5° evento Non sono computabili, ai soli fini dellapplicazione della disciplina prevista al precedente comma, gli eventi morbosi dovuti alle seguenti cause: - ricovero ospedaliero, day hospital, emodialisi; - evento di malattia certificato con prognosi iniziale non inferiore a 12 giorni; - sclerosi multipla o progressiva e le patologie di cui allart. 181, c. 3, documentate da specialisti del servizio sanitario nazionale.

59 Malattia: il trattamento Lavoro pubblico Art. 71, c. 1, l. 6 agosto 2008, n. 133 Per i periodi di assenza per malattia, di qualunque durata, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni …, nei primi 10 giorni di assenza e' corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonchè di ogni altro trattamento accessorio. Resta fermo il trattamento più favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonché per le assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita I risparmi derivanti dall'applicazione del presente comma … non possono essere utilizzat(i) per incrementare i fondi per la contrattazione integrativa (Da coordinare con art. 55-septies, c. 1, TU n. 165/2001, concernente, tra laltro, le assenze di durata superiore a 10 giorni)

60 Congedi parentali Fonti: artt. 31 e 37 Cost.; d.lgs. (TU) n. 151/2001; CCNL (in misura ridotta); direttive 19 ottobre 1992, n. 92/85/CE, e 8 marzo 2010, n. 2010/18/UE (che attua Accordo quadro del 18 giugno 2009) Divieti di adibizione a lavori pericolosi faticosi insalubri, con possibile assegnazione a nuove mansioni, anche inferiori, e conservazione retribuzione (art. 7 ) Lavoro notturno: divieto e non obbligo (art. 53, poi art. 11, d.lgs. n. 66/2003) Congedo di maternità (art. 16 ss.) e paternità (art. 28 ss.) Congedo parentale (art. 32 ss.) Riposi giornalieri (art. 39 ss.) Congedo biennale per handicap grave (art. 42, c. 5) Congedo per la malattia del/la figlio/a (art. 47 ss.) Divieti di licenziamento e sospensione (art. 54) e regime dimissioni (art. 55) 60

61 Congedo di maternità (art.16 ss.) Divieto di adibizione delle lavoratrici madri al lavoro : -durante i 2 mesi prima della data presunta del parto (salvo interdizione anticipata al 6° mese o anche prima tramite provvedimento DPL ex art. 17, c. 2, o differita all8° mese ex art. 20); -qualora il parto avvenga oltre tale data, sino alla data effettiva del parto; -durante i 3 mesi dopo il parto; -durante gli ulteriori giorni non goduti prima del parto, in caso di parto prematuro 61

62 Un intervento della Consulta sul congedo di maternità Corte cost. 7 aprile 2011, n. 116, ha dichiarato lillegittimità costituzionale dellart. 16, lett. c), del TU n. 151/2001, nella parte in cui non consente, nellipotesi di parto prematuro con ricovero del neonato in una struttura sanitaria pubblica o privata, che la madre lavoratrice possa fruire, a sua richiesta e compatibilmente con le condizioni di salute attestate da documentazione medica, del congedo obbligatorio che le spetta, o di parte di esso, a far tempo dalla data dingresso del bambino nella casa familiare 62

63 Congedo di maternità in caso di adozioni e affidamenti (art.26) Titolarità: può essere richiesto dalla lavoratrice che abbia adottato o ottenuto in affidamento un minore Durata: 5 mesi (adozione) o 3 mesi (affidamento) Deve essere fruito durante i primi 5 mesi successivi alleffettivo ingresso del bambino nella famiglia della lavoratrice Regime particolare per adozione internazionale: 5 mesi dal giorno successivo allingresso del minore in Italia (più congedo non retribuito per permanenza allestero); ma parte dei 5 mesi retribuiti può essere fruita anche per la permanenza allestero, ferma la durata complessiva (art. 26, c. 3) 63

64 Congedo di paternità (art.28 ss.) Diritto (non obbligo) del padre lavoratore nei casi di: morte o grave infermità della madre; abbandono del figlio da parte della madre; affidamento esclusivo del bambino al padre Durata: quella del congedo di maternità o della parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice (anche non dipendente, per Trib. Firenze 16 novembre 2009) Padre adottivo o affidatario (art. 31), cui spettano, in subordine alla lavoratrice, il congedo ex art.26, c. 1- 3, e alla medesime condizioni della lavoratrice quello ex art. 26, c.4 64

65 Trattamento del congedo di maternità o paternità Indennità previdenziale pari all80% della retribuzione, più eventuali integrazioni ex CCNL Accredito di contribuzione figurativa Decorso dellanzianità di servizio a tutti gli effetti (inclusa progressione di carriera, quando i CCL non richiedano particolari requisiti) Regime del rientro dal congedo Regime dei co.co.pro. : sospensione del lavoro senza corrispettivo in caso di gravidanza (art. 66, c. 1, d.lgs. n. 276/2003) 65

66 Congedo parentale (art.32 ss.) Titolarità del diritto: ciascun genitore (anche se laltro non ne ha diritto) Durata: 6 mesi, continuativi o frazionati, per ciascun genitore, entro un max di 10 mesi Norma promozionale: se il padre fruisce di almeno 3 mesi, ha un max di 7 mesi (11 per la coppia) In presenza di un solo genitore: 10 mesi Nel caso di minore (non ricoverato) con handicap: fino a 3 anni Esercizio diritto: preavviso non inferiore a 15 gg. Periodo fruizione: primi 8 anni di vita del/la figlio/a 66

67 Congedo parentale in caso di adozioni o affidamenti (art.36) Titolarità e durata del diritto: come per i genitori naturali Periodo di fruizione: entro i primi 8 anni dallingresso del minore nel nucleo familiare (ma non oltre il compimento del 18° anno di età) Adozioni o affidamenti internazionali: identico regime 67

68 Trattamento del congedo parentale (art.34 ss.) Indennità previdenziale pari al 30% della retribuzione Spetta per un max complessivo tra i genitori di 6 mesi, fino al 3° anno di vita del figlio (nei primi 3 anni dallingresso del minore in famiglia in caso di adozione o affidamento: art. 36, c. 3) Per periodi ulteriori di congedo (eccedenti sia i 6 mesi, che il 3° anno di età del figlio) lindennità spetta soltanto se il reddito individuale dellinteressato è inferiore a 2,5 volte la pensione minima INPS Contribuzione figurativa, piena nel primo periodo, convenzionale nel secondo (v. art. 35, c. 1 e 2) Decorso dellanzianità di servizio, salvo che per ferie e mensilità aggiuntive Regime del rientro dal congedo (art. 56, c. 3) 68

69 Riposi giornalieri (art 39 ss.) Titolarità: a)lavoratrice madre; b)padre lavoratore: ove i figli siano affidati al solo padre; in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non se ne avvalga; madre non lavoratrice dipendente; morte o grave infermità della madre I riposi spettano al padre se la madre è casalinga? Originaria interpretazione negativa INPS – Tesi estensiva Cons. Stato, VI, 9 settembre 2008, n – Circolare INPS 15 ottobre 2009, n. 112, richiedente alla casalinga di provare loggettiva impossibilità di accudire il neonato – Circolare Min. Lav. 16 novembre 2009, prot. n , di nuovo estensiva Adozioni o affidamenti: medesimo regime Durata: 2 riposi di unora ciascuno, anche cumulabili nella giornata (un riposo qualora lorario giornaliero sia inferiore a 6 ore) Parto plurimo: spettano comunque 4 ore di riposo 69

70 Riposi giornalieri: periodo e trattamento (artt.43-44) Periodo fruizione: 1° anno di vita del bambino (o 1° anno dallingresso del minore adottato o affidato nella famiglia, ex Corte cost. n. 104/2003, che ha dichiarato parzialmente illegittimo lart. 45, c. 1) Minore con handicap grave (in alternativa al prolungamento del congedo parentale): 2 riposi di unora, fino al 3° anno di età del figlio. Dopo il 3° anno: permessi ex art. 33, c. 3, l. n. 104/1992 Indennità previdenziale pari alla retribuzione Contribuzione figurativa ex art. 35, c.1 e 2 70

71 Il congedo per assistenza a soggetto con handicap grave Art. 42, c. 5, TU n. 151/2001: congedo biennale retribuito (con indennità rimborsata da INPS), ex art. 4, c. 2, l. n. 53/2000, per lavoratrice madre o, in alternativa, per lavoratore padre, o, dopo la loro scomparsa, per uno dei fratelli o sorelle conviventi di soggetto con handicap grave I presupposti soggettivi di applicazione dellistituto sono stati notevolmente estesi da Corte cost. n. 233/2005, n. 158/2007, n. 19/

72 Congedi per la malattia del/la figlio/a (art.47 ss.) Titolarità: ciascuno dei genitori (anche se laltro non ne ha diritto), in alternativa Durata e periodo di fruizione: -senza limiti per le malattie del/la figlio/a di età inferiore a 3 anni; -5 giorni lavorativi allanno (max riferito alla coppia genitoriale) per la malattie del/la figlio/a di età compresa fra 3 e 8 anni 72

73 Congedo per malattia in caso di adozioni o affidamenti (art.50) Vale il medesimo regime ex art.47, salvo lelevamento del limite di età da 3 a 6 anni Qualora, allatto delladozione o dellaffidamento, il minore abbia fra 6 e 12 anni, il congedo è fruito nei primi 3 anni dallingresso del minore nel nucleo familiare alle condizioni ex art.47, c. 2 (5 giorni lavorativi allanno) 73

74 Congedo per malattia: esercizio e trattamento Onere di presentazione di un certificato di malattia rilasciato da medico specialista del SSN o con esso convenzionato Nessun trattamento economico Contribuzione figurativa piena sino al 3° anno di età del figlio; ridotta, ex art.35, c.2, dopo il 3° anno di età Decorso dellanzianità di servizio, eccetto che per ferie e mensilità aggiuntive 74

75 Divieto di licenziamento (art. 54) Vale per la lavoratrice madre, dallinizio del periodo di gravidanza sino al compimento del 1° anno di età del bambino, nonché (sino al 1° anno) per il padre nel caso che fruisca del congedo di paternità Eccezioni: a) colpa grave costituente giusta causa; b) cessazione di attività dellazienda; c) scadenza di contratto a termine; d) recesso per esito negativo della prova Sanzione: nullità del licenziamento Oltre il divieto: tutela antidiscriminatoria (art. 54, c. 6; in generale, v. art. 25, c. 2-bis, d.lgs. 11 aprile 2006, n. 198) 75

76 Divieto di licenziamento (art. 54) Nel caso di adozioni o affidamenti, il divieto di licenziamento si applica in caso di fruizione del congedo di maternità o paternità, dallingresso del minore nella famiglia e fino a 1 anno da tale ingresso Nelladozione internazionale, il divieto opera dalla comunicazione della proposta di incontro col minore adottando o dellinvito a recarsi allestero per ricevere la proposta di abbinamento 76

77 Divieto di sospensione Durante il periodo in cui opera il divieto di licenziamento, la lavoratrice non può essere sospesa dal lavoro (= collocata in CIG), salvo che sia sospesa lattività dellazienda o del reparto cui è addetta, sempreché il reparto stesso abbia autonomia funzionale (art. 54, c. 4) 77

78 Dimissioni (art.55) In caso di dimissioni nel periodo coperto dal divieto di licenziamento, spetta alla lavoratrice (o al padre in caso di fruizione del congedo di paternità) lindennità sostitutiva del preavviso (ma non se la lavoratrice si è dimessa per cambiare lavoro: Cass. n /2000) Adozione o affidamento: vale il medesimo regime, entro 1 anno dallingresso del minore nel nucleo familiare Le dimissioni debbono essere convalidate, a pena di inefficacia, avanti alla DPL – servizio ispettivo 78

79 Maternità e collaborazione a progetto In caso di gravidanza (con sospensione della prestazione di lavoro), la durata del rapporto di collaborazione a progetto è prorogata per 180 giorni, salvo più favorevole disposizione del contratto individuale (art. 66, c. 3, d.lgs. n. 276/2003) 79


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